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La vita sta cambiando pelle

Teatro Regio di Torino, le 5 verità sulle dimissioni di Vergnano

di Gabriele Ferraris

La sindaca Appendino ha detto in Consiglio comunale «la verità» sull’addio dell’ex sovrintendente. In realtà in un mese di «verità» ce ne ha regalate almeno altre 4

TORINO - Ieri, giovedì, Chiara Appendino ha narrato in Consiglio comunale la verità e nient’altro che la verità, sulla tormentosa e tormentata guerra di successione del Regio, e sulle misteriosissime dimissioni di Walter Vergnano.

In merito alle dimissioni, Appendino — ventriloquizzante tramite Leon — ha sottoposto al nobile consesso una definitiva “verità” che per praticità mi permetto di definire «la verità del 3 maggio». Con questa, infatti, sono cinque le «verità» sulle dimissioni di Vergnano che lorsignori ci hanno sbolognato in meno di un mese e mezzo: ciascuna in contraddizione con le altre. E prima di archiviare la deplorevole vicenda e lanciarci verso nuovi e più esaltanti destini, vorrei riesaminarle, queste cinque «verità». Giusto perché lorsignori non ci credano ancor più fessi di quello che siamo. Partiamo dalla «verità del 3 maggio» scodellata ieri da madamin Appendino.

Impianti al veleno nelle città, la mappa dell’Italia a rischio

Da Ravenna a Livorno si moltiplicano i comitati per spostare gli stabilimenti pericolosi. In aumento gli incidenti nello stoccaggio dei rifiuti, pochi i controlli

Annamaria Coluccia, Marco Menduni

L’appuntamento è all’uscita dell’autostrada di Ravenna, sormontata da due grandi cisterne che ricordano la vocazione industriale dell’area. Da una parte la città della tomba di Dante, dall’altra, sul Canale Candiano, il porto e il petrolchimico. Andrea, 54 anni, ricorda l’incidente in cui, a dicembre, ha perso la vita un amico e collega, in una fabbrica nella vicina Faenza.

«Stava lavorando - racconta - per conto di una ditta esterna su un cestello sospeso, attaccato a una gru: il braccio meccanico ha ceduto, lui è morto a 45 anni, il ragazzo dell’alternanza scuola-lavoro insieme a lui, 18, è rimasto gravemente ferito». Questo per sottolineare che «il problema più grave, per la sicurezza, è il circuito degli appalti e dei subappalti, dei lavoratori che lavorano in contesti che non conoscono bene, spesso senza l’adeguata preparazione. Quando sei al lavoro, è a queste persone che guardi con ansia e con preoccupazione».

La minaccia degli impianti  

Obiettivo puntato su Ravenna perché, secondo le classifiche dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, è questa città di 170 mila abitanti in Romagna che detiene il record di fabbriche a rischio di incidente rilevante in tutta Italia. Ravenna simbolo dell’Italia che convive con impianti necessari quanto minacciosi. L’Italia, dove ancora troppo spesso si muore sul posto di lavoro, com’è accaduto a Lorenzo Mazzoni e Nunzio Viola per un’esplosione in un serbatoio nel porto industriale di Livorno alla fine di marzo.  

Il cioccolato di Modica è marchio Igp: è in Gazzetta Ufficiale

Ufficiale il pieno riconoscimento di un prodotto simbolo dell’eccellenza siciliana. Pubblicato, infatti, sulla Gazzetta ufficiale l’attribuzione del marchio Igp per il cioccolato di Modica. Parte, dunque, una nuova stagione per la dolce prelibatezza della cittadina del Ragusano, che vede da un lato il riconoscimento dell’Igp, quindi la possibilità di potersi fregiare di un marchio comunitario, dall’altro la piena considerazione di un processo produttivo tipico, tradizionale, unico nel suo genere. «È il coronamento di un percorso lungo, comune, di successo, è il segno che la buona politica, quella priva di steccati e che mette insieme le idee, prima delle appartenenze ideologiche, ha vinto»: è il pensiero dell’europarlamentare siciliano del Ppe Giovanni La Via, che aggiunge: «Ricordo ancora quando quel giorno del 2010 a Bruxelles in una stanza, con l’amico Paolo De Castro, discutevamo del tema assieme al direttore del Consorzio di tutele del cioccolato di Modica, Nino Scivoletto, e al compianto presidente della Camera di commercio di Ragusa, Giuseppe Tumino». 

