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La vita sta cambiando pelle

Pilotta

Pilotta: informazioni della città di Parma

Locuste flagello di-vino…e birra

L'invasione voluta di 500 mila locuste con penna fa gioire e gongolare l'Apparato tirato a festa, che si produce in spot compiacentemente teletrasmessi. Un Apparato che si rigenera in quella massa che ogni giorno flagella con vigore. Più sono e più loro, i rappresentanti della finzione democratica, si autoperpetuano. Vittime e carnefici sempre insieme. Indissolubili!! Adunate e Parate son da sempre la spettacolarizzazione di potenza della stupidità. E le locuste del caso si prestano. Un Apparato abituato all'usa e getta che indirizza alla prostituzione collettiva e alla rapina. Lo si vede d'altra parte cosa fa nell'esercizio della quotidianità, cosa ha fatto delle città, delle coste, dei beni culturali, del cinema!! Gombrich: "le condizioni ecologiche dell'arte sono distrutte". L'opera è ridotta a prodotto, a merce e così anche i valori declamati.  Un komitato di affari pronto a vendere la pelle della gente per la speculazione di ogni tipo: dalla sanità alla casa, dal cibo alla precarizzazione. Pronti a speculare sui valori della generosità, sui gesti di coraggio, sulle tragedie e drammi umani, sulle guerre passate, dagli stessi Apparati prodotte e che ora "restaurati" vendono al miglior sponsor, alle televisioni e ai media (loro armi da guerra), al commercio.

Nel Tricolore tra il rosso e il verde c'è ancora uno spazio bianco da riempire!

Ave Cesare!


Nuovo corso di laurea in "rappresentanza sociale" presso tutti i partiti. Esame finale con Cesare Azzali, nuovo Gran Rettore interfacoltà partitica. Cambiano le persone non mutano i metodi. E sì, venne l´ora di Azzali, un costituzionalista prestato agli affari, che si fa largo e cerca spazio per i suoi uomini nelle giunte parmensi e nelle società a controllo pubblico, ottenendo il benestare (si fa per dire!) degli eletti Ubaldi e Bernazzoli. Un fare espressioni del declino a Parma della politica, della classe politica e dirigente. Giunte docet, Consigli sequentur: meritocratia nihili servant.

Allenatosi per anni negli scontri con Orlandini, gli sembra oggi di giocare senza rivali, in grado di sopperire anche alla perdita, per overdose da crac, del "Cavalier Bianco", suo grande sponsor, contando su una linea politica non proprio berlusconiana, sull´appoggio di gran parte della lobby dei costruttori e di un po'di alimentaristi. Una poltrona, la sua, quasi inamovibile fino alla pensione, se non per rivolta, del potere oligarchico della città.

Opportunista per mestiere, cattolico per convenienza (il perdono sembra si conceda a tutti!), nel suo ufficio, nascosto dietro la scrivania adibita per la raccolta di carte di ogni genere (ci terrebbe a vincere le prossime Cartoniadi) e in costante pericolo di incendio per il vezzo del tiro alla pipa, tra una dieta perenne alle proteine animali, a cui si ispira nella mole e di cui si vanta, gioca, compiacendosi per le fatue vittorie, funzionali solo a se stesso, a monopoli, domino, a battaglia navale o coi suoi soldatini di piombo, contestualmente facendo sfoggio della sua cultura giuridica dettando lettere tutte ad un fiato alla segretaria di servizio e comunicando per idiomi contemporaneamente al telefono di ufficio e a quello personale.

Lettera al Presidente della Provincia di Parma Vincenzo Bernazzoli

Risposta al Presidente della Provincia di Parma Vincenzo Bernazzoli che negava l'appoggio Istituzionale al progetto PARMAVIDEOSAPERE che aveva già ottenuto un assesenso di massima per la copertura economica da FONDAZIONE CARIPARMA e UNIONE INDUSTRIALI PARMENSE.

Vincenzo, ti scrivo dopo la tua lettera del 22 settembre 2004 con cui ritenevi di aver risposto al mio progetto “Parmavideosapere”. Ho meditato se risponderti oppure no. Ho aspettato. Sì, pensavo almeno ad un incontro anche informale... dovuto! Invece nulla. E allora il tuo silenzio ha fatto prevalere la mia necessità di franchezza, e di chiarimento, quindi ho deciso di scriverti. Sono considerazioni politiche, non sul piano personale, e tali vorrei rimanessero. In questa occasione come Presidente mi hai deluso, come Assessore alla cultura hai disatteso il ruolo.

