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Caserta

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Sette anni a Nicola Cosentino, pene anche per i fratelli

L'ex sottosegretario era imputato per estorsione e illecita concorrenza con l'aggravante mafiosa

Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) ha condannato l'ex sottosegretario Nicola Cosentino (Pdl) a sette anni e sei mesi di carcere al termine del processo di primo grado ("Carburanti") in cui era imputato per estorsione e illecita concorrenza con l'aggravante mafiosa. La Corte ha emesso condanne rispettivamente a 9 anni e 6 mesi e 5 anni e 4 mesi anche a carico dei fratelli, Giovanni e Antonio Cosentino. Le indagini sono state condotte dai pm Antonello Ardituro (oggi al Csm) e Francesco Curcio (ora alla Procura nazionale). L'accusa è stata rappresentata a dibattimento dai pm Fabrizio Vanorio e Sandro D'Alessio. Prescritto il reato contestato all'ex prefetto di Caserta ed ex deputato Pdl, Maria Elena Stasi.

Camorra e appalti, le intercettazioni: «Io tengo al Pd, portiamo Graziano»

Zagaria al telefono con l’ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere fa riferimento al presidente regionale dei democratici: «Ho un santo in paradiso che mi protegge». Arrestato l’ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere insieme a 8 persone

Il nome del presidente del Pd della Campania Stefano Graziano spunta in un’intercettazione ambientale del 15 novembre 2014 che registra una conversazione tra Alessandro Zagaria, l’imprenditore arrestato oggi con l’accusa di far parte del clan dei Casalesi, e l’ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere Biagio Di Muro, finito in carcere anch’egli nell’ambito della stessa inchiesta condotta dalla Dda di Napoli. Zagaria e Di Muro - scrive il gip Anna Laura Alfano nella sua ordinanza - parlano di «imprenditori favoriti da piazzare». «Poi Zagaria - sottolinea il giudice - mostra di attivarsi direttamente per sostenere la campagna elettorale di un candidato alle competizioni elettorali di quel periodo (tale Graziano, candidato per il consiglio regionale) e di questo fatto rimprovera Di Muro che, a suo dire, non si sta attivamente impegnando».

Il sostegno alle elezioni

ARRESTATO IL RE DEL LATTE, Giuseppe Gravante, PER 20 ANNI HA SVERSATO GLI ESCREMENTI DEGLI ALLEVAMENTI NEL VOLTURNO

Caserta - Arrestato il Re del latte. Giuseppe Gravante è stato sottoposto a un ordine di custodia cautelare per reati connessi a smaltimento illecito dei rifiuti e estorsione. Nei suoi confronti è intervenuto il Corpo Forestale dello Stato di Caserta, che ha eseguito quanto disposto dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.

L'uomo è responsabile di alcune note società del casertano che operano nel settore zootecnico e agroalimentare. Si ipotizza che sotto minaccia di licenziamento costringesse i propri dipendenti a sversare gli escrementi e i rifiuti liquidi provenienti dagli allevamenti direttamente nel Volturno.

I possibili reati riguardano anche i rifiuti solidi, che sarebbero stati bruciati e smaltiti nascondendoli nei terreni della propria azienda, con particolare riferimento alla produzione del latte a marchio Foreste Molisane.

Si parla di ben 20 anni di rifiuti sversati illegalmente nel Volturno. Infatti Gravante avrebbe iniziato a costringere i dipendenti a smaltire nel fiume gli escrementi provenienti dal suo allevamento bovino di quasi 3500 capi fin dal 1994. Tale pratica avrebbe prodotto ogni giorno un inquinamento pari ad una città di 24 mila persone, secondo i dati diffusi dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere.

L'inchiesta ha avuto inizio grazie a un ex dipendente che si è autodenunciatopoiché pentito di aver eseguito quanto richiesto da Gravante. Il Re del latte del casertano e impiegato nel settore zootecnico da oltre 40 anni. E' proprietario di diversi allevamenti e di uno stablimento di imbottigliamento del latte a marchio Foreste Molisane.

A Casal di Principe appalti gestiti dalla camorra anche quando c'erano i commissari prefettizi

Mary Liguori

CASERTA - «Il Comune di Casal di Principe era talmente gestito dal clan che abbiamo potuto controllare gli appalti anche nel momento in cui il municipio era commissariato e dopo che è diventato sindaco Renato Natale, avversario del clan, come è noto»: parola di Nicola Panaro, dichiarazioni choc quelle messe a verbale dal pentito, i cui racconti sono le linee «guida» dell'inchiesta «Doma», che due giorni fa ha portato all'arresto di 39 persone e all'emissione di 5 divieti di dimora oltre che al sequestro di beni per dieci milioni di euro. Il gruppo colpito è quello dei Russo, originario di Casal di Principe, ma operativo a Gricignano e ad Aversa, in principio, per poi estendere il proprio predominio con l'imposizione delle slot machine in tutto l'Agroaversano e in molte altre regioni d'Italia.
Pesantissime le dichiarazioni di Panaro, secondo il quale né la gestione prefettizia del Comune, tantomeno l'inserimento di un sindaco fortemente incline alla lotta alla camorra, ha fermato l'influenza dei Casalesi nel controllo degli appalti pubblici.

