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La vita sta cambiando pelle

Carlo Vitali

Vitali Carlo: critico musicale - raccolta da parte della redazione del blog di articoli dell'autore sulla critica musicale e "gestione dei teatri".

Mozart: La Caduta degli dei. Parte seconda

Mozart caduta degli dei parte seconda

Carlo Vitali

Mozart: La Caduta degli dei. Parte II è un libro stampato alla macchia.

Violate le disposizioni di legge sull'editoria 

Nota bibliografico-legale

di Carlo Vitali (*) 

Confrontando i due volumi in mio possesso rilevo quanto segue: 

a) Nel primo volume (codice ISBN 9788892602755) la terzultima pagina reca l'indicazione "Finito di stampare nel mese di Aprile 2016 per conto di Youcanprint self-publishing". "Per conto di", cioè Youcanprint non è lo stampatore, la cui ragione sociale compare nell'ultima pagina come: "Printed in Germany by Amazon Distribution GmbH, Leipzig". A quest'ultimo dato è premesso un ulteriore codice alfanumerico decodificato come 8817632R00271. 

b) Nel secondo volume (ISBN 9788892653399) la terzultima pagina è diventata l'ultima: "Finito di stampare nel mese di Aprile 2017 per conto di Youcanprint Self-publishing". Manca cioè del tutto l'indicazione dello stampatore

Trattando del prodotto editoriale non periodico, categoria in cui rientra il libro a stampa, la vigente legge italiana 62/2001 (articolo 1, terzo comma) rimanda alle disposizioni di cui all'articolo 2 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, le quali prescrivono: 

"Indicazioni obbligatorie sugli stampati. Ogni stampato deve indicare il luogo e l'anno della pubblicazione, nonché il nome e il domicilio dello stampatore e, se esiste, dell'editore".

 

Nuova Bufala dell'accademia by Bianchini e Trombetta: Chi ha veramente scritto il Messiah e i Gradus ad Parnassum?

Accademia della Bufala, nuova serie, n. 3 

Chi ha veramente scritto il Messiah e i Gradus ad Parnassum? Un genio austro-napoletano misconosciuto. 

di Carlo Vitali 

Umilmente ispirandosi alla rocciosa erudizione e alle brillanti tecniche espositive di cui ognora dà prova la Sondermusikschule di Sondrio, lo scrivente cerca qui di abbozzare una breve memoria nel loro (oh, rabbia!) inimitabile stile. Suppongo che i professori Bianchini e Trombetta non mancheranno di citarmi nell’imminente traduzione del loro magnum opus in molte e disparate lingue estere. Fin d’ora li ringrazio dell’onore, che mi sarà più caro delle mie precedenti pubblicazioni händeliane (tutte peer-reviewed) stampate in varie date a Venezia, Cremona, Cambridge e Göttingen. 

Nella loro meritoria opera di smascheramento della corrotta Musikwissenschaft protonazista, nazista e neonazista, i professori Bianchini e Trombetta hanno rivelato al mondo attonito che il celebre “Hallelujah” di Händel altro non è se non un vergognoso plagio da una certa Fuga inedita di Gallario Riccoleno, anagramma di Arcangelo Corelli: “Il Sassone [...] ha profittato lì a Londra della poca conoscenza dei suoi contemporanei della musica del continente, per far passare composizioni d’altri come fossero pezzi suoi. Pensiamo ad esempio [...] alla Fuga del Messia che non è del Messia, ma di Corelli” (1). 

Toscanini a Salisburgo: antifascisti immaginari e bufalari DOP

Arturo Toscanini francobollo

L’Accademia della Bufala, luca Bianchini e AnnaTrombetta, nuova serie, n. 2
Toscanini a Salisburgo: antifascisti immaginari e bufalari DOP
 

di Carlo Vitali

Menando abbondantemente il can per l’aia della loro cascina revisionista, i signori Bianchini e Trombetta dedicano paginate intere ai festival di Bayreuth e di Salisburgo (vol. II, cap. I e altrove passim). Qui si raggiunge una vetta nell’arte perversa dell’approssimazione e della distorsione dei fatti. I due professorini saltabeccano come capre in fregola dal Salzkammergut alla Franconia, dall’uno all’altro festival, ammucchiando uso discarica una congerie di date, aneddoti e citazioni allo scopo di stabilirne la fondamentale unità d’intenti dalle origini ai giorni nostri: esaltare il genio musicale germanico (secondo loro inesistente) a maggior gloria della politica di potenza austro-ungarico-prusso-nazi-merkeliana. Fallita la conquista del mondo mediante i Panzer e le V2, i perfidi Teutoni si sono vendicati bombardandolo di CD e Mozartkugeln. Hanno le idee confuse i signori B&T? Ci sembra possibile. Le vogliono confondere ai loro lettori a furia di ciance ventose? Non è improbabile.

