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La vita sta cambiando pelle

Tiziano Terzani

Terzani Tiziano

28 luglio decennale morte di Tiziano Terzani

Cari amici,
vi scriviamo per comunicarvi le prossime tappe della "Chiamata alle arti".
Venerdì 13 giugno saremo a Volterra (PI) per una serata organizzata in collaborazione con il Gruppo Emergency locale.
Il week-end del 14-15 giugno vi aspettiamo a Orsigna (PT), nella valle tanto amata da Tiziano Terzani. Sono previste due escursioni e molto altro. Per maggiori informazioni vi invitiamo a consultare il programma (in allegato).
Martedì 17 appuntamento speciale in occasione della 16a edizione del Suq di Genova, il Festival delle Culture, simbolo di una integrazione possibile attraverso le buone pratiche culturali e artistiche. Angela Terzani Staude presenterà Un'idea di destino, i diari inediti di Terzani e a seguire Mario Zanot racconterà come è nato il progetto del film tratto da Un indovino mi disse. Sarà presente anche Paolo Busoni del Consiglio Direttivo di Emergency.
Venerdì 27 presenteremo il progetto in Germania, a Limburg.

“Un indovino mi disse” Zanot progetta il film su Terzani

E pensa a Valerio Mastrandrea nel ruolo del protagonista
FIRENZE

Mario Zanot ha presentato a Firenze il suo nuovo progetto cinematografico “Un indovino mi disse”, film sulla figura del giornalista e scrittore fiorentino Tiziano Terzani.   

Per il progetto il regista punta su un cast di qualità: Terzani potrebbe essere interpretato da Valerio Mastrandrea e Angela Staude dall’attrice Ursina Lardi. La colonna sonora del film sarebbe affidata alla Pfm (Premiata Forneria Marconi).  

A Firenze, insieme al regista, anche Paolo Hendel che ha letto alcuni brani di Terzani e Angela Staude. Zanot è in tour per i cinema d’Italia per una sottoscrizione popolare con una offerta minima di 10 euro perché mancano 500 mila euro per iniziare le riprese del film.   

«Abbiamo - ha spiegato Zanot - raggiunto circa un milione di euro grazie a produttori trovati in Germania, Svizzera e Vietnam ma non ancora in Italia dove siamo in tour per questa raccolta popolare. Se l’opera andrà in porto - ha aggiunto il regista - gli interpreti potrebbero essere Mastrandrea nel ruolo di Tiziano Terzani e Ursina Lardi (già attrice nel film “Il nastro bianco” di Michael Haneke), nel ruolo di Angela. Il film sarà interamente girato nelle locations originali, tra Vietnam, Laos, Cambogia, Birmania, Tailandia. La troupe (esclusi i capi reparto italiani) sarà vietnamita».  

PER UN FILM DEDICATO A TIZIANO TERZANI tratto dal libro Un indovino mi disse

CHIAMATA ALLE ARTI PER UN FILM DEDICATO A TIZIANO TERZANI

Una campagna di crowdfunding per sostenere la produzione del film
tratto dal libro Un indovino mi disse di Tiziano Terzani

Il film ripercorrerà il viaggio di Terzani alla scoperta del cuore magico dell'Asia, un viaggio che il giornalista fece nel 1993, spostandosi senza prendere aerei, riscoprendo così il piacere del viaggiare lento. All'apice della sua carriera infatti, in crisi umana e professionale, Terzani si aggrappa alla vecchia profezia di un indovino di Hong Kong: "Attento! Nel 1993 corri un gran rischio di morire. In quell'anno non volare. Non volare mai". Quella maledizione si trasforma per lui in una benedizione, un'occasione per reinventarsi la vita. L'idea di questo film è del regista milanese Mario Zanot, documentarista e visual effects supervisor, che ha collaborato, tra gli altri, con Giuseppe Tornatore e Nanni Moretti, e che nel 2013 ha vinto il David di Donatello per i migliori effetti digitali del film Diaz, don't clean up this blood di Daniele Vicari.

