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La vita sta cambiando pelle

Franco Libero Manco

Libero Manco Franco:saggista,opinionista vegano

LA CATTIVA ALIMENTAZIONE RENDE L’UOMO VIOLENTO

Finché gli esseri umani si nutriranno come le belve si comporteranno come loro

Franco Libero Manco

I continui episodi di improvvisa violenza che si stanno verificando in Italia, e non solo, non hanno precedenti nella storia recente. Non passa giorno che non si registri una esplosione di follia con efferati risvolti drammatici di cui le vittime sono quasi sempre le donne e i minori.

Questa lunga catena di delitti, in apparenza inspiegabili, riconduce il problema al fenomeno di pochi anni fa della cosiddetta mucca pazza diventata tale perché alimentata con residui di carnami inadatti alla sua natura di animale erbivoro. L’identico effetto non lo si può non associare all’essere umano per sua natura frugivoro. Mai l’umanità ha consumato quantitativi di carne come in questo periodo storico, e siccome la carne è un alimento adatto agli animali predatori (serve a dar loro la necessaria aggressività per uccidere la preda) la logica vuole che se gli umani consumano questa sostanza è probabile che si verifichino i medesimi effetti e di conseguenza si verificheranno “inspiegabili” comportamenti aggressivi e violenti.

Se una persona si nutre di alimenti scarsi di un determinato principio nutritivo, (per esempio di piante coltivate su un terreno povero di un certo minerale), anche il suo organismo accuserà la stessa carenza e questa si riflette inevitabilmente sulle funzioni del suo organismo. Ogni nutriente può far funzionare meglio o peggio un organo del corpo e di conseguenza l’intero organismo.

I CRIMINI DELLA BAYER

Franco Libero Manco 

“Gli affari delle maggiori case farmaceutiche includono azioni da crimine organizzato” 

Intervista col Prof. Peter Gøtzsche, direttore del Nordic Cochrane Center e autore di "Farmaci che uccidono e crimine organizzatoCome Big Pharma ha corrotto il sistema sanitario",  la cui traduzione italiana sarà pubblicata nell'aprile del 2015 da Giovanni Fioriti Editore di Roma. 

Perché paragona l'industria farmaceutica al "crimine organizzato"?

Perché ho scoperto che il modo di fare affari delle 10 maggiori case farmaceutiche include azioni da crimine organizzato. 

Che cosa intende esattamente?

Gli imbrogli sui test e i silenzi sui pericoli dei farmaci sono molto comuni. E i soldi dell'industria farmaceutica arrivano dappertutto. L'industria farmaceutica cerca di comprare chiunque abbia influenza nel settore della sanità ed è riuscita a corrompere persone di ogni tipo, anche ministri della sanità. La pubblicità dei farmaci è particolarmente dannosa e le bugie sono spesso così sfacciate che le compagnie sostengono esattamente l'opposto della verità sui loro prodotti. 

Gli studi sui farmaci finanziati pubblicamente danno risultati diversi da quelli degli studi finanziati dalle multinazionali. Perché?

GENETICAMENTE IPOCRITI

Franco Libero Manco

Per la stragrande maggioranza degli esseri umani la sofferenza degli animali, l’ingiustizia della loro schiavitù, il loro millenario sistematico sterminio, è semplicemente un problema che non esiste: è talmente degenerata l’attenzione sul valore della vita degli altri esseri viventi che nessuno o pochi si accorgono non solo dell’inferno degli allevamenti intensivi e dell’immane olocausto che si consuma giornalmente nei mattatoi, nei mari, nei boschi, tenuto volutamente lontano dagli occhi e dalla coscienza della gente.

Gli umani, deviati dalla loro vera natura di esseri fondamentalmente pacifici, vivono e si nutrono da predatori e, di conseguenza, come tali si comportano, come tali pensano (anzi non pensano) per poi lamentarsi delle malattie e della violenza che dilaga, indifferenti alle leggi della natura che sempre esige il suo riscatto, e la carne degli animali uccisi ci condanna accorciandoci la vita; ci danneggia sul piano morale rendendoci insensibili verso la sofferenza dei nostri stessi simili; ci abitua alla sonnolenza, perché preferiamo non sapere chi abbiamo nel piatto, e a negare il suo diritto all’esistenza. Ammalati, insensibili e chiusi alla conoscenza sperare poi nel proprio benessere, nella pace, nel diritto, nella giustizia è pura illusione.

DELITTI ANALOGHI?

