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La vita sta cambiando pelle

Carlo Vitali

Vitali Carlo: critico musicale - raccolta da parte della redazione del blog di articoli dell'autore sulla critica musicale e "gestione dei teatri".

GIÙ LE MANI DA MOZART!

Mozart

Carlo Vitali

Un evento squalificante a Mondomusica 2018

Abbiamo appreso della presentazione del secondo tomo del fantasioso pamphlet Mozart. La caduta degli dei, che si terrà il 29 settembre 2018 nel quadro di Mondomusica, presenti gli autori Luca Bianchini e Anna Trombetta.

Una manifestazione seria come quella che si tiene a Cremona – ne fa fede il patrocinio, tra gli altri, del MIUR-AFAM e del Ministero dei Beni culturali – non dovrebbe inserire tra i suoi eventi, al prezzo di perdere credibilità, la presentazione di un lavoro dilettantesco, mistificatorio e revisionista. In quelle pagine scolorite si contesta il genio di Mozart negando financo l’evidenza, come hanno fatto alcuni irresponsabili con l’Olocausto. Il libro in questione, inoltre, è retto da un meccanismo tipico di chi vuole a tutti i costi dimostrare l’impossibile, usando a piacere citazioni, spacciando per verità inconfutabili semplici ipotesi infondate, nascondendo fonti e documenti e traendone conclusioni false sin nelle premesse. In tal modo gli autori non gettano solo fango, pretestuosamente, sulla figura di Mozart, ma sull'intera comunità musicologica italiana, e in primo luogo su un’Istituzione prestigiosa che onora la città di Cremona, come il Dipartimento di Musicologia e beni musicali, che i due, dopo la laurea, contestano a più riprese con argomenti capziosi, mal posti e indegni di attenzione. 

La caduta di Luca Bianchini e Anna Trombetta

Ahinoi, ché cadiamo, n. 154
Diseredato? Supercazzole prematurate  nella spezieria di Sondrio
Lettera aperta di Carlo Vitali all’Accademico Feraspe

Caro Feraspe,

il tuo contributo multimediale sulle esternazioni televisive di Bianchini & Trombetta (LINK) suscita in me un divertito sgomento, e con esso un paio d’interrogativi. Primo: dove trovi il tempo e lo stomaco per trascrivere codeste ciance ventose? Secondo: ma ti pare caritatevole mostrare nella cruda evidenza del body language la miseria spirituale di personaggi che in fondo sono esseri umani? Come noi e come Mozart, verso cui nell’intervista all’emittente Telemonteneve Livigno, rubrica “Grandangolo”, i due Bufalari ostentano un’affettata pietas: “Poi Mozart di per sé è un uomo, è una persona umana che è stata sfruttata”. Certo, soprattutto da loro due per impiantare una manifattura casalinga di bufale scadute. La quale, tutto sommato, deve rendergli benino, poiché nelle immagini catturate dal video si rivela una sperticata dilatazione della sfera corporea che mi viene spontaneo mettere in relazione con la rossiniana Società dei Pappataci: “Le guance tumide, le pance piene/ fanno conoscere che vivon bene”. Per inquadrarli serviva appunto un grandangolo; mai nome di rubrica televisiva fu più azzeccato.

Giuseppe Sigismondo Apoteosi della musica del Regno di Napoli

Carlo Vitali

apoteosi della musica del Regno di Napoli

a cura di Claudio Bacciagaluppi, Giulia Giovani e Raffaele Mellace con un saggio introduttivo di Rosa Cafiero editore Sedm pagine 334 euro 40

A due dotti austriaci, Franz Sales Kandler (1792-1831) e Aloys Fuchs (1799-1853), nonché al tedesco Georg Poelchau (1773-1836), si devono il riordino e il salvataggio dei corposi zibaldoni manoscritti di Giuseppe Sigismondo (1739-1826), che ora si stampano in forma integrale dall’apografo berlinese dopo che Degrada e altri studiosi moderni ne avevano pubblicato stralci parziali. L’autografo era stato plagiato e poi disperso dal famigerato marchese di Villarosa (1762-1847), il che si rileva a scorno dei rozzi teoremi sciovinisti escogitati dai fantamusicologi Bianchini, Trombetta, Amato & Co.

