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La vita sta cambiando pelle

Woodsradiolive

“Se” lettera al figlio ~ Poesia di Joseph Rudyard Kipling

Se saprai mantenere la testa quando tutti intorno a te
la perdono, e te ne fanno colpa.
Se saprai avere fiducia in te stesso quando tutti ne dubitano,
tenendo però considerazione anche del loro dubbio.
Se saprai aspettare senza stancarti di aspettare,
O essendo calunniato, non rispondere con calunnia,
O essendo odiato, non dare spazio all’odio,
Senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo saggio;

Se saprai sognare, senza fare del sogno il tuo padrone;
Se saprai pensare, senza fare del pensiero il tuo scopo,
Se saprai confrontarti con Trionfo e Rovina
E trattare allo stesso modo questi due impostori.
Se riuscirai a sopportare di sentire le verità che hai detto
Distorte dai furfanti per abbindolare gli sciocchi,
O a guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
E piegarti a ricostruirle con i tuoi logori arnesi.

Se saprai fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
E rischiarlo in un unico lancio a testa e croce,
E perdere, e ricominciare di nuovo dal principio
senza mai far parola della tua perdita.
Se saprai serrare il tuo cuore, tendini e nervi
nel servire il tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tenere duro quando in te non c’è più nulla
Se non la Volontà che dice loro: “Tenete duro!”

Vittorio Gassman recita Giovanni Pascoli: 'L'aquilone'

Da 'Primi poemetti' (1897-1907) 

C'è qualcosa di nuovo oggi nel sole,
anzi d'antico: io vivo altrove, e sento
che sono intorno nate le viole.

Son nate nella selva del convento
dei cappuccini, tra le morte foglie
che al ceppo delle quercie agita il vento.

Si respira una dolce aria che scioglie
le dure zolle, e visita le chiese
di campagna, ch'erbose hanno le soglie:

un'aria d'altro luogo e d'altro mese
e d'altra vita: un'aria celestina
che regga molte bianche ali sospese...

sì, gli aquiloni! È questa una mattina
che non c'è scuola. Siamo usciti a schiera
tra le siepi di rovo e d'albaspina.

Le siepi erano brulle, irte; ma c'era
d'autunno ancora qualche mazzo rosso
di bacche, e qualche fior di primavera

bianco; e sui rami nudi il pettirosso
saltava, e la lucertola il capino
mostrava tra le foglie aspre del fosso.

Or siamo fermi: abbiamo in faccia Urbino
ventoso: ognuno manda da una balza
la sua cometa per il ciel turchino.

Valerio Malvezzi: Deutsche Bank ha 54 trilioni di euro di derivati ossia titoli spazzatura

Nota biografica

Valerio Malvezzi: nato a Alessandria (Piemonte) il 26 gennaio 1967. Già Deputato (Lega Nord) al Parlamento Italiano nella XII Legislatura della Repubblica italiana, è stato membro della Commissione Finanze, con delega di gruppo in materia bancaria. Già consulente di Enti pubblici, consulente di Direzione dell’Amministratore Delegato di Sviluppo Italia, società partecipata dal Ministero Economia e Finanze (oggi Invitalia), è stato Presidente di Garanzia Italia, società del Gruppo e Confidi nazionale. Ha operato come consulente e formatore in materia di finanziamenti d’azienda per Enti pubblici e privati, banche e confidi e tutte le principali associazioni di categoria. E’ Professore a contratto di Comunicazione Finanziaria presso il Collegio Universitario Griziotti, Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, Università degli Studi di Pavia. Insegna inoltre al Master Universitario di I livello Must, Università degli Studi di Pavia, dove è anche membro dell’Advisory Board.

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