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La vita sta cambiando pelle

Ghirarduzzi, candidato sindaco M5S: "Noi siamo movimento di proposta"

Daniele Ghirarduzzi si presenta come candidato sindaco del Movimento 5 Stelle e, allo stesso tempo, rende noto il contenuto del programma e i nomi che compongono la sua lista.
"Aspettiamo il certificato ufficiale da parte del blog di Beppe Grillo, che arriverà a ore, comunque il via libera all'uso del simbolo è arrivato dallo stesso Grillo, durante una telefonata", assicura Ghirarduzzi, nel corso dell'incontro con i sostenitori organizzato oggi pomeriggio all'hotel Tre Ville, dopo che il Comune ha negato l'uso della sala stampa del municipio per la presentazione delle candidature in vista delle elezioni amministrative. 
"Abbiamo la responsabilità di dimostrare che non siamo un movimento solo di protesta, ma anche di proposta", dice il candidato, prima di criticare Federico Pizzarotti per non aver rispettato le promesse elettorali. 
Al fianco di Ghirarduzzi c'era anche Max Bugani, responsabile della piattaforma "Rousseau".
Ecco i nomi della lista: Cinzia Ferraroni, Alessandro Guardamagna, Renzo Minari, Roberto Oliver Zubani, Patrizia Adorni, Juri Armani, Alessio Sani, Antonella Gianferrari, Giovanni Coruzzi, Felice Niro, Laura Greco, Daniele Mazzotti, Dario Dimarcobernardino, Claudio Armani, Maria Cristina Chiesa, Luigi Corda, Danila Adorni, Maria Amarù, Marzio Minari, Andrea Vietti, Lorenzo Tanzi. P.Dall. 22/04/2017

Fonte Linik gazzettadiparma.it 

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Il candidato sindaco Ghiraduzzi con Nuzzo, Savani e Bugani presentano la lista M5s. "Esserci è già una vittoria"

"Trasparenza, partecipazione e coerenza: questi sono i valori del Movimento 5 stelle. Adesso chiediamo ai cittadini, che già nel 2012 hanno dato fiducia al nostro Movimento, di credere veramente in questi valori perché stavolta li porteremo avanti davvero".

Così Daniele Ghirarduzzi, il candidato sindaco del Movimento 5 stelle a Parma - scelto da Beppe Grillo che ha garantito il suo appoggio e quello di tutto il Movimento  - ha aperto la conferenza stampa di presentazione della lista e del programma elettorale.

L'intervento del consigliere bolognese Max Bugani a sostegno del candidato sindaco parmigiano del M5s: "Quello che Daniele e la sua squadra stanno facendo è un grande sacrificio: candidarsi a Parma non era scontato. Non si riparte da zero a Parma: si riparte da meno dieci. Il fatto che ci sia questa lista e un candidato sindaco è già una vittoria. Il M5s stelle grazie a voi a Parma ha già vinto", ha aggiunto Bugani che ha ringraziato anche i consiglieri comunali del M5s Parma Mauro Nuzzo e Fabrizio Savani, tra i banchi dell'opposizione nel Consiglio comunale parmigiano, che comunque non figurano in lista.

"Negli anni passati abbiamo visto come in Consiglio comunale, purtroppo, è possibile che qualcuno che si presenti in un modo poi cambi faccia - ha commentato Nuzzo - la nostra non è una battaglia contro Pizzarotti, ma è una battaglia contro quella politica che fa dell'incoerenza il viatico del proprio agire politico".

Il mare è un farmaco che cura almeno 16 malattie: lo dice la scienza

Una vacanza al mare può rappresentare una vera e propria cura per molte malattie

Gettate tutti i medicinali e partite per una vacanza al mare. Grazie alla salsedine, allo iodio, all’aria salsoiodica, il mare può rappresentare una vera e propria cura per molte malattie.

