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La vita sta cambiando pelle

Marco Vettori

Vettori Marco: psicologo e psicoterapeuta Junghiano. Formazione analitica Junghiana con i Dottori Dieter Baumann, Mariella e Vincenzo Loriga, specializzazione in Sand Play Therapy con i dottori Adriana Mazzarella, Paola Carducci e Martin Kalf.

COME AIUTARE UNA DONNA "PUELLA" [Fanciulla].

Turandot

Marco Vettori
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A COLLOQUIO CON L’INCONSCIO

COME AIUTARE UNA DONNA "PUELLA" [Fanciulla]; sulle difficoltà del femminile nel proprio percorso di crescita  verso la maturità. 

Come possiamo definire una donna ”Puella”? Una donna condizionata da esperienze familiari negative che non ha voglia né di crescere né di vivere nella realtà dell’esperienza e della quotidianità.
Quali genitori possono aver condizionato, nel profondo, la puella? 
Un genitore lontano ed inesistente o un padre che ha spinto la propria figlia, per essere da lui benvoluta, ad una vocazione intellettuale (verso la solitudine delle altezze intellettuali). Una madre rifiutante che ha allontanato la figlia dalle profondità del sentimento. 
Quali sono le ombre che caratterizzano la spiritualità e la sessualità della Puella? 

La sua spiritualità è caratterizzata da un “io” razionale e da una cultura intellettuale. La sua sessualità spesso è tecnica e funzionale.
Quali sono le caratteristiche dell’agire nell’esistenza della puella? 
Il movimento nella vita della puella è caratterizzato da perenni fughe in avanti contrassegnate dal muoversi a vuoto. Normalmente “la fanciulla” spende energie inutilmente rimanendo ferma e segnando il passo.

Il bambino [PUER] che spesso vive in noi e a volte vicino a noi

Eros

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Riflessioni in forma dialogica sul Bambino [PUER] che spesso vive in noi e a volte vicino a noi.

Che cosa troviamo spesso nell’anamnesi di un uomo “puer”?
Una madre che ha combattuto la sua spontaneità virile fin dalla più tenera età. Come si considera il puer nei confronti degli altri esseri umani? Un individuo speciale un piccolo dio che non può vivere una vita media con una donna normale. Tanto più il giovinetto si identificherà nel dio della giovinezza, tanto meno la sua vita sarà vissuta in modo umano ed individuale. 

Come si presenta l’ombra del puer ? 
L’ombra ha i germi della vitalità e per “il puer di mascolinità”, ma a causa di fattori esterni ed interni che l’hanno ingrossata e gonfiata è divenuta carica di possibilità negative e distruttive. Si convince che esistono tante 
ragazze uguali alla sua attuale compagna in questo momento e non ha alcun senso sprecare energie per costruire un rapporto con una donna “ordinaria” come colei che è attualmente è la sua ragazza. Lui non è in grado di vedere o non vuole vedere le caratteristiche di unicità e di originalità della attuale compagna e la straordinarietà della quotidianità. 

Sabbia numero 3 Intitolata "Margherita"

Sabbia numero 3 "Margherita"

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UN CASO DI ANORESSIA RISOLTO CON LA SAND PLAY THERAPY 

Sabbia n.3 intitolata “Margherita”. 

Dopo aver pensato un poco dice che farà una cosa che aveva in mente da qualche tempo. Inizia bagnando la sabbia al centro: Lavora in silenzio per circa dieci minuti: Mi fa sapere che la forma che le è venuta in mente da presentare nella sabbiera è ”la margherita”. Qualcosa di semplice e circolare.  Questa immagine le ricorda: il sole, l’estate e la semplicità. Questo fiore ha otto petali: La margherita è semplice e solare: Dato che, attualmente, a scuola è stressantissima questa immagine le dà sensazione di serenità e tranquillità.

Sabbia che “si sviluppa” in orizzontale rispetto alla prima eseguita in gran parte in verticale. Nel momento attuale è forse, importante, per Eli aprirsi verso l’esterno per dare ampio spazio alla semplicità. Margherita, in greco, significa ‘perla’ e la “margarita” è simbolo del femminile.  Nella presente realtà la paziente, sta, forse, collegandosi ad un femminile più consono a lei stessa e più equilibrato?

Tenendo presente il simbolismo dell’otto, riferito al numero dei petali, si può ipotizzare una prima ‘forma’ di conciliazione degli opposti [materia e spirito] e di ‘trasformazione’.

