Salta navigazione.
La vita sta cambiando pelle

Palermo

Corruzione, ai domiciliari il deputato Girolamo Fazio. Manette per l'armatore Ettore Morace

L'indagine dei carabinieri di Palermo e Trapani coinvolge pure il funzionario della Regione Giuseppe Montalto. Bufera sulla campagna elettorale di Trapani, Fazio è in corsa per la poltrona di sindaco. Ieri, la richiesta di soggiorno obbligato per l'altro candidato del centrodestra, Tonino D'Alì

di SALVO PALAZZOLO

Mazzette sui fondi riguardanti il trasporto marittimo. Un'operazione dei carabinieri dei comandi provinciali di Palermo e Trapani, coordinata dal procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi, dall'aggiunto Dino Petralia e dal sostituto Luca Battinieri, ha fatto scattare gli arresti domiciliari per il deputato regionale Girolamo Fazio, ex sindaco di Trapani, e per il funzionario della Regione Siciliana Giuseppe Montalto. E' andato invece in carcere l'armatore Ettore Morace. E' bufera sulla campagna elettorale di Trapani, dopo la richiesta di soggiorno obbligato per il candidato Tonino D'Alì, un provvedimento della magistratura colpisce anche l'altro candidato del centrodestra, l'avvocato Fazio, arrivato nel 2012 all'Assemblea regionale siciliana con il Pdl, poi è passato al gruppo misto. Intanto, la procura di Palermo annuncia una conferenza per le 11,30 in cui verranno illustrati i particolari dell'indagine che ha portato ai provvedimenti del giudice delle indagini preliminari.

1 Maggio 2017: manifestazione nazionale a Portella della Ginestra.

70° anniversario Portella della Ginestra

Nell'azione criminale del bandito Salvatore Giuliano e dei suoi uomini, contro un gruppo di contadini che volevano celebrare la festa dei lavoratori, morirono 14 persone

Il primo maggio del 1947 Portella della Ginestra - una località montana in provincia di Palermo - fu luogo di una sanguinosa strage. Il bandito Salvatore Giuliano e i suoi uomini fecero una strage: spararono su una folla di quasi duemila persone riunite per la festa del Primo maggio. I morti furono 14 (11 sul luogo della strage, tre in seguito alle ferite riportate). Una trentina i feriti. Il movente della strage non è mai stato definitivamente chiarito.

Firme false nelle liste M5s, almeno otto indagati. Grillo: "Si sospendano subito"

Claudia La Rocca, la deputata regionale che ha collaborato alle indagini della procura di Palermo, nel pomeriggio si è autosospesa. Renzi attacca: "Da onestà a omertà" Commenta

di EMANUELE LAURIA E CLAUDIO REALE.

Chi indaga, visto che la lista non ottenne nemmeno un consigliere comunale, ipotizza però che una serie di persone si sarebbero giovate comunque dei falsi, perchè la candidatura alle elezioni comunali, secondo le regole dettate dal leader e garante politico del Movimento, Beppe Grillo, consentiva di candidarsi successivamente alle elezioni regionali e politiche, in cui il sistema elettorale ha consentito a una serie di militanti di diventare deputati e senatori. 

Expo, Sicilia non paga i fornitori del Cluster. Che ora battono cassa: “Ci deve 2,6 milioni, pronti i decreti ingiuntivi”

di Giuseppe Pipitone

Dario Cartabellotta, responsabile della sezione riservata ai Paesi del Mediterraneo, non è stato autorizzato a agire come ufficiale pagatore. Così i soldi ricavati sono finiti nelle casse della Regione ma i contratti con le aziende e cooperative che hanno fornito i prodotti non possono essere onorati. Si profila una sanatoria, che però comporterà un danno erariale per l'ente

A sette mesi dalla fine dell’Expo di Milano ci sono ancora più di trecento aziende che aspettano di essere pagate. Sì, perché la Regione Siciliana non ha mai saldato il conto da 2,6 milioni di euro presentato dai fornitori del Cluster Bio Mediterraneo, la sezione dell’esposizione universale riservata agli undici Paesi che si affacciano sul mare Nostrum. Il caso era già scoppiato nel dicembre del 2015, quando l’edizione palermitana di Repubblica aveva sollevato la questione confermata anche dall’assessore all’Agricoltura della Regione Siciliana, Antonello Cracolici: sei mesi dopo, però, i fornitori non hanno ancora visto un solo euro. E pazienza se alla fine di Expo la Sicilia ha incassato dal Cluster ben 2,7 milioni, centomila euro in più rispetto ai soldi vantati dai creditori. Si tratta di aziende dolciarie, cooperative agricole e vinicole, che adesso hanno deciso di riunirsi in un singolare “coordinamento creditori della Regione Siciliana all’Expo” per provare a battere cassa.

