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La vita sta cambiando pelle

Enzo Bianchi: I giovani non sono perduti per la fede

Giovani

di Enzo Bianchi

Questo mese di ottobre nella Chiesa cattolica è vissuto quasi interamente (dal 3 al 28) come "sinodo", un camminare insieme sotto la guida del Papa, convergendo a Roma, interrogandosi e riflettendo su I giovani, la fede e il discernimento vocazionale. È un evento che potrebbe essere significativo. E, forse, anche decisivo per la presenza dei giovani nella Chiesa, una porzione di popolo di Dio che si sta assottigliando, soprattutto in occidente. E che rischia di mancare alla Chiesa di domani.

In questi anni di preparazione e di attesa ho sentito più volte la domanda: «Ma è possibile un Sinodo che non sia solo sui giovani ma anche dei giovani?». Infatti, l'assemblea sinodale è composta da circa duecento vescovi, da alcuni esperti e auditores, ma non è certo un'assemblea di giovani. Alcuni di questi saranno presenti, ma il Sinodo è un'istituzione episcopale, non un'assemblea ecclesiale. I padri sinodali sono, appunto, "padri" e non possono essere i giovani.

Riflessioni sul Vangelo di Don Umberto Cocconi: quante volte abbiamo predicato comunione ma costruito muri?

Gesù e i bambini

Gesù disse: «Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geenna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geenna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geenna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue» (Vangelo di Marco).

Commento al Vangelo di padre Enzo Bianchi: Il Signore conosce i suoi

s. Angelo in Formis, Affreschi del XI secolo, Capua (CE)

30 settembre 2018

XXVI domenica del tempo Ordinario
Mc 9,38-43.45.47-48
di ENZO BIANCHI 

In quel tempo38Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». 39Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c'è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: 40chi non è contro di noi è per noi.
41Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d'acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.42Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. 43Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile.  45E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna.  47E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, 48doveil loro verme non muore e il fuoco non si estingue.

Parma, la onlus San Cristoforo apre al vicinato: "Venite a conoscere i richiedenti asilo"

Sabato 29 settembre l’associazione San Cristoforo invita il vicinato a entrare nella casa di via Duca Alessandro, dove sono ospitati più di 50 giovani stranieri richiedenti asilo.

L’associazione San Cristoforo, un pezzo di strada insieme apre dunque le porte al quartiere per la Festa dell’Inclusione in programma dalle 18 alle 21 in via Duca Alessandro 56/3.

"Accogliere, proteggere, promuovere, integrare è ciò che si prefigge questa realtà che ospita più di cinquanta giovani richiedenti asilo giunti qui da diversi paesi dell’Africa e dall’Afghanistan, cercando una vita più serena e dignitosa" ricorda l'associazione.

Fra musica e cibo condiviso, la Festa "vuole essere un’occasione d’incontro che faccia far comprendere a tutti come i CAS (Centri di accoglienza straordinaria), non siano ghetti ma luoghi di vita; solo dando un nome e un volto alle persone straniere, si possono superare diffidenza e paura".

Fonte Link: parma.repubblica.it

Riflessioni sul Vangelo di Don Umberto Cocconi: Il Figlio dell'uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno

Don Umberto Cocconi

Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell'uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo. Giunsero a Cafàrnào. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse il più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servitore di tutti». E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato» (Vangelo di Marco). 

Fontevivo (non) è il paese della pazienza infinita.

Lavori in corso a Fontevivo

Fontevivo (non) è il paese della pazienza infinita.

Il Sindaco chiede pazienza e fa bene. Ma noi crediamo che i fontevivesi ne abbiano già dimostrata davvero tanta.

Sono sicuramente positivi gli interventi di adeguamento sismico sui plessi scolastici svolti dando continuità ad una programmazione precedente e realizzati grazie a fondi nazionali e locali erogati e “sbloccati” dal precedente Governo; ma il giudizio sul modo in cui sono stati condotti i cantieri di queste e di altre opere in corso di svolgimento sul territorio Comunale è di tutt’altro tenore. L’avvio dei lavori della scuola di Fontevivo, anziché essere anticipato per ridurre al minimo il disagio agli alunni, alle famiglie e al personale scolastico, ha subito ritardi: il cantiere (della durata prevista di quattro mesi) è stato avviato dal Comune solo a metà luglio, ben 40 giorni dopo la chiusura delle scuole. Un tempo perso inutilmente che testimonia una mancanza di controllo da parte dell’Amministrazione.

