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La vita sta cambiando pelle

Carlo Vitali

Vitali Carlo: critico musicale - raccolta da parte della redazione del blog di articoli dell'autore sulla critica musicale e "gestione dei teatri".

Mozart, Mayr e gli Illuminati di Baviera secundum B&T alias Bianchini e Trombetta

Demone


Mozart, Mayr e gli Illuminati di Baviera secundum B&T 
nuova appendice al bufalajo

Carlo Vitali  

"Johann Simon Mayr un musicista bavarese, maestro di Gaetano Donizetti e anello di congiunzione tra il classicismo viennese [sic!] e la musica italiana della prima metà dell'Ottocento". 

Allora la Wiener Klassik esiste? Lo dicono i signori B&T in una memorabile conferenza del 2006 tenutasi (nomen omen) sul Monte Titano: 

http://www.andrealuchesi.it/andrealuchesi.it/bibliografia/San_Marino_Conferenza_Luchesi.htm 

Questa titanica pappolata è "l'anello di congiunzione" fra i teoremi di Taboga, il loro libello Goethe, Mozart e Mayr, fratelli illuminati, Milano, Arché, 2001, e quanto potrà leggere (se ne avesse ancora lo stomaco) l'incauto acquirente della Caduta parte seconda. 

Tralascio, come troppo off-topic, di esaminare il valore dell'esegesi BTrombiniana circa la persona, le idee e la carriera di Johann Simon Mayr, altra vittima della loro tecnica prediletta. Noto solo che dal loro Credo sammarinese emerge una malsana attrazione per il Lato Oscuro della Forza, a cui iscrivono d'ufficio tutti quanti, compreso Mozart e il vescovo-principe Hyeronimus von Colloredo. Il che, come abbiamo già dimostrato in altra sede, è una purissima bufala:(http://www.classicvoice.com/rivista/mondo-classico/mozart-non-e-una-bufala/). 

Carteggio tra Francesco Bellotto e Carlo Vitali

Dollaro Massonico

pubblicato il 12.5.2007 sul blog “Sondriaggio”

http://www.musica-classica.it/forum/index.php?/topic/23756-sondriaggio-le-opinioni-su-mozart-dei-sigg-bianchini-e-trombetta-musicologi-sondriesi/ 

Francesco Bellotto ha scritto:

Ricordo dunque due faccenduole, che circa 15 anni fa avevano rivelato la solidità del loro metodo.

1) B&T hanno scambiato il Verter di Pucitta per un Verter (mai composto) di Mayr. Dopo lo sfondone hanno costruito teorie fantastoriche per camuffare il banale errore.
2) a seguito della pubblicazione del loro libro su Mayr, volendo ristabilire un po' di verità storica, ho studiato le relazioni fra Mayr e massoneria. Allego il link al saggio, ormai vecchiotto, e al quale mi sembra che Carlo Vitali potrebbe aggiungere contributi bibliografici che allora non conoscevo.

http://www.francescobellotto.it/files/SAGGIO.pdf

Carlo Vitali risponde: 

Caro Bellotto, 

il Suo saggio, che già avevo consultato di sfuggita anni fa, fornisce indizi "gravi, precisi e concordanti" (cpp. art. 192 c. 2) in ordine al fatto che Mayr approfittò della nomina a maestro di cappella in Bergamo (1802) per pigliare le distanze dall'ingombrante tutela dell'Illuminato barone Thomas Franz de Bassus. Non già, come vaneggiano i Sondriesi, per attuare da "entrista" (vecchio  gergo del Komintern) il programma massimo degl’Illuminati: minare religione, famiglia e proprietà privata. In che modo poi? Scrivendo oratori e Messe... 

L’ACCADEMIA DELLA BUFALA BY BIANCHINI E TROMBETTA IN "MOZART - LA CADUTA DEGLI DEI", appendice minima: Il ruggito della Capra

L’Accademia della Bufala

di Carlo Vitali

Appendice minima: Il ruggito della Capra

Secondo B&T la musicologia austro-tedesca – dal 1830 a oggi sempre protonazista, filonazista, criptonazista e postnazista – avrebbe fatto carte false per negare il contributo italiano alla musica germanica di autore “ariano”. Nel 1867 così scrisse il prussiano Friedrich Chrysander, editore dell’opera omnia di Händel (e di Corelli !): 

“Für Händel wie für Mozart war es von unberechenbarem Werthe, daß sie so völlig in die italienische Tonkunst eingingen; Gluck selbst würde nie seinen gelehrteren französischen Vormann Rameau überholt haben, wenn er seinen Gang nicht durch Italien genommen hätte”.