Bufera sulla gestione dei beni confiscati, trasferito il prefetto di Palermo

Francesca Cannizzo è stata destinata dal Consiglio dei ministri ad altro incarico

"Su proposta del ministro dell'Interno Angelino Alfano, il prefetto di Palermo Francesca Rita Maria Cannizzo, cessa dalle funzioni di prefetto di Palermo per essere destinata ad altro incarico". E' quanto si legge nella nota di Palazzo Chigi sul Consiglio dei ministri di oggi. Francesca Cannizzo, seppure non indagata, è coinvolta nell'inchiesta sulla gestione dei beni confiscati alla mafia che ha travolto la sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo.

L'inchiesta è culminata con la sospensione dalle funzioni e dallo stipendio del giudice Silvana Saguto, ex presidente della sezione, la destinazione ad altro incarico di altri tre magistrati, e la rinuncia agli incarichi dell'avvocato Gaetano Cappellano Seminara, "re" degli amministratori giudiziari.

Beni confiscati, linea dura del Csm: Saguto sospesa dalle funzioni e dallo stipendio

L'organo di disciplina dei magistrati accoglie la richiesta del ministro della Giustizia Andrea Orlando e del Pg della Cassazione. Le motivazioni: "Danno ad un ufficio simbolo della lotta alla mafia, rischio di reiterazione"

di FRANCESCO VIVIANO

Dalla "gravità" delle condotte contestate a Silvana Saguto deriva "una perdita di prestigio irrimediabile". Lo scrive la sezione disciplinare del Csm, motivando la sospensione del magistrato dalle funzioni e dallo stipendio. L'ex presidente delle Misure di prevenzione del tribunale di Palermo, ha compiuto un "abuso" delle sue funzioni "a profitto proprio e della propria famiglia". "E il danno - scrive ancora il Csm - è tanto maggiore", considerato che tutto ciò " si è verificato in un ufficio storicamente impegnato nella lotta alla criminalità organizzata e proprio per questa ragione considerato nel Paese un simbolo e un punto di riferimento della legalità". Silvana Saguto è stata sospesa anche per "il pericolo" che le "condotte illecite accertate" possano essere reiterate. Un rischio che il tribunale delle toghe riconduce alla "situazione di grave difficoltà economica" di Saguto che appare "endemica".

Secco il commento del legale del magistrato, Giulia Bongiorno: "Abbiamo letto il provvedimento, è denso di errori. Lo impugneremo in Cassazione". Saguto aveva respinto ogni accusa, affermando al Csm che con gli amministratori giudiziari non c'è stato alcuno scambio di utilità o di soldi. "Non è emersa alcuna traccia di scambi di denaro tra la mia assistita e gli amministratori giudiziari, e gli accertamenti bancari lo confermano - aveva detto all'uscita l'avvocato Bongiorno - le accuse al giudice Saguto sono palesemente sbagliate". L'unica ammissione riguarderebbe l'avere accettato in qualche occasione frutta e verdura.

Palermo, arrestato il presidente di Rete Ferroviaria Lo Bosco: “Il suo nome in libro mastro delle tangenti”

Il dirigente di Rete Ferroviaria italiana e presidente dell'Azienda siciliana trasporti ai domiciliari. Secondo l'accusa, ha ricevuto tangenti "per evitare intoppi" in lavori da 26 milioni. Misure cautelari anche per due funzionari del Corpo Forestale. Crocetta: "Azzerare il cda di Ast". Il procuratore Lo Voi: "Corruzione pervasiva"

La polizia di Palermo ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare a carico di tre funzionari pubblici accusati diconcussione. Ai domiciliari tra gli altri il presidente di Rete Ferroviaria Italiana, Dario Lo Bosco. Sono accusati di avere intascato mazzette in relazione ad appalti pubblici. Rfi è una società partecipata al cento per cento da Ferrovie dello Stato e gestisce le infrastrutture della rete ferroviaria in tutto il Paese. Lo Bosco è anche presidente di Azienda siciliana trasporti (Ast) e in questa qualità è finito sotto accusa.

