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La vita sta cambiando pelle

Artimage

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da glass emotion di Giorgio Maria Bruni

photo: giorgio maria Bruni

dalla mostra personale glass emotion di Giorgio Maria Bruni sulla produzione dell'oggettistica del famoso vetro di Murano, mostra itinerante (Bruxelles, Milano, Venezia 2007-2008)

La Parigi scandalosa di Bettina Rheims

Nel nuovo libro della fotografa, pubblicato da Taschen, le immagini di una Parigi dominata dalla fantasia delle donne (luxury24.ilsole24ore.com)

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Magic city III. Place du Calvaire, mars 2009. Eliska Cross

E' ancora incanto per le foto di Man Ray

di Marco Barbonaglia

7 maggio 2010 Kevin Cummins, Sly Street, east London, 21 February, 1994

 

Arte - Conversazione con Ilaria Aquili

di Claudia Catalli

L'ideatrice e curatrice di RinasSense open gallery ci parla del suo progetto per rivoluzionare il concetto di arte e della mostra lungo il Tevere

Un particolare del manifesto di Rinassense

Lungo le sponde del Tevere capita in questi giorni di trovare una gradita sorpresa artistica: RinasSense open gallery. Ideata e curata da Ilaria Aquili, in collaborazione con il Chakra Cafè, la mostra vuole essere "uno spazio di incontro e di confronto tra le molteplici forme e declinazioni dell'arte, per scoprire affinità, sconfinamenti, trasformazioni e innovazioni". Oltre centocinquanta opere esposte in una vetrina inusuale, ovvero la banchina adiacente Ponte Garibaldi, per mostrare il lavoro creativo di quaranta talenti d'ogni età, riuniti nel nome di un'arte che deve essere sempre "un mondo vicino ai cittadini e a ciascuno di noi". Nell'intervista Ilaria ci spiega dettagliatamente il criterio per la scelta delle opere, fra i cui artisti spuntano i nomi di Roberto Falanga, autore di quell'Illuminami che fa parte di una serie intitolata Cheiltuonomesiailmiosguardo, Ilaria Faraoni, grafica e curatrice immagine delle campagne pubblicitarie RinasSense, che nelle sue opere si ispira alla cultura pop giapponese e ai manga. O ancora Ian Gothier, fotografo fetish ufficiale del progetto Pop Porn, l'ex attrice Daniela Rindi e i suoi "segni, sogni, bisogni, parole", Luna de Carolis e il suo variopinto, straniante e fascinoso high fashion painting. E molti altri ancora.

Arte - Intervista a Dast

di Andrea Grieco

Una conversazione con una delle figure più incisive dell'arte contemporanea italiana. Dast: dai fumetti ai giocattoli d'autore

Immagine

L'associazione Infart, costituita da un collettivo di artisti di Bassano del Grappa, ha reso per le intere giornate del 6 e 7 settembre il centro storico del Comune veneto un open space dedicato alle manifestazioni più disparate della Street Art. Mura perimetrali, strade e piazze si sono trasformate in location ideali per performance ed esposizioni di tele di circa ottanta artisti provenienti da tutta l'Europa, chiamati a dare ragione dei diversi stili e delle diverse tecniche di esecuzione contemplate dal graffitismo urbano. A dimostrazione dell'ecletticità di questa forma d'arte, l'evento consta di una particolare area espositiva allestita in collaborazione con Atom Plastic presso il Museo Civico e denominata Hello, my names is Señor Blanco; qui sarà possibile ammirare sino al 5 ottobre le customizzazioni, effettuate da autori provenienti dall'ambito della grafica, del fumetto e dell'illustrazione, del primo modello toy di concezione italiana, Señor Blanco. La mostra diventa l'occasione per osservare le ultime produzioni di Dast, di sicuro tra le figure più incisive, nonché schive del panorama espressivo contemporaneo. Dalla frequentazione con l'arte sequenziale più estrema alle gallerie più rappresentative di movimenti tellurici come il pop e new surrealism, fino all'amore per i giocattoli d'autore, Dast si è sempre contraddistinto come agitatore immaginifico, pertanto diventa oltremodo corroborante il confronto con una voce acuta e schietta come la sua.

Parigi nella foto più grande del mondo

online sul sito "Paris-26-gigapixels"

Parigi

Formata da 2.346 scatti d'autore realizzati nell'arco di 5 ore a settembre e incollate con un programma ad hoc

online sul sito "Paris-26-gigapixels"

Parigi nella foto più grande del mondo

Formata da 2.346 scatti d'autore realizzati nell'arco di 5 ore a settembre e incollate con un programma ad hoc

VILLE LUMIÈRE

Parigi, bella da togliere il fiatonella foto più grande del mondo

MILANO - La foto più grande del mondo ritrae Parigi: è formata da 2.346 scatti d'autore, misura 354.159 per 75.570 pixel. È visibile online sul sito Paris-26-gigapixels.com e regala agli internauti un panorama eccezionale e inedito della Ville Lumière.

