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La vita sta cambiando pelle

Giulietto Chiesa

Chiesa Giulietto: giornalista

Mosca, lo stato dell’arte sulla ‘nazione russa’ nell’anno di grazia 2016

 Giulietto Chiesa 

Il 4 novembre è divenuto, in Russia, ufficialmente, ormai da tempo, giornata dell’”Unità Popolare”. Il ponte che si crea, dal 4 al 7, serve ottimamente per sostituire le feste che caratterizzarono, per decenni, l’anniversario della Rivoluzione d’Ottobre. Così i russi non hanno dovuto cambiare abitudini, pur avendo cambiato il regime politico. Infatti, a me che sono stato invitato ad assistere e intervenire alla X Assemblea del Russkij Mir (Il Mondo Russo), Mosca è apparsa come alla vigilia del nuovo anno. Insomma, tutti in auto a fare le compere.

Ma quest’anno Putin ha deciso di pigiare il piede sull’acceleratore e ha riempito di contenuti una data altrimenti vuota. Ed è un vuoto di ideali che, da 25 anni, non è ancora stato riempito da niente. Per questo, alla vigilia del giorno dell’”Unità del Popolo”, ha proposto alla Duma, la Camera bassa, di cominciare il lavoro per un disegno di legge “sulla nazione russa”. Segnale forte. Ma questo 4 novembre c’è un altro segnale equivalente a un colpo di scena. La mattina Putin in persona è andato a portare una corona di fiori al monumento dedicato a Minin e Pozharskij, la coppia di eroi russi che organizzarono l’esercito di volontari che cacciò i polacchi dal Cremlino e pose fine al “periodo dei Torbidi “, nel 1612. Il monumento al principe Pozharskij e al commerciante Minin è sulla Piazza Rossa, più o meno dove fu sistemato dallo Zar Alessandro Inel 1818.

Ex Ucraina, ritratto di Donetsk, indietro non si torna

di Giulietto Chiesa

A notte fonda qualcuno, dotato di permesso speciale, mi aiuta a superare il coprifuoco e mi porta nei pressi della linea del fronte. L’auto vola nelle strade periferiche della città completamente deserte. I semafori funzionano, ma ci si ferma al rosso. “Perché?”, chiedo. “Ci sono le telecamere in funzione e mi arriverebbero le multe a casa”. Ride. Non incontriamo né pattuglie, né posti di blocco. Più avanti i lampioni sono spenti e si procede nel buio più totale.

“La civiltà è rimasta alle nostre spalle”, ghigna l’autista. Da qualche parte, alla nostra destra, ci sono le macerie dell’aeroporto. L’altro lato della stradina è una fila di case distrutte, i cui spuntoni di ferro appena si vedono nel riflesso lontano della città. La notte senza luna offre un cielo impareggiabile con la Via Lattea quasi in rilievo.

Ancora per qualche chilometro svoltiamo in viuzze ancora asfaltate. Qui c’è gente che popola ancora i palazzi di molti piani. Si vedono rare finestre illuminate. E’ tornata la luce, l’acqua, il gas. La linea del fronte è a due chilometri e io faccio fatica a immedesimarmi con i fantasmi che sono rimasti qui a vivere, in mezzo alle macerie, con la prospettiva, tutt’altro che remota, di trovarsi in mezzo a colpi di cannone e di mitragliatrice.

Giulietto Chiesa: invece della Catastrofe

Invece della Catastrofe

Nella vita quotidiana di ognuno di noi la crisi ha assunto i tratti di un personaggio da tragedia antica: il fato, il convitato di pietra, una presenza immanente e ostile, eppure inafferrabile. Conseguenza inevitabile quando gli effetti di una congiuntura globale sono ormai alle porte delle nostre case, colpiscono le nostre vite, corrodono la speranza di un futuro per i nostri figli e sgretolano ciò che davamo per scontato: stile di vita, lavoro, salute, istruzione. C'è la sensazione diffusa che tutto ciò sia solo la punta di un iceberg, che queste perdite siano in realtà le estreme propaggini di un enorme buco nero in espansione. Ma mancano le prove, perché nessuno dice veramente come stanno le cose. C'è un silenzio colpevole perché interessato da parte dei pochi che sanno. "Invece della catastrofe" vuole svelare le tremende verità che ci vengono nascoste e lanciare un drammatico appello alle coscienze. La crisi economica è solo un aspetto del problema. Crisi climatica, ambientale, energetica, demografica, crisi dei rifiuti, crisi dell'acqua sono tutte strettamente connesse. L'illusione degli ultimi tre secoli che in un sistema finito di risorse fosse possibile una crescita infinita si è definitivamente infranta. L'umanità sta andando a marce forzate verso la catastrofe, una catastrofe immane rispetto alla quale le due guerre mondiali che abbiamo vissuto saranno rappresentazioni secondarie e minori. Un cambiamento di rotta è ancora possibile, ma i tempi per questa trasformazione sono ormai stretti...

