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Luciano Barra Caracciolo: TANTO IL PARLAMENTO NON CONTA

Nota Biografica

Luciano Barra Caracciolo: è stato magistrato ordinario dal 1985 al 1989. Nel 1990 diviene magistrato amministrativo presso il TAR Piemonte, e nel 1993 passa al Consiglio di Stato come vincitore di concorso. Nel 1992/1993 è componente elettivo del Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa come magistrato del Tar. Consigliere giuridico del Ministro della funzione pubblica nel 1994 e nel 1995. Capo di gabinetto, del Ministero per gli italiani nel mondo nel 1994. È stato visiting scholar presso l'University of California in Los Angeles UCLA, per l'anno 1996, nel corso del quale ha condotto studi sulla funzione amministrativa negli Stati Uniti. Componente della Commissione per l'elaborazione di una legge di riordino delle Autorità indipendenti nominata dal Ministro della funzione pubblica nel 1997. Esperto presso il Nucleo della semplificazione dell'attività amministrativa presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, in posizione di fuori ruolo, dalla fine del 1999 al marzo 2001. Vice Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri dal maggio 2001 al marzo 2005. È stato componente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa dal 2009 al 2013.[1] È dal 2010 presidente di sezione del Consiglio di Stato[2].

Valerio Malvezzi: Deutsche Bank ha 54 trilioni di euro di derivati ossia titoli spazzatura

Nota biografica

Valerio Malvezzi: nato a Alessandria (Piemonte) il 26 gennaio 1967. Già Deputato (Lega Nord) al Parlamento Italiano nella XII Legislatura della Repubblica italiana, è stato membro della Commissione Finanze, con delega di gruppo in materia bancaria. Già consulente di Enti pubblici, consulente di Direzione dell’Amministratore Delegato di Sviluppo Italia, società partecipata dal Ministero Economia e Finanze (oggi Invitalia), è stato Presidente di Garanzia Italia, società del Gruppo e Confidi nazionale. Ha operato come consulente e formatore in materia di finanziamenti d’azienda per Enti pubblici e privati, banche e confidi e tutte le principali associazioni di categoria. E’ Professore a contratto di Comunicazione Finanziaria presso il Collegio Universitario Griziotti, Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, Università degli Studi di Pavia. Insegna inoltre al Master Universitario di I livello Must, Università degli Studi di Pavia, dove è anche membro dell’Advisory Board.

DICIAMO LE COSE COME STANNO di Andrea Baranes

Nota bografica

Andrea Baranes è presidente della Fondazione Culturale Responsabilità Etica, della rete di Banca Etica. E' portavoce della campagna 005 per l'introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie ed è stato responsabile delle campagne su istituzioni finanziarie private presso la CRBM. E' autore di diversi libri sui temi della finanza e dell'economia, tra i quali "Finanza per Indignati" (Ponte Alle Grazie), “Come depredare il Sud del mondo” e “Il grande gioco della fame” (Altreconomia) e “Per qualche dollaro in più – come la finanza casinò si sta giocando il pianeta” (Datanews). Collabora con diverse riviste specializzate nel settore economico e della sostenibilità, quali “Valori” e “Altreconomia”, e con i siti Sbilanciamoci.info e nonconimieisoldi.org.

Difesa, Cresce la spesa militare italiana: nuove armi e costi per il nucleare


Rapporto MIL€X 2018: 25 miliardi, 1,4% del Pil, più 4% rispetto al 2017. Colpa dei programmi di riarmo: nuova portaerei , F35 da 150 milioni, 766 autoblindo. «Ecco la prova che Ghedi ospita atomiche»

Luca Liverani

L'Italia è l'11° paese nel mondo per spese militari, prima di paesi militaristi come Turchia (16°), Israele (17°), Iran (24°). Per le Forze armate spende l'1,4% del Pil, cioé più di paesi Nato come Germania, Spagna, Olanda (tutti all'1,2%) Canada (1%) e Belgio (0,9%). In termini assoluti si tratta di 25 miliardi di euro l'anno, qualcosa come 68 milioni al giorno. E la spesa per il comparto militare italiano con i governi Renzi e Gentiloni è cresciuta del 9%. Sono i dati che emergono dall'analisi del secondo Rapporto MIL€X 2018, presentato alla Camera da Francesco Vignarca (Rete Disarmo), Lisa Clark (Beati i costruttori di pace), Daniele Santi (Senzatomica), alla presenza di Daniel Högsta, coordinatore della campagna Ican per abolire le armi nucleari, premiata col Nobel per la pace 2017. Il rapporto pubblica anche un'immmagine scattata nella base dell'aeronautica militare italiana di Ghedi (Bs), che mostra un missile a testata nucleare B-61 davanti a un Tornado italiano. La prova fotografica della presenza di armi atomiche sul territorio italiano, a Ghedi come nella base Usa di Aviano, mai confermata ufficialmente.

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