PER QUALE ASSURDO MOTIVO E’ LECITO TRATTARE IN MODO OPPOSTO DELITTI ANALOGHI?

Franco Libero Manco 

Il principio vitale è in tutti gli esseri viventi, come fossero recipienti di diversa grandezza: il recipiente più capiente può contenere un quantitativo maggiore ma la sostanza è la stessa, per tutti. Non vi è caratteristica umana che non sia presente anche negli animali, peculiarità che non sia riscontrabile in tutti gli esseri senzienti: se alcune attitudini risultano limitate o carenti in alcune specie è perché sarebbero inutili al fine del suo specifico progresso evolutivo.

            Gran parte delle peculiarità umane sono comuni anche agli animali e come gli umani gli animali nutrono sentimenti, ragionano, sono curiosi, soffrono, hanno paura, sanno organizzarsi, sono gelosi, accusano sensi di colpa, sanno come curarsi ecc. Come gli esseri umani gli animali si corteggiano, si riproducono, accudiscono la prole… Come gli esseri umani gli animali soffrono, accusano tristezza, sconforto, angoscia…

UN PIANETA SENZA FUTURO

Il genere umano è paragonabile ad una cittadella impossibilitata a rifornirsi all’esterno, che non si cura della crescita esponenziale dei suoi abitanti e delle scorte che stanno per finire

Franco Libero Manco

2.000 anni fa, la popolazione mondiale era di 250 milioni di persone. Nel 1950 il mondo contava circa 2 miliardi e mezzo di abitanti; nel 2000 quasi 6 miliardi e 7 miliardi nel 2011. Con l’attuale progressivo aumento si prevede che nel 2030 gli abitanti della terra saranno almeno 8 miliardi.

Questa umanità, che già oggi consuma il 30% di risorse in più di quelle che la terra è in grado di produrre,  s’incammiona verso una realtà incerta e preoccupante. E il tempo rimasto per invertire la rotta è breve. Se non nullo. Vittime della tecnologia, della cultura consumistica dominante e del benessere economico da raggiungere ad ogni costo, non si accorge di correre verso un futuro impossibile. In una tendenza irresponsabile quanto fuori controllo, si cercano soluzioni contingenti ai problemi che questa società crea di continuo, senza curarsi che con queste prospettive è improbabile avere un domani.

LATTE, UN OMICIDA SILENZIOSO

Franco Libero Manco

Esistono 4300 specie di mammiferi sulla terra, ogni specie ha il suo latte specifico. Una volta svezzato nessun mammifero consuma latte. Noi umani continuiamo a succhiare le mammelle degli animali per tutta la vita. E’ come prendere una madre umana, strapparle il bambino, prendere il suo latte con la forza e lasciala piangere.

Se gli stessi vitelli non dipendono più dalla loro madre per la loro crescita e per il calcio dopo lo svezzamento, perché l’uomo esige il latte della mucca? Per le lobby casearie l’uomo non deve mai essere svezzato, anche se il latte non è un alimento per adulti, né è un alimento perfetto e la pastorizzazione lo rende ancora peggiore. Cinesi, indiani d’America,  tribù africane, asiatiche, polinesiane ecc. non bevono mai latte dopo lo svezzamento. Il fatto che il 90% della popolazione umana sia intollerante al lattosio indica chiaramente che la natura non ha previsto sia un alimento per gli umani.

Il latte non è un cibo per gli uomini, se lo consumi preparati alle seguenti malattie o disturbi: catarro, febbre da fieno, asma, bronchite, raffreddore, rinorrea, vista debole, cataratta, obesità, otite,  mal di testa, dispepsia, allergia, dissenteria, palpitazioni,  malattie, cardiache, angina, calcoli renali, artrite, spondiliti, tumori e soprattutto cancro, rinorrea, otite, tosse, raffreddore, adenoidi del naso, acne, foruncoli, tonsilliti, febbri occasionali, stitichezza, debolezza, anemia, obesità e molte altre.

A ROMA UN MONUMENTO AGLI ANIMALI

Franco Libero Manco

PROPOSTA PER REALIZZARE A ROMA UN MONUMENTO AGLI ANIMALI CHE HANNO CONTRIBUITO AL PROGRESSO DELLA SOCIETA’ UMANA 

Considerato che gli animali, specialmente quelli d’affezione domestici hanno dato un contributo determinante all’uomo nel corso del suo cammino evolutivo, condividendo fatiche e sofferenze nel duro lavoro dei campi, restando spesso uccisi nella battaglie per la libertà del nostro paese durante i conflitti armati, patendo insieme all’uomo la fame, le ferite, salvando da morte sicura molte persone in innumerevoli circostanze con il trasporto, specialmente in località montane ed inaccessibili, di medicinali e viveri, sfamando gli esseri umani con il loro latte, coprendoli con la loro lana e difendendo la sua proprietà ed il suo gregge. 