PARTICOLARI CURIOSI - Il sito permette, grazie a un sistema di navigazione integrato, di spostarsi a piacimento sull'immagine e di zoomare su alcuni luoghi, in particolare monumenti famosi. Il progetto è stato ideato due anni fa da due fotografi - Martin Loyer e Arnaud Frich - e dalla società di immagini Kolor. Tutti gli scatti sono stati realizzati in cinque ore nel mese di settembre secondo un piano prestabilito, quindi "incollate" tra loro grazie a un programma creato ad hoc e chiamato Autopano Kolor. Sul blog del progetto viene precisato che nelle immagini sono nascosti dettagli molto particolari e curiosi: tutti da scoprire.

Melita Toniolo si spoglia sull'edizione inglese di Fhm

Spettacolo, Donne, Gallerie

(asylumitalia.it  7/01/2010
) "Bellissima!", l'aggettivo made in Italy campeggia sulle pagine del numero di febbraio dell'edizione inglese di Fhm, scorrendo sinuoso lungo i fianchi di... Melita Toniolo!

La bella ex gieffina, infatti, è sbarcata oltremanica e i sudditi di sua Maestà si sono imparati anche i superlativi per descrivere le procaci virtù della Diavolita. Lingerie nera e trucco pesante, mettono in risalto i suoi occhioni da cerbiatta, le labbra carnose e le poppe strabordanti che ben conosciamo.

Ma Melita ai maschioni d'Albione non fa mancare un topless velato e qualche dichiarazione piccante. "In Italia una donna come me è più pericolosa di un'arma da fuoco". Spara, Melita! (Se non visualizzate la galleria qui sotto cliccate qui)

Berlino capitale creativa d’Europa

berlino3Le gru sembrano danzare sotto il cielo di Berlino che scarica neve, in attesa delle celebrazioni in piazza del Capodanno 2010. Come quella sera dell'ottobre 1996 quando in Potsdamer Platz 19 gru edili ballarono davvero sulle note della Nona sinfonia per festeggiare il revival urbanistico.

Questa volta non c'è la musica di Ludwig van Beethoven e non c'è il maestro Daniel Barenboim. Ma c'è qualcosa che rende il movimento ritmato dei giganti meccanici ancora più magico. A 20 anni dalla caduta del Muro, Berlino si riappropria della sua vocazione di capitale dell'intero continente europeo. «Ovunque si volga lo sguardo si vedono tante opere in costruzione. Ma il cantiere non è solo fisico, coinvolge anche le idee e i progetti: avverto la stessa energia positiva di un paese proiettato verso il futuro con fiducia » dichiara a Panorama Michele Valensise, l'ambasciatore d'Italia in Germania.

La vulgata più diffusa lascia trasparire una sorta di eurostanchezza fra i politici e l'opinione pubblica tedesca. Vista dalla cancelleria federale invece non sembra affiorare alcun segnale di scetticismo. Anzi, «c'è molta attenzione anche per la costruzione europea» precisa Valensise. «I tedeschi dimostrano di sapere bene che, per quanto grande, la Germania da sola non andrebbe lontano nel mondo di oggi. E su molti temi guardano proprio all'Italia come partner naturale con tante affinità nell'ambito dell'Ue».

Fotografia, non solo pornostar: “Moana - Casta Diva”

Moana
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In mostra a Bologna (© Gianfranco Salis)

Dal 23 Gennaio al 27 Marzo 2010 si terrà a Bologna, presso la galleria d'arte Contemporary Concept la mostra "MOANA - CASTA DIVA" di Gianfranco Salis, prima esposizione fotografica di taglio artistico dedicata a Moana Pozzi.

La mostra, curata da Valerio Dehò, presenterà ventidue fotografie di posa a figura intera realizzate tra il 1988 e il 1990. Gli scatti, di cui quindici del tutto inediti, immortalano uno dei personaggi italiani più controversi e affascinanti degli ultimi decenni mostrando con raffinatezza e gusto non solo la rara bellezza di una donna ma anche la sua spiccata personalità e il suo carisma.

