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La vita sta cambiando pelle

Carlo Consiglio

Carlo Consiglio: Professore ordinario di Zoologia presso la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università di Roma "La Sapienza" dal 1973 al 1997. Già presidente dell'Istituto Nazionale di Entomologia Pura ed Applicata. Già membro di numerose commissioni scientifiche. Dal 1992 a tutt'oggi è membro della Commissione tecnica regionale per gli animali esotici, istituita presso la Regione Lazio. Ha compiuto numerosi viaggi di studio o per partecipazione a congressi scientifici in tutto il mondo. Ha compiuto ricerche originali sulla sistematica, faunistica, ecologia ed etologia degli Odonati italiani ed etiopici, sulla sistematica, faunistica e biogeografia dei Plecotteri italiani e di Corsica, sul polimorfismo ed ecologia degli Isopodi del genere Sphaeroma nel Mediterraneo, sull'ecologia degli Uccelli e sulla corologia, ecologia ed etologia dei Cetacei. È autore o coautore di 156 pubblicazioni scientifiche a stampa. È autore di 15 libri di divulgazione scientifica e guide escursionistiche. È presidente onorario della Lega per l'Abolizione della Caccia (ONLUS)

PETIZIONE PER PROTEGGERE IL LUPO

Carlo Consiglio

PETIZIONE PER PROTEGGERE IL LUPO

La sezione del Trentino-Alto Adige della LAC (Lega per l’abolizione della caccia) ha lanciato una petizione per proteggere il lupo, a cui si può aderire aprendo il link:

https://www.change.org/p/commissione-europea-proteggere-il-lupo?recruiter=26182154&utm_source=share_petition&utm_medium=copylink&utm_campaign=share_petition

CONSIGLIONEWS N. 91
18 marzo 2018

APPROVATO IL DECRETO SU FORESTE E FILIERE FORESTALI

Foresta

Carlo Consiglio

APPROVATO IL DECRETO SU FORESTE E FILIERE FORESTALI

Il Consiglio dei Ministri si è riunito venerdì 16 marzo 2018 alle ore 11,12 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Paolo Gentiloni. Segretario la Sottosegretaria alla Presidenza Maria Elena Boschi. Molto inopportunamente il Consiglio ha approvato il decreto legislativo su foreste e filiere forestali, malgrado sia cambiata la composizione del Parlamento, e questa approvazione è tanto più assurda se si pensa che 3 dei 4 onorevoli che hanno voluto il decreto (Realacci, Olivero e Sani) non sono stati rieletti! Vedi la precedente newsletter n. 88 del 13 marzo 2018. (omissis)

SOSTEGNO ALLE IMPRESE AGRICOLE E TESTO UNICO SU FORESTE E FILIERE FORESTALI

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni, anche in qualità di Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali ad interim, ha approvato, in esame definitivo, due decreti legislativi che, in attuazione della legge sulla semplificazione, la razionalizzazione e la competitività dei settori agricolo e agroalimentare (legge 28 luglio 2016, n. 154), introducono norme volte, da un lato, a disciplinare gli interventi finanziari a sostegno delle imprese agricole e, dall’altro, al riordino della normativa in materia di foreste e filiere forestali.

Di seguito le principali previsioni dei due decreti, secondo il commento del Consiglio dei ministri:

BOZZA DI DECRETO MINACCIA LE FORESTE

Carlo Consiglio

BOZZA DI DECRETO MINACCIA LE FORESTE

L’approvazione, calendarizzata a breve, del decreto legislativo riguardante le “Disposizioni concernenti la revisione e l’armonizzazione della normativa nazionale in materia di foreste e filiere forestali” in attuazione dell’art. 5 della legge 28 luglio 2016, n. 154, sta suscitando  vivissime proteste fra addetti ai lavori e non solo: forestali, ecologi, botanici, zoologi, geologi, ma anche fra giuristi e medici. E questa approvazione è tanto più assurda se si pensa che 3 dei 4 onorevoli che hanno voluto il decreto (Realacci, Olivero e Sani) NON SONO STATI RIELETTI!