Considerando il grande valore del loro silenzioso sacrificio a vantaggio dell’essere umano, considerata la loro, spesso, abnegazione e la loro fraterna affezione; considerato che l’animale al pari dell’uomo è in grado di soffrire, di nutrire sentimenti e quindi di avere diritto ad una giusta considerazione, si lancia il progetto per realizzare una scultura/monumento da collocare, possibilmente nei pressi di un luogo simbolo, come il mattatoio, per commemorare tutti gli animali che sono stati utilizzati dall’uomo e che hanno contribuito al progresso della società umana. 

Prospettive statistiche sul benessere umano

Franco Libero Manco 

Agli inizi del secolo scorso c'era 1 malato di cancro su 100, oggi ce n'è 1 su 3. (prof. Umberto Veronesi).

In base alle statistiche degli ultimi 50 anni il prof. Reiss (Professore di Mathematical Statistics Humboldt-Universität zu Berlin)

fa delle previsioni per coloro che nascono dopo l’anno 2000:

-          il 40% delle persone saranno affette da diabete;

-          nel 2050, a tutti gli uomini sarà diagnosticato un tumore alla prostata;

-          nel 2060-70 a 65 anni molte persone non avranno più speranza di vita;

-          una donna su 4 avrà il tumore al seno;

VEGAN: CUORE GRANDE E SPALLE LARGHE

Franco Libero Manco

Per alcuni i vegetariani sono in qualche modo sopportabili, mentre i vegani sono proprio antipatici e a  volte  urticanti. Considero questa opinione un fatto del tutto fisiologico, che si ripete ad ogni innovazione che mette in crisi il proprio modo di pensare e di agire, specialmente se richiede la rinuncia a certi piaceri consolidati. E, come diceva John Stuart Mill, filosofo ed economista britannico, “Ogni innovazione è caratterizzata da tre fasi: prima la derisione, poi la considerazione ed infine l’accettazione”.

Essere vegan significa avere una percezione più ampia della vita, significa includere nella sfera dei diritti anche gli animali; significa vivere secondo il principio non fare ad altri ciò che non vorresti per te stesso; vivere secondo il comando “Non uccidere”; significa valorizzare la vita in tutte le sue manifestazioni; significa avere maggiore sensibilità d’animo, maggiore responsabilità verso se stessi e verso il contesto naturale; significa nutrirsi secondo quanto previsto da Madre Natura per noi umani/frugivori; significa non rendersi complici del martirio degli animali, della distruzione delle foreste, della fame nel mondo, dell’inquinamento generale, dello sperpero di risorse naturali.

Per contro essere carnofili significa essere affetti da “menefreghite”, considerare più importante il piacere del proprio palato del dolore e della vita degli animali; significa vivere secondo la legge primordiale  di mors tua vita mea; significa infischiarsene di quello che producono le nostre scelte alla nostra salute, alla nostra coscienza, al nostro ambiente, alla nostra  economia.

AMMALATI DI FATALISMO

(Non è il destino avverso a farci ammalare, e neppure gli dei, ma il nostro stile di vita)

Franco Libero Manco 

Perché gli animali selvatici non si ammalano quasi mai, fino all’ultimo giorno sono pieni di vitalità e si spengono senza il calvario che invece accompagna l’esistenza degli umani? Probabilmente perché seguono istintivamente le leggi naturali e si alimentano esclusivamente con ciò che ha previsto per loro Madre Natura. Cosa che non succede tra gli umani flagellati da innumerevoli malattie dovute ad un cattivo stile di vita e ad un’alimentazione innaturale quanto dannosa. Ma a mio avviso, salvo casi eccezionali, guarire è possibile da qualsiasi malattia, purché si  eliminino le cause che l’hanno determinata, e purché non sia troppo tardi la decisione di invertire la rotta. 

La malattia si manifesta come sforzo dell’organismo per eliminare le tossine accumulate in anni di intossicazione, di cattivi stili di vita, pessima alimentazione, inquinamento chimico, farmacologico, atmosferico, mentale, emozionale ecc: E’ il processo naturale di autodifesa, lo strumento attraverso cui opera per recuperare la salute, e bisogna che faccia il suo corso, mentre qualunque trattamento farmacologico/chimico/terapico rende ancor più gravoso il suo compito. 