LE PRIMARIE

Il Movimento Sorgenti ha da sempre sostenuto la necessità delle "Primarie" come fondamento della democrazia, in quanto costituiscono la modalità di partecipazione elettorale per costruire insieme una vera "Democrazia Partecipata". Primarie Autonome dei Cittadini dove gli elettori partecipano con un potere uguale alla presentazione e alla scelta delle proposte per i programmi e i candidati. Non è più sostenibile, in quanto deprime i valori della democrazia e della convivenza civile, far derivare le scelte dalle decisioni di pochi nei loro conciliaboli. Tutti devono essere invece invitati ad avanzare le loro proposte, tutti possono essere candidati per attuarle.
Quattro i punti cardine: a)conoscenza e informazione diffusa, b) proposte, c) scelta dei programmi e dei candidati, d) controllo e revoca. Il Movimento Sorgenti presenterà, in conferenze pubbliche con simulazione operativa, il proprio modello di Primarie, collegato in particolare alle Amministrative, che riporta più potere ai cittadini e alle Istituzioni del Paese; progetto elaborato da un gruppo di studiosi e pubblicato dal Mulino ad opera di Vito Mondini. (24 ottobre 2004)

Luigi Boschi

UBALDI E LA DEMOCRAZIA PARTECIPATA

L’economia della betoniera sta a quella delle conoscenze come Ubaldi a WalMart.
Se Parma sarà "centro mondiale della logistica" (delirio provinciale da propaganda del Sindaco del Ducato, così come Parma con "Verdi al taglio" doveva divenire la Salisburgo italiana nella musica), Ubaldi non potrà esserne il sindaco; non per ineleggibilità da fine secondo mandato, ma perché Ubaldi non è WalMart.
Il più grande gruppo mondiale distributivo applica infatti il “Commercio collaborativo” che si basa su “Previsioni congiunte”. Modello esposto dal professor Shapiro a cui ho proposto, al termine del suo intervento nel convegno sulla logistica, di tenere seminari ai sindaci delle città, adattando alla politica questo indirizzo operativo... ne hanno bisogno!

Quando mai Ubaldi ha praticato la “collaborazione politica”? Quando mai Ubaldi ha sviluppato programmi partecipati, percorsi condivisi? Quando mai Ubaldi ha ricercato previsioni congiunte?
Per avere previsioni congiunte, bisogna avere visioni, conoscenze e progetti condivisi. E questo si chiama “democrazia partecipata”. Quella di Ubaldi è invece “democrazia demandata”… (in particolare per gli affari). Un ossimoro linguistico che si traduce in una banalizzazione della politica e spesso in città invivibili.
Quando mai Ubaldi ha avuto visioni strategiche, condivise?
Sinceramente non sembra vada oltre le pratiche della "Città cantiere" e anche qui con molte perplessità che il tempo rileverà. Basta oggi vedere le piste ciclabili realizzate e il sistema di trasporto merci urbano, per valutare la qualità logistica della città.

CEMENTI REPLICANTI

Plaudo allo sforzo culturale dell'architetto Quintelli. Ma ai politici mi rivolgo. Non è coi festival che si fa la città, ma con la qualità dei progetti architettonici e urbanistici, con la trasparenza, il rigore, la visione dello sviluppo del territorio, con una mobilità intermodale reale, connessa, con la partecipazione collettiva dei saperi interconnessi: queste sono le espressioni politiche di qualità etica e volontà di impegno sociale. Pur nelle sue denunce, così come viene proposto, il Festival, mi sembra un paravento delle nefandezze compiute e in corso dagli "apparatici". E' il decorativismo per l'illusione, l'intrattenimento per la distrazione dalla realtà. L'esercizio espositivo estetizzante dei progetti, dei disegni, dei plastici, non è, nella maggior parte dei casi, paragonabile poi alla produzione reale.