Con questo decreto infatti ancora una volta si vogliono fare soldi sulla pelle dei cittadini, destinando gran parte del nostro patrimonio boschivo alla produzione di biomasse per produzione di energia elettrica. E questo non perché sia di per sé conveniente o per ridurre il consumo di combustibili fossili, ma solo perché l'UE, e quindi l'Italia, ha inserito le biomasse nella categoria delle fonti energetiche rinnovabili. Per l'uso di queste fonti sono previsti sostanziosi contributi che, però, derivano dalla ridistribuzione dei costi sulle bollette di tutti gli utenti che si allacciano alla rete elettrica.

Perciò tutti noi paghiamo di più l'energia elettrica (l'ultimo aumento a gennaio), mentre si distrugge l'ambiente, si calpesta la costituzione, si rovina la salute nostra e dei nostri figli per l’interesse economico di pochi!

Il decreto presenta anche diversi aspetti di incostituzionalità, prevedendo, ad esempio, la confisca di boschi privati che non abbiano rispettato il così detto “turno di taglio”.

IL GOVERNO IMPUGNA LEGGE REGIONALE DELLA LIGURIA SULLA CACCIA

Carlo Consiglio

IL GOVERNO IMPUGNA LEGGE REGIONALE DELLA LIGURIA SULLA CACCIA

Il Consiglio dei Ministri nella seduta del 22 febbraio 2018 ha deliberato di impugnare presso la Corte Costituzionale alcuni articoli, in materia di ambiente e fauna selvatica, contenuti nella legge regionale della Liguria n. 29/2017 (cosiddetto “Collegato alla legge di stabilità 2018”); si tratta una sorta di provvedimento legislativo “calderone”, ormai consuetudine di fine anno del Consiglio regionale ligure, che raggruppa molte disposizioni su diversissime materie.

Il Consiglio Regionale della Liguria inciampa clamorosamente, in particolare, su tre articoli; infatti i ministeri interessati hanno ritenuto le seguenti norme, tra quelle approvate dal Consiglio, in netto contrasto con la normativa statale del settore:

1) È reato commercializzare in sagre e manifestazioni gastronomiche la selvaggina abbattuta a caccia (ossia quella non proveniente da allevamenti), e pertanto la Regione non può aggirare (come ha fatto a fine 2017) tale divieto consentendo comportamenti che in tutta Italia sono penalmente sanzionati; le norme nazionali mirano infatti ad evitare che fenomeni di lucro contribuiscano ad impoverire il patrimonio faunistico, anche per esemplari morti appartenenti a specie cacciabiili.

AUTORIZZATO STERMINIO DELLE SPECIE INVASIVE

Carlo Consiglio

AUTORIZZATO STERMINIO DELLE SPECIE INVASIVE

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 24 del 30 gennaio 2018 il decreto legislativo n. 230 del 15 dicembre 2017, recante: “Adeguamento  della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 1143/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 ottobre 2014, recante disposizioni volte a prevenire e gestire l'introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive”(18G00012). Il decreto tende a prevenire l’entrata in Italia di specie animali e vegetali esotiche, che potrebbero alterare gli equilibri degli ecosistemi, ed anche a permettere l’eradicazione (cioè lo sterminio) di specie esotiche, una volta che siano entrate nel territorio dell’Unione europea o nazionale, in nome di una purezza specifica e razziale in gran parte utopistica.

Tra i Vertebrati, le specie animali invasive presenti in Italia che potrebbero essere colpite dal nuovo decreto sono: lo scoiattolo di Pallas; la nutria; il cane procione; il procione; lo scoiattolo grigio; l’oca egiziana; l’ibis sacro; la testuggine palustre Trachemys scripta. Il difetto di questa concezione è che trascura che gli animali sono esseri senzienti e non oggetti, ed inoltre non tiene conto del fatto che la composizione in specie e razze della fauna unionale e nazionale non è una cosa statica, ma evolve, come è il caso dell’ibis sacro che sembra essere pervenuto in Europa con i propri mezzi e non portato dall’uomo. La Trachemys scripta invece è stata portata dall’uomo, ma è ormai tanto diffusa sul territorio italiano che una sua eradicazione è impensabile.

