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La vita sta cambiando pelle

MATTANZA QUOTIDIANA!

Follia pura è pensare agli animali, in allevamenti intensivi, soggetti a continue sperimentazioni genetiche funzionali al profitto, trattati senza dignità di vita, considerati parti di un processo produttivo per il profitto. E' senza senso! Colpisce d'altra parte l'insensibilità popolare verso questo tipo consumo. Dacia Maraini: "Da cosa ci viene questa arroganza? Questa assoluta cecità di fronte alle sofferenze animali? Purtroppo, non credo nemmeno che si tratti di cattiveria, come si suol dire, ma di assoluta insensibilità, ovvero di assoluta mancanza di immaginazione. La gente non è crudele per istinto (mah...NDR) ma perché non è capace o non è educata a immaginare la sofferenza altrui."

IL CINEMA ALL'APERTO A PARMA. "AURORA" DI F. W. MURNAU

Il clima del cinema all'aperto d'estate a Parma, il modo di frequentarlo, le sale, dove erano dislocate. Aneddoti di vita provinciale quando il cinema rappresentava col teatro il luogo di incontro e divertimento della città. Segue la critica al film muto di Murnau recentemente restaurato e iun programmazione presso le sale italiane.

Per Giuseppe Calzolari, Peppino, Humphrey Bogart lo soprannominò Pietrino Bianchi, il cinema è la sua vita. Davide Barilli lo ha descritto benissimo nel suo libro sui personaggi di Parma. Cominciò ad occuparsi di critica cinematografica nel 1950 quando firmava come redattore la rivista di Parma Sequenze edita da Maccari e diretta da Luigi Malerba. E' tra i direttori della collana edita da Guanda Piccola Biblioteca del cinema in compagnia di Bertolucci e Malerba. Ha curato una collana di monografie di attori del cinema firmata insieme a Tullio Chezich per Edizioni Sedit di Milano intitolata Tascabile del Cinema. Ha seguito come critico i Festival Internazionali da Cannes a Venezia per l'agenzia Aga di Roma e per numerosi quotidiani. Ha pubblicato: Parma vicende e protagonisti, I Cinematografi di Parma, Cineclub di Parma. Ha curato la mostra e il volume Il Portoghese discreto per ricordare Pietro Bianchi. 
(durata: 16,27 min.)

Parma, Agosto 2004

autore: Luigi Boschi
regia: Luigi Boschi e Marta Mambriani
riprese: Marta Mambriani; Angelo Bonisforza
montaggio e postproduzione: Luigi Boschi, Angelo Bonisforza
mixeraudio: Studioveronica
produzione: Florance

Fondazione Toscanini: la Cgil la pensa così

Negli ultimi tempi la "Gazzetta di Parma" ha dato spazio a diverse voci, che si sono espresse con giudizi per lo più drastici e senza appello sulla gestione  e la sorte della Fondazione Arturo Toscanini. Articoli a firma di movimenti o partiti politici, che denunciano una parziale e distorta conoscenza della realtà lavorativa della Fondazione.

Non ci interessa entrare in polemica con gli autori; in alcuni casi si sono toccati argomenti delicati e oggetto di vera discussione.

Ci  interessa - al contrario - ripristinare se possibile una informazione più conforme alla realtà sullo stato di salute sia artistico che economico della Fondazione, ma soprattutto riportare nell'alveo naturale del confronto sindacale interno le questioni di carattere lavorativo.

L'Orchestra Toscanini  ha sempre, dal '75 in poi, costituito uno dei veicoli promozionali della cultura musicale in Emilia-Romagna.

E' opportuno ricordare quindi  che l'orchestra stabile ha intrapreso con successo la produzione della lirica ed è ormai punto di riferimento nel panorama musicale italiano come componente di produzioni presenti in città e teatri importanti.

La lirica quindi come base di produzione centrale per operazioni di livello e qualità e come fonte di risposte occupazionali sia sul fronte artistico che su quello tecnico.

Il bilancio, dal momento di massima difficoltà di alcuni anni fa, si è notevolmente irrobustito; segno di un'attività complessa ma in buona salute, senza dimenticare che permangono preoccupazioni riferite alle incertezze dei continui tagli al FUS (Fondo Unico dello Spettacolo).

FONDAZIONE TOSCANINI UDC E CORRETTA INFORMAZIONE

Ancora una volta l'Udc, chiamata in causa nelle parole di un articolo pubblicato sulla Gazzetta di Parma di giovedì 15 u.s, deve fare alcune puntualizzazioni. Ci si rende sempre più conto che chi scrive non sempre è così informato come dovrebbe.

