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La vita sta cambiando pelle

Pilotta

Pilotta: informazioni della città di Parma

Quale futuro per la Fondazione Toscanini?

Abbiamo appreso nei giorni scorsi che è nato un sodalizio a sostegno del gioiello dell'attività della Toscanini denominata Filarmonica. Nel frattempo la Fondazione navigherebbe nei debiti a causa degli affitti da pagare e del mancato pagamento da parte del Comune di Parma della quota sociale. A nostro modesto avviso crediamo che la Filarmonica sia la vera causa del bilancio deficitario. Questo ridondante progetto, finanziato attraverso i fondi pubblici (il maggior socio della Fondazione è la Regione Emilia-Romagna) è il vero buco nero. I costi dovuti agli ingaggi di grandi direttori d'orchestra e al personale orchestrale, le grandi tournée non coperte finanziariamente, hanno portato allo sconfortante bilancio del precedente esercizio. Ma la cosa ancor più grave è l'abbandono, quasi fosse un valore residuale, della attività condotta con l'Orchestra stabile della Toscanini. Strategie artistiche ed organizzative in continuo divenire e della durata di una o due stagioni si sono susseguite negli ultimi anni, senza che fosse perseguita una reale politica di qualità, anzi preferendo criteri quantitativi: la "produzione" di spettacoli appariva l'unico vero scopo di politica culturale.

La costituzione di un'orchestra che agisce fuori degli schemi sia contrattuali sia storici rispetto alla Fondazione e al gruppo dipendente che la costituisce, sancisce il fallimento di un progetto che voleva porsi all'avanguardia sul mercato dello spettacolo, parole spesso citate e scritte dagli organi dirigenti.

UN FILM SULLA RESISTENZA A PARMA

La quarantasettesima di Bertoli ne costituisce il soggetto

In occasione degli incontri sulle iniziative per il 60^ della Resistenza Italiana propongo alle Istituzioni di Parma e alle Associazioni della Resistenza un progetto per la memoria storica e la sensibilità collettiva verso questo periodo che ha visto Parma -medaglia d´oro- impegnata in modo determinante su questo fronte.
Le Istituzioni si mobilitino per la realizzazione di un film sulla Resistenza a Parma. L´ampia letteratura presente, il materiale storico, ma in particolare il romanzo la "Quarantasettesima" di Ubaldo Bertoli, così come "Boogie Woogie" di Mario Rinaldi costituiscono le fonti su cui sviluppare un progetto che rimanga nella letteratura cinematografica italiana, costituisca un documento visivo di divulgazione popolare di verità storica, contribuisca alla memoria di chi ha combattuto, sia di riconoscimento per tutti coloro che, oggi anziani, hanno partecipato alla storia e lavorato affinché questi ricordi non venissero cancellati dal tempo. (Parma, 22 aprile 2004)

Luigi Boschi

La Consob, Parmalat «truffa internazionale»

Bank of America: non esiste un «tesoro» di Calisto Tanzi. Il presidente dell'istituto di Borsa Lamberto Cardia: «Un crac del genere può sfuggire ai controllori»

(corriere.it) ROMA - Il crac della Parmalat è una «truffa internazionale». Lo ha detto il presidente della Consob, Lamberto Cardia, davanti alle commissioni congiunte Finanze e Attività Produttive di Camera e Senato. Cardia «riassumendo» la vicenda, ha sottolineato che il caso del crac di Collecchio si estende oltre i confini nazionali, che il «presidente e amministratore delegato ha tenuto comportamenti fraudolenti», che «la magistratura dovrà accertare se vi sono stati comportamenti conniventi o silenti» da parte del cda, degli uffici finanziari, del collegio dei revisori e quanto alle attività delle società di revisione. Si tratta di «una truffa costruita nel tempo», un «castello di carte» che il default ha fatto crollare. «Sono certamente da prendere le misure di ogni tipo per migliorare o perfezionare» il sistema dei controlli, «ma certamente - ha concluso Cardia - una truffa di questo genere può sfuggire» ai controllori.

