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La vita sta cambiando pelle

RIFKIN SHOW

Lo show off di un ricercatore, un economista-filosofo, come lui si definisce, non può che deludere. E’ preferibile fermarsi alla lettura dei suoi libri. La ricerca, le proposte innovative, non hanno bisogno del carico di spettacolo; rimanendo al tema è una energia sprecata. Un inutile dispiegamento di risorse umane e collettive. Un intellettuale che poi, spudoratamente, al termine del suo intervento si vende al potere locale con una marketta, così le chiamiamo in Italia Jeremy, beh, intristisce chi dedica il proprio tempo alla ricerca, alla cultura, al pensiero libero. Non era il caso! Un po'di buon gusto intellettuale... Forse avremmo voluto parlare con lei, forse avremmo voluto farle delle domande, forse avremmo voluto ascoltare il suo parere su temi che a noi parmigiani stanno a cuore, forse avremmo voluto che lei ci proponesse un workshop operativo con la nostra Università, forse avremmo voluto formare con lei un gruppo in rete sull’ambiente, collegato con altre città italiane, d’Europa, del mondo. Lei sa cosa è il tam tam della rete! Forse avremmo voluto altro, non una strapagata lecture, anche perché avevamo già letto nei sui suoi libri ciò che lei ci ha detto…forse avremmo sperato che ci trasmettesse un'altra forza, forse avremmo voluto che unitamente al suo pensiero si fosse aperto un gruppo di lavoro permanente… E non ci venisse a dire, invece, che Parma è città all’avanguardia nella cultura ambientale. Questo lo lasci dire a noi, a chi la abita! Per favore. Il come lei si è proposto e manifestato, ci ha deluso. Il Regio, che lei conoscerà per l’opera, è temuto dagli artisti. Beh, le dirò che personalmente sono rimasto deluso dalla sua performance e da come ha spettacolarizzato la conoscenza. Per il futuro dell’ambiente abbiamo bisogno di tutto fuorché di sprechi economici e comparsate come lei ha fatto. L’ho ripresa signor Rifkin, la manderò in onda sul web TV, avrà modo di rivedersi quando vorrà (www.luigiboschi.it o in www.arcoiris.tv), sempre negli anni a venire. Tutto il mondo potrà vedere non solo cosa lei è venuto a dire a Parma, ma come l’ha detto. Il trattamento teatrale non si addice agli intellettuali veri. La nostra piccola cultura di provincia ha prodotto geni interessanti: Parmigianino, Verdi, Toscanini, Bertolucci…La nostra piccola provincia ha prodotto il primo antipapa: Cadalo. Nella storia abbiamo combattuto e sconfitto imperatori, Federico II le dice qualcosa? Parma è stata chiamata l’Atene d’Italia nell’Illuminismo…l’Università risale all’877 (Studium – Vescovo Guibodo) E lei viene qui a fare una marketta a favore del potere oligarchico locale? A favore di chi ha impedito fino ad ora la nuova visione? Che ha indirizzato le risorse solo a rendita parassitaria o al degrado ambientale? Non confondiamo la scienza con la comicità! Totò: ma mi faccia il piacere! Non abbiamo bisogno che lei dall’America ci venga a dire come stanno qui le cose. Noi che abitiamo la città lo sappiamo! Lei si è screditato nei confronti di chi sa. Di chi conosce l’ambiente antropizzato e politico. Lei non è più citabile! Forse qualcuno glielo avrà detto che Parma è tra le città più inquinate d’Italia; forse qualcuno le avrà detto che esiste un incremento di cementificazione senza precedenti e senza attenzione alla qualità ambientale e economico ecosostenibile. Forse qualcuno le avrà detto che non c’è futuro per l’economia a vocazione animale. Dove è finito il suo “il futuro è nel vegetale!” Perché non ne ha parlato a Parma? Forse qualcuno le avrà detto che non ci sono auto elettriche, come lei ci è venuto a raccontare dall’America. Se lei le ha viste, noi no! Forse qualcuno le avrà detto che le piste ciclabili sono fasce pitturate sui marciapiedi sottratte ai pedoni e il cui percorso è spesso non in sicurezza e in particolari tragitti si avvicina a piste da ciclocross…e che se usa la bici, non sa più dove metterla! No Rifkin, non era stato invitato a Markette” il programma di Chiambtretti su La7 La mia delusione per come si è rivelato è stata enorme. La ricerca, la cultura, la volontà di partecipare di trasmettere e divulgare sapere per “il bene comune”, non per un interesse privato, è altro. Farebbe bene ad abitare un po’ i luoghi prima di rilasciare certe affermazioni. Il mondo ha bisogno di autenticità, non di rappresentazioni! Nell’economia delle conoscenze un ricercatore non viene invitato per uno spettacolo o per legittimare scelte improvvide, ma per smuovere poteri sclerotizzati, che impediscono il nuovo, promuovere gruppi di lavoro a tema, stimolare un dibattito culturale aperto e partecipato, consentire all’innovazione emarginata di trovare spazi. Coltivare e sostenere la rinascita delle idee non è uno slogan, ma una consapevole volontà politica in opera. (Parma, 16 febbraio 2006) Luigi Boschi

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