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La vita sta cambiando pelle

Edoardo Natale

Natale Edoardo: Linguista, docente di lingua italiana alla Chongqing University (Cina)

La cultura come rappresentazione collettiva dell'agire umano

Edoardo Natale

Questo articolo nasce dal desiderio di fare conoscere in modo sintetico il volume intitolato “ Cultura\e: riflessioni sociologiche di Elisabetta Crespi ( 2015).

In modo particolare ho cercato di porre l'attenzione sul concetto di cultura in chiave funzionale attraverso una carrellata di autori presenti all'interno di questo volume.

Partendo con Durkheim, l'idea di cultura presente è quella di vedere nella manifestazione di ogni rito l'origine di un qualche bisogno umano nato da esigenze individualistiche o collettive. L'analisi di Durkheim sui riti religiosi suggerisce che tutti gli oggetti culturali sono delle rappresentazioni collettive. Nei vari prodotti culturali, vale a dire simboli, valori e pratiche, le persone rappresentano le loro esperienze di lavoro, di gioia, di paura e di amore. Nel testo di Durkheim “ le forme elementari della vita religiosa” ( 1912) si può osservare come la cultura abbia il compito di fondare la coesione e il consenso sociale stabilendo un sistema di controllo, sostenuto da sanzioni e ricompense che orienterà l'agire degli individui, limitando i loro desideri e indicando le finalità concrete che devono perseguire. La funzione della cultura per Durkheim è sicuramente di tipo coercitiva in sintonia con il periodo storico in cui vengono realizzati i suoi lavori.

Che significa essere italiani?

Marion Peck: Man with a ruf, 30 x 40 cm, olio su tavola

Edoardo Natale

Parlare dell'identità di un popolo può sembrare, apparire come un esercizio di tipo retorico o di statistica applicata all'Italia. L'intento è invece più nobile, vale a dire cercare di consegnare delle indicazioni utili per capire gli elementi essenziali che fanno sentire una persona “ italiana”. Per fare questo lavoro si è tenuto conto dei risultati emersi alcuni anni fa durante un sondaggio commissionato da Limes per capire gli Italiani durante una fase importante della storia italiana come quella della nascita della seconda repubblica (1994). Da questo lavoro sono emersi dei tratti ricorrenti per descrivere che cosa significa essere italiani. Inoltre da questi dati si aggiungerà un'analisi delle dimensioni culturali presenti in questi tratti culturali del paese. In primis, da questo sondaggio, è emerso che parlare degli italiani significa principalmente parlare di un'identità del “ fai da te” per informare dell'immagine e spirito degli italiani come popolo.

La comunicazione interculturale: un confronto tra la Francia e la Germania

Francia Germania

Edoardo Natale

Introduzione

L'idea di questo lavoro è nata dalla lettura di un articolo dedicato alla comunicazione interculturale nelle “ Grandes écoles” in Francia apparso nel 2008\2009 a cura Alison Gourves, Christophe Morace e Jorg Eschenauer. Con l'ausilio di questo documento mi è sembrato interessante cercato di riassumere il concetto di comunicazione interculturale e di interculturale alla luce della prospettiva presente in Francia e Germania.

Infatti, l'intercultura è un ambito di studio che tenta di risolvere il problema della “cultura” come fonte di conflitto piuttosto che una fonte di sinergia tra i vari attori presenti in un contesto. Le differenze culturali sono spesso fastidiose e spesso sono un disastro come ha avuto modo di costatare il teorico dell'intercultura Geert Hofstede evidenziando come molte cooperazioni internazionali falliscono per imcompetenza interculturale.

I presupposti dell'intercultura

Idealmente, l'intercultura dovrebbe rifarsi al primo articolo della carta dell'Unesco in cui si afferma che la diversità culturale è fonte di scambio, d'innovazione e di creatività. In questo documento viene messo in chiaro come il luogo privilegiato per compiere questo lavoro sia l'insegnamento e l'insegnamento delle lingue in particolare. Questo modo di restringere il campo d'azione pedagogico dell'intercultura potrebbe essere, a mio modo di vedere, una ragione del suo scarso impatto nella realtà educativa e formativa ancora in questo periodo. Di fatto, nei vari documenti proposti dal Consiglio europeo, l'apprendente è visto all'interno del sistema scolastico come un attore sociale ed un intermediario interculturale.