Stradella, bolognese per caso. Nuovi documenti biografici scoperti da Davide Mingozzi

Falsi ritratti di Stradella

Carlo Vitali

Stradella, bolognese per caso. Nuovi documenti biografici scoperti da Davide Mingozzi

Il 25 febbraio 1682 Alessandro Stradella moriva a Genova pugnalato da un sicario rimasto ignoto. Il protocollo di seppellimento nella chiesa di Santa Maria delle Vigne lo definisce “musicus romanus” e non menziona la sua età. In alcuni documenti legali che lo riguardano, redatti fra il 1659 e il 1682, egli è variamente identificato come nativo di Nepi (cittadina nei pressi di Viterbo) oppure “de civitate Bononiae”. Nessuna di queste indicazioni è radicalmente erronea perché il grande musicista, romano di formazione, era figlio di un benestante cittadino di Nepi, dove la famiglia tornò stabilmente ad abitare nel 1644. Anche la sua “bolognesità” è ora testimoniata dall’atto di battesimo che il dottor Davide Mingozzi, dottorando di ricerca presso l’ateneo felsineo, ha scoperto nel locale Archivio arcivescovile. Come d’uso a quell’epoca, a Bologna vigeva lo jus soli, per cui Alessandro avrebbe potuto richiedere il riconoscimento della cittadinanza bolognese con tutti i diritti e i doveri ad essa connessi.ù

Come ti rieduco quel razzista di Mozart

Carlo Vitali

Dalla liberale Olanda ci giunge ai primi di giugno l’eco di una polemica. La regista Lotte de Beer, una bella signora di 36 anni che ha già allestito opere a Vienna e New York, si è accorta che il libretto del Flauto magicocontiene espressioni razziste e misogine. Ad esempio: «weil ein Schwarzer hässlich ist» (perché un Negro è brutto; Monostatos), oppure «ein Weib tut wenig, plaudert viel» (Una donna fa poco, ciarla molto; il Sacerdote), e tante altre.

Bufale pseudomassoniche dei dottori Bianchini e Trombetta

Antiporta

Ahimé che noi cadiamo 167
di Carlo Vitali e Mario Tedeschi Turco

Non ne sanno una beata:
bufale pseudomassoniche dei dottori Bianchini e Trombetta

“L'identificazione del Flauto magico con la massoneria non poteva apparire, tra estate e autunno del 1791, così evidente e sicura come la garantiscono oggi orde di sedicenti esperti, ermeneuti e chiromanti, nelle cui chiacchiere è divenuta uno stracco e assordante luogo comune".

Lo stile è l’uomo. La frase appartiene al compianto Piero Buscaroli, autore di cui sono ben noti il ragionevole argomentare e l’amabile capacità discorsiva. I due Sondrioti se ne sono innamorati al punto di clonarla paro paro in due riprese: nel Rotolone II (p. 347 e n. 1182) e nel Rotolone III (p. 79 e n. 156). Buscaroli scriveva nel 1996; supponiamo che fra i “chiromanti” vadano annoverati anche studiosi di varia caratura e tendenza come Alberto Basso, Lidia Bramani, Angelo Sebastiani, Francesco Attardi e – fuori d’Italia – Jacques Chailley, Peter Horvath o Peter Paul Fuchs. Lungi da noi la velleità di soppesarne i relativi meriti e il grado di conoscenza iniziatica; il fatto si è che Bianchini e Trombetta ne sono totalmente digiuni. In basic Sicilian: non ne sanno una beata. Al punto di affermare ogni due per tre con asfissiante sicumera che Mozart padre e figlio erano massoni deviati, Illuminati, Frankisti, Fratelli asiatici e via strologando.

COME TI RIEDUCO QUEL RAZZISTA DI MOZART

Flauto Magico Mozart

Carlo Vitali

COME TI RIEDUCO QUEL RAZZISTA DI MOZART
(materiali per un dibattito)

Dopo le regie attualizzate è il momento dei libretti riscritti per adeguarli al "politicamente corretto? Se lo domanda un articolo di Kees Vlaardingerbroek apparso il 5 giugno 2018 sul quotidiano olandese "Nieuwe Rotterdamsche Courant": https://www.nrc.nl/nieuws/2018/06/05/kunstenaar-moet-vrij-zijn-om-abjecte-anderen-te-tonen-a1605384#/handelsblad/2018/06/05/#118.