            (F. Chrysander, G.F. Händel, Leipzig, Breitkopf & Härtel, 3.° vol., cap. 1) 

Si traduce a beneficio di coloro che, come B&T, non sanno il tedesco. Il che non è una vergogna, a meno che non si cerchi di negarlo contro l’evidenza: 

“Per Händel come per Mozart fu di valore incalcolabile l’essersi addentrati tanto completamente nella musica italiana; lo stesso Gluck non avrebbe mai superato il suo dotto predecessore francese Rameau se non avesse intrapreso il suo percorso attraverso l’Italia”. 

Invece i signori B&T, nel loro furore revisionista, ruggiscono ai confini del futuribile: “noi abbiamo citato la fonte delle informazioni che NON piace al Gazz. [Carlo Vitali, ndr] il quale propone un’altra fonte. Tedesca quindi migliore. E allora? Ce ne saranno altre che il Gazz. non conosce. Magari africane. E allora?” (http://www.mozartlacadutadeglidei.it/2017/03/19/il-gazzettante/). 

L’ACCADEMIA DELLA BUFALA BY BIANCHINI E TROMBETTA IN "MOZART - LA CADUTA DEGLI DEI" quarta e ultima puntata l’Ora della Capra o l’Illustre Idiota

Interviste della Capra postverità

L’Accademia della Bufala
di Carlo Vitali  
"MOZART - LA CADUTA DEGLI DEI"[LINK]

Quarta ed ultima puntata: l’Ora della Capra o l’Illustre Idiota
Hitsuji no koku: “l’ora della Capra” secondo il computo tradizionale giapponese;

dura dalle 13:00 alle 15:00 e precede quella del tramonto 

L’ACCADEMIA DELLA BUFALA BY BIANCHINI E TROMBETTA IN "MOZART - LA CADUTA DEGLI DEI" parte terza, un concerto di tromboni

 

di Carlo Vitali  
"MOZART - LA CADUTA DEGLI DEI"[LINK]

Terza puntata: Un concerto di tromboni 

Stia in guardia il paziente lettore: in questa terza (e per ora penultima) puntata si parlerà di cose serie tipo filosofia, epistemologia, geopolitica. Chi volesse eroicamente procedere oltre lo faccia a suo rischio e pericolo; a chi invece si accontenta di un’onesta ricreazione consigliamo di saltare alla successiva, che intitoleremo, a Dio piacendo, “L’ora della Capra”. 

Rullo di grancassa (B&T, p. 29): “I musicologi non devono basarsi su giudizi personali per definire un autore romantico preromantico o classico. Se un autore è vissuto in un periodo storico, il suo linguaggio va collocato in quel contesto”. 

Squillo di trombone con annessa tabellina crono-pitagorica (id&id, p. 34-35):  “La periodizzazione deve essere applicata, come alla letteratura, anche alla musica, senza però scomodare il ‘classicismo viennese’, etichetta di parte antistorica. Con tutti i limiti che può avere una schematizzazione, le espressioni letterarie, filosofiche, artistiche della cultura occidentale seguono una scansione temporale comune: 

Barocco: fine 1500-tutto 1600.

L’ACCADEMIA DELLA BUFALA BY BIANCHINI E TROMBETTA IN "MOZART - LA CADUTA DEGLI DEI" parte seconda

vera Bufala

di Carlo Vitali  
"MOZART - LA CADUTA DEGLI DEI"[LINK]

Seconda puntata: pulizia etnica 
 

Affermano B&T (pp. 20-21): “Da un punto di vista storico ci fu l’interesse primario degli imperatori, dopo la pace di Aquisgrana, a controllare la produzione musicale, cioè i ‘mass media’ dell’epoca. Non si trattò di scuola di stile, ma di semplice opportunismo politico […]. Oggi, se tornassero in vita, baderebbero a controllare il cinema e la televisione.” 

