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La vita sta cambiando pelle

Incidente o omicidio? Ancora ipotesi

(ansa.it) Incidente o omicidio: su queste due ipotesi si snoderanno gli accertamenti sui resti di Ciccio e Tore e sul luogo in cui sono stati trovati, il pozzo e la cisterna di Gravina di Puglia, quel cunicolo dell' orrore in cui sono precipitati o sono stati gettati. Accusa e difesa, con i propri consulenti, si misureranno attorno a quegli accertamenti ma già da ora mettono in campo alcuni elementi, o alcune ipotesi. La procura continua a ritenere per ora valide le accuse che tengono in cella il padre dei due bambini, Filippo Pappalardi, mentre il difensore dell'uomo ha chiesto oggi la sua scarcerazione.

 * CICCIO E TORE NELLA CASA DELL'ORRORE - Il primo nodo da sciogliere sarà proprio la ricostruzione di come e perché i bambini sono entrati in quella casa abbandonata. E' un luogo dove i ragazzi vanno a giocare, e questo deporrebbe a favore dell'ipotesi che i due fratellini fossero lì per divertirsi. Ma al momento non è possibile escludere che vi si fossero rifugiati, scappando, o che ci siano stati portati contro la loro volontà.

* IL TRAGICO VOLO - Nell'ipotesi dell'incidente i ragazzi sarebbero precipitati per i 25 metri del pozzo per una casualità, magari uno potrebbe aver trascinato l'altro quando ha capito che stava cadendo. Oppure uno, presumibilmente Salvatore, potrebbe essersi gettato per salvare Francesco, che sarebbe stato il primo a cadere. Un possibile scenario di omicidio, tuttavia, è quello secondo il quale i due bambini potrebbero essere stati spinti in quel pozzo, oppure vi siano precipitati per cercare di sfuggire a una minaccia.

* L'AGONIA NEL SILENZIO - Secondo il difensore uno dei bambini, Salvatore, potrebbe aver cercato di battere il freddo o di gridare, inascoltato, per richiamare l'attenzione rivolgendosi verso l'unico raggio di sole che entra nella cisterna. Il suo corpo è stato trovato nell'unico punto raggiunto dalla luce. Quindi, secondo il difensore di Pappalardi, Angela Aliani, era ancora giorno quando i due sono caduti nel pozzo. Ma un amico dei ragazzi dice di averli visti, quella sera, verso le 21:30, salire sull'auto del padre che, arrabbiatissimo perché erano a giocare mentre li aveva messi in punizione, li ha condotti con sé.