Segue traduzione italiana; un commento al dibattito apparirà sul mensile "Musica" nel numero di settembre, rubrica "La polemica"

BISOGNA PURIFICARE IL FLAUTO MAGICO DA TUTTE LE FRASI RAZZISTE, SESSISTE E ANTIFEMMINISTE? 
di Kees Vlaardingerbroek

Negli anni del nazismo era obbligatorio cancellare ogni traccia culturale e storica degli Ebrei. Il Concerto per violino, amato anche in Germania, del compositore ebreo Mendelssohn dovette far posto a quello – molto meno amato ma definito "assai più profondo" – del "razzialmente puro" Schumann. Anche i lavori dell'"ariano" Wolfgang Amadeus Mozart dovettero soffrirne. Così la storia ebraica scomparve dall'oratorio italiano La Betulia liberata (dal libro biblico di Giuditta), che fu corredato di un nuovo libretto tedesco nel quale prendevano vita Attila e Crimilde, eroi della saga germanica [nel Nibelungenlied, n.d.T.]. Lo stesso destino toccò ad innumerevoli altre opere e oratorii di soggetto ebraico.

Don Carlo al Teatro Comunale di Bologna

CARLO VITALI

BOLOGNA

VERDI

DON CARLO

INTERPRETI: D. Beloselskij, R. Aronica, L. Salsi, L.-O. Faria, M. J. Siri, V. Simeoni ed altri

DIRETTORE: Michele Mariotti

REGIA: Henning Brockhaus

TEATRO: Comunale

****

"La vera regia l'ha fatta Mariotti, dosando nell'arco lungo dei quattro atti della versione Milano 1884 le strategiche alternanze verdiane di pathos intimista e violenza, idillio e orrore metafisico". 

                Muraglioni in oro, argento e cobalto fra Babilonia, Menfi e Persepoli, obelischi marmorei, sacelli micenei, astratti sfondi materici scavati da glifi in bassorilievo. Scatola sontuosa benché generica, simile a quella già vista nell'Otello sancarlino a cura dallo stesso team registico. Potranno riciclarla in economia anche per Aida, Nabucco o Elektra; ma dal sublime al ridicolo, si sa, non v'è che un passo. Si prenda quel trono semovente coronato da triregno papale che scarrozza avant'-indrè il Grande Inquisitore, qui incarnato in un clone di Albus Silente, il preside di Harry Potter. Strafalcione canonico perché l'Inquisizione di Spagna rispondeva solo a Madrid, e non al Vaticano; e poi che ci fanno quei presunti frati in talare nera da gesuita? Nel Don Carlo l'anticlericalismo è ovvio, ma un po' di rigore tecnico non guasta; sennò si degrada dagli umori secolaristi di Schiller e Verdi allo stornello da osteria romagnola tipo "con le budella dell'ultimo prete".

Ope faecis: sul mistero buffo del ritratto di Neefe

Carlo Vitali

Ope faecis

Ancora sul mistero buffo del ritratto di Neefe

Rovistando a mani nude negli spurghi della Rete – è un vizio assurdo di cui mi vergogno pur se ogni tanto mi regala momenti d'ilarità – scopro come e qualmente la gentile signora e dottoressa Donn'Anna Trombetta pretenderebbe da un certo Giuliano Dottori la prova che il famoso ritratto di Bonn (Beethoven-Haus, inv. B 1934) non rappresenti Andrea Luchesi, bensì Christian Gottlob Neefe. "Mi indichi dove è scritto Neefe sul ritratto", intima la Gentile col burbanzoso tono di famiglia. Chiedo venia se, povero Cristo fra i Dottori, m'intrometto non invitato in questa bella guerra d'ingegni, però sul ritratto non c'è scritto un bel nulla; dunque, a parità di argomenti, potrebbe anche rappresentare il mio bis-quadrisavolo Aristarco Scannabufale, notorio Illuminato di Baviera.