WORLD ANIMAL DAY A PARMA

Un’altra alimentazione è possibile senza uccidere nessun animale Sabato 4 ottobre ore 16 in occasione del "World Animal Day" è stato promosso un raduno in Piazza della Pilotta a Parma delle associazioni vegetariane, vegane, ambientali, culturali, sociali, animaliste per sensibilizzare le persone verso gli animali, la loro dignità, i loro diritti. Sarà fatta informazione sui danni causati dalle fabbriche degli animali in ambito ambientale, sociale; saranno prodotte informazioni sui problemi arrecati alla salute da una alimentazione a base di carni, e sulle numerose malattie prodotte da un abuso di alimenti di derivazione animale. L'alimentazione vegana è prima ancora di una dieta alimentare una scelta etica di vita. Si è prodotta una sovrappopolazione di bestiame in “allevamenti senza terra” privi di senso, di cui ogni anno vengono uccisi (escluso i pesci) 13 miliardi di animali nel mondo e più di 800 milioni in Italia. Per l’abuso di carni e cibi di derivazione animale, per il piacere di molti e il profitto di pochi si sono realizzati allevamenti lager, si pratica la mattanza quotidiana industriale, si sottrae cibo ai paesi poveri, si coltiva la desertificazione, il disastro ambientale, si alimentano malattie e il tumore. Una manifestazione per contrastare la prepotenza dell’ ”industria animale”, per dire basta agli allevamenti lager e all’industria della morte.

E' NEL VEGETALE IL FUTURO DELL'ALIMENTAZIONE

"E' nel vegetale il futuro dell'alimentazione" Sabato 6 settembre, alle ore 10,30, a Parma presso la sede della Provincia in Piazzale della Pace, nella Sala Primo Savani, si terrà un incontro stampa sull'alimentazione vegetale, le sue implicazioni sotto l'aspetto salutistico, ambientale, economico, etico. L'incontro è promosso da Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana (SSNV) - onlus, da SaiCosaMangi.info e organizzato dall'associazione culturale Operaprima di Luigi Boschi. L'iniziativa ha lo scopo di divulgare la cultura vegetariana, informare sui risultati salutistici e sulle positive conseguenze ambientali e sociali derivanti dalla adozione di questa scelta alimentare, sulle iniziative in programma nel territorio di Parma, città candidata a sede dell'Authority Alimentare Europea (EFSA). Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana - ONLUS è un'associazione con sede a Venezia, che riunisce professionisti ed esperti in nutrizione e in altre discipline biomediche, fornisce un supporto informativo, medico e legale a chi desideri orientarsi, o si sia già orientato, verso una scelta alimentare di tipo vegetariano. SaiCosamangi.info è un gruppo di lavoro specializzato nella diffusione di informazioni sui danni degli allevamenti intensivi e nel supporto pratico a chi vuole mettere in atto una scelta vegetariana. Interverranno: -la dottoressa Rosella Sbarbati, Biologa nutrizionista Specialista in Scienza dell'Alimentazione, membro di SSNV - onlus, autrice del libro "Il Vegetarianesimo"; -il dottor Enrico Moriconi, medico veterinario promotore della campagna "Un'altra alimentazione è possibile", autore del libro "Le fabbriche degli animali" e co-autore dell'omonimo video; -il professor Rocco Paolucci, specialista in oncologia clinica e chirurgia generale, docente presso la scuola di Oncologia dell'Università di Parma. Introdurrà l'incontro Luigi Boschi.

Parmigiani e Parmigianino

Parmigianino, un altro artista sofferente, perseguito dai fabbriceri, costretto ad abbandonare Parma, tanto da voler essere sepolto al di là del Po a Casalmaggiore. Qualche secolo dopo Verdi; simile trattamento, analogo epilgo. Oggi questa città ne propone la celebrazione dell'artista, usufruisce dei finanziamenti pubblici e dei positivi ritorni territoriali, probabilmente senza riconoscerne collettivamente il vero valore. Forse lo stesso Parmigianino ha voluto vendicarsi e da esperto alchimista ha usato una sua magia per far sì che le cose nel giorno della celebrazione del suo cinquecentenario, non andassero come i promotori avrebbero sperato.

Domande al centrosinistra

Vorrei intervenire nel dialogo politico, perché da tempo continuo a non capire certe cose, e soprattutto continuo a non aver risposte.

a)      Se l'informazione è determinata dalla pubblicità, perché la sinistra nei suoi anni di governo non ha sostenuto e prodotto un'informazione pubblica radiotelevisiva, stampa e internet, senza pubblicità? Se il sistema pubblico non sa generare una informazione indipendente e libera, una editoria cosiddetta pura, dovrebbe pensarci il capitale privato? Nell'era della comunicazione, siamo ancora veramente in un sistema democratico quando uno Stato non è capace di garantire questo ai suoi cittadini?

b)      Come mai la sinistra in cinque anni non ha legiferato per eliminare il conflitto di interessi? Prodi prima, D'Alema poi, Amato in ultimo non credo siano degli sprovveduti. Qual è stata la contropartita mai dichiarata? Non posso credere alle dichiarazioni di errore politico per rispetto agli statisti.

