Salta navigazione.
La vita sta cambiando pelle

ELEZIONI: ROMA, FERRARA NON SI CANDIDA

(ansa.it) ROMA - " Cari amici, dal momento che siete orientati a non collaborare con la mia lista per la vita e contro l'aborto, vi prego di prendere nota della mia indisponibilità ad accogliere la vostra offerta di candidarmi a sindaco di Roma. Con i migliori e più cordiali saluti, e con gli auguri per una buona e serena campagna elettorale". E' quanto scrive Giuliano Ferrara in una lettera inviata a Gianfranco Fini e Gianni Alemanno.

PD: VISCO, 'NON MI CANDIDO, SPAZIO A GIOVANI ECONOMISTI'

ROMA - Non mi candido, meglio valorizzare i giovani economisti. Il vice-ministro dell'Economia Vincenzo Visco lo scrive in una lettera inviata al segretario del Partito democratico Walter Veltroni. "La mia presenza in Parlamento non é decisiva", scrive il responsabile della politica fiscale che, dopo sette legislature passate in Parlamento, richiama invece l'attenzione su un gruppo di "giovani economisti interessati alla politica ed ai problemi del Paese". "Ritengo che la mia rinuncia alla candidatura - aggiunge Visco - possa (e debba) essere l'occasione per valorizzare e promuovere alcuni di questi giovani che già hanno dimostrato sul campo le proprie qualità".

DE MITA: 'VITTIMA DELL'ETA',  VI LASCIO'

ROMA - "Nell'applicazione dello statuto sono vittima dell'età. Mi ribello e vi lascio". Così l'ex segretario Dc Ciriaco De Mita, prendendo la parola all'inizio della direzione del Pd, ha protesta,secondo quanto riferito, per l'esclusione della sua candidatura. "Non sarò con voi- avrebbe aggiunto De Mita - ma contro di voi"

Successivamente, conversando con i giornalisti, de Mita ha spiegato i motivi della sua decisione. "I criteri di selezione della classe dirigente fanno riferimento all'età e non all'intelligenza; per me sono un insulto per questo lascio il partito". Il regolamento che stabilisce i criteri delle candidature stabilisce infatti che non potranno ripresentarsi davanti agli elettori quanti hanno già svolto tre mandati parlamentari.

"La mia partecipazione alla costruzione del Pd - ha spiegato un De Mita visibilmente irritato - è sempre stata segnata dalla preoccupazione e dal dubbio. Ma qui anziché metter mano a un soggetto democratico si sta edificando qualcosa basato più sul desiderio che non ancorato alla realtà". In particolare De Mita ha criticato l'intenzione di "trasferire il modello americano alla nostra realtà". Ma quello che per De Mita è "un insulto" è appunto il regolamento che "fa riferimento all'età e non all'intelligenza". I cronisti hanno chiesto se egli oltre a lasciare la riunione abbandona anche il partito: "certo" ha replicato senza esitazioni De Mita. Lascia anche la politica? Hanno domandato i cronisti: "un poeta spagnolo - ha risposto l'ex presidente del Consiglio - disse 'quando moriro' seppellitemi con la mia chitarrà. Io quando morirò terrò il mio ultimo discorso politico".

TV: D'ALEMA, NESSUN ESPROPRIO A BERLUSCONI

ROMA - "Nel programma del Partito Democratico non si prevede l'esproprio di due reti di Berlusconi". Lo assicura il vice premier Massimo D'Alema a Radio Anchio, sottolineando che si tratta di "una riforma più equilibrata" del sistema televisivo. Riguardo alle prese di posizione di Di Pietro, D'Alema precisa che il leader dell'Idv "ha sottoscritto il programma del Pd". "La logica delle coalizioni rissose è alle nostre spalle" sottolinea D'Alema non prevedendo quindi diversità di posizioni tra gli esponenti politici della maggioranza come è avvenuto nella legislatura appena conclusasi.