Alle fantasmagorie iconografiche del premiato duo buffo B&T si era già risposto a bastoni con una noterella leggibile all'indirizzo:

https://laccademiadellabufalamozartlacadutadeglidei.wordpress.com/2017/11/08/appendice-a-laccademia-della-bufala-libro-delle-facce-di-bronzo-ovvero-il-finto-ritratto-di-andrea-luchesi-di-carlo-vitali/ 

Lettera aperta di Carlo Vitali all’Accademico Feraspe

Ahinoi, ché cadiamo, n. 154
Diseredato? Supercazzole prematurate  nella spezieria di Sondrio

Lettera aperta di Carlo Vitali all’Accademico Feraspe

Caro Feraspe,

il tuo contributo multimediale sulle esternazioni televisive di Bianchini & Trombetta (LINK) suscita in me un divertito sgomento, e con esso un paio d’interrogativi. Primo: dove trovi il tempo e lo stomaco per trascrivere codeste ciance ventose? Secondo: ma ti pare caritatevole mostrare nella cruda evidenza del body language la miseria spirituale di personaggi che in fondo sono esseri umani? Come noi e come Mozart, verso cui nell’intervista all’emittente Telemonteneve Livigno, rubrica “Grandangolo”, i due Bufalari ostentano un’affettata pietas: “Poi Mozart di per sé è un uomo, è una persona umana che è stata sfruttata”. Certo, soprattutto da loro due per impiantare una manifattura casalinga di bufale scadute. La quale, tutto sommato, deve rendergli benino, poiché nelle immagini catturate dal video si rivela una sperticata dilatazione della sfera corporea che mi viene spontaneo mettere in relazione con la rossiniana Società dei Pappataci: “Le guance tumide, le pance piene/ fanno conoscere che vivon bene”. Per inquadrarli serviva appunto un grandangolo; mai nome di rubrica televisiva fu più azzeccato.

Tosca di Puccini al Teatro Regio di Parma

Tosca al teatro Regio di Parma recensione di Carlo Vitali su Classic Voice

CARLO VITALI

PARMA TEATRO Regio: PUCCINI, TOSCA

INTERPRETI A. Pirozzi, L. Decaro, F. Landolfi, L. Leoni, A. Gabba, L. Casalin e altri

DIRETTORE Fabrizio Maria Carminati

REGIA Joseph Franconi Lee (da Alberto Fassini)

venerdì 27 aprile 2018, ore 20.00; sabato 28 aprile 2018, ore 17.00; domenica 29 aprile 2018, ore 15.30; venerdì 4 maggio 2018, ore 20.00; sabato 5 maggio 2018, ore 17.00; domenica 6 maggio 2018, ore 20.00.
Durata complessiva 2 ore e 35 minuti, compreso due intervalli

***/****           

"Archetipi da incubo espressionista, tali da ridurre a formichine gli umani che vi si aggirano nei loro costumi Impero mimando passioni, inganni e delitti di un cronòtopo aristotelico ben individuato, ma non solo di quello". 

Mozart di Nissen tradotto e curato da Marco Murara

Biografia di Mozart recensione Classic Voice

GEORG NIKOLAUS NISSEN
BIOGRAFIA DI WOLFGANG AMADEUS MOZART
PUBBLICATA DA CONSTANZE,
VEDOVA MOZART, LIPSIA 1828
A CURA di Marco Murara
EDITORE Zecchini
PAGINE 700
EURO 59

"Per stimare equamente questo libro e farne il giusto uso bisogna accertarne il metodo e l'origine, compito ben più difficile che non limitarsi a deriderlo". Parola di Otto Jahn, autore della prima biografia sistematica di Mozart (1856-59). A metà strada fra lo Handel di Mainwaring (primo "elogio" barocco dedicato a un compositore, 1760) e il Palestrina di Baini (1828, basato su accurate ricerche d'archivio), il volume di Nissen inaugurava – forse senza volerlo – un nuovo genere: la biografia documentaria, poi condotta a perfezione da Otto Erich Deutsch (1961). Ossia una raccolta non selettiva di fonti scritte e orali che senza il suo intervento sarebbero andate disperse senza rimedio. È quasi una fortuna per i posteri che la morte gli abbia impedito di compiere il volume inserendole in un'organica linea narrativa, sicché esso uscì postumo a cura di un medico sàssone e di Gaspare Spontini, Generalmusikdirektor della corte prussiana nonché fervido estimatore del genio salisburghese.

Sei ragli sul Flauto magico del duo Luca Bianchini e Anna Trombetta

Sei ragli sul Flauto magico

Anticipazioni su un libro inedito dei signori Bianchini e Trombetta 

di Carlo Vitali 

Prima puntata 

Il premiato duo di fantasisti Luca Bianchini-Anna Trombetta (d'ora in poi: B&T, oppure i Sondrioti) sta pubblicizzando da qualche settimana l'imminente sortita di un nuovo tomo autoprodotto dal titolo Il flauto magico. Nell'attesa tutt'altro che spasmodica di nuove rivelazioni sulle pretese frodi messe in atto dal Salisburghese onde assicurarsi una fasulla immortalità all'ombra della svastica, abbiamo pensato di enucleare e commentare alcune scempiaggini già contenute nello scarno capitolo 26, intitolato anch'esso "Il Flauto magico", del loro Mozart: La caduta degli dei, vol. II, YouCanPrint Self-Publishing, pp. 338-347 (d'ora in poi: Rotolone II).