Sabbia N 2 Intitolata "Gatto"

Sabbia numero 2 "Gatto"

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UN CASO DI ANORESSIA RISOLTO CON LA SAND PLAY THERAPY

 Sabbia n.2 intitolata “Gatto”.

 Inizia il suo lavoro bagnando la sabbia al centro della sabbiera. Con le dita disegna un tondo. Mi dice che sta cercando di fare un gatto, ma non si capisce molto. Lavora con molto impegno per far risaltare i baffi. Mentre sta lavorando mi fa sapere che a lei piace che i gatti si nascondano: sono misteriosi. Ieri ha visto un gatto stilizzato alla televisione che le è piaciuto molto. Lei ama i gatti perché sono un po’ ruffiani e un po’ coccoloni. Il gatto è anche un animale autonomo. Domenica scorsa è andata a cena con una ragazza alle quale piacciono i gatti. Questa sua coetanea è carina semplice e cordiale. Il gatto però non è il suo animale preferito perché è normale. Il gatto non è bellissimo, non è elegante e nobile come il cavallo. Il gatto è un animale popolare.

Analisi del Canto Terzo (seconda Parte) dell’Inferno della Divina Commedia secondo la Psicologia del profondo

Ignavi Canto Terzo Divina Commedia

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Analisi del Canto Terzo dell’Inferno della Divina Commedia secondo la Psicologia del profondo.

Parte Seconda

Quivi sospiri, pianti e alti guai 
risonavan per l’aere sanza stelle, 
per ch’io al cominciar ne lagrimai.                              

Diverse lingue, orribili favelle, 
parole di dolore, accenti d’ira, 
voci alte e fioche, e suon di man con elle                    

facevano un tumulto, il qual s’aggira 
sempre in quell’aura sanza tempo tinta, 
come la rena quando turbo spira.  

Sulla relazione genitori-figli

famiglia

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Sulla relazione 'genitori-figli'.
Jung, il grande psicologo svizzero fondatore della psicologia analitica, diceva che le difficoltà di comportamento dei figli vanno ricercate nei problemi che i genitori non sono stati capaci di risolvere o non hanno voluto affrontare.
Molte madri e molti padri ripetono con i propri ragazzi i modelli di comportamento assimilati dai propri genitori senza rendersi conto di aver acquisito dei condizionamenti in modo acritico e modelli di origine culturale consolidati dall’abitudine. Se gli adulti non diverranno capaci, attraverso una revisione e riflessione critica ed un successivo comportamento adeguato, di andare oltre i condizionamenti ricevuti dai genitori, costringeranno le nuove generazioni ad ammalarsi delle nevrosi familiari e a vivere con sofferenza a causa dei problemi non risolti dei loro genitori.

Aiutare un uomo Dioniso ovvero un adulto rimasto adolescente dal punto di vista emozionale

Dioniso

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Aiutare un uomo "Dioniso" ovvero un adulto rimasto adolescente dal punto di vista emozionale.
L'incontro con APOLLO.
E' molto importante per un individuo dalle caratteristiche psicologiche che sono proprie del dio greco "Dioniso" incontrare e fare amicizia con Apollo.
L'incontro con Apollo comporta, per il soggetto Dioniso, la capacità di pensare in maniera razionale ovvero di imparare a riflettere sulle possibili conseguenze future del proprio comportamento attuale e anche” che cosa apprendere” e le modalità adatte [il come] imparare dall'esperienza presente. 
In Sintesi. 
Incontrare Apollo per l'individuo "Dioniso" significa apprendere: "Il rapporto" che si realizza tra "il comportamento attuale" e "le conseguenze future". 
I Contenuti, i Metodi e le Tecniche per imparare da un genitore che testimoni alla propria creatura (per natura irrazionale ed emotiva in cui gli opposti si esaltano) una equilibrata capacità di sentimento.
Incontrare e accompagnarsi ad Apollo permette, pertanto, a Dioniso di migliorare la propria capacità di pensare in maniera razionale: "allenarsi a favorire una propria positiva distanza emotiva". 

Analisi secondo la Psicologia del Profondo del Canto Terzo (Prima Parte) dell'Inferno della Divina Commedia

Dante e Virgilio

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Analisi del Canto Terzo dell’Inferno della Divina Commedia secondo la Psicologia del Profondo.