Ma a quel tempo ancora la legislazione comunitaria non lo consentiva perché non si parlava di riconoscere un prodotto tipico di un territorio, ma un prodotto realizzato con materie prime provenienti da zone diverse come il cacao lo zucchero, la cannella, quindi necessaria era una modifica normativa. L’anno successivo, nel 2011 si presentò la possibilità di ritornare sul regolamento della Qualità.

L'anno del Cibo si celebra a Cibus 2018: attesi a Parma 80mila visitatori

Stand pronti per la fiera alimentare da lunedì 7 a giovedì 10 maggio 2018 website
Sarà la fiera delle novità del made in Italy alimentare. Realizzato anche un nuovo padiglione temporaneo. I dati di Federalimentare

Nell'anno del cibo italiano la filiera dell'agroalimentare (137 miliardi di fatturato, in crescita dell'1,7%, con l'export che vale oltre 41 miliardi) celebra i brillanti risultati raggiunti alla 19esima edizione di Cibus, in programma alle Fiere di Parma dal 7 al 10 maggio.

Quello alle porte si profila come un nuovo appuntamento record: 3.100 espositori presenti (più 100 rispetto al 2016), 135 mila mq di spazi espositivi (più 5mila sul 2016 grazie a un nuovo padiglione temporaneo) e 80mila visitatori professionali attesi, di cui il 20% dall'estero e tra questi 2.500 top buyers. Ben 1.300 i giornalisti accreditati.

Per quanto riguarda l'offerta, saranno mille i nuovi prodotti (l'elenco a fine aprile sul sito di Cibus); una selezione di 100 prodotti troverà spazio nel Cibus Innovation Corner. E ancora, seminari, convegni, tavole rotonde, incontri e consulenze dirette con esperti dell'Ice e talks su temi di attualità come la crescita dell'offerta salutistica, barriere tariffarie, strategia per l'export, fake news nell'alimentare, ricerca scientifica, punto vendita fisico e on line.

In programma anche il fuori salone dal 5 al 13 maggio in piazza Garibaldi a Parma.

Il Regio cambia guida: arriva Graziosi ma il consiglio si spacca

MIRIAM MASSONE ALESSANDRO MONDO

Passa la linea del Comune, la Regione: serviva più tempo Angelica Musy e Vittorio Sabadin rassegnano le dimissioni

Lui che sognava di fare il tenore, oggi nel retroscena della sua Jesi potrà intonare l’aria della Traviata: «Libiamo ne’ lieti calici!». Tempo di brindisi, dopo giorni di fiato sospeso, per William Graziosi, nuovo sovrintendente del Teatro Regio, in attesa dalla ratifica della nomina da parte del ministro della Cultura, Dario Franceschini: 56 anni, di Jesi, già ad della Fondazione Pergolesi Spontini, Graziosi succede allo storico «timoniere», Walter Vergnano, che si è dimesso in anticipo di 15 mesi e dopo 19 anni alla guida di un ente lirico tra i più importanti d’Italia. 

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L’ACCELERATA DELLA SINDACA  

Alla fine è passata la linea della sindaca Appendino, qui in veste di presidente Consiglio d’indirizzo (il quale, appunto, può solo suggerire un nome) ma dopo ore (e giorni) piuttosto tese. E senza unanimità, ma con diverse voci fuori dal coro. A favore di Graziosi anche Paolo Cantarella, per il ministero della Cultura, Cristina Giovando, designata da Fondazione Crt, e Giambattista Quirico per Compagnia di San Paolo. Filippo Fonsatti, espressione della Regione, non ha partecipato al voto, mentre Vittorio Sabadin (per il Comune) e Angelica Musy (per l’assemblea dei soci fondatori) hanno votato contro e poi si sono dimessi. 