Torna l'accademia della bufala Bianchini &Trombetta! questa volta su Handel

Carlo Vitali

Esempi Musicali

L’Accademia della Bufala, nuova serie, n. 1 

Chi ha scritto l’Hallelujah di Händel?

Amenità pseudomusicologiche di Luca Bianchini

di Carlo Vitali 
Dopo annose discussioni in programmi di concerto, blogs e voci wikipediane in varie lingue, ecco scendere in campo buon ultimo l’appuntato Bianchini Luca da Sondrio con la “scoperta” e la “denuncia” di un nuovo reato a carico degli odiati Tedeschi. E come prova del misfatto ammannisce ai plaudenti ammiratori un video pescato su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=VGIi7RmeBHA 

Luca Bianchini

7 aprile [2017]

Questa Fuga a quattro voci è di Gallario Riccoleno, anagramma di Arcangelo Corelli (1653-1713). La composizione di Corelli contiene il tema del celebre Allelujah [sic] del Messiah (1742) di Händel (1685-1759), che fu forse allievo di Arcangelo Corelli e che comunque l’ha copiata da lui (appropriazione indebita) limitandosi ad aggiungerci, trent’anni dopo la morte dell'Italiano, Allelujah!

fonte: https://www.facebook.com/luca.bianchini.961/posts/10210510029324770 

GRANDE CABALA, PICCOLE CABALE: MASCHERE DEL DRAMMA PER L'OPERA DI ANNA TROMBETTA E LUCA BIANCHINI

Secondo la narratologa slovena Nadežda Starikova: “Senza i fatti il romanzo storico cessa di essere storico, senza fiction cessa di essere romanzo”. Un possibile corollario è che anche la fiction può trovare posto fra i generi storici, purché i fatti narrati rispettino una base fattuale documentata. Come antidoto al noioso e prolisso romanzo dei signori B&T circa Mozart, Massoni e Illuminati di Baviera, ripubblichiamo un dialoghetto drammatico del loro affezionato critico Carlo Vitali, alias “Il Gazzettante”, dove gli stessi temi sono affrontati con maggior spirito critico ma non senza ironia. Fonte originale: “La Fenice prima dell’opera”, 2011, n.° 4, pp. 41-47, a cui si rimanda per i riferimenti documentari qui omessi. Morale della favola: non tutto ciò che si stampa è un fatto, non tutto ciò che ha note a piè di pagina è “scientifico”.

La Redazione 

 

Loggia Massonica di Vienna

Grande Cabala, piccole cabale 

di Carlo Vitali 

Dramatis personae 

Un informatore: basso funzionario della burocrazia asburgica, massone senza fanatismo; rispettoso delle gerarchie statali e preoccupato di mostrare la propria fedeltà ad entrambe le organizzazioni. 

Gemmingen: Otto barone von Gemmingen-Hornberg (1755-1836). Diplomatico e letterato, massone “deviato” in contatto con le sette esoteriche dei Fratelli Asiatici e degli Illuminati. S’interessa di Mozart fin dal 1778, quando lui e il compositore Cristian Cannabich (altro Illuminato) lo accompagnano da Mannheim a Parigi con lettere di raccomandazione dirette al barone Grimm e presumibilmente ai confratelli della Loge Olympique, che gestiva le stagioni del prestigioso Concert Spirituel. 