INDIFFERENZA, IL LATO OSCURO DELLA COSCIENZA UMANA

Franco Libero Manco

L’uomo non troverà pace finché non estenderà la sua compassione a tutte le creature viventi (Albert Schweitzer)

Immaginiamo noi stessi braccati da esseri venuti da altri pianeti contro cui è impossibile qualunque reazione di difesa; in un luogo lugubre, senza vie di fuga, dal fetore pregnante di sangue, senza possibilità di essere aiutati. Immaginiamoci spinti a colpi di bastoni e scariche elettriche verso il patibolo e accanto a noi squartati e appesi a ganci metallici i resti di nostri parenti e amici.

Ognuno di noi in qualche modo ha sperimentato la sofferenza: quella fisica di una malattia, di un incidente o dal dentista, la perdita di una persona cara, dall’impossibilità di potersi difendere da un sopruso ingiusto e doloroso. 

Solo una parte irrilevante della crudeltà umana può essere ascritta ad impulsi incontrollati, la maggior parte è dovuta a superficialità o ad abitudini consolidate da insane tradizioni: “La facoltà a delegare altri a commettere ciò che ci ripugna è la causa della maggior parte dei delitti”(Seneca).

Finché i gemiti degli animali assetati, affamati, agonizzanti continuano ad essere inascoltati; finché l’indifferenza avrà la meglio nei nostri cuori, siamo tutti colpevoli. E’ la nostra coscienza ad essere messa sotto accusa, che è chiamata a rispondere di questo dissennato martirio. Ma un popolo che si nutre di sangue e di cadaveri non può avere un futuro.  

IL DIGIUNO, POTENTE STRUMENTO DI RIGENERAZIONE FISICA, MENTALE E DI ELEVAZIONE SPIRITUALE

Franco Libero Manco

Il digiuno, da sempre è stato praticato fin dagli albori della storia da tutti i popoli della terra allo scopo di  purificare il corpo, la mente o per penitenza nei percorsi spirituali, per auto-disciplina, per scopi politici o come mezzo di guarigione. 

Per i Veda e per la tradizione yogica era un mezzo di elevazione spirituale. Nelle religioni primitive per propiziarsi la divinità, o per prepararsi a certi cerimoniali. Era usato dagli antichi greci, prima della consultazione degli oracoli, dagli sciamani africani per contattare gli spiriti, dagli indianid’America per acquisire il proprio animale totemico, dai fenici, dagli egizi, gli assiri, dai babilonesi, dai druidi celtici e in tutti i paesi del Mediterraneo; i farisei erano noti per il loro digiuno. La legge mosaica ordinava agli ebrei il digiuno una volta l‘anno;  i primi cristiani lo praticavano con riferimento a Gesù che digiunò per 40 giorni prima della sua missione; veniva consigliato dai medici arabi. In Italia i medici napoletani, fino a circa 150 anni fa erano soliti utilizzare il digiuno che a volte durava 40 giorni nei casi di febbre. All’inizio dell’Ottocento il digiuno venne praticato come terapia per guarire diverse malattie.

La storia del digiuno annovera molti santi: Benedetto, Francesco d’Assisi, Francesco di Paola, Caterina da Genova, Bernardo di Chiaravalle, Romualdo dei Camaldolesi, Tommaso d’Aquino, Ignazio di Loiola, Francesco di Sales e altri. In tempi più recenti sono noti i digiuni di Gandhi, Aurobindo, Krishnamurti.

PERCHE’ CI SI AMMALA?

Franco Libero Manco

Nessuna generazione preceduta è stata colpita da tante patologie come l’attuale. Sembra che più passa il tempo e più sia precaria la salute umana. Oggi 1000 nuovi casi di tumore si registrano ogni giorno solo in Italia: complessivamente è vittima di 4000 diverse malattie. Antichi  testi induisti dicono che prima che il popolo si nutrisse di carne vi erano solo 2 malattie, dopo ne scoppiarono 78. Il grande medico Ippocrate a suo tempo ne contava una cinquantina, alcuni secoli dopo Galeno ne annoverava 150. 

