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La vita sta cambiando pelle

IMPARIAMO IL CONCERTO: GIUSEPPE MARTINI PRESENTA I CAPOLAVORI DI HAENDEL giovedì 6 aprile 2017 ore 18 all’Auditorium Paganini di Parma

IMPARIAMO IL CONCERTO: GIUSEPPE MARTINI PRESENTA I CAPOLAVORI DI HAENDEL
L’incontro si tiene giovedì 6 aprile alle ore 18 all’Auditorium Paganini

Impariamo il concerto: racconti e ascolti dal grande repertorio sinfonico, il ciclo di conferenze e prove aperte presentato dalla Fondazione Toscanini quale introduzione al proprio ciclo di concerti della stagione Nuove Atmosfere, prosegue giovedì 6 aprile alle ore 18 con la conferenza tenuta da Giuseppe Martini presso la sala prove dell’Auditorium Paganini. L’accesso, dalla portineria dell’Auditorium posta sul lato del parcheggio, è possibile acquistando il singolo biglietto alla cifra simbolica di 1 euro. Ciascuna conferenza del ciclo presenta al pubblico degli appassionati e dei curiosi storia, aneddoti e caratteristiche di un singolo programma musicale. L’iniziativa è realizzata dalla Fondazione Arturo Toscanini.

Parco Ducale di Parma, nuova entrata da viale Piacenza e arena estiva

Un altro scempio dei luoghi storici della città firmato dal celebrato arch. Guido Canali. Una città ormai svenduta alla degenerazione speculativa. LB

Il Giardino si apre in direzione dell'Efsa: più collegamenti, restauro delle mura e spazio all'aperto

Cambia il volto e soprattutto l'accessibilità del parco Ducale nella parte che confina con viale Piacenza. All’altezza dell’Efsa verrà realizzato un nuovo ingresso pubblico al Giardino, grazie all’abbattimento dell’attuale muro di cinta che oggi separa l’area verde e il palazzo Ducale dalla strada. 

È uno degli interventi previsti nel progetto - curato dall’architetto Francesco Canali e presentato all’Oratorio di San Tiburzio - con il quale l’Amministrazione Pizzarotti riqualificherà e ridisegnerà l’area nord, all’interno del quartiere Pablo. Prevista una spesa complessiva di due milioni e 400mila euro, attinti dai residui dei finanziamenti legati all’insediamento dell’Efsa. 

L’opera è articolata in due stralci. Nel primo (costo un milione e 200mila euro) verrà abbattuto il muro di viale Piacenza e quindi arretrata la cancellata del parco; sarà riposizionata a ridosso del palazzo e del comando dei carabinieri che non traslocheranno, continuando a svolgere in loco le loro attività.

Si verrà così a creare, nella zona di fronte all’Efsa, una corte dalla quale accedere al Giardino. Contestualmente sarà riqualificato lo spazio verde antistante il palazzo Ducale, oggi occupato dal campo sportivo utilizzato dai carabineri. La sistemazione dovrebbe concludersi nel 2018.

Il secondo stralcio (pari a un milione e 200mila euro) vedrà il restauro completo del muro farnesiano, ultima porzione dell’antica cinta difensiva oggi in stato di degrado. Verrà quindi allestita un’arena aperta per il teatro al Parco
e per momenti collettivi; fine lavori nel 2019/2020.

DOVE VA LA RICCHEZZA MONETARIA DA NOI GENERATA?

Caravaggio: I bari.  Dipinto olio su tela di 94 × 131 cm realizzato nel 1594. Conservato nel Kimbell Art Museum di Fort Worth - Dallas- Texas

Truffa monetaria e bancaria, origine e causa di tutti i mali e di tutti i problemi. Siamo di fronte al collasso del mondo prodotto dal sistema finanziario e bancario completamente fuori controllo. E' la rovina del senso.
Nino Galloni:
mentre il PIL mondiale è di 75 trilioni di dollari, il debito mondiale è di 4 quadrilioni di dollari, ossia 55 volte il PIL”. (1 trilione di dollari vale 1000 miliardi di dollari) [LINK].
G. Chiesa:
“Negli ultimi 10 anni in America hanno prodotto denaro inesistente superiore a 1000 trilioni di euro ossia 15/18 volte il PIL del pianeta”. [LINK]
G.Chiesa:
“Il conflitto e disastro economico voluto e perpetrato è preludio al conflitto mondiale. Come la crisi economica  del ’29 portò nel ’39 alla II guerra mondiale”.