Italia 2018, ossia alla ricerca di una narrazione in comune

Edoardo Natale

Il vero problema dell'identità italiana è l'assenza di una narrazione in comune che possa ricollegare la storia dell'intero paese. Immaginate per un attimo un incontro fortuito tra un italiano del nord e un italiano del sud durante un aperitivo con amici francesi a Parigi. I due italiani saranno spesso costretti ad ascoltare le teorie sull'Italia da parte degli amici “ teorici” francesi per incapacità da parte dei due italiani di raccontarsi con una voce sola. Sappiamo bene in questo caso che tacere significa abdicare alla possibilità di progettarsi nel futuro.

Quali valori culturali sono presenti nel modello d'integrazione alla francese

Edoardo Natale

Con l'intento di analizzare il modello francese d'integrazione emerso dall'introduzione del pensatore Dino Costantini in “ Multiculturalismo alla francese” ho cercato di cogliere le implicazioni di natura culturale presente nell'analisi molto densa offerta dal lavoro di Costantini.

I valori culturali presenti nel modello d'integrazione alla francese delle persone immigrate possono essere ricondotti ad un concetto paradossale che si potrebbe denominare una " disintegrazione" per meglio integrare le persone come individui isolati, privati da peculiari appartenenze culturali all'interno dello spazio sociale. In un contesto culturale dove prevale un forte evitamento dell'incertezza e dove la dimensione di tipo “ collettivismo” con il parametro che vede le persone aderire a delle famiglie allargate deve essere ridotto in modo da implementare la dimensione di rigido “ individualismo” dove tutti sono tenuti a badare a se stessi, gli altri sono considerati come individui e non come membri di tipo “ in-group” o “ out-group”.

Le varianti culturali presenti nella comunicazione interculturale

edoardo natale

Partendo dal materiale del sociologo Claudio Baraldi in merito al tema della comunicazione interculturale, ho pensato di adoperare le categorie della dimensione culturale o varietà culturale come quadro di riferimento per capire quali siano gli elementi culturali in questione in palio nella promozione della comunicazione interculturale all'interno del sistema socioculturale italiano. La comunicazione interculturale presenta delle controversie perché il sistema culturale italiano sente come fonte di minaccia questa comunicazione interculturale perché il sistema culturale è incentrato sull'orientamento temporale a breve termine perché le tradizioni o prassi di lavoro sono sacrosante così come un alto grado di distanza sociale è da preservare all'interno della società ospitante perché la gerarchia sociale va percepita come di tipo esistenziale, bisogno di mantenere il principio che vede gli altri come “ in-group” o “ out-group”. I lavori del sociologo Baraldi mettono in luce come la comunicazione sia incentrata sulla presenza delle differenze come presupposte con l'ausilio del concetto di variabilità culturale e con la costruzione delle differenze. In pratica, il mondo odierno costruisce le differenze senza esplicitare le varianti culturali che sono alla base di tali differenze. La costruzione delle differenze in questo modo diventa più facile da realizzare data l'assenza di sottolineatura dei vari presupposti culturali. In questo modo, la dimensione culturale di forte evitamento dell'incertezza viene garantita tramite il principio in cui la differenza è vista come pericolosa. La costruzione della differenza consente di enfatizzare l'appartenenza ad un dato gruppo con la creazione di un “ noi di tipo coscienzioso”.

Breve panoramica storica sul concetto di cultura

cultura

Edoardo Natale
La lingua e la cultura sembrano avere un nesso evidente ma la sua dimensione resta sempre molto difficile da determinare. Per rendere questa operazione possibile si cercherà di capire bene cosa sia la cultura nel suo senso più ampio possibile.

Williams ( 1981) ha definito la cultura come l'intero modo di vivere di un popolo rifacendosi alla definizione classica di Edward Tylor ( 1871) dove:

la cultura, o civiltà, intesa nel suo senso etnografico, è quell'insieme complesso che include la conoscenza, le credenze, l'arte, la morale, il diritto, il costume e qualsiasi altra capacità e abitudine acquisita dall'uomo come membro di una società.