Il pensiero teorico degli architetti non sempre ha la tenuta nella prassi, anzi è spesso ripiegato sulle esigenze di una committenza speculatrice. Pochi sono quelli che riescono nel sostenere il primato della qualità progettuale. Prevale lo studio di insediamento su quello della qualità realizzativa e di vita che si andrà a generare. E' la qualità dell'antropizzazione ambientale che determina la qualità di vita.

Le città sono strati storico culturali conviventi, civiltà che si sviluppano in un processo di contaminazione continua. Bisogna avere il coraggio di sperimentare soluzioni; si deve avere l'orgoglio di lasciare l'impronta culturale generazionale.
Manca invece un disegno di insieme, la progettazione di quartieri completi, differenziati, con proprie caratteristiche che consentano la relazione, la crescita culturale e sociale: "La città policentrica".

Fondazione Toscanini: la Cgil la pensa così

Negli ultimi tempi la "Gazzetta di Parma" ha dato spazio a diverse voci, che si sono espresse con giudizi per lo più drastici e senza appello sulla gestione  e la sorte della Fondazione Arturo Toscanini. Articoli a firma di movimenti o partiti politici, che denunciano una parziale e distorta conoscenza della realtà lavorativa della Fondazione.

Non ci interessa entrare in polemica con gli autori; in alcuni casi si sono toccati argomenti delicati e oggetto di vera discussione.

Ci  interessa - al contrario - ripristinare se possibile una informazione più conforme alla realtà sullo stato di salute sia artistico che economico della Fondazione, ma soprattutto riportare nell'alveo naturale del confronto sindacale interno le questioni di carattere lavorativo.

L'Orchestra Toscanini  ha sempre, dal '75 in poi, costituito uno dei veicoli promozionali della cultura musicale in Emilia-Romagna.

E' opportuno ricordare quindi  che l'orchestra stabile ha intrapreso con successo la produzione della lirica ed è ormai punto di riferimento nel panorama musicale italiano come componente di produzioni presenti in città e teatri importanti.

La lirica quindi come base di produzione centrale per operazioni di livello e qualità e come fonte di risposte occupazionali sia sul fronte artistico che su quello tecnico.

Il bilancio, dal momento di massima difficoltà di alcuni anni fa, si è notevolmente irrobustito; segno di un'attività complessa ma in buona salute, senza dimenticare che permangono preoccupazioni riferite alle incertezze dei continui tagli al FUS (Fondo Unico dello Spettacolo).

FONDAZIONE TOSCANINI UDC E CORRETTA INFORMAZIONE

Ancora una volta l'Udc, chiamata in causa nelle parole di un articolo pubblicato sulla Gazzetta di Parma di giovedì 15 u.s, deve fare alcune puntualizzazioni. Ci si rende sempre più conto che chi scrive non sempre è così informato come dovrebbe.

FONDAZIONE TOSCANINI: NON SI RISPONDE ALL'ETICA COL DIRITTO

A settembre, mi sembra, si dovrà nominare il "sovrintendente" della Fondazione Toscanini. Vedremo se i rappresentanti della Regione e delle Istituzioni eletti nel Consiglio di Amministrazione adotteranno le stesse logiche applicate con Pinelli (Dir. Gen. AUSL PR).

L'attuale Sovrintendente è in carica da oltre venti anni!! Dal trombone alla sovrintendenza passando prima per la direzione generale. Ora sappiamo tutti che gli incarichi ad aeternum, se non giustificati per meriti o necessità, non sono mai auspicabili in quanto generatori spesso di clientelismo, cronicizzazione organizzativa, potere arbitrario. Non sarà forse il caso della Toscanini, ogni riferimento a persone, fatti, organizzazioni, ovviamente, è puramente casuale, ma forse un nuovo vento potrebbe risvegliare gli animi ed evitare litigiosità finite anche in tribunale (vedi caso Rastelli) forse per troppo zelo e prepotenza.

Presidente De Rosa, le devo poi una risposta alla sua lettera e non so purtroppo quando questa mia sarà o se verrà pubblicata. Vede, forse non ha compreso, che lei non è a me che risponde, né alle mie personali opinioni, ma ai lettori di uno radicato e storico giornale locale, di qualificati giornali online, che hanno ritenuto di pubblicare la mia opinione, e a un rappresentante di un Movimento, "Sorgenti", pubblicamente costituito, col quale mi firmo, e che rappresenta una pluralità di pensiero e di persone.