Commento al Vangelo di Enzo Bianchi: un amore più forte della morte

Nancy Borowick, Foto della serie “Life in death” (La vita nella morte), 2016.

2 aprile 2017

V domenica di Quaresima
di ENZO BIANCHI


Brevi note sulle altre letture bibliche

In questa domenica le tre letture sono tutte focalizzate sulla resurrezione, anche se non sono state scelte come parallele: esse ci preparano alla prossima domenica di Passione e alla Settimana santa, che avrà come esito la resurrezione di Gesù.

Ezechiele 37,12-14

Ultima tappa della storia di salvezza prima della venuta del Messia, della pienezza dei tempi, è quella segnata dai profeti. Il profeta Ezechiele racconta ciò che gli è stato rivelato in una visione dovuta all’iniziativa di Dio. Egli guarda il popolo di Dio in quell’ora della catastrofe per la caduta di Gerusalemme in mano ai Babilonesi e constata morte e desolazione: la valle è piena di ossa di morti, che negano ogni speranza. Ma Dio gli fa vedere che su quelle ossa soffia il suo Spirito, Spirito creatore, Spirito che dà vita: c’è una resurrezione del popolo di Dio, una liberazione ormai prossima.

Lettera ai Romani 8,8-11

L’Apostolo svela la realtà di vita nuova che è il cristianesimo, una nuova creazione dovuta allo Spirito di Dio che è anche Spirito di Cristo. Attraverso l’adesione a Cristo, il cristiano diventa un uomo nuovo, viene strappato alla mondanità, e grazie alla resurrezione di Gesù partecipa alla sua vita eterna: è la liberazione dal peccato e dalla morte che è già iniziata in noi, ma che sarà piena quando lo stesso Spirito santo che ha risuscitato Gesù risusciterà i nostri poveri corpi mortali.


Gv  9,1-41

Riflessioni sul Vangelo di don Umberto Cocconi: Gesù le disse «Tuo fratello risorgerà»

Resurrezione di Lazzaro

Don Umberto Cocconi

Un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Le sorelle mandarono dunque a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro e disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell'ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo». Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella. Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù quando la vide piangere si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?».

Paolo Scarpa con Costi avanti insieme

Nel corso di un incontro io e Dario Costi abbiamo chiarito le rispettive posizioni e appianato le asperità che si sono presentate durante il percorso che, dalle Primarie, ci ha condotto al confronto aperto di oggi. Il reciproco riconoscimento dei nostri ruoli, la lealtà e il senso di responsabilità che ci contraddistingue e il lavoro fatto nel corso di una consultazione che ha visto la partecipazione di migliaia di parmigiani, hanno consentito di superare questa fase di incomprensione. Dario Costi ha confermato il suo pieno sostegno per la sfida che mi attende in qualità di Candidato Sindaco, con lo spirito che cì deve uniformare per un impegno disinteressato finalizzato solo al bene della città . E' nostro compito comune avviare un percorso di condivisione di programmi e di idee, che si estenda alla città tutta, e che allarghi gli orizzonti di ascolto e partecipazione, avendo al centro Parma, forti di una rinnovata spinta unitaria. Non contro nessuno ma per un progetto ambizioso di futuro.

L’ORO DELLA BANCA D’ITALIA. IL FURTO DEL MILLENNIO, PROBABILMENTE

riserve auree

Il tema delle sovranità è la questione centrale dell’epoca in cui viviamo, anche se la percezione che ne hanno i nostri connazionali è confusa e alterata dalle menzogne del sistema politico, economico e mediatico.  Una questione da troppi ignorata, ma dalle dimensioni immense, è quella delle riserve d’oro italiane, che ammontano a 2.452 tonnellate e sono al terzo posto nel mondo. Alle quotazioni correnti del metallo giallo, il controvalore in euro è di almeno 75/80 miliardi. Le domande fondamentali sono almeno tre: dove sia custodito l’oro, chi ne abbia la proprietà, a che cosa può servire.