Zanot incontra Terzani nel 2004 per girare Anam il senzanome, l'ultima intervista rilasciata dal giornalista-scrittore, poco prima della sua scomparsa.

Un indovino mi disse sarà girato tra Vietnam, Laos, Cambogia, Birmania e Thailandia.

La sceneggiatura - a cui ha collaborato anche la moglie di Terzani, Angela Staude - è già pronta e alcuni partner stranieri, come la svizzera C-Films e la tedesca Collina filmproduktion, hanno mostrato vivo interesse per il progetto. Tra le realtà che hanno deciso di sostenere la realizzazione del film ci sono inoltre la compagnia aerea Thai Airways e la casa editrice Longanesi.

La Malattia

“La malattia non è una condizione naturale dell'uomo.
Più la gente si allontana dalla natura, più si ammala. 
Molte malattie sono causate dal mangiare eccessivo.

La tradizione medica cinese diceva di fare attenzione alle emozioni che sono causa di malattie: rabbia, paura, odio, gelosia, stare in compagnia di ignobili persone contribuiscono alla cattiva salute, mentre la carità, la compassione, la gioia o le matte risate, contribuiscono a stare bene. Per tenersi in salute bisogna soprattutto fare una vita giusta.
La cura delle cure non esiste, la sola cosa da fare è vivere il più coscientemente, il più naturalmente possibile, vivere in maniera semplice, mangiando poco e pulito, respirando bene, riducendo i propri bisogni, limitando al massimo i consumi, controllando i propri desideri e allargando così i margini della propria libertà. 

La malattia è una forma di disarmonia con l'ordine cosmico. La malattia non è mai un fatto oggettivo; è soprattutto un'esperienza personale e come tale è per ognuno di noi diversa. Ogni malattia è il frutto della nostra vita, è la nostra malattia”.

Tiziano Terzani
“Un altro giro di giostra”
TEA Edizioni

NAPOLITANO E IL TRANSATLANTICO ITALIANO.

Mi ricorda Leopold, l'amico di Terzani, che ha questa immagine della politica dei tempi d'oggi.
“Il marxismo è come il Titanic, si è scontrato con un icesberg e in pochissimo tempo è colato a picco. I sopravvissuti del Titanic, nel buio della notte, hanno visto in lontananza le luci scintillanti di un altro transatlantico che passava; hanno nuotato disperatamente verso quello, sono saliti a bordo e si sono salvati. Ora tutti assieme ballano nel salone delle feste al ritmo della stessa orchestra”.

Tiziano Terzani
Un altro giro di giostra”
edizioni TEA

Craxi: “come poteva Napolitano non sapere dei finanziamenti occulti, illegali, dell' Unione sovietica al PC?” (VIDEO)

TERZANI: SE SI RIUSCISSE A FARE DEL VERO GIORNALISMO...

Essere giornalista mi pareva una grande e importante funzione e secondo me lo sarebbe ancora se si riuscisse a fare del vero giornalismo.
Ma il problema è che tutto si è inquinato. La vicinanza al potere, la necessità della protezione del potere hanno creato una situazione che non è più quella di un tempo, in cui la forza del giornalismo era la sua indipendenza. Sai, una indipendenza anche economica. Quando i giornali dipendono dalla pubblicità, come succede in Italia, e la pubblicità è in mano a chi ha il potere politico, come puoi essere libero? Quando i giornali sono posseduti dalle grandi aziende contro le quali non potrai mai scrivere e che hanno i loro interessi politici, come fai a fare del vero giornalismo?...
Sarebbe stato impossibile Watergate se il Washington Post non fosse stato posseduto dalla signora Matha Graham, perché ci sarebbero stati subito legami politici che rendevano necessaria la soppressione della storia...
Quando io ho cominciato a scrivere, in Vietnam e in Cina, c'era ancora l'idea di fare del “giornalismo investigativo”.