LA FONDAZIONE TOSCANINI

Egregio direttore,

la sequela di inesattezze pubblicata dal suo giornale tra le "opinioni" a firma del signor Boschi, mi ha convinto che sarebbe opportuno consigliare al medesimo la lettura del nostro statuto, facilmente reperibile sul sito internet della Fondazione Toscanini.

Egli potrà così almeno correttamente informarsi sugli Organi della Fondazione, apprendere che esiste un Consiglio di Amministrazione, che la Toscanini è ente di diritto privato e quali siano compiti, poteri e responsabilità del Sovrintendente prof. Baratta, che opera in esecuzione di delibere del CDA e che gode di piena fiducia da parte mia e degli amministratori.

Non entro nel merito delle personalissime "opinioni" che la Gazzetta ha riportato, il cui contenuto appare censurabile sotto diversi aspetti e, se del caso, in altra sede, ma non mi esimo dal richiedere che i nostri musicisti non siano relegati al rango di "orchestrali" come sono stati definiti più volte. Essi sono, come tutti sanno, "professori d'orchestra". (Gazzetta di Parma, 17/07/2004)

Antonio De Rosa
Presidente della Fondazione Arturo Toscanini

A Parma, quale onore.

Maazel: "E' una gioia dirigere qui questa orchestra"

(Gazzetta di Parma) A Parma con amore: firmato Lorin Maazel e la Filarmonica Arturo Toscanini. Venerdì alle 21.30, grande concerto in Piazza Duomo: in programma la Sinfonia n. 9 dal Nuovo Mondo di Antonin Dvoràk e i poemi sinfonici Le Fontane di Roma e I Pini di Roma di Ottorino Respighi. Sul podio della Filarmonica Toscanini, complesso strumentale d'eccellenza della Fondazione Arturo Toscanini, il suo celeberrimo direttore musicale: Lorin Maazel. Il Maestro statunitense -come divulgato con grande evidenza dalla "Gazzetta di Parma" e dalla stampa internazionale- ha ricevuto l'ivestitura ufficiale il 10 maggio scorso al Liceu di Barcellona, accogliendo in dono una lettera autografa di Arturo Toscanini.

Il concerto del 2 luglio è dedicato all'associazione i "Amici della Fondazione Filarmonica Toscanini" (il sodalizio di privati e imprese nato a Parma il 26 aprile 2004) che in grande stile si presenta così alla città di Verdi e Toscanini, promuovendo l'evento come serata di gala in onore della "petite capitale" sede stabile della Filarmonica.

L'Udc su Teatro Regio e Fondazione Toscanini

Nei giorni scorsi l'Udc aveva già espresso forti dubbi sulla gestione dei fondi regionali erogati alla Toscanini e sulla mancata cerimonia di investitura di Lorin Maazel in una delle città della Regione Emilia Romagna, socio di referimento primario della Toscanini e privato di tale "onore". La Toscanini sente ora la necessità di far omaggio alla città di Parma di un concerto della Filarmonica diretta dal M° Maazel in piazza Duomo. La notizia viene data in anteprima dal principe Diofebo Meli Lupi nell'ambito di un programma su una emittente locale. L'Udc si augura che questo "omaggio" (che dovrebbe svolgersi ai primi di luglio) sia gratuito come lo è stato il Galà in onore di Carlo Bergonzi al Regio di Parma, il dubbio sorge in quanto i biglietti per il concerto di Bergonzi a Busseto organizzato dalla Toscanini, non vengono offerti gratis come a Parma e sicuramente dalla nostra città non parteciperanno in molti alla festa in onore del tenore: non tanto perché si paga, quanto per il fatto che si paga per un evento già fruito gratuitamente al Regio di Parma.

Le critiche alla Toscanini

Signor direttore,
giovedì 3 è apparsa l'opinione di Italo Fiorani Verardi, segretario provinciale Fistel Cisl sulla Orchestra Toscanini. In particolare su quella che lui chiama "Filarmonica" che critica senza conoscerne la natura.
Si tratta di una iniziativa che fa riferimento a una vera e propria orchestra presente a Busseto negli anni in cui il Maestro Verdi si formava culturalmente , musicalmente e maturava la rotta chje avrebbe scelto nella vita.
Si chiamava "I Filarmonici di Busseto" e ha avuto e ha una rilevanza culturale enorme. Il Verardi non fa alcun cenno a Busseto, forse perché non sa. In tal caso dovrebbe astenersi dal dare sentenze su cose che non sa, oppure perché la sua opinione è stata suggerita e indotta da chi ha interesse ad affossare la Toscanini magari proprio perché fa cose egrege a Busseto.