L’accusa è di aver preso da un imprenditore agrigentino tangenti per evitare intoppi nello svolgimento dei lavori su un appalto da 26 milioni bandito dal Corpo Forestale della Regione Sicilia. Lo Bosco, secondo la Procura, ha intascato una tangente di 58.650 euro legata ad un appalto per l’acquisto di un sensore per il monitoraggio delle corse dei treni.

Oltre a Lo Bosco la misura cautelare riguarda i funzionari del Corpo forestale della Regione Siciliana (che risponde alla Regione e non dipende dal Corpo fortestale dello Stato) Salvatore Marranca eGiuseppe Quattrocchi, arrestati con l’accusa di aver preso tangenti per un appalto relativo ai lavori di ammodernamento delle radiocomunicazioni della Forestale. Al primo è andata, secondo l’inchiesta, una mazzetta da 149.500 euro; al secondo 90mila euro.

Inaugura a Palermo Nove, un nuovo ampio progetto di Davide Bramante

Bramante realizza le sue opere fotografiche con la tecnica della esposizione multipla in fase di ripresa, risultato di più scatti (da quattro a nove) sulla stessa porzione di pellicola, caratteristica distintiva unica che ha assicurato a Bramante un posto più che meritato nella fotografia d’arte. Ne risultano visioni simultanee di grandi città, porzioni assemblate dei suoi tanti viaggi e dei suoi pensieri, opere d’arte suggestive e seducenti dove i luoghi più rappresentativi di ogni città riescono a convivere diventandointerpretazioni dello spirito collettivo. La sovrapposizione è una delle tecniche più affascinanti della fotografia ma usata molto di più nel cinema. Bramante la usa per uscire, andare in giro per il mondo e catturare immagini, e invece che ricondurle a un reportage documentario, lo fa diventare un’opera a parte, un altro mondo.

Il progetto espositivo si articola nelle due sedi museali. 

Riso, Museo d'Arte Contemporanea della Sicilia
NOVE | DAVIDE BRAMANTE +
Stefano Cumia, Gianni Di Rosa, Donatella Lombardo, Massimiliano Pelletti, Perino & Vele, Roberto Pugliese, Turi Rapisarda, Giulio Zanet 
NOVE sta per i nove artisti coinvolti nell'evento, personalmente invitati da Davide Bramante. Nelle sale di Palazzo Belmonte Riso si creerà un dialogo tra le opere di Davide Bramante e quelle degli artisti chiamati a dialogarci; tra i lightbox e le sculture “luminose” del fotografo saranno esposti i lavori di Stefano Cumia, Gianni Di Rosa, Donatella Lombardo, Massimiliano Pelletti, Perino & Vele, Roberto Pugliese, Turi Rapisarda, Giulio Zanet.

Palermo, Giuseppe Faraone il politico ambasciatore dei padrini. 14 commercianti denunciano il pizzo, 27 arresti

In manette il consigliere comunale Giuseppe Faraone, è accusato di concorso in tentata estorsione: per conto dei boss avrebbe chiesto soldi a un imprenditore. Alle ultime regionali in Sicilia era stato candidato nella lista del governatore Crocetta, risultò il primo dei non eletti. All'alba, il blitz di carabinieri, squadra mobile e nucleo speciale di polizia valutaria

SALVO PALAZZOLO

In campagna elettorale Giuseppe "Pino" Faraone si definiva un "paladino della legalità" e urlava a squarciagola il simbolo della sua lista: "Amo Palermo". Ma poi andava ad abbracciare uno dei boss più in vista della città, Francesco D'Alessandro. Tanta affettuosità non è sfuggita ai carabinieri del Reparto Operativo, grazie alle immancabili intercettazioni. Eccola, l'ultima cartolina da Palermo. Il padrino del potente clan di San Lorenzo e il politico, attualmente consigliere comunale. Questa mattina, Faraone è stato arrestato insieme ad altre 26 persone, accusate di essere i nuovi boss del pizzo. Adesso, deve difendersi da un'imputazione pesante per un incensurato, tentata estorsione aggravata: la procura distrettuale antimafia di Palermo lo accusa di essere stato l'insospettabile ambasciatore dei clan, avrebbe recapitato addirittura una richiesta di pizzo a un imprenditore. E' un nuovo scossone per la politica siciliana. Perché Giuseppe Faraone, 69 anni, è stato deputato regionale e poi assessore provinciale, negli ultimi vent'anni è passato dall'Udc alla lista del governatore Crocetta, il Megafono, risultando nel 2012 il primo dei non eletti al parlamento siciliano. 2.085 voti non gli sono bastati per la Regione. 896 sono stati invece sufficienti per il consiglio comunale, dove Farone aderisce proprio al gruppo del Megafono. 