A trarre beneficio da un soggiorno in riva al mare, oltre agli effetti piscologici, sono almeno 16 malattie, dalle allergie respiratorie alle anemie, dall’artrosi alla depressione, ma anche distorsioni, fratture, ipotiroidismo, malattie ginecologiche, reumatiche, psoriasi e rachitismo.

Ecco alcuni dei principali benefici apportati dal mare:

Migliora il respiro: l’aria vicina alla costa contiene una quantità più elevata di sali minerali. Cloruro di sodio e di magnesio, iodio, calcio, potassio, bromo e silicio provengono dalle onde che si rompono sulla riva e dagli spruzzi di acqua marina sollevati dal vento. I primi a beneficiarne sono i polmoni: la respirazione migliora sensibilmente fin dai primi giorni. Una sorta di aerosol marino.

Combatte la ritenzione idrica: nell’acqua marina c’è una notevole concentrazione di sali minerali e ciò, per osmosi, favorisce l’eliminazione, attraverso la pelle, dei liquidi accumulati nei tessuti.

Combatte i chili di troppo: il sale stimola le terminazioni nervose dell’epidermide e, come conseguenza, accelera il metabolismo così il corpo brucia più velocemente i grassi.

Elezioni 2017 a Parma, ecco la squadra di Alfieri

Il candidato: "Mi dispiace per Scarpa ma il Pd è il partito che rivuole Pizzarotti sindaco"

La signora Clara di anni 80, derubata da sconosciuti dei risparmi. Paolo Pizzigoni capolista, l'unico ad avere una esperienza politica alle spalle. Mario Valla, ovvero il commercialista che, con largo anticipo, constatò in una perizia lo stato di cattiva salute finanziaria della Parmalat. Egidio Tibaldi, Chiara Allegri e Giulio Cavalli, 22 anni: "Mi ha colpito da subito la forza del progetto e le persone che lo sostengono, cittadini che non hanno altro interesse se non il bene di Parma. La politica è troppo importante per lasciarla solo ai politici".

Sono alcuni dei nomi della lista Alfieri per Parma che il candidato sindaco ha presentato all'hotel San Marco di Ponte Taro giovedì sera. Sala gremita, circa 200 i presenti, e via anche alla raccolta firme per validare la lista.

Medici, insegnanti, commercianti, artigiani, professionisti, studenti universitari, pensionati, imprenditori: una squadra variegata di candidati consiglieri; in tutto 32 rappresentanti della società civile, con una parte femminile molto importante: 13 sono le candidate, in linea con la volontà di Alfieri che, in caso di elezione, ha dichiarato di voler costruire una Giunta con donne impegnate in ruoli chiave.

"L'obiettivo? Raggranellare un sacco di voti l'11 giugno" dice il candidato sindaco, 60 anni, laureato in Legge, scrittore e giornalista, pronto per i 40 e poco più giorni finali di una campagna elettorale iniziata a inizio 2017 quasi per caso, dopo un furto subito nella propria abitazione. Da lì il movimento Parma non ha paura, le camminate nel San Leonardo e non solo.

E la sicurezza resta tema del tutto centrale. Al pari del degrado da combattere. "Siamo 87esimi in Italia nella classifica sulla sicurezza, vuol dire che qualcosa non ha funzionato".

Una collaborazione italo-tedesca studia gli effetti della sincronizzazione nel mondo quantistico

E’ stato pubblicato su Nature Communications uno studio dei proff. Raffaella Burioni e Sandro Wimbergerdel Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche ed Informatiche dell’Università di Parma, in collaborazione con il centro di ricerca di Jülich e il Max-Planck-Institut for Dynamics and Self-Organization di Gottinga, sugli effetti della sincronizzazione nel mondo quantistico.      

Per spiegare l’importanza dello studio bisogna fare due passi indietro.

Il primo è intuitivo: tutti sanno cosa si intende per sincronizzazione ed è facile accettare che essa sia alla base di fenomeni fisici appartenenti alla quotidianità, come il funzionamento degli orologi e la trasmissione di corrente elettrica nei cavi. La sincronizzazione in realtà è un fenomeno universale, che si manifesta nella biologia, nell’ecologia, nella fisica della materia.

