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La vita sta cambiando pelle

Riflessione sul Vangelo di Don Umberto Cocconi: in cammino con Gesù

in cammino con Gesù

Don Umberto Cocconi

Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia e altri uno dei profeti». Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno. E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell'uomo doveva soffrire molto, ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va' dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini». Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà» (Vangelo di Marco).

Commento al Vangelo di Padre Enzo Bianchi: Seguire Gesù

s. Angelo in Formis, Affreschi del XI secolo, Capua (CE)

16 settembre 2018

XXIV domenica del tempo Ordinario
Mc 8,27-35
di ENZO BIANCHI 

In quel tempo 27Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». 28Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia e altri uno dei profeti». 29Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». 30E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.31E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell'uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. 32Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. 33Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va' dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini». 34Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. 35Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà.

Il Parma vince al Meazza di San Siro contro l'Inter con un gran gol di Federico Dimarco


Inter-Parma 0-1


Marcatori: 34′ st Dimarco.

F.C: INTERNAZIONALE MILANO: Handanovic (cap.), Gagliardini, De Vrij, Keita (1′ st Icardi), Nainggolan, Dalbert, D’Ambrosio (26′ st Asamoah), Skriniar, Perisic, Brozovic, Candreva (14′ st Politano).

A disposizione: Padelli, Vecino, Ranocchia, Joao Mario, B. Valero, Miranda.

All.: Spalletti.

PARMA CALCIO 1913: Sepe, Iacoponi (31′ st Sierralta), Stulac, Barillà, Gobbi (1′ st Dimarco), Di Gaudio (17′ st Deiola), B. Alves (cap.), Gervinho, Gagliolo, Rigoni, Inglese.

A disposizione: Frattali, Bagheria, Da Cruz, Ceravolo, Ciciretti, Gazzola, Siligardi, Sprocati, Bastoni.

All.: D’Aversa

Arbitro: Sig. Gianluca Manganiello di Pinerolo. Assistenti: Sigg. Giorgio Peretti di Verona e Pasquale De Meo di Foggia. IV Uomo: Sig. Juan Luca Sacchi di Macerata. V.A.R: Sig. Gianluca Rocchi di Firenze. A.V.A.R.: Sig. Stefano Liberti di Pisa.

Note – Calci d’angolo: 10-1. Ammoniti: Stulac (P), Brozovic (I), D’Ambrosio (I). Recupero: 2’pt, 4’st.

ATTILA AL FESTIVAL VERDI 2018

ATTILA AL FESTIVAL VERDI 2018

Il capolavoro verdiano diretto da Gianluigi Gelmetti

alla testa della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma,

nel nuovo allestimento di Andrea De Rosa, con protagonisti Riccardo Zanellato,

Michele Pertusi, Maria José Siri, Vladimir Stoyanov, Francesco Demuro

Teatro Regio di Parma

domenica 30 settembre 2018, ore 17.00 turno A
sabato 6 ottobre 2018, ore 17.00 turno B
sabato 13 ottobre 2018, ore 17.00 turno D
domenica 21 ottobre 2018, ore 20.00 turno C 

L'attuale Pilotta di Parma, un vero vilipendio alla cultura e alla nazione

Ed ecco che il nostro solerte sovrintendente del complesso monumentale della Pilotta di Parma, Simone Verde, è arrivato a capire che il pericolo di incendio era reale, e non virtuale (come abbiamo denunciato fotograficamente in un precedente post) [LINK], ha pensato, quindi, di far pulire per circa 2 metri di altezza da terra l’edera canadese volutamente recisa e lasciata a essiccare sulla facciata in bella vista sul torrente Parma. In autunno il rosso delle foglie sulle mura era qualcosa di magico. Ma nella capitale della cultura, le piante come l’edera canadese, si recidono, non si manutengono. Come se le piante non avessero una loro vita da rispettare. E pensare che quell’edera era divenuta parte del complesso monumentale.