c)      Ci si lamenta della riforma Moratti sulla scuola, forse a ragione, ma durante il governo di centro sinistra la riforma di De Mauro non fu fortemente contrastata da tutto il corpo docente? E quella Berlinguer poi? Godevano forse di miglior condizione economica gli insegnanti, come invece sarebbe giusto che lo fossero, nel governo di centro sinistra?

d)      Ci si lamenta dei tagli sulla ricerca, da tutti i governi  sempre trascurata purtroppo e causa oggi della nostra precaria economia; era forse sostenuta in modo consistente, dal governo di centro sinistra? L'esodo di cervelli è forse il risultato dell'ultimo anno e mezzo di governo del centro destra?

Piazze e Spiazzi, Parco o Giardino Pubblico?

La recente sistemazione a giardino dell'ex Parco Ducale porta inevitabilmente a delle considerazioni sul lavoro eseguito e sulla volontà di una Amministrazione che non ha verificato con la città la scelta praticata, imponendo quindi un indirizzo non condiviso anche perché a molti sconosciuto, ma, come da usanza di questa Amministrazione in carica, una semplice verifica con le associazioni delegate. Se non rappresenti un consenso, da semplice cittadino non conti nulla per questo sindaco, non hai nemmeno il diritto di essere ricevuto, pur sostenendo progetti o cause di interesse collettivo.

Un delegato politico che parla con altri delegati, non si sogna di verificare le proprie scelte con la cittadinanza. Scelte mai scritte in nessun programma, semmai utilizza modalità di comunicazione propagandista tipica della cultura di regime.
Di fatto è stato praticato un cambio di destinazione ad un ambiente che la città desiderava risistemato, con la ristrutturazione delle opere interne così come degli edifici presenti, dei viali e dei sentieri, cosa che è stata eseguita, apprezzata e gradita, ma non doveva essere stravolto nella sua identità di parco.

Stessa sorte di intervento impositivo, con pessime soluzioni questa volta urbanistiche e d'arredo urbano, è  toccata a Piazzale Picelli  deturpato e trasformato in uno spiazzo assolato, e in particolare a Piazzale Boito il cui fascino Decò decadente è stato completamente alterato. Qui la stretta vasca della  nuova fontana (che in scala ridotta cerca di scimmiottare quella di Botta in Pilotta) è incapace di raccogliere l'acqua che fuoriesce dagli zampilli se spinta ad  una altezza dignitosa.

Ma torniamo al nostro parco, in breve la storia.

I BECCAI DELL’ARTE

Sergio Sergi

Credo che nessuno abbia dimenticato come Adolf Hitler abbia continuato a terrorizzare il mondo anche dopo la sua dipartita. Film come “La guerra dei mondi” e la corsa sfrenata agli armamenti della seconda metà del secolo scorso sono solo due tra i tantissimi esempi che lo dimostrano. Ecco che un solo uomo condiziona un mondo, un’ epoca, scelte ed azioni di milioni di altri uomini. Qualcosa di molto simile è accaduto nello stesso periodo anche alla pittura moderna. Un artista eclettico, un vulcano di idee di nome Picasso viene accettato dai galleristi e confermato dai critici. La conseguenza è la nascita di una dittatura a cui il mercato d’arte e tutti o quasi gli artisti hanno dovuto sottomettersi praticamente per tutto il resto del  secolo: la dittatura del “Re Mida”, del diavolo Pablo Picasso. Un uomo al quale bastava firmare una cravatta perché quel modesto capo d’abbigliamento assumesse il valore di parecchi milioni. Critici, galleristi e mercanti d’arte non hanno mai dimenticato il prezzo che hanno dovuto pagare per aver accettato e riconosciuto un eclettico, autentico creativo: la perdita del potere e del controllo del mercato in favore della “dittatura di un pittore”. Scottati dall’esperienza di dover sottostare ad un  artista nel controllo della produzione e delle scelte del mercato d’arte, i critici ed i galleristi hanno così optato per un drastico rimedio: avvantaggiare nella corsa alla carriera gli artisti monotematici e nello stesso tempo spezzare le gambe fin dall’inizio agli eclettici, specialmente se dotati di particolare talento.