In altri studiosi si è sottolineato il valore mentale e conoscitivo della cultura come nel caso di Goodenough ( 1964):

la cultura di una società consiste di qualunque cosa uno deve sapere o credere per operare in modo accettabile ai suoi membri... La cultura, essendo quello che la gente deve imparare, diverso dall'eredità biologica, deve consistere del prodotto finale dell'apprendimento: conoscenza nel senso più ampio possibile del termine. 

Nel lavoro di Rossi-Landi ( 1973) si parla di cultura come concepita come sistema di mediazione tra l'uomo e l'ambiente in modo da recuperare una certa fisicità. Infatti tra l'uomo e il cibo troviamo la forchetta e anche la cucina. Tra l'uomo e la pioggia abbiamo un ombrello. Tra l'uomo e l'uomo ritroviamo il pensiero.

Excursus tra ironia, satira, diffamazione con l'esempio di Pirandello

Edoardo Natale

Breve excursus tra ironia, satira, diffamazione con l'esempio di Pirandello

Parlare di satira, ironia e diffamazione in un solo articolo non è cosa facile. Cerchero? di farmi aiutare dagli esempi più noti che mi verranno in mente. L'autore che ha rappresentato al meglio questo spirito è stato Dario Fo con il suo tentativo di sfuggire alla censura e ai rischi di satira intesa già come atto diffamatorio con il suo grammelot. Questo strumento, nato sin dai tempi della Commedia dell'arte ha consentito di praticare il diritto al dissenso in modo da non essere perseguitato dal potere.

La pragmatica, ossia come usare un'altra lingua

Edoardo Natale

La pragmatica è un campo della linguistica perché studia una parte della lingua da un certo punto di vista. In questo lavoro la pragmatica trova una sua definizione molto ampia di questo genere: " la pragmatica studia i fattori che nell'interazione sociale governano le scelte linguistiche, e gli effetti di tali scelte sugli altri" ( Crystal, 1997).

In teoria possiamo dire tutto quello che vogliamo o tacere, ma in pratica siamo guidati da norme abbastanza chiare di consuetudine ed uso. La pragmatica studia queste norme che vengono interiorizzate da quando siamo piccoli dove ad un "grazie" si risponde con un " prego", ad un funerale si fanno le condoglianze e non certamente barzellette, ecc. " Vieni qui" può essere un'esortazione amicale o una minaccia in funzione del modo in cui viene pronunciato. Queste norme che ci sembrano naturali variano molto da lingua a lingua e da contesto culturale a contesto culturale.

La pragmatica tra i vari livelli di analisi linguistica si occupa principalmente  dell'uso della lingua.

Il linguaggio della moda: Abbigliamento e identità



Edoardo Natale

L'abbigliamento, inteso come sistema di costanti e variabili di una comunità, un gruppo o una classe, costituisce un vero e proprio codice che può essere interpretato alla luce di valenze economiche, simboliche, politiche e stilistiche diversamente connotate nel tempo, nello spazio e nel sociale.

Già il Castiglione nel 1528 indicava la scelta dell'abbigliamento in funzione di quel che si intende sembrare e farsi riconoscere come tale da coloro che non hanno la possibilità di ascoltare né di vedere in azione una data persona. Tuttavia soltanto alla fine del 18 secolo e agli inizi del 19 secolo, in tutta Europa, si verificano grossi cambiamenti nel settore del vestiario. In quel periodo nascono le riviste di moda, un'industria tessile molto importante, le innovazioni tecniche come la macchina da cucire e la meccanizzazione dei prodotti, la nascita dei grandi magazzini e della grande distribuzione. La creazione dei nuovi circuiti economici favoriti dalla rivalutazione del lusso e dall'impatto dei media si poteva capire con la nascita di periodici come quello milanese " Il Corriere delle dame" nel 1820.

Per quel che riguarda l'analisi dell'abito come marcatore sociale e culturale occorre risalire alla fine dell'Ottocento ed inizio Novecento con alcuni pensatori quali George Simmel sulla moda intesa come " forma di vita in cui la tendenza all'eguaglianza sociale e quella alla differenziazione individuale si compongono in un fare unitario".