Parte Prima

Nel secondo canto, valutata l’importanza di una scelta cosciente, il Sommo Poeta invita ciascuno di noi a domandarsi quali modelli  dovranno essere esperiti nell’affrontare il viaggio nel regno delle ombre e  qual è il significato religioso  e psicologico delle parole scritte sulla porta dell’Inferno:” Attraverso di me  si giunge là dove il dolore è senza fine, attraverso di me si entra tra la gente dannata.  La volontà di giustizia mosse il mio divino Fattore, mi creò la potenza di Dio Padre, la somma sapienza del Figlio e il primo Amore dello Spirito Santo. Prima di me non ci fu altro se non cose create per essere eterne e io eternamente duro”. L’Eterno, con i suoi attributi biblici, il figlio unigenito Cristo, la cui sapienza apre le porte della conoscenza e l’Amore dello Spirito Santo hanno edificato la porta. In principio la porta era chiusa senza che nessuno avesse la possibilità di uscire. Successivamente è comparso il Cristo ad annunciare la “Buona Novella” affinché coloro che volevano essere suoi seguaci, per camminare sulla strada della conoscenza, potessero essere salvati. Prima erano le tenebre e il disordine.

Sabbia n.1, intitolata "Piazza con palma".

Sabbia n1: piazza con palma

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A COLLOQUIO CON L'INCONSCIOSabbia n.1, intitolata "Piazza con palma".

Dopo aver bagnato la sabbia  al centro della sabbiera, la paziente inizia 
a lavorarla.

Quando, con una certa fatica, ha terminato la costruzione con la sabbia
aggiunge le figurine e un orologio realizzato con la plastilina. Terminato
il lavoro mi fa presente che ha costruito "- una rotonda con in mezzo una
palma con tante braccia- Le auto girano attorno alla palma. Una scultura
di una piazzetta, di una rotonda in mezzo alla strada. C'è la vita della gente
che gira intorno; c'è anche l'orologio che scandisce il tempo. Una città che
è vitale che dà l'idea della vita con tante braccia rivolte verso l'alto. C'è una
vitalità che è naturale e nello stesso tempo spirituale.   C'è un'idea del 
movimento che questo fiore deve avere verso l'alto e verso i lati. La palma
con le foglie deve coprire la città. L'orologio segna le dieci e dieci in questo
modo le lancette rappresentano un abbraccio".

Commento secondo la psicologia del profondo del Canto Secondo dell'Inferno della Divina Commedia

Secondo Canto Divina Commedia

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"La Psicologia del Profondo del Canto Secondo dell'Inferno della Divina Commedia"

“Lo giorno se n’andava, e l’aere bruno
toglieva li animai che sono in terra
da le fatiche loro; e io sol uno
m’apparecchiava a sostener la guerra
sì del cammino e sì de la pietate,
che ritrarrà la mente che non erra.
O muse, o alto ingegno, or m’ aiutate;
o mente che scrivesti ciò che io vidi,
qui si parrà la tua nobilitate”.

Al calar della sera Dante muove i primi passi dietro Virgilio la sua guida.

“Il dubbio” spinge il poeta a prendersi carico delle proprie scelte ed a qualificarle: è il problema psicologico centrale di questo canto.

Mentre gli animali si preparano al riposo notturno Lui si dovrà confrontare con la propria ombra collegata agli istinti naturali sul piano fisico, emotivo e naturale.

Un caso di anoressia risolto con la Sand Play Therapy

anoressia

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Un caso di anoressia risolto con la Sand Play Therapy. Introduzione Anamnesi

All'inizio dell'estate del1995 si presenta in studio una donna i mezza età, piuttosto curata, ma dall'aspetto triste e severo. E' venuta per parlare con me della figlia a cui verrà dato il nome di fantasia di Eloisa che, secondo i suoi insegnanti, presenta i sintomi caratteristici di una "anoressia". La signora non riesce a capacitarsi del fatto che Eli si sia ammalata in quanto lei e suo marito non le hanno mai fatto mancare alcunché, hanno sempre seguito i precetti della religione cattolica e fatto il loro dovere verso i figli e il prossimo. La madre di Eloisa, descrivendomi la giovane, si dice soddisfatta in generale del suo comportamento a casa e a scuola, pur censurando qualche sparuto episodio d'aggressività nei suoi confronti, di nervosismo nei riguardi del padre e di gelosia, a suo dire immotivata, verso il fratello più anziano di lei. A conclusione dell'incontro la mia interlocutrice mi chiede se sono disposto a prendere in terapia la figlia.