Marco Murara traduttore del carteggio di Mozart stronca definitivamente "Mozart. la caduta degli dei" di Luca Bianchini e Anna Trombetta

Carlo Vitali

 Luca Bianchini e Anna Trombetta autori di: "Mozart la caduta degli dei"

Marco Murara, traduttore del carteggio di Mozart, così commenta "La caduta degli dei" di Bianchini e Trombetta:

"non hanno alcun pudore"... "panzane"... "imbecillità"

 22/05/2017 

Caro Paolo,

grazie per l'anticipazione. Ho letto con molto interesse sia quest'articolo, sia quello che mi hai segnalato qualche giorno fa con l'erudita difesa delle mie scelte di traduzione. [Si riferisce ai due interventi di Carlo Vitali: “La farina del Diavolo” (http://www.rivistamusica.com/la-farina-del-diavolo/) e “Compagni di merende” (http://www.rivistamusica.com/compagni-di-merende/)]

Queste teorie strampalate girano ormai da alcuni anni (ricordo di aver letto la pseudoanalisi dell'aria della Contessa svolta dal duo B&T, con quegli svarioni circa l'interpretazione del testo, che dimostrano che questi non solo non sanno tradurre dal tedesco, ma non sanno neppure intendere un po' di italiano poetico!...). Probabilmente B&T hanno scoperto che la cosa rende e non hanno alcun pudore a sfruttare la notorietà e il lucro derivanti dall'enormità delle panzane che vanno diffondendo.

I miei ringraziamenti e complimenti a Carlo Vitali per tutto l'impegno che profonde per dimostrare l'imbecillità di certe pubblicazioni che di scientifico non hanno neppure la minima parvenza.

Cari saluti,

Marco


 

"Mozart, la Caduta degli dei" by BIANCHINI E TROMBETTA: Compagni di merende. Un’ulteriore bufala ermeneutica

Compagni di merende (in margine al canone “scatologico” KV 559)

di Carlo Vitali

Dopo l’uscita del mio elzeviro La pagliuzza e la trave http://www.rivistamusica.com/la-pagliuzza-e-la-trave/, un lettore di “Classic Voice” e di “Musica” ha attirato la mia attenzione su un’ulteriore bufala ermeneutica (l’ennesima) dei signori Bianchini & Trombetta. I quali, come avevo già diagnosticato suscitando le loro scomposte ire, “non paiono sapere molto di tedesco; vuoi arcaico e dialettale, vuoi moderno”. Però si azzardano in complesse esegesi linguistiche fuori della loro modesta portata. Benché l’argomento sia alquanto inelegante, non voglio lasciar cadere l’invito dell’avvocato Manacorda, cognome illustre nella germanistica italiana.

A p. 353 del loro volume La caduta degli dei: Parte prima (d’ora in poi il Libro I) affermano i sullodati Autori: “La ‘pura’ immagine di Mozart ‘bianca come un cigno’ è un’illusione romantica”. Grazie assai: quanto a questo arrivano buoni ultimi, ma vediamo il punto forte della loro tardiva denuncia.

Mozart, Mayr e gli Illuminati di Baviera secundum B&T alias Bianchini e Trombetta

Demone


Mozart, Mayr e gli Illuminati di Baviera secundum B&T 
nuova appendice al bufalajo

Carlo Vitali  

"Johann Simon Mayr un musicista bavarese, maestro di Gaetano Donizetti e anello di congiunzione tra il classicismo viennese [sic!] e la musica italiana della prima metà dell'Ottocento". 

Allora la Wiener Klassik esiste? Lo dicono i signori B&T in una memorabile conferenza del 2006 tenutasi (nomen omen) sul Monte Titano: 

http://www.andrealuchesi.it/andrealuchesi.it/bibliografia/San_Marino_Conferenza_Luchesi.htm 

Questa titanica pappolata è "l'anello di congiunzione" fra i teoremi di Taboga, il loro libello Goethe, Mozart e Mayr, fratelli illuminati, Milano, Arché, 2001, e quanto potrà leggere (se ne avesse ancora lo stomaco) l'incauto acquirente della Caduta parte seconda. 

Tralascio, come troppo off-topic, di esaminare il valore dell'esegesi BTrombiniana circa la persona, le idee e la carriera di Johann Simon Mayr, altra vittima della loro tecnica prediletta. Noto solo che dal loro Credo sammarinese emerge una malsana attrazione per il Lato Oscuro della Forza, a cui iscrivono d'ufficio tutti quanti, compreso Mozart e il vescovo-principe Hyeronimus von Colloredo. Il che, come abbiamo già dimostrato in altra sede, è una purissima bufala:(http://www.classicvoice.com/rivista/mondo-classico/mozart-non-e-una-bufala/). 