Le risposte sono drammaticamente negative per il nostro popolo. Negli ultimi mesi, alcuni deputati  sono riusciti a visitare i santuari-caveaux della Banca d’Italia. I fatti sono i seguenti: solo circa 1.200 tonnellate si trovano a Palazzo Koch, storica sede di Bankitalia, meno della metà. La proprietà, giuridicamente, è in capo alla stessa Banca, che, repetita iuvant, è un organismo privato, sia pure investito di funzioni pubbliche, partecipante della Banca Centrale Europea, ed i suoi azionisti sono le maggiori banche “italiane”, tranne uno striminzito 5 per cento in mano all’INPS. Le virgolette poste sull’aggettivo italiane riguarda il fatto che tutte, diciamo tutte, le banche interessate  hanno importanti azionisti esteri, in alcuni casi sono controllate da istituti stranieri, a partire dai due giganti Unicredit e Intesa San Paolo.  Anche la Banca detta d’Italia, che alcuni ancora chiamano banca “nazionale” è quindi eterodiretta, ed i suoi domines sono il gotha della finanza mondiale.

Il Grande inganno: da Maastricht a Lisbona

Il Grande inganno: da Maastricht a Lisbona
di Solange Manfredi  

Premessa
Nel corso di questi anni ho scritto diversi articoli sottolineando alcune sentenze o leggi che, a mio parere, presentavano diverse anomalie: 
violazioni costituzionali nell'esercizio della politica monetaria; 
attentato agli organi costituzionali; 
La costituzione inesistente, abbiamo perso tutto; 
Il lodo Alfano? Un falso bersaglio, l'Italia ha perso la tutela dei diritti umani.

Non riuscivo a spiegarmi, allora, perché questi fatti non venissero segnalati, commentati e, soprattutto, perché i media tacessero la “pericolosità” di quanto stava accadendo. 
Oggi, probabilmente, ho capito il perché di quell’assordante silenzio. 
Quella che vi sto per raccontare è la storia di un grande inganno, un inganno che parte da lontano, sin dalla fine della seconda guerra mondiale. 
E’ la storia di un progetto (eversivo???) che vuole l’Europa governata da una oligarchia
Poiché il progetto subisce, nel 1992, un’importante accelerazione,  è da tale anno che inizieremo a raccontare questa storia.

Elezioni 2017 a Parma, Costi: "Attacchi incomprensibili, troppa ostilità"

Le primarie nel Pd, a quanto pare, non sono ancora finite

Continua il teatrino nel Pd di Parma dove, a un mese dall'esito delle primarie, protagonisti diretti e indiretti della consultazione continuano nello stillicidio di prese di posizione, mail e ripicche.

Tutto a pochi giorni dall'avvio ufficiale di una campagna elettorale il cui esito, viste le premesse, rischia di "regalare" al centrosinistra parmigiano un record politico italiano: venti anni di sconfitte consecutive.

Solo questo dovrebbe servire a rinsaldare i ranghi, puntare sui programmi e tentare una scalata comunque difficile.

Invece botta e risposta proseguono ben oltre i normali tempi delle primarie. Il candidato uscito nettamente sconfitto dal voto del 5 marzo, Dario Costi, non si è ancora seduto pubblicamente a fianco del vincitore Paolo Scarpa e viceversa. Imperversano i reciproci comunicati e le bordate anche in Consiglio comunale.

Tramite il suo comitato, Costi sottolinea, a fronte dell'attacco subito dal capogruppo Pd Nicola Dall'Olio, che  "Scarpa, nel rinnovare la sua stima a Dall'Olio, si è limitato a esternare disaccordo, citiamo testualmente, sui toni utilizzati. Così come Dall’Olio, nelle stesse ore, ha ammesso che il problema, semmai, è stato di toni forse troppo accesi. Non nascondiamo la nostra amarezza per la risposta elusiva di Scarpa".

