Salta navigazione.
La vita sta cambiando pelle

Carlo Consiglio

Carlo Consiglio: Professore ordinario di Zoologia presso la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università di Roma "La Sapienza" dal 1973 al 1997. Già presidente dell'Istituto Nazionale di Entomologia Pura ed Applicata. Già membro di numerose commissioni scientifiche. Dal 1992 a tutt'oggi è membro della Commissione tecnica regionale per gli animali esotici, istituita presso la Regione Lazio. Ha compiuto numerosi viaggi di studio o per partecipazione a congressi scientifici in tutto il mondo. Ha compiuto ricerche originali sulla sistematica, faunistica, ecologia ed etologia degli Odonati italiani ed etiopici, sulla sistematica, faunistica e biogeografia dei Plecotteri italiani e di Corsica, sul polimorfismo ed ecologia degli Isopodi del genere Sphaeroma nel Mediterraneo, sull'ecologia degli Uccelli e sulla corologia, ecologia ed etologia dei Cetacei. È autore o coautore di 156 pubblicazioni scientifiche a stampa. È autore di 15 libri di divulgazione scientifica e guide escursionistiche. È presidente onorario della Lega per l'Abolizione della Caccia (ONLUS)

SOPPRESSIONE DEL CORPO FORESTALE RINVIATA ALLA CORTE COSTITUZIONALE

Carlo Consiglio

SOPPRESSIONE DEL CORPO FORESTALE RINVIATA ALLA CORTE COSTITUZIONALE

La legittimità della soppressione del Corpo Forestale dello Stato e l’assorbimento del personale nell’Arma dei Carabinieri, riforma voluta nel 2016 dal Governo in base alla legge delega Madia, sarà valutata dalla Corte Costituzionale. Il provvedimento è risultato del contenzioso apertosi dinanzi ai TAR d’Italia a seguito dei ricorsi presentati da oltre 2000 membri dell’ex Corpo Forestale i quali, con la riforma, avevano visto mutato il loro status giuridico da civile a militare.

UCCISO ORSO KJ2 NEL TRENTINO PER ORDINE DELLA PROVINCIA

Carlo Consiglio

UCCISO ORSO NEL TRENTINO PER ORDINE DELLA PROVINCIA

Nella serata del 12 agosto 2017 gli agenti del Corpo forestale della Provincia autonoma di Trento hanno proceduto all’abbattimento dell’orsa KJ2 in attuazione dell’ordinanza emessa dal presidente della Provincia di Trento Ugo Rossi per garantire la sicurezza delle persone. "Ciò stato possibile - si legge nel comunicato della Provincia - grazie alle precedenti attività di identificazione genetica e successiva cattura e radiocollarizzazione ai fini della riconoscibilità dell’animale. Il documentato indice di pericolosità dell’esemplare, culminato nel ferimento di due persone, ha richiesto l’attuazione dell’ordinanza nel più breve tempo possibile”.  La LAC ha espresso indignazione. Proteste sono state espresse anche dalle associazioni Associazione Radicale Ecologista, AIDAA e Verdi del Trentino.

CONSIGLIONEWS N. 57
14 agosto 2017

CHIESTO ANNULLAMENTO STAGIONE VENATORIA 2017/18

Carlo Consiglio

CHIESTO ANNULLAMENTO STAGIONE VENATORIA

ENPA, Italia Nostra, LAC, LAV, LIPU E Mountain Wilderness: ANNULLARE LA STAGIONE DI CACCIA 2017/18

I devastanti incendi che hanno distrutto più di 85.000 ettari di territorio, uniti alla gravissima siccità che ha investito la nostra penisola, stanno creando enormi danni all’economia nazionale e all’ambiente, comportando anche difficoltà per l’approvvigionamento idrico e alimentare delle città. Una situazione che non ha eguali in Europa e che sta determinando pesanti ricadute sulla vita degli animali selvatici.

Infatti un territorio così devastato non è in grado di dare il necessario sostentamento a coloro che sono riusciti a sopravvivere alle fiamme e alla scarsità d’acqua, causando quindi un vero e proprio sterminio.