Mentre in molti Comuni della provincia il primo giorno di scuola è stato l’occasione per inaugurare strutture nuove o ammodernate, ai “remigini” il plesso scolastico di Fontevivo si è presentato  come un “cantiere” in divenire, perfettamente in sicurezza ma con evidenti disagi (polvere, rumore e porte di bagni mancanti) che si normalizzeranno col tempo, considerando che i lavori si prolungheranno sino a novembre. 

Rai, Foa presidente, c'è l'ok della Vigilanza: "Sarò garante del pluralismo"

RAI

Ventisette voti a favore. In mattinata il presidente aveva commesso una gaffe su Twitter: "Sono emozionato, non è una giornata come tutte le altre". Il Pd: "Non partecipiamo"

ROMA - Semaforo verde dalla Vigilanza. Marcello Foa è il nuovo presidente della Rai. Il sì con i voti di M5S, Lega e Forza Italia. "Non ho mai militato in partiti, sarò garante del pluralismo". Così il neopresidente. Il Pd non ha partecipato al voto. I "sì" sono stati 27, 3 i contrari, una scheda nulla e una bianca. Hanno votato 32 componenti della bicamerale su 40. E' stato raggiunto quindi il quorum di due terzi previsto dalla legge per rendere efficace la nomina del presidente.

• L'AUDIZIONE
"Nel gruppo del Corriere del Ticino - continua Foa nel corso dell'audizione - c'erano testate di diverso orientamento politico. Il mio ruolo non era di incidere sui contenuti delle testate ma di far sì che potessero svolgere nel modo migliore e con le risorse adeguate, senza alcuna intromissione"

Foa ricorda di aver voluto lui la collaborazione di De Bortoli nel gruppo che dirigeva. "Sono abituato a discernere tra le mie opinioni e i doveri del mio ruolo di garante del pluralismo e della qualità del giornalismo, principi a cui mi ispirerò se mi sceglierete. Non ho mai militato in un partito politico, non ho mai preso una tessera, non ho mai cercato appoggi politici per far carriera. Sono stato sempre coerente con me stesso, cercando di fare con umiltà il mio mestiere in base agli insegnamenti dei maestri, da Montanelli e Cervi". E aggiunge: "Il mandato che ho ricevuto dal governo non è politico, ma professionale", "fa appello al mio percorso professionale, e io intendo onorarlo in nome dei valori del giornalismo".

Processo Aemilia, minacce alla magistrata Beretti

Stia lontana da finestre ufficio, sanno dove studia suo figlio"

Un anziano prete, don Ercole Artoni, e il commerciante Aldo Ruffini hanno minacciato la magistrata Cristina Beretti, componente del collegio che giudica gli imputati al processo di ‘ndrangheta Aemilia, riferendole frasi a lei indirizzate da detenuti imputati di associazione a delinquere di stampo mafioso arrestati nell’ambito dell’inchiesta sulla malavita organizzata in Emilia.

"Sa che a Reggio c’è un braccio speciale dove sono detenuti gli imputati di Aemilia ? Uno di loro mi ha detto di venire da lei e di dirle di stare molto attenta e soprattutto di stare lontana dalle finestre dell’ufficio (...) un altro di loro ha detto di stare attenta che sanno dove studia suo figlio".

Queste le frasi intimidatorie che avrebbe pronunciato don Artoni alla magistrata il 18 dicembre dell’anno scorso in accordo con Ruffini, 74 anni, finito nella rete degli inquirenti per una vicenda di evasione fiscale.

Don Artoni lo chiamavano il "prete scomodo", "comunista", "sacerdote degli ultimi" e ora, a 88 anni, si trova ai domiciliari. È finito arrestato, assieme a Ruffini, già indagato per una maxi-evasione fiscale, proprio per le minacce al giudice Cristina Beretti, presidente del tribunale di Reggio Emilia e componente del collegio del processo di 'ndrangheta Aemilia. Rispondono entrambi, in concorso, di minacce aggravate a un corpo giudiziario.

Fonte Link: parma.repubblica.it

Triade Minore di Luigi Ferrari: un inaspettato romanzo con la riscoperta di uno straordinario compositore

Medtner and Rachmaninof with wifes (1938)

Enrico Votio Del Refettiero

“Triade minore”: un romanzo che vale il recupero di uno straordinario compositore. E non solo …

A Luigi Ferrari devo molto con questo suo libro. Innanzi tutto il fatto che mi abbia fatto tornare la voglia di scrivere per qualcosa di cui valga la pena. Poi la riscoperta di uno straordinario compositore del quale avevo sì sentito parlare ma – confesso – del quale avevo ascoltato pochissimo. E pure il piacere di una lettura serrata, praticamente ininterrotta, dalla prima parola all’ultima di un romanzo che non posso evitare di definire – passatemi la banalità – davvero avvincente. Collateralmente, la vera a propria scoperta di una altro protagonista, anche se minore, della storia della musica di quel periodo davvero cruciale che è stato il primo Novecento, nel quale è successo talmente tanto, che ci siamo potuti permettere di dimenticarci personaggi come Alexei Stanchinsky, morto a soli 26 anni, lasciando una produzione certo non abbondante ma comunque di grandissimo fascino.