La gestione della dispreferenza in italiano e in inglese

Edoardo Natale

Questo articolo si rifà al lavoro di Zorzi (1990) sulla pragmatica degli incontri di servizio in inglese e italiano. I dati di questo lavoro provengono dalle registrazioni di 400 incontri di servizio avvenute nelle librerie di Bologna e Londra.

In queste interazioni tra cliente (CL) e commesso (Co) nelle librerie italiane e inglesi non sembrano apparire differenze nella realizzazione dell'opzione preferita, la quale si mostra nelle due lingue in modo breve, semplice e immediata. Quando l'incontro va bene è ribadito dalla conclusione dello scambio con il cliente che ringrazia prontamente. Già Pomeranz (1984) aveva potuto notare come le sequenze preferite orientino alla chiusura:

CL: buongiorno. volevo sapere se avete questo libro

Co: deve vedere in fondo a sinistra

CL: grazie

Cl: where's history, please?

Co: three rooms that way

Cl: thank you

Il formato della risposta dispreferita è invece diverso nelle due lingue. In Zorzi ( 1990, 1999) vediamo due esempi rappresentativi per l'italiano e l'inglese:

Co: dica

CL: eh sto cercando The blithdale romance di Hawthorne

Co: non c'è, è in arrivo

CL: non c'è

Co: manca dal distributore italiano, provi tra una settimana circa, ma non glielo assicuro, può tardare anche di più.

CL: grazie

Co: prego

Cl: do you have a book called The order of Things by

Co: Foucault

CL: that's right

Co: well we've sold out at the moment, but they

CL: yes

Co: keep it upstairs in sociology on the second floor

Cl: right. thank you

La lingua in italia nel Ventennio fascista

Mussolini 1925

Edoardo Natale

I diversi ingredienti della retorica mussoliniana traggono la loro linfa dall'esperienza della Prima Guerra mondiale con la costruzione dei miti della vittoria mutilata e della nazione proletaria ( formula usata da Corradini e Pascoli per l'impresa in Libia). Durante la sua militanza socialista e rivoluzionaria, Mussolini apprende le tecniche oratorie del D'Annunzio di tipo fiumano popolarizzando ed assorbendo il lessico socialista per poi svuotarlo di senso con il trascorrere del tempo. La pratica giornalistica educa Mussolini ad una sintassi paratattica e giustappositiva, con l'uso dello stile epigrafico di Alfredo Oriani che si presta ad una comunicazione persuasiva in cui si uniscono emotività e argomentazione razionali. Mussolini nella sua retorica discorsiva predilige l'enfasi degli slogan lapidari, in cui ritmo e suggestione eufonica (assonanze, alliterazioni e ripetizioni) hanno la funzione di ipnotizzare l'uditorio, grazie all'uso dell'intonazione, con pause teatrali e stacchi fra le frasi; i campi semantici del magnetismo, del vitalismo e della virilità si accompagnano all'insistenza sulla forza e sulla grandezza; massiccio l'uso delle metafore militari, religiose e medico-chirurgiche.

La "nuova" comunicazione politica in Italia

Edoardo Natale

La campagna elettorale del 1994 è ormai indicata come lo spartiacque tra la vecchia e la nuova politica italiana. Nel quadro della transizione internazionale dopo la caduta del muro di Berlino, dopo gli scandali di Tangentopoli e i suoi tanti suffissoide - poli applicabile per ogni scandalo, gli Italiani producono un terremoto politico facendo nascere la seconda Repubblica dopo quarant'anni di Prima Repubblica. I fattori principali del cambiamento sono la riforma elettorale in senso maggioritario del 1993 e il ruolo sempre più centrale della televisione come arena del dibattito. Le forze politiche devono sembrare nuove e viene coniata l'espressione " il nuovo che avanza" rendendo tutto " nuovo\vecchio". La comunicazione politica si adatta sempre di più alle tecniche televisive e alla contrapposizione bipolare di stampo angloamericano. Da qui nasce la maggiore attenzione per la costruzione del leader ( liderismo) e alla sua personalità, con il suo aspetto fisico, abbigliamento, preferenze sportive e gastronomiche. Il simbolismo diventa sempre più importante con la parola " partito" che diventa tabù in quanto legata alla "partitocrazia", al dominio di una classe di politicanti ritenuta corrotta è sostituita da parole quali " alleanza, polo, coalizione, movimento, patto, rete, aggregazione e da ultimo da unione.