I Concerti del Boito”, martedì 4 Aprile alle 20.30, nell’Auditorium del Carmine con il violinista Sergio Messina e la pianista Roberta Ropa

Sergio Messina e Roberta Ropa

Dal classico al moderno 

Nuovo appuntamento de “I Concerti del Boito”, martedì 4 Aprile alle 20.30, nell’Auditorium del Carmine: il violinista Sergio Messina e la pianista Roberta Ropa propongono un programma che, come annuncia il titolo, va “Dal classico al moderno”. Il duo interpreterà infatti la Sonata in sol maggiore K 301 di Wolfgang Amadeus Mozart, la Sonata in la maggiore n. 2, op. 100 di Johannes Brahms, la Sonata per violino solo n. 3 di Eugène Ysaye e la celebre Jazz suite n. 1 di Dmitri Sostakovich. 

Sergio Messina ha tenuto concerti in Francia, Italia, Svizzera, Irlanda, Messico, Canada e diverse tournée in USA. Mark Carrington, critico musicale del Washington-Post, ascoltandolo nel concerto K 219 di Mozart lo ha descritto come un “violinista che suona con grande eleganza”. È docente di violino del Conservatorio di Musica “A. Boito” di Parma. Roberta Ropa è pianista collaboratrice in orchestra (RAI Milano, Pomeriggi Musicali) e in numerosi corsi e concorsi. Ha registrato per la RAI (radio e tv) e per Radio Suisse Romande. Ha collaborato con artisti quali Leo Nucci, Claudi Arimany, Massimo Mercelli ecc. È docente di accompagnamento pianistico presso il Conservatorio "Arrigo Boito".

Il concerto è a ingresso libero e gratuito. Per maggiori informazioni: www.conservatorio.pr.it.

Sulla legge elettorale è finita una commedia

Due buone notizie tutte in una volta per quanti sono in ansia sulla legge elettorale. La prima: cala il sipario sulla commedia del Mattarellum. Il Pd prende finalmente atto che è inutile insistere, nessun altro partito accetterebbe di riportare in auge quel sistema dove va in Parlamento chi arriva primo nel suo collegio, e gli sconfitti si accontentano delle briciole. Il Mattarellum fa orrore a Grillo che teme il condizionamento oscuro di clientele, mafie e poteri forti. Non lo gradisce nemmeno Berlusconi, perché sarebbe letale per Forza Italia. E se si dà retta ai maliziosi, non ci ha creduto fino in fondo nemmeno Renzi. Il quale aveva riproposto quel sistema (in vigore dal 1993 al 2005) ben sapendo che non avrebbe mai ottenuto i voti necessari, specie al Senato. Dunque sarebbe stato semplicemente un modo astuto per impiegare il tempo e andare alle urne nel 2018 con le leggi riscritte dalla Consulta, dandone la colpa agli altri. 

Fortunatamente ieri il Pd ha avuto il buon senso di non impuntarsi. I suoi rappresentanti in Commissione alla Camera si sono arresi all'evidenza dei numeri. Ed ecco la seconda buona, anzi eccellente notizia: la palla adesso passa a Beppe e al Cav. I quali dovranno scoprire le rispettive carte. Invece di limitarsi a dire «non mi piace», avranno l'occasione per spingere avanti soluzioni alternative. Nemmeno potranno sostenere che il tempo non basterebbe più, che siamo in ritardo eccetera, in quanto la riforma elettorale verrà votata in aula a maggio, in teoria nella prima settimana ma forse anche più in là. A disposizione ci sono ancora un paio di mesi. 

L’allarme delle città metropolitane sui conti: “Troppi tagli, non chiudiamo i bilanci”

Gli amministratori locali: “Servono più fondi, in 5 anni tolti 1,1 miliardi”

Restano ancora poche ore per la chiusura dei bilanci delle Città metropolitane, è attesa entro il 31 marzo, ma senza un intervento del governo alcuni enti non riusciranno a rispettare il pareggio di bilancio e a chiudere i conti. Per questo i sindaci metropolitani chiedono all’esecutivo più tempo e risorse, dopo anni di tagli che hanno colpito prima le province e poi gli enti di area vasta che le hanno sostituite, nati nel 2015. In tutto si parla di 1,1 miliardi di euro tagliati dal 2011 allo scorso anno per le 14 città metropolitane, quattro delle quali nelle Regioni a statuto speciale.