Non vi è trasmissione televisiva in cui non si parli di alimentazione e malattie, in cui si esaltano i progressi della scienza nel combatterle, vantando nuovi ritrovati sempre più efficienti che consentono cure sempre più efficaci, ma mai risolutive. La scienza medica essenzialmente sintomatologica continua ciecamente a concentrarsi sulle capacità dei farmaci di arginare gli effetti prodotti, ma non indaga sulle cause che determinano le malattie: farmaci che facessero guarire dalle malattie farebbero fallire le industrie mediche e renderebbero inutili gli istituti di ricerca e gli stessi operatori sanitari. Un operaio che guadagna riparando calzature l’ultima cosa che aspirerebbe sarebbe quella dell’invenzione di calzature che non si logorano.

Da dove vengono le malattie? Perché gli animali che vivono in natura non si ammalano quasi mai, mentre l’essere umano, raramente gode ottima salute? Molto probabilmente perche vive contro natura, si nutre di alimenti privi o scarsi di sostanze necessarie al suo organismo.

VEGAN E MEDICINA CONVENZIONALE

Franco Libero Manco

Noi vegani spesso siamo considerati ideologicamente (e non solo) in antitesi nei confronti della medicina convenzionale dando l’impressione rigettarla a tutto campo. Riteniamo che qualunque sistema per essere al servizio della comunità ha bisogno di un continuo rinnovamento e questo viene dal “pungolo” di un movimento di opposizione che chiede la liberazione dalla visione sintomatologica che contraddistingue la medicina allopatica, dai condizionamenti delle multinazionali chimico-farmaceutiche, da una medicina che ha perso la visione unitaria dell’umano e che non aiuta la popolazione a combattere le cause che determinano la malattia, ma che, soprattutto lascia, spesso volutamente, l’individuo nell’ignoranza, perché l’apparato medico sanitario ha più interesse a curare che a prodigarsi per una società in salute.

Ma non possiamo non riconoscere la grande importanza che ha la medicina ufficiale nella cura di molte malattie e il progresso ottenuto specialmente nel settore chirurgico e diagnostico. Riteniamo però che le ingentissime risorse umane e finanziarie assorbite dal sistema sanitario dovrebbero produrre effetti ben più vasti e utili alla popolazione.

Riconosciamo il determinate contributo specialmente dei medici “Senza Frontiere”, veri e propri missionari negli scenari di guerra e in paesi svantaggiati, privi di risorse infermieristiche, o in tutte le emergenze di pronto soccorso: ambiti in cui viene salvata la vita a moltissima gente.

Normative pasti vegan nelle mense pubbliche

Franco Libero Manco

NORMATIVE INERENTI  LA POSSIBILITA’ DI USUFRUIRE DI PASTI ALTERNATIVI VEGAN NELLE MENSE PUBBLICHE 

Non è una facoltà ma un obbligo che i Comuni si sono impegnati (a proposito di eventuali dubbi sugli aspetti nutritivi della scelta vegana in qualsiasi età) a rispettare firmando, il 29 aprile 2010, in sede di Conferenza Unificata con Regioni e Ministero della Salute, le “Linee di indirizzo nazionale per la refezione scolastica”, redatte anche con il contributo dell’Istituto Nazionale per la Ricerca e la Nutrizione  pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale n.134 dell’11 giugno 2010, che recitano – a pagina 22: “Vanno assicurate anche adeguate sostituzioni di alimenti correlate a ragioni etico-religiose o culturali. Tali sostituzioni non richiedono certificazione medica, ma la semplice richiesta dei genitori”. Tale prescrizione è stata ribadita da una recente Nota del Ministero della Salute diffusa il 25 marzo scorso.

Tra le motivazioni etiche che comportano la richiesta di menu alternativi con sostituzioni che “vanno assicurate” (adeguate, bilanciate e di buon livello nutrizionale) è compresa anche la scelta vegana, vale a dire l'alimentazione che esclude carne, pesce e altri alimenti derivati dallo sfruttamento e dall’uccisione di animali, latte e suoi derivati, uova, miele e qualsiasi altro alimento di origine animale.

L’ETICA, LA PARTE MIGLIORE REPRESSA DELL’ANIMO UMANO

Franco Libero Manco

L’etica profonda è la parte più nobile dell’animo umano alla quale raramente viene dato il suo giusto ed edificante valore che si esprime in tutta la sue essenza e bellezza  mediante la compassione verso chi soffre a causa delle nostre troppo spesso irresponsabili scelte quotidiane.