" Si esiste, ma non si vive". La lettera di Jung ad una amica di fronte all’enigma della morte

si vive di nuovi arrivi e non di vecchie attese


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a colloquio con l'inconscio

" Si esiste, ma non si vive". La lettera di Jung ad una amica di fronte all’enigma della morte

Nella realtà dell'Università lo studio, la ricerca, sono quasi sempre improntati ad  “un discorso di testa” dove la mancanza di autentici rapporti relazionali caratterizzano i rapporti di lavoro.
Se si privilegia la razionalità a scapito dell'inconscio: " Si esiste, ma non si vive". 
Se l'esistenza è stata caratterizzata da rapporti razionali e da fughe in avanti verso obiettivi unilaterali nei momenti di difficoltà affettivi ed emotivi l'inconscio ci segnala con disturbi psicologici che stiamo attraversando un terreno minato...Ogni vita non vissuta pienamente in rapporto equilibrato con l'inconscio accumula ombre e negatività verso noi stessi. Se la testa ci impone dei doveri e degli impegni da raggiungere a scapito dei nostri bisogni emotivi ed affettivi si percorre la via maestra verso disturbi depressivi. Una volta affetti da sindrome depressiva [distimia conclamata], non riconosciuta, si finisce in buco nero senza uscita.

Commento secondo la psicologia del profondo del Canto Primo dell'Inferno della Divina Commedia

Dante con Virgilio e le fiere

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"La Psicologia del Profondo del Canto Primo dell'Inferno della Divina Commedia"

Dante intraprende un lungo viaggio: dai gironi dell'Inferno  giunge al  Purgatorio e arriva infine al Paradiso. La dolorosa esperienza della sofferenza lo rende capace di superare le negatività del male  e pone le basi per una sua crescita interiore. Egli scrive :

"Nel mezzo del cammin di nostra vita,
mi ritrovai per una selva oscura,
che la diritta via era smarrita"
.

La selva simbolizza la Grande Madre Negativa che mantiene gli individui in uno stato vegetativo inconscio senza possibilità di crescita. Il poeta è stato a lungo priogioniero della unilateralità  della coscienza, ha alimentato l'illusione perversa  di poter avere il predominio sugli istinti, sull'emotività e sull'affettività per mezzo dei valori dello spirito. Mentre l'unilateralità della coscienza fa parte dei fattori personali  che hanno disturbato ed immiserito la sua esistenza, il formalismo, l'ipocrisia, la sopraffazione, lo sfruttamento della natura e degli esseri umani sono i fattori collettivi che hanno portato l'Alighieri nella selva.

Il Piccolo Principe e la rosa

Il Piccolo Principe e la Rosa

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Il Piccolo Principe e la rosa

I ricordi di Saint Exupéry collegati all’infanzia e a sua madre assumono valore psicologico se si tiene presente ciò che il Piccolo Principe dice della rosa che vive sul pianeta da cui lui proviene e descrive sotto metafora il conflitto e l’ambivalenza della sua relazione affettiva bipolare con la madre. Durante i tempi dello sviluppo del figlio, la madre–rosa da “grande madre positiva ”ricca d’amore si trasforma  in “madre negativa” aggressiva e pungente nei suoi confronti. Ad Antoine, come a tutti i bambini figli di genitori disturbati, non è permesso mettere in dubbio la bontà della madre  perché se lo facesse distruggerebbe se stesso.  In un rapporto simbiotico con la madre il figlio non può pensare la madre ”cattiva” senza amore, perché senza affetto lui  non potrebbe esistere. Nella madre-rosa convivono: affabilità, affettazione ed egocentrismo.

Il Piccolo Principe e l'astronomo

Il Piccolo Principe e l'astronomo

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Nel libro "il Piccolo Principe" Saint Exupéry scrive che gli uomini si lasciano attrarre dalle apparenze e, si uniformano all'opinione pubblica, sono stimati e ammirati. Uno scienziato turco, vestito con abiti esotici tipici del suo paese, si presenta ad un congresso internazionale, relaziona sulla scoperta dell'asteroide dal quale proviene il Piccolo Principe, ma nessuno dei presenti crede a quanto afferma. Allora l'astronomo si ripresenta elegantemente abbigliato  e la sua scoperta viene riconosciuta e approvata.