Tiziano Terzani
“la Fine è il mio inizio”

E Mattioli decise di aprire a Singapore.

Tiziano Terzani nel Sudest asiatico

La Cina popolare non era ancora riconosciuta e aprire lì voleva dire chiudersi tutta l'area del Sudest asiatico. Aprire a Taiwan ancora peggio, voleva dire chiudersi la possibilità di aprire in Cina dopo. Suggerii di aprire a Singapore. In cuor mio già pensavo: se non si va in Cina, si va nella terza Cina, a Singapore.
E Mattioli decise di aprire a Singapore. Disse “Benissimo, vai e scrivimi una volta al mese una lettera in cui mi dici cosa pensi della situazione politica dei vari paesi del Sudest asiatico, e io al mese ti pago mille dollari”. Una porticina nella libreria si aprì e ne uscì un ometto piccolo così. Si chiamava Attilio Monti, era suo cognato ed era l'Amministratore delegato della Banca Commerciale. Mattioli disse “Guarda , questo è Tiziano Terzani. Parte presto per Singapore. Tu fagli un contratto in modo che lui ogni mese riceva, discretamente, su un conto privilegiato che gli apriamo, quei soldi”.
Tutto fatto -poff! Avevo in tasca la promessa di Mattioli, Der Spiegel mi garantiva altri soldi, e nel dicembre 1971 lasciai la Mamma a Firenze con voi due piccoli e partii, senza sapere cosa mi aspettava, per Singapore, per l'Asia.

Tiziano Terzani
“La fine è il mio inizio”

Il corpo non siamo noi. Allora cosa siamo?

Tiziano Terzani

La ragione per la quale si ha tanta paura della morte è che con quella bisogna rinunciare a tutto quel che ci stava tanto a cuore, proprietà, desideri, identità. Io l'ho già fatto. Negli ultimi anni non ho fatto che buttare a mare tutto questo e non c'è più nulla a cui sono legato.
Perché ovviamente tu non sei il tuo nome, tu non sei la tua professione, non sei la casetta al mare che possiedi. E se impari a morire vivendo, come hanno ben insegnato i saggi del passato -i sufi, i greci, i nostri amati rishi dell'Himalaya- allora ti abitui a non riconoscerti in queste cose, a riconoscere il valore estremamente limitato, transitorio, ridicolo, impermanente. Se la casa che ti sei comperato al mare un giorno -vrumm! Viene portata via dalla marea; se un figlio, uno come te che sei stato mio per così tanto tempo e a cui ho dedicato pensieri, a volte sofferenze e angosce, esce di casa, gli casca un tegolo in testa e -vrumm, finito! Allora capisci che non è possibile che tu sia quelle cose che scompaiono così semplicemente.

«Ci vuole un senso di sè nella vita che non sia quello della carriera e dei soldi»

L'Asia romantica di Tiziano Terzani raccontata dalle immagini dei viaggi corredate dai suoi pensieri

(corriere.it) ROMA - «Aveva colto i volti delle prime camionette di combattenti Vietcong che entravano vittoriosi nella città di Saigon, appena sconfitta». A parlare delle fotografie del padre Tiziano è il figlio, Folco Terzani, che ha curato la mostra «Tiziano Terzani. Clic! 30 anni d'Asia»(a Palazzo Incontro fino al 30 maggio 2011). «In Mustang (Nepal al confine con il Tibet, ndr) invece Tiziano poté permettersi quello che prima non aveva avuto l'agio di fare, cioè fermarsi, aspettare per cogliere non solo il soggetto ma anche l'attimo in cui si trova nella luce perfetta». Folco, erede spirituale di Tiziano, alla domanda su come vive questo testimone lasciato dal padre, risponde: «Quello che lui ha fatto come giornalista ha una funzione sociale, ma questo non gli ha mai fatto perdere la semplicità delle piccole cose. E' da qui che sono partito io: mi piace la vita da asceta, in mezzo alla natura».