Foto Augusto Vignali: La facciata della Pilotta di Parma come era con l'edera canadese rossa

Come potrete vedere nelle successive immagini l’operazione ora risulta ridicola in quanto hanno pulito la base, ma lasciato le extensions essiccate a circa due metri di altezza su tutta la facciata (una soluzione parziale simile a quella di un parrucchiere sulla chioma dei capelli), con pericolo di distacco dei rami secchi in strada, tra le più frequentate della città. Rimangono sempre in bella vista le persiane semi aperte intaccate dai rami essiccati, così come le lerce e sbrindellate bandiere. E dove c’erano le radici ora vi è l’immondizia. Un vero vilipendio alla cultura e alla nazione. (Parma, 14/09/2018)

Luigi Boschi

Quelli che stanno sui gradoni del battistero di Parma

Foto Luigi Boschi: ragazzi seduti e riuniti sui gradoni del Battistero di Parma
I ragazzi della comprovata civitas che frequentano il Battistero di Parma lasciandolo con i loro "graditi" rifiuti per la valorizzazione del monumento antelamico. Ma se non sanno quello che fanno! Qualcuno delle istituzione preposte a Parma città della cultura, potrebbe intervenire? (Parma, 14/09/2018). LB

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Perchè Gentiloni ha regalato i giacimenti di petrolio alla Francia?

(Claudio Antonelli per la Verità) – Nove giorni e poi il trattato di Caen entrerà in vigore anche se il nostro Parlamento non l’ ha ratificato. Nel 2015 l’ allora ministro degli esteri, Paolo Gentiloni, incontra in Francia il suo omologo Laurent Fabius. Sottoscrivono un accordo per ridefinire i nuovi confini marittimi tra i due Paesi. Le acque territoriali francesi in prossimità della Corsica passano da 12 a 40 miglia, mentre il confine al largo della parte nordoccidentale della Sardegna si allarga addirittura fino alle 200 miglia. Tutto mare in più che finisce a Parigi con tutto ciò che c’ è dentro: soprattutto il pesce.

L’ accordo ha già fatto scandalo. Soprattutto perché non se ne comprende in alcun modo la logica sottostante. Quale è la contropartita? Apparentemente non si vede. Ma la notizia ancor più scandalosa l’ ha riportata ieri il quotidiano Italia Oggi. Dentro il trattato c’ è un cavillo che – di fatto – regala ai cugini d’ Oltralpe anche lo sfruttamento di gas, petrolio e idrocarburi.

La civitas di quelli che frequentano il Battistero dell'Antelami di Parma

Foto luigi Boschi: i rifiuti lasciati dai frequentatori il monumento Antelamico

Questa è la civitas di quelli che frequentano il Battistero di Parma, ridotto a luogo dell'immondizia.
Possibile che questo monumento di valore mondiale non sia adeguatamente tutelato e sorvegliato? Lasciato, invece, a bande di giovinastri inconsapevoli
di cosa fanno e dove lo fanno. Ma chi dovrebbe tutelare il luogo e valorizzarlo, dov'è? Cosa fa? Perché consente questo degrado e scempio della città?  (Parma, 13/09/2018)

Luigi Boschi

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VALORI IDENTITARI DI PARMA, PILOTTA E PIAZZALE DELLA PACE, BATTISTERO, LASCIATI NELL'INCURIA E NELL'ABBANDONO DELL'INCIVILTÀ

Rimane il divieto di transito in vicolo del Battistero, ma è stata rimossa la fioriera come dissuasore. Perché?

Foto Luigi Boschi: Vicolo del Battistero Parma

Rimane il divieto di transito in vicolo del Battistero, ma è stata rimossa la fioriera come dissuasore. Perché?
Cosa impedisce? Se non un inutile passaggio di automezzi in uno spazio angusto che danneggia l'area perimetrale del monumento.
Una decisione giusta viene dopo pochi giorni abbandonata per favorire chi e che cosa? Incomprensibile! (Parma,13/09/2018)

Luigi Boschi

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Parma, VICOLO DEL BATTISTERO: DIVIETO DI TRANSITO VEICOLARE APPOSTO DAL COMUNE

Lettera a Papa Francesco di Missionari comboniani in Italia, siamo con te

Missionari comboniani in Italia 

Caro papa Francesco, vogliamo dirti che siamo con te e desideriamo esprimere questo sentimento ancora più apertamente nell’ora in cui una concertata campagna di diffamazione e critiche malevoli sta cercando di minare la tua credibilità personale e mettere in discussione il tuo generoso sforzo di rinnovamento della Chiesa, per renderla più conforme al volere di Gesù.

In queste ultime settimane, poi, la campagna di accuse ha raggiunto il suo picco quando esponenti ecclesiali ti hanno apertamente attaccato, arrivando persino a chiedere le tue dimissioni, mettendo in dubbio la sincerità e la correttezza del tuo impegno per porre fine alla piaga della pedofilia e agli abusi sessuali nella Chiesa.