La sincronizzazione regola i processi metabolici delle nostre cellule, ad esempio fa “battere” insieme quelle cardiache. Nelcervello, fa emettere un impulso nervoso coordinato a specifici gruppi di neuroni, dando luogo a ogni atto cognitivo o motorio che compiamo.

La Francia è ancora coloniale detiene le riserve auree di 14 stati africani

Parigi detiene le riserve auree di 14 stati africani

Quella che state per leggere non dovrebbe essere una notizia. Perché è una cosa che accade da molto tempo, esattamente dal 6 dicembre 1945. Cioè da quando la Francia ratificò gli accordi di Bretton Woods. Eppure lo è, perché nonostante spieghi molte cose è un dato che le opinioni pubbliche del mondo occidentale ignorano.

Luigi Chiarello

Veniamo al punto: 14 paesi africani ancora oggi hanno come valuta il franco francese. Sì, avete capito bene: nonostante non esista più, perché sostituita dall'euro, la moneta di questi 14 stati è il franco francese, come ai tempi delle colonie. Di più: a garantire agli stati africani la convertibilità con l'euro di questa valuta non è la Banca centrale europea, no è il ministero del Tesoro francese. Stupiti? Beh, adesso viene il meglio: almeno il 65% delle riserve nazionali di questi 14 paesi sapete dove sono depositate? Sempre presso il dicastero del Tesoro transalpino, che, proprio in tal modo, si fa garante del cambio monetario. In sostanza, la Francia ha a sua disposizione le riserve nazionali delle sue ex colonie. Che, per essere sbloccate su richiesta dei legittimi proprietari, necessitano del preventivo via libera di Parigi.

Comune di Parma perde causa di lavoro: risarcito il dirigente Giovanni De Leo

Spunta un altro debito fuori bilancio di oltre 61mila euro a carico del Comune di Parma, che ha perso un contenzioso di lavoro con un dirigente che nel 2014 ha promosso una causa per risarcimento danni da demansionamento. La delibera è approdata giovedì pomeriggio nella seduta di commissione congiunta Bilancio e Garanzia e controllo.

Nell'atto non si cita il nome del dirigente, ma è emerso che si tratta dell'ingegner Giovanni De Leo, già responsabile unico del progetto della metropolitana e poi a capo di Metro Parma come amministratore unico, trasferito nel novembre 2012 dalla giunta Pizzarotti dal settore Infrastrutture pubbliche al servizio Tributi ed entrate. De Leo aveva chiesto un risarcimento di circa 300mila euro.

Il giudice del Lavoro di Parma ha ritenuto che il provvedimento impugnato non fosse conforme sotto il profilo dell'obbligo motivazionale (ossia, il Comune non avrebbe adeguatamente motivato l'incarico come previsto dalla legge). Si è reso responsabile di un inadempimento contrattuale, quindi è stato riconosciuto un danno da perdita di chances professionali di 61.470 euro, una somma già rivalutata. Il Comune intende proporre appello, ma la sentenza è esecutiva e quindi intanto deve erogare la somma.

L'atto sarà inviato alla Procura della Corte dei Conti dell'Emilia Romagna perché valuti eventuali responsabilità. Questo, però, per il consigliere di opposizione Paolo Buzzi (Fi) non è abbastanza: "Chiedo che siano ricercate le responsabilità amministrative di questo ennesimo debito fuori bilancio e che si riferiscano i nomi in Consiglio comunale, altrimenti questa delibera è inaccettabile".