CONSIGLIONEWS N. 85
19 febbraio 2018

SALVI GLI STORNI IN LIGURIA (QUATER)

Carlo Consiglio

SALVI GLI STORNI IN LIGURIA (QUATER)               

Con sentenza n. 113, depositata il 6 febbraio 2018, è stata annullata dal TAR la delibera della Regione Liguria che consentiva la caccia allo storno nel 2017. Il TAR aveva già sospeso tale delibera con ordinanze del 22 settembre 2017 e 20 ottobre 2017, e la sospensione era stata confermata dal Consiglio di Stato il 10 novembre 2017 (vedi newsletter n. 67 dell’11 novembre 2017). Infatti in 7 anni la Regione Liguria non aveva mai ricevuto vere richieste di risarcimento per danni provocati dallo storno. La Regione Liguria e quattro associazioni venatorie sono state inoltre condannate a pagare € 5.000 a ENPA, LAC e LAV per spese legali (LAC Liguria, 6 febbraio).

CONSIGLIONEWS N. 84
7 febbraio 2018

RIDOTTA MOBILITÀ DEI MAMMIFERI CAUSATA DALL’UOMO

Carlo Consiglio

RIDOTTA MOBILITÀ DEI MAMMIFERI CAUSATA DALL’UOMO       

Gli animali hanno smesso di muoversi liberamente e sono profondamente limitati negli spostamenti dalla presenza dell’uomo. Più precisamente, negli ambienti modificati da quest'ultimo gli animali si muovono meno della metà di quanto accade in ambienti naturali o con bassa antropizzazione. Lo conferma scientificamente l'articolo appena pubblicato sulla prestigiosa rivista Science, realizzato grazie al contributo di più di 100 autori che hanno tracciato i percorsi di 57 specie di Mammiferi diversi, mediante unità GPS apposte su più di 800 individui in tutti i continenti. A questa ricerca hanno partecipato anche Fondazione Edmund Mach e Parco dello Stelvio.

Francesca Cagnacci, referente della linea di ricerca “Movement and Conservation Ecology” della Fondazione Edmund Mach, e Luca Pedrotti, Coordinatore Scientifico del Parco dello Stelvio, che hanno contribuito allo studio con i dati di caprioli e cervi di Trentino e Lombardia, spiegano che le cause della diminuita mobilità dei Mammiferi possono essere la frammentazione degli ambienti e le barriere antropiche, oppure l’assenza dagli ambienti antropizzati di animali che compiono grandi spostamenti, e la conseguente riduzione della comunità di Mammiferi a quelle specie che meglio si adattano alla presenza dell’uomo. “Di sicuro, questo può avere profonde conseguenze, non solo sulle popolazioni animali, ma anche sugli ecosistemi, riducendone la complessità e i cosiddetti ‘servizi’, di cui l’uomo ha assoluta necessità. Studiare il movimento animale e le sue cause è inoltre un fattore fondamentale per garantire un turismo sostenibile all’interno delle aree protette”. 

CACCIA, LE ASSOCIAZIONI A GENTILONI: "ILLEGITTIMITÀ DILAGANTE E ISTITUZIONI LATITANTI.

Carlo Consiglio

CACCIA, LE ASSOCIAZIONI A GENTILONI: "ILLEGITTIMITÀ DILAGANTE E ISTITUZIONI LATITANTI.

PROLUNGATA CACCIA AI TORDI NEL LAZIO

Carlo Consiglio

PROLUNGATA CACCIA AI TORDI NEL LAZIO

Con decreto del Presidente della Regione Lazio n. T00005 dell’8 gennaio 2018, pubblicato sul BUR del Lazio il 16 gennaio 2018, ed a parziale modifica del decreto n. T00105 del 22 giugno 2017 recante calendario venatorio e regolamento per la stagione venatoria 2017/2018, il termine di chiusura dell’attività venatoria per le specie: cesena (Turdus pilaris), tordo bottaccio (Turdus philomelos) e tordo sassello (Turdus iliacus), è stato posticipato dal 20 gennaio 2018 al 31 gennaio 2018 compreso. È evidente che tale decreto è stato emesso tardivamente a bella posta, allo scopo di impedire alle associazioni ambientaliste ed animaliste di esercitare il loro diritto di ricorso al TAR.