MOZZARELLA DI BUFALA: INCHIESTA DELLA PROCURA SULLA DOCUMENTATA UCCISIONE BUFALOTTI

MOZZARELLA DI BUFALA: INCHIESTA DELLA PROCURA SU UCCISIONE BUFALOTTI DOCUMENTATA DA VIDEO FOUR PAWS

A seguito della video investigazione di Four Paws sulla uccisione dei vitelli maschi delle bufale da latte, da noi diffusa in Italia lo scorso settembre, la Procura di Santa Maria Capua Vetere ha aperto un’inchiesta per accertare fatti e responsabilità.

E’ quanto leggiamo oggi da un articolo pubblicato su “Controcorrente”, l’inserto del lunedì de Il Giornale.

Esprimiamo la nostra soddisfazione per la decisione della Procura di avviare questa indagine e  ci auguriamo che si faccia chiarezza su una prassi zootecnica tollerata ma illegale, che presenta profili di indicibile crudeltà nei confronti degli animali.

Le immagini che abbiamo diffuso, infatti, riprendevano vitelli caricati a calci nella pala di un trattore, colpiti con pesanti mazze, annegati nelle pozze di conferimento dei liquami, lasciati morire di fame e sete nel fango, sotto gli occhi delle loro stesse madri: questa è la drammatica fine dei cuccioli maschi delle bufale da latte.

Dopo quel video, da parte dei produttori della filiera e della Regione Campania abbiamo registrato soltanto parole. Dietro un prodotto di presunta eccellenza come la mozzarella di bufala, ci sono consolidate prassi illegali che le istituzioni e la Magistratura non devono lasciare impunite.

Caserta, Di Costanzo arrestato. "Appalti pilotati"

Venti le misure cautelari: coinvolti sindaci e imprenditori. Anche il presidente della provincia. L'ipotesi è un'appaltopoli nel sistema di smaltimento rifiuti

Caserta, 13 settembre 2016 - Il solito copione: appalti in cambio di favori. Il sistema di smaltimento dei rifiuti finisce nell'occhio del ciclone anche aCaserta, dove la Guardia di Finanza ha eseguito oggi 20 misure cautelari. Gli indagati sono complessivamente 35. 

Tra gli arrestati c'è il presidente della provincia, Angelo Di Costanzo (Pdl) - per fatti accaduti quando era primo cittadino di Alvignano -  oltre ad alcuni sindaci dei comuni casertani e a un comandante della polizia municipale. Secondo le indagini dei finanzieri - coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere - Di Costanzo e gli altri avrebbero ottenuto l'assunzione di amici e parenti, oltre a buoni benzina, auto di lusso e altri regali, in cambio dell'assegnazione degli appalti a una ditta della zona che si occupa di smaltimento rifiuti, il 'Gruppo Termotetti'. 

GLI ARRESTATI - In carcere, oltre a Di Costanzo, anche l'assessore all'ambiente di Alvignano, Luigi Simone Giannetti, e il sindaco di Piedimonte Matese, Vincenzo Cappello (Pd), Luigi Imperadore, titolare della stessa 'Termotetti', Francesco Iavazzi, della 'Impresud' e il presidente del Consorzio di Bonifica Sarno-Alifano, Andrea Cappella. Dalle indagini è emerso che Cappella, per i suoi spostamenti, utilizzava una Volvo di proprietà dell'azienda di Imperadore con tanto di marchio 'Termotetti' in evidenza sulla carrozzeria. Ai domiciliari sono finite sette persone, tra cui l'ex sindaco di Casagiove (Caserta) Elpidio Russo. 

Appalti sui rifiuti, venti arresti eccellenti nel Casertano: c'è anche il presidente della Provincia Angelo Di Costanzo (Pdl)

Inchiesta della procura di Santa Maria Capua Vetere sull'assegnazione di una serie di gare per lo smaltimento dei rifiuti. In carcere o ai domiciliari numerosi amministratori, funzionari pubblici e imprenditori della zona. Il pm: "Un sistema criminale che coinvolge diversi comuni". Tra gli arrestati c'è il presidente della provincia, Angelo Di Costanzo (Pdl) 

di CONCHITA SANNINO e DARIO DEL PORTO

Venti arresti eccellenti scuotono la provincia di Caserta. Una vicenda di corruzione e appalti truccati nel settore dei rifiuti - ed in vari comuni della zona del Matese - coinvolge amministratori pubblici, funzionari, imprenditori. Venti le ordinanze di custodia cautelare emesse dal Giudice per le indagini  preliminari di Santa Maria Capua Vetere. Sette persone finiscono ai domiciliari, tredici in carcere. 