Palermo e Roma. Due teatri d'opera segnati dalle modeste pretese dei dipendenti. Non dei capi

Pietro Acquafredda

Palermo e Roma. Due teatri d'opera segnati dalle modeste pretese dei dipendenti. Non dei capi

Curioso che i due teatri che per anni hanno avuto dal Comun, Roma, e dalla Regione, Palermo, i finanziamenti più sostanziosi, dei quali tutti INDISTINTAMENTE hanno approfittato, oggi abbiano deciso che, essendo tutte morte le vacche grasse, e non potendosi più mungere alcunchè, valeva la pena rassegnarsi a far penitenza:  cingendosi di cilicio i fianchi  e coprendosi il capo di cenere. I dipendenti dei due teatri hanno cioè detto, quasi sottoscritto, accordi in tal senso: dobbiamo , anche perché  lo vogliamo, lavorare di più per  meritarci gli stipendi che abbiamo, comunque decurtati delle indennità, alcune ridicole, altre offensive, di cui abbiamo goduto finora.

Parte da Palermo il “Treno storico” alla scoperta dell’entroterra siciliano

Domenica 19 ottobre 2014 parte da Palermo il Treno Storico verso l’affascinante entroterra siciliano, in direzione  Roccapalumba-Alia dove è in programma la XV Sagra del Fico d’India.

Colpo alla nuova Cupola: 91 arresti. Una cimice svela dopo 100 anni gli assassini di Joe Petrosino

Blitz a Palermo di carabinieri, finanza e polizia dentro i segreti di Cosa nostra. I negozi e i cantieri edili della parte occidentale della città nella morsa del pizzo. I boss imponevano anche le proprie forniture di carne alle macellerie più in vista del centro e riciclavano i soldi sporchi con le scommesse sulle partite di calcio. Divieto di soggiorno per un politico: Pietro Franzetti organizzava manifestazioni antimafia, è accusato di aver comprato voti dai clan. Un'intercettazione ha sorpreso i boss a festeggiare cento anni di mafia: "I nostri discendenti hanno ucciso il tenente Petrosino"

STORIA DELL’UOVO D’ORO

Venerdì 2 dicembre alle ore 18.00 verrà presentato alla libreria Broadway Via Rosolino Pilo n. 18 Palermo ,con interventi di Flora Di Legami, Carmelo Pirrera, Tommaso Romano e Vinny Scorsone il volume di Ignazio Apolloni:

STORIA DELL’UOVO D’ORO

A ridosso degli anni ’70 in Italia si sperimentarono varie forme di scrittura intese a mettere in crisi quelle piane, scorrevoli, pacificanti. Nell’alveo di quel movimento tellurico Ignazio Apolloni scrisse delle favole per adulti che, dopo una diffusione sotto forma di volantinaggio, divennero volume con introduzione di Roberto Roversi. Una di queste favole venne illustrata da Roberto Zito il quale in modo ridondante, con la sua straripante fantasia, usando supporti i più disparati e forme estetiche deliberatamente lontane dalle consuetudinarie che tradizionalmente richiamano il bello, il raffinato, realizzò una serie di opere (molte delle quali sono pubblicate nel volume). Altre storie vennero affidate all’estro creativo di Giusto Sucato il quale creò delle sculture a forma di uovo trovando così spunto per moltiplicare l’immagine-uovo con il farla persino apparire su spartiti musicali e  divenendo in qualche modo motivo ricorrente di tutte le tavole realizzate per l’occasione.

La “storia del’uovo d’oro” diede spunto al regista Gigi Borruso per farne uno spettacolo teatrale, con l’ausilio di Stefania Blandeburgo voce narrante; Maurizio Maiorana sax tenore; Pietro Manzella nella veste di gallina alle prese con le difficoltà di espellere l’uovo, essendo costretta a vivere in una stia. Lo spettacolo in forma diversa ma altrettanto stimolante fu portato nella sede dell’Associazione Marcel Duchamp di Caltanissetta e a Enna presso la Galleria 3A. Lo spettacolo in parola fu ripetuto all’auditorium del Museo di Gibellina.