Intervista a Carlo Vitali: "Cattivi maestri, pessimi allievi"

 Christian Gottlob Neefe, il vero maestro di Beethoven, non Andrea Luchesi

*“Musica”, n. 294, marzo 2018
Cattivi maestri, pessimi allievi
Intervista di Nicola Cattò a Carlo Vitali 

Da mesi Carlo Vitali porta avanti una battaglia, con altri illustri colleghi, volta solo alla difesa della verità storica, contro il pernicioso virus diffuso da due autoproclamatisi «musicologi» valtellinesi che, con due poderosi volumi dedicati a Mozart, hanno riesumato vecchie tesi legate ad Andrea Luchesi. Ecco dunque che lo stesso Vitali risponde con dovizia di dettagli ad alcune domande che fanno chiarezza sulla situazione, recensendo altresì una pubblicazione discografica del Requiem del Luchesi. 

Quando nasce il “caso Luchesi” nella musicologia italiana? Chi lo porta avanti? Di cosa si tratta, in breve?

Ancora nel 1978 una vasta compilazione enciclopedica come La musica italiana nel Settecento di Roberto Zanetti classificava Andrea Luchesi nella categoria dei “minimi”. Fino a quella data e oltre, la letteratura sul compositore veneto constava di contributi in lingua tedesca, per nulla riduttivi nei suoi confronti. L’anno della svolta è il 1994, quando Giorgio Taboga, professore di matematica ignaro di musica per sua stessa ammissione, pubblicava una monografia che, ricorrendo a catene di illazioni non supportate, citazioni travisate e stile tribunizio, disegnava una figura grottescamente ingigantita sul piano biografico e artistico: Andrea Luchesi. L'ora della verità, Ponzano Veneto, 1994.

Paolo Isotta prende posizione sul revisionismo antimozartiano di Bianchini, Trombetta e seguaci

Luca Bianchini e Anna Trombetta

Paolo Isotta, napoletano a 24 carati, musicologo, saggista e critico musicale di lungo corso (firma principale al "Corriere della Sera" dal 1980 al 2015), non avrebbe bisogno di presentazioni. Per chi lo desiderasse, una sua biografia è comunque consultabile all'indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Isotta.

La Nuova Accademia della Bufala è lieta di pubblicare una sua non equivoca presa di posizione sul revisionismo antimozartiano di Bianchini, Trombetta e seguaci. Tanto più preziosa perché proveniente da chi alla gloriosa scuola musicale partenopea ha dedicato gran parte della propria riflessione, ma non per questo vuol prestarsi a valorizzarla mediante il delirio xenofobico e dilettantesco ai danni di altri autori e scuole.


A Carlo Vitali

Caro dottore,

L’Associazione Nazionale dei Critici Musicali rinnova le cariche per il prossimo triennio

L’Associazione Nazionale dei Critici Musicali rinnova le cariche per il prossimo triennio.

Fra le proposte discusse, l’istituzione di un premio discografico e una maggiore presenza nella didattica e nei social media. 

Il 14 novembre 2017, presso la sede degli Amici del Loggione di Milano, si è svolta l’Assemblea annuale dell’Associazione Nazionale Critici Musicali, che conta un centinaio di specialisti, liberi professionisti e iscritti all’Ordine dei Giornalisti. Il presidente Angelo Foletto ha tenuto la relazione introduttiva sintetizzando le attività associative, indicando alcuni elementi di dialogo attuali come le possibilità d’intervento didattico; l’eventualità di istituire un premio discografico distinto dall’affermato Premio della critica musicale «Franco Abbiati»; e l’urgenza di operare per una rinnovata rilevanza della professione di critico in Italia. Sintetizzando le decisioni del direttivo, è stata confermata l’edizione dell’Annuario ANCM con una campionatura ampia e selezionata di recensioni dei soci.