Ma oltre alle morti dirette e indirette causate da incendi e siccità, si profila a breve l’apertura della stagione di caccia 2017/2018 che approfittando delle preaperture, comincerà il prossimo 1 settembre. Da quel giorno gli animali selvatici sopravvissuti alle calamità naturali della siccità e criminali degli incendi, subiranno tutta la pressione venatoria dei cacciatori che si concentrerà nelle zone che possono garantire ancora il sostentamento necessario agli animali per sopravvivere.

INCOSTITUZIONALE LEGGE DEL VENETO SULLA CACCIA

Carlo Consiglio

INCOSTITUZIONALE LEGGE DEL VENETO SULLA CACCIA

Con sentenza n. 174, depositata il 13 luglio 2017, la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionali vari articoli della legge regionale del Veneto n. 18 del 27 giugno 2016. 

La Consulta si è pronunciata dopo una richiesta di impugnazione, formulata dal Consiglio dei Ministri, anche a seguito di un dettagliato esposto formulato la scorsa estate dalla Lega per l’Abolizione della Caccia e da altre associazioni per la tutela della fauna selvatica, ritenendo fondati tutti i punti su cui erano stati sollevati forti dubbi di legittimità e di palese contrasto con la normativa ittico-venatoria nazionale. 

Per effetto della sentenza 174/2017 della Corte Costituzionale cessano di avere efficacia quelle disposizioni regionali del Veneto che: 

- prevedevano abbattimenti in periodi di divieto venatorio e in zone protette di specie faunistiche da controllare, senza la presenza obbligatoria di agenti di polizia provinciale, ma ricorrendo direttamente ai cacciatori;

- attribuivano la possibilità di cacciare in forma vagante anche ai cacciatori titolari della sola opzione per cacciare da appostamento;

Carlo Consiglio: CAMERA ESAMINA PROPOSTE DI LEGGE SU TUTELA ANIMALI

Carlo Consiglio

Il 30 giugno 2017 la Commissione Giustizia della Camera dei deputati ha avviato in sede referente, con abbinamenti, l’esame di 7 proposte di legge sulla tutela penale e civile degli animali a prima firma della presidente del Movimento Animalista Michela Vittoria Brambilla. Si tratta delle proposte seguenti:

A.C. 308 BRAMBILLA: “Modifiche al codice penale e altre disposizioni in materia di delitti contro gli animali” e A.C. 3005 BRAMBILLA: “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni per l’integrazione e l’armonizzazione della disciplina in materia di reati contro gli animali”: si tratta di due testi che aumentano le pene per maltrattamento e uccisione di animali, perché siano effettivamente puniti almeno nei casi più gravi con la reclusione, ed elevano al rango di delitto l’abbandono e la detenzione di animali in condizioni incompatibili con le loro esigenze etologiche.

A.C. 795 BRAMBILLA e CASTIELLO: “Introduzione dell’articolo 155-septies del codice civile, concernente l’affido degli animali di affezione in caso di separazione dei coniugi” e  A.C. 796 BRAMBILLA e CASTIELLO: “Introduzione dell’articolo 586-bis del codice civile, concernente l’affido degli animali di affezione in caso di morte del proprietario o detentore”: questi due testi introducono semplici ma importanti riforme nell’interesse degli animali d’affezione.

A.C. 2966 BRAMBILLA: “Modifica all’articolo 30 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, in materia di sanzioni per l’abbattimento, la cattura o la detenzione illeciti di taluni animali selvatici”, che inasprisce le peno per chi abbatte orsi o lupi.

A.C. 3395 BRAMBILLA: “Modifica all’articolo 625 del codice penale, concernente l’introduzione di una circostanza aggravante nel caso di furto di animale di affezione”, che potrebbe costare a chi lo commette, in casi estremi, fino a 10 anni di carcere.

Carlo Consiglio: APPROVATA UNA PESSIMA LEGGE SUI PARCHI NATURALI

Carlo Consiglio

“La Camera dei Deputati, in accordo con il Governo e la maggioranza politica, ha licenziato una riforma che trasforma le aree protette in strumenti della politica locale, dimenticando a cosa serva la legge 394. Una brutta pagina, grigia e priva di coraggio, per la storia della legislazione ambientale italiana”.