Ecco cosa successe a Palermo il 23.2.1985

Articolo pubblicato sul giornale L'Ora del 22.2.1985, pag. 15, rubrica Spettacoli. Una serata di poesia "sonora" e "liquida" domani a Villa Pantelleria

L'attenuarsi delle neoavanguardie artistiche che, come tutte le avanguardie, hanno anche "lavorato per la propria morte", non esclude studiosi e operatori del settore di rivedere o di "rivisitare" anch'essi - come si dice oggi - autori e opere che si sono cimentati nella ricerca e sperimentazione di forme espressive così diverse e meno accessibili al pubblico tradizionale delle arti visive, del teatro, della musica e così via.

Una riproposta del genere ci viene ora da Arrigo Lora-Totino, teorico ed operatore tra i più riconosciuti in campo internazionale, per la ricerca di interrelazioni fra poesia visuale e sonora, musica elettronica e situazioni plastiche il quale, venendo da Torino, farà vedere ed ascoltare a Palermo "Il teatro della parola".

Domani sera, infatti, alle ore 21, si svolgerà a Villa Pantelleria, una mimodeclamazione di poemi delle avanguardie storiche e contemporanee messa in atto dallo stesso Lora-Totino, con l'ausilio di una seconda voce, quella di Consuelo Lupo.

I testi appartengono ai maggiori protagonisti del Futurismo: Palazzeschi, Balla, Soffici, Cangiullo, Marinetti, Depero, Morpurgo, Cervelli, Escodamè, Gerbino, Evola: mentre nella distinzione di avanguardie europee sono raggruppati i nomi di Ungaretti, Morgenstern, Stramm, Albert-Birot, Chlebnikov, Huelsenbek, Ball, Scwitters, Breton, Tzara, Ray, Isou, Hirsal, Havel, Jandl, Paulo Paes, Spatola, Ruhm, Cena; più la poesia ginnica, sonora e liquida dello stesso Lora-Totino.

TUTINO TUTELA TUTINO!

(cultura-sos.blogspot.com) Dalla commedia alla farsa: in seguito al riuscitissimo sciopero di Palermo, supportato da una unità sindacale che, ai tempi di Marchionne appare come un miracolo e non secondariamente, dal coraggio e dalla fermezza dei lavoratori , il Maestro-presidente-direttoreartistico-sovrintendente-compositore, prende le difese di se stesso e fa scrivere all'Anfols attualmente capeggiata dall'altro se stesso Presidente e dal suo amico Cognata, un vibrante comunicato di protesta, contro lo sciopero dei sindacati di Palermo (come osano!) rei a suo dire di attaccare ingiustamente, tra le numerose identità del nostro, nientemeno che quella di artista!!!! La replica dei sindacati di Palermo val la pena di essere letta integralmente, e perciò la pubblichiamo volentieri, con l'invito a quei lavoratori di non cedere e non sfilacciarsi dando a tutti noi qualche motivo di speranza per... un Anfols migliore!

Lirica: Anfols su sciopero Massimo Palermo, censura Tutino grave e inaccettabile

(palermo.repubblica.it)  Palermo, 20 gen. - (Adnkronos) - La ''Censura'' avanzata dai sindacati del Teatro Massimo di Palermo nei confronti del compositore e presidente dell'Anfols Marco Tutino e' ''grave, ingiusta e inaccettabile''. Lo dichiara in una nota l'Anfols, l'associazione che riunisce le fondazioni lirico sinfoniche, a proposito dello sciopero che stasera fara' saltare la prima dell'opera 'Senso', commissionata dal Teatro Massimo di Palermo a Tutino. ''Il maestro Marco Tutino - scrive l'Anfols - autore della partitura dell'opera 'Senso' in programma al Teatro Massimo, e' impegnato in questa produzione nella qualita' di artista-compositore e non in quella di manager di un teatro. L'attivita' che il M° svolge in questi giorni a Palermo non ha alcuna relazione con il suo impegno quale Sovrintendente del Teatro Comunale di Bologna (peraltro conclusosi) ne', tantomeno, con la sua attivita' di presidente dell'Anfols. La confusione di questi due piani mortifica non solo l'opera e tutta la musica, ma anche il comportamento di quanti vorrebbero censurare preventivamente un lavoro artistico sulla base di argomenti e parametri che nulla hanno a che vedere con il lavoro in questione''.

