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La vita sta cambiando pelle

Paolo Scarpa: SERVE UN AIUTO CONCRETO ALLE FAMIGLIE DI PARMA

SERVE UN AIUTO CONCRETO ALLE FAMIGLIE DI PARMA

Aiutare le giovani coppie a realizzare il sogno di formare una famiglia, sostenendole nel difficile compito educativo che le attende in una società sempre più complessa. Parma, città dalle solide tradizioni sociali, deve tornare a forme di sostegno concreto per consentire, soprattutto a chi è in difficoltà, di portare avanti l'impegno di essere genitore. È fondamentale quindi sostenere i nuclei familiari in difficoltà, introducendo, nel calcolo dell'Isee, sgravi economici per le condizioni di maggiore fragilità (per numero dei figli o perdita del lavoro) per abbassare le rette degli asili, delle mense scolastiche, dei trasporti. 

In questa stessa ottica di vicinanza, ci proponiamo di ricollocare il Centro per le Famiglie del Comune nelle sedi pubbliche a disposizione nei quartieri cittadini, creando così punti di aggregazione per i genitori e un accesso ai servizi del Comune prossimo agli utenti. Infine riteniamo sia di fondamentale importanza venire incontro ai genitori nella conciliazione di famiglia e lavoro, introducendo lo standard del Family Audit, uno strumento che qualifica la conciliazione famiglia-lavoro dei dipendenti di un ente pubblico già sperimentato con succesdo dalla Provincia di Trento. 

PRIMA STAGIONE ESTIVA FONDAZIONE TEATRO DUE e inaugurazione Arena Shakespeare 2017 di Parma

Teatro musicale, Teatro Classico, Poesia, Danza un programma trasversale con prime nazionali e ospiti internazionali di grande prestigio per la prima Stagione Estiva di Fondazione Teatro Due che, dal 22 giugno al 17 luglio 2017 inaugurerà la grande Arena Shakespeare di Parma, spazio unico in Italia.

Con l’apertura dell’ Arena Shakespeare e gli spazi ad essa collegati arrivano a dieci i luoghi di rappresentazione di Fondazione Teatro Due, completando la configurazione di una delle fabbriche teatrali contemporanee più articolate e versatili del nostro paese e all’avanguardia nel panorama europeo.

 

Il primo appuntamento, in corrispondenza con il solstizio estivo è Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare, realizzato grazie alla collaborazione di Fondazione Arturo Toscanini e Fondazione Teatro Due con la direzione musicale di Loris Borgogelli e la direzione teatrale di Walter Le Moli, uno dei più importanti esempi di incidental music che fonde il verso recitato e il canto, intrecciando con sapienza e raffinatezza le splendide musiche di scena per Soli, Coro e Orchestra op. 61 di Felix Mendelssohn Bartholdy.

STELLE VAGANTI 2017 – quarta edizione- Auditorium Paganini di Parma

Stelle Vaganti 2017 Fondazione Arturo Toscanini

STELLE VAGANTI 2017 – IV edizione- il programma

Auditorium Paganini, Parma

mercoledì 28 giugno 2017 ore 21.30

IN VIAGGIO CONTROVENTO

FILARMONICA ARTURO TOSCANINI

Alpesh Chauhan direttore

sabato 8 luglio 2017 ore 21.30
I GRANDI SUCCESSI DI SANREMO

ORCHESTRA SINFONICA DI SANREMO

Roberto Molinelli direttore

con i finalisti del concorso Area Sanremo

venerdì 14 luglio 2017 ore 21.30

IL CINEMA DI BUSTER KEATON

FILARMONICA ARTURO TOSCANINI

Timothy Brock direttore

giovedì 20 luglio 2017 ore 21.30

VINICIO CAPOSSELA

Milano, le mani della mafia su supermercati e vigilantes del tribunale: 15 arresti, commissariate 4 sedi Lidl

L'indagine della Dda sugli affari del clan dei "Laudani". Il gip: "Alcuni dirigenti della catena di discount asserviti per appalti". Coinvolti anche funzionari del Comune

di EMILIO RANDACIO

MILANO - Le mani del clan catanese Laudani sulla società di vigilantes che lavora in tribunale a Milano, ma anche sulla catena dei supermercati Lidl e sugli appalti nelle scuole. E' il bilancio dell'ultima operazione del procuratore aggiunto Ilda Boccassini e del pm Paolo Storari. Le ordinanze di custodia cautelare sono 15 - sono firmate dal gip Giulio Fanales - e parlano di associazione a delinquere, favoreggiamento e corruzione. "Sono stati seguiti i passaggi di denaro - precisa Boccassini - il denaro raccolto a Milano veniva consegnato alla famiglia Laudani, ritenuta il braccio armato di Nitto Santapaola". La presunta associazione per delinquere avrebbe funzionato "da serbatoio finanziario del clan": i soldi servivano per aiutare economicamente le famiglie dei detenuti, cui veniva chiesto di sottoscrivere "una ricevuta".