Carteggio tra Francesco Bellotto e Carlo Vitali

Dollaro Massonico

pubblicato il 12.5.2007 sul blog “Sondriaggio”

http://www.musica-classica.it/forum/index.php?/topic/23756-sondriaggio-le-opinioni-su-mozart-dei-sigg-bianchini-e-trombetta-musicologi-sondriesi/ 

Francesco Bellotto ha scritto:

Ricordo dunque due faccenduole, che circa 15 anni fa avevano rivelato la solidità del loro metodo.

1) B&T hanno scambiato il Verter di Pucitta per un Verter (mai composto) di Mayr. Dopo lo sfondone hanno costruito teorie fantastoriche per camuffare il banale errore.
2) a seguito della pubblicazione del loro libro su Mayr, volendo ristabilire un po' di verità storica, ho studiato le relazioni fra Mayr e massoneria. Allego il link al saggio, ormai vecchiotto, e al quale mi sembra che Carlo Vitali potrebbe aggiungere contributi bibliografici che allora non conoscevo.

http://www.francescobellotto.it/files/SAGGIO.pdf

Carlo Vitali risponde: 

Caro Bellotto, 

il Suo saggio, che già avevo consultato di sfuggita anni fa, fornisce indizi "gravi, precisi e concordanti" (cpp. art. 192 c. 2) in ordine al fatto che Mayr approfittò della nomina a maestro di cappella in Bergamo (1802) per pigliare le distanze dall'ingombrante tutela dell'Illuminato barone Thomas Franz de Bassus. Non già, come vaneggiano i Sondriesi, per attuare da "entrista" (vecchio  gergo del Komintern) il programma massimo degl’Illuminati: minare religione, famiglia e proprietà privata. In che modo poi? Scrivendo oratori e Messe... 

L’ACCADEMIA DELLA BUFALA BY BIANCHINI E TROMBETTA IN "MOZART - LA CADUTA DEGLI DEI", appendice minima: Il ruggito della Capra

L’Accademia della Bufala

di Carlo Vitali

Appendice minima: Il ruggito della Capra

Secondo B&T la musicologia austro-tedesca – dal 1830 a oggi sempre protonazista, filonazista, criptonazista e postnazista – avrebbe fatto carte false per negare il contributo italiano alla musica germanica di autore “ariano”. Nel 1867 così scrisse il prussiano Friedrich Chrysander, editore dell’opera omnia di Händel (e di Corelli !): 

“Für Händel wie für Mozart war es von unberechenbarem Werthe, daß sie so völlig in die italienische Tonkunst eingingen; Gluck selbst würde nie seinen gelehrteren französischen Vormann Rameau überholt haben, wenn er seinen Gang nicht durch Italien genommen hätte”.

            (F. Chrysander, G.F. Händel, Leipzig, Breitkopf & Härtel, 3.° vol., cap. 1) 

Si traduce a beneficio di coloro che, come B&T, non sanno il tedesco. Il che non è una vergogna, a meno che non si cerchi di negarlo contro l’evidenza: 

“Per Händel come per Mozart fu di valore incalcolabile l’essersi addentrati tanto completamente nella musica italiana; lo stesso Gluck non avrebbe mai superato il suo dotto predecessore francese Rameau se non avesse intrapreso il suo percorso attraverso l’Italia”. 

Invece i signori B&T, nel loro furore revisionista, ruggiscono ai confini del futuribile: “noi abbiamo citato la fonte delle informazioni che NON piace al Gazz. [Carlo Vitali, ndr] il quale propone un’altra fonte. Tedesca quindi migliore. E allora? Ce ne saranno altre che il Gazz. non conosce. Magari africane. E allora?” (http://www.mozartlacadutadeglidei.it/2017/03/19/il-gazzettante/). 