LA REPLICA DI CHIAMPARINO  

Vergnano in uscita dal Regio: l’addio è un giallo

Tante voci ma lui nega: “Nessuno mi ha mai chiesto di andarmene”

Dopo quasi vent’anni alla guida del Teatro Regio (la sua prima nomina risale al 1999) per il sovrintendente Walter Vergnano sarebbe arrivata l’ora dell’addio ai velluti rossi di piazza Castello. In realtà il suo mandato scade nel 2019. Ma in questi giorni si moltiplicano le voci su una sua uscita anticipata. Passo indietro che - secondo indiscrezioni trapelate dal consiglio di indirizzo - sarebbe addirittura stato chiesto dal diretto interessato. Uno sfogo che avrebbe avviato l’intero iter di sostituzione del numero uno del Regio. Ma la vicenda ha i contorni del giallo. Vergnano infatti nega in modo netto: «Io dimissionario? Non mi risulta nel modo più assoluto. Il motivo è presto detto: ho un ottimo rapporto con la sindaca Appendino e lei non mi ha chiesto niente».  

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Il probabile successore  

Torino: crolla un pezzo della scenografia della Turandot al Regio, due coristi feriti

Il solista Ceron: "Alla fine del secondo atto abbiamo sentito un boato, poi abbiamo visto quel pezzo sul palco e due persone a terra". I colleghi: "Non torniamo in scena finchè non sarà garantita la sicurezza"

Chi ha distrutto il Teatro Regio di Torino?

Teatro Regio di Torino

Dopo aver pubblicato Evita Appendino, l'articolo di Pietro Acquafredda [Link], di Gabriele Ferraris del GabosuTorino [LINK], e altri articoli di numerose testate online, ho ritenuto opportuno, raccogliendo miei appunti che da tempo serbavo, cercare di ricostruire nei fatti storici il de profundis, di questi tempi, del Teatro Regio di Torino, non certo dovuto al maestro Gianandrea Noseda e alle tournée all’estero.
Le falangi PD-M5S sono da tempo all’opera e continuano a scavare. Il Teatro da sempre rappresenta la società. La débâcle di Torino città è un po’ anche quella, ora, del suo teatro. Il dopo Chiamparino vede una città in difficoltà. 

Massimo Giovara Pierluigi Dilengite Dario Franceschini Chiara Appendino William Graziosi Walter Vergnano Piero Fassino

Birds Flocking, Europa Teatri, 6 maggio 2018 ore 21 - ultimo appuntamento di May Days

May Days

Birds Flocking, con Daniele Albanese e Eva Karczag, conclude a Europa Teatri, domenica 6 maggio la rassegna May Days, incontro con la danza d’autore 

Si conclude domenica 6 maggio alle ore 21 a Europa Teatri la rassegna di danza contemporanea May Days - Incontro con la danza d’autore, promossa da Europa Teatri e Teatro delle Briciole, con Birds Flocking spettacolo in forma di I° studio (titolo provvisorio), un duo con Daniele Albanese e Eva Karczag, anche autori della coreografia, disegno luci di Fabio Sajiz, musica originale di Luca Nasciuti.

Ispirandosi alla visione del volo degli stormi di uccelli, lo spettacolo vuole definire un movimento fluido e continuo con una microscopica comunicazione tra i danzatori e lo spazio, mettendo a confronto i due poli opposti di struttura e libertà - forme e direzioni, che possano incorniciare il movimento e un moto sfuggente che vada al contrario verso la non possibilità di scrittura.

Il progetto, a cura di Compagnia Stalker_Daniele Albanese, è prodotto da Nanou Ass. Cult. con il contributo di Mibact, Regione Emilia-Romagna, Fondo di sostegno alla produzione e distribuzione della Danza D’Autore / Regione Emilia-Romagna 2017/2018 con il sostegno di ATER Circuito multidisciplinare Emilia-Romagna.  