Brexit, Giulietto Chiesa: Prima frana della globalizzazione

Marta Moriconi

Da Cameron a Farage, dal fallimento della Ue alla Brexit, dagli Usa alla Russia: Giulietto Chiesa, scrittore e giornalista commenta su IntelligoNews a 360 gradi l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

Le carceri segrete della CIA in Europa di Giulietto Chiesa

Esiste una rete di prigioni segrete per prigionieri fantasma. Luoghi dove le convenzioni internazionali sono parole vuote, lettera morta e la tortura è regola. Luoghi che possono inghiottire come un buco nero; e sono da noi, in Occidente. L'inchiesta di Giulietto Chiesa, membro della commissione istituita dal Parlamento di Strasburgo per indagare su tutti gli atti di violazione delle norme internazionali ad opera della CIA in Europa, fa emergere un enorme scandalo politico che coinvolge quasi tutti i servizi e i governi europei, dalla Romania, alla Svezia, dalla Germania all'Italia, con accuse di complicità, menzogne, accordi segreti.

ELEZIONI: PRIMA DELLA SECONDA ONDA

GIULIETTO CHIESA
megachip.info

(comedonchisciotte.org) Prevedere cosa succederà nelle prossime giornate e settimane è impresa impossibile. Ma si può, e si deve, ragionare sulle cose che si vedono e che sono accadute. Prima di tutto non cadere nella tentazione di "spiegare" il paese in base ai risultati elettorali di una legge che lo ha depredato della democrazia. Legge truffa=risultato falso.

Ha votato un'Italia piagata dalla crisi, ingannata dai media, parzialmente istupidita dalle televisioni del padrone e del palazzo, impossibilitata a capire. Ma anche un'Italia che non si arrende.

C'è un vincitore ed è il Movimento 5 Stelle, che è, al momento, Beppe Grillo. E c'è uno sconfitto, che è il Partito Democratico. Berlusconi è un guitto che va bene a quella parte degli italiani che è stata formata nel suo teatrino, ma che ha troppi scheletri nell'armadio e troppi nemici in Europa per poter esercitare fino in fondo il suo potere di ricatto.

Del resto Machiavelli aveva già descritto il tipo e la situazione quando scrisse che "sono tanto semplici gli uomini e tanto obbediscono alle necessità presenti, che colui che inganna troverà sempre chi si lascerà ingannare". E dunque la questione vera, per il futuro, è quanti saranno gli uomini e le donne di questo tipo nella società italiana. Questione di educazione e di etica. Che implica, per essere risolta, di una guida e di un'idea forte.

PREVISIONI (DEL GEAB) DI “CRISI SISTEMICA GLOBALE”: ENTRO L’ANNO CROLLA TUTTO

VALERIO LO MONACO
ilribelle.com

(comedonchisciotte.org) L'ultimo Geab (Global Europe Anticipation Bulletin) in ordine di tempo, tra quelli pubblicati periodicamente dal gruppo Leap2020 che abbiamo indicato più volte - e che in genere fa previsioni decisamente ponderate che poi si rivelano giuste - torna a battere su un tema al quale crede ciecamente, non senza ragione, praticamente da sempre: il crollo del Dollaro.

La previsione in questo caso è relativa alla seconda metà del 2013, dunque a una data praticamente dietro l'angolo, e segue la visione generale che accompagna (non solo) i report di questa organizzazione e che vede in una inevitabile "Crisi Sistemica Globale" lo scenario di passaggio tra un prima e il dopo. "Dopo" che, naturalmente, deve essere organizzato su basi completamente nuove.

La parte pubblica del bollettino, che il Geab rilascia gratuitamente e che equivale a circa un decimo di tutto il lavoro presente in ogni studio pubblicato, viene tradotta anche in italiano praticamente un istante dopo il suo rilascio e resa disponibile da molti siti ( qui, ad esempio, la traduzione riportata da Megachip di Giulietto Chiesa). Ed è a questo sito che vi rimandiamo per la lettura della parte free del report.