L’ACCADEMIA DELLA BUFALA BY BIANCHINI E TROMBETTA IN "MOZART - LA CADUTA DEGLI DEI" quarta e ultima puntata l’Ora della Capra o l’Illustre Idiota

Interviste della Capra postverità

L’Accademia della Bufala
di Carlo Vitali  
"MOZART - LA CADUTA DEGLI DEI"[LINK]

Quarta ed ultima puntata: l’Ora della Capra o l’Illustre Idiota
Hitsuji no koku: “l’ora della Capra” secondo il computo tradizionale giapponese;

dura dalle 13:00 alle 15:00 e precede quella del tramonto 

L’ACCADEMIA DELLA BUFALA BY BIANCHINI E TROMBETTA IN "MOZART - LA CADUTA DEGLI DEI" parte terza, un concerto di tromboni

 

di Carlo Vitali  
"MOZART - LA CADUTA DEGLI DEI"[LINK]

Terza puntata: Un concerto di tromboni 

Stia in guardia il paziente lettore: in questa terza (e per ora penultima) puntata si parlerà di cose serie tipo filosofia, epistemologia, geopolitica. Chi volesse eroicamente procedere oltre lo faccia a suo rischio e pericolo; a chi invece si accontenta di un’onesta ricreazione consigliamo di saltare alla successiva, che intitoleremo, a Dio piacendo, “L’ora della Capra”. 

Rullo di grancassa (B&T, p. 29): “I musicologi non devono basarsi su giudizi personali per definire un autore romantico preromantico o classico. Se un autore è vissuto in un periodo storico, il suo linguaggio va collocato in quel contesto”. 

Squillo di trombone con annessa tabellina crono-pitagorica (id&id, p. 34-35):  “La periodizzazione deve essere applicata, come alla letteratura, anche alla musica, senza però scomodare il ‘classicismo viennese’, etichetta di parte antistorica. Con tutti i limiti che può avere una schematizzazione, le espressioni letterarie, filosofiche, artistiche della cultura occidentale seguono una scansione temporale comune: 

Barocco: fine 1500-tutto 1600.

L’ACCADEMIA DELLA BUFALA BY BIANCHINI E TROMBETTA IN "MOZART - LA CADUTA DEGLI DEI" parte seconda

vera Bufala

di Carlo Vitali  
"MOZART - LA CADUTA DEGLI DEI"[LINK]

Seconda puntata: pulizia etnica 
 

Affermano B&T (pp. 20-21): “Da un punto di vista storico ci fu l’interesse primario degli imperatori, dopo la pace di Aquisgrana, a controllare la produzione musicale, cioè i ‘mass media’ dell’epoca. Non si trattò di scuola di stile, ma di semplice opportunismo politico […]. Oggi, se tornassero in vita, baderebbero a controllare il cinema e la televisione.” 

L’Accademia della Bufala by Bianchini e Trombetta in "Mozart - La Caduta degli dei"

Pianeta Bufala


di Carlo Vitali 
"MOZART - LA CADUTA DEGLI DEI"[LINK

Oggetto della presente discussione è il volume Mozart - La Caduta degli dei. Parte prima (d’ora in poi: “Il Libro”) [LINK], uscito nell’aprile 2016 sotto l’etichetta Youcanprint Self-Publishing di Tricase (Lecce) ma stampato in Germania a cura di Amazon Distribution GmbH, Amazonstrasse 1, 04347 Leipzig, ISBN 978-8892602755, 458 pagine, 28 euro. Autori: Luca Bianchini e Anna Trombetta (d’ora in poi “B&T”). 

Nota legale: a termini della normativa italiana sul diritto d’autore così come novellata dal D. Lgs. 9 aprile 2003 n. 68 e della Legge 9 gennaio 2008 n. 2 – con particolare riferimento all’art. 70, commi 1 e 1 bis – si precisa che la citazione e la riproduzione di passi del Libro in oggetto sono effettuati per uso di critica e discussione, senza scopo di lucro né tanto meno con l’intento di sostituire in tutto o in parte la pubblicazione originale. 

Prima puntata: reductio ad Hitlerum 

Mozart non è una bufala

 Mozart

Carlo Vitali

Sulla rete impazza un libro "contro" Mozart (Mozart. La Caduta degli dei). Lo abbiamo letto. Ed è pieno di errori e cantonate

“La Jupiter, la Haffner, la Posthorn, la Parigi, la Praga. Sono tra le sinfonie di maggior successo di Wolfgang Amadeus Mozart. Ma che potrebbero non essere di Mozart. Almeno secondo due ricercatori italiani e studiosi della Wiener Klassik, Luca Bianchini e Anna Trombetta […]”, scrive “Il Fatto quotidiano”.

