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La vita sta cambiando pelle

"L'Italia non è in declino, ma un Paese in trasformazione"

Luca De Biase, guru della blogosfera, responsabile di Nova24, ha presentato il libro "Economia della felicità" (Feltrinelli) al teatrino di via Sacco

(varesenews.it) Nella vita si puo' essere felici, se si sceglie di esserlo. La formula di Luca De Biase, guru della blogosfera, responsabile di Nova24, inserto del Sole24 ore, sembra semplice. In realtà non è così, perché dietro quella scelta c'è un sistema economico e mediatico che spinge nella direzione contraria. In questo sistema però si inserisce una variabile nuova: la rete, i blog e la comunicazione orizzontale.
De Biase, intervenuto al teatrino di via Sacco per presentare il suo nuovo libro,  "Economia della felicità" (Feltrinelli), è stato intervistato dal giornalista Marco Giovannelli, direttore di Varesenews. «Il pil  (prodotto interno lordo ndr) di un paese, non spiega tutto e soprattutto non spiega il bisogno di felicità - ha esordito l'autore -. Alcuni economisti ci spiegano che l'aumento dei consumi non sono correlati con la percezione della felicità. Le persone sono soddisfatte sempre meno e per un tempo sempre più breve dei loro consumi».

«Quello che ha maggior valore - ha continuato De Biase - è ciò che non ha prezzo. Gli affetti, l'amicizia, le relazioni. Cioè quei beni che chiamiamo relazionabili e che hanno a che fare con il tempo che noi doniamo alle altre persone». (foto: a sinistra Luca De Biase e Marco Giovannelli)

L'esempio più efficace per dimostrare la mancata correlazione tra felicità e consumo è il telefonino. Da quando il cellulare è entrato nella vita quotidiana delle persone, si è ridotto sempre di più il periodo di ricambio dell'ultimo modello. Oggi l'italiano, in media, corre a cambiare il suo telefonino ogni 12 mesi. Nel sistema tratteggiato dall'autore non ha importanza solo ciò che non ha prezzo, ma anche il modo in cui noi costruiamo questa nuova sensibilità. «I palinsesti dei principali media sono impostati per una narrazione della realtà coerente con l'organizzazione del nostro tempo. Ci alziamo, lavoriamo e la sera ci sediamo davanti alal televisione, in un rapporto di comunicazione che è verticale. Invece, i blog e la rete introducono un modo diverso di raccontare la realtà che è orizzontale e si basa sulla relazione, sul passaparola, sul dono del proprio tempo e la condivisione delle informazioni. Invece, i media  tradizionali sono autoreferenziali».

Quale che sia il futuro del Bel Paese, il guru della blogosfera non ha una percezione negativa della realtà e rifugge il lamento generalizzato e indistinto che spesso caratterizza l'italiano medio. «L'Italia non è un paese in declino, ma un paese in trasformazione. L'Italia non solo è piena di straordinari innovatori che non fanno notizia, ma si avvia verso un nuovo Rinascimento».

» Video: La Blogosfera è il nuovo Rinascimento

Mercoledi 13 Febbraio 2008

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