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La vita sta cambiando pelle

Cinquanta anni fa, cominciava il mito di Volare

Paolo Biamonte

(ansa.it) Il 31 gennaio 1958 la canzone italiana entra nell'era moderna e scopre che anche la melodia, il ritmo e le parole possono fare una rivoluzione. Al festival di Sanremo Domenico Modugno canta 'Nel blu dipinto di blu' ed entra nella leggenda. La canzone non solo trionfa al festival ma diventa il più grande successo che un cantante italiano abbia ottenuto nel mondo. In America, Modugno diventa "mr Volare" e 'Nel blu dipinto di blu' vince anche il Grammy, l'Oscar della musica, un fatto mai accaduto prima a un interprete di casa nostra. Nonostante in Italia fossero già arrivati gli echi del rock'n'roll e a Milano ci fosse già una scena 'rock' con Celentano, Jannacci e Gaber, l'Italia della canzone era ancora quella dei papaveri, le mamme, I balocchi e I binari tristi e solitari. I cantanti erano tutti impostati sui modelli classici e in scena si limitavano a eseguire con compostezza e correttezza accademica il brano, immancabilmente costruito in funzione dell'orchestra. Domenico Modugno, che all'epoca aveva già 30 anni, scompaginò tutto. A Roma era venuto, dopo un duro soggiorno a Torino, sognando di fare l'attore e per questo si era iscritto al Centro sperimentale di cinematografia. Si era fatto già una certa esperienza sia come attore che come cantante, ottenendo i primi successi, lui pugliese, come interprete di pezzi napoletani e siciliani. Nel blu dipinto di blù fu il suo capolavoro.

 "Ci sono canzoni che vengono ricordate solo per la loro melodia accattivante e canzoni che invece nascono da un testo: Nel blu dipinto di blù è una di queste". A scrivere queste parole leggendarie era stato Franco Migliacci, che poi diventerà uno dei parolieri più famosi della nostra canzone. All'epoca anche lui voleva fare l'attore o il poeta. Fu Modugno a chiedergli un testo e lui, ispirandosi a un quadro di Chagall, scrisse la storia dell'uomo che in sogno si dipinge le mani e la faccia di blu e comincia a volare. Modugno la cantò a braccia alzate, mettendo nella voce e nei movimenti quel suo fare guascone che era uno dei suoi tratti distintivi di uomo e di artista. Grazie a Modugno, l'Italia scopriva la fisicità dei cantanti. Il pubblico impazzì mentre la Rai si rifiutava di trasmetterla perché giudicava il testo incomprensibile. Una rivista di destra ne tracciò una stroncatura preventiva e si arrivò persino a paragonare Nel blu dipinto di blù alle poesie ermetiche di Ungaretti, Montale e Quasimodo. In più l'arrangiamento: al contrario dei brani dominanti dell'epoca, tutti avvolti in una melassa di archi e valzerini, 'Volare' era concepita come un pezzo da piccolo ensemble swing. Non a caso in coppia con Modugno al festival la cantò Johnny Dorelli che ne diede un'interpretazione da crooner. "Dopo la prima prova cominciò una sorta di processione di colleghi che venivano a propormi due, tre canzoni in cambio di Nel blu dipinto di blù. Andai a raccontare la faccenda a Natalino Otto che mi disse perentorio: sei matto? Tieniti il pezzo, non scambiare proprio niente!'. Per la verità usò altre parole ma mi diede il consiglio giusto che mi diede la certezza di avere tra le mani un pezzo fuori dal comune" ha raccontato Dorelli all'Ansa. Il bello è che Modugno l'aveva proposta a Nilla Pizzi, la regina della canzone. Lei la rifiutò. Non si è mai perdonata di non aver capito quella canzone rivoluzionaria.