L'associazione sottolinea inoltre che l'attivita' di Tutino ''quale presidente dell'Anfols e' stata ispirata esclusivamente dall'obiettivo di tutelare gli interessi delle Fondazioni liriche e la prosecuzione dell'attivita' dei teatri in un momento di particolare difficolta' dovuto alla riduzione dei trasferimenti alla cultura operata dal governo. Ogni iniziativa assunta dal Maestro Tutino quale presidente dell'Anfols e' stata avviata solo sulla base di un ampio mandato affidatogli dall'assemblea dell'Associazione e quindi alla luce di una piena condivisione, da parte degli altri sovrintendenti, di tutte le iniziative''. (20 gennaio 2011 ore 17.48)

Lo sciopero fa saltare la prima e al Massimo riesplode la guerra

(repubblica.it) 21 gennaio 2011 - PALERMO - IL VENTO di guerra torna a soffiare sul Teatro Massimo e spazza via la prima dell'opera "Senso" che ieri avrebbe dovuto inaugurare la nuova stagione. Un'opera nuova commissionata a Marco Tutino, ex sovrintendente al teatro comunale di Bologna e presidente dell'Anfols (l'associazione che racchiude le fondazioni liriche), che avrebbe dovuto debuttare in prima assoluta a Palermo.

Una doccia fredda per gli abbonati che ieri, certi che lo spettacolo sarebbe saltato, si sono presentati in pochi al Massimo. L'adesione allo sciopero è stata altissima: «Sopra l'80 per cento - dicono sindacati - dall'orchestra adesione record: 109 lavoratori su 110». Dietro l'ennesimo sciopero c'è la guerra tra i sindacati e il sovrintendente Antonio Cognata che ieri si sono fronteggiati a distanza organizzando due conferenze stampa una dopo l'altra. Prima hanno parlato le organizzazioni dei lavoratori per spiegare le ragioni dello sciopero: Cgil, Cisl, Uil e Fials rimproverano a Cognata di avere risanato il teatro «sulla pelle dei lavoratori». La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la nuova interpretazione di una clausola contrattuale sulle decurtazioni dello stipendio nei giorni di assenza per malattia: da dicembre il taglio di un ventiseiesimo si applica non più a una parte della retribuzione ma all'intera busta paga. «Se prima incideva per 6, 7 euro al giorno, oggi incide per 30, 40 euro - denunciano i sindacati - anche chi è in convalescenza dopo un ricovero è vittima della decurtazione». I sindacati attaccano Cognata sull'esternalizzazione del servizio di biglietteria e sul degrado della sala di ballo «per la quale paghiamo alla Foss un affitto di 2 mila euro».

Per rilanciare il Teatro Stabile di Palermo

Titti De Simone

(ilfattoquotidiano.it) Qualche giorno fa sulle pagine di Repubblica di Palermo, Roberto Alajmo analizzando la situazione del Teatro Stabile, proponeva al suo direttore artistico, un atto di eroismo "mettersi una mano sulla coscienza e dimettersi". Un atto di intelligenza, non certo di generosità, dato che Piero Carriglio ha gestito il teatro Biondo, in diverse fasi, dal lontano 1978 e certamente non può tirarsi fuori dalla responsabilità di questo tracollo. Sono tante le domande che ci poniamo: chi ne pagherà le spese? Perché i bilanci del teatro non sono mai stati resi pubblici, ancor sollecitati da interrogazioni consiliari (a partire da quella recente di Fabrizio Ferrandelli?) La responsabilità di un buco di 5 milioni di euro su chi sarà fatta ricadere? Sui lavoratori, sulle maestranze, sulle professionalità di cui il teatro stabile dispone? O su chi lo ha gestito come un carrozzone, senza alcuna ricaduta culturale e sociale sulla città?

Recentemente avevamo anche appreso che il Comune aveva intenzione di donare alla Fondazione Teatro Biondo l'ennesimo spazio delle Carmelitane in piazza Magione, probabilmente per usarlo come ipoteca per le banche: un edificio stimato 4 milioni di euro dato in ostaggio a un teatro che vive in maniera parassitaria, con meno abbonati in Italia! Ma che soluzione scellerata sarebbe questa?

Nel cassonetto della spazzattura 12 cuccioletti...