Lo dichiara la LIPU dopo il voto della Camera dei Deputati che ha approvato il disegno di modifica della legge 394/91 sulle aree protette.

“La lista delle cose negative della riforma è molto lunga: dalla cancellazione delle competenze per i direttori dei parchi alla politicizzazione della governance, dallo sgretolamento dell’interesse nazionale al netto sbilanciamento a favore dei poteri locali, dalla possibilità di estrazioni petrolifere al meccanismo di controllo della fauna selvatica, che non risolverà alcun problema di sovrannumero e anzi aggraverà i casi, aprendo i parchi alla caccia e dando ai cinghialai il paradossale compito di far diminuire i cinghiali.

E che dire dell’umiliazione del Delta del Po, una delle aree più importanti d’Europa per gli uccelli migratori e la biodiversità, che Governo e Parlamento non hanno avuto il coraggio, una volta ancora, di trasformare in parco nazionale?

C’è tuttavia un tema, solo in apparenza secondario, che descrive il senso di questa riforma: è il mancato riconoscimento dei siti Natura 2000, cioè dei siti europei più importanti per la conservazione della natura, come aree protette ai sensi della legge italiana. Un fatto incredibile, inspiegabile, che dimostra la distanza dei legislatori e di tutti quelli che hanno sostenuto la riforma, dalla missione naturalistica della legge 394.

LA REGIONE LIGURIA FORAGGIA I CINGHIALI

Carlo Consiglio

LA REGIONE LIGURIA FORAGGIA I CINGHIALI

La LAC (Lega per l’abolizione della caccia) si schiera contro la Regione Liguria che, secondo l’associazione animalista, avrebbe aggirato il divieto statale di foraggiamento dei cinghiali.

“Foraggiare i cinghiali attualmente è un reato contravvenzionale, previsto dall’art. 7 della legge statale 221/2015, è punito con l’arresto da due a sei mesi oppure con un’ammenda alternativa (sempre irrogata dal tribunale) di importo da 516 a 2.065 euro. Ma la cosa non sembra interessare al ‘regno autonomo’ dell’assessorato agricoltura della Regione Liguria, che con un decreto dirigenziale (n. 302 del 27 gennaio 2017), ossia il Piano regionale di abbattimento del cinghiale per l’anno 2017, prevede la possibilità per i cacciatori di effettuare i cosiddetti ‘foraggiamenti dissuasivi’; si tratta del rilascio autorizzato di quantità di un chilogrammo al giorno di granella di mais per ogni sito (oramai ce ne sono parecchie decine in ogni provincia ligure), purché a 500 metri di distanza dalle case e coltivi, nel periodo intercorrente tra il 1 aprile e il 30 settembre 2017” spiegano dalla LAC.

Il pretesto, definito “farlocco” dalla LAC, sarebbe quello di tenere lontano i cinghiali dalle produzioni agricole: “In realtà il foraggiamento in boschi e campagne è gestito dai cacciatori ‘cinghialisti’, sotto l’egida degli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC), ed ha il vero scopo di ‘fidelizzare’ i cinghiali nelle aree dove ciascuna squadra di cacciatori esercita in forma esclusiva le battute al cinghiale in un determinato comune o area. Si sta infatti diffondendo l’impiego di foraggiatori appesi agli alberi che rilasciano automaticamente il mais nei boschi, grazie all’ausilio di di un timer”.

SALVI I PARCHI ABRUZZESI

Carlo Consiglio

Il 13 aprile 2016 la Regione Abruzzo emanava la legge n. 11 che all’articolo 4 consentiva l’allenamento dei cani su aree non inferiori al 50% delle zone B, C e D dei parchi naturali regionali e su aree non inferiori al 30% delle riserve regionali naturali guidate, controllate e speciali. Il Presidente del Consiglio dei ministri l’8-9 giugno 2016 impugnava tale legge alla Corte Costituzionale, osservando che tale disposizione viola la legge nazionale sulla caccia n. 157/1992 nonché le direttive comunitarie “habitat” (92/43/CEE) e “uccelli” (2009/147/CE) e la Convenzione internazionale di Berna sulla vita selvatica e l’ambiente naturale in Europa. Con sentenza n. 74 del 12 aprile 2017 la Corte Costituzionale accoglieva il ricorso e dichiarava pertanto l’illegittimità costituzionale della legge impugnata (LAC Liguria, 15 aprile).