Saint Exupéry  annota che "i grandi" si occupano  con interesse più dei rapporti  economici dei loro simili  e lasciano "il sentimento" ai margini della loro esistenza....
C.G. Jung sottolinea  quanto ogni essere umano  deve "patire" per affermare se stesso   e come la società cerchi di sottomettere  l'individuo al formalismo e  alla burocrazia.

Jung chiama  "individuazione" il processo di formazione e di differenziazione dell'individuo come essere distinto dal collettivo. Tale processo comporta separazione, differenziazione e sviluppo delle qualità personali e disposizioni naturali con progressivo aumento della coscienza. Si oppone all'individualismo che comporta l'isolamento egoistico dalla società e favorisce l'acquisizione di una socialità più ampia e autentica. Se attuata in modo consapevole. Aiuta l'individuo a prendere coscienza delle proprie potenzialità e dei propri limiti.

IL PICCOLO PRINCIPE INCONTRA IL MERCANTE

Il piccolo Principe incontra il Mercante

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IL PICCOLO PRINCIPE INCONTRA IL MERCANTE.

Il Piccolo Principe incontra il mercante al quale domanda a cosa servono le pillole che pubblicizza: il farmaco aiuterà a non sentire più il bisogno di bere e permetterà così di avere più tempo a disposizione durante la settimana.  Il commerciante tuttavia ignora le modalità di utilizzo del tempo risparmiato, non è grado di darsi delle risposte esaustive, e rimane perplesso. Vuole dimenticare le difficoltà dell’esistenza e rifugiarsi in un alienante dinamismo perpetuo. Così non riflette, non pianifica e non costruisce, vivendo in una perenne corsa in avanti dove il presente è appesantito dalle ombre del passato che incombono sulla sua quotidianità.

Le ‘pre-occupazioni’, cioè occuparsi del futuro negativamente e prima del tempo, disturbano “la sua quotidianità” e la colorano di pensieri deprimenti e di numerose difficoltà.

Chi appartiene a questa categoria, percorre l’esistenza secondo modelli familiari e pubblici ai quali non aderisce per scelta o convinzione, ma per abitudine, inconsapevolezza, formalismo e paura dell’ostracismo. Incapace di prendere la distanza da comportamenti obsoleti, ereditati ed acquisiti da una realtà sociale conservatrice ed immutabile, confermata e rinforzata da archetipi genitoriali disturbanti, egli si trova obbligato a fornire una risposta superficiale e fuorviante ai suoi bisogni di autenticità, crescita personale e sociale.

IL PICCOLO PRINCIPE INCONTRA LA VOLPE

essenziale

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IL PICCOLO PRINCIPE INCONTRA LA VOLPE

La volpe è colei che tocca il cuore del piccolo Principe e gli insegna il valore del sentimento che dà senso all’ esistenza. Attraverso le sue parole: ”La verità non si vede che il con il cuore”. La volpe aiuta il Piccolo Principe a dare valore alla propria vita per mezzo dell’analisi dei legami affettivi. Essa fa comprendere al ragazzino il significato e le motivazioni di un amore autentico che parla di un vincolo che si è creato nel tempo con un’altra persona. Un legame speciale, fatto di fiducia e familiarità con la soddisfazione di desideri, protezione e ammirazione costruito gradualmente giorno per giorno nel tempo trascorso insieme.

IL PICCOLO PRINCIPE E LA PECORA

IL PICCOLO PRINCIPE E LA PECORA


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IL PICCOLO PRINCIPE E LA PECORA

Dal punto di vista psicologico quali soggetti possiamo considerare appartenenti al gregge delle “pecore”?
Gli individui  che cambiano opinione a seconda della convenienza e  coloro che nella vita di ogni giorno cambiano partito a seconda di chi è il vincitore. A volte soggetti di questo tipo diventano dirigenti e la loro modalità di rapporto è caratterizzata “dall’essere deboli con i forti e forti con i deboli” . Per coloro che fanno parte del gruppo degli spaventati e massificati ”i forti” si identificano: con i superiori superbi e grossolani, gli iracondi, i mafiosi e coloro che conoscono l’arte di plagiare il prossimo illudendolo con le loro pretestuose e partigiane verità. Il gregge dei pecoroni è disponibile solo nei confronti di chi lo può avvantaggiare dal punto di vista economico e della carriera. Il pecorone si fa bello di fronte ai superiori delle idee brillanti rubate ai colleghi e se succedono dei guai la colpa e sempre dei suoi sottoposti. 