Bormioli: "Calici per brindare, siamo di nuovo uniti nel vetro"

Il percorso di un gruppo che oggi conta su un potenziale di 2.250 dipendenti, 450 milioni di fatturato, 13 forni in attività con una capacità fusoria di mille tonnellate al giorno, 2,5 milioni di pezzi prodotti ogni giorno

di GLORIA RIVA*

In Emilia Romagna quando si parla di Bormioli, si parla di vetro: le due parole sono pressoché sinonimi. Del resto il know how della famiglia Bormioli risale addirittura a venticinque generazioni fa, cioè al 1300, quando i testi dell’epoca raccontano la maestria della famiglia Borniolle, proveniente dalla Francia del Nord, nell’arte della lavorazione del vetro.

Nel XVI secolo le tracce di quell’antica casata si ritrovano nel genovese, ad Altare, dove la famiglia emigra e cambia il cognome in Bormioli. Traslocherà ancora, dalla Liguria (mantenendo però una storica sede) a Fidenza, nel 1825 per via dell’abolizione dell’Università del vetro ad Altare.

GIÙ LE MANI DA MOZART!

Mozart

Carlo Vitali

Un evento squalificante a Mondomusica 2018

Abbiamo appreso della presentazione del secondo tomo del fantasioso pamphlet Mozart. La caduta degli dei, che si terrà il 29 settembre 2018 nel quadro di Mondomusica, presenti gli autori Luca Bianchini e Anna Trombetta.

Una manifestazione seria come quella che si tiene a Cremona – ne fa fede il patrocinio, tra gli altri, del MIUR-AFAM e del Ministero dei Beni culturali – non dovrebbe inserire tra i suoi eventi, al prezzo di perdere credibilità, la presentazione di un lavoro dilettantesco, mistificatorio e revisionista. In quelle pagine scolorite si contesta il genio di Mozart negando financo l’evidenza, come hanno fatto alcuni irresponsabili con l’Olocausto. Il libro in questione, inoltre, è retto da un meccanismo tipico di chi vuole a tutti i costi dimostrare l’impossibile, usando a piacere citazioni, spacciando per verità inconfutabili semplici ipotesi infondate, nascondendo fonti e documenti e traendone conclusioni false sin nelle premesse. In tal modo gli autori non gettano solo fango, pretestuosamente, sulla figura di Mozart, ma sull'intera comunità musicologica italiana, e in primo luogo su un’Istituzione prestigiosa che onora la città di Cremona, come il Dipartimento di Musicologia e beni musicali, che i due, dopo la laurea, contestano a più riprese con argomenti capziosi, mal posti e indegni di attenzione. 

La caduta di Luca Bianchini e Anna Trombetta

Ahinoi, ché cadiamo, n. 154
Diseredato? Supercazzole prematurate  nella spezieria di Sondrio
Lettera aperta di Carlo Vitali all’Accademico Feraspe

Caro Feraspe,

il tuo contributo multimediale sulle esternazioni televisive di Bianchini & Trombetta (LINK) suscita in me un divertito sgomento, e con esso un paio d’interrogativi. Primo: dove trovi il tempo e lo stomaco per trascrivere codeste ciance ventose? Secondo: ma ti pare caritatevole mostrare nella cruda evidenza del body language la miseria spirituale di personaggi che in fondo sono esseri umani? Come noi e come Mozart, verso cui nell’intervista all’emittente Telemonteneve Livigno, rubrica “Grandangolo”, i due Bufalari ostentano un’affettata pietas: “Poi Mozart di per sé è un uomo, è una persona umana che è stata sfruttata”. Certo, soprattutto da loro due per impiantare una manifattura casalinga di bufale scadute. La quale, tutto sommato, deve rendergli benino, poiché nelle immagini catturate dal video si rivela una sperticata dilatazione della sfera corporea che mi viene spontaneo mettere in relazione con la rossiniana Società dei Pappataci: “Le guance tumide, le pance piene/ fanno conoscere che vivon bene”. Per inquadrarli serviva appunto un grandangolo; mai nome di rubrica televisiva fu più azzeccato.

Commento al Vangelo di Padre Enzo Bianchi: "Se uno vuole essere il primo"

se uno vuol essere il primo

23 settembre 2018

XXV domenica del tempo Ordinario
Mc 9,30-37
di ENZO BIANCHI 

In quel tempo Gesù con i suoi discepoli 30attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. 31Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell'uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». 32Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.33Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». 34Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. 35Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servitore di tutti». 36E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: 37«Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».