Lega, processo per truffa sui rimborsi: il pm chiede 4 anni per Umberto Bossi e la confisca di oltre 56 milioni al partito

Umberto Bossi

Nel processo di Genova chieste pene anche per l'ex tesoriere Belsito, due imprenditori e tre ex revisori contabili. Una settimana fa per lo storico leader del Carroccio era arrivata la richiesta di condanna a due anni e tre mesi per appropriazione indebita nel filone milanese dell'inchiesta

Condanna a quattro anni per Umberto Bossi e a quattro anni e sei mesi per Francesco Belsito, l’ex tesoriere del Carroccio. Sono le richieste del pubblico ministero di Genova, Paola Calleri, al termine della presunta maxi truffa ai danni dello Stato sui rimborsi elettorali. Il pm ha anche chiesto la confisca di oltre 56 milioni di euro alla Lega Nord in quanto “percettore delle indebite appropriazioni dei soldi pubblici”, oltre alla condanna a cinque anni ciascuno – più una multa da 17 mila euro – per gli imprenditori Paolo Scala e Stefano Bonet, a due anni e nove mesi per gli ex revisori contabili Diego Sanavio e Antonio Turci, e a due anni e quattro mesi per il terzo revisore Stefano Aldovisi.

Bossi, Belsito e i tre revisori sono accusati di truffa ai danni dello Stato perché chiesero e ottennero dal Parlamento oltre 56 milioni di euro che, secondo l’accusa, hanno usato per scopi personali. Scala e Bonet sono accusati insieme con l’ex tesoriere di riciclaggio, perché avrebbero collaborato al trasferimento oltreconfine di parte dei soldi ottenuti. Gli atti che hanno portato al processo, cominciato a Genova il 23 settembre scorso, erano arrivati in tre stralci da Milano, che aveva giudicato il tribunale del capoluogo ligure come competente per questi reati.

Giornate della Laicità dal 21 al 23 aprile 2017 a Reggio Emilia

giornate della laicità 2017 Reggio Emilia

OTTAVA EDIZIONE

Francesca Avanzini

Anche quest’anno, dal 21 al 23 aprile, si svolgono a Reggio Emilia, prevalentemente presso l’Università, in V.le Allegri, le Giornate della Laicità, dedicate al tema  “Trasformazione è donna. Pratiche, pensieri, esperienze femminili per nuovi modelli di vita e convivenza.”

Diversi sono i temi sul tappeto. Di uguaglianza di genere e di come questa possa favorire uno sviluppo sostenibile, anche tramite il riconoscimento di molte attività femminili non pagate, superando così una visione puramente economicistica del benessere, si occupano Chiara Saraceno e Jacopo Tondelli venerdì 21 alle 18.30 presso l’aula 2, preceduti la mattina dello stesso giorno, alle 9.30, presso la CGIL di Via Roma, da Monica Lanfranco ed Enzo Mazzo con un argomento attinente. Di come cioè la maggioranza del pianeta sia femminile, ma abbia meno diritti della controparte maschile a causa di un intrico di visioni patriarcali culturali  e religiose, e di come la laicità sia quindi  un potente strumento di costruzione della democrazia.

Sabato 22, sempre presso l’università, si segnala l’intervento “Donne e religioni: sottomissione o libero arbitrio?” Molte religioni, sotto una copertura teologica, hanno escluso le donne dal contatto diretto col sacro, mentre solo questo potrebbe operare una vera innovazione in seno alle religioni stesse.

19.4.2017 PRESENTAZIONE PUBBLICA DELLA WAC (Web Activits Community) a Roma a Palazzo Falletti

Giulietto Chiesa Glauco Benigni e Paolo Desantis da sinistra: Chiesa, Benigni, Massimo Leopardi da sinistra: Chiesa, Benigni, Sergio Bellucci Presentazione Wac: Dora e Glauco Benigni

19.4.2017 PRESENTAZIONE DELLA WAC (Web Activits Community) a Roma a Palazzo Falletti

Grande soddisfazione del gruppo dei fondatori per la numerosa partecipazione di pubblico e di qualificati interventi alla presentazione di WAC Glauco Benigni (presidente), Giulietto Chiesa (consigliere), Sergio Bellucci, Raffaele Barberio, Massimo Leopardi e molti altri.
Dopo alcuni incontri in videoconferenza per porre le basi del progetto e la discussione dello statuto, si è passati quindi all’operazione costitutiva e alla presentazione a palazzo Falletti a Roma trovandosi questa volta di persona. Molti già si conoscevano per frequentazioni in rete, altri per la prima volta avendo così la possibilità di uno scambio di idee e/o di intervento, di conoscenza personale reciproca, stabilire i presupposti di un qualificato confronto.