Genti e lingue d'Italia. Coordinate storiche di un'identità plurale

Italianità

Edoardo Natale


Nell'Italia di oggi la questione dell'identità nazionale si colloca al punto di incontro e di scontro tra due grandi processi politici e culturali: da un lato il peso crescente attribuito alle autonomie regionali e locali, dall'altro lo sviluppo dell'Unione europea in uno scenario di internazionalizzazione delle società e dell'economia. In un contesto di questa natura, che senso ha continuare a parlare di " identità nazionale"? Si tratta forse di una nozione obsoleta o peggio ancora, di un mero residuo della retorica nazionalistica romantico-risorgimentale e delle sue nefaste filiazioni novecentesche?

Quale lingua italiana nel cinema in Italia?

Edoardo Natale 

Il cinema, nato in Francia nel 1895, è un mezzo di comunicazione sovranazionale perché il linguaggio del cinematografo si rifà principalmente in rappresentazioni iconiche verosimili e riconoscibili dagli spettatori d'ogni parte del mondo. Gli elementi specifici del cinema sono il soggetto, l'ambientazione, i personaggi, la lingua. Questi elementi mostrano le temperie del luogo, del tempo, della situazione di provenienza. La lingua è forse l'elemento di maggiore identificazione.

I film dei diversi paesi si prestano a far conoscere in varia misura il retroterra culturale, il potere della lingua scritta e orale rivela i fattori peculiari della realtà italiana sul versante linguistico, con un panorama nazionale ricco di dialetti. Sul versante cinematografico va ricordato il controllo della lingua dei film da parte del potere pubblico nei decenni precedenti a questa esplosione dell'uso del dialetto per rappresentare la realtà culturale italiana. Il cinema con il suo parlato filmico, fatto inizialmente da un italiano parlato tratto dallo scritto fino a raggiungere la varietà odierna sono rivelatori della forza di penetrazione del cinema nella costruzione di una memoria collettiva e alla lingua comune degli italiani: si pensi alla lettera di Totò e Peppino, al sordi che distrugge gli spaghetti con il suo stile pseudo-americano.

I registi come De Sica e Fellini hanno offerta un'immagine articolata della realtà italiana al mondo intero, gli attori come Sordi e Gassman hanno calcato i difetti degli italiani del " miracolo economico", dal gretto conformismo all'avventuriero cialtrone.

In cerca della lingua

La lingua della televisione: coscienza o specchio del paese

Homo videns di Giovanni Sartori

Edoardo Natale

La televisione è l'industria della coscienza per ogni stato nazione. In Europa, la televisione si trova spesso ad essere nelle mani dello Stato e la sua nascita ha come finalità quella di preservare e divulgare le identità nazionali, conservandone la memoria attraverso le arti, la scienza, la storia, la letteratura e tutti quei elementi distintivi di una data comunità. Di fronte alla globalizzazione di alcuni media, la televisione sembra volere fronteggiare queste reti mondiali. Quando si parla di identità linguistica con l'uso dei modelli televisivi si adopera spesso la metafora di " specchio a due raggi" per descrivere il ruolo della televisione come contenitore di identità attraverso un ruolo sia di emittente e ricevente:

Bettetini ( 1998) ha parlato della televisione come riflesso e strumento di una comune appartenenza, l'ordine dei programmi televisivi declina nei contenuti, nei formati e palinsesti i tratti di una comunità simbolica: sfruttando e valorizzando topoi familiari alla nazione ( linguaggi, luoghi, personaggi, eventi) contribuisce a imprimere un'immagine distintiva che fa leva sugli elementi specifici del paese; nello stesso tempo, il complesso di rappresentazioni, ma anche i ritmi e le abitudini di ascolto di una popolazione, favoriscono il riconoscersi in un orizzonte comune che unifica in un quadro unitario le diverse componenti di una nazione. La televisione è una fabbrica narrativa e serbatoio di memoria, la televisione racconta la nazione a se stessa, conserva e rivitalizza l'eredità della tradizione. Risorsa simbolica e luogo di identificazione, rispecchia le specificità e i mutamenti che si verificano nell'assetto socioculturale e alimenta la vita pubblica della nazione.