A proposito del coinvolgimento dei soci incrementabile anche tramite l’accesso e l’uso dei social network, è stata annunciata l’apertura di un gruppo Facebook - aperto agli iscritti ma visibile da tutti - che faciliti la condivisione tempestiva di notizie mirate, cronache, recensioni e punti di vista critici.

DOLCETTO O SCHERZETTO? Dedicato a Bianchini e Trombetta

Dolcetto Scherzetto dedicato a Bianchini e Trometta

DOLCETTO O SCHERZETTO?
La defecanalisi armonica dei Signori B&T

Noterella capro-coprologica di CARLO VITALI (alias "il Gazzettante")

"[...] a battuta 4, fra le voci estreme, si produrrebbe un'ottava parallela proibita si-re. La musica è di un  altro autore." (Rotolone Primo, p. 358; si parla del Canone KV 228).

Eccoli di nuovo al pascolo brado, i nostri eroi della logica schizoide, a festeggiare Halloween ammonticchiando sterco caprino che il loro fan club si divora avidamente scambiandolo per Nutella. "Ciò che i maestri digeriscono, i discepoli mangiano" (Karl Kraus, notorio ebreo nazista). Ma spiegatici, o voi Illuminati di BaLera: se la musica è "di un altro autore", perché prendersela con WAM? E questo è ancora poco.

Bianchini e Trombetta due “musicologi” in mutande

Accademia della Bufala, nuova serie, n. 4

BUFALARI DI TERZA MANO

Come Bianchini e Trombetta rispondono alle critiche.

Ovvero: due “musicologi” in mutande.

di Carlo Vitali

Recensendo l’ormai famigerato libello antimozartiano dei signori Bianchini e Trombetta (d’ora in poi: B&T 2016), così afferma Giuseppina La Face, docente di ruolo all’Università di Bologna, Dipartimento delle Arti, settore Musicologia e Storia della Musica:

“Gli autori rasentano il metafisico quando accusano Mozart di mendacio. Un esempio. Da bambino, diceva di percepire sul violino i quarti di tono. B&T sostengono che a orecchio non li si distingue. Ma ogni violinista (salvo gli stonati) li sente […]” (La Face 2017).

Parma, Bilancio del Festival Verdi 2017

Foto Roberto Ricci/Teatro Regio: Falstaff, atto II, Giorgio Caoduro (Ford) Foto Roberto Ricci/Teatro Regio: Falstaff, atto II,

Carlo Vitali

Parma, Bilancio del Festival Verdi 2017

Il 28 settembre, un paio d’ore prima dell’inaugurazione ufficiale, la direzione del Festival Verdi annunciava che lo sbigliettamento in prevendita aveva superato un milione di euro. Risultato non da poco per un vascello operistico che verso la fine del 2015 correva il rischio di arenarsi nelle secche dell’irrilevanza, ossia nella degradazione a sagra di rilievo locale, più o meno come la Festa del culatello. Quest’anno, con quattro nuovi allestimenti – Jérusalem, Traviata, Stiffelio, Falstaff – più una ventina di eventi collaterali per un totale di circa cento appuntamenti, la verdimanìa ha dilagato per un mese intero fra Parma, Busseto e dintorni. Merito di un potenziato modello gestionale e di marketing cui hanno contribuito, oltre a Comune, Regione e Mibact, vari partner pubblici e privati come imprese, banche e perfino un importante media group a forma di Biscione. Tale sinergia pare capace di garantire un confortevole futuro anche alla prossima edizione, [...]

Mozart: La Caduta degli dei. Parte seconda

Mozart caduta degli dei parte seconda

Carlo Vitali

Mozart: La Caduta degli dei. Parte II è un libro stampato alla macchia.

Violate le disposizioni di legge sull'editoria 

Nota bibliografico-legale

di Carlo Vitali (*) 

Confrontando i due volumi in mio possesso rilevo quanto segue: 

a) Nel primo volume (codice ISBN 9788892602755) la terzultima pagina reca l'indicazione "Finito di stampare nel mese di Aprile 2016 per conto di Youcanprint self-publishing". "Per conto di", cioè Youcanprint non è lo stampatore, la cui ragione sociale compare nell'ultima pagina come: "Printed in Germany by Amazon Distribution GmbH, Leipzig". A quest'ultimo dato è premesso un ulteriore codice alfanumerico decodificato come 8817632R00271. 

b) Nel secondo volume (ISBN 9788892653399) la terzultima pagina è diventata l'ultima: "Finito di stampare nel mese di Aprile 2017 per conto di Youcanprint Self-publishing". Manca cioè del tutto l'indicazione dello stampatore

Trattando del prodotto editoriale non periodico, categoria in cui rientra il libro a stampa, la vigente legge italiana 62/2001 (articolo 1, terzo comma) rimanda alle disposizioni di cui all'articolo 2 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, le quali prescrivono: 

"Indicazioni obbligatorie sugli stampati. Ogni stampato deve indicare il luogo e l'anno della pubblicazione, nonché il nome e il domicilio dello stampatore e, se esiste, dell'editore".