14 paesi africani costretti a pagare tassa coloniale francese

Quando Sékou Touré della Guinea decise nel 1958 di uscire dall’impero coloniale francese, e optò per l’indipendenza del paese, l’elite coloniale francese a Parigi andò su tutte le furie e, con uno storico gesto, l’amministrazione francese della Guinea distrusse qualsiasi cosa che nel paese rappresentasse quelli che definivano i vantaggi della colonizzazione francese.

Tremila francesi lasciarono il paese, prendendo tutte le proprietà e distruggendo qualsiasi cosa che non si muovesse: scuole, ambulatori, immobili dell’amministrazione pubblica furono distrutti; macchine, libri, strumenti degli istituti di ricerca, trattori furono sabotati; i cavalli e le mucche nelle fattorie furono uccisi, e le derrate alimentari nei magazzini furono bruciate o avvelenate.

L’obiettivo di questo gesto indegno era quello di mandare un messaggio chiaro a tutte le altre colonie che il costo di rigettare la Francia sarebbe stato molto alto.

Lentamente la paura serpeggiò tra le elite africane e nessuno dopo gli eventi della Guinea trovò mai il coraggio di seguire l’esempio di Sékou Touré, il cui slogan fu “Preferiamo la libertà in povertà all’opulenza nella schiavitù.”

La mappa del nuovo azionariato Unicredit: il 72% in mano a fondi esteri. Montezemolo lascia la vicepresidenza

DAL NOSTRO INVIATO

 Marco Ferrando

ROMA - Il 62% in mano agli istituzionali, quasi interamente esteri, un altro 10% in mano ai fondi sovrani, tra cui Aabar che è unico socio oltre il 5%. Eccola qui la “nuova” UniCredit che si è palesata oggi in assembleaa Roma, due mesi dopo la conclusione dell'aumento di capitale da 13 miliardi. Che, con la sua valanga di nuova carta, ne ha modificato strutturalmente la fisionomia della proprietà: le Fondazioni, in passato padrone indiscusso della banca, oggi hanno in mano il 6% del capitale, mentre al retail - cioè i piccoli risparmiatori - è restato il 13% del capitale, meno della metà del 28,8% che veniva loro attribuito a fine novembre, secondo i dati che persistono sul sito della banca.

Perso mezzo miliardo su Alitalia

Nei numerosi interventi dei soci a tenere banco è l'oneroso aumento da 13 miliardi, che peraltro ha assottigliato il nucleo dei soci storici, la partita dei Non performing loans e alcuni casi specifici, come Alitalia. «Abbiamo perso mezzo miliardo, tanti soldi», ha detto al riguardo il direttore generale, Gianni Papa: «Abbiamo sostenuto la compagnia in passato e vogliamo continuare a farlo in futuro, ma a patto che ci sia un piano sostenibile sul lungo periodo». 

Molta amarezza dai piccoli risparmiatori, nessun intervento dai grandi soci, e alla fine sia i conti della “vecchia” UniCredit, che ha chiuso il 2016 in rosso per quasi 12 miliardi, sia gli altri punti all'ordine del giorno passano con percentuali quasi plebiscitarie; unica nota, le Fondazioni CrTorino e CrTrieste si sono astenute quando c'è stato da votare sulla politica di remunerazione e sugli incentivi, mentre alcuni fondi si sono espressi in senso contrario.