ANNA BOLENA AL REGIO DI PARMA

Anna Bolena

Carlo Vitali

PARMA

Donizetti

Anna Bolena

interpreti: Y. Auyanet, R. Zanellato, S. Ganassi, P. Battaglia, G. Pelligra, M. Belli, A. Viola

direttore: Fabrizio Maria Carminati

regia: Alfonso Antoniozzi

teatro: Regio

***/**** 

L’Orso e la Cameriera: più che la “coppia iniqua” maledetta da Anna in agonia, quella degli adulteri trionfanti somiglia un duo di emarginati tipo La strada di Fellini: Enrico-Zampanò in un pelliccione talare recuperato da un deposito Caritas; Seymour-Giulietta con la sua parrucca giallo cane e la striminzita vestina nera che la fa parere non già la confidente della regina e la favorita del re, ma la serva di tutte le strafemmine in seriche toilettes da Grand Hotel anni 1930-40 folleggianti in fitta schiera alla corte più pazza del mondo. Così Alfonso Antoniozzi visualizza la sua Anna Bolena: con un occhio alla serie tivvù Downton Abbey e un altro a fondali atmosferici ispirati da Turner, vetrate di Lalique, finestroni modulari stile Tudor, cortigiani in black tie col perenne champagnino alla mano, uniformi Giorgio VI, gorgere elisabettiane, elmi, P38 e via eclettizzando. Un metodo ci sarà senz’altro, anche se lui (da uomo e cantante di spirito qual è) si rifiuta di esporlo nelle sue non-note di regia; se confidava nelle nostre capacità esegetiche, alziamo bandiera bianca e passiamo al reparto musicale.

Il pane o le rose?

Carlo Vitali

Lugo di Romagna, 32mila abitanti, posizione baricentrica fra città d'arte e di musica quali Bologna, Ferrara e Ravenna, ospita un gioiellino della civiltà teatrale italiana. Progettato da Antonio Galli Bibiena, aperto nel 1761, fra alterne vicende giunge fino a noi con una dotazione di 448 posti e un curriculum che registra, accanto alla presenza in buca di Rossini giovinetto e di Toscanini sul podio, una prima assoluta di Stockhausen (2006). Come ogni patrimonio avito, il Teatro Rossini è fonte d'orgoglio e di spese. Prima o poi qualche erede più pragmatico si chiede se non sia il caso di liquidarlo perché «le priorità sono altre»: contenere la tassazione locale, garantire infrastrutture, servizi al cittadino, e via elencando. 

Arena, a Tartarotti e Girondini compensi d’oro

Cesare Galla

Mentre la trattativa fra la fondazione veronese e i sindacati pare su una china positiva, colpiscono le retribuzioni dei manager. Il confronto con le altre realtà del settore

Ormai non passa giorno senza che emerga qualche prova del talento per la contrattazione diFrancesca Tartarotti, dall’inizio di febbraio direttore operativo e responsabile della trasparenza della Fondazione Arena. Il confronto con i sindacati, partito la settimana scorsa con tensione altissima, alla luce dei dati sui tagli e sugli esuberi scoppiati come una bomba (5 milioni sul personale, uscita con ammortizzatori sociali per 81 dipendenti), sembrava un percorso complicatissimo. Invece, le cronache segnalano ora un’improvvisa bonaccia. La trattativa vera e propria non è ancora cominciata, ma il calendario è già stilato, sono in corso “scambi di documenti”, si registrano segnali di “buona volontà” da entrambe le parti. Non sul merito, è chiaro. Sulla forma: la Fondazione tratta anche se c’è assemblea permanente (e prima sembrava che non potesse accettare questa situazione), i sindacati fanno sparire qualche striscione all’esterno della sede, e i resoconti non escludono che si vada verso una chiusura soft del presidio. Un minuetto, un giro di valzer.

Gli eroici timonieri che affondarono l'Arena di Verona

Gli eroici timonieri che affondarono l'Arena

Previsti in cartellone nel 2016: dieci concerti di Zucchero, i Black Sabbath nel loro tour di addio dopo 48 anni di luciferina attività, i Five Seconds of Summer, Adele, Marco Mengoni. Non in qualche Palasport della Brianza profonda, ma all'Arena di Verona, la Fondazione Lirico-sinfonica che, con i 15mila posti del suo teatrone romano e i 500 milioni d'indotto annuale sul territorio, passava per una corazzata inaffondabile. Ed oggi eccola trasformata in Titanic grazie a una coppia emulatrice del celebre capitan Schettino. I dati del naufragio si condensano in un buco di bilancio che per il solo 2014 supera i sei milioni, un'erosione patrimoniale di 9,2 milioni, un debito di oltre 30 milioni con fornitori e banche. Erano 17 nel 2008, quando -- dopo la defenestrazione del sovrintendente Claudio Orazi -- il timone fu impugnato dal perito agrario Francesco Girondini, a ciò designato dal sindaco Flavio Tosi.

