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SARKOZY IN AFRICA: FRANCIA NON FARA' PIU' IL GENDARME

(ansa.it) PARIGI - La Francia non sarà più il gendarme dell'Africa che dovrà affrontare e risolvere da sola i suoi problemi di sicurezza. L'annuncio è stato dato dal presidente francese Nicolas Sarkozy in modo solenne e in un'occasione ufficiale: la sua visita di stato in Sud Africa e il suo intervento davanti al parlamento di Città del Capo. Atteso da mesi, il suo segnale di "rottura" con le politiche sin qui seguite è stato particolarmente apprezzato dal presidente sudafricano Thabo Mbeki, che lo ha giudicato una gesto che va inserito "nel processo di decolonizzazione". Sarkozy ha sostenuto che la Francia non ha intenzione di "mantenere all'infinito" sue forze militari in Africa, continente che deve però "prendersi in carico i propri problemi di sicurezza". La presenza militare francese in Africa "si basa ancora su accordi conclusi all'indomani del processo di decolonizzazione, più di 50 anni fa" e "quello che è stato fatto nel 1960 non ha più lo stesso significato oggi", ha detto Sarkozy che ha ricordato come non sia "più concepibile" che la Francia sia coinvolta "nei conflitti interni".

In un'intervista ad un giornale sudafricano, The Star, il presidente francese ha apertamente ricordato che il suo paese non deve più svolgere il ruolo di "gendarme" giocato fino ad ora ed ha assicurato che tutti i capi di stato africani sono stati informati della decisione di rivedere questi accordi bilaterali. Tutti saranno rinegoziati, discussi e resi noti "in modo trasparente". Gli accordi di difesa siglati negli anni 60 tra Parigi e le sue ex colonie hanno costituito per decenni la base giuridica della presenza francese in Africa e la ragione prima dei numerosi e controversi interventi militari. L'ultimo attuato poche settimane fa nel Ciad, dove militari francesi hanno garantito sostegno logistico e di intelligence al presidente Idriss Deby, minacciato da ribelli che erano arrivati fin dentro la capitale. Con l'azzeramento delle attuali politiche bilaterali militari con i paesi africani comincia anche una revisione della presenza militare francese. Fonti diplomatiche a Parigi fanno capire che sarà un lavoro graduale, legato alle situazioni locali.

I francesi hanno circa 9.000 militari dislocati in Africa: 2.400 sono in Costa d'Avorio all'interno dell'operazione Licorne avviata nel 2002; nel Senegal ci sono 1.100 uomini, 900 nel Gabon, 2.900 a Gibuti, 1.500 nel Ciad e alcune centinaia nella repubblica centrafricana. L'obiettivo di Parigi è di non intervenire più da solo nel continente ma a fianco dell'Unione africana e dell'Unione europea. Se l'annuncio fatto da Sarkozy ha attirato una grande attenzione, non è certo l'unico obiettivo della visita di stato del presidente francese, accompagnato dalla moglie Carla Bruni. Sarkozy da un lato ha promesso nuovi interventi economici( 2,5 miliardi di euro in cinque anni) per stimolare la crescita produttiva nel continente, da un altro è interessato a rafforzare l'interscambio con il Sudafrica. Con Sarkozy è infatti arrivata una nutrita delegazione di imprenditori. Ma le attenzioni maggiori sembrano accentrarsi sulla possibilità di accordi per la costruzione di una nuova centrale nucleare. Il Sudafrica è il solo paese del continente ad averne una ed ora sembra interessato ad una seconda.

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