Al termine seguirà l’incontro con Alessandro Pontremoli, docente di Storia della danza all’Università di Torino.

IMPARIAMO IL CONCERTO, GIUSEPPE MARTINI RACCONTA RACHMANINOV, CIAIKOVSKIJ E BRAHMS, giovedì 10 maggio 2018 alle 18 Sala Prove del Paganini

PER IMPARIAMO IL CONCERTO GIUSEPPE MARTINI
RACCONTA RACHMANINOV, CIAIKOVSKIJ E BRAHMS
La conferenza giovedì 10 maggio alla Sala Prove del Paganini -  inizio alle 18

Giuseppe Martini è uno degli ospiti più apprezzati di Impariamo il concerto, il ciclo di appuntamenti del tardo pomeriggio che la Fondazione Toscanini ha organizzato per presentare al pubblico  storie, aneddoti e caratteristiche dei brani che saranno poi eseguiti dalla Filarmonica Toscanini durante la stagione Nuove Atmosfere.

QUANDO MUORE UN GENITORE, NULLA SARA’ COME PRIMA

Morte del genitore

La perdita di un genitore è uno degli eventi più dolorosi che accadono durante la vita di una persona, le cui conseguenze lasciano profonde ferite nell’anima. Secondo lo psichiatra Elisabeth Kubler Ross nel suo libro “Death or Dying” (La Morte e il Morire), il dolore per il lutto attraversa cinque stadi:

1 e 2) Shock e Negazione

Durante le prime fasi della perdita avvertiamo un muro di vetro tra noi e il mondo, ci sentiamo intorpiditi, incapaci di provare dolore e un gran senso di vuoto ci pervade. E’ venuta meno la presenza del genitore nella vita quotidiana ed avanza la solitudine

3) Rifiuto

Affiorano delle forti emozioni e i ricordi accompagnati da sentimenti contrastanti di dolore, perdita e sollievo soprattutto quando la morte è l’epilogo di una lunga malattia. Il senso di colpa e il sollievo si alternano, tornano in mente le ultime conversazioni, i momenti passati insieme, quello che avremo voluto dire e non abbiamo detto. La stanchezza fisica ed emotiva si fanno sentire e ci ritroviamo a piangere nei momenti più impensati.

4) Rabbia

Esplosioni di rabbia e sentimenti di frustrazione caratterizzano questa fase, ci chiediamo perché il lutto ha colpito proprio noi e non troviamo una risposta, un forte senso di ingiustizia ci pervade e chi si lamenta per cose inutili ci infastidisce.

Riflessioni sul Vangelo di Don Umberto Cocconi: Rimanete nel mio amore

Rimanete nel mio amore

Don Umberto Cocconi

Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri» (Vangelo di Giovanni).

Commento al Vangelo di Padre Enzo Bianchi: Il comandamento nuovo

Avori Salernitani

6 maggio 2018
VI domenica di Pasqua
di ENZO BIANCHI

Gv  15,9-17

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:« 9Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. 10Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. 11Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. 12Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. 13Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. 14Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. 15Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi. 16Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. 17Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.»


Nei “discorsi di addio” (cf. Gv 13,31-16,33), attraverso i quali Giovanni ci svela le parole del Signore risorto alla sua comunità, per due volte viene annunciato il “comandamento nuovo”, cioè ultimo e definitivo: “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri (Gv 13,34); “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi” (Gv 15,12, all’interno del brano di questa domenica).

Lo scempio del monte Fuso

Lo scempio del monte Fuso
Giuliano Serioli e Dimitri Bonani

Regione Emilia Romagna - servizio Ambiente, viale della Fiera 8 – 40127 Bologna
Comandante Gruppo Carabinieri Forestali Parma, Via Macedonio Melloni 4 – 43121 Parma
Unione Montana Appennino Parma Est, Piazza Ferrari 5 – 43013 Langhirano
Sindaco di Neviano Degli Arduini, P.zza IV Novembre 1 – 43024 Neviano degli Arduini
Sindaco di Palanzano, Piazza Cardinal Ferrari 1 – 43025 Palanzano
Sindaco di Tizzano Val Parma, Piazza Roma 1 – 43028 Tizzano Val Parma