L’Accademia della Bufala by Bianchini e Trombetta in "Mozart - La Caduta degli dei"

Pianeta Bufala


di Carlo Vitali 
"MOZART - LA CADUTA DEGLI DEI"[LINK

Oggetto della presente discussione è il volume Mozart - La Caduta degli dei. Parte prima (d’ora in poi: “Il Libro”) [LINK], uscito nell’aprile 2016 sotto l’etichetta Youcanprint Self-Publishing di Tricase (Lecce) ma stampato in Germania a cura di Amazon Distribution GmbH, Amazonstrasse 1, 04347 Leipzig, ISBN 978-8892602755, 458 pagine, 28 euro. Autori: Luca Bianchini e Anna Trombetta (d’ora in poi “B&T”). 

Nota legale: a termini della normativa italiana sul diritto d’autore così come novellata dal D. Lgs. 9 aprile 2003 n. 68 e della Legge 9 gennaio 2008 n. 2 – con particolare riferimento all’art. 70, commi 1 e 1 bis – si precisa che la citazione e la riproduzione di passi del Libro in oggetto sono effettuati per uso di critica e discussione, senza scopo di lucro né tanto meno con l’intento di sostituire in tutto o in parte la pubblicazione originale. 

Prima puntata: reductio ad Hitlerum 

Mozart non è una bufala

 Mozart

Carlo Vitali

Sulla rete impazza un libro "contro" Mozart (Mozart. La Caduta degli dei). Lo abbiamo letto. Ed è pieno di errori e cantonate

“La Jupiter, la Haffner, la Posthorn, la Parigi, la Praga. Sono tra le sinfonie di maggior successo di Wolfgang Amadeus Mozart. Ma che potrebbero non essere di Mozart. Almeno secondo due ricercatori italiani e studiosi della Wiener Klassik, Luca Bianchini e Anna Trombetta […]”, scrive “Il Fatto quotidiano”.

ANNA BOLENA AL REGIO DI PARMA

Anna Bolena

Carlo Vitali

PARMA

Donizetti

Anna Bolena

interpreti: Y. Auyanet, R. Zanellato, S. Ganassi, P. Battaglia, G. Pelligra, M. Belli, A. Viola

direttore: Fabrizio Maria Carminati

regia: Alfonso Antoniozzi

teatro: Regio

***/**** 

L’Orso e la Cameriera: più che la “coppia iniqua” maledetta da Anna in agonia, quella degli adulteri trionfanti somiglia un duo di emarginati tipo La strada di Fellini: Enrico-Zampanò in un pelliccione talare recuperato da un deposito Caritas; Seymour-Giulietta con la sua parrucca giallo cane e la striminzita vestina nera che la fa parere non già la confidente della regina e la favorita del re, ma la serva di tutte le strafemmine in seriche toilettes da Grand Hotel anni 1930-40 folleggianti in fitta schiera alla corte più pazza del mondo. Così Alfonso Antoniozzi visualizza la sua Anna Bolena: con un occhio alla serie tivvù Downton Abbey e un altro a fondali atmosferici ispirati da Turner, vetrate di Lalique, finestroni modulari stile Tudor, cortigiani in black tie col perenne champagnino alla mano, uniformi Giorgio VI, gorgere elisabettiane, elmi, P38 e via eclettizzando. Un metodo ci sarà senz’altro, anche se lui (da uomo e cantante di spirito qual è) si rifiuta di esporlo nelle sue non-note di regia; se confidava nelle nostre capacità esegetiche, alziamo bandiera bianca e passiamo al reparto musicale.

Il pane o le rose?

Carlo Vitali

Lugo di Romagna, 32mila abitanti, posizione baricentrica fra città d'arte e di musica quali Bologna, Ferrara e Ravenna, ospita un gioiellino della civiltà teatrale italiana. Progettato da Antonio Galli Bibiena, aperto nel 1761, fra alterne vicende giunge fino a noi con una dotazione di 448 posti e un curriculum che registra, accanto alla presenza in buca di Rossini giovinetto e di Toscanini sul podio, una prima assoluta di Stockhausen (2006). Come ogni patrimonio avito, il Teatro Rossini è fonte d'orgoglio e di spese. Prima o poi qualche erede più pragmatico si chiede se non sia il caso di liquidarlo perché «le priorità sono altre»: contenere la tassazione locale, garantire infrastrutture, servizi al cittadino, e via elencando. 