LA FONDAZIONE TOSCANINI

Egregio direttore,

la sequela di inesattezze pubblicata dal suo giornale tra le "opinioni" a firma del signor Boschi, mi ha convinto che sarebbe opportuno consigliare al medesimo la lettura del nostro statuto, facilmente reperibile sul sito internet della Fondazione Toscanini.

Egli potrà così almeno correttamente informarsi sugli Organi della Fondazione, apprendere che esiste un Consiglio di Amministrazione, che la Toscanini è ente di diritto privato e quali siano compiti, poteri e responsabilità del Sovrintendente prof. Baratta, che opera in esecuzione di delibere del CDA e che gode di piena fiducia da parte mia e degli amministratori.

Non entro nel merito delle personalissime "opinioni" che la Gazzetta ha riportato, il cui contenuto appare censurabile sotto diversi aspetti e, se del caso, in altra sede, ma non mi esimo dal richiedere che i nostri musicisti non siano relegati al rango di "orchestrali" come sono stati definiti più volte. Essi sono, come tutti sanno, "professori d'orchestra". (Gazzetta di Parma, 17/07/2004)

Antonio De Rosa
Presidente della Fondazione Arturo Toscanini

TOSCANINI NON BARATTA

Forse è il caso che Errani, Bernazzoli e Ubaldi si incontrino perché la situazione della Fondazione Toscanini sta degenerando se non la è già. Lo strapotere esercitato da Baratta, il Sovrintendente, offende e causa danni alla cultura musicale e alla meritocrazia artistica all´interno dei complessi della Fondazione (orchestre e coro).

A Parma, quale onore.

Maazel: "E' una gioia dirigere qui questa orchestra"

(Gazzetta di Parma) A Parma con amore: firmato Lorin Maazel e la Filarmonica Arturo Toscanini. Venerdì alle 21.30, grande concerto in Piazza Duomo: in programma la Sinfonia n. 9 dal Nuovo Mondo di Antonin Dvoràk e i poemi sinfonici Le Fontane di Roma e I Pini di Roma di Ottorino Respighi. Sul podio della Filarmonica Toscanini, complesso strumentale d'eccellenza della Fondazione Arturo Toscanini, il suo celeberrimo direttore musicale: Lorin Maazel. Il Maestro statunitense -come divulgato con grande evidenza dalla "Gazzetta di Parma" e dalla stampa internazionale- ha ricevuto l'ivestitura ufficiale il 10 maggio scorso al Liceu di Barcellona, accogliendo in dono una lettera autografa di Arturo Toscanini.

Il concerto del 2 luglio è dedicato all'associazione i "Amici della Fondazione Filarmonica Toscanini" (il sodalizio di privati e imprese nato a Parma il 26 aprile 2004) che in grande stile si presenta così alla città di Verdi e Toscanini, promuovendo l'evento come serata di gala in onore della "petite capitale" sede stabile della Filarmonica.

L'Udc su Teatro Regio e Fondazione Toscanini

Nei giorni scorsi l'Udc aveva già espresso forti dubbi sulla gestione dei fondi regionali erogati alla Toscanini e sulla mancata cerimonia di investitura di Lorin Maazel in una delle città della Regione Emilia Romagna, socio di referimento primario della Toscanini e privato di tale "onore". La Toscanini sente ora la necessità di far omaggio alla città di Parma di un concerto della Filarmonica diretta dal M° Maazel in piazza Duomo. La notizia viene data in anteprima dal principe Diofebo Meli Lupi nell'ambito di un programma su una emittente locale. L'Udc si augura che questo "omaggio" (che dovrebbe svolgersi ai primi di luglio) sia gratuito come lo è stato il Galà in onore di Carlo Bergonzi al Regio di Parma, il dubbio sorge in quanto i biglietti per il concerto di Bergonzi a Busseto organizzato dalla Toscanini, non vengono offerti gratis come a Parma e sicuramente dalla nostra città non parteciperanno in molti alla festa in onore del tenore: non tanto perché si paga, quanto per il fatto che si paga per un evento già fruito gratuitamente al Regio di Parma.