IL PICCOLO PRINCIPE E I VULCANI


IL PICCOLO PRINCIPE E I VULCANI

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Nell’asteroide dal quale è partito il Piccolo Principe ci sono tre vulcani. Il numero tre è anche la cifra che indica lo sviluppo nel tempo [ieri-oggi-domani]. Quando una persona possiede un temperamento ardente ed è soggetto ad esplosioni  emotive spesso viene paragonato ad un vulcano.
Il vulcano è simbolo delle passioni  che dovrebbero essere integrate ed addomesticate. Un individuo con un temperamento ardente è soggetto ad esplosioni emotive come un vulcano che lascia fluire la propria lava. L’incandescenza emotiva consuma l’essere umano che cerca di tenere sotto controllo le proprie pulsioni emotive preoccupato per non lasciarsi sopraffare dalle medesime soffocando le possibilità di espressione del fuoco interiore perché timoroso delle reazioni negative che potrebbe suscitare nel pubblico.

Saint-Exupéry il Boa ed i Baobab

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Saint-Exupéry il Boa ed i Baobab

-Un tempo molto lontano, quando avevo sei anni, in un libro sulle foreste primordiali, intitolato Storie vissute della natura, vidi un magnifico disegno. Rappresentava un serpente boa nell’atto di inghiottire un animale. [..] C’era scritto :”I boa ingoiano la loro preda intera, senza masticarla. Dopo di che non riescono a muoversi e dormono durante i sei mesi che la digestione richiede”. Meditai a lungo sulle avventure della giungla: E a mia volta riuscii a tracciare il mio primo disegno. Il mio disegno numero uno era così: Disegno N.1 [allegato n.1]

cappello

Mostrai il mio capolavoro alle persone grandi, domando se il disegno li spaventava: Ma mi risposero: ”Spaventare? Perché mai, uno dovrebbe essere spaventato da un cappello?” Il mio disegno non era il disegno di un cappello: Era il disegno di un boa che digeriva un elefante. Affinché vedessero chiaramente che cos’era, disegnai l’interno del boa. Bisogna sempre spiegargliele le cose, ai grandi. Il mio disegno numero due si presentava così:

Elefante
Disegno n.2 [allegato n.2]

Questa volta mi risposero di lasciare da parte il i boa, sia di fuori sia dentro, e di applicarmi invece alla geografia, alla storia, all’aritmetica e alla grammatica.[..]

Il fallimento del mio disegno numero uno e del mio disegno numero due mi aveva disanimato- (*)

Piccolo Principe e il deserto

Piccolo Principe e il deserto

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IL PICCOLO PRINCIPE E IL DESERTO.

Se consideriamo il deserto nella sua accezione negativa e di ombra possiamo indicare “il deserto umano” come cumulo di “nulla e di nullità”.

Certi Media hanno contaminato gli individui per mezzo di una cultura conservatrice, superficiale ed immobilistica. Colui che si fa vanto di essere subordinato ed ossequioso a questa visione pubblica e artificiale della sua esistenza viene considerato dai medesimi “l'espressione più compiuta del soggetto maturo e del cittadino esemplare”.

Coloro che intendono affermarsi per mezzo dei propri valori e meriti e credono nell'individualità e nell'autenticità vengono eliminati attraverso l'uso di un potere mediatico che non permette loro di dirsi ed affermarsi.

Lo sviluppo dell’Io

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Per il neonato, la prima esperienza è quella della ”separazione” dalla madre e dal suo corpo. Successivamente vengono gettate le basi per  ”un incontro”. Affinché il bambino possa crescere è necessario che i familiari, e in particolare la madre, siano in grado di realizzare un equilibrio fra “accoglimento” e “separazione”. E’ molto importante che i genitori amino la propria creatura indipendentemente dalle risposte positive che il figlio può offrire alle aspettative dei familiari proiettate su di lui. Nelle prime relazioni con mamma e papà si pongono le basi per la strutturazione di un ‘io’ sano. La separazione dal corpo della madre è la prima tappa del percorso verso l’identità personale. La sopravvivenza psicologica e la crescita corporea dell’infante dipendono dall’amore della madre verso il figlio. L’immagine di sé e l’identità del fanciullo sono condizionate dal rapporto di ’accoglimento’ e ‘separazione’ sviluppate all’interno della famiglia. Una madre iperprotettiva e una separazione troppo scarsa imprigionano il figlio in un rapporto ‘simbiotico’ con il mondo onnipotente dei genitori.