CONSIGLIONEWS N. 80
17 gennaio 2018

PERMESSA BALNEAZIONE NEI DELFINARI

PERMESSA BALNEAZIONE NEI DELFINARI

Carlo Consiglio

PERMESSA BALNEAZIONE NEI DELFINARI

“Non solo le feste natalizie non sono ancora passate, siamo anche alla fine della legislatura. È quanto mai tempo di regali, come quello, enorme, che il ministro dell’ambiente Galletti, d’accordo con la collega della salute, Lorenzin, e quello delle politiche agricole, Martina, ha fatto ai delfinari «in possesso della licenza di giardino zoologico»: consentire al pubblico l’ingresso in vasca con i cetacei”. Lo sottolinea l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente del Movimento animalista, che denuncia “l’ultima gallettata sulla pelle degli animali”: il decreto ministeriale del 20 dicembre 2017 “Attuazione della direttiva 1999/22/CE relativa alla custodia degli animali selvatici nei giardini zoologici”, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, serie generale, n. 2 del 3 gennaio 2018.

Il bagno con i delfini, finora consentito solo agli addestratori e per scopi scientifici, sarà permesso “ai soggetti che partecipano ad attività di educazione e sensibilizzazione del pubblico in materia di conservazione della biodiversità”, praticamente senza condizioni. L’unica, ricorda l’ex ministro, è che “il medico veterinario della struttura, di comprovata esperienza e con specifiche conoscenze sanitarie ed etologiche della specie, accerti preventivamente l’idoneità sanitaria e comportamentale dei delfini interessati e monitori periodicamente le condizioni di salute e di benessere degli stessi”.

Picco per capre di Jacopo Simonetta e Luca Pardi

Picco per capre

Jacopo Simonetta & Luca Pardi, 2017. "Picco per capre": capire, cercando di cavarsela, la triplice crisi: economica, energetica ed ecologica". Lu::Ce Edizioni, 237 pp., € 15,00.

Scopo di questo libro è dimostrare che l’intera nostra civiltà sta andando in frantumi, per cui è opportuno prepararsi al disastro e cercare dei modi per renderlo meno cruento possibile.

Infatti la nostra civiltà è basata sulla crescita continua. Cresce la popolazione umana, cresce la produzione di beni e servizi, il consumo di energia, il prodotto interno lordo. Ma questa crescita si scontra contro limiti: delle terre coltivabili, dei minerali estraibili, dell’energia sfruttabile, dell’inquinamento sopportabile. Finora l’umanità è per lo più riuscita ad aggirare tali limiti grazie a nuove tecnologie. Ma sarà ciò ancora possibile in futuro? In un mondo finito, dovrebbe essere chiaro a chiunque che una crescita illimitata non è possibile.

Inoltre in alcuni settori il “picco” è stato già raggiunto (ad esempio, per l’estrazione del petrolio). Ma non esiste un’alternativa al petrolio, perché esso ha molti impieghi e non solo quello di essere bruciato per produrre energia.

Un altro grave problema è quello dell’acqua. Contrariamente a quanto si usa dire, l’acqua non viene consumata, perché dopo l’uso c’è ancora; però viene sporcata, perché viene usata come discarica. Ne segue che c’è sempre meno acqua potabile. Quindi, invece di affermare “Oggi un miliardo di persone non hanno ancora accesso all’acqua potabile”, sarebbe più corretto dire: “Oggi sei miliardi di persone hanno ancora accesso all’acqua potabile”.