CONSIGLIONEWS 45
18 aprile 2017

 

Carlo Consiglio: MOZIONE PARLAMENTARE SUL PIANO DEL LUPO

Carlo Consiglio

Una mozione parlamentare è stata presentata in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati il 22 marzo 2017 dall’on. Adriano Zaccagnini (Movimento Democratici e Progressisti) e da Fabrizio Cianci, segretario di Ecoradicali – Associazione radicale ecologista. La mozione parlamentare ha lo scopo primario di impegnare il Governo nello stralcio degli abbattimenti – sia dei lupi, che dei cani ibridati e vaganti – dal “Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia”. Essa promuove, inoltre, un piano triennale di interventi finalizzati a contenere il randagismo, attraverso una chiara programmazione di risorse e mezzi, conferendo finalmente operatività alla Legge 281/91 (Tutela animali e riduzione randagismo). Vengono, infine, promosse azioni di limitazione della caccia, attraverso una moratoria quinquennale nelle aree tutelate per legge e l’abolizione totale nei siti Natura 2000, ponendo in essere l’uscita dell’Italia dalla procedura d’infrazione per violazione della Direttiva Habitat, in un quadro di piena e reale conservazione degli habitat e della fauna. La Mozione punta quindi ad offrire soluzioni operative e di governo, rispetto a randagismo e danni all’agricoltura, alternative a quelle offerte dal Ministro Galletti, riconducendo le istituzioni, ad ogni livello, al pieno rispetto della legalità, anziché promuovere deroghe alla stessa.

CONSIGLIONEWS 43
22 marzo 2017

Carlo Consiglio: IMPUGNATA LEGGE VENETO SU DISTURBO DELLA CACCIA

Carlo Consiglio

Il Consiglio dei ministri nella riunione del 10 marzo 2017 ha deliberato d’impugnare la legge della Regione Veneto n. 1 del 17/01/2017, dal titolo: “Norme regionali in materia di disturbo all'esercizio dell'attività venatoria e piscatoria: modifiche alla legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50 “Norme regionali per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio” e alla legge regionale 28 aprile 1998, n.19 “Norme per la tutela delle risorse idrobiologiche e della fauna ittica e per la disciplina dell'esercizio della pesca nelle acque interne e marittime interne della Regione Veneto””, in quanto alcune norme, che individuano come illeciti amministrativi comportamenti di disturbo o di ostruzionismo delle attività venatorie e piscatorie, stabilendo al riguardo specifiche sanzioni mministrative, eccedono dalle competenze regionali. Esse invadono infatti la competenza legislativa riservata allo Stato dall’art. 117, secondo comma, lett. h) e l), della Costituzione, in materia di ordine pubblico e di sicurezza, nonché in materia di ordinamento civile e penale. Tali previsioni regionali risultano inoltre contrarie ai principi di legalità, razionalità e non discriminazione rinvenibili negli  articoli 25, 3 e 27 della Costituzione (vedi “consiglionews” n. 35 del 12 gennaio 2017; LAC, 11 marzo 2017).

CONSIGLIONEWS 42
12 marzo 2017

 