Siamo convinti che attacchi come questi, dentro e fuori la Chiesa, provenienti da ambienti conservatori e reazionari, nascondono l’inconfessato intento di voler metterti da parte. Perché questi ambienti conservatori sono fortemente contrari al tuo insegnamento sociale. A più riprese e a chiare lettere, tramite la parola e lo scritto, tu Francesco, continui a esprimere la tua contrarietà al sistema economico globale di oggi, intrinsecamente perverso perché orientato principalmente al profitto, a discapito della dignità delle persone e causa di distruzione della madre Terra. Tutto ciò è inviso a chi vuole perpetuare lo status quo e non vuole perdere i privilegi che ne derivano.

Caro papa Francesco, ti siamo immensamente grati per la tua testimonianza, fatta di parola e di gesti concreti che ci provocano e ci insegnano che essere cristiani è vivere come Gesù, nel suo amore verso il prossimo, verso i poveri specialmente.

Parma-Poggio di Berceto 29-30 Settembre 2018

Parma Poggio 2018

Parma-Poggio di Berceto
29-30 Settembre 2018

MANIFESTAZIONE AUTOMOBILISTICA DI REGOLARITA' PER AUTO STORICHE 

Importanti Premi in palio:           

Collector's & Design Cup Trofeo Barchette

Trofeo A.A.V.S. - FIVA

Trofeo del Prosciutto di Parma

Trofeo Farnese

Trofeo Gioiellerie Valenti

Trofeo Scuderia Ferrari Club Parma

Trofeo Unione Nazionale Veterani dello Sport

il Parlamento europeo ha approvato, a larga maggioranza, la proposta di direttiva di riforma del diritto d’autore

Parlamento Europeo

Guido Scorza

Direttiva copyright, un bene o un male? Cosa rischia ora il diritto d’autore in Europa

È finita come era iniziata: il Parlamento europeo ha approvato, a larga maggioranza, la proposta di direttiva di riforma del diritto d’autore nella formulazione – salvo pochi colpi di maquillage – originariamente proposta dal relatore Alex Voss. Nel nuovo diritto d’autore europeo ci sarà un nuovo diritto connesso in forza del quale gli editori di giornali avranno diritto a un “equo compenso” da parte di chi utilizzerà i link ai loro articoli accompagnati da un estratto – ancor che breve – e un doppio giro di vite sui gestori delle piattaforme che pubblicano contenuti degli utenti e che saranno, by default, responsabili per tali contenuti sotto il profilo di eventuali violazioni del diritto d’autore.

Stradella, bolognese per caso. Nuovi documenti biografici scoperti da Davide Mingozzi

Falsi ritratti di Stradella

Carlo Vitali

Stradella, bolognese per caso. Nuovi documenti biografici scoperti da Davide Mingozzi

Il 25 febbraio 1682 Alessandro Stradella moriva a Genova pugnalato da un sicario rimasto ignoto. Il protocollo di seppellimento nella chiesa di Santa Maria delle Vigne lo definisce “musicus romanus” e non menziona la sua età. In alcuni documenti legali che lo riguardano, redatti fra il 1659 e il 1682, egli è variamente identificato come nativo di Nepi (cittadina nei pressi di Viterbo) oppure “de civitate Bononiae”. Nessuna di queste indicazioni è radicalmente erronea perché il grande musicista, romano di formazione, era figlio di un benestante cittadino di Nepi, dove la famiglia tornò stabilmente ad abitare nel 1644. Anche la sua “bolognesità” è ora testimoniata dall’atto di battesimo che il dottor Davide Mingozzi, dottorando di ricerca presso l’ateneo felsineo, ha scoperto nel locale Archivio arcivescovile. Come d’uso a quell’epoca, a Bologna vigeva lo jus soli, per cui Alessandro avrebbe potuto richiedere il riconoscimento della cittadinanza bolognese con tutti i diritti e i doveri ad essa connessi.ù

Alicudi, 7mila libri per 70 abitanti: benvenuti nella biblioteca "Tra cielo e mare Franco Scaglia"

Eolie, nell'isola estrema occidentale un'oasi di cultura. Inaugurata il 26 agosto 2017, è diventata operativa quest'estate. I volumi del giornalista e scrittore, morto nel 2015, sono stati donati all'isola dalla moglie: l'attrice Mascia Musy