Come può un religioso, un uomo di stato, di scienza, di cultura essere in profonda contraddizione con le stesso, con la propria coscienza quando a cena consuma le parti anatomiche di un animale e non accusare sensi di colpa per l’ingiustizia, il dolore e la morte causata? Come può giustificare, assolvere se stesso davanti alla vita? Come può non sprofondare nella vergogna per la propria incoerenza dal momento che molto probabilmente non avrebbe il coraggio di uccidere con le proprie mani l’animale che con ingordigia e insensibilità consuma a tavola?

La vita geme sotto il peso della violenza e del  dolore che l’uomo causa a se stesso e all’ immenso oceano animale. Abbiamo barattato la nostra dignità, dimenticato il cielo, rinnegato la nostra anima, venduto il nostro pensiero al migliore offerente e la giustizia langue sotto la coltre del piacere dell’oggi;  abbiamo barattato la nostra coscienza per un mortifero pasto di carne.

PROPOSTA DI LEGGE DI FORZA ITALIA PER IMPEDIRE AI GENITORI DI ALLEVARE I LORO BAMBINI CON UNA DIETA VEGAN

PROPOSTA DI LEGGE DI FORZA ITALIA PER IMPEDIRE AI GENITORI VEGAN DI ALLEVARE I LORO BAMBINI

CON UNA DIETA VEGAN

Franco Libero Manco

La proposta di legge  dell’onorevole Elvira Savino di Forza Italia, al fine di impedire ai genitori  di adottare una dieta vegan per i loro bambini (convinta che l’alimentazione vegetale sarebbe carente di zinco, ferro eme, vitamina D, vitamina B12 e Omega3”) ha del paradossale: è più adatta alle multinazionali di allevatori e macellai che ad un’esponente politico cui sta a cuore il benessere della popolazione giovanile.

Se l’onorevole Elvira Savino non vive sulla luna conosce benissimo la situazione allarmante cui versa la salute dei bambini alimentati nella maniera onnivora convenzionale. Ma dovrebbe anche conoscere lo stato di benessere cui godono i bambini vegan. Le statistiche parlano chiaro: un terzo dei bambini onnivori è in sovrappeso e l’obesità tra i giovanissimi ha raggiunto cifre allarmanti. Il calcolo è presto fatto: dei circa 600.000 vegani in Italia, almeno un terzo di questi sono genitori; sfidiamo chiunque a trovare 200.000 bambini onnivori che godono della stessa ottima salute dei bambini vegan.

PROTEINE ANIMALI, IL CORAGGIO DI CHIAMARLE “NOBILI”

Franco Libero Manco

Ci vuole un bel coraggio a considerare nobili le proteine che derivano dal cadavere di un animale. Chi ancora si ostina a considerarle necessarie per la salute umana deve fare i conti non solo con l’eccellente salute di coloro che non ne fanno uso ma con tutti gli animali più forti della terra che costruiscono le loro possenti masse muscolari mangiando erba.

E’ importante considerare che  gli animali carnivori assumono le proteine necessarie mangiando gli animali erbivori i quali hanno a loro volta hanno tratto le proteine dai vegetali, la sola e vera fonte di aminoacidi da cui dipende la vita di tutti gli animali sulla terra.

A tal proposito il Dr. Michele Riefoli dice: “L’essere umano invece di mangiare proteine da fonte vegetale prende i vegetali che le contengono e le da mangiare agli animali che alleva (con tutte le spese che comporta per la gestione della stalla, spreco d’acqua, dio terreno, cure veterinarie, costi di personale ecc.) e poi mangia l’animale dove trova le stesse proteine che aveva prima a disposizione, pagandole di più, ma con una concentrazione di sostanze chimiche di sintesi (concimi, diserbanti, anticrittogamici ecc. 16 volte maggiori rispetto a quelle che si ritroverebbe mangiano proteine da vegetali, quelli coltivati non in modo biologico”.

VEGAN, I “TALEBANI” DELL’AMORE PER LA VITA

Franco Libero Manco

Succede non di rado che qualcuno in televisione, intervistato sulle motivazioni della  sua scelta vegetariana, ci  tiene a precisare di non essere vegano per non adottare una scelta estrema considerata da “talebani”. E così succede che alcuni considerino estremisti tutti coloro che sono coerenti con una loro positiva visione delle cose, perorando per contro la politica della moderazione, delle mezze misure, come la più sensata e razionale. Se avesse adottato lo stesso criterio ogni grande mistico, scienziato o letterato saremmo ancora all’età della pietra.