Milano, sabato 5 maggio corteo anti Eni: anarchici in arrivo da Italia e Europa. Black bloc e rischio disordini

Allerta per la manifestazione con partenza dalla Stazione Centrale. Lo slogan online: attacchiamo i padroni. Il percorso lungo il quartiere Isola. Digos e carabinieri sono preparati alla possibilità di un raduno violento

di Gianni Santucci

Milano- Il corteo partirà dalla stazione Centrale (alle 15) e si concluderà in via Imbonati, all’angolo con via Bodio, dopo essere passato per via Pola, piazzale Lagosta, piazzale Segrino, via Alserio e via Carlo Farini. La manifestazione contro l’Eni, in programma per sabato 5 maggio, ha avuto una lunga fase preparatoria. Per discutere di «neo colonialismo» sono state organizzate nelle scorse settimane assemblee in varie città italiane, da Torino, a Milano, a Trento. Una geografia che collega i principali gruppi anarchici del Nord Italia, quelli che con certezza si troveranno in Centrale per la «manifestazione nazionale». È l’appuntamento principale di una campagna che riunisce anche i movimenti di protesta contro la costruzione del gasdotto Tap in Puglia e che, per la tematica geopolitica internazionale, potrebbe richiamare i gruppi «neri» dall’estero (Francia, Svizzera, Germania). È su questo scacchiere che stanno lavorando da settimane gli esperti della Digos e del Nucleo informativo dei carabinieri, di fronte al rischio di un raduno violento, secondo derive che a Milano si sono fermate al 1° maggio 2015, giorno di inaugurazione dell’Expo.

“Lo stato del Mondo”, il festival di Limes torna al Ducale. Venerdì ospite Paolo Gentiloni

Lo Stato del mondo

L’edizione 2018 del Festival di Limes si terrà dal 4 al 6 maggio a Genova, negli spazi di Palazzo Ducale. Il programma

Genova. Il Festival quest’anno ha come tema “Lo stato del mondo”: una ricognizione dei principali temi geopolitici all’ordine del giorno, la cui evoluzione ha subìto negli ultimi anni una notevole accelerazione. Lo Stato del mondo è anche il titolo del nuovo numero di Limes, che uscirà il 3 maggio e verrà ampiamente discusso durante il Festival.

Nella tre giorni di conferenze e tavole rotonde toccheremo, con l’aiuto di esperti e protagonisti italiani e stranieri, le grandi tematiche che stanno contribuendo a riconfigurare gli equilibri mondiali.

Dalla traiettoria geostrategica degli Stati Uniti sotto la presidenza Trump alla questione coreana, passando per l’espansione strategico-commerciale cinese (le cosiddette “nuove vie della seta”), i destini europei dopo il voto in Germania, la sempre presente questione migratoria, il ruolo fondamentale dell’Iran in Medio Oriente, i profondi cambiamenti impressi alla Chiesa dal papato di Francesco, l’evoluzione concettuale e operativa dei conflitti e molto altro.

Attenzione particolare verrà ovviamente dedica all’Italia. Avremo ospiti d’eccezione, a partire dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni che parteciperà all’incontro di venerdì 4 maggio alle ore 18.

Alcol da asporto vietato a Torino dal tramonto all’alba. Limiti anche per le consegne