Operazione contro l'Ndrangheta, fermato a Parma l'armiere del clan Arena

Arrestato Antonio Pompeo, legato alla cosca che controllava il Cara di Crotone

Il Cara di Crotone, uno dei più grandi d'Europa era in mano alla 'ndrangheta. Da dieci anni. Su 103 milioni di euro di fondi Ue, che lo Stato ha girato dal 2006 al 2015 per la gestione del centro dei richiedenti asilo di Crotone, 36 sono finiti alla cosca degli Arena.

Questo racconta l'ultima inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, in base alla quale questa mattina sono state fermate 68 persone, molte appartenenti appunto al clan Arena.

Tra gli arrestati Antonio Pompeo, 49enne originario d’Isola Capo Rizzuto, ma fermato a Parma, dove veniva spesso per vedere la fidanzata. Secondo la testimonianza di un collaboratore di giustizia era l’armiere del clan Arena. Nel corso delle indagini in Calabria, nella sua abitazione a Isola Capo Rizzuto, sono state sequestrate diverse armi e numerose munizioni, insieme a un paio di detonatori elettrici. 

La pax mafiosa - 

 L'inchiesta "Johnny" del procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri e dell'aggiunto Vincenzo Luberto ha inoltre scoperto che proprio l’elevato flusso di finanziamenti pubblici riservati all’emergenza migranti ha finito per costituire la principale motivazione della pax mafiosa tra le cosche Arena e Dragone contrapposte ai Nicoscia e Grande Aracri, quest’ultima già protagonista dell’indagine Aemilia , che ha coinvolto anche il parmense. 15 maggio 2017

FonTe Link parma.repubblica.it 

Carni rosse ancora sotto accusa: eccessivo consumo aumenta le morti

Questa volta è il British Medical Journal a prendere posizione, con la pubblicazione 
di uno studio che sancisce l’aumento di rischio di mortalità del 26%

Redazione salute

Ancora la carne rossa al centro dell’attenzione. In questo caso un segnale di forte attenzione arriva da uno studio epidemiologico pubblicato sul British Medical Joornal a firma di Arash Etemadi, del National Cancer Institute statunitense.

Lo studio

I ricercatori americani concludono che esiste una correlazione fra consumo di carni rosse e “processata” e incremento medio della mortalità del 26%. Il legame più stretto è risultato, in particolare, con la mortalità da sofferenza del fegato cronica. 
Lo studio è stato condotto su 537 mila persone fra i 50 e i 71 anni all’inizio dell’indagine, che è durata 16 anni e ha convolto 6 Stati. Secondo i ricercatori tra i responsabili di questo effetto vanno inclusi il ferro eme delle carni rosse e i nitriti/nitrati di quelle processate. Altri aspetti coinvolgono le sostanze cancerogene che si producono durante alcuni tipi di cottura (segnatamente quelle alla griglia), come amine eterocicliche e idrocarburi aromatici policiclici, contaminanti dei mangimi animali, nonché un ridotto consumo di frutta e verdura che in genere si accompagna a una dieta particolarmente ricca di carne.

Pesce e carni bianche

Inchiesta Sanità a Parma, rettore Borghi si dimette: "Lo faccio per l'ateneo"

A una settimana dall'inchiesta Pasimafi in cui risulta indagato per abuso d'ufficio

Il rettore dell'università di Parma, Loris Borghi, si è dimesso.

La decisione arriva a una settimana dall'inchiesta Pasimafi avviata dalla Procura di Parma che ha portato a 19 arresti e 75 indagati tra cui lo stesso rettore, coinvolto nell'indagine per abuso d'ufficio.

Nei giorni seguenti all'inchiesta, le pressioni nei suoi confronti, da parte della politica e dei rappresentanti degli studenti, erano costantemente aumentate perché lasciasse l'incarico.