Il corpo di Charis Wilson: così il nudo femminile diventa marmo

Scritto da: Alessio Altichieri


Blog_Charis_Nude.jpg(chelseamia.corriere.it) Non avevo mai sentito il nome di Charis Wilson, una signora morta a 95 anni nella sua casa di Santa Cruz, in California, finché sull'"Economist" non ne ho letto l'obituary, il necrologio, corredato dalla foto che si vede qui a fianco, che non passa certo inosservata. E non ho cominciato a capire chi sfosse finché non ho letto, nella prima riga dell'articolo, che la Wilson aveva posato per Edward Weston, grande fotografo americano degli anni ruggenti, che avevo già sentito citare - si fa per dire - perché socio, maestro e amante dell'italiana Tina Modotti, una personalità che da noi non passa mai di moda. Modotti, come libri e mostre ci ricordano spesso, era una rivoluzionaria, una comunista, un'avventuriera, una fotografa simbolista, tutta falce e martello, che in Messico aveva fotografato, con Weston, la realtà dei campesinos. Di tutt'altra pasta era Charis Wilson, americana, e ben diverse le foto che Weston scattò di lei, come in preda a un'ossessione, per una dozzina d'anni fulminanti. Foto di nudo, certo, ma che sembrano un gioco geometrico, una natura morta, più che un gioco erotico, o almeno sensuale. E poiché ChelseaMia è un blog che si può permettere molte foto, tanto vale approfittarne: dicano i lettori se il corpo di Charis Wilson, nelle mani di Weston, non è diventato bello come una statua di marmo.

FOTOGRAFIA - Lo scatto perfetto

Allo studio macchine fotografiche computerizzate per permettere a tutti di ottenere immagini da veri professionisti

Arte e scienza - Nuove rivelazioni sulla Gioconda

La Gioconda Ingrandisci la foto

A sinistra la Gioconda come noi la conosciamo, a destra la versione originaria, venuta fuori dopo un accurato lavoro di pulizia digitale

Monna Lisa, la 'Gioconda' del Magnifico Giuliano

di Valeria Ronzani


 
La Gioconda «desnuda»

La Gioconda, ancora lei. Mentre si susseguono sulla stampa anticipazioni sulle prossime rivelazioni di studiosi vari, che ne svelano nuove ‘rivoluzionarie' identità, arriva nelle librerie un sobrio volumetto a firma Josephine Rogers Mariotti, dal titolo «Monna Lisa. La ‘Gioconda' del Magnifico Giuliano». Edito dalla fiorentina Polistampa, fa parte de ‘I grani', collana di saggi di storia dell'arte diretta da Antonio Natali, cioè dal direttore degli Uffizi.
Niente a che vedere con ‘La Gioconda nuda', ultimo dei lanci delle agenzie di stampa, che in realtà si riferisce alla prossima uscita, sempre per Polistampa, di uno studio di Renzo Manetti, «Il velo della Gioconda», in cui si ipotizza, e non è la prima volta, che Leonardo abbia dipinto anche una Gioconda senza veli.

Grembi delle meraviglie. A Firenze il seno femminile nella fotografia d'autore

20 novembre 2009 (ilsole24ore.com)
Galleria fotografica

di Damiano Laterza
 

La mostra "Quell'instabile oggetto del desiderio - L'immaginario del seno femminile nella fotografia d'autore" a Firenze, presso il MNAF - Museo Nazionale Alinari della Fotografia - è il degno corollario iconografico del Congresso "Attualità di Senologia", la più importante assemblea scientifica italiana del settore, che è in corso di svolgimento (proprio in questi giorni) nel capoluogo toscano.
Il fascino della fotografia artistica di seni femminili strizza l'occhio all'immaginario collettivo, in un percorso intellettuale alla ricerca delle specificità artistiche e psicologiche di tale conformazione.

Lugano: quando lo sguardo incontra il volto

di Giovanna Canzi


 
Galleria fotografica

(ilsole24ore.com) Uno sguardo fisso, frontale e inespressivo. Una camicia bianca e una luce sempre uguale. Solo il tempo impietoso scolpisce il volto di Roman Opalka che, realizzando una serie di autoscatti, ha deciso di ingaggiare una sfida con il dio Crono. Quasi delle sculture - ieratiche e solenni, molto simili a quell'Auriga di Delfi che un giorno intrappolò l'attenzione dell'artista polacco - che sanno indagare la dimensione temporale di ogni uomo. Fotografie che nel riflettere «l'immagine della vita di tutti quelli che le guardano» esprimono perfettamente il senso della mostra che oggi le ospita.
Allestita negli spazi del Museo Cantonale d'Arte di Lugano e curata da Marco Franciolli e Bettina Della Casa, la mostra "Guardami. Il volto e lo sguardo nell'arte 1969-2009" riflette sul persistere del tema del volto nel presente, chiamando a raccolta i più interessanti artisti internazionali degli ultimi quarant'anni. Dalla Pop Art ai giorni nostri, con una carrellata di opere di grande intensità, i curatori invitano a esplorare il soggetto del volto (da cui non può però prescindere lo sguardo) che diviene terreno di ricerca privilegiato per spiccare il volo e penetrare in una dimensione altra. Un percorso in cui il pubblico, insieme all'opera e al soggetto dell'opera, diventa protagonista di un cortocircuito che sa svelare la tensione dialettica fra io e maschera, individuo e persona.

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