Le critiche alla Toscanini

Signor direttore,
giovedì 3 è apparsa l'opinione di Italo Fiorani Verardi, segretario provinciale Fistel Cisl sulla Orchestra Toscanini. In particolare su quella che lui chiama "Filarmonica" che critica senza conoscerne la natura.
Si tratta di una iniziativa che fa riferimento a una vera e propria orchestra presente a Busseto negli anni in cui il Maestro Verdi si formava culturalmente , musicalmente e maturava la rotta chje avrebbe scelto nella vita.
Si chiamava "I Filarmonici di Busseto" e ha avuto e ha una rilevanza culturale enorme. Il Verardi non fa alcun cenno a Busseto, forse perché non sa. In tal caso dovrebbe astenersi dal dare sentenze su cose che non sa, oppure perché la sua opinione è stata suggerita e indotta da chi ha interesse ad affossare la Toscanini magari proprio perché fa cose egrege a Busseto.

Ciò detto Fiorani afferma:
-che la Toscanini ha debiti;
-che la causa sono i Filarmonici di Busseto;
-che usa fondi pubblici;
-che ci sono fumose critiche artistiche;
-ancor più fumosi problemi sindacali.
Se l'ipotesi da me fatta, che insinua il sospetto che l'opinione sia indotta, è vera, tutto questo è pretestuoso e, probabilmente non vero.

Quale futuro per la Fondazione Toscanini?

Abbiamo appreso nei giorni scorsi che è nato un sodalizio a sostegno del gioiello dell'attività della Toscanini denominata Filarmonica. Nel frattempo la Fondazione navigherebbe nei debiti a causa degli affitti da pagare e del mancato pagamento da parte del Comune di Parma della quota sociale. A nostro modesto avviso crediamo che la Filarmonica sia la vera causa del bilancio deficitario. Questo ridondante progetto, finanziato attraverso i fondi pubblici (il maggior socio della Fondazione è la Regione Emilia-Romagna) è il vero buco nero. I costi dovuti agli ingaggi di grandi direttori d'orchestra e al personale orchestrale, le grandi tournée non coperte finanziariamente, hanno portato allo sconfortante bilancio del precedente esercizio. Ma la cosa ancor più grave è l'abbandono, quasi fosse un valore residuale, della attività condotta con l'Orchestra stabile della Toscanini. Strategie artistiche ed organizzative in continuo divenire e della durata di una o due stagioni si sono susseguite negli ultimi anni, senza che fosse perseguita una reale politica di qualità, anzi preferendo criteri quantitativi: la "produzione" di spettacoli appariva l'unico vero scopo di politica culturale.

La costituzione di un'orchestra che agisce fuori degli schemi sia contrattuali sia storici rispetto alla Fondazione e al gruppo dipendente che la costituisce, sancisce il fallimento di un progetto che voleva porsi all'avanguardia sul mercato dello spettacolo, parole spesso citate e scritte dagli organi dirigenti.

UN FILM SULLA RESISTENZA A PARMA

La quarantasettesima di Bertoli ne costituisce il soggetto

In occasione degli incontri sulle iniziative per il 60^ della Resistenza Italiana propongo alle Istituzioni di Parma e alle Associazioni della Resistenza un progetto per la memoria storica e la sensibilità collettiva verso questo periodo che ha visto Parma -medaglia d´oro- impegnata in modo determinante su questo fronte.
Le Istituzioni si mobilitino per la realizzazione di un film sulla Resistenza a Parma. L´ampia letteratura presente, il materiale storico, ma in particolare il romanzo la "Quarantasettesima" di Ubaldo Bertoli, così come "Boogie Woogie" di Mario Rinaldi costituiscono le fonti su cui sviluppare un progetto che rimanga nella letteratura cinematografica italiana, costituisca un documento visivo di divulgazione popolare di verità storica, contribuisca alla memoria di chi ha combattuto, sia di riconoscimento per tutti coloro che, oggi anziani, hanno partecipato alla storia e lavorato affinché questi ricordi non venissero cancellati dal tempo. (Parma, 22 aprile 2004)

Luigi Boschi

La Consob, Parmalat «truffa internazionale»