Carlo Consiglio: ANNULLATA LEGGE REGIONALE PUGLIESE PER L’ABBATTIMENTO DI STORNI

Carlo Consiglio

Con legge regionale n. 28 del 2 ottobre 2015 la Regione Puglia consentiva il prelievo in deroga di storni (Sturnus vulgaris) protetti della Legge 157 del 1992 e dalla direttiva comunitaria 2009/147/CE. Il Presidente del Consiglio promuoveva un giudizio di legittimità costituzionale con ricorso n. 103 notificato il 4-10 dicembre 2015. La Corte Costituzionale con sentenza n. 260 del 13 dicembre 2017 dichiarava l’illegittimità costituzionale dell’articolo 1, commi 1, 2 e 3 della legge regionale della Puglia n. 28 del 2 ottobre 2015. Infatti la selezione delle specie cacciabili fa capo alla competenza esclusiva dello Stato; deroghe possono essere concesse solo con l’adozione di una procedura non rispettata dalla Regione Puglia. Questa, inoltre, disponendo le deroghe con legge regionale anziché con atto amministrativo, si è sottratta illegittimamente al potere di annullamento da parte del Presidente del Consiglio.

CONSIGLIONEWS N. 76
16 dicembre 2017

Carlo Consiglio:VIETATI I BOTTI A MATERA

Carlo Consiglio

A partire dal 21 dicembre 2017 e sino al 7 gennaio 2018 a Matera un’ordinanza del sindaco Raffaello De Ruggieri dispone il divieto di esplodere artifici pirotecnici rumorosi in luoghi pubblici o luoghi privati dove transitino o siano presenti persone o animali. Le ragioni del provvedimento sono la salvaguardia dei minori e delle persone vulnerabili come gli anziani ai quali il rumore può creare disturbo, la protezione degli animali di affezione, la tutela in generale dell’incolumità pubblica per evitare possibili incidenti derivanti da scoppi o dalla raccolta di oggetti inesplosi, nonché esigenze di decoro delle strade e delle piazze. Gli artifici pirotecnici possono essere esplosi soltanto in zone isolate e comunque a debita distanza dalle persone e dagli animali, evitando tassativamente le aree che risultino affollate, per la presenza di feste, riunioni o per altri motivi. Il divieto non si applica agli artifici ad effetto prevalentemente luminoso, quali ad esempio fontane, bengala, bottigliette a strappo lancia coriandoli, fontane per torte, petardini da ballo, bacchette scintillanti e simili, trottole, girandole e palline luminose. Previste sanzioni, da 25 a 500 euro, in caso di inosservanza (Nel Cuore, 21 dicembre).

CONSIGLIONEWS N. 77
22 dicembre 2017

PUGLIA – FORSE SALVI GLI STORNI

Calo Consiglio

PUGLIA – FORSE SALVI GLI STORNI

La Giunta regionale della Regione Puglia, con deliberazione n. 1587 del 3 ottobre 2017 pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione n. 116 del 6 ottobre 2017, autorizzava la caccia allo storno, motivata da asseriti danni all’olivicoltura, con il limite di 8.000 esemplari abbattibili, nell’area denominata “Piana olivetata litoranea tra le province di Bari e Brindisi”, più in altre aree regionali olivetate in 100 comuni pugliesi con il limite di 22.000 esemplari abbattibili, in tutto quindi 30.000 esemplari. Lo storno è però specie protetta dalla direttiva europea 2009/147/CE concernente la conservazione degli uccelli selvatici, ed inoltre l’ISPRA il 7 settembre 2017 aveva dato parere favorevole solo per l’abbattimento di 8.000 esemplari nella “Piana olivetata litoranea tra le province di Bari e Brindisi” e non per quello di ulteriori 22.000 esemplari nelle altre aree regionali, a causa della mancanza di una stima del danno. Le associazioni ENPA, LAC e LAV, assistite dallo Studio legale Stefutti, ricorrevano al TAR notificando il ricorso alla Regione il 13 novembre. Il 17 novembre l’assessore alle risorse agroalimentari ddella Regione Puglia, in una nota inviata alla stampa annunciava che “al fine di evitare conflitti con altri organi dello Stato e non incorrere in inutili contenziosi la Regione Puglia, così come da indicazioni dell’ISPRA, sta modificando la delibera di giunta con la quale si consentiva la deroga alla caccia allo storno fino al gennaio 2018” (La Gazzetta del Mezzogiorno.it, 17 novembre).