Ciò detto Fiorani afferma:
-che la Toscanini ha debiti;
-che la causa sono i Filarmonici di Busseto;
-che usa fondi pubblici;
-che ci sono fumose critiche artistiche;
-ancor più fumosi problemi sindacali.
Se l'ipotesi da me fatta, che insinua il sospetto che l'opinione sia indotta, è vera, tutto questo è pretestuoso e, probabilmente non vero.

Quale futuro per la Fondazione Toscanini?

Abbiamo appreso nei giorni scorsi che è nato un sodalizio a sostegno del gioiello dell'attività della Toscanini denominata Filarmonica. Nel frattempo la Fondazione navigherebbe nei debiti a causa degli affitti da pagare e del mancato pagamento da parte del Comune di Parma della quota sociale. A nostro modesto avviso crediamo che la Filarmonica sia la vera causa del bilancio deficitario. Questo ridondante progetto, finanziato attraverso i fondi pubblici (il maggior socio della Fondazione è la Regione Emilia-Romagna) è il vero buco nero. I costi dovuti agli ingaggi di grandi direttori d'orchestra e al personale orchestrale, le grandi tournée non coperte finanziariamente, hanno portato allo sconfortante bilancio del precedente esercizio. Ma la cosa ancor più grave è l'abbandono, quasi fosse un valore residuale, della attività condotta con l'Orchestra stabile della Toscanini. Strategie artistiche ed organizzative in continuo divenire e della durata di una o due stagioni si sono susseguite negli ultimi anni, senza che fosse perseguita una reale politica di qualità, anzi preferendo criteri quantitativi: la "produzione" di spettacoli appariva l'unico vero scopo di politica culturale.

La costituzione di un'orchestra che agisce fuori degli schemi sia contrattuali sia storici rispetto alla Fondazione e al gruppo dipendente che la costituisce, sancisce il fallimento di un progetto che voleva porsi all'avanguardia sul mercato dello spettacolo, parole spesso citate e scritte dagli organi dirigenti.

Il patto scellerato di Tanzi per tenere a galla Parmalat

Ecco come il gruppo di Collecchio, per il forte indebitamento, fu costretto ad accettare le condizioni delle banche

CARLO BONINI e GIUSEPPE D'AVANZO

(repubblica.it) Florio Fiorini è stato un "bucaniere" della finanza internazionale, un fantasioso "lavandaio" (è un'autodefinizione). Oggi, dopo quattro anni di prigione in Svizzera, assegnato (come si dice) ai servizi sociali per le condanne in Italia, è un pacioso signore innamorato di numeri e percentuali, apparentemente pacificato con se stesso e gli altri, alle prese con qualche acciacco del corpo e molti ricordi.

Tra i suoi ricordi, c'è Calisto Tanzi. Florio Fiorini ebbe come socio don Calisto in una finanziaria che lanciò all'inizio degli Anni Ottanta, la Sidit, Società italo-danubiana d'investimenti e trading. Ma soprattutto lo liberò del "vuoto a perdere" di Odeon Tv dove il Lattaio aveva versato in pochi anni 80 milioni di euro (anno 1988/89): era la condizione essenziale offerta a don Calisto per incassare un prestito di 120 miliardi dalla merchant bank del Monte dei Paschi di Siena. Le cose andarono così (Fiorini le ha raccontate in un interrogatorio, pubblicato da Milano Finanza).

Antiplagio denuncia Ente Lirico di Cagliari

Da 'La Nuova Sardegna' del 3 febbraio 2004

Il dopo Meli - Spuntano carte scottanti, ma sono solo quelle pubblicate nell'autunno di tre anni fa - Teatro: s'indaga per malversazione - Pagamenti in contanti vietati dalla legge all'agente di Maazel - La Procura ha disposto l'acquisizione di alcuni documenti

di Mauro Lissia

CAGLIARI - La vecchia inchiesta giudiziaria sulla gestione del teatro lirico riemerge d'improvviso: secondo l'Agenzia Italia ora si parla di malversazione. A indagare è la Polizia tributaria, d'intesa con il sostituto procuratore Guido Pani. I filoni d'indagine sono molteplici e partono da una denuncia presentata nell'autunno del 2000 dal ‘Telefono Antiplagio' di Giovanni Panunzio, pubblicata in perfetta solitudine dalla Nuova Sardegna il 27 ottobre dello stesso anno. In quei tempi il sovrintendente Mauro Meli, era di moda e nessun'altra testata osava metterne in discussione le scelte operative e amministrative.
Ora, con Meli ormai a Milano, s'è aperta la caccia all'assente e ricompaiono d'incanto ‘documenti esclusivi' ampiamente diffusi e poi utilizzati per interrogazioni alla Regione dai consiglieri del Movimento Cesare Corda e dal socialista Mondino Ibba, poi anche dal parlamentare di An Guglielmo Rositani. Fra questi un contratto firmato da Meli e la società Starsound con sede a Dublino dell'agente di spettacolo Valentin Proszynski, lo stesso che cura gli interessi del direttore della Scala di Milano, Riccardo Muti.