Bank of America: non esiste un «tesoro» di Calisto Tanzi. Il presidente dell'istituto di Borsa Lamberto Cardia: «Un crac del genere può sfuggire ai controllori»

(corriere.it) ROMA - Il crac della Parmalat è una «truffa internazionale». Lo ha detto il presidente della Consob, Lamberto Cardia, davanti alle commissioni congiunte Finanze e Attività Produttive di Camera e Senato. Cardia «riassumendo» la vicenda, ha sottolineato che il caso del crac di Collecchio si estende oltre i confini nazionali, che il «presidente e amministratore delegato ha tenuto comportamenti fraudolenti», che «la magistratura dovrà accertare se vi sono stati comportamenti conniventi o silenti» da parte del cda, degli uffici finanziari, del collegio dei revisori e quanto alle attività delle società di revisione. Si tratta di «una truffa costruita nel tempo», un «castello di carte» che il default ha fatto crollare. «Sono certamente da prendere le misure di ogni tipo per migliorare o perfezionare» il sistema dei controlli, «ma certamente - ha concluso Cardia - una truffa di questo genere può sfuggire» ai controllori.

WORLD ANIMAL DAY A PARMA

Un’altra alimentazione è possibile senza uccidere nessun animale Sabato 4 ottobre ore 16 in occasione del "World Animal Day" è stato promosso un raduno in Piazza della Pilotta a Parma delle associazioni vegetariane, vegane, ambientali, culturali, sociali, animaliste per sensibilizzare le persone verso gli animali, la loro dignità, i loro diritti. Sarà fatta informazione sui danni causati dalle fabbriche degli animali in ambito ambientale, sociale; saranno prodotte informazioni sui problemi arrecati alla salute da una alimentazione a base di carni, e sulle numerose malattie prodotte da un abuso di alimenti di derivazione animale. L'alimentazione vegana è prima ancora di una dieta alimentare una scelta etica di vita. Si è prodotta una sovrappopolazione di bestiame in “allevamenti senza terra” privi di senso, di cui ogni anno vengono uccisi (escluso i pesci) 13 miliardi di animali nel mondo e più di 800 milioni in Italia. Per l’abuso di carni e cibi di derivazione animale, per il piacere di molti e il profitto di pochi si sono realizzati allevamenti lager, si pratica la mattanza quotidiana industriale, si sottrae cibo ai paesi poveri, si coltiva la desertificazione, il disastro ambientale, si alimentano malattie e il tumore. Una manifestazione per contrastare la prepotenza dell’ ”industria animale”, per dire basta agli allevamenti lager e all’industria della morte.

E' NEL VEGETALE IL FUTURO DELL'ALIMENTAZIONE

"E' nel vegetale il futuro dell'alimentazione" Sabato 6 settembre, alle ore 10,30, a Parma presso la sede della Provincia in Piazzale della Pace, nella Sala Primo Savani, si terrà un incontro stampa sull'alimentazione vegetale, le sue implicazioni sotto l'aspetto salutistico, ambientale, economico, etico. L'incontro è promosso da Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana (SSNV) - onlus, da SaiCosaMangi.info e organizzato dall'associazione culturale Operaprima di Luigi Boschi. L'iniziativa ha lo scopo di divulgare la cultura vegetariana, informare sui risultati salutistici e sulle positive conseguenze ambientali e sociali derivanti dalla adozione di questa scelta alimentare, sulle iniziative in programma nel territorio di Parma, città candidata a sede dell'Authority Alimentare Europea (EFSA). Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana - ONLUS è un'associazione con sede a Venezia, che riunisce professionisti ed esperti in nutrizione e in altre discipline biomediche, fornisce un supporto informativo, medico e legale a chi desideri orientarsi, o si sia già orientato, verso una scelta alimentare di tipo vegetariano. SaiCosamangi.info è un gruppo di lavoro specializzato nella diffusione di informazioni sui danni degli allevamenti intensivi e nel supporto pratico a chi vuole mettere in atto una scelta vegetariana. Interverranno: -la dottoressa Rosella Sbarbati, Biologa nutrizionista Specialista in Scienza dell'Alimentazione, membro di SSNV - onlus, autrice del libro "Il Vegetarianesimo"; -il dottor Enrico Moriconi, medico veterinario promotore della campagna "Un'altra alimentazione è possibile", autore del libro "Le fabbriche degli animali" e co-autore dell'omonimo video; -il professor Rocco Paolucci, specialista in oncologia clinica e chirurgia generale, docente presso la scuola di Oncologia dell'Università di Parma. Introdurrà l'incontro Luigi Boschi.

