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PDL: FERRARA VUOLE APPARENTARSI, PER LISTA SEDE NATURALE

Patrizia Antonini
 

(ansa.it) GENOVA - Giuliano Ferrara a Genova gioca con maestria la sua carta per l'apparentamento con il Pdl, si dice convinto che lo annuncerà nella conferenza stampa convocata per stasera al "Foglio" e, tanto per mettere le mani avanti, aggiunge: "Lo annuncerò a meno che Berlusconi non sia uscito di senno, cosa che non credo". Lo dice a margine dell'inaugurazione dell'anno accademico della residenza delle Peschiere della Fondazione Rui legata all'Opus Dei spiegando: "Il Pdl è la sede naturale per la mia lista".

In una campagna elettorale in cui sia il leader del Pdl che quello del Pd non vogliono mettere sul piatto questioni di rilevanza etica, il direttore del 'Foglio' sembra restare solo, ma si ostina nel tentativo di portare "l'amico Silvio che da questo orecchio non ci vuol sentire" nella sua direzione. "Non é una questione di serie B come alcuni dicono - sottolinea - e in questo momento su questo c'é unità tra Berlusconi e Veltroni. E' una questione di serie A".

Ferrara, che grazie all"endorsment' dei parlamentari azzurri Alfredo Biondi, Lino Iannuzzi e Egidio Sterpa potrebbe estendere la sua lista che porta il logo "Aborto? No grazie" a tutti i collegi d'Italia senza raccogliere le firme, non si accontenta e afferma: "Non è che voglio andare con Berlusconi, è Berlusconi che deve finalmente decidersi a darmi l'apparentamento perché il luogo naturale di una lista che si batte per la vita umana è il centrodestra, una coalizione di liste che fa riferimento al Partito popolare europeo e nella quale non ci sono ministri come Livia Turco che vogliono diffondere la RU486 il più possibile ed il più in fretta possibile ed in cui non ci sono laicisti che considerano l'aborto un diritto".

Nel chiarire la sua posizione sulla legge 194, rispetto alla quale Berlusconi anche ieri sera si è espresso dicendo che "non si tocca", Ferrara ribadisce: "Non chiedo nessuna abrogazione e nessuna revisione della legge. Chiedo che sia applicata integralmente. Esattamente quello che chiede la Chiesa cattolica, ciò che chiedono le istituzioni sanitarie ed i centri aiuto per la vita. Nessuna donna deve essere obbligata ad abortire, ma tutte devono essere libere di non farlo". A chi insiste nel fargli domande rispetto ad uno scenario in cui l'apparentamento non si concretizzasse, Ferrara si mostra irritato ed afferma: "Io non voglio fare carriera politica. Non m'importa niente. Voglio affermare un principio. Il Pdl è il luogo naturale per la mia lista. Basta".

E in merito alla candidatura a primo cittadino di Roma rilanciata dal Cavaliere che lo vedrebbe "un sindaco fantastico", Ferrara glissa e torna a bomba: "Ho già detto che faccio il galoppino di qualunque candidato o il candidato di qualunque partito purché entrino in Parlamento su mandato specifico a lottare per la vita deputati e senatori che in questi trent'anni invece di voltare la faccia dall'altra parte hanno lavorato nei centri di aiuto alla vita per non lasciare sole le donne".