ELEZIONI:SICILIA; MICCICHE' A COLLOQUIO CON BERLUSCONI

ROMA - Gianfranco Micciché, presidente dell'Assemblea regionale siciliana, è a colloquio con il leader del Pdl Silvio Berlusconi, a Palazzo Grazioli. "Non solo non ho mollato ma mi sento più carico che mai - aveva annunciato sul suo blog lo stesso Micciche' - non lasciate spazio alle delusioni solo per le notizie d'agenzia o dei Tg che non conoscono la reale situazione - dice Micciché ai suoi lettori su Internet -. La partita è aperta e vi confermo che, comunque vadano le cose, sarò schierato contro il cuffarismo. Tanti di voi non mi conoscono bene, ma la cosa di cui potete stare certi è che avrò bisogno di tutti voi. Dobbiamo prometterci fermezza reciproca! Io prometto".

PD-RADICALI: ROUND DECISIVO

(dell'inviata Cristina Ferrulli)

La forza del Pd che, secondo i sondaggi in mano a Walter Veltroni, lo fa crescere di 1-1,5 punti a settimana è la "rottura" con le coalizioni-ammucchiare del passato. A quella forza il segretario Democratico non ha la voglia di rinunciare. "L'Idv sottoscriverà il programma; non può alzarsi e dire no" è l'altolà del leader del Pd per chiudere l'incidente di percorso causato ieri dall'uscita dell'alleato sul riassetto delle tv. Il Molise è la terza tappa del 'Giro del'Italia nuovà che Veltroni farà nelle 110 province italiane perché "le previsioni elettorali e l'esito del voto sono come il giorno e la notte; e la differenza la fa la campagna elettorale".

 E proprio dalla terra del leader dell'Idv Antonio Di Pietro arriva la frenata di Veltroni. Il candidato premier del Pd non vuole fare, in caso di vittoria, la fine di Prodi costretto per quasi due anni a mediare su un programma che "doveva tenere insieme tutto quello che difficilmente poteva stare insieme razionalmente". Per rompere gli schemi del passato e "per essere liberi", Veltroni ha tagliato i ponti con la sinistra radicale, ha messo paletti rigidi per le alleanze e ha lavorato per un programma "snello, pari a un settimo-un ottavo" di quello dell'Unione. Il tempo dei veti "dei governi del minimo comune denominatore è finito", scandisce il segretario del Pd senza mai citare per nome Di Pietro. Anche perché la chiarezza del programma è motivo di differenza rispetto al Pdl dove "non sono liberi come noi - è convinto Veltroni - e ci si scontrerà, ad esempio sulle liberalizzazioni, sull'Europa o sul Kosovo".

Veltroni arriva a Campobasso dopo avere limato il programma e definito lo schema per le candidature. Come a Pescara e a L'Aquila la sala è strapiena e il leader Democratico si galvanizza. "Da moltissimi anni - osserva - non si vedeva così tanta gente. C'é un nuovo entusiasmo e questo vuol dire che abbiamo risposto alla domanda di semplificazione e di un linguaggio nuovo che la gente chiede". L'ex sindaco di Roma non cita i sondaggi ma fa riferimento ai dati di un osservatorio per il quale "continuiamo a crescere e cresciamo ogni settimana che passa". Non è vero, è la convinzione di Veltroni, che l'antipolitica la fa da padrona tra la gente. Basta capire che "la gente non ne può più di urla e litigi e vuole una politica più serena e fatta dei problemi delle persone". Problemi come quelli che i due ragazzi di 21 e 23 anni gli sottopongono a Campobasso sulle possibilità di lavoro in una regione come il Molise. Il segretario del Pd li rassicura ricordando alcuni punti del programma ma soprattutto garantendo che "quello che diciamo ora, poi realizzeremo". Ma c'é un altro tema che in questi giorni sta in cima alle priorità dell'ex sindaco di Roma: la lotta alla pedofilia. Veltroni non replica a Gianfranco Fini, che chiede la castrazione chimica dei pedofili, ma ribadisce la necessità di una linea dura: "Chi sbaglia deve pagare. Lo Stato deve essere duro e utilizzare gli strumenti della repressione e della cura in nome del principio di legalità che noi dobbiamo assumere serenamente come un modo per garantire la giustizia sociale".

style="display:inline-block;width:728px;height:90px"
data-ad-client="ca-pub-1148397743853804"
data-ad-slot="6534948771">