Padre Enzo Bianchi: Ecce homo

Ecce Homo: Il Caravaggio (1571-1610)

di Enzo Bianchi

Il tema Ecce homo che mi è stato assegnato porta un titolo estremamente significativo ma anche poco compreso nel suo valore profondo che gli viene dato dalla collocazione nel quarto Vangelo. Conoscete tutti il contesto in cui questa parola è stata detta pubblicamente, è durante il processo fatto a Gesù da parte dell’Impero Romano dopo che Gesù è stato consegnato dalle autorità religiose ebraiche come un bestemmiatore e come un malfattore. Gesù viene addirittura flagellato e a un certo punto viene presentato in pubblico, in quel luogo alto, Gabbatà, quella specie di balconata che stava davanti al Pretorio, luogo che non era accessibile per gli Ebrei, perché luogo pagano e impuro, ma luogo che permetteva una vera e propria ostensione del processo e del condannato. È in quella occasione che Gesù viene portato fuori dalle guardie imperiali nella condizione di condannato, di perseguitato, di uomo oggetto di violenza e di disprezzo, di schiavo ridotto a cosa, spogliato della sua soggettività umana. In quella occasione Pilato pronuncia le parole: «Ecco l’uomo». Queste parole nel quarto Vangelo non sono semplicemente una indicazione, ma hanno una portata rivelativa profonda: «Ecco l’uomo», l’uomo per eccellenza, l’uomo come Dio l’ha pensato, l’ha voluto e l’ha creato in Adamo, l’uomo che ha avuto la sua pienezza di umanità, la sua realizzazione piena in Gesù di Nazareth.

È questo Gesù l’uomo per eccellenza, è l’uomo come Dio l’ha pensato, l’uomo che diventa per noi davvero quell’immagine verso la quale da cristiani dovremmo tentare di diventare conformi, attraverso una sequela puntuale della sua vita, del suo operare, del suo parlare.

Giuseppe Sigismondo Apoteosi della musica del Regno di Napoli

Carlo Vitali

apoteosi della musica del Regno di Napoli

a cura di Claudio Bacciagaluppi, Giulia Giovani e Raffaele Mellace con un saggio introduttivo di Rosa Cafiero editore Sedm pagine 334 euro 40

A due dotti austriaci, Franz Sales Kandler (1792-1831) e Aloys Fuchs (1799-1853), nonché al tedesco Georg Poelchau (1773-1836), si devono il riordino e il salvataggio dei corposi zibaldoni manoscritti di Giuseppe Sigismondo (1739-1826), che ora si stampano in forma integrale dall’apografo berlinese dopo che Degrada e altri studiosi moderni ne avevano pubblicato stralci parziali. L’autografo era stato plagiato e poi disperso dal famigerato marchese di Villarosa (1762-1847), il che si rileva a scorno dei rozzi teoremi sciovinisti escogitati dai fantamusicologi Bianchini, Trombetta, Amato & Co.

Parma-Cagliari 2-0 Highlights 22-09-2018

Parma, D’Aversa: “Gervinho? Colpito dalla sua umiltà, che fortuna averlo”
“Erano anni che non si vedeva un gol del genere”

Roberto D'Aversa è intervenuto ai microfoni di Sky Sport per analizzare la vittoria maturata 2-0 tra le mura amiche per Tardini contro il Cagliari; ecco quanto dichiarato dall’allenatore del Parma:
“Gervinho? Erano anni che non si vedeva un gol del genere, siamo fortunati ad avere un giocatore così importante. Sono impressionato dalla disponibilità e dall’umiltà di Gervinho, ha capito bene la realtà Parma. Adesso a me interessa che cresca di condizione e che regga i 90 minuti. Lui fa una partita di sacrificio, gli piace svariare e superare l’uomo. Poi il resto della squadra sa che lui gode di una certa libertà. Complimenti a Gervinho e in generale alla squadra per il risultato raggiunto. Stiamo dando continuità nei titolari e questo lo si ottiene giocando sempre insieme. Poi nell’ultima settimana di mercato sono arrivati Inglese e Gervinho. Non dimentico giocatori importanti che sono rientrati dagli infortuni. Mi dispiace non aver schierato ancora Ciciretti, ma giocheremo ogni tre giorni e ci sarà modo”. 22 settembre 2018 

Fonte Link: http://www.itasportpress.it/serie-a/parma-daversa-gervinho-colpito-dallumilta-che-fortuna-averlo/?intcmp=parma-daversa

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