Decostruire la visione della Destra sul tema dell'immigrazione

Edoardo Natale

Il mio tentativo è quello di analizzare il concetto di invasione alla luce delle dimensioni culturali presenti nel mio metodo di lavoro.

Il tema dell'immigrazione per l'estrema destra italiana si concentra nel binomio "immigrazione uguale invasione" per raccogliere l'essenziale della sua politica sull'immigrazione.

L'invasione mette a rischio il concetto di " collettivismo" presente nella società italiana intesa come società con un ampio senso di collettività di tipo " in-group" diffuso con la tendenza ad un forte senso di appartenenza e dove prevale il senso del relazionale tra le persone nei momenti interazionali.

In questa area culturale e in ampie fasce della popolazione, la presenza massiccia di persone apparentemente non italiane fa diminuire il senso di appartenenza e aumentare la presenza di persone percepite come " out-group" aumentando in questo senso la dimensione di tipo " individualismo" in quelle situazioni sociali in cui prevale per cultura un'adesione ad una dimensione di tipo " collettivismo".

Il concetto di invasione fa aumentare il senso di adesione ad una dimensione di alta distanza sociale dal potere perché le scelte dei governanti diventano irrilevanti in un contesto molto ambiguo e caotico e la cittadinanza si sente maggiormente incompetente. In pratica la politica aderisce ad una dimensione di debole evitamento dell'incertezza con un agio nell'ambiguità e con un vivere con tranquillità questo fenomeno mentre la popolazione aderisce ad una dimensione di forte evitamento dell'incertezza. Questo tratto rappresenta un forte scollamento dovuto alla presenza storica della dimensione di alta distanza sociale dal potere all'interno della società italiana. Di fatto, il mondo politico non vive la presenza di migranti come fatto a carattere personale.

La tassonomia degli atti linguistici in termini di dimensioni culturali

Edoardo Natale

Questo articolo intende mettere in collegamento la tassonomia degli atti linguistici di Austin ( 1962) con le categorie delle dimensioni culturali di Geert Hofstede (2001) in modo da cogliere le implicazioni culturali per questi atti linguistici.

Gli atti linguistici sono delle attività che compie un parlante con l'intento di produrre nell'ascoltatore una reazione, un cambiamento di stato mentale o un comportamento.

Queste azioni sono compiute con verbi performativi ossia dei verbi che eseguono delle azioni in certe condizioni date. Questi verbi performativi possono essere utili strumenti per capire quali dimensioni culturali possano essere presenti all'interno dell'enunciato in cui vengono formulati. Ad esempio, i verbi performativi fanno intendere un'adesione ad una dimensione culturale dove prevale un forte evitamento dell'incertezza con il bisogno di chiarezza e di strutturare le cose, con una forma di intolleranza verso le idee divergenti. Invece l'elemento di debole evitamento dell'incertezza si ritrova nel fatto di percepire gli altri interlocutori come competente/incompetente perché si cercano delle azioni per uscire dalla situazioni di " non sapere".

I verbi performativi rappresentano un " io di tipo coscienzioso" con un diritto alla privatezza e parlare per sé è cosa buona, gli altri sono considerati come individui, io è una parola indispensabile nel nostro linguaggio, i compiti sono più importanti delle relazioni.