DALLE STALLE ALLE STELLE VIA SAN VITTORE

Della sua sparizione Chiesi subito a tutti, ma nessuno a Pranzo mi rispose. Anche molti Greci lo cercavano per il mar Rosso a bordo della sua Te Vega... Dalle vette dei palazzi un vecchio scalatore, Bonatti, lo avvistava. Era a tirar calci a un pallone il Patron desiderato, con Adriano infortunato e a mangiar frutti di Boschi: eran la sua passione.

Dopo la visione del film Profondo Rosso con gli amici ragionieri, un allenamento defatigante con Sacchi, sulla panca inclinata da Baraldi, gli creava un'insufficienza circolatoria di liquidità causandogli un collasso che il reparto intensivo del San Paolo controllava e metteva subito in monitoraggio. La colesterolemia da eccesso di latte da campioni ci lascia purtroppo un infarto post industriale di grande interesse clinico. Dalle prime analisi svolte in camera di consiglio, sembra sia stata applicata la rianimazione con una nuova macchina: la Prodi ter di cui sembra siano stati fatti miracoli con la versione precedente in Cirio, la creatura dell'amico di raccolta. Per il grave stato di crisi si è mobilitata anche la task force della Magistratura specializzata in cardiorastrelleria per uso di crac, uno stupefacente molto di moda nell'alta finanza, che non ha ancora deciso il tipo di intervento da effettuare a quattro mani con Enrico Bondi lo specialista affermato in programmi di sopravvivenza, incaricato dal Ministro dei miracoli San Marzano, noto a Tanzi per averlo spesso messo in scatola a Fontanellato e spedito in tutto il mondo. Incredulità dalla Santa Sede, casa madre di Calisto, il battesimo della cui creatura, fu celebrato da Casaroli con Colombo padrino e De Mita ad aspettarlo per la cresima ad Avellino.

Qualità urbanistica e politica sulla prima casa a Parma

Relazione di Luigi Boschi al work shop tenuto presso l'Aula dei Filosofi Università di Parma 10/04/2003

Dio è morto... No è risorto

Giorni fa un conoscente mi ferma e mi chiede:

-perché hai così poche persone con te?

Gli rispondo:

-preferisco coltivare idee e progetti; sono le idee che muovono il mondo. Le persone dovrebbero partecipare a dar valore alle idee, non adoperarsi per il culto della persona, ciò che oggi invece accade. Questo però è imbarazzante, difficoltoso, perché ti porta allo scontro con i poteri costituiti che non amano né gli innovatori, né le innovazioni. E bisogna avere coraggio per farlo, non tutti sono disposti a rischiare la loro micca quotidiana!

Il suo sorriso assenso come risposta mi era bastato.

a) Qualità urbanistica

Le città che si pongono un ruolo Europeo, con o senza Authority, preferibile che vi sia, non possono vivere di economia nostalgica o sul segno del passato. Sono città che devono avere, devono trasmettere un senso, avere l'energia dell'orientamento. I falsi orizzonti sono come le speranze disattese, traducono i sogni, in illusioni. Progettare il nostro territorio significa avere sogni e capacità per tradurli in realtà. Le Istituzioni devono essere pronte all'ascolto, alla valutazione di fattibilità. L'urbanistica è quel sapere che può orientare la nostra speranza di vivere e convivere in un contesto desiderato, in città, luoghi, paesaggi ricchi di luce propria.

Parmigiani e Parmigianino

Parmigianino, un altro artista sofferente, perseguito dai fabbriceri, costretto ad abbandonare Parma, tanto da voler essere sepolto al di là del Po a Casalmaggiore. Qualche secolo dopo Verdi; simile trattamento, analogo epilgo. Oggi questa città ne propone la celebrazione dell'artista, usufruisce dei finanziamenti pubblici e dei positivi ritorni territoriali, probabilmente senza riconoscerne collettivamente il vero valore. Forse lo stesso Parmigianino ha voluto vendicarsi e da esperto alchimista ha usato una sua magia per far sì che le cose nel giorno della celebrazione del suo cinquecentenario, non andassero come i promotori avrebbero sperato.