CONSIGLIONEWS N. 69
17 novembre 2017

SALVE LE VOLPI A BRESCIA

Carlo Consiglio

SALVE LE VOLPI A BRESCIA 

L’Ufficio territoriale regionale di Brescia aveva autorizzato con decreto l’abbattimento per 5 anni delle volpi adulte e cuccioli, anche nelle tane, nelle zone di ripopolamento e cattura e nelle zone di ripopolamento e ambientamento dell’ambito territoriale unico di caccia di Brescia. Le associazioni LAC, LIPU, ENPA e LAV, difese dall’avvocato Claudio Linzola, ricorrevano al TAR della Lombardia, sezione di Brescia, che il 6 agosto 2017 con ordinanza 385/2017 sospendeva il decreto impugnato. Nell’ordinanza il TAR osserva che il concetto di prevenzione di danni zoo-agro-forestali non si può estendere alla produzione di selvaggina e che gli abbattimenti non possono essere affidati a persone diverse dalle guardie provinciali. Il ricorso sarà discusso nel merito il 13 giugno 2018 e quindi il piano di abbattimento è congelato per quasi un anno (LAC Liguria, 6 agosto 2017).

CONSIGLIONEWS N. 54
7 agosto 2017

PROROGATE MISURE ANTI AVIARIA

Carlo Consiglio 

PROROGATE MISURE ANTI AVIARIA

Il Ministero della salute con nota del 30 ottobre 2017 ha prorogato fino al 31 gennaio 2018 le misure contenute nel dispositivo dirigenziale n. 19967 del 31 agosto 2017 volte a ridurre il rischio di trasmissione dell’influenza aviaria al pollame. Viene consentito utilizzare uccelli da richiamo degli ordini Anseriformi e Caradriiformi nelle aree non a rischio. Le Regioni considerate a rischio sono: Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Lazio ed Umbria (LAC Liguria, 2 novembre).

PIEMONTE: SOSPESA PARZIALMENTE LA CACCIA

Carlo Consiglio

PIEMONTE: SOSPESA PARZIALMENTE LA CACCIA

Ieri 31 ottobre 2017 alle ore 13,00 la Giunta Regionale del Piemonte, raccogliendo parzialmente le istanze che erano giunte dalle associazioni ambientaliste e animaliste, dal Garante regionale per la tutela degli animali, dal Consigliere di parità

regionale del Piemonte, dalla Provincia di Cuneo e dalla Città Metropolitana di Torino, da consiglieri regionali e forze politiche di maggioranza e opposizione ed anche dai Comprensori Alpini TO3 e CN2, ha deliberato di sospendere l’attività

venatoria nei Comprensori Alpini interessati dagli incendi di questi giorni (TO1, TO3, TO5, CN2, CN4) fino al 30 novembre 2017 e negli ambiti territoriali di caccia confinanti (CA TO2, TO4, ATC TO1, T02, TO3) fino al 10 novembre 2017 per garantire il rifugio agli animali in fuga dalle aree devastate dagli incendi.

Il provvedimento potrà essere prorogato o revocato a seconda del permanere o meno delle condizioni di criticità. Il provvedimento che sarà pubblicato venerdì 3 novembre 2017 sul BUR della Regione sarà operativo da tale data.

Le associazioni animaliste e ambientaliste avrebbero preferito fosse stata decisa la sospensione dell’attività venatoria su tutto il territorio regionale a causa delle condizioni climatiche caratterizzate dal perdurare di forte siccità e conseguente penuria di fonti alimentari e idriche per la fauna selvatica. Si ringrazia tuttavia l’assessore regionale Giorgio Ferrero per la sensibilità e l’attenzione dimostrate ritenendo la decisione odierna della Giunta Regionale un passo avanti, anche se timido, sulla strada della civiltà.