Ad Alicudi gli indirizzi si trovano contando i gradini di una mulattiera fiancheggiata da ginestre e fichi d'india. Si sale su abbandonando il mare per abbracciare il cielo. E poi ci si ferma a metà, tra cielo e mare. Scalino 357, benvenuti nella biblioteca Franco Scaglia. Circa 7mila libri, tra cui edizioni rare e preziose, che appartenevano alla collezione del giornalista, scrittore, morto nel 2015. E adesso sono a disposizione di tutti. Si possono consultare, prendere in prestito, amare. Un regalo con cui la moglie, l'attrice Mascia Musy, ha scelto di omaggiare quest'isola che ha appena 70 abitanti d'inverno, 500 turisti d'estate, e nessuna strada.
 
"Franco e i libri si muovevano insieme - spiega Musy -. Ogni volta che dovevamo traslocare, la scelta della nuova casa doveva passare un test. Misuravo le pareti delle stanze sia in verticale che in orizzontale e solo se la libreria entrava, la prendevamo. Quando mi sono ritrovata con quest'enorme patrimonio, ho pensato: non mi basterà una vita per leggerli tutti, non volevo diventassero soprammobili". Da qui l'idea di donarli ad Alicudi, la "più tranquilla dell'arcipelago eoliano" direbbe il cormorano Carmelo, alter ego pennuto di Scaglia che proprio su quest'isola vide lo scoglio più bello della sua vita e decise di prendere quella che noi, "bipedi senza ali, chiamiamo pausa di riflessione".

L’INASCOLTATO E TRADITO MARIO BOTTA

Pubblico la lettera giunta questa sera (10/09/18) dall'amico artista e scrittore Giuseppe De Filippo in risposta al mio articolo e fotoreportage sulla Pilotta di Parma [LINK]

L’INASCOLTATO E TRADITO MARIO BOTTA

Luigi,
è trascorso un “millennio” da quel 05/05/2016 quando riportavi le seguenti parole dell’architetto  Mario Botta. “Sono tramortito di come è stato ridotto l'insieme monumentale straordinario della Pilotta con il suo fascino del non finito... Pensare che portavo questo esempio di Parma nel mondo. Ho provato malessere visitando oggi Parma”. [LINK]

Oggi, trascorso un millennio (Il tempo è un’illusione-Albert Einstein)  di incurie, di malcostume…  scrivi: “L’area verde del progetto Botta nel complesso monumentale della Pilotta di Parma, area verde anch’essa parte integrale monumentale, dopo il Terzo Paradiso di Pistoletto, è divenuta un campo di patate, in gran parte cementificato…”.

Temevo che tale area verde, all’interno del complesso monumentale della Pilotta, potesse  diventare, con il trascorrere dei secoli e analogamente a quanto nel frattempo è accaduto nell’arte, qualcosa di peggio!

(Ad esempio: un remake duchampiano; un rifacimento  del Piss Christ (Cristo nell’urina) di   Andres Serrano! Ad esempio: un Paradiso, terzo ed ultimo, di merda! Un Paradiso senza redenzione, di raggiri estetici e di marketing alla Pistoletto; di prosaica violenza artistica in nome di una postmodernità turbolenta, ingannatrice. Un Paradiso sicuramente remunerativo!).

La lettera di un insegnante di Pordenone a Matteo Salvini

Matteo Salvini

A pochi giorni dall’inizio delle scuole, pubblichiamo la lettera inviata a Matteo Salvini da Enrico Galiano, insegnante di Pordenone.

Caro Ministro dell’Interno Matteo Salvini ,

ho letto in un tweet da Lei pubblicato questa frase: “Per fortuna che gli insegnanti che fanno politica in classe sono sempre meno, avanti futuro!”.

Bene, allora, visto che fra pochi giorni ricominceranno le scuole, e visto che sono un insegnante, Le vorrei dedicare poche semplici parole, sperando abbia il tempo e la voglia di leggerle. Partendo da quelle più importanti: io faccio e farò sempre politica in classe.

Il punto è che la politica che faccio e che farò non è quella delle tifoserie, dello schierarsi da una qualche parte e cercare di portare i ragazzi a pensarla come te a tutti i costi. Non è così che funziona la vera politica.

La politica che faccio e che farò è quella nella sua accezione più alta: come vivere bene in comunità, come diventare buoni cittadini, come costruire insieme una polis forte, bella, sicura, luminosa e illuminata. Ha tutto un altro sapore, detta così, vero?