Cultura Ecologica “Non togliere vita alla vita”: Terzani dimenticato

terzaniL'interdipendenza di tutti gli esseri viventi: ecco la radice del pensiero di Terzani, l'idea fondante da cui deriva tutto il resto. La nonviolenza, il rispetto della vita in tutte le sue forme e la scelta vegetariana discendono proprio dalla consapevolezza che non può porsi confine all'interno del Pianeta.

di Fillipo Schillaci

Cosa è accaduto attorno alla figura e al pensiero di Tiziano Terzani dopo la sua morte?

(terranauta.it) Non che io abbia qualcosa contro la mortadella, che anzi considero un nobile insaccato...

(Oriana Fallaci, La rabbia e l'orgoglio)

...venite in anticipo (...) con un bel panino con la mortadella...

(Massimo de Martino, invito a partecipare a una "serata Anam", sulla newsletter del sito web www.tizianoterzani.com del 27 marzo 2006)

...era un brav'uomo, un lavoratore; aveva realizzato un allevamento biologico...

(messaggio apparso sul forum del sito web www.tizianoterzani.com)

...anche il mio essere vegetariano è una scelta morale. Ma come si può allevare la vita per ucciderla e mangiarsela?(...) Hai mai sentito gli urli di un macello di maiali? E come puoi poi mangiare il maiale?

(Tiziano Terzani, Anam il senzanome)

Tiziano Terzani "Un'altro giro di giostra"

Un estratto dall'ultimo libro di Tiziano Terzani "Un'altro giro di giostra"
"Terzani vegetariano"
"Avete mai sentito le grida che vengono da un macello?" Bisognerebbe che ognuno le sentisse, quelle grida, prima di attaccare una bistecchina. In ogni cellula di quella carne c'è il terrore di quella violenza, il veleno di quella improvvisa paura dell'animale che muore. Tiziano Terzani 
24 giugno 2004

<<... Una sera il vecchio miliardario volle che cenassi con lui e la sua famiglia e mi invitò in uno dei famosi ristoranti di Wellington Street, quelli coi maialini di latte arrostiti appesi all'ingresso a sgrondare il grasso e, esposte sulla strada come fossero acquari, le vasche di vetro con dentro, vivi, i migliori pesci, gamberi e aragoste ad aspettare che un cliente, passando, dica: "Quello!" e la bestia venga pescata e cotta secondo l'ordinazione.

Non è vero, come sostengono alcuni, che sia stata la Bibbia col suo divino invito all'uomo a moltiplicarsi nel mondo su cui lui, solo lui, ha "il dominio" a creare la violenza carnivora della razza umana. I cinesi sono arrivati alla stessa violenza senza la Bibbia, e per millenni questa di cucinare con raffinata tortura ogni animale è stata parte della loro cultura, una parte fra l'altro che nessun regime e nessuna ideologia politica hanno mai osato sfidare.

DOVE PRENDONO LE PROTEINE GLI ELEFANTI?

Guardavo quei bei pesci muoversi nell'acqua, guardavo i maialini appesi agli uncini e pensavo a come, a parte la miseria e la fame, l'uomo ha sempre trovato strane giustificazioni per la sua violenza carnivora nei confronti degli altri esseri vienti. Uno degli argomenti che vengono ancora usati in Occidente per giustificare il massacro annuo di centinaia di milioni di polli, agnelli, maiali e bovi è che per vivere si ha bisogno di preteine. E gli elefanti? Da dove prendono le proteine gli elefanti?

Tiziano Terzani
"Un altro giro di giostra", Longanesi 2004

UN CIMITERO NELLO STOMACO

Quella che chiamiamo eufemisticamente "carne" sono in verità pezzi di cadaveri, di animali morti, morti ammazzati. Perché fare del proprio stomaco un cimitero?

Tiziano Terzani
"Un altro giro di giostra", Longanesi 2004

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