LIGURIA – SALVI GLI STORNI

Carlo Consiglio

LIGURIA – SALVI GLI STORNI (bis)

Il calendario venatorio della Liguria, deliberato nel giugno 2017, consentiva la caccia in deroga allo storno (specie protetta) dal 24 settembre al 15 dicembre 2017, con il limite di 10 esemplari al giorno per ogni cacciatore autorizzato. Le associazioni ENPA, LAC e LAV ricorrevano al TAR che sospendeva la caccia in deroga allo storno, perché “l’istruttoria della Regione Liguria non evidenzia il pericolo di gravi danni all’agricoltura da giustificare il prelievo in deroga”. I legali delle associazioni (studio Linzola di Milano) avevano infatti agevolmente dimostrato che negli ultimi 7 anni la Regione Liguria non ha mai ricevuto vere richieste di risarcimento per eventuali danni provocati dallo storno all’agricoltura; che la Regione Liguria non ha mai risarcito danni agli agricoltori per causa dello storno, né ha mai organizzato sopralluoghi per effettuare verifiche sul campo; che la Regione non ha mai predisposto “particolari forme di vigilanza” sulla caccia in deroga, come richiesto dalla legge venatoria statale. La Regione si appellava al Consiglio di Stato (terza sezione) che il 20 ottobre con decreto cautelare n. 4610 confermava l’ordinanza del TAR e quindi manteneva sospesa la caccia allo storno (che quindi non si è mai aperta) (LAC Liguria, 20 ottobre). 

CONSIGLIONEWS N. 63
20 ottobre 2017

LAZIO: IMPUGNATA LEGGE REGIONALE SUI campi di addestramento cani da caccia

Carlo Consiglio

LAZIO: IMPUGNATA LEGGE REGIONALE

Il 13 ottobre 2017 il Governo ha impugnato alla Corte Costituzionale una disposizione della Regione Lazio (legge regionale n. 9/2017) che affida agli ATC il compito di autorizzare campi di addestramento cani da caccia temporanei in periodo estivo (senza sparo). La materia è invece riservata alla pianificazione faunistico-venatoria provinciale.

CONSIGLIONEWS N. 62
20 ottobre 2017

PETIZIONE PER LA SOSPENSIONE DELLA STAGIONE VENATORIA 2017-2018

Carlo Consiglio

PETIZIONE PER CHIEDERE LA SOSPENSIONE DELLA STAGIONE VENATORIA 2017-2018 A CAUSA DEGLI INCENDI E DELLA SICCITÀ

Si raccomanda di firmare la petizione popolare per chiedere la sospensione della stagione venatoria 2017-2018 a causa degli incendi e della siccità, al seguente link:

https://www.change.org/p/presidente-del-consiglio-emergenza-incendi-e-siccit%C3%A0-stop-alla-stagione-di-caccia

CONSIGLIONEWS N. 59
25 agosto 2017

LIGURIA: SALVI GLI STORNI

LIGURIA: SALVI GLI STORNI

Con delibera n. 471 del 16 giugno 2017 la Giunta regionale della Liguria apriva la caccia in deroga allo storno. Le associazioni LAC, WWF, ENPA e LAV, difese dallo studio Linzola di Milano, ricorrevano al TAR che con ordinanza del 22 settembre sospendeva la delibera impugnata. Per i giudici amministrativi l’istruttoria della Regione non evidenzia il pericolo di gravi danni all’agricoltura, tali da giustificare il prelievo in deroga. La delibera regionale sospesa prevedeva la possibilità di uccidere in Liguria 10.000 esemplari di storno, con un massimo di 10 capi al giorno per ciascun cacciatore autorizzato.

CONSIGLIONEWS N. 61
24 settembre 2017

IMPUGNATA LEGGE REGIONALE DELLA LOMBARDIA; TAR SALVA LEPRI SARDE E PERNICI SARDE;TAR RIFIUTA SOSPENSIONE DELLA PREAPERTURA IN SICILIA DELLA CACCIA IL 2 settembre 2017

IMPUGNATA LEGGE REGIONALE DELLA LOMBARDIA

A seguito dell’esposto della LAC del 24 luglio, il Consiglio dei ministri, nella  riunione del 15 settembre 2017, ha deliberato di impugnare alla Corte Costituzionale la legge della Regione Lombardia n. 19 del 17 luglio 2017, recante “Gestione faunistico-venatoria del cinghiale e recupero degli ungulati feriti”, in quanto alcune norme in materia di prelievo venatorio violano la competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema di cui all’art. 117, secondo comma, lett. s), della Costituzione.