Dialogo " Qui trovi di tutto"

Edoardo Natale

Dialogo " Qui trovi di tutto"

l Laura  g Grazia

l Sai Grazia, quest'estate a casa dei miei amici in Toscana ho provato una nuova ricetta semplicissima da preparare. Il pinzimonio.

g Il pinzimonio? E cos'è?

l E' un antipasto. Sì, proprio così. Non l'avrei mai immaginato. Ho visto servirmi a tavola delle verdure di stagione crude e vicino una piccola scodella con olio, pepe e sale. All'inizio non sapevo cosa fare ma, poi, la mia amica Maria mi ha spiegato che dovevo intingere le verdure in questo liquido e poi mangiarle. Mhh! Che delizia!

g Beh, ti credo! in estate le verdure fresche sono gustosissime!

l Sì e la cosa più interessante è che si può preparare sempre in qualsiasi stagione: basta avere della verdura fresca di stagione e del buon olio d'oliva. Maria mi ha spiegato, inoltre, che si può servire anche con un buon aperitivo, magari con delle carote, dei peperoni, dei ravanelli, del finocchio... Insomma si può sempre fare e ti assicuro è proprio appetitoso!

g Allora lo proviamo subito!

 

All'inizio di questo dialogo, con l'introduzione del tema della conversazione si può evincere un'adesione ad una dimensione di tipo " soddisfatti" attraverso una sensazione di controllo della propria vita e con il conferire importanza al tempo libero. La possibilità di informare rientra nella dimensione di debole evitamento dell'incertezza con l'aggiunta della dimensione di un orientamento temporale a lungo termine perché una persona brava cerca di imparare dagli altri.

Dimensioni culturali negli atti linguistici

Edoardo natale

Dimensioni culturali negli atti linguistici

Introduzione

Questo articolo intende collocare la dimensione culturale all'interno dell'analisi degli atti linguistici come complemento informativo di natura extralinguistico. Per quel che concerne la parte interna alla lingua possiamo dire che gli atti linguistici sono portatori di forza illocutoria attraverso il modo del verbo, come ad esempio l'imperativo piuttosto che l'indicativo o il condizionale. Il tempo futuro è più forte del presente o del passato. La struttura sintattica della frase di tipo interrogativa piuttosto che dichiarativa. La presenza di verbi modali come potere, volere e dovere così come la presenza di avverbi o congiunzioni ( sicuramente, tuttavia), l'intonazione all'orale e la punteggiatura allo scritto.

L'atto illocutorio può essere eseguito quando c'è il bisogno di esplicitare la forza, mediante un enunciato " performativo" che contiene un verbo illocutivo alla prima persona del presente indicativo ( io ti prometto, io ti ordino).

Partendo da un insieme di atti linguistici tratti da un lavoro della Sbisà vorrei provare ad usare il metodo di analisi culturale presente nei lavori di Geert Hofstede.

Socializzazione e consumo del cibo tra amici in spazi privati.

Edoardo Natale

Socializzazione e consumo del cibo tra amici in spazi privati.

La possibilità di consumare i propri acquisti, realizzati in altri posti, all'interno del bar in cui si intende passare il proprio tempo con gli amici mi pare una pratica molto più diffusa in Francia che in Italia. Con questo enunciato di partenza intendo dire che talea prassi mi pare un modo pregnante per osservare la vita sociale in Bretagne. La presenza di questi acquisti compiuti all'esterno da elencare nella formula delle pietanze da antipasto sono come delle forme alimentari leggere da consumare insieme al pasto di parole tra amici. Questo atto di portare del cibo significa enfatizzare l'appartenenza ad un dato gruppo di amici in uno spazio ben delimitato come il bar in sintonia con la dimensione culturale di breve orientamento temporale con il fatto che compiere degli acquisti per la vita sociale è un dato positivo. Inoltre si può aggiungere la dimensione di tipo " collettivismo" con un " noi di tipo coscienzioso" e un'enfatizzazione dell'appartenenza come tratto dominante di questa dimensione. Questi due elementi coniugati insieme mi sembrano conferire un senso di " presenza" all'interno della comunità dei parlanti bretoni. Questi dati sono utili perché fanno capire come esistono solo pochi luoghi capaci di creare questa parentesi di ottenimento di un insieme di dimensioni culturali quali ad esempio un debole evitamento dell'incertezza, unito ad una dimensione di breve orientamento temporale con un senso di tipo " vincolati" da intendere come tratti positivi.

Questo raggruppamento di dimensioni potrebbe essere il connubio per la ricostruzione del concetto di persona " presente" in un dato evento comunicativo.