Arena, a Tartarotti e Girondini compensi d’oro

Cesare Galla

Mentre la trattativa fra la fondazione veronese e i sindacati pare su una china positiva, colpiscono le retribuzioni dei manager. Il confronto con le altre realtà del settore

Ormai non passa giorno senza che emerga qualche prova del talento per la contrattazione diFrancesca Tartarotti, dall’inizio di febbraio direttore operativo e responsabile della trasparenza della Fondazione Arena. Il confronto con i sindacati, partito la settimana scorsa con tensione altissima, alla luce dei dati sui tagli e sugli esuberi scoppiati come una bomba (5 milioni sul personale, uscita con ammortizzatori sociali per 81 dipendenti), sembrava un percorso complicatissimo. Invece, le cronache segnalano ora un’improvvisa bonaccia. La trattativa vera e propria non è ancora cominciata, ma il calendario è già stilato, sono in corso “scambi di documenti”, si registrano segnali di “buona volontà” da entrambe le parti. Non sul merito, è chiaro. Sulla forma: la Fondazione tratta anche se c’è assemblea permanente (e prima sembrava che non potesse accettare questa situazione), i sindacati fanno sparire qualche striscione all’esterno della sede, e i resoconti non escludono che si vada verso una chiusura soft del presidio. Un minuetto, un giro di valzer.

Gli eroici timonieri che affondarono l'Arena di Verona

Gli eroici timonieri che affondarono l'Arena

Previsti in cartellone nel 2016: dieci concerti di Zucchero, i Black Sabbath nel loro tour di addio dopo 48 anni di luciferina attività, i Five Seconds of Summer, Adele, Marco Mengoni. Non in qualche Palasport della Brianza profonda, ma all'Arena di Verona, la Fondazione Lirico-sinfonica che, con i 15mila posti del suo teatrone romano e i 500 milioni d'indotto annuale sul territorio, passava per una corazzata inaffondabile. Ed oggi eccola trasformata in Titanic grazie a una coppia emulatrice del celebre capitan Schettino. I dati del naufragio si condensano in un buco di bilancio che per il solo 2014 supera i sei milioni, un'erosione patrimoniale di 9,2 milioni, un debito di oltre 30 milioni con fornitori e banche. Erano 17 nel 2008, quando -- dopo la defenestrazione del sovrintendente Claudio Orazi -- il timone fu impugnato dal perito agrario Francesco Girondini, a ciò designato dal sindaco Flavio Tosi.

Perla di una gestione all'insegna dell'aziendalismo duro e puro è stata nel 2009 la creazione di una «società strumentale» denominata Arena Extra, una s.r.l. con amministratore e socio unico lo stesso Girondini. Doveva canalizzare alla Fondazione le percentuali sui ricavi dei grandi eventi pop, ma all'atto pratico ha prodotto solo nuovi debiti. Però, trattandosi di azienda privata, i suoi bilanci sfuggono alla lente della Corte dei Conti. Altra pesca miracolosa l'ha fatta «Amo», leggiadro acrostico di Arena Museo Opera: costa un milione di euro l'anno e stacca biglietti per 100mila. Chi ne regge la canna? Indovinate.

IL CORSARO al Festival Verdi 2015

interpreti  D. Torre, J. Nuccio, I. Inverardi, S. Dalla Benetta, M. Mezzaro, L. Leoni, S.H. Paek
direttore  Francesco Ivan Ciampa
regia  Lamberto Puggelli, ripresa da Grazia Pulvirenti Puggelli
Teatro Regio di Parma 

Un  cast  a  porte  girevoli  dove  fra  gli  annunci  e la  generale  sono  cambiati quasi tutti i principali giocatori: Francesco Ivan Ciampa sul  podio  al  posto  di  Alain Guingal,  Ivan  Inverardi  a quello  di  Kiril  Manorov  nel ruolo  di  Seid,  e  Gulnara,  la fiera  odalisca  col  pugnale  e i non meno micidiali salti intervallari, ha eliminato prima Virginia  Tola  e  poi  Paoletta Marrocu per reincarnarsi alfine  in  Silvia  Dalla  Benetta. 

Per  quel  che  si  può  credere dai  precedenti  immediati, nessuna  di  tali  sostituzioni si  è  tradotta  in  una  perdita; si  deplora  anzi  che  altrettanto  non  sia  accaduto  con Diego Torre nel ruolo eponimo.  Buato  alla  prima  nonostante  il  tardivo  annuncio di un’indisposizione, ma poi rivelatosi  inadeguato  anche in corso di repliche, il corpulento tenore non possiede né lo smalto da lirico spinto né il carisma scenico necessari per  comparire  credibile  nei panni  dell’eroe  byroniano verseggiato  alla  buona  da Piave.  Una  prestazione  che, fra  muggiti  poco  verdiani  e vacillante  intonazione,  faceva  rimpiangere  l’elegante Bruno  Ribeiro,  titolare  del ruolo  nella  versione  2008 della produzione di Lamberto  Puggelli,  il  cui  essenziale simbolismo  marinaresco, allora  compresso  entro  la bomboniera del Verdi di Busseto, ripiglia  ampio  respiro sulla  scena  del  Regio.  