Parmigiani e Parmigianino

Parmigianino, un altro artista sofferente, perseguito dai fabbriceri, costretto ad abbandonare Parma, tanto da voler essere sepolto al di là del Po a Casalmaggiore. Qualche secolo dopo Verdi; simile trattamento, analogo epilgo. Oggi questa città ne propone la celebrazione dell'artista, usufruisce dei finanziamenti pubblici e dei positivi ritorni territoriali, probabilmente senza riconoscerne collettivamente il vero valore. Forse lo stesso Parmigianino ha voluto vendicarsi e da esperto alchimista ha usato una sua magia per far sì che le cose nel giorno della celebrazione del suo cinquecentenario, non andassero come i promotori avrebbero sperato.

Domande al centrosinistra

Vorrei intervenire nel dialogo politico, perché da tempo continuo a non capire certe cose, e soprattutto continuo a non aver risposte.

a)      Se l'informazione è determinata dalla pubblicità, perché la sinistra nei suoi anni di governo non ha sostenuto e prodotto un'informazione pubblica radiotelevisiva, stampa e internet, senza pubblicità? Se il sistema pubblico non sa generare una informazione indipendente e libera, una editoria cosiddetta pura, dovrebbe pensarci il capitale privato? Nell'era della comunicazione, siamo ancora veramente in un sistema democratico quando uno Stato non è capace di garantire questo ai suoi cittadini?

b)      Come mai la sinistra in cinque anni non ha legiferato per eliminare il conflitto di interessi? Prodi prima, D'Alema poi, Amato in ultimo non credo siano degli sprovveduti. Qual è stata la contropartita mai dichiarata? Non posso credere alle dichiarazioni di errore politico per rispetto agli statisti.

c)      Ci si lamenta della riforma Moratti sulla scuola, forse a ragione, ma durante il governo di centro sinistra la riforma di De Mauro non fu fortemente contrastata da tutto il corpo docente? E quella Berlinguer poi? Godevano forse di miglior condizione economica gli insegnanti, come invece sarebbe giusto che lo fossero, nel governo di centro sinistra?

d)      Ci si lamenta dei tagli sulla ricerca, da tutti i governi  sempre trascurata purtroppo e causa oggi della nostra precaria economia; era forse sostenuta in modo consistente, dal governo di centro sinistra? L'esodo di cervelli è forse il risultato dell'ultimo anno e mezzo di governo del centro destra?

Piazze e Spiazzi, Parco o Giardino Pubblico?

La recente sistemazione a giardino dell'ex Parco Ducale porta inevitabilmente a delle considerazioni sul lavoro eseguito e sulla volontà di una Amministrazione che non ha verificato con la città la scelta praticata, imponendo quindi un indirizzo non condiviso anche perché a molti sconosciuto, ma, come da usanza di questa Amministrazione in carica, una semplice verifica con le associazioni delegate. Se non rappresenti un consenso, da semplice cittadino non conti nulla per questo sindaco, non hai nemmeno il diritto di essere ricevuto, pur sostenendo progetti o cause di interesse collettivo.

Un delegato politico che parla con altri delegati, non si sogna di verificare le proprie scelte con la cittadinanza. Scelte mai scritte in nessun programma, semmai utilizza modalità di comunicazione propagandista tipica della cultura di regime.
Di fatto è stato praticato un cambio di destinazione ad un ambiente che la città desiderava risistemato, con la ristrutturazione delle opere interne così come degli edifici presenti, dei viali e dei sentieri, cosa che è stata eseguita, apprezzata e gradita, ma non doveva essere stravolto nella sua identità di parco.

Stessa sorte di intervento impositivo, con pessime soluzioni questa volta urbanistiche e d'arredo urbano, è  toccata a Piazzale Picelli  deturpato e trasformato in uno spiazzo assolato, e in particolare a Piazzale Boito il cui fascino Decò decadente è stato completamente alterato. Qui la stretta vasca della  nuova fontana (che in scala ridotta cerca di scimmiottare quella di Botta in Pilotta) è incapace di raccogliere l'acqua che fuoriesce dagli zampilli se spinta ad  una altezza dignitosa.