Domande al centrosinistra

Vorrei intervenire nel dialogo politico, perché da tempo continuo a non capire certe cose, e soprattutto continuo a non aver risposte.

a)      Se l'informazione è determinata dalla pubblicità, perché la sinistra nei suoi anni di governo non ha sostenuto e prodotto un'informazione pubblica radiotelevisiva, stampa e internet, senza pubblicità? Se il sistema pubblico non sa generare una informazione indipendente e libera, una editoria cosiddetta pura, dovrebbe pensarci il capitale privato? Nell'era della comunicazione, siamo ancora veramente in un sistema democratico quando uno Stato non è capace di garantire questo ai suoi cittadini?

b)      Come mai la sinistra in cinque anni non ha legiferato per eliminare il conflitto di interessi? Prodi prima, D'Alema poi, Amato in ultimo non credo siano degli sprovveduti. Qual è stata la contropartita mai dichiarata? Non posso credere alle dichiarazioni di errore politico per rispetto agli statisti.

c)      Ci si lamenta della riforma Moratti sulla scuola, forse a ragione, ma durante il governo di centro sinistra la riforma di De Mauro non fu fortemente contrastata da tutto il corpo docente? E quella Berlinguer poi? Godevano forse di miglior condizione economica gli insegnanti, come invece sarebbe giusto che lo fossero, nel governo di centro sinistra?

d)      Ci si lamenta dei tagli sulla ricerca, da tutti i governi  sempre trascurata purtroppo e causa oggi della nostra precaria economia; era forse sostenuta in modo consistente, dal governo di centro sinistra? L'esodo di cervelli è forse il risultato dell'ultimo anno e mezzo di governo del centro destra?

Nel paradiso del Polo che non rinuncia al busto di Lenin

IL VIAGGIO. Nel paradiso del Polo che non rinuncia al busto di Lenin

(corriere) PARMA - Nel cuore del paradiso, sta piantato Vladimir Ilic Ulianov detto Lenin. Il suo busto di granito è consunto, dice la lapide che è un «dono dell' Urss alla popolazione di Cavriago», anno 1970: sono passati sei lustri, a un passo da qui ci sono posti come la ludoteca «Golden Music» o la Trattoria Porcaloca, che c' entra Lenin? C' entra, come c' entrava in altri tempi il compagno Enzo Baldassi, comunista d' acciaio e sindaco di Parma che si ordinava le camicie su misura a Londra. L' uno e l' altro, i compagni Lenin e Baldassi, sono la conferma che nel paradiso d' Italia passano uomini e ideologie, ma una cosa non passerà mai: la voglia, e la capacità, di vivere bene. Questa voglia comincia una settantina di chilometri a Nord di Vladimir Ilic Ulianov, là dove sta Piacenza, l' anno scorso al primo e quest' anno al secondo posto nella classifica del «Sole». Dal lato opposto, 90 chilometri a Sud della piazza Lenin di Cavriago, c' è Bologna altrettanto contenta di sé. In mezzo, sta appunto il paradiso emiliano, che sulle carte ha la forma di un pesce-rombo allungato e satollo. La lisca di questo pesce è la via Emilia. E nel cuore del rombo, ecco la città campione, Parma. «Dove si vive bene - spiega il sindaco Elvio Ubaldi - perché è una città piccola e grande, che ha tutto: buoni ospedali, ottimi servizi, una prestigiosa università».

Perché Italia "IP"?


Lo sponsor della nazionale italiana di calcio ai mondiali '94 è stato alquanto "straordinario": vedere da una parte il Brasile, sponsorizzato da "Coca Cola" e dall'altra gli Azzurri, sponsorizzati dall'industria "Italiana Petroli".

L'Italia è forse ai primi posti nel mondo per la produzione e la distribuzione dell'oro nero? Rappresenta questo la nostra nuova strategia di immagine in particolare all'estero? Forse!

Il nostro Paese riteniamo è certamente più conosciuto per la sua cultura estetica e creativa, in cui l'industria alimentare, della moda e del design, del turismo, ne rappresentano i principali valori.

Avremmo forse preferito leggere sulla maglia degli Azzurri uno sponsor emblema della nostra Italia che, sia pure tra le mille insufficienze, può vantare in alcuni settori un proprio prestigio (USSL !).

Quello che ci lascia perplessi è il "perché" le grandi aree della nostra economia non hanno voluto (o potuto) essere presenti nella centralità dell'evento, anziché nelle iniziative collaterali. Vista questa assenza perché non fare una scelta di sponsor internazionale? Quali sono stati i criteri di selezione? Si è trattato di una scelta strategica o di un problema di costi? A noi piacerebbe saperlo.

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