A Città di Castello al Festival delle Nazioni 2015 straordinario Jörg Demus in concerto

Joerg Demus (foto Monica Ramaccioni/ Festival delle Nazioni 2015)

A Città di Castello il Festival delle Nazioni rende omaggio a Vienna e dintorni

Straordinario Jörg Demus in concerto

di CARLO VITALI 

"Omaggio all'Austria": da Mozart a Mahler e dalla valzereggiante famiglia Strauss fino alla presunta entartete Musik di Korngold e Krenek sullo sfondo dei corrosivi paradossi di Karl Kraus recitati da un attore. Il fervore culturale che accompagnò la disgregazione politica dell'impero austro-ungarico accostato a un doppio centenario glocal: la Grande Guerra e la nascita, in questo angolo di Umbria ai confini con la Toscana, di un caposcuola dell'arte moderna come Alberto Burri, anche lui omaggiato dal concittadino adottivo Salvatore Sciarrino con la prima mondiale di un quintetto per flauto e archi. Senza scordare le tragedie recenti dei Balcani non più austroungarici: sfacciata allegria di massacri con le fanfare gitane e le voci bulgare di Goran Bregovic nel giardino barocco di Palazzo Vitelli a Sant'Egidio. Solo alcune delle molteplici prospettive che hanno animato la 48ma edizione del Festival delle Nazioni nei quindici eventi del cartellone in programma dal 25 agosto al 5 settembre a Città di Castello e in altri ameni luoghi dell'alta Valle Tiberina.

Gas di scarico alla Scala di Milano per l'opera CO2 in apertura di Expo 2015

Matshikiza e Lee

di Carlo Vitali

L'anidride carbonica o CO2 è un gas incolore e inodore; invece l'opera omonima, commissionata dalla Scala per l'apertura di Expo 2015 (parola d'ordine: "Nutrire il Pianeta"), pare piuttosto un colorato oratorio pop odoroso di ricreazione edificante nella miglior tradizione gesuitica. L'azione è infatti inquadrata fra le puntate di una predica tenuta dall'immaginario climatologo David Adamson, simile al Narratore del primo oratorio barocco. Le sue nove scene sono ambientate in un aeroporto internazionale, alla conferenza di Kyoto sull'ambiente (1997), in un supermercato, su una spiaggia thailandese dopo lo tsunami del 2001, nel giardino dell'Eden, nel Cielo della Creazione e in quello dell'Apocalisse. Oltre al professor Adamson, il cast allinea: il cantore di un tempio indù, Adamo, Eva, il Serpente tentatore, Gaia (la Terra divinizzata) quattro arcangeli e altrettanti scienziati, gente comune dei nostri giorni, un coro misto e uno di voci bianche, un corpo di ballo.

Sarà Riccardo Muti il prossimo presidente della Repubblica italiana?

Carlo Vitali

Nella storia della Repubblica italiana Giorgio Napolitano, oggi ottantanovenne, è stato il presidente politicamente più longevo.
In carica dal 2006, ha finora adempiuto il suo compito costituzionale di "rappresenta[re] l'unità nazionale".[*] Nell'aprile del 2013 ha acconsentito con riluttanza a candidarsi per un secondo mandato, ed è stato rieletto a larga maggioranza dalle due Camere del Parlamento integrate da una rappresentanza delle Regioni. Benché il suo nuovo mandato settennale sia destinato a scadere nel 2020, notizie ufficiose lo danno per dimissionario entro il gennaio 2015, con la prospettiva di godersi finalmente la pensione.

Già è in corso la campagna per trovargli un successore al Palazzo del Quirinale: la "Casa Bianca" di Roma, residenza dei Papi fino al 1870. Fra i nomi dei candidati che circolano negli ambienti politici, mediatici e mondani c'è quello di Riccardo Muti. Gli osservatori ritengono che la sua candidatura sarebbe bene accetta al primo ministro Matteo Renzi e perfino al suo potenziale concorrente: quel Silvio Berlusconi che, dopo la condanna per frode fiscale e la perdita del suo seggio senatoriale, potrebbe ricandidarsi alle cariche pubbliche dopo aver scontato sei mesi di pena alternativa al carcere.