Carlo Consiglio sul cinghiale

Carlo Consiglio ha pubblicato il 7 gennaio 2014 un articolo sul giornale telematico "Fanpage", dal titolo: "Occorre abbattere i cinghiali per limitarne i danni?" [LINK]. Sulla base della letteratura scientifica mondiale sull'argomento, sembra che la caccia provochi un'anticipazione del raggiungimento della maturità sessuale e quindi un aumento della fertilità, della grandezza di popolazione e dei danni. Il meccanismo di ciò sarebbe l’interruzione del delicato meccanismo della sincronizzazione dell'estro, che regola la riproduzione dei cinghiali, ed inoltre la strategia riproduttiva poliandrica o promiscua causata dall’eliminazione dei grandi maschi dominanti. Lungi dall'essere un metodo efficace per limitare i danni arrecati dai cinghiali, quindi, la caccia aggraverebbe il problema. Metodi efficaci per limitare i danni dei cinghiali sembrano invece le recinzioni elettriche ed i metodi colturali. L'articolo si può consultare al sito www.fanpage.it/occorre-abbattere-i-cinghiali-per-limitarne-i-danni/; vi è inoltre un aggiornamento pubblicato il 28 febbraio 2017 dal titolo: “Ancora sui danni del cinghiale”, che si può consultare al sito: http://autori.fanpage.it/ancora-sui-danni-del-cinghiale/

Occorre abbattere i cinghiali per limitarne i danni?

Carlo Consiglio

Da oltre 30 anni il cinghiale arreca gravi danni all'agricoltura in tutta Europa; le autorità decretano abbattimenti, ma l'ammontare dei danni ciononostante continua a crescere. Evidentemente la caccia non è un metodo efficace per prevenire o ridurre i danni. La soluzione può venire solo dalle più recenti ricerche sull'etologia e l'organizzazione sociale dei cinghiali stessi, da cui sembra risultare che il disturbo arrecato dalla caccia causi un aumento della fertilità e quindi dei danni. Metodi efficaci sembrano essere invece le recinzioni elettriche e la pasturazione in foresta.

SALVI I LUPI FINO AL 23 FEBBRAIO

Carlo Consiglio

Il pressing degli animalisti salva i lupi. Almeno fino al 23 febbraio. La Conferenza Stato Regioni ha infatti deciso il rinvio del "Piano lupo". Da parte del Ministero dell'Ambiente - a quanto si è appreso - non ci sono state obiezioni. Il rinvio dell’abbattimento dei lupi era stato chiesto per "studiare possibili alternative" aveva annunciato in mattinata il presidente della Regione Calabria Mario Oliverioringraziando "il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini per aver proposto e ottenuto dalMinistro Galletti il rinvio del provvedimento". Oliverio, nei giorni scorsi era intervenuto con Bonaccini per esprimere la propria contrarietà al provvedimento che prevedeva l'abbattimento dei lupi. "Confermo - conclude Oliverio - la mia contrarietà a misure di abbattimento di questa specie protetta. Si tratta semmai di assumere iniziative diverse a tutela degli allevatori". Le Regioni, dunque, in sede di Conferenza chiederanno la sospensione dell'approvazione del Piano.

Da parte sua, il presidente Bonaccini, dopo aver incontrato questa mattina una delegazione di associazioni ambientaliste che chiedono il ritiro del Piano, aveva annunciato che avrebbe chiesto "a nome della Conferenza delle Regioni, di rinviare l'approvazione del Piano lupo e le misure che ne conseguono”. 

PROPOSTA DI LEGGE 4144 MINACCIA I PARCHI NATURALI

Carlo Consiglio

Nei prossimi giorni la Camera dei Deputati dovrà esaminare la proposta di legge n. 4144 (DOC. PDF), già approvata dal Senato il 10 novembre 2016, che distruggerebbe quanto ancora resta in Italia di parchi e riserve naturali. La nuova legge permetterebbe di svendere i beni naturali a scopi industriali e permetterebbe la caccia ed anche l’eradicazione di specie ritenute, a torto o a ragione, alloctoneinvasive. L’associazione “Radicali ecologisti” ha promosso in proposito il seguente manifesto-appello:

CONDANNATE LE VOLPI IN ABRUZZO

volpe

Carlo Consiglio

Con delibera n. 92 del 10 marzo 2016 la Provincia di Teramo approvava il piano di controllo delle volpi per il periodo 2016-2018. Le associazioni EARTH, LAC ed OIPA impugnavano avanti al TAR dell’Abruzzo la delibera stessa limitatamente all’impiego della tecnica della girata, chiedendone l’annullamento con domanda incidentale di sospensione. Con ordinanza n. 2 dell’11 gennaio 2017, pubblicata lo stesso giorno, il TAR purtroppo respingeva l’istanza cautelare di sospensione.