Dopo piazza Vittorio, San Salvario e Vanchiglia, stop esteso a tutta la città

MIRIAM MASSONE PIER FRANCESCO CARACCIOLO

TORINO - Le idee - e le regole - ci sono. Per l’applicazione si entra nel campo della casualità, nel senso che si valuterà «caso per caso», «di volta in volta», «da zona a zona» dove e come vietare il consumo di alcol da asporto, dalle 21 alle 6 del mattino. L’obiettivo è un’estate più «sobria», l’happy end - tra residenti e popolo della movida - al posto dell’happy hour. Questo almeno è ciò che la Giunta chiede al Consiglio: ieri gli assessori, su proposta di Alberto Sacco (commercio) e Roberto Finardi (sicurezza) hanno approvato la modifica al Regolamento della polizia municipale che introduce i nuovi limiti. La «disciplina della notte» non sarà più affidata a un'ordinanza quindi (temporanea, per situazioni di emergenza), come quella dell’anno scorso che vietava gli alcolici da asporto dalle 20 alle 6 a San Salvario, piazza Vittorio e Vanchiglia. «Quell’ordinanza comunque ha avuto successo, seppur parziale - dice Marco Giusta, assessore alle Politiche giovanili - lo confermano i residenti e i dati dell’Arpa». L’evoluzione è questo nuovo articolo, il 44 Ter, che imbriglia i divieti in un Regolamento più rigido, evitando le tante (troppe) interpretazioni che l’estate scorsa hanno innescato tensioni, proteste e pure ricorsi al Tar. 

LEGGI ANCHE Il Comune: pronte 20 aree per riaccendere la movida torinese  

Le regole e gli orari  

Sei ragli sul Flauto magico del duo Luca Bianchini e Anna Trombetta

Sei ragli sul Flauto magico

Anticipazioni su un libro inedito dei signori Bianchini e Trombetta 

di Carlo Vitali 

Prima puntata 

Il premiato duo di fantasisti Luca Bianchini-Anna Trombetta (d'ora in poi: B&T, oppure i Sondrioti) sta pubblicizzando da qualche settimana l'imminente sortita di un nuovo tomo autoprodotto dal titolo Il flauto magico. Nell'attesa tutt'altro che spasmodica di nuove rivelazioni sulle pretese frodi messe in atto dal Salisburghese onde assicurarsi una fasulla immortalità all'ombra della svastica, abbiamo pensato di enucleare e commentare alcune scempiaggini già contenute nello scarno capitolo 26, intitolato anch'esso "Il Flauto magico", del loro Mozart: La caduta degli dei, vol. II, YouCanPrint Self-Publishing, pp. 338-347 (d'ora in poi: Rotolone II).

Analisi secondo la Psicologia del Profondo del Canto Terzo (Prima Parte) dell'Inferno della Divina Commedia

Marco Vettori
marco.vettori.512@psypec.it
sito web
A COLLOQUIO  CON L’INCONSCIO

Analisi del Canto Terzo dell’Inferno della Divina Commedia secondo la Psicologia del Profondo.

Parte Prima

Nel secondo canto, valutata l’importanza di una scelta cosciente, il Sommo Poeta invita ciascuno di noi a domandarsi quali modelli  dovranno essere esperiti nell’affrontare il viaggio nel regno delle ombre e  qual è il significato religioso  e psicologico delle parole scritte sulla porta dell’Inferno:” Attraverso di me  si giunge là dove il dolore è senza fine, attraverso di me si entra tra la gente dannata.  La volontà di giustizia mosse il mio divino Fattore, mi creò la potenza di Dio Padre, la somma sapienza del Figlio e il primo Amore dello Spirito Santo. Prima di me non ci fu altro se non cose create per essere eterne e io eternamente duro”. L’Eterno, con i suoi attributi biblici, il figlio unigenito Cristo, la cui sapienza apre le porte della conoscenza e l’Amore dello Spirito Santo hanno edificato la porta. In principio la porta era chiusa senza che nessuno avesse la possibilità di uscire. Successivamente è comparso il Cristo ad annunciare la “Buona Novella” affinché coloro che volevano essere suoi seguaci, per camminare sulla strada della conoscenza, potessero essere salvati. Prima erano le tenebre e il disordine.

William Graziosi. Ha un curriculum lungo una quaresima, ma nessuno lo conosceva e nessuno, forse in molti, lo volevano

William Graziosi

Pietro Acquafredda
Nato a Luzern (Svizzera) da genitori italiani nel 1962, ha compiuto studi musicali ed economico-aziendali. Dal 1995 al 1998 ha seguito, in qualità di Segretario Artistico, il progetto “Spontini Classic” a Maiolati Spontini. In questa veste ha curato l’organizzazione di tre Concorsi Internazionali di Canto (giurati Zedda, Tangucci, Sagi, Meyer, Arcà), di tre Accademie di canto (seguite dai Maestri Alberto Zedda ed Ernesto Palacio), e delle successive accademie di preparazione e allestimento di opere di Gaspare Spontini.