Ddl contro fake news, Gambaro (AL-A) si difende: “Nessun bavaglio al web”. Ma tornano i rischi per i blog

Alberto Sofia

Non è certo la prima volta che vengono evocate norme ad hoc per internet e la blogosfera. Eppure, nonostante le denunce di giuristi e associazioni di settore, i vecchi spettri sono tornati. Compresa l’estensione dell’obbligo di rettifica anche per i blog, pena sanzioni pecuniarie. “Non vogliamo mettere un bavaglio al web. Niente censura, non vogliamo mettere sceriffi, ma normare quello che è diffuso e non ha regole. E non cambia nulla per i giornalisti”, si è difesa la senatrice Adele Gambaro, tra i proponenti di un testo bi-partisan, firmato da esponenti di quasi tutti i gruppi parlamentari (al momento, mancano quelli del M5S). Eppure, al di là delle rivendicazioni di chi ha presentato il ddl, il testo si scaglia contro blog e forum.  Oltre a prevedere “all’atto dell’apertura di una piattaforma informatica destinata alla pubblicazione o diffusione di informazione“, non soggetta alla legge sulla stampa, la comunicazione al tribunale, prevede anche gli obblighi di rettifica, come si legge all’articolo 4 del testo di legge. Si spiega poi come queste devono essere pubblicate “non oltre due giorni da quello in cui è avvenuta la richiesta” e che la mancata ottemperanza è punita con la “sanzione amministrativa da 500 a 2000 euro”. Normative già contestate in passato, che rischiano di mettere in pericolo la libertà della rete. 15 febbraio 2017

Fonte Link ilfattoquotidiano.it 

Soddisfazione del Senatore Giorgio Pagliari sull'avvio al Senato dell'iter sulla legge di cittadinanza

“Esprimo soddisfazione per l’avvio della discussione degli emendamenti della legge sulla cittadinanza. Inizia l’iter finale in Commissione che apre al voto dell’aula e quindi all’approvazione definitiva. L’impegno del Pd e del suo gruppo in Affari costituzionali continuerà nella convinzione della necessità sociale e della coerenza con i valori della Costituzione relativi ai diritti personali. Questa legge, infatti, mira a riconoscere i diritti di cittadinanza dei figli degli immigrati nati e cresciuti in Italia, dove hanno avuto la formazione anche scolastica. Avendo realizzato un percorso identico a quello dei coetanei italiani, la discriminazione della negazione del diritto di cittadinanza sarebbe contraria ai valori sostanziali di umanità e di uguaglianza del secondo Comma dell’articolo 3 della Costituzione”.
E’ quanto afferma in una nota il senatore del Partito democratico, capogruppo in Commissione Affari costituzionali.

Anac, il governo ridimensiona i poteri di Cantone: cancellata norma per intervenire prima dei giudici

Lo hanno silenziato con un rapido tratto di penna. Anzi di gomma. È bastato cancellare un comma dal nuovo codice degli appalti per ridimensionare i poteri dell’Autorità nazionale Anticorruzione di Raffaele Cantone. Come racconta l’Huffington Post, infatti, il consiglio dei ministri ha approvato le disposizione integrative e correttive al nuovo codice degli appalti. Solo che dentro c’era anche una norma piccola piccola con un effetto enorme: cancellare i poteri che consentivano a Cantone di intervenire nei casi di irregolarità senza aspettare il giudice ordinario.

Una prerogativa che era stata riconosciuta all’Anticorruzione un anno fa. Dopo gli scandali di Mafia Capitale e di Expo, viene approvata in pompa magna la legge delega con il nuovo codice degli appalti. Al comma 2 dell’articolo 211 ecco i nuovi poteri di Cantone: “Qualora l’Anac, nell’esercizio delle nuove funzioni, ritenga sussistente un vizio di legittimità in uno degli atti della procedura di are invita mediante atto di raccomandazione la stazione appaltante ad agire in autotutela e rimuovere altresì gli eventuali effetti degli atti illegittimi, entro un termine non superiore a 60 giorni. Il mancato adeguamento della stazione appaltante alla raccomandazione vincolante dell’Autorità entro il termine fissato è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria”.