IL MIO VOTO CONTRO VENT’ANNI D’INGANNI

GIULIETTO CHIESA
megachip.info

(comedonchisciotte.org) Sono andato a votare. Credo che molti, come me, abbiano provato la stessa sensazione: quella che preavverte della prossimità di grandi cambiamenti.

Ho citato, in un tweet recente, una frase di Friedrich Dürrenmatt, che qui ripeto: «Anche un ordine apparente, quando viene distrutto, produce disordine». Ne aggiungo ora un'altra, dello stesso scrittore: «Nulla è necessario. Il gioco può interrompersi ad ogni momento».

Poi sono entrato nella cabina di voto e ho aperto le schede. Ho guardato per un attimo i colori e la scomposta confusione d'idee che rappresentavano. Mi è venuto in mente il titolo che Eugenio Scalfari ha dato al suo editoriale: «Tramonta un sistema di patacche e di bugie».

Più vero di quanto non immagini il suo autore, un tempo spirito libero e ora, ai miei occhi trasformato in un freddo, insopportabile conservatore. Anzi reazionario.

Poi ho contato le decine di simboli su quelle schede. Quella "democratica" (un po’ comica) molteplicità è - ho pensato - il risultato di un furto. Furto di democrazia reale, perpetrato anni fa, con il consenso quasi unanime dei partiti, in primo luogo del giornale allora diretto da Eugenio Scalfari, in buona compagnia con gli antesignani dell'attuale Partito Democratico.

Il passaggio al bipartitismo "anglosassone" fu l'inizio della fine della democrazia in Italia.

E avvenne con la benedizione e il consenso dei derubati.

Fu fatto convincendoli che, in tal modo, si sarebbe andati verso una maggiore governabilità. E i derubati acconsentirono.

Ma non era questo l'obiettivo. Coloro che lo promossero non volevano governare: volevano comandare.

Hanno comandato, infatti, contro il popolo.

DEBITO PUBBLICO: LO PAGHINO LORO

GIULETTO CHIESA
cadoinpiedi.it

(comedonchisciotte.org) Dopo la Grecia, la rivolta esploderà anche da noi. La gente reagirà e l'unica alternativa è partire da un punto fermo: i cittadini non devono pagare il debito creato ad arte da affaristi e politici che per anni hanno protetto caste e mafie. Lo paghino loro, adesso, questo debito

Oggi in Grecia i cittadini hanno occupato le sedi dei ministeri. Sono assolutamente convinto che la situazione stia degenerando e la responsabilità di questa degenerazione politica sta interamente nelle mani dei governanti europei e del Fmi. Siamo all'inizio della fine del patto sociale che ha retto l'Europa e l'intero occidente inclusi gli Stati Uniti d'America, il Canada etc..

Di fronte a questa rottura che non è stata provocata dalla gente, ma è stata provocata dal collasso in corso del sistema finanziario, ci sono soltanto due possibilità:

1) La gente si arrende, ma per molti sarà perfino difficile arrendersi, perché ci annunciano di fatto che dovremo drasticamente tagliare il nostro reddito e non ci spiegano neanche perché. E non ce lo spiegano perché non hanno modificato nulla delle cause che hanno creato questa situazione, non hanno cambiato le regole di una finanza impazzita, ci dicono che dobbiamo pagare, ma non ci spiegano cosa è accaduto che ci ha portato a questa situazione.

2) La gente reagisce e io credo che reagirà dappertutto, anzi devo dire con molta franchezza: me lo auguro perché è giunto il momento in cui dobbiamo difenderci da una vera e propria aggressione. In Italia si sta progettando una prima manifestazione in concessione con l'Europa che avverrà il giorno 15 ottobre, io per esempio a questa manifestazione intendo partecipare.

NON PAGARE IL DEBITO !

GIULIETTO CHIESA
ilfattoquotidiano.it

(come donchisciotte.org) Un anno fa la Grecia era in rosso per 110 miliardi di euro.
L’hanno “salvata”.
Adesso il debito è salito a 340 miliardi.
Non so se la ri-salveranno, ma, in tal caso (e non è una battuta di spirito, perché la Finlandia proprio questo ha chiesto) dovrà dare in pegno il Partenone.
A riprova che i “ nove banchieri” di Wall Street amano molto le collezioni private. Non so dove lo metteranno, il Partenone, ma troveranno un posto, magari vicino a San Diego, California.