Perla di una gestione all'insegna dell'aziendalismo duro e puro è stata nel 2009 la creazione di una «società strumentale» denominata Arena Extra, una s.r.l. con amministratore e socio unico lo stesso Girondini. Doveva canalizzare alla Fondazione le percentuali sui ricavi dei grandi eventi pop, ma all'atto pratico ha prodotto solo nuovi debiti. Però, trattandosi di azienda privata, i suoi bilanci sfuggono alla lente della Corte dei Conti. Altra pesca miracolosa l'ha fatta «Amo», leggiadro acrostico di Arena Museo Opera: costa un milione di euro l'anno e stacca biglietti per 100mila. Chi ne regge la canna? Indovinate.

IL CORSARO al Festival Verdi 2015

interpreti  D. Torre, J. Nuccio, I. Inverardi, S. Dalla Benetta, M. Mezzaro, L. Leoni, S.H. Paek
direttore  Francesco Ivan Ciampa
regia  Lamberto Puggelli, ripresa da Grazia Pulvirenti Puggelli
Teatro Regio di Parma 

Un  cast  a  porte  girevoli  dove  fra  gli  annunci  e la  generale  sono  cambiati quasi tutti i principali giocatori: Francesco Ivan Ciampa sul  podio  al  posto  di  Alain Guingal,  Ivan  Inverardi  a quello  di  Kiril  Manorov  nel ruolo  di  Seid,  e  Gulnara,  la fiera  odalisca  col  pugnale  e i non meno micidiali salti intervallari, ha eliminato prima Virginia  Tola  e  poi  Paoletta Marrocu per reincarnarsi alfine  in  Silvia  Dalla  Benetta. 

Per  quel  che  si  può  credere dai  precedenti  immediati, nessuna  di  tali  sostituzioni si  è  tradotta  in  una  perdita; si  deplora  anzi  che  altrettanto  non  sia  accaduto  con Diego Torre nel ruolo eponimo.  Buato  alla  prima  nonostante  il  tardivo  annuncio di un’indisposizione, ma poi rivelatosi  inadeguato  anche in corso di repliche, il corpulento tenore non possiede né lo smalto da lirico spinto né il carisma scenico necessari per  comparire  credibile  nei panni  dell’eroe  byroniano verseggiato  alla  buona  da Piave.  Una  prestazione  che, fra  muggiti  poco  verdiani  e vacillante  intonazione,  faceva  rimpiangere  l’elegante Bruno  Ribeiro,  titolare  del ruolo  nella  versione  2008 della produzione di Lamberto  Puggelli,  il  cui  essenziale simbolismo  marinaresco, allora  compresso  entro  la bomboniera del Verdi di Busseto, ripiglia  ampio  respiro sulla  scena  del  Regio.  

A Città di Castello al Festival delle Nazioni 2015 straordinario Jörg Demus in concerto

Joerg Demus (foto Monica Ramaccioni/ Festival delle Nazioni 2015)

A Città di Castello il Festival delle Nazioni rende omaggio a Vienna e dintorni

Straordinario Jörg Demus in concerto

di CARLO VITALI 

"Omaggio all'Austria": da Mozart a Mahler e dalla valzereggiante famiglia Strauss fino alla presunta entartete Musik di Korngold e Krenek sullo sfondo dei corrosivi paradossi di Karl Kraus recitati da un attore. Il fervore culturale che accompagnò la disgregazione politica dell'impero austro-ungarico accostato a un doppio centenario glocal: la Grande Guerra e la nascita, in questo angolo di Umbria ai confini con la Toscana, di un caposcuola dell'arte moderna come Alberto Burri, anche lui omaggiato dal concittadino adottivo Salvatore Sciarrino con la prima mondiale di un quintetto per flauto e archi. Senza scordare le tragedie recenti dei Balcani non più austroungarici: sfacciata allegria di massacri con le fanfare gitane e le voci bulgare di Goran Bregovic nel giardino barocco di Palazzo Vitelli a Sant'Egidio. Solo alcune delle molteplici prospettive che hanno animato la 48ma edizione del Festival delle Nazioni nei quindici eventi del cartellone in programma dal 25 agosto al 5 settembre a Città di Castello e in altri ameni luoghi dell'alta Valle Tiberina.