Elezioni 2017 a Parma, Cavandoli (Lega): "È la volta buona:possiamo vincere"

Intervista alla candidata sindaco. Sicurezza, rifiuti e Ztl tra le priorità. Migranti: "Accoglienza solo per i rifugiati". Il 21 maggio Salvini in città per il congresso

di RAFFAELE CASTAGNO

Ci crede, Laura Cavandoli, 35 anni, candidata scelta da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia alle elezioni Comunali dell'11 giugno. "Possiamo arrivare al governo di Parma e cambiare la città, occupandoci di tutte quelle questioni delle quali il sindaco Pizzarotti non s’è interessato, a cominciare dal degrado e dalla sicurezza".

Una convinzione condivisa dai vertici del Carroccio che sul voto parmigiano sembrano aver scommesso molto: il segretario Matteo Salvini il 21 maggio sarà di nuovo a Parma, dove si celebrerà il congresso del partito.

Laura Cavandoli, per la Lega Parma è davvero diventata un obiettivo politico di primo piano. 
"Parma è una città laboratorio, dove si sono sviluppate esperienze politiche che altre realtà, come Reggio Emilia e Piacenza, non hanno vissuto. Parma ha una grande visibilità, è conosciuta in tutto il mondo, attira turisti e risorse economiche. È normale che la Lega punti su un centro così importante nell’area del nord Italia".

Ivrea, tumore al cervello per uso eccessivo del telefonino: Inail condannata a pagare, "l'uso scorretto provoca il cancro"

Un dipendente Telecom colpito da neurinoma dopo aver utilizzato il cellulare più di tre ore al giorno. Il tribunale riconosce la correlazione e la rendita vitalizia per malattia professionale

di SARAH MARTINENGHI

Si era ammalato di cancro per colpa del telefono cellulare usato per 15 anni per più di tre ore al giorno, e ora l’Inail è stata condannata a pagare la rendita perpetua per il danno sul lavoro subito da un dipendente della Telecom.  “La sentenza riconosce il legame causale tra un tumore al cervello e l’uso di un telefono cellulare” spiegano gli avvocati Renato Ambrosio e Stefano Bertone che hanno vinto la causa. Il verdetto è stato emesso dal giudice Luca Fadda del tribunale di Ivrea l’11 aprile.

Istat: in Italia in 4,5 milioni in povertà assoluta. Pil pro capite: -24% sulla Germania

Il mercato del lavoro recupera, ma solo la Grecia fa peggio per tasso di occupazione. E la quota di tempi determinati non viene scalfita. Le imprese arrestano la perdita di competitività, ma l'Italia resta in fondo alla graduatoria

MILANO - "Cento statistiche per capire il Paese in cui viviamo" e scoprire ancora una volta che dal punto di vista economico tante persone non se la passano bene. E' quello il titolo alla consueta pubblicazione che l'Istat dedica all'Italia, fotografandola in numeri e in settori trasversali. Tra le cifre che balzano subito all'occhio ci sono quelle su povertà e lavoro: sono più di 8 milioni gli italiani poveri, dei quali circa 4 milioni e mezzo vivono in condizioni di povertà assoluta, non possono cioè acquistare il minimo indispensabile per vivere.

LEGGI. Prende forma il reddito di inclusione

Il ritardo sull'Europa. Gli statistici partono da un'amara considerazione: anche se gli indicatori nel complesso migliorano, i passi avanti italiani sono sempre meno di quelli dei partner europei con l'esito di sfigurare in una comparazione continentale (salvo qualche eccellenza). Questo è vero soprattutto per i mali storici del Belpaese: la produttività, l'economia della conoscenza, della formazione e il mercato del lavoro. Una menzione positiva va all'eccellenza agroalimentare e alle imprese del settore, così come la tutela dell'ambiente e i progressi fatti sul fronte della sostenibilità e dell'energia. La salute e il welfare sono buoni, ma la demografia ci gioca contro: l'indice di vecchiaia è secondo solo alla Germania.

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