 

Nuova Bufala dell'accademia by Bianchini e Trombetta: Chi ha veramente scritto il Messiah e i Gradus ad Parnassum?

Accademia della Bufala, nuova serie, n. 3 

Chi ha veramente scritto il Messiah e i Gradus ad Parnassum? Un genio austro-napoletano misconosciuto. 

di Carlo Vitali 

Umilmente ispirandosi alla rocciosa erudizione e alle brillanti tecniche espositive di cui ognora dà prova la Sondermusikschule di Sondrio, lo scrivente cerca qui di abbozzare una breve memoria nel loro (oh, rabbia!) inimitabile stile. Suppongo che i professori Bianchini e Trombetta non mancheranno di citarmi nell’imminente traduzione del loro magnum opus in molte e disparate lingue estere. Fin d’ora li ringrazio dell’onore, che mi sarà più caro delle mie precedenti pubblicazioni händeliane (tutte peer-reviewed) stampate in varie date a Venezia, Cremona, Cambridge e Göttingen. 

Nella loro meritoria opera di smascheramento della corrotta Musikwissenschaft protonazista, nazista e neonazista, i professori Bianchini e Trombetta hanno rivelato al mondo attonito che il celebre “Hallelujah” di Händel altro non è se non un vergognoso plagio da una certa Fuga inedita di Gallario Riccoleno, anagramma di Arcangelo Corelli: “Il Sassone [...] ha profittato lì a Londra della poca conoscenza dei suoi contemporanei della musica del continente, per far passare composizioni d’altri come fossero pezzi suoi. Pensiamo ad esempio [...] alla Fuga del Messia che non è del Messia, ma di Corelli” (1). 

Toscanini a Salisburgo: antifascisti immaginari e bufalari DOP

Arturo Toscanini francobollo

L’Accademia della Bufala, luca Bianchini e AnnaTrombetta, nuova serie, n. 2
Toscanini a Salisburgo: antifascisti immaginari e bufalari DOP
 

di Carlo Vitali

Menando abbondantemente il can per l’aia della loro cascina revisionista, i signori Bianchini e Trombetta dedicano paginate intere ai festival di Bayreuth e di Salisburgo (vol. II, cap. I e altrove passim). Qui si raggiunge una vetta nell’arte perversa dell’approssimazione e della distorsione dei fatti. I due professorini saltabeccano come capre in fregola dal Salzkammergut alla Franconia, dall’uno all’altro festival, ammucchiando uso discarica una congerie di date, aneddoti e citazioni allo scopo di stabilirne la fondamentale unità d’intenti dalle origini ai giorni nostri: esaltare il genio musicale germanico (secondo loro inesistente) a maggior gloria della politica di potenza austro-ungarico-prusso-nazi-merkeliana. Fallita la conquista del mondo mediante i Panzer e le V2, i perfidi Teutoni si sono vendicati bombardandolo di CD e Mozartkugeln. Hanno le idee confuse i signori B&T? Ci sembra possibile. Le vogliono confondere ai loro lettori a furia di ciance ventose? Non è improbabile.

Torna l'accademia della bufala Bianchini &Trombetta! questa volta su Handel

Carlo Vitali

Esempi Musicali

L’Accademia della Bufala, nuova serie, n. 1 

Chi ha scritto l’Hallelujah di Händel?