GERARCHI DI UN’OPINIONE

Sergio Sergi

Fin da bambino ho desiderato più d'ogni altra cosa disegnare e dipingere ispirandomi alla multiforme creatività di Madre Natura. Crescendo, ho voluto dedicarmi totalmente alla pittura, ma sulla mia strada ho incontrato il muro dell' "Integralismo Artistico". Da sempre mi sono trovato davanti pittori, critici, galleristi, giornalisti, dilettanti e appassionati vari della pittura, tutti uniti dallo stesso dogma: un pittore, per potersi affermare, deve tassativamente mantenere uno stesso stile, essere riconoscibile dal "tema fisso", seguire la linea del discorso di una stessa formulazione del quadro. Era assolutamente proibito proporre due quadri differenti per tematica in una stessa mostra, pena la morte della propria stessa carriera e l'esclusione da ogni eventuale prospettiva di affermazione. E non aveva alcuna importanza che i due quadri in questione fossero, anche se totalmente diversi, bellissimi, originali e dotati di una profonda radice filosofica: il fatto che fossero diversi bollava il pittore che li aveva eseguiti come "inaccettabile", "immaturo", "non artista".

STORIE BLU NOTTE: ELI E GLI ALTRI

Eli sbarca a Parma due anni fa. Torna dal mare con papa' e mamma che le programmano il safari accademico secondo il copyright made in Corato. Nel paesone di residenza, Puglia rampante, infatti, i rampolli spediti a Economia e Commercio sotto le opere care a Maria Luigia realizzate da Petitot, spacciata come surrogato a piu' breve distanza del mito meneghino Bocconi, sono un must imperdibile. Qualche sforzo persuasivo e non e anche le radici piccolo borghesi di Eli confluiscono nell'alveo di grandi speranze della spedizione lunga 600 chilometri sola andata. Un bottoncino di programmazione e la comunita', numerosa per le proporzioni ancora contenute del bacino d'utenza dell'ateneo, si mette a macinare a testa bassa. Ossessione di riempire i libretti a tempo di record, raccogliendo il massimo dei voti. Il file e' a prova di virus: genitori che sciamano in massa, con grisaglie d'ordinanza e tailleur ad ammorbidire qualche cellulite indesiderata nelle mamme, nei giorni di scritti e orali.

Nel paradiso del Polo che non rinuncia al busto di Lenin

IL VIAGGIO. Nel paradiso del Polo che non rinuncia al busto di Lenin

(corriere) PARMA - Nel cuore del paradiso, sta piantato Vladimir Ilic Ulianov detto Lenin. Il suo busto di granito è consunto, dice la lapide che è un «dono dell' Urss alla popolazione di Cavriago», anno 1970: sono passati sei lustri, a un passo da qui ci sono posti come la ludoteca «Golden Music» o la Trattoria Porcaloca, che c' entra Lenin? C' entra, come c' entrava in altri tempi il compagno Enzo Baldassi, comunista d' acciaio e sindaco di Parma che si ordinava le camicie su misura a Londra. L' uno e l' altro, i compagni Lenin e Baldassi, sono la conferma che nel paradiso d' Italia passano uomini e ideologie, ma una cosa non passerà mai: la voglia, e la capacità, di vivere bene. Questa voglia comincia una settantina di chilometri a Nord di Vladimir Ilic Ulianov, là dove sta Piacenza, l' anno scorso al primo e quest' anno al secondo posto nella classifica del «Sole». Dal lato opposto, 90 chilometri a Sud della piazza Lenin di Cavriago, c' è Bologna altrettanto contenta di sé. In mezzo, sta appunto il paradiso emiliano, che sulle carte ha la forma di un pesce-rombo allungato e satollo. La lisca di questo pesce è la via Emilia. E nel cuore del rombo, ecco la città campione, Parma. «Dove si vive bene - spiega il sindaco Elvio Ubaldi - perché è una città piccola e grande, che ha tutto: buoni ospedali, ottimi servizi, una prestigiosa università».

ALLA CONQUISTA DELLA DONNA PERDUTA: LA GUERRA DEI SESSI

NonnisIl Prof. Carlo Nonnis Marzano sessuologo, andrologo, ginecologo di Parma, autore di numerose pubblicazioni in tema di sessualità, ha accolto l'invito di rispondere ad alcuni quesiti sul disagio sessuale di coppia - L'evoluzione del comportamento sessuale durante gli ultimi decenni - L'uomo colto da ansia da prestazione - La donna rivendica la "gestione della propria genitalità".

Loredana Mantelli

ParmaonlineE' possibile Professore tracciare un rapido profilo del cambiamento dei tempi?