Salve mi chiamo Silvana sono di Palermo e vorrei segnalarvi un caso a dir poco incredibile. C'è una signora che di nome fà Castagna Francesca  ed abita a Monreale. Circa un paio di mesi fa ha trovato nel cassonetto della spazzattura 12 cuccioletti ancora da svezzare. Essendo lei amante degli animali e avendo una campagna, li ha accuditi e svezzati con tanto amore.
Però la signora non è ricca e quindi siccome la legge impone  di mettere i microchip, lei si è rivolta al canile spiegando la sua situazione  perchè i cani son tanti e se poteva averlo gratis.
Il comune di Palermo le ha semplicemente risposto che non poteva e che sarebbe stato meglio se li avesse rimessi di nuovo per strada, (quindi il canile sta proponendo di abbandonarli, assurdo!!!!) ma dopo il danno la beffa. Dopo alcuni giorni dalla signora Francesca vanno i vigili della municipale e gli appioppano una multa di 600 euro, non per maltrattamenti ma perchè i cani non avevano il microchip, quindi il canile non solo non ha dato nessun aiuto, anzi ha consigliato, non di farli adottare, ma di abbandonarli e in più hanno mandato i vigili per multarla. Incredibile davvero!

Scrivo questo perchè bisognerebbe dare una tiratina d'orecchie a questa struttura che dovrebbe venire incontro alle persone  e non consigliare di abbandonare i cani, o quanto meno non mandare i vigili ma trovare una soluzione dato che la signora vuole tenerseli tutti i cani perchè li ama molto.

Grati di un vostro riscontro vi mando tanti saluti.

Silvana

Sicilia, confiscato il tesoretto dell'ex re della sanità privata

Sigilli a cliniche, ville e terreni di Michele Aiello per 800 milioni

(lastampa.it) PALERMO - Quando era al culmine della sua fortuna economica gli avevano affibbiato il soprannome di «re Mida della sanità siciliana». Un epiteto azzeccato per chi, cominciando da piccoli lavori di edilizia, era riuscito a metter su un impero economico e a realizzare un centro diagnostico d'eccellenza a, Bagheria, regno del boss Bernardo Provenzano.

Palermo volta le spalle a Borsellino: meno di cento persone al corteo

Il 18mo anniversario della strage di via D'Amelio. Pochi siciliani, pochissimi palermitani. Il fratello Salvatore: «Siamo a una svolta nelle indagini»

(corriere.it) PALERMO - Sarà stato il gran caldo, sarà stata la voglia di mare, sarà stato che alle 9 del mattino di una domenica di metà luglio non si possono ipotizzare folle oceaniche, fatto sta che c'erano meno di cento persone al corteo in memoria della strage di via D'Amelio, che il 19 luglio 1992 uccise Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta. Meno di cento persone - molte non siciliane, pochissime di Palermo - con in mano un'agenda rossa (quella di Borsellino, sparita a mai più ritrovata dopo l'esplosione) cantando Bella Ciao hanno chiesto che si arrivi alla verità sulla strage di via D'Amelio. Il corteo, partito dal luogo dell'esplosione dell'autobomba, è giunto al castello Utveggio che avrebbe ospitato una sede riservata del Sisde.

«ANTICAMERA DELLA VERITÀ» - «Siamo prossimi a una svolta nelle indagini sulla strage di via D'Amelio e ora, più che mai, dobbiamo stare attenti che le porte blindate che ancora ci separano dalla verità non ci vengano chiuse in faccia per l'ennesima volta». Lo ha detto Salvatore Borsellino, fratello del giudice assassinato. «In un momento così delicato non c'è solo il rischio, ma la certezza che ci siano tentativi di depistaggio, anche istituzionali. Mi riferisco alla protezione negata al pentito Gaspare Spatuzza. Dannosa per le indagini che tentano di fare chiarezza sui tanti misteri legati alla morte di mio fratello, sarebbe anche la legge sulle intercettazioni, un provvedimento iniquo da bocciare in toto». Borsellino ha, infine, criticato «il silenzio di quegli esponenti delle istituzioni che solo a 18 anni dalla strage hanno ricordato particolari che, se fossero stati conosciuti prima, avrebbero potuto dare un input diverso alle inchieste».

Pantera Palermo: gli ultimi aggiornamenti e tutte le foto.