In un primo momento Muti si è rifiutato di commentare l'ipotesi; ma all'inizio della settimana [lunedì primo dicembre, ndr], a Firenze, ha dichiarato sorridendo a una muta di giornalisti scatenati: "Ma perché non mi volete far continuare a dirigere? A me piace tanto… ognuno deve fare il suo mestiere". 

Il grande tenore americano Rockwell Blake sarà a Rovereto (TN) dal 21 al 25 ottobre 2014 per presiedere la giuria di un nuovo concorso internazionale di canto

Il grande tenore americano Rockwell Blake, pioniere della "Rossini Renaissance", sarà a Rovereto (TN) dal 21 al 25 ottobre 2014 per presiedere la giuria di un nuovo concorso internazionale di canto intitolato al compositore Giacomo Gottifredo Ferrari (Rovereto 1763-Londra 1842). Nello stesso periodo il maestro Blake terrà inoltre una masterclass per i concorrenti, aperta anche ad esterni e auditori. 

Per informazioni ed iscrizioni (fino al 15 ottobre):
www.premioferrari.eu
Facebook: https://www.facebook.com/PremioFerrari2014?fref=ts
Tweeter: @PremioFerrari
e-mail: <vettori@accademiadimusicantica.it>, <info@premioferrari.eu>

L'Opera di Roma è in salvo... almeno per ora

Carlo Vitali

31 luglio 2014 - Per il momento l'Opera di Roma è salva dall'estinzione, ma solo ad alcune  condizioni. Dopo l'approvazione alla Camera il 28 luglio scorso, la proposta di legge chiamata "Decreto cultura," sostenuta dal ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, è divenuta legge dello Stato. Fra le altre cose, vi si prevede un aumento del cosiddetto "fondo di rotazione", inteso ad aiutare quei teatri che consentono ad attuare misure di risparmio onde pareggiare i debiti. Tale fondo ammonta ora a 125 milioni di euro.

         La legge accorda altresì uno statuto speciale all'Opera di Roma, ribattezzata "Opera di Roma Capitale", il che le consentirà di ricevere maggiori aiuti dal governo centrale. L'altra faccia della medaglia sta nella richiesta di drastici tagli al personale mediante prepensionamenti volontari o trasferimenti ad altre entità pubbliche [come la società Arcus, privata solo di nome, ndR]. Secondo la nuova pianta organica abbozzata dal Consiglio d'amministrazione, i posti di lavoro in pericolo sarebbero circa 230 su 630. Gli osservatori prevedono che il sindacato autonomo FIALS -- rappresentato soprattutto fra gli orchestrali -- non accetterà il ridimensionamento e che quindi possa indire nuovi scioperi a partire da ottobre.

Italia: negati i finanziamenti al Festival Verdi di Parma

Carlo Vitali

1. luglio 2014 - Il governo italiano ha respinto una proposta per l'assegnazione di regolari finanziamenti statali al Festival Verdi di Parma. A causa di drastici tagli ai contributi pubblici e privati, durante il biennio trascorso il Festival ha sofferto un calo quantitativo, se non qualitativo, degli spettacoli.

Patrizia Maestri, esponente del Partito Democratico al potere e deputata eletta nel collegio di Parma, aveva presentato un emendamento al disegno di legge -- soprannominato "Decreto Cultura" e attualmente in discussione alla Camera bassa di Roma -- per chiedere una sovvenzione di un milione di euro l'anno.

La proposta è stata respinta con la motivazione che il Festival (attivo dalla metà degli anni Ottanta per celebrare Giuseppe Verdi nella sua cittadina natale di Busseto, come pure a Parma città e in altre località circostanti) sarebbe un "evento localistico", che non attrae flussi turistici sufficienti a giustificare un sostegno statale.

Il blogger Luigi Boschi, da tempo sostiene l'inadeguatezza della proposta culturale e la mancanza di un vero progetto artistico musicale degno di Giuseppe Verdi. Quello del 2014 non può chiamarsi certo un Festival: due allestimenti operistici uno a Parma (La forza del destino), l'altro a Busseto (La Traviata); un importante concerto con Gianandrea Noseda che dirigerà l’orchestra e il coro del Regio di Torino più una manciata di concerti collaterali, conferenze e altri spettacoli minori. E' evidente che non bastano per qualificare un Festival internazionale dedicato al più importante compositore italiano, conosciuto e celebrato in tutto il mondo.

