Giovanni Satta, ex sindaco di Buddusò e esponente dell'Unione democratica sarda, dopo una serie di pronunce di Tar, Consiglio di Stato e Cassazione, è stato indicato come membro dell'assemblea. Ma non può giurare: è in cella per un'inchiesta sul traffico internazionale di stupefacenti in Costa Smeralda

Decade un consigliere regionale, si deve sostituire, ma il primo dei non eletti non può giurare: è in carcere per un’inchiesta pertraffico internazionale di droga. Il protagonista è Giovanni Satta, unico esponente dell’Unione democratica sarda eletto in consiglio regionale ed ex sindaco di Buddusò, in Gallura. Satta, in realtà, è stato proclamato eletto, ma non può insediarsi ed è un problema fisico, più che giuridico: da meno di 10 giorni è in carcere, a Bancali, in provincia di Sassari. E anche se dovesse giurare per l’ingresso in consiglio – magari accompagnato dalla polizia penitenziaria – l’ex primo cittadino gallurese rischia subito la sospensione dall’incarico, per effetto della legge Severino. Una sospensione di diritto ed immediata che potrebbe durare fino ad unmassimo di 18 mesi, nei quali dovrà essere indicato un sostituto che, per assurdo, potrebbe essere lo stesso consigliere sostituito da Satta. Quest’ultimo è Gianni Lampis ed è un esponente dei Fratelli d’Italia.