CONSIGLIONEWS 37
17 gennaio 2017

 

VENETO: VIETATO “DISTURBARE” LA CACCIA

Carlo Consiglio

Il Consiglio regionale del Veneto il 10 gennaio 2017 ha approvato una legge che commina una multa di 3.600 euro a chi disturba l’attività venatoria. La Legge è passata con 26 voti favorevoli (Lega Nord, Lista Zaia, Forza Italia, Fratelli d'Italia, Siamo Veneto). Sei gli astenuti: Tosiani, Veneto Civico e un consigliere di AMP. Contrari PD, M5S e un consigliere di AMP. L’ENPA l’11 gennaio ha chiesto al Governo d’impugnare la legge regionale, perché “la legge approvata ieri dal Veneto non tiene conto delle numerose pronunce dei Tar che hanno più volte ribadito come la libera e non violenta manifestazione del pensiero, anche contro l’attività venatoria, non sia in alcun modo sanzionabile poiché espressione di un diritto costituzionale”.

CONSIGLIONEWS 35
12 gennaio 2017

 

Carlo Consiglio: LA GIUSTIZIA PERDE UN FARO il giudice Maurizio Santoloci

Carlo Consiglio

È morto all'ospedale di Terni, dopo una grave malattia, il giudice Maurizio Santoloci. Magistrato di Cassazione, 60 anni, è stato consigliere di diversi ministeri per l'Ambiente per il contrasto dei crimini ambientali, settore nel quale si era molto impegnato, anche come membro della Commissione per la revisione del Testo unico e dell'Osservatorio sui crimini ambientale. Inoltre Santoloci era stato recentemente consulente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite connesse e, da circa 30 anni insegnava, come docente titolare, presso le Scuole nazionali del Corpo forestale. Direttore dell'Ufficio legale della Lav, il giudice è stato anche autore di più di 30 pubblicazioni sulle tematiche del diritto ambientale adottate da pubbliche amministrazioni e scuole di polizia. A Terni, dove era molto apprezzato anche per le sue doti umane, aveva seguito come gip alcune delle vicende giudiziarie più gravi degli ultimi anni, come l'omicidio di David Raggi (ANSA, 7 gennaio).

CONSIGLIONEWS 33
27 dicembre 2016

 

BOLZANO - AMMINISTRATORI CONDANNATI PER LA CACCIA

Carlo Consiglio

La Procura contabile di Bolzano aveva quantificato in circa un milione e mezzo di euro il danno ambientale cagionato dall’ex Presidente della Provincia Luis Durnwalder e dall’ex capo dell’ufficio caccia e pesca della Provincia Heinrich Erhard per aver firmato una serie di provvedimenti che autorizzavano l’abbattimento in deroga di animali cacciabili e anche di specie protette. Erano state ammesse al procedimento le associazioni LAC (Lega Abolizione Caccia) e LAV (Lega Antivivisezione), rappresentate rispettivamente dagli avvocati Monica Bonomini e Mauro De Pascalis.

Il 22 dicembre 2016 la Corte dei Conti di Bolzano ha stabilito che Durnwalder ed Erhard dovranno rimborsare alla Provincia di Bolzano 6.192 euro a testa. La Corte ha dunque respinto la richiesta risarcitoria avanzata dalla Procura per quanto riguarda il cosiddetto “danno diretto”, mentre ha condannato Durnwalder ed Erhard per quanto riguarda il “danno indiretto”, relativo alle pronunce del Tar regionale, con una cifra considerevolmente inferiore rispetto a quella ipotizzata in un primo momento. È stata respinta la relazione a difesa dell’ex sindaco di Bolzano e ora direttore dell’ufficio caccia e pesca Luigi Spagnolli.

L’azione legale ha avuto come esito una condanna anche se a pochi spiccioli, e non è stato riconosciuto l’enorme danno alla fauna selvatica procurato dalle scelte arbitrarie e discutibili di entrambi i soggetti indicati. Una piccola condanna e un piccolo rimborso sono certamente meglio di nessuna condanna e nessun rimborso e possono costituire un inizio, ma a nostro parere, con questa insignificante condanna, si è persa l’occasione per dare finalmente il segnale della legalità ripristinata (LAC, 27 dicembre).