Mozart, Mayr e gli Illuminati di Baviera secundum B&T alias Bianchini e Trombetta

Demone


Mozart, Mayr e gli Illuminati di Baviera secundum B&T 
nuova appendice al bufalajo

Carlo Vitali  

"Johann Simon Mayr un musicista bavarese, maestro di Gaetano Donizetti e anello di congiunzione tra il classicismo viennese [sic!] e la musica italiana della prima metà dell'Ottocento". 

Allora la Wiener Klassik esiste? Lo dicono i signori B&T in una memorabile conferenza del 2006 tenutasi (nomen omen) sul Monte Titano: 

http://www.andrealuchesi.it/andrealuchesi.it/bibliografia/San_Marino_Conferenza_Luchesi.htm 

Questa titanica pappolata è "l'anello di congiunzione" fra i teoremi di Taboga, il loro libello Goethe, Mozart e Mayr, fratelli illuminati, Milano, Arché, 2001, e quanto potrà leggere (se ne avesse ancora lo stomaco) l'incauto acquirente della Caduta parte seconda. 

Tralascio, come troppo off-topic, di esaminare il valore dell'esegesi BTrombiniana circa la persona, le idee e la carriera di Johann Simon Mayr, altra vittima della loro tecnica prediletta. Noto solo che dal loro Credo sammarinese emerge una malsana attrazione per il Lato Oscuro della Forza, a cui iscrivono d'ufficio tutti quanti, compreso Mozart e il vescovo-principe Hyeronimus von Colloredo. Il che, come abbiamo già dimostrato in altra sede, è una purissima bufala:(http://www.classicvoice.com/rivista/mondo-classico/mozart-non-e-una-bufala/). 

Carteggio tra Francesco Bellotto e Carlo Vitali

Dollaro Massonico

pubblicato il 12.5.2007 sul blog “Sondriaggio”

http://www.musica-classica.it/forum/index.php?/topic/23756-sondriaggio-le-opinioni-su-mozart-dei-sigg-bianchini-e-trombetta-musicologi-sondriesi/ 

Francesco Bellotto ha scritto:

Ricordo dunque due faccenduole, che circa 15 anni fa avevano rivelato la solidità del loro metodo.

1) B&T hanno scambiato il Verter di Pucitta per un Verter (mai composto) di Mayr. Dopo lo sfondone hanno costruito teorie fantastoriche per camuffare il banale errore.
2) a seguito della pubblicazione del loro libro su Mayr, volendo ristabilire un po' di verità storica, ho studiato le relazioni fra Mayr e massoneria. Allego il link al saggio, ormai vecchiotto, e al quale mi sembra che Carlo Vitali potrebbe aggiungere contributi bibliografici che allora non conoscevo.

http://www.francescobellotto.it/files/SAGGIO.pdf

Carlo Vitali risponde: 

Caro Bellotto, 

il Suo saggio, che già avevo consultato di sfuggita anni fa, fornisce indizi "gravi, precisi e concordanti" (cpp. art. 192 c. 2) in ordine al fatto che Mayr approfittò della nomina a maestro di cappella in Bergamo (1802) per pigliare le distanze dall'ingombrante tutela dell'Illuminato barone Thomas Franz de Bassus. Non già, come vaneggiano i Sondriesi, per attuare da "entrista" (vecchio  gergo del Komintern) il programma massimo degl’Illuminati: minare religione, famiglia e proprietà privata. In che modo poi? Scrivendo oratori e Messe... 

Conferma dagli Usa: "Troppa carne rossa aumenta il rischio di 9 super malattie"

A suggerirlo uno studio condotto con criteri giudicati più che affidabili dal board del British Medical Journal, che lo ha pubblicato e non a caso gli ha dedicato la copertina. Maggiori probabilità di incorrere in 9 diverse patologie. La buona notizia è che gli stessi dati mostrano che tanto più si introducono carni bianche e non lavorate e pesce, tanto più l’aumento di rischio si assottiglia fino a scomparire

di AGNESE CODIGNOLA

GLI AMANTI degli hamburger se ne dovranno fare una ragione: è tempo di cambiare abitudini. Perché davvero la carne rossa e i suoi derivati aumentano il rischio di morte in generale, e quello di ben nove tra le patologie croniche più diffuse: tumori, malattie cardiache e respiratorie, ictus, diabete, infezioni, demenza di Alzheimer, patologie renali ed epatiche croniche. A suggerirlo ancora una volta è uno studio condotto con criteri giudicati più che affidabili dal board del British Medical Journal, che lo ha pubblicato e non a caso gli ha dedicato la copertina, con un pezzo di carne appesa che campeggia su sfondo tristemente nero.