Gas di scarico alla Scala di Milano per l'opera CO2 in apertura di Expo 2015

Matshikiza e Lee

di Carlo Vitali

L'anidride carbonica o CO2 è un gas incolore e inodore; invece l'opera omonima, commissionata dalla Scala per l'apertura di Expo 2015 (parola d'ordine: "Nutrire il Pianeta"), pare piuttosto un colorato oratorio pop odoroso di ricreazione edificante nella miglior tradizione gesuitica. L'azione è infatti inquadrata fra le puntate di una predica tenuta dall'immaginario climatologo David Adamson, simile al Narratore del primo oratorio barocco. Le sue nove scene sono ambientate in un aeroporto internazionale, alla conferenza di Kyoto sull'ambiente (1997), in un supermercato, su una spiaggia thailandese dopo lo tsunami del 2001, nel giardino dell'Eden, nel Cielo della Creazione e in quello dell'Apocalisse. Oltre al professor Adamson, il cast allinea: il cantore di un tempio indù, Adamo, Eva, il Serpente tentatore, Gaia (la Terra divinizzata) quattro arcangeli e altrettanti scienziati, gente comune dei nostri giorni, un coro misto e uno di voci bianche, un corpo di ballo.

Sarà Riccardo Muti il prossimo presidente della Repubblica italiana?

Carlo Vitali

Nella storia della Repubblica italiana Giorgio Napolitano, oggi ottantanovenne, è stato il presidente politicamente più longevo.
In carica dal 2006, ha finora adempiuto il suo compito costituzionale di "rappresenta[re] l'unità nazionale".[*] Nell'aprile del 2013 ha acconsentito con riluttanza a candidarsi per un secondo mandato, ed è stato rieletto a larga maggioranza dalle due Camere del Parlamento integrate da una rappresentanza delle Regioni. Benché il suo nuovo mandato settennale sia destinato a scadere nel 2020, notizie ufficiose lo danno per dimissionario entro il gennaio 2015, con la prospettiva di godersi finalmente la pensione.

Già è in corso la campagna per trovargli un successore al Palazzo del Quirinale: la "Casa Bianca" di Roma, residenza dei Papi fino al 1870. Fra i nomi dei candidati che circolano negli ambienti politici, mediatici e mondani c'è quello di Riccardo Muti. Gli osservatori ritengono che la sua candidatura sarebbe bene accetta al primo ministro Matteo Renzi e perfino al suo potenziale concorrente: quel Silvio Berlusconi che, dopo la condanna per frode fiscale e la perdita del suo seggio senatoriale, potrebbe ricandidarsi alle cariche pubbliche dopo aver scontato sei mesi di pena alternativa al carcere.

In un primo momento Muti si è rifiutato di commentare l'ipotesi; ma all'inizio della settimana [lunedì primo dicembre, ndr], a Firenze, ha dichiarato sorridendo a una muta di giornalisti scatenati: "Ma perché non mi volete far continuare a dirigere? A me piace tanto… ognuno deve fare il suo mestiere". 

Il grande tenore americano Rockwell Blake sarà a Rovereto (TN) dal 21 al 25 ottobre 2014 per presiedere la giuria di un nuovo concorso internazionale di canto

Il grande tenore americano Rockwell Blake, pioniere della "Rossini Renaissance", sarà a Rovereto (TN) dal 21 al 25 ottobre 2014 per presiedere la giuria di un nuovo concorso internazionale di canto intitolato al compositore Giacomo Gottifredo Ferrari (Rovereto 1763-Londra 1842). Nello stesso periodo il maestro Blake terrà inoltre una masterclass per i concorrenti, aperta anche ad esterni e auditori. 

Per informazioni ed iscrizioni (fino al 15 ottobre):
www.premioferrari.eu
Facebook: https://www.facebook.com/PremioFerrari2014?fref=ts
Tweeter: @PremioFerrari
e-mail: <vettori@accademiadimusicantica.it>, <info@premioferrari.eu>

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