CONSIGLIONEWS 32
27 dicembre 2016

USA: OBAMA BLOCCA LE TRIVELLAZIONI IN ARTICO ED ATLANTICO

Carlo Consiglio

Nonostante la sua eredità sia a forte rischio, nonostante Donald Trump abbia promesso di ridare spazio ai combustibili fossili, Barack Obama ha assestato l’ultimo colpo in tema di ambiente. Un colpo forte, destinato a restare, visto che sarà molto complesso per il suo successore ribaltare la decisione. Obama ha infatti vietato in modo permanente le trivellazioni di petrolio e di gas naturale offshore nell’Artico e nell’Atlantico.

In che modo? L’amministrazione Obama fa riferimento ad una misura contenuta in una legge del 1953 (Outer Continental Shelf Lands Act) che dà al presidente la possibilità di agire in modo unilaterale sulla questione. E se alcuni presidenti hanno deciso di applicare questo provvedimento solo su piccole aree, Obama ha deciso di estendere il divieto dalla Virginia al Maine e lungo la maggior parte della costa dell’Alaska. Per ora, scrive il New York Times, la certezza è che il provvedimento firmato dal presidente Usa possa, oltre che attirare l’ira di Trump, finire in un tribunale e aprire una battaglia legale. Ma soprattutto, per far saltare la decisione di Obama, la nuova amministrazione dovrà preparare un rapporto dettagliato per cui potrebbero servire almeno due anni. Poi bisognerebbe organizzare le concessioni con le multinazionali, operazione che potrebbe richiedere altro tempo. A questo punto, Trump dovrebbe presentarsi alle elezioni per cercare il suo secondo termine. Quindi il piano di Obama sarebbe un ultimo tentativo finale per cercare di tamponare l’azione di Trump nei prossimi quattro anni, sperando in un nuovo presidente ambientalista e democratico nelle elezioni del 2020.

PIEMONTE: DIVIETO DI CACCIA PER 13 SPECIE. CROLLO DEL NUMERO DEI CACCIATORI IN ITALIA

Carlo Consiglio

PIEMONTE: DIVIETO DI CACCIA PER 13 SPECIE

Il 21 dicembre 2016 il Consiglio Regionale del Piemonte ha approvato il disegno di legge n. 219 che prevede il regime di tutela per 13 specie di uccelli, quasi tutte cacciabili nella corrente stagione venatoria.

Le Associazioni Pro Natura Piemonte, LAC (Lega per l’abolizione della caccia) e LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) hanno espresso la loro soddisfazione per la decisione del Consiglio regionale. In dettaglio si tratta di fischione (Anas penelope), canapiglia (Anas strepera), mestolone (Anas clypeata), codone (Anas acuta), marzaiola (Anas querquedula), folaga (Fulica atra), porciglione (Rallus aquaticus), frullino (Lymnocryptes minimus),  pavoncella (Vanellus vanellus), moretta (Aythya fuligula), moriglione (Aythya ferina), combattente (Philomachus pugnax) e merlo (Turdus merula). Si tratta di specie generalmente poco diffuse nella Regione, di scarso interesse venatorio ed in alcuni casi a rischio di estinzione.

Il provvedimento della Regione ha ripristinato l’elenco delle specie cacciabili  preesistente prima dell’abrogazione della legge regionale n. 70/96, effettuata nel 2012 al solo scopo di impedire il referendum regionale contro la caccia.

REFERENDUM SU PESTICIDI IN SVIZZERA

Carlo Consiglio REFERENDUM SU PESTICIDI IN SVIZZERA

Il comitato “Per una Svizzera senza pesticidi sintetici” ha promosso la raccolta firme per la seguente modifica alla Costituzione federale svizzera, articolo 74, capoverso 2 bis:

«L’utilizzazione di pesticidi sintetici nella produzione agricola, nella trasformazione dei prodotti agricoli e nella cura del suolo e del paesaggio è vietata.

L’importazione a fini commerciali di derrate alimentari contenenti pesticidi sintetici o per la cui produzione sono stati utilizzati tali pesticidi è vietata». 