Quando nell'ottocento, Proudhon scriveva che "presso le anime d'élite l'amore non ha organi" era in perfetta sintonia con un'epoca puritana e sessuofobica che, scorporando la sessualità dall'interezza dell'uomo, esaltava, quasi a regola, una sublime eccezione. Relegandola ad un fatto privato e non indispensabile della coppia, della sessualità era però meglio parlare il meno possibile, in modo tale che il perbenismo fosse salvo e la frase, come un assioma, potesse sgombrare il campo da ogni dubbio. Se, alle soglie del duemila, la maggiore parte di noi sorride degli eccessi moralistici del periodo vittoriano arrivato a negare persino l'orgasmo nella donna, dovremmo purtuttavia per onestà riconoscere a Proudhon una certa verità dal momento che senza una buona affinità relazionale non sarà mai possibile un duraturo amore di coppia. Esso è infatti anche un accordo, più o meno tacito, su importanti attese narcisistiche che ogni partner proietta sull'altro, secondo una aspettativa che si rivela troppo spesso mitica, illusoria e fantasmatica.

TARGHE

parmaonlineCircolando per le strade italiane si ha l'impressione di cambiare continuamente paese o, meglio, si potrebbe credere che vi siano pi— stati in uno solo. Come effettivamente è. Che il Bel Paese sia un'accozzaglia mista e disparata è fuor di dubbio. Basta dare un'occhio al nostro parco auto. I parchi, quelli veri, ben presto verranno trasformati in dormitori automobilistici perché‚ le nostre città - e ormai anche le campagne - soffocano per macchine.

IL TEATRO E' MORTO? VIVA IL TEATRO!

Alcuni stralci dell'intervento di Walter Le Moli, Direttore del Teatro Stabile di Parma, durante la Convention del Teatro Europeo tenutasi a Parma il 21-22 settembre '96.

Il Teatro può essere espressione della "cultura globale" ?

Walter Le Moli

Le MoliParmaonline"La voglia di cambiamento parte dapprima, non trova gli sbocchi, non ha trovato la possibilità di svilupparsi e quindi alla fine si sta lentamente richiudendo su se stessa. Non ci sono possibilità di uscire da questo se non se ne esce con un progetto politico e culturale in tutto il Paese. E da questi appunti che scorrevo, le soluzioni vengono prospettate da ognuno in maniera completamente diversa, con un solo unico rischio, che ognuno vede le possibilità del cambiamento attraverso il proprio osservatorio, ma non pensate alla vostra singola associazione, categoria, o insieme alle strutture unicamente attraverso la vostra esperienza. Va bene, Monten ci ha abituato a pensare che si può scrivere e parlare, discutere, solo delle cose che si conoscono veramente bene, ha passato una vita a dimostrare cose del genere, ma nella pratica noi ci troviamo davanti alla cosa più interessante per la gente che opera nel campo della cultura, oggi la prosa non ha una legge e la possibilità di parlare di un rapporto con lo Stato, cittadini e teatro che radichi finalmente il teatro sui territori di questo Paese.

EDITORIA MULTIMEDIALE PER IL TERRITORIO

PREMESSA
Le città costituiscono dei sistemi complessi, che dovrebbero funzionare non tanto per tenere in vita degli apparati burocratici ma per qualificare e dare una capacità espressiva e economica al vivere sociale, offrendo al cittadino l'opportunità di essere propositivo e non soltanto assistito. Occorre un impegno volto a innalzare il livello di vita partecipativa dei singoli e dei gruppi; che questi trovino degli strumenti per farsi facilmente co-responsabili della gestione della cosa pubblica e diventino, in certo senso, attori della qualificazione dello spazio urbano.
Oggi, le strutture pubbliche stentano a seguire i ritmi dell'accelerazione tecnologica: la gestione informatica dell'informazione sta prepotentemente soppiantando quella "fisicamente" legata alla "pratica". Spesso il burocrate di oggi, per sua forma mentis , non riesce a sostenere la contemporaneità dell'informazione; al massimo, ne gestisce la quotidianità.
Indubbiamente viviamo un passaggio epocale, paragonabile forse a quello che ha trasformato la civiltà orale in civiltà della scrittura. Una ragnatela, meno futuribile di quel che si pensi, intessuta di reti Internet, CD-ROM e televisioni interattive, potrebbe - e sottolineamo il condizionale - svolgere un ruolo chiave di facilitazione della interattività collettiva.
Alla luce di quanto detto, in che modo è possibile, oggi, conoscere e intervenire attivamente, ad esempio, sullo sviluppo strategico del territorio? Manca una strumentazione agile e moderna.

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