Una separazione insufficiente non consente all’Io del bambino di rendersi autonomo e di adattarsi alle necessità della realtà e del sociale. Il soggetto ha difficoltà a rendersi autonomo e, come Peter Pan, ad adattarsi alle responsabilità della vita e dell’esistenza.

IL PICCOLO PRINCIPE INCONTRA IL CONTROLLORE

Il Piccolo Principe incontra il Controllore

Marco Vettori
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IL PICCOLO PRINCIPE INCONTRA IL CONTROLLORE.             

Il Piccolo Principe incontra il controllore- Questo individuo si affanna a smistare le persone e a spedire i treni che le trasportano. Afferma che gli uomini non sono mai contenti dove stanno e che vorrebbero sempre raggiungere un posto nuovo, ma non sanno neanche loro qual è questo posto. Il soggetto come i passeggeri agiscono senza conoscere il perché del loro comportamento e sono alle dipendenze dei loro complessi.
Il complesso domina gli individui inconsci che vivono la propria vita sotto il suo influsso. I complessi sono impulsi ed emozioni carichi di energie.

Il Piccolo Principe incontra il Geografo

Il piccolo Principe incontra il Geografo

Marco Vettori
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Il Piccolo Principe incontra il Geografo

La realtà della vita quotidiana ed il rapporto con il sentimento sono le preoccupazioni che assillano e preoccupano l’esistenza del geografo.

Jung distingue quattro funzioni che definisce come forme di attività psichica che mettono in relazione l’individuo con il mondo: pensiero-sentimento-sensazione-intuizione. Il Pensiero esprime che cosa sia una cosa le conferisce un nome ed è legato alla comprensione dei fatti. Il Sentimento dà ad ogni realtà un valore e non va confuso con l’emozione. La Sensazione trasmette l’esperienza del mondo attraverso i sensi. Contrariamente a quanto avviene nella Sensazione, l’Intuizione percepisce la realtà ‘in fieri’ per mezzo dell’inconscio (esempio: ’i lampi d’intuizione’). Di solito ogni individuo sviluppa in modo naturale la funzione che gli è più consona ed il soggetto diventa più o meno identico alla funzione da lui privilegiata che viene definita da Jung: ”Funzione Principale”.

La funzione meno sviluppata viene chiamata: ”Funzione Inferiore”.

Quando l’Io s’identifica nella funzione superiore, la funzione inferiore esercita sulla personalità conscia un’azione disturbatrice attraverso realtà emotive ed umori spesso negativi.

Il Piccolo Principe incontra il lampionaio.

lampionario

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Il Piccolo Principe incontra il lampionaio.

Nel quinto pianeta Il Piccolo Principe incontra il lampionaio che accende e spegne l'unico lampione del suo pianeta in un minuto in quanto il suo asteroide gira così velocemente così che in sessanta secondi si alternano un'alba e un tramonto. La fedeltà al dovere diventa per il soggetto causa di amarezze e di nevrosi. Lui, però, non se ne rende conto. Il lampionaio non si domanda la ragione per la quale sta compiendo quel servizio e a quale scopo serva. A lui importa dare una risposta positiva ed esaustiva alla sua coazione. Si sente costretto da fili invisibili che lo muovono a realizzare "la consegna" che il suo lavoro richiede. Egli è indisponibile a qualsiasi cambiamento personale, è impossibile per lui immaginare di mutare il suo modo di pensare e di esistere ed essere in grado di sottrarsi ad ua esistenza votata al più bieco e rigido conservatorismo. Tutti coloro che credono che gli esseri umani debbano essere governati dalle norme esteriori appartengono a questa categoria. Le realtà esteriori governano questi individui disturbati che sono fieri di sottomettersi e farsi dirigere dagli eventi esterni. Il loro ordine interiore, costruito sulla razionalità e la logica ed"il senso del dovere" imprigiona la loro anima in una desolazione assoluta, costringendoli a vivere una squallida e solitaria esistenza caratterizzata da tratti ossessivi.

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