In particolare il Governo ha rilevato che, in materia di gestione della fauna e controllo faunistico all’interno delle aree protette regionali, i «prelievi faunistici ed abbattimenti selettivi necessari per ricomporre squilibri ecologici» debbano avvenire «per iniziativa e sotto la diretta responsabilità e sorveglianza dell'organismo di gestione del parco e devono essere attuati dal personale da esso dipendente o da persone da esso autorizzate». 

È l’ente parco regionale il solo titolare del controllo faunistico nei parchi regionali, inclusa la specie cinghiale. A maggior ragione per i parchi nazionali con confini ricadenti nel territorio lombardo, la disposizione regionale invade competenze dell’ente parco nazionale fissate con legge statale (LAC Liguria, 16 settembre).

 

TAR SALVA LEPRI SARDE E PERNICI SARDE

SOPPRESSIONE DEL CORPO FORESTALE RINVIATA ALLA CORTE COSTITUZIONALE

Carlo Consiglio

SOPPRESSIONE DEL CORPO FORESTALE RINVIATA ALLA CORTE COSTITUZIONALE

La legittimità della soppressione del Corpo Forestale dello Stato e l’assorbimento del personale nell’Arma dei Carabinieri, riforma voluta nel 2016 dal Governo in base alla legge delega Madia, sarà valutata dalla Corte Costituzionale. Il provvedimento è risultato del contenzioso apertosi dinanzi ai TAR d’Italia a seguito dei ricorsi presentati da oltre 2000 membri dell’ex Corpo Forestale i quali, con la riforma, avevano visto mutato il loro status giuridico da civile a militare.

UCCISO ORSO KJ2 NEL TRENTINO PER ORDINE DELLA PROVINCIA

Carlo Consiglio

UCCISO ORSO NEL TRENTINO PER ORDINE DELLA PROVINCIA

Nella serata del 12 agosto 2017 gli agenti del Corpo forestale della Provincia autonoma di Trento hanno proceduto all’abbattimento dell’orsa KJ2 in attuazione dell’ordinanza emessa dal presidente della Provincia di Trento Ugo Rossi per garantire la sicurezza delle persone. "Ciò stato possibile - si legge nel comunicato della Provincia - grazie alle precedenti attività di identificazione genetica e successiva cattura e radiocollarizzazione ai fini della riconoscibilità dell’animale. Il documentato indice di pericolosità dell’esemplare, culminato nel ferimento di due persone, ha richiesto l’attuazione dell’ordinanza nel più breve tempo possibile”.  La LAC ha espresso indignazione. Proteste sono state espresse anche dalle associazioni Associazione Radicale Ecologista, AIDAA e Verdi del Trentino.

CONSIGLIONEWS N. 57
14 agosto 2017

CHIESTO ANNULLAMENTO STAGIONE VENATORIA 2017/18

Carlo Consiglio

CHIESTO ANNULLAMENTO STAGIONE VENATORIA

ENPA, Italia Nostra, LAC, LAV, LIPU E Mountain Wilderness: ANNULLARE LA STAGIONE DI CACCIA 2017/18

I devastanti incendi che hanno distrutto più di 85.000 ettari di territorio, uniti alla gravissima siccità che ha investito la nostra penisola, stanno creando enormi danni all’economia nazionale e all’ambiente, comportando anche difficoltà per l’approvvigionamento idrico e alimentare delle città. Una situazione che non ha eguali in Europa e che sta determinando pesanti ricadute sulla vita degli animali selvatici.

Infatti un territorio così devastato non è in grado di dare il necessario sostentamento a coloro che sono riusciti a sopravvivere alle fiamme e alla scarsità d’acqua, causando quindi un vero e proprio sterminio.

Ma oltre alle morti dirette e indirette causate da incendi e siccità, si profila a breve l’apertura della stagione di caccia 2017/2018 che approfittando delle preaperture, comincerà il prossimo 1 settembre. Da quel giorno gli animali selvatici sopravvissuti alle calamità naturali della siccità e criminali degli incendi, subiranno tutta la pressione venatoria dei cacciatori che si concentrerà nelle zone che possono garantire ancora il sostentamento necessario agli animali per sopravvivere.

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