La Cancelleria federale svizzera l’ha accolta, quindi partirà la raccolta firme da completare entro il 29 maggio 2018 (ne servono 100 mila fra gli aventi diritto di voto) per la convocazione del referendum (www.ladige.it).

CONSIGLIONEWS 29
8 dicembre 2016

 

GLIFOSATE NEI VACCINI

Carlo Consiglio 

In questo periodo si parla molto di vaccini e obblighi di vaccinazioni.

La pervasività dei pesticidi di sintesi (ed il glifosate è un pesticida definito da IARC di classe 2°, cioè probabile cancerogeno per l’uomo e certamente cancerogeno per gli animali) è verificata anche nell’articolo allegato, purtroppo in inglese.

Nell’articolo prodotto da Zen Honeycutt (http://www.ecowatch.com/glyphosate-vaccines-1999343362.html), un’attiva mamma fondatrice e direttrice dell’Associazione MOMS ACROSS AMERICA, associazione che lotta per la salute dei bambini, si elencano una serie di vaccini che sono contaminati da glifosate. Pesticida che viene assorbito dai maiali alimentati a OGM dai quali si ricava la gelatina per la coltura dei vaccini stessi.

Un processo lungo, che però dimostra ancora una volta che il glifosate non degrada ma, oltre a trasformarsi anche nel suo metabolita AMPA, entra nel cibo e financo nei vaccini.

GRECIA CONDANNATA PER MANCATA TUTELA DELLE TARTARUGHE MARINE

Carlo Consiglio

La Corte di giustizia dell’Unione Europea, sezione IV, con sentenza n. C-504/14 del 10 novembre 2016 ha condannato la Grecia per inosservanza della direttiva 2006/105/CE del Consiglio del 20 novembre 2006 (direttiva habitat).

TORINO: RICORSO CONTRO L’APERTURA DI UN NUOVO ZOO

Carlo Consiglio

Con determina dirigenziale del 29 giugno 2016 il Comune di Torino ha disposto l’aggiudicamento definitivo della concessione dell’area dell’ex-zoo nel Parco Michelotti alla società Zoom S.p.A. Il 20 ottobre 2016 le associazioni LAC, LAV, Le Sfigatte, LIDA, LIDA sezione di Torino, Oltre la specie, Pro Natura Torino e SOS GAIA hanno presentato ricorso al TAR. Infatti il progetto di un grande parco di divertimenti arrecherebbe gravissimi danni al bellissimo parco che verrebbe in parte cementificato ed impermeabilizzato, ed inoltre la riproposizione di uno zoo simile a quello che fu chiuso nel 1987, basato sullo sfruttamento di animali non umani a scopo di divertimento, non è più compatibile con un moderno rapporto tra l’uomo e gli animali stessi basato sulla corretta conoscenza e sulla loro integrazione con l’ambiente (“Nel cuore”, 10 novembre).

CONSIGLIONEWS 25
10 novembre 2016

 

BASILICATA, ACCORCIATA STAGIONE VENATORIA

Carlo Consiglio

BASILICATA, ACCORCIATA STAGIONE VENATORIA

La sezione prima del TAR ha accolto in via cautelare il ricorso di ENPA, LAV, LIPU e WWF ed ha stabilito la sospensiva del calendario venatorio della Basilicata, in quelle parti in cui si discosta dal parere dell’ISPRA. Per conseguenza la stagione venatoria chiuderà il 10 gennaio per i tordi, il 20 gennaio per ben 14 specie di uccelli acquatici, il 31 dicembre per la beccaccia, il 1° dicembre per la lepre ed il 31 ottobre per tortora e quaglia. Non sarà inoltre possibile andare a caccia nei primi dieci giorni di febbraio, per superamento del limite massimo di giornate consentito. Infine, dovrà determinarsi una consistente riduzione dei carnieri annuali per tortora, codone e beccaccia.

CONSIGLIONEWS 24
6 novembre 2016

 

style="display:inline-block;width:728px;height:90px"
data-ad-client="ca-pub-1148397743853804"
data-ad-slot="6534948771">

Condividi contenuti