Nel 1999 diventa Presidente del Centro Studi Spontini, istituito presso il Comune di Maiolati Spontini. Nell’ambito di Spontini Classic e delle attività del Centro Studi Spontini, ha curato l’allestimento di due opere spontiniane, nel 1997 de Li puntigli delle donne in prima rappresentazione in epoca moderna al Teatro Spontini di Maiolati S. con la direzione di Alberto Zedda e la regia di Simona Marchini, e nel 1999 de L’Eroismo ridicolo presso il Teatro dell’Aquila di Fermo con la revisione critica di Roberto De Simone.

SEMPRE A FARCI CONOSCERE: SPUTTANAMENTO INTERNAZIONALE PER IL REGIO DI TORINO

Complimentoni, Chiarabella. E bravo Chiampa che le hai tenuto bordone. Grazie a voi Torino e il Regio hanno riconquistato una volta di più la ribalta internazionale. La defenestrazione di Vergnano e la scelta di un successore gradito al nuovo potere è stata un'operazione lungimirante e benefica per il teatro, gestita con felpata e callida diplomazia. Un capolavoro, insomma. Che sta suscitando l'ammirazione generale in Italia e all'estero.
Ieri pomeriggio Gianandrea Noseda s'è chiamato definitivamente fuori dal merdone del Regioannunciando coram populo che non aspetterà di farsi mettere alla porta dal primo Graziosi che arriva. 
In effetti, con le dimissioni di Vergnano sarebbero comunque decaduti sia il direttore musicale Noseda, indipendentemente dalle sue dichiarazioni della prima ora, sia il direttore artistico Gaston Fournier Facio: a meno che il nuovo illuminato sovrintendente non decidesse di confermarli. Con stabellaceppa, che li confermava.

Inaugurazione mostra su Arturo Toscanini e “Quante storie nella Storia” dall’8 al 19 maggio 2018 nei Chiostri del Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma

Busto di Toscanini nel chiostro del Conservatorio Arrigo Boito

Inaugurazione mostra su Arturo Toscanini e “Quante storie nella Storia”

Il Conservatorio di Parma partecipa alla Settimana della Didattica in Archivio con una serie di iniziative presentate in occasione dell’inaugurazione della mostra “Arturo. Un Maestro in prima linea”, martedì 8 maggio alle 17.30 nella Sala Verdi del Conservatorio. Ingresso libero 

 “Arturo. Un Maestro in prima linea” è una mostra dedicata ad Arturo Toscanini che racconta, in dodici pannelli, l’impegno del grande direttore d’orchestra negli anni della Prima Guerra Mondiale. Realizzata dall’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna in occasione del 150° della morte del celebre direttore d’orchestra, l’esposizione sarà visitabile a Parma, nei Chiostri del Conservatorio di Musica “Arrigo Boito”, dall’8 al 19 maggio 2018, grazie anche al patrocinio della Prefettura di Parma. L’esposizione è inserita in “Quante storie nella Storia”, Settimana della Didattica in Archivio organizzata dall’IBC della Regione Emilia-Romagna, cui il Conservatorio di Parma partecipa con diverse iniziative che saranno presentate in occasione dell’inaugurazione, aperta al pubblico, martedì 8 maggio alle 17.30 nella Sala Verdi del Conservatorio (Strada del Conservatorio 27/a). Nell’occasione sarà visitabile anche la mostra “La formazione di Arturo Toscanini, violoncellista, compositore, direttore d’orchestra alla Regia scuola di musica” allestita nel Museo storico ‘R. Barilla’ del Conservatorio, dove sono ricostruiti gli studi personali di Arrigo Boito e di Arturo Toscanini. 

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