Ad eseguire le misure sono la Guardia di finanza di Caserta, coordinata dal generale Giuseppe Verrocchi e i carabinieri diretti dal colonnello Giancarlo Scafuri. L'inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere, guidata dal procuratore capo Maria Antonietta Troncone, durava da oltre un anno e aveva nel mirino presunte dazioni di danaro "e una serie di altre utilità" in cambio di assegnazioni di lavori nel settore dello smaltimento dei rifiuti. 

Rifiuti e Riciclo - Attacco al Comune di Camigliano: "Lasciate i rifiuti o rischiate il commissariamento"

I Comuni virtuosi cominciano a far paura e la "politica tradizionale" reagisce come può e come sa, con il silenzio mediatico e le minacce legali. Questo è quanto sta accadendo nel comune di Camigliano in provincia di Caserta, il cui sindaco è stato diffidato dal prefetto.

di Andrea Boretti
comuni virtuosi
I Comuni Virtuosi sono Comuni i cui primi cittadini intendono il loro incarico come servizio ai cittadini e alla comunità, con risultati molto evidenti

(terranauta.it) I Comuni Virtuosi - chi segue la nostra testata ne ha sentito parlare spesso - sono quelli i cui primi cittadini intendono il loro incarico come servizio ai cittadini e alla comunità, con risultati molto evidenti.

Questo spaventa chi invece ha della politica un'idea opposta. La politica come opportunità di ottenere vantaggi personali, la politica delle poltrone, del potere, del controllo del consenso. Questa politica comincia ad avere paura dell'esempio dei Comuni virtuosi e lo dimostra quanto sta accadendo al Comune virtuoso di Camigliano (CE) guidato dal sindaco Vincenzo Cenname.

Camigliano è un comune con il 65% di raccolta differenziata, è un comune che fa il compostaggio domestico e ha abbassato la tassa rifiuti ai cittadini oltre ad inserire i pannolini lavabili negli asili nido e a recuperare gli oli esausti.

Ma non basta. Camigliano ha smesso di erodere il proprio territorio, di cementificarlo e ha anche messo lampade a basso consumo nel cimitero. Piccole ma grandi cose - soprattutto se fatte in Provincia di Caserta dove camorra e politica governano spesso insieme - tutte volte a migliorare la vita dei cittadini nel rispetto dell'ambiente in cui si è scelto di vivere.

Inquinamento, arrestati 22 allevatori nel Casertano

Accusati di disastro ambientale, gestione illecita di rifiuti, avvelenamento di acque e scempio paesaggistico

(ansa.it) 16 aprile - NAPOLI - Ventidue titolari di aziende bufaline sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza nel casertano. Gli imprenditori, ai quali sono stati concessi gli arresti domiciliari, sono accusati, a vario titolo, di disastro ambientale, gestione illecita di rifiuti, di avvelenamento di acque e scempio paesaggistico. Le indagini delle Fiamme Gialle sono state avviate alcuni mesi fa per accertare le cause dell'inquinamento del bacino idrico dei regi Lagni. Nel corso dell'operazione gli investigatori hanno anche sequestrato 25 aziende zootecniche e 4 impianti di depurazione delle acque reflue. I dettagli dell'operazione saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa indetta per le ore 11 nella sala riunioni della Procura generale di Napoli.

AUTOVELOX COL TRUCCO, PIU' DI 200 INDAGATI NEL CASERTANO

(ansa.it) NAPOLI  - Autovelox col trucco: più di 200 persone, tra cui molti sindaci, assessori e comandanti delle Polizie municipali, sono indagate nel Casertano nell'ambito di un'operazione condotta dal comando della compagnia dei carabinieri di Capua e della Polizia stradale di Caserta in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo emesso dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Le indagini, poi sfociate nell'emissione del decreto, hanno avuto per oggetto il rilevamento delle infrazioni attraverso autovelox, photored o altri macchinari simili. Destinatari dei provvedimenti numerosi Comuni della provincia di Caserta e di società. L'indagine ha evidenziato un sistema "creato dai Comuni e dalle società che, in violazione di legge, rappresentava un modo di facile, ingiusto e rilevante profitto".