(GEAPRESS) 15 luglio 2010 - PALERMO - Confermate le indiscrezioni diffuse da GeaPress, i Forestali comunque non si sbilanciano sull'esatta specie di appartenenza del grosso felino fotografato ieri sera tra Sant'Isidoro e via Bronte. L'animale è stato visto da un dipendente  del Corpo Forestale  il quale avvisati i militari del Corpo Forestale della Regione Siciliana  ha potuto così confermare la presenza dell'animale: questo, infatti, è stato osservato dagli stessi Forestali a meno di 5 metri dalla recinzione di un'abitazione privata. Queste sono le foto diffuse dal Corpo Forestale della Regione Siciliana che sebbene non di qualità eccellente sembrerebbero riprendere la sagoma di un grosso felino nero.

Massima riservatezza sulle indagini relative ad un possibile proprietario ivi compresa l'ipotesi che trattasi di un potente del luogo. Bocche chiuse anche sull'invio di due uomini del Corpo Forestale dello Stato che nei giorni scorsi si sarebbero recati a Palermo. Al Corpo Forestale della Regione Siciliana non risulta la presenza dell'unico noto collaboratore del Corpo Forestale dello Stato che ha finora catturato felini in Italia (vedi articolo GeaPress).

I Forestali dovranno ora decidere come catturare la pantera, mentre è stata data conferma dell'inefficacia del metodo maialino-esca viva. Confermata anche la riunione, poi disdetta per altri impegni da parte della Prefettura  di Palermo forse in attesa di notizie certe suyll'esistenza della pantera.

Rispondendo alle domande dei giornalisti su cosa devono fare le persone nel caso si trovassero di fronte il grosso felino, il Corpo Forestale ha risposto di chiamare le Forze dell'Ordine, anche se non si è capito come questi possano catturare l'animale.

Rifiuti, indagato il sindaco di Palermo

AVrebbe impartito gli ordini su come gestire l'ex municipalizzata e anche la discarica. Inchiesta sulla discarica di Bellolampo gestita dall'Amia: Cammarata accusato di disastro doloso

(corriere.it) PALERMO - Il sindaco di Palermo, Diego Cammarata (Pdl), è indagato dalla Procura nell'ambito dell'inchiesta sulla discarica di Bellolampo gestita dall'Amia, l'ex azienda municipalizzata per la raccolta dei rifiuti. Al primo cittadino del capoluogo siciliano vengono contestate ipotesi di reato che vanno dal disastro doloso all'inquinamento delle acque e del sottosuolo, dalla truffa alla gestione abusiva della discarica, fino all'abbandono dei rifiuti speciali. Secondo l'accusa, infatti, Cammarata avrebbe impartito gli ordini su come gestire l'ex municipalizzata e anche la discarica. L'avviso di garanzia, firmato dal Pm Geri Ferrara, è stato notificato al sindaco lunedì mattina.

Notte di fuoco nel palermitano, oltre 20 roghi solo in città

Cassonetti bruciati e mini discariche incendiate anche nelle zone di Carini, Bagheria, Santa Flavia e Termini Imerese. Ad intervenire i Vigili del Fuoco

(gds.it) Palermo. Ancora una notte di roghi tra Palermo e provincia. La quarta consecutiva che ha visto gli uomini dei vigili del Fuoco intervenire, tra le 21.30 di ieri e le 5.30 di questa mattina, in oltre venti diversi punti della città. Gli incendi, appiccati in prossimità di cassonetti stracolmi di rifiuti, cumuli di immondizia e mini discariche, si sono verificati soprattutto nella periferia del capoluogo siciliano, ma anche nelle zone di Carini, Bagheria, Santa Flavia e Termini Imerese. A Palermo i pompieri sono entrati in azione, tra l'altro, nelle vie Comiso, Baida, Falzone, Orsa maggiore, Eugenio l'Emiro, Maggiore Toselli e Messina montagne. Dopo la quarta notte di fiamme e roghi consecutiva, resta dunque critica la situazione sia sul fronte della raccolta dei rifiuti che su quello igienico. Nel palermitano, infatti, da settimane il ritiro dell'immondizia è lento e procede a singhiozzo.

Cartesio un filosofo da amare, presentazione La Feltrinelli


"Amare Cartesio è amare la vita"
è una raccolta di saggi di Vira Fabra, scritti e in parte pubblicati tra i primi anni Ottanta e oggi. La scomparsa della studiosa e intellettuale, è l'occasione per ripercorrere queste pagine tanto suggestive quanto graffianti. Sarà presente Ignazio Apolloni.

style="display:inline-block;width:728px;height:90px"
data-ad-client="ca-pub-1148397743853804"
data-ad-slot="6534948771">

Condividi contenuti