Il problema non è solo di instabilità finanziaria, che non permette ulteriori assunzioni oltre che lo svolgimento dei compiti più importanti, come la manutenzione e lo sviluppo delle strade e dell’edilizia scolastica. C’è infatti anche un tema di incertezza sulle funzioni. A due anni dalla loro nascita, le città metropolitane hanno sostituito le province ma in alcune Regioni c’è ancora confusione sulle competenze, un ulteriore aggravio per gli enti a corto di liquidità e di personale, diminuito del 30%. 

Il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, incontrerà venerdì pomeriggio il sottosegretario Maria Elena Boschi, per chiedere più tempo e risorse. Quasi metà degli enti non è in grado di chiudere il proprio bilancio in equilibrio entro fine mese e per questo si chiede di spostare il termine alla fine di aprile. Le città metropolitane più in difficoltà sono Roma, Torino, Milano e le tre siciliane, Catania, Messina e Palermo. Decaro chiede uno stanziamento di 100 milioni per permettere di far quadrare i conti, «ma sarà difficilissimo ottenerlo - spiega - visto che litigo ogni giorno su piccole cose e per pochi soldi». 

Non “ha vinto Amore”

Opera di Giuseppe De Filippo: Deriva

Non “ha vinto Amore”
Degli dei il disamore, di Orfeo lo sguardo e la perdizione

Giuseppe De Filippo

DOCUMENTO PDF CON OPERE DI DE FILIPPO 

Per uccidere Orfeo non basta la morte, tutto ciò che nasce e che

visse deve morire, solo non muore  nel mondo la voce di Orfeo.

                                      Da Orfeo Negro, Vinicius de Moraes.

Agli albori del Sentire accade che Orfeo, il musico per antonomasia, perse per sempre la sua amata Euridice, “morsa al tallone da un serpente 1 velenoso nel giorno stesso delle nozze.

Follemente innamorato si disperò fino all’insania e, dopo tanto doloroso peregrinare tra i monti della Tracia, decise, senza nulla temere, di scendere negli inferi al cospetto degli dei, Ade e Persefone, “cuori incapaci di essere addolciti da preghiere umane”2,  e supplicarli di far tornare in vita Euridice.   

Carige, approvata l’azione di responsabilità contro gli ex manager

Raoul de Forcade

L'assemblea degli azionisti di Carige ha approvato con il 99% dei voti favorevoli l'autorizzazione a intraprendere una azione di responsabilità nei confronti dell’ex presidente Giovanni Berneschi e con il 76,4% nei confronti di Cesare Castelbarco Albani (ex presidente) e di Piero Luigi Montani, ex amministratore delegato.

Si tratta di «una questione tecnica, hanno deciso i cda, non dipende da me». È quanto ha risposto Vittorio Malacalza, azionista di riferimento e vicepresidente di Carige, all'inizio dell'assemblea dei soci della banca genovese, a chi gli chiedeva per quale motivo le azioni di responsabilità proposte dal consiglio di amministrazione in carica dell'istituto siano rivolte solo alle posizioni apicali degli ex cda e non anche agli altri membri dei vecchi consigli

All'ordine del giorno dell'assemblea, infatti, c’era il voto su due autorizzazioni all'azione di responsabilità. Una nei confronti di Cesare Castelbarco Albani, ex presidente di Carige, e di Piero Luigi Montani, ex ad. L'altra nei confronti dello storico ex presidente della banca, Giovanni Berneschi.

L'assemblea si deve esprimere anche sull'approvazione del bilancio individuale della banca, che presenta un rosso di 313,61 milioni (-291,7 milioni è quanto segna, invece, il consolidato), e procedere alla nomina degli amministratori Massimo Pezzolo e Giuseppe Pericu, cooptati in sostituzione degli usciti Beniamino Anselmi e Giampaolo Provaggi. Inoltre ha il compito di nominare il collegio sindacale.

Ad inizio assemblea sono 419 gli aventi diritto al voto per 260,8 milioni di azioni pari al 31,42% del capitale.

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