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Gas, si indaga sulle bollette gonfiate

Sequestrati un centinaio di contatori. Il provvedimento è stato disposto dalla procura di Milano. Fino al 15% in più di consumi pagati e mai erogati. Coinvolti grandi colossi come Snam Rete Gas, Italgas, Aem e Arcalgas

Milano, 29 gen. - (Adnkronos/Ign) - Sono un centinaio i contatori del gas sequestrati - su campioni mirati per anno, costruzione e modello - dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Milano nell'ambito dell'inchiesta avviata dalla procura del capoluogo lombardo su consumi gonfiati e bollette manomesse.

L'indagine, condotta dai pm milanesi Sandro Raimondi e Letizia Mannella e di cui dà notizia oggi il quotidiano 'La Repubblica', riguarda contatori del gas tanto vecchi da segnalare consumi superiori a quelli effettivi e conseguenti rincari 'illeciti' nelle bollette di milioni di famiglie italiane che si aggirerebbero in media attorno al 10%.

Un'inchiesta che coinvolge grandi colossi dell'energia, come Snam Rete Gas, Italgas, Aem e Arcalgas, e che, secondo quanto verificato dal perito della procura milanese, riguarderebbe un totale stimato di circa 500 mila metri cubi di gas pagati e mai erogati. Nell'indagine sarebbero coinvolti l'ad di Eni Paolo Scaroni, il numero uno di Snam Rg Carlo Malacarne, Giovanni Locanto dell'Italgas, l'ad di Aem Giuliano Zuccoli e altri sette manager, tutti accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla truffa.

La perizia del tecnico è stata depositata ieri e ha riguardato 55 contatori per uso domestico (alcuni dei quali talmente usurati da non poter essere misurati) con membrane naturali che, con il tempo, perdono di elasticità, falsando i valori di gas effettivamente consumato. Dei 42 passati in rassegna, tutti quelli con membrana naturale, ovvero una trentina, hanno manifestato margini di errore superiori al consentito, raggiungendo il picco del 15,2% di gas non erogato rispetto al pagato. Se le stime fossero veritiere ed estendibili a tutta Italia, sottolinea il quotidiano di Ezio Mauro, le reti di fornitura del gas distribuirebbero mezzo miliardo di metri cubi in meno all'anno rispetto a quello che si farebbero pagare.

Italgas

, la società controllata da Eni, intanto ha sottolineato ''l'assoluta correttezza delle procedure di misurazione ed esclude qualsiasi truffa a carico dei consumatori finali''. In una nota, la società ha poi precisato che la perizia depositata ieri, ''per quanto a nostra conoscenza, non riguarda i contatori di Italgas''.

Telefono Blu Sos Consumatori, comunque, già pronto a chiedere l'immediato rimborso alle aziende, parla di almeno 5 milioni di contatori del gas difettosi. ''La magistratura di Milano sta indagando e se tutto ciò si avverasse - spiega - significherebbe che da almeno 25 anni le aziende di erogazione del gas, per la maggior parte le cosidette municipalizzate, hanno incassato più del dovuto''.

Sul piede di guerra anche il Codacons che sta preparando una class action contro le società che saranno considerate responsabili nel procedimento penale sui contatori di gas 'truccati'. L'associazione si costituirà parte civile nel processo e invita ''fin da ora gli utenti con contatori vecchi, clienti delle società coinvolte nei controlli che hanno dimostrato consumi errati, a conservare le bollette del gas ed inviare al proprio gestore una raccomandata nella quale si chiede il rimborso delle erogazioni conteggiate e mai effettuate per gli ultimi 5 anni''. Il Codacons ha deciso anche di presentare un esposto all'Authority per l'energia elettrica ed il gas.

La società Snam Rete Gas ha dichiarato di "non avere alcun tipo di rapporto né tecnico né commerciale con il consumatore finale, effettuando solo il trasporto del gas naturale attraverso la propria rete di gasdotti ad alta pressione".