Ebbene si, noi vegan siamo talebani, siamo talebani dell’amore e della vita; siamo gli estremisti del bene, del rispetto non solo di alcuni appartenenti alla famiglia dei viventi, ma di tutti, nessuno escluso; noi difendiamo il diritto all’esistenza di ogni essere in grado di soffrire, il diritto a non essere imprigionato, sfruttato, violentato, ucciso; il nostro amore per la vita si estende dall’uomo all’animale e difendiamo da ogni ingiustizia l’essere umano e l’animale allo stesso modo di chi difenderebbe suo figlio dalle grinfie di un assassino.

Vegan news

IL MINISTERO DELLA SALUTE CONFERMA IL VALORE E LA SUPERIORITA’ DELLA DIETA VEGAN

Nel mese di ottobre 2015 c’è stata la pubblicazione ufficiale da parte del Ministero della salute di un dossier (inerente la salute), redatto dagli esperti più noti in Italia, dedicato ai regimi vegetariani e vegani. Tra le altre si legge: “ E’ noto che una dieta vegetariana conferisca protezione dalle malattie cardiovascolari, da alcuni tipi di neoplasie, e sia associata ad una riduzione della mortalità per tutte le cause. Inoltre: “Rispetto alla diete vegetariane la dieta vegana sembra offrire un’ulteriore protezione dall’insorgenza di obesità, ipertensione, diabete mellito di tipo 2 e mortalità cardiovascolare, soprattutto nel sesso maschile”.

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SUPERBATTERI E ANTIBIOTICI

PERCHE’ LA CARNE FA MALE?

carne tagliata

NON E’ SOLO CIO’ CHE MANGI A DARTI SALUTE, MA CIO’ CHE ESCLUDI DALLA TUA DIETA

Franco Libero Manco 

-          perché contiene ptomaine, sostanze tossiche che si sviluppano dagli organismi in via di decomposizione: cadaverina, putrescina, istamina, indolo, scatolo, fenoli, ammoniaca ecc.

-          perché la carne genera radicali liberi (a questi sono collegati ad  almeno 50 diverse gravi patologie);

-          perché le proteine della carne bloccano l’utilizzo della vitamina D,  provocano concentrazione di calcio e di ossalati nei reni e questo favorisce la formazione di calcoli;

LATTE E FORMAGGI: CAUSA DI OSTEOPOROSI

“Non esiste un solo studio che abbia documentato che una dieta ricca di latticini in menopausa sia utile ad aumentare la densità ossea e a prevenire le fratture osteoporotiche. La frequenza di fratture in menopausa è tanto maggiore quanto è maggiore il consumo di carne e di latticini” (Prof. Franco Berrino)

Franco Libero Manco

Se fosse vero che per garantirsi il calcio nelle ossa, come raccomandano i nutrizionisti televisivi, occorre consumare latte e latticini, perché metà degli americani è carente di calcio nonostante ne bevano a fiumi? perché gli Eschimesi, nonostante consumino giornalmente circa 2500 mg di calcio (ne bastano  800 mg), sono tra le popolazioni maggiormente colpite da osteoporosi? perché le popolazioni a maggiore introito di calcio di derivazione animale registrano maggiori incidenze di fratture?

In realtà latte, latticini e formaggi sono alimenti altamente acidificanti e questo costringe l’organismo a sottrarre calcio buono per conservare l’equilibrio acido-basico del sangue e della matrice extracellulare. Anche le proteine animali e loro derivati provocano un’eccedenza di sostanze acide che richiamano calcio nel sangue favorendo l’osteoporosi.

Il calcio del latte solo in parte è utilizzabile dall’organismo umano perché reso inorganico con la bollitura, la pastorizzazione, la sterilizzazione, la lavorazione: oltre 45 gradi  il calore distrugge gli enzimi e senza enzimi (o loro carenza) le proteine e gli zuccheri del latte non sono correttamente digeribili e possono creare nel tempo problemi gastro-intestinali, diarrea, flatulenza, morbo di Crohn, ecc. Il calcio organico si trova solo nella frutta e nelle verdure crude.

La pastorizzazione disgrega calcio, magnesio e fosfati indispensabili per la formazione delle ossa, oltre a causare parziale coagulazione delle proteine e perdita di vitamine.