Ma torniamo al nostro parco, in breve la storia.

I BECCAI DELL’ARTE

Sergio Sergi

Credo che nessuno abbia dimenticato come Adolf Hitler abbia continuato a terrorizzare il mondo anche dopo la sua dipartita. Film come “La guerra dei mondi” e la corsa sfrenata agli armamenti della seconda metà del secolo scorso sono solo due tra i tantissimi esempi che lo dimostrano. Ecco che un solo uomo condiziona un mondo, un’ epoca, scelte ed azioni di milioni di altri uomini. Qualcosa di molto simile è accaduto nello stesso periodo anche alla pittura moderna. Un artista eclettico, un vulcano di idee di nome Picasso viene accettato dai galleristi e confermato dai critici. La conseguenza è la nascita di una dittatura a cui il mercato d’arte e tutti o quasi gli artisti hanno dovuto sottomettersi praticamente per tutto il resto del  secolo: la dittatura del “Re Mida”, del diavolo Pablo Picasso. Un uomo al quale bastava firmare una cravatta perché quel modesto capo d’abbigliamento assumesse il valore di parecchi milioni. Critici, galleristi e mercanti d’arte non hanno mai dimenticato il prezzo che hanno dovuto pagare per aver accettato e riconosciuto un eclettico, autentico creativo: la perdita del potere e del controllo del mercato in favore della “dittatura di un pittore”. Scottati dall’esperienza di dover sottostare ad un  artista nel controllo della produzione e delle scelte del mercato d’arte, i critici ed i galleristi hanno così optato per un drastico rimedio: avvantaggiare nella corsa alla carriera gli artisti monotematici e nello stesso tempo spezzare le gambe fin dall’inizio agli eclettici, specialmente se dotati di particolare talento.

GERARCHI DI UN’OPINIONE

Sergio Sergi

Fin da bambino ho desiderato più d'ogni altra cosa disegnare e dipingere ispirandomi alla multiforme creatività di Madre Natura. Crescendo, ho voluto dedicarmi totalmente alla pittura, ma sulla mia strada ho incontrato il muro dell' "Integralismo Artistico". Da sempre mi sono trovato davanti pittori, critici, galleristi, giornalisti, dilettanti e appassionati vari della pittura, tutti uniti dallo stesso dogma: un pittore, per potersi affermare, deve tassativamente mantenere uno stesso stile, essere riconoscibile dal "tema fisso", seguire la linea del discorso di una stessa formulazione del quadro. Era assolutamente proibito proporre due quadri differenti per tematica in una stessa mostra, pena la morte della propria stessa carriera e l'esclusione da ogni eventuale prospettiva di affermazione. E non aveva alcuna importanza che i due quadri in questione fossero, anche se totalmente diversi, bellissimi, originali e dotati di una profonda radice filosofica: il fatto che fossero diversi bollava il pittore che li aveva eseguiti come "inaccettabile", "immaturo", "non artista".

STORIE BLU NOTTE: ELI E GLI ALTRI

Eli sbarca a Parma due anni fa. Torna dal mare con papa' e mamma che le programmano il safari accademico secondo il copyright made in Corato. Nel paesone di residenza, Puglia rampante, infatti, i rampolli spediti a Economia e Commercio sotto le opere care a Maria Luigia realizzate da Petitot, spacciata come surrogato a piu' breve distanza del mito meneghino Bocconi, sono un must imperdibile. Qualche sforzo persuasivo e non e anche le radici piccolo borghesi di Eli confluiscono nell'alveo di grandi speranze della spedizione lunga 600 chilometri sola andata. Un bottoncino di programmazione e la comunita', numerosa per le proporzioni ancora contenute del bacino d'utenza dell'ateneo, si mette a macinare a testa bassa. Ossessione di riempire i libretti a tempo di record, raccogliendo il massimo dei voti. Il file e' a prova di virus: genitori che sciamano in massa, con grisaglie d'ordinanza e tailleur ad ammorbidire qualche cellulite indesiderata nelle mamme, nei giorni di scritti e orali.

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