Amenità pseudomusicologiche di Luca Bianchini

di Carlo Vitali 
Dopo annose discussioni in programmi di concerto, blogs e voci wikipediane in varie lingue, ecco scendere in campo buon ultimo l’appuntato Bianchini Luca da Sondrio con la “scoperta” e la “denuncia” di un nuovo reato a carico degli odiati Tedeschi. E come prova del misfatto ammannisce ai plaudenti ammiratori un video pescato su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=VGIi7RmeBHA 

Luca Bianchini

7 aprile [2017]

Questa Fuga a quattro voci è di Gallario Riccoleno, anagramma di Arcangelo Corelli (1653-1713). La composizione di Corelli contiene il tema del celebre Allelujah [sic] del Messiah (1742) di Händel (1685-1759), che fu forse allievo di Arcangelo Corelli e che comunque l’ha copiata da lui (appropriazione indebita) limitandosi ad aggiungerci, trent’anni dopo la morte dell'Italiano, Allelujah!

fonte: https://www.facebook.com/luca.bianchini.961/posts/10210510029324770 

GRANDE CABALA, PICCOLE CABALE: MASCHERE DEL DRAMMA PER L'OPERA DI ANNA TROMBETTA E LUCA BIANCHINI

Secondo la narratologa slovena Nadežda Starikova: “Senza i fatti il romanzo storico cessa di essere storico, senza fiction cessa di essere romanzo”. Un possibile corollario è che anche la fiction può trovare posto fra i generi storici, purché i fatti narrati rispettino una base fattuale documentata. Come antidoto al noioso e prolisso romanzo dei signori B&T circa Mozart, Massoni e Illuminati di Baviera, ripubblichiamo un dialoghetto drammatico del loro affezionato critico Carlo Vitali, alias “Il Gazzettante”, dove gli stessi temi sono affrontati con maggior spirito critico ma non senza ironia. Fonte originale: “La Fenice prima dell’opera”, 2011, n.° 4, pp. 41-47, a cui si rimanda per i riferimenti documentari qui omessi. Morale della favola: non tutto ciò che si stampa è un fatto, non tutto ciò che ha note a piè di pagina è “scientifico”.

La Redazione 

 

Loggia Massonica di Vienna

Grande Cabala, piccole cabale 

di Carlo Vitali 

Dramatis personae 

Un informatore: basso funzionario della burocrazia asburgica, massone senza fanatismo; rispettoso delle gerarchie statali e preoccupato di mostrare la propria fedeltà ad entrambe le organizzazioni. 

Gemmingen: Otto barone von Gemmingen-Hornberg (1755-1836). Diplomatico e letterato, massone “deviato” in contatto con le sette esoteriche dei Fratelli Asiatici e degli Illuminati. S’interessa di Mozart fin dal 1778, quando lui e il compositore Cristian Cannabich (altro Illuminato) lo accompagnano da Mannheim a Parigi con lettere di raccomandazione dirette al barone Grimm e presumibilmente ai confratelli della Loge Olympique, che gestiva le stagioni del prestigioso Concert Spirituel. 

Marco Murara traduttore del carteggio di Mozart stronca definitivamente "Mozart. la caduta degli dei" di Luca Bianchini e Anna Trombetta

Carlo Vitali

 Luca Bianchini e Anna Trombetta autori di: "Mozart la caduta degli dei"

Marco Murara, traduttore del carteggio di Mozart, così commenta "La caduta degli dei" di Bianchini e Trombetta:

"non hanno alcun pudore"... "panzane"... "imbecillità"

 22/05/2017 

Caro Paolo,

grazie per l'anticipazione. Ho letto con molto interesse sia quest'articolo, sia quello che mi hai segnalato qualche giorno fa con l'erudita difesa delle mie scelte di traduzione. [Si riferisce ai due interventi di Carlo Vitali: “La farina del Diavolo” (http://www.rivistamusica.com/la-farina-del-diavolo/) e “Compagni di merende” (http://www.rivistamusica.com/compagni-di-merende/)]

Queste teorie strampalate girano ormai da alcuni anni (ricordo di aver letto la pseudoanalisi dell'aria della Contessa svolta dal duo B&T, con quegli svarioni circa l'interpretazione del testo, che dimostrano che questi non solo non sanno tradurre dal tedesco, ma non sanno neppure intendere un po' di italiano poetico!...). Probabilmente B&T hanno scoperto che la cosa rende e non hanno alcun pudore a sfruttare la notorietà e il lucro derivanti dall'enormità delle panzane che vanno diffondendo.

I miei ringraziamenti e complimenti a Carlo Vitali per tutto l'impegno che profonde per dimostrare l'imbecillità di certe pubblicazioni che di scientifico non hanno neppure la minima parvenza.

Cari saluti,

Marco


 

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