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Difesa, Cresce la spesa militare italiana: nuove armi e costi per il nucleare


Rapporto MIL€X 2018: 25 miliardi, 1,4% del Pil, più 4% rispetto al 2017. Colpa dei programmi di riarmo: nuova portaerei , F35 da 150 milioni, 766 autoblindo. «Ecco la prova che Ghedi ospita atomiche»

Luca Liverani

L'Italia è l'11° paese nel mondo per spese militari, prima di paesi militaristi come Turchia (16°), Israele (17°), Iran (24°). Per le Forze armate spende l'1,4% del Pil, cioé più di paesi Nato come Germania, Spagna, Olanda (tutti all'1,2%) Canada (1%) e Belgio (0,9%). In termini assoluti si tratta di 25 miliardi di euro l'anno, qualcosa come 68 milioni al giorno. E la spesa per il comparto militare italiano con i governi Renzi e Gentiloni è cresciuta del 9%. Sono i dati che emergono dall'analisi del secondo Rapporto MIL€X 2018, presentato alla Camera da Francesco Vignarca (Rete Disarmo), Lisa Clark (Beati i costruttori di pace), Daniele Santi (Senzatomica), alla presenza di Daniel Högsta, coordinatore della campagna Ican per abolire le armi nucleari, premiata col Nobel per la pace 2017. Il rapporto pubblica anche un'immmagine scattata nella base dell'aeronautica militare italiana di Ghedi (Bs), che mostra un missile a testata nucleare B-61 davanti a un Tornado italiano. La prova fotografica della presenza di armi atomiche sul territorio italiano, a Ghedi come nella base Usa di Aviano, mai confermata ufficialmente.

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