Il sistema Pereira, senza moralismi

Carlo Vitali 

         "Ama il glamour e il denaro, i divi, i cavalli da corsa e l'alta società dalla quale risucchia sponsorizzazioni, trattenendo a norma di contratto una discreta percentuale nelle sue tasche". Così, su 'Die Welt' del 22 aprile 2009, il notista Manuel Brug anticipava l'arrivo al Festival di Salisburgo del neo-nominato direttore artistico Alexander Pereira. Ogni Paese ha le sue regole del gioco. A Zurigo era ufficiale: Pereira incassava il 5% su tutti gl'introiti da privati che affluivano al teatro grazie alla sua abilità nel fund-raising. Se sulle sponde della Limmat "il sistema Pereira" ha funzionato per quasi vent'anni esaltando il prestigio artistico del locale Opernhaus, su quelle della Salzach non ha retto neppure per tutta la durata del contratto, previsto in scadenza nel 2016 ma già dichiarato insostenibile nel marzo 2013. Bando ai moralismi e badiamo ai conti. Sostiene Pereira di aver portato a Salisburgo 8 milioni di euro in sponsorizzazioni private. Di contro stanno i 60 milioni di budget annuale del festival austriaco, che a fine 2012 il Nostro aveva chiesto di portare a 64. Vistasi negare la domanda, cominciò a prendersela con un Kuratorium "politicamente presidiato" e sempre pronto a "mettersi di traverso" ai suoi grandi disegni, diagnosticò alla presidentessa Helga Rabl-Stadler un'"angoscia da deficit", entrò in urto col borgomastro socialdemocratico Heinz Schaden, anch'egli membro del comitato di gestione.

Il Cda della Scala si spacca sul licenziamento di Pereira

Carlo Vitali 

BOLOGNA -- La settimana scorsa [il 7 maggio, ndR], il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini si era incontrato a Roma col sindaco Pisapia per affrontare quello che ormai è chiamato "l'affare Pereira". Il ministro aveva riconosciuto al sindaco e al Cda della Scala la facoltà di decidere in modo autonomo se licenziare o meno Pereira per il suo arbitrario acquisto di sei allestimenti dal Festival di Salisburgo, agendo per conto della Scala prima ancora di averne i poteri. La sua entrata in carica come sovrintendente è infatti prevista solo per il prossimo autunno. 

Il voto finale era previsto per la seduta di questa mattina a Milano; si ipotizzava una conferma provvisoria con la raccomandazione di un taglio sulle spettanze annuali di Pereira (stimate a complessivi 450mila euro), oppure ad un accorciamento del suo contratto quinquennale.

Nel frattempo, dopo una lunga videoconferenza con Helga Rabl-Stadler, la presidente del Festival di Salisburgo, Pisapia aveva affermato di essersi fatto un'idea più chiara della situazione, annunciandole che la questione sarebbe stata risolta oggi. 

Così non è stato. In conclusione, il voto del Cda è stato rinviato alla fine della settimana. Il Cda sarebbe profondamente spaccato, coi rappresentanti dei fondatori pubblici più inclini al licenziamento, mentre i privati (settori banca e finanza) sarebbero più favorevoli alla conferma dell'incarico.

Prima del dibattito su Pereira si era esaminata la situazione finanziaria della Scala: nel 2013 la somma dei contributi pubblici e privati è diminuita di 8 milioni di euro. Ciononostante, per il nono esercizio di seguito il saldo di bilancio si è mantenuto in attivo, sia pure di solo 65mila euro.

Fonte: musicalamerica.com 

Pereira sarà il futuro Sovrintendente della Scala? Si decide il 12 maggio

La Scala autorizzata ad assumere Pereira o a licenziarlo

Carlo Vitali

Oggi, nel corso di un incontro a Roma fra il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, e il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, il primo è stato autorizzato a decidere l'assunzione definitiva o il licenziamento di Alexander Pereira sulla base dei risultati che usciranno dal nuovo Cda della Scala, calendarizzato al 12 maggio. 

