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La vita sta cambiando pelle

Giulietto Chiesa

Chiesa Giulietto: giornalista

Giulietto Chiesa: SIAMO STATI FORMATTATI

ARTICOLO 21 Costituzione Italiana
« Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. »

(Primi due commi dell'articolo 21 della Costituzione della Repubblica Italiana)

SOROS INCONTRA GENTILONI

Soros

Giulietto Chiesa

SOROS INCONTRA GENTILONI

Non è che, per caso, viene in Italia per fermare le inchieste contro i suoi traffici di migranti?

Basta fare qualche conto e qualche nome. 
Prendi il MOAS (Migrant Offshore Aid Station) che ha preso almeno mezzo milione di dollari dalla benemerita AVAAZ, quella che lancia sondaggi "umanitari" a ritmo vertiginoso. 
Solo che AVAAZ ha, tra i suoi fondatori, la famosa "Move-on", 
la quale prende soldi da Soros.

Poi prendi "Save the Children", che ha come partner, direttamente la "Open Society Fondations", che è una creatura di Soros. Ma che ha anche tra i suoi numi tutelari la "Fondazione Carlyle" (uno dei più importanti trust "benefici" , e non solo, degli USA.

Sempre alla "Open Society Foundation" di Soros attinge i suoi contributi l'altra famosa ONG che porta il nome di "Medici Senza Frontiere". Che tra non molto prenderà il premio Nobel, battendo per fama i "Caschi Bianchi" di Siria, che, guarda caso, prendono soldi da Soros, oltre che godere dell'Oscar cinematografico.

A questo punto non sarebbe fuori di luogo che qualche magistrato italiano spiccasse un mandato di cattura contro Soros, incriminandolo per i suoi reiterati tentativi di turbare l'ordine pubblico in Italia. Invece il capo del nostro governo lo riceve come amico. 
Resta da sapere di cosa hanno discusso.

Vediamo se si trova un giornalista italiano che lo chiederà al nostro primo ministro.

Gliulietto Chiesa
Pandoratv.it 

Mosca, lo stato dell’arte sulla ‘nazione russa’ nell’anno di grazia 2016

 Giulietto Chiesa 

Il 4 novembre è divenuto, in Russia, ufficialmente, ormai da tempo, giornata dell’”Unità Popolare”. Il ponte che si crea, dal 4 al 7, serve ottimamente per sostituire le feste che caratterizzarono, per decenni, l’anniversario della Rivoluzione d’Ottobre. Così i russi non hanno dovuto cambiare abitudini, pur avendo cambiato il regime politico. Infatti, a me che sono stato invitato ad assistere e intervenire alla X Assemblea del Russkij Mir (Il Mondo Russo), Mosca è apparsa come alla vigilia del nuovo anno. Insomma, tutti in auto a fare le compere.

Ma quest’anno Putin ha deciso di pigiare il piede sull’acceleratore e ha riempito di contenuti una data altrimenti vuota. Ed è un vuoto di ideali che, da 25 anni, non è ancora stato riempito da niente. Per questo, alla vigilia del giorno dell’”Unità del Popolo”, ha proposto alla Duma, la Camera bassa, di cominciare il lavoro per un disegno di legge “sulla nazione russa”. Segnale forte. Ma questo 4 novembre c’è un altro segnale equivalente a un colpo di scena. La mattina Putin in persona è andato a portare una corona di fiori al monumento dedicato a Minin e Pozharskij, la coppia di eroi russi che organizzarono l’esercito di volontari che cacciò i polacchi dal Cremlino e pose fine al “periodo dei Torbidi “, nel 1612. Il monumento al principe Pozharskij e al commerciante Minin è sulla Piazza Rossa, più o meno dove fu sistemato dallo Zar Alessandro Inel 1818.

Ex Ucraina, ritratto di Donetsk, indietro non si torna

di Giulietto Chiesa

A notte fonda qualcuno, dotato di permesso speciale, mi aiuta a superare il coprifuoco e mi porta nei pressi della linea del fronte. L’auto vola nelle strade periferiche della città completamente deserte. I semafori funzionano, ma ci si ferma al rosso. “Perché?”, chiedo. “Ci sono le telecamere in funzione e mi arriverebbero le multe a casa”. Ride. Non incontriamo né pattuglie, né posti di blocco. Più avanti i lampioni sono spenti e si procede nel buio più totale.

“La civiltà è rimasta alle nostre spalle”, ghigna l’autista. Da qualche parte, alla nostra destra, ci sono le macerie dell’aeroporto. L’altro lato della stradina è una fila di case distrutte, i cui spuntoni di ferro appena si vedono nel riflesso lontano della città. La notte senza luna offre un cielo impareggiabile con la Via Lattea quasi in rilievo.

Ancora per qualche chilometro svoltiamo in viuzze ancora asfaltate. Qui c’è gente che popola ancora i palazzi di molti piani. Si vedono rare finestre illuminate. E’ tornata la luce, l’acqua, il gas. La linea del fronte è a due chilometri e io faccio fatica a immedesimarmi con i fantasmi che sono rimasti qui a vivere, in mezzo alle macerie, con la prospettiva, tutt’altro che remota, di trovarsi in mezzo a colpi di cannone e di mitragliatrice.

Giulietto Chiesa: invece della Catastrofe

Invece della Catastrofe

Nella vita quotidiana di ognuno di noi la crisi ha assunto i tratti di un personaggio da tragedia antica: il fato, il convitato di pietra, una presenza immanente e ostile, eppure inafferrabile. Conseguenza inevitabile quando gli effetti di una congiuntura globale sono ormai alle porte delle nostre case, colpiscono le nostre vite, corrodono la speranza di un futuro per i nostri figli e sgretolano ciò che davamo per scontato: stile di vita, lavoro, salute, istruzione. C'è la sensazione diffusa che tutto ciò sia solo la punta di un iceberg, che queste perdite siano in realtà le estreme propaggini di un enorme buco nero in espansione. Ma mancano le prove, perché nessuno dice veramente come stanno le cose. C'è un silenzio colpevole perché interessato da parte dei pochi che sanno. "Invece della catastrofe" vuole svelare le tremende verità che ci vengono nascoste e lanciare un drammatico appello alle coscienze. La crisi economica è solo un aspetto del problema. Crisi climatica, ambientale, energetica, demografica, crisi dei rifiuti, crisi dell'acqua sono tutte strettamente connesse. L'illusione degli ultimi tre secoli che in un sistema finito di risorse fosse possibile una crescita infinita si è definitivamente infranta. L'umanità sta andando a marce forzate verso la catastrofe, una catastrofe immane rispetto alla quale le due guerre mondiali che abbiamo vissuto saranno rappresentazioni secondarie e minori. Un cambiamento di rotta è ancora possibile, ma i tempi per questa trasformazione sono ormai stretti...

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