Il problema è che adesso tocca a noi. Chiederanno in pegno il Colosseo, o la Galleria degli Uffizi. E non basterà, perchè il nostro debito pare sia superiore ai 1.900 miliardi di euro.

Dicono che dobbiamo privatizzare tutto. Arriveranno a comprare ai saldi con i denari fasulli, creati con un click sul computer, con cui hanno gonfiato il debito mondiale fino a cifre astronomiche, che nessuno è più in grado di pagare.

Ho publicato i risultati di un Gao (Government Accountability Office) Audit sulla Federal Reserve , il primo e unico mai effettuato sulla prima banca planetaria nei suoi circa 100 anni di storia, dal quale emerge che, tra il 2007 e il 2010, la Federal Reserve ha spalmato 16 trilioni di dollari su tutte le più importanti banche occidentali, non solo su quelle americane.

Complotti CIA, rivelazioni a prova di Bomba

 Giulietto Chiesa

(giuliettochiesa.it) Avviso ai lettori di questa nota. Vorremmo inaugurare una nuova serie di commenti e analisi, dedicata interamente ai "negazionisti del complotto". Cioè a quei signori che, per incultura politica totale, ovvero per introiettata, supina acquiescenza alle fonti ufficiali (il riferimento è, in questo caso, ai giornalisti mancati) si affannano, ogni volta che qualcuno cerca una spiegazione ai fatti che occorrono nella vita reale, ad accusarlo di "complottismo".

Categorie, le sopra elencate, assai numerose, oltre che oltremodo dannose per la convivenza umana. Salvo che per un aspetto: che allietano la nostra esistenza con inaspettate capriole, gag, involontaria esibizione di comica insipienza, della qual cosa siamo loro moderatamente grati.

E veniamo al dunque. Il giornale più complottista del mondo - così ci pare di poterlo definire dopo la rivelazione dei nove banchieri nove che si riuniscono una volta al mese a South Manhattan, nei pressi di Wall Street, per decidere i destini, finanziari e non, del pianeta - (s'intende il New York Times), appena messo piede nella Grande Mela, mi gratifica di un altro episodio principe di complottismo al quadrato. Con un titolo in prima pagina che è tutto un programma, il New York Times ci aiutava a trascorrere in pace il Natale e il Capodanno: «I segreti della CIA potrebbero affacciarsi in un procedimento penale svizzero».

Ohibò, dico io. Sarà mica un altro episodio della saga di Wikileaks?

No, state tranquilli. Wikileaks non c'entra. C'entra un magistrato svizzero, nome Andreas Müller, Carneade che vuol mettersi nei guai, che ha scoperto, dopo due anni d'indagini, i seguenti, succulenti retroscena (leggi complotti).

L’“INVEROSIMILE” ATTACCO PROSSIMO VENTURO

GIULIETTO CHIESA
antimafiaduemila.com

(comedonchisciotte.org) Israele è pronta ad attaccare l'Iran. Una crisi annunciata della quale Washington, contrariamente a quanto vorrebbe far credere, non è affatto all'oscuro. Anche la Russia e la Cina, a sorpresa, sembrano dare il via libera all'attacco in fede a inediti e non meglio precisati "scambi di favori". Accettando un rischio di proporzioni non ancora prevedibili.

C'è da chiedersi: perché lo fanno?

Se siamo a 5 minuti, a 5 giorni, a 5 mesi, non possiamo saperlo. Ma che siamo a 5 anni possiamo escluderlo. Da dove? Dal momento in cui Israele attaccherà militarmente l'Iran e darà avvio a una crisi militare di così vaste proporzioni da modificare per una lunga fase i già precari equilibri mondiali restanti.

Questa crisi - annunciatissima ma che quasi nessuno vuole vedere - si aggiungerà, aggravandole drammaticamente, a tutte le altre crisi già in atto. Israele vi si accinge, incoraggiata da potenti circoli internazionali che sono interessati a un grande incendio: l'unico nel quale potranno essere bruciati tutti i libri contabili degli organizzatori della fine di un'epoca intera della storia umana.

Inutile rispondere alle obiezioni che di solito promanano da ogni sorta di anime belle: hanno tutte lo stesso difetto originario, consistente nell'applicare le regole del politically correct a Israele.

Quelle regole non sono usate da Israele essendo esse state inventate per i paesi normali, mentre Israele è un paese eletto. La sostanza di questo pensiero è che Dio sta dalla sua parte, è "con Israele". E, quindi, ogni forma di analisi politically correct del comportamento di Israele appare insensata, essendo Dio estraneo a criteri del genere.

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