Le condotte contestate ai più di 200 indagati nel Casertano nell'inchiesta relativa agli autovelox col trucco riguardano le modalità di affidamento del servizio da parte dei Comuni alle ditte private, la non corretta indicazione in bilancio delle somme provento delle sanzioni, le illecite modalità di rilevazione delle infrazioni. Ed ancora, l'omessa comunicazione alle competenti autorità delle infrazioni per il decurtamento dei punti e illeciti nel trattamento dei dati personali. I reati contestati riguardano la truffa, l'abuso d'ufficio, la turbata libertà degli incanti, la falsità ideologica commessa da un pubblico ufficiale in atti pubblici, il rifiuto e l'omissione di atti d'ufficio. E poi, la soppressione, la distruzione e l'occultamento di atti veri, la violazione del codice della privacy per il trattamento dei dati personali.

CAMORRA: ARRESTATO IL BOSS DEI CASALESI GIUSEPPE SETOLA

Alfonso Pirozzi e Patrizia Sessa

(ansa.it) CASERTA - Il cerchio, alla fine, si e' stretto. E cosi' la fuga del superlatitante Giuseppe Setola e' finita. Il boss dei Casalesi e' stato arrestato in un piccolo comune, Mignano Montelungo: ha tentato la fuga, sui tetti. Poi, quando si e' reso conto che non c'era proprio piu' nulla da fare si e' arreso. Ha alzato le mani e ai carabinieri ha detto: ''Avete vinto voi''. Finisce cosi' la latitanza di Setola, boss che ha ucciso piu' e piu' volte, che ha terrorizzato il Casertano.

Due giorni fa, per un soffio, sfuggi' alla cattura: lo fece attraverso condotti fognari, poco prima che i carabinieri potessero arrestarlo. La fuga, dunque, ancora una volta, fino ad oggi, in un'abitazione a due piani, vicino a una clinica privata. Non era solo, c'erano due guardaspalle e due insospettabili, un'infermiera e un analista.

Proprio oggi erano stati sequestrati beni - per un valore di 10 milioni di euro - riconducibili a lui e alla sua famiglia. Nel sequestro anche due case date in affitto a militari Usa. Poi, poco dopo le ore 15, il blitz e il colpo portato a segno dai carabinieri del comando provinciale di Caserta. La guerra contro i Casalesi ''non e' ancora finita'', dice il procuratore di Napoli, Giovandomenico Lepore. La guerra contro la camorra ''continua''. Ma di certo oggi, come ha sottolineato il capo della Dda di Napoli, Franco Roberti, ''e' stato un grande momento per lo Stato, la cattura di Setola l'avevamo promessa e la promessa l'abbiamo mantenuta''.

STATI GENERALI DELLA SCUOLA DEL MEZZOGIORNO

Gent.ma/o
gli Assessori delle Regioni del Sud hanno lanciato l'idea degli "STATI GENERALI DELLA SCUOLA DEL MEZZOGIORNO", che dal 7 al 9 novembre si svolgeranno Castel Volturno (CE), scenario della strage dei ghanesi e della guerra che i clan camorristici stanno portando allo Stato, per ripensare la scuola in un'ottica multietnica, disegnando le nuove prospettive per un sistema scolastico del Mezzogiorno di qualità che, partendo da un paradigma di accoglienza e di accettazione delle diversità, sappia proporsi in positivo e superare le difficoltà strutturali e di prassi che la relegano tra gli ultimi posti in Europa, utilizzando al meglio le opportunità del programma comunitario 2007/2013.

La politica di tagli all'Istruzione di questi ultimi anni ha infatti avuto le sue ricadute più pesanti proprio sulla scuola nel Sud. Occorre dunque a nostro avviso una mobilitazione delle Istituzioni,  delle donne e degli uomini del Mezzogiorno e di tutte le forze genuinamente democratiche che ritengono che le scelte sinora operate dal Governo e dal Parlamento creino una situazione di impoverimento di tutto il sistema e che, in particolare, rischiano di rendere insanabili le differenze tra il Nord ed il Sud del Paese.   Proprio perchè crediamo necessario il coinvolgimento di chi vive la Scuola, abbiamo strutturato un evento a carattere partecipativo - sintetizzato qui di seguito - e riteniamo indispensabile iniziare a raccogliere contributi e suggerimenti. In questa particolare congiuntura normativa appare più che mai urgente ed indifferibile un confronto fattivo sui riflessi delle recenti determinazioni del Governo e del Parlamento sulla struttura complessiva del sistema di istruzione nel Mezzogiorno.

CAMORRA: PARA' FOLGORE NEL CASERTANO, AL VIA I CHECK POINT

(ansa.it) CASERTA - E' iniziata nel Casertano l'operazione di controllo con check point da parte dei parà della Folgore inviati in Campania dal governo a supporto delle forze dell'ordine per contrastare i clan della camorra.

 I militari sono dispiegati con posti di