La nozione di mercato come luogo di presenza per una comunità

Edoardo Natale

La nozione di mercato come luogo di presenza per una comunità.

In questo breve articolo vorrei parlare della mia interpretazione in chiave culturale del mercato domenicale nella città di Brest. Il mercato domenicale mi pare rientrare nella categoria delle attività " utili e dilettevoli" perché gli acquisti di prodotti alimentari rientrano nelle attività utili per la gente ma allo stesso tempo si evince in quel dato contesto il pretesto o il bisogno d'incontrare gli amici di sempre dopo aver svolto le proprie attività domenicali con le provviste di cibo utile per sé o per gli amici. Questo è un elemento molto interessante perché unisce l'idea dell'utile al dilettevole nel proprio agire inteso come una doppia adesione ad una dimensione di forte evitamento dell'incertezza ma collocando insieme la dimensione di tipo " soddisfatti" con un sentimento di controllo della mia propria vita.

Analisi di alcuni complimenti nella dimensione culturale

complimenti

Edoardo Natale

Analisi di alcuni complimenti in termini di dimensione culturale

In questo articolo sarà presentata un'analisi degli atti linguistici riferiti al complimentarsi con l'ausilio del metodo delle dimensioni culturali tratte dal lavoro di Hofstede. In questo breve articolo si presenteranno una serie di complimenti tratti da un questionario. L'obiettivo è quello di esplorare il concetto delle dimensioni culturali per fare emergere i principi\parametri presenti nelle intenzioni del parlante durante la produzione di un atto linguistico come il complimento. Questo genere di analisi rientra ampiamente nella visione della lingua presente nel pensiero di Austin in cui il " dire" è  anche un " fare" con la lingua.

Il primo esempio di complimento preso in esame è " che bel tempo oggi? " replicato con un " sì infatti bellissimo". Con l'espressione del complimento " che bel tempo oggi" si potrebbe vedere un modo di aderire ad una dimensione culturale di tipo "soddisfatti" in cui la capacità di ricordare le emozioni positive è un parametro importante. Nello stesso tempo il proferire un complimento è un modo per dirsi felice come viene contemplato in questa dimensione culturale di tipo " soddisfatti".

La replica " sì infatti bellissimo" è da intendersi a mio modo di vedere come una forma di enfatizzazione del mantenimento dell'armonia tra i due parlanti in sintonia con la dimensione di tipo "collettivista". 

Il sonno dell'Europa cittadina

Europa origini

Edoardo Natale

La vicenda della catalogna ha rappresentato un momento di speranza per un risveglio della cittadinanza europea. Questo mio pensiero nasce da questa riflessione: Gli Stati-Uniti e l'Asia sono i motori dell'Economia e dell'autoritarismo politico mentre l'Europa rimane senza una identità definita.

La mia tesi è quella di sostenere il bisogno di far ripartire un concetto di cittadinanza dinamico e vicino alle istanze delle persone per fare rinascere quella speranza persa dopo quasi dieci anni di crisi economica che ovviamente nasconde bene la sua vera portata nel ridisegnare un nuovo mondo dove la disoccupazione di massa e il populismo troveranno la loro ragion d'essere.

Una cittadinanza attiva e coinvolta nelle vicende locali deve essere salutato come un atto di speranza di buona salute di una popolazione desiderosa di riprendere il suo destino in mano.

Cina, il diario dallo smog

«Coprifuoco» per troppo inquinamento Cronaca di una giornata a Pechino tra mascherine, filtri domestici e divieti

dal nostro corrispondente Guido Santevecchi

PECHINO Questa mattina non si sente il rumore dei tubi d’acciaio dal grande cantiere a duecento metri da casa dove stanno costruendo a ritmi forzati l’ennesimo quadrilatero di palazzoni (e questo potrebbe non dispiacere). Silenzio anche dalla scuola elementare all’angolo, il parco giochi è deserto. E qui si capisce che qualcosa non va a Pechino, perché oggi non è festa. Il blocco dei cantieri, la chiusura delle scuole, lo stop a metà delle auto, a tutti i camion sono scritti nell’Allarme Rosso per l’ondata di smog, il primo nella storia della capitale cinese.

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