A proposito di Papa Francesco e gli animali: lettera a Franco di Mare

PER FRANCO DI MARE
conduttore televisivo della trasmissione televisiva Uno Mattino
unomattina@rai.it

Lunedì 16 maggio verso le ore 7,50 nella trasmissione televisiva su Rai Uno, Franco Di Mare riprendeva il discorso del papa sui presunti comportamenti di alcune persone che si interessano di animali ma trascurano le necessità degli umani, e ricordava lo sterminio in Ruanda di qualche tempo fa in cui furono uccisi circa un milione di persone e lasciò orfani un numero enorme di bambini che poi morivano a decine nei campi di raccolta. Nello stesso periodo, ricorda Di Mare, si raccoglievano fondi per i gorilla delle montagne, e terminava asserendo che in caso di necessità lui non avrebbe avuto dubbi su chi aiutare. Poi ricordava il pensiero di papa Ratzinger il quale asseriva che la vita dell’animale si esaurisce con la morte fisica, a differenza dell’uomo in possesso di un’anima immortale. Probabilmente  papa Ratzinger ha dimenticato la visione di Santa Faustina che era di parere opposto: “Oggi in spirito sono stata in Paradiso e ho visto l’inconcepibile bellezza e felicità che ci attende dopo la morte. Ho visto come tutte le creature rendono incessantemente onore e gloria a Dio. Ho visto quanto è grande la felicità in Dio, che si riversa su tutte le creature, rendendole felici”.

In un momento storico in cui appena appena emerge un barlume di luce nei confronti del mondo animale, da sempre schiavizzato, tormentato, crocefisso dall’uomo, si palesa vergognosamente il panico che gli umani possano trascurare i loro simili a vantaggio degli animali. Una paura pretestuosa, strumentale, patetica, grottesca che non farebbe che aumentare la distanza tra noi e loro e ad allungare il loro martirio.

LE PIANTE: QUESTO MERAVOGLIOSO, SILENTE NOSTRO PROSSIMO


Franco Libero Manco

“Voi vegetariani mangiate molti vegetali e dimenticate che anche la pianta soffre”. E’ vero, ma il quantitativo di piante sacrificate da coloro che mangiano la carne è infinitamente maggiore, dal momento che un kg di carne equivale a migliaia di piante consumate dall’animale. Inoltre i vegani consumano principalmente non la pianta ma i frutti della pianta,  come pomodori, melanzane peperoni, carciofi, zucchine cereali, legumi ecc. che non richiede l’uccisione della pianta, perché siamo consapevoli che anche la pianta vuole vivere e non essere recisa. Ed è questa maggiore sensibilità verso la vita il nostro fiore all’occhiello.

Sarà questa nuova coscienza, questa nuova sensibilità a dare all’essere umano la componente morale capace di realizzare un mondo nuovo, diverso, migliore: una persona capace di valorizzare e rispettare anche la pianta non può non valorizzare e rispettare un animale e tantomeno un essere umano, ed è questo il fulcro della cultura universalista vegan: l’amore ed il rispetto verso tutto ciò che vive.

SONO CRISTIANO, PER CUI MANGIO LA CARNE

Franco Libero Manco

Questa è la motivazione di alcuni cristiani che cercano di giustificare le loro abitudini alimentari carnivore, convinti che Gesù usasse mangiare carne, non esclusa carne di agnello, anche se in nessuna circostanza sia nei Vangeli canonici sia in quelli apocrifi risulta che Gesù abbia mai consumato della carne. E se si esclude l’episodio riportato in Luca 24,41, discepolo di Paolo convertitosi 3 anni dopo la morte di Gesù (quindi non poteva essere presente all’evento) in cui Gesù per dimostrare ai discepoli il suo essere resuscitato dice: “Avete qualche cosa da mangiare? Gli offrirono una porzione di pesce arrosto: egli lo prese e lo mangiò davanti a loro”, escluso questo si può dire che non solo Gesù non mangiò mai carne ma palesemente neppure pesce. Ma spesso si estrapola dai Vangeli solo ciò che serve a giustificare le proprie convinzioni tralasciano i principali insegnamenti di Gesù quali: “misericordia io voglio non sacrificio, beati i miti, i puri di cuore… 

Ora è difficile conciliare misericordia, mitezza, purezza con il brutale assassinio di un animale per deliziarsi il palato. Nella maggior parte dei casi chi usa mangiare carne ha anche il coraggio di uccidere l’animale, e attribuire questa insensibilità a Gesù è alquanto azzardato e denigratorio: avrebbe dimostrato meno sensibilità di molti mistici, santi e filosofi o di chiunque di noi che sente rispetto e compassione anche per gli animali. 

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