Ecco perché uscire in giardino e leggere i versi di Giorgio Caproni, di Emily Dickinson, di David Maria Turoldo è fare politica. Spiegare al ragazzo che non deve urlare più forte e parlare sopra gli altri per farsi sentire è fare politica. Parlare di stelle cucite sui vestiti, di foibe, di gulag e di tutti gli orrori commessi nel passato perché i nostri ragazzi abbiano sempre gli occhi bene aperti sul presente è fare politica.

Fotocopiare (spesso a spese nostre) le foto di Giovanni Falcone, di Malala Yousafzai, di Stephen Hawking, di Rocco Chinnici e dell’orologio della stazione di Bologna fermo alle 10.25 e poi appiccicarle ai muri delle nostre classi è fare politica.

Roberta Roberti, "Caso Pesci": il divertimento senza valori giustifica violenze e abusi

Foto Luigi Boschi: Roberta Roberti

Il “caso Pesci” : il divertimento senza valori giustifica violenze e abusi

Quello che ormai è tristemente noto come “il caso Pesci” continua a restare al centro dell’attenzione e a suscitare reazioni e prese di posizione. E’ lecito domandarsi il perché, quando purtroppo femminicidi, stupri e gravi abusi sulle donne fanno parte della cronaca quotidiana. Proprio per questo, confesso di aver avuto all’inizio qualche perplessità sul presidio tempestivamente organizzato dai sindacati davanti al Tribunale di Parma per chiedere giustizia senza attenuanti. Riflettendo a mente lucida, tuttavia, credo che quel presidio sia stato necessario. Il caso della giovane 21enne stuprata e torturata da Federico Pesci e dal suo complice Wilson Ndu Aniyem induce infatti ad una riflessione profonda non solo sulla questione di genere, ma sulla situazione sociale in generale.

Non si tratta di giudicare dal punto di vista etico certe pratiche erotiche estreme, liquidandole come un problema di nicchia, sintomo di disturbi psicologici di una minoranza, magari abituata ad abbinare sesso, alcol e cocaina. Sarebbe un modo ipocrita e del tutto inefficace di porsi domande, visto che il proliferare del mercato dedicato, dai siti web ai festini a domicilio, dovrebbe indurci quantomeno a rivedere le nostre valutazioni. Si tratta piuttosto di valutare se effettivamente gli individui coinvolti in certe pratiche siano consenzienti e fino a che punto possano spingersi nell’infliggere lesioni personali. Gli avvocati di Pesci, parafrasando la triste chiosa popolare “la ragazza se l’è cercata”, stanno cercando di liquidare la vicenda e sminuire le responsabilità del loro cliente alla luce del fatto che la giovane sia stata pagata.

Valori identitari di Parma, Pilotta e Piazzale della Pace, Battistero, lasciati nell'incuria e nell'abbandono dell'inciviltà

L’area verde del progetto Botta nel complesso monumentale della Pilotta di Parma, area verde anch’essa parte integrante monumentale, dopo il Terzo Paradiso di Pistoletto [LINK], è divenuta un campo di patate, in gran parte cementificato e lastricato. Ma non resterà nulla di questi improvvidi e disabitati interventi:Il tempo ne sarà galantuomo. E restituirà solo l'originale del complesso monumentale.
Alcuni pioppi della chiesa di San Pietro lasciati rinsecchire e ora pericolanti.  Il cortile interno storico in ciottolato ormai tutto sconnesso, per uso improprio, adibito, infatti, a logistica di automezzi per carico e scarico attrezzi e impalcature, o usato per banali e volgari baccanali (streetfood), senza alcun collegamento con la sua vera identità culturale.
Un’area Monumentale abbandonata che dovrebbe essere, invece, un tutt’uno con il Parco Ducale, come era storicamente (collegato con il ponte Verde),Ponte Verde
anch’esso lasciato nella polvere e all’arsura in estate, nella fanghiglia in autunno -inverno; e il verde dell’area golenale del torrente Parma.
Un trittico storico e verde che è parte fondamentale degli aspetti urbanistici, identitari e culturali di Parma.
Il battistero dell'Antelami usato come rotonda da automezzi e incostudito dai vandali frequentatori. Solo recentemente a seguito di un esposto di Monumenta (avv. Arrigo Allegri), è stato posto il divieto di transito [LINK(Parma, 09/09/2018)

Luigi Boschi         

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