La riunione prevista in origine per il 5 maggio, nella quale Pereira avrebbe dovuto spiegare il suo acquisto non autorizzato di sei produzioni salisburghesi per conto della Scala, si è dovuta aggiornare a causa di un problema linguistico. La relazione di Pereira era scritta nella sua lingua madre, il tedesco, cosicché se ne è resa necessaria la traduzione. Circostanza alquanto sorprendente, visto che nel curriculum allegato alla sua candidatura oltre un anno fa Pereira affermava di conoscere correntemente l'italiano, avendo lavorato 12 anni come funzionario vendite per la Olivetti Computers

Il retroscena: il 23 settembre 2013 Pereira aveva firmato cinque lettere su carta intestata della Scala, intitolandosi "Il Sovrintendente da settembre 2014". Ciascuna di esse, interamente scritta in italiano, citava "accordi intercorsi" e affermava come dato di fatto: "confermo che La Scala acquisterà...", facendo seguire il nome dell'allestimento, il prezzo pattuito, e la stagione della sua futura esecuzione a Milano

A Milano per il caso Pereira si avvicina il momento della verità

La trattativa non è mai stata approvata né dal Sindaco né dal Consiglio di Amministrazione della Scala

Come richiesto dal sindaco Giuliano Pisapia, poco prima di Pasqua Alexander Pereira ha consegnato in Comune le sue spiegazioni circa la vendita alla Scala di sei produzioni operistiche provenienti da Salisburgo. 

A quanto si è appreso, Pereira avrebbe inteso acquistrare tre allestimenti ed opzionarne altrettanti, come conferma una "lettera d'intenti" scritta su carta intestata della Scala e controfirmata dalla presidente del Festival di Salisburgo, Helga Rabl-Stadler. Secondo il diritto civile austriaco, a differenza di quello italiano, tale documento avrebbe valore di contratto. Quanto ai prezzi effettivamente concordati (e all'impegno finanziario del teatro milanese nelle coproduzioni con l'Opéra di Parigi, il Metropolitan di New York e il Festival di Salisburgo) Pereira sostiene che il costo complessivo per La Scala, da lui stimato in 690mila euro, sarebbe una vera piccolezza. 

Tanto il sovrintendente uscente Stéphane Lissner quanto il sindaco Pisapia negano di essere stati a conoscenza della transazione. 

La memoria difensiva di Pereira servirà come base di discussione in seno al Consiglio d'amministrazione della Scala, al quale il Ministero italiano dei Beni culturali ha chiesto una relazione ufficiale. Nel frattempo, lo stesso Ministero ha inviato a Salisburgo proprii ispettori per indagare sul versante austriaco dell'accordo. 

Pereira difende il suo operato di fronte al CDA della Scala

Carlo Vitali

Pereira difende la sua condotta davanti al CDA della Scala

14 aprile 2014 - Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia e il Cda della Scala si sono incontrati questa mattina col sovrintendente designato Alexander Pereira per ascoltare le sue giustificazioni circa la vendita di sei allestimenti dal suo vecchio datore di lavoro, il Festival di Salisburgo, al nuovo. Oltre all'evidente conflitto d'interessi sul quale abbiamo riferito la settimana scorsa, c'era anche il problema se Pereira fosse autorizzato a compiere una simile mossa, visto che non è ancora entrato in carica. 
Gli osservatori mettono in dubbio che un qualsivoglia dirigente apicale della Scala, si tratti dell'uscente Stéphane Lissner oppure di Pereira, disponga dei poteri necessari ad impegnare il teatro in un contratto di tali dimensioni senza l'approvazione del Cda. 
L'opposizione di destra in seno al consiglio comunale richiede con forza l'immediato (sebbene altamente improbabile) licenziamento di Pereira. 
La seduta si è chiusa con un nulla di fatto. Verso le 13.00 ora italiana il sindaco ha annunciato alla stampa che il ministro dei beni culturali Dario Franceschini ha chiesto una relazione dettagliata sul presunto conflitto d'interessi a carico di Pereira. 
Il sindaco Pisapia, che in precedenza aveva affermato di aver appreso il caso dai giornali, dichiara adesso: "Non sappiamo con esattezza quanto è avvenuto" e "non possiamo dare giudizi". Il Cda ha chiesto a Pereira di fornire una documentazione completa sulla vicenda al fine di poterne riferire correttamente al ministero romano.
"Siamo molto attenti alla delicatezza della situazione’", ha aggiunto Pisapia.

Fonte: MusicalAmerica.com

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