Ecco i fatti. Gli epidemiologi dei National Cancer Institute di Bethesda hanno analizzato i dati di una grande indagine di popolazione chiamata NIH-AARP (da American Association of Retired Persons, l’associazione dei pensionati) Diet and Health Study, condotta in sei stati e due grandi aree metropolitane degli Stati Uniti per 16 anni su oltre 536.000 americani adulti (età: tra i 50 e i 71 anni), e conclusasi alle fine del 2016. E hanno visto che per ogni aumento di carni rosse e lavorate il numero di decessi sale.

Oms: "Salsicce, prosciutto e carni rosse trattate possono causare il cancro"

Gli insaccati accomunati, nelle tabelle di rischio, al fumo e all'amianto. Nel mirino wurstel, carni in scatola, ma in parte anche la carne rossa 'fresca'. Gli oncologi e le associazioni di categoria contro gli allarmismi

CONSUMARE salumi, insaccati e ogni genere di carne lavorata può causare il cancro e probabilmente anche mangiare carne rossa: l'allarme arriva dall'Iarc, l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, parte dell'Oms, l'Organizzazione mondiale della Sanità. Il rapporto dell'Iarc, redatto sulla base di oltre 800 studi precedenti sul legame tra una dieta che comprenda le proteine animali e il cancro, conferma dunque le attuali raccomandazioni "a limitare il consumo di carne". Lo studio, anticipato nei giorni scorsi dal Daily mail e oggi pubblicato su Lancet Oncology, include la carne di maiale tra la carne rossa, insieme a quella di manzo, vitello, agnello, pecora, cavalli e capre.

Al giudizio finale, si legge nel documento,si è arrivati dunque dopo aver revisionato tutti gli studi in letteratura sul tema. "Il gruppo di lavoro ha classificato il consumo di carne lavorata nel gruppo 1 in base a una evidenza sufficiente per il tumore colorettale. Inoltre è stata trovata una associazione tra consumo e tumore allo stomaco. La possibilità di errore non può invece essere esclusa con lo stesso grado di confidenza per il consumo di carne rossa". Gli esperti hanno concluso che per ogni porzione di 50 grammi di carne lavorata consumati al giorno il rischio di cancro del colon-retto aumenta del 18%. Ma lo stesso legame è stato osservato con i tumori del pancreas e alla prostata.

LA CASEINA DEL LATTE “IL PIU’ POTENTE CANCEROGENO DELLA STORIA DELL’UOMO”

“La caseina è il più potente cancerogeno della storia. L’ho detto in passato e continuo a sostenerlo. Finora non mi hanno mai contestato su base scientifica e non possono farlo, perché è vero!”

Ghizzoni e l’affaire Etruria: "Un problema dei politici lo risolvano loro, non io. In Parlamento dirò tutto"

Nella sua casa in Val Trebbia il manager ex Unicredit rifiuta il ruolo di arbitro: "Se il governo regge non può dipendere da me"

dal nostro inviato ANDREA GRECO

SCRIVELLANO (PIACENZA). "Se mi convocheranno parlerò alla commissione d'inchiesta: in Parlamento, non sui giornali, risponderò ovviamente a tutte le domande che mi faranno". Il muro del no comment regge, ma un forellino per guardarci attraverso si nota. Federico Ghizzoni, il banchiere più inseguito d'Italia, dribbla i tanti giornalisti venuti ad aspettarlo sotto la casa di campagna. Ma a chi insiste di più fa capire meglio il suo stato d'animo, la sua voglia di togliersi quello che è diventato un peso. Quando il campo sarà sgombro dalle strumentalizzazioni mediatiche, che a ore alterne lo vogliono ariete dell'opposizione o parafulmine del governo, darà il suo contributo di cittadino perché si chiariscano i rapporti tra la maggioranza, la sua icona Maria Elena Boschi e la Banca dell'Etruria, saltata nel 2015 mentre il padre e il fratello dell'allora ministra operavano ai piani alti. "Adesso non parlo, perché non si può mettere in mano a un privato cittadino la responsabilità della tenuta di un governo - si è sfogato Ghizzoni dopo il pranzo domenicale, consumato prudenzialmente in casa -. E' un caso della politica, sarebbe dovere e responsabilità della politica risolverlo ".

100 anni dalla apparizione della Madonna a Fatima

Il 13 maggio 1917 la Vergine apparve per la prima volta in un villaggio sperduto sugli altipiani dell'Estremadura a tre pastorelli: Lucia Dos Santos e Francesco e Giacinta Marto chiedendo penitenza e conversione. Pio XII nel 1942 consacrò il mondo al Cuore Immacolato di Maria, mentre Giovanni Paolo II attribuì alla Vergine di Fatima l'intercessione per essersi salvato dall'attentato del 13 maggio 1981 in piazza San Pietro 13 maggio 2017


13 maggio 1917, Cova da Iria, località di un villaggio nel Portogallo centrale, Fatima. Tre bambini – Lucia dos Santos di 10 anni e i suoi cugini Francisco e Jacinta Marto, fratelli di 9 e 7 anni – stanno giocando mentre accudiscono un piccolo gregge, in un terreno di proprietà del padre di Lucia. Verso mezzogiorno, dopo aver recitato come d’abitudine il Rosario, vedono due fenomeni luminosi, come due lampi, e poi una misteriosa Signora splendente con un Rosario in mano. È la prima di sei apparizioni che i tre piccoli pastori avranno fino ad ottobre: sempre il giorno 13, tranne nel mese di agosto, quando dal 13 al 15 vengono “sequestrati” dal sindaco che cerca di smascherare quella che crede essere un’impostura (la Madonna apparirà poi ai tre veggenti il giorno 19). Il 13 ottobre 1930 il vescovo di Leiria dichiara «degne di fede le visioni», autorizzando il culto alla Madonna di Fatima.

Il miracolo del sole

È morto Oliviero Beha, voce controcorrente del giornalismo italiano

Il giornalista e scrittore, nato a Firenze, è scomparso all'età di 68 anni. La figlia Germana: "Se n'è andato abbracciato da tutta la sua grande famiglia allargata di parenti e amici"

ROMA - E' morto Oliviero Beha. Giornalista, scrittore, conduttore televisivo e radiofonico, aveva 68 anni. Lascia la moglie Rosalia e i figli Saveria, Germana e Manfredi. Beha era nato a Firenze il 14 gennaio 1949.

Ha iniziato la carriera giornalistica, occupandosi di sport, a Paese Sera, per poi passare a Repubblica che lasciò alla metà degli anni Ottanta. Nel 1987 approda in televisione, conducendo con Andrea Barbato la trasmissione culturale 'Va' pensiero". Uno dei suoi maggiori successi è stato il programma radiofonico, su Radiouno, 'Radio Zorro', di cui firmerà anche una versione televisiva, 'Video Zorro' su RaiTre. Tra il '96 e il '97 Beha è ancora in Rai con 'Attenti a quei tre', programma del palinsesto notturno. In seguito, torna a dedicarsi alla radio, prima con 'Radioacolori', poi 'Beha a colori'.

Roberto Ghiretti sull'utilizzo improprio del Wopa da parte di Effetto Parma

Foto di Roberto Ghiretti:Wopa utilizzato da Effetto Parma Foto di Roberto Ghiretti:Wopa utilizzato da Effetto Parma

Che la commistione pubblico-privato nella gestione del Wopa potesse generare qualche confusione nell'immaginario del candidato sindaco Pizzarotti lo avevo messo in preventivo, ma mai mi sarei aspettato di veder utilizzato uno spazio pubblico di fatto come sede elettorale per la campagna elettorale di Effetto Parma.

Le foto che allego sono state scattate ieri sera al Wopa nel corso di una manifestazione e testimoniano come una struttura pubblica data in concessione all'ordine degli architetti e in gestione ad una associazione, viene usata come ripostiglio per mezzi che di sicuro saranno utilizzati nei prossimi giorni per promuovere la rielezione di un sindaco che evidentemente non ha le idee chiare sul confine tra pubblico e privato.

Una confusione di ruoli e competenze certo non semplificata dal fatto che il presidente dell'Ordine degli Architetti, nonché membro del consiglio dell'associazione “Workout Pasubio” che ha in gestione il Wopa, è uno dei 32 candidati che compongono la lista di Pizzarotti.

Su questa faccenda nei prossimi giorni chiederemo tutti i chiarimenti del caso a chi di dovere, per il momento lascio ai cittadini la libertà di valutare se questa spregiudicata gestione di beni che sono pur sempre pubblici sia o meno accettabile. 

Roberto Ghiretti

Leggere tra le ruspe: incontri con le liste elettorali

Parma, 14 maggio 2017 - In questi giorni siamo stati contattati dai rappresentanti di alcune liste candidate alle prossime elezioni amministrative, per incontri di carattere informativo sui temi che da anni affrontiamo: la crisi delle Biblioteche Comunali, le minacce al Centro Cinema, il futuro dell'Ospedale Vecchio, le politiche culturali indirizzate alla popolazione.

Nulla cambia, per noi, rispetto alla campagna elettorale del 2012: come comitato di utenti delle Biblioteche, non appoggeremo nessuna lista.

Ovviamente le esperienze portano alcuni insegnamenti: denunciavamo gli sfaceli prodotti dalla Giunta Vignali e dell'assessorato Sommi; partecipavamo agli incontri dei comitati col commissario Ciclosi; eravamo presenti ai dibattiti sulla cultura a Parma durante la campagna elettorale 2012; assistevamo increduli alla seduta di Commissione Cultura del 18 settembre 2014, quando l'assessore Ferraris disconosceva, in sostanza, lo stesso programma elettorale del partito che l'aveva scelta.

La crisi delle Biblioteche dura da troppi anni: ogni volta che assistiamo agli eventi culturali così pubblicizzati, pensiamo alle pietose cifre dei prestiti bibliotecari, al trattamento riservato a tante istituzioni culturali di Parma (Emeroteca, Centro Cinema, Biblioteche Bizzozero, Balestrazzi, ecc.); pensiamo al continuo ricorso alle esternalizzazioni, alle scelte improvvisate (sede della Biblioteca di Alice), allo svilimento del lavoro bibliotecario.

I problemi della cultura a Parma hanno trovato, con poche eccezioni, scarso interesse da parte dei soggetti politici rappresentati in Consiglio.
Vale comunque la pena, a nostro avviso, lavorare affinché queste tematiche trovino maggiore spazio nella campagna elettorale.

Riflessioni sul Vangelo di don Umberto Cocconi: Chi ha visto me, ha visto il Padre.

Chi ha visto me ha visto il Padre

Umberto Cocconi

Disse Filippo a Gesù: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me» (Vangelo di Giovanni).

Commento al vangelo di Enzo Bianchi: “Chi ha visto me, ha visto il Padre”

Zun Lee, Serie fotografica Father Figure (La figura paterna).

14 maggio 2017

V domenica di Pasqua
di ENZO BIANCHI


Nel tempo di Pasqua, non essendo le altre letture scelte dal lezionario romano parallele al vangelo, si commenta solo il brano evangelico.


Gv  14,1-12

In quel tempo, Gesù disse: « 1 Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. 2 Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: «Vado a prepararvi un posto»? 3 Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. 4 E del luogo dove io vado, conoscete la via».
5 Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». 6 Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. 7 Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
8 Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». 9 Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: «Mostraci il Padre»? 10 Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. 11 Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
12 In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre.

Oliviero Beha, morto lo scrittore e giornalista. Aveva 68 anni.

La figlia: “Buon viaggio papà, continua a camminare e pensare veloce…”

E’ morto a Roma Oliviero Beha. Aveva 68 anni. Lo annuncia la figlia Germana. “E’ stato un male molto veloce. Papà se n’è andato abbracciato da tutta la sua grande famiglia allargata di parenti e amici”. Giornalista, scrittore, saggista, conduttore televisivo e radiofonico, Beha era nato a Firenze il 14 gennaio 1949.

“E ahimè oggi, mi presento… sono una delle figlie. Nelle ultime settimane mi è capitato di essere le mani di papà che hanno trasferito in parole scritte su un monitor quello che lui velocemente mi dettava. Si perché, gli articoli lui, li aveva in testa, non seguiva appunti, non doveva cambiare o correggere delle frasi… lui parlava ed io scrivevo perché animare, vibrare e far venire vere le parole, Lui, l’aveva come dono”: con queste parole lo ricorda la figlia, in un lungo posto pubblicato sul sito Olivierobeha.it. “Scrivo queste righe – continua – perché con grande orgoglio, sono convinta che papà lascerà un vuoto profondo nel mondo dell’informazione perché a dispetto del suo carattere burrascoso, a volte irriverente, spesso ironico, dispotico e a tratti per alcuni arrogante, è stato, è, e rimarrà un giornalista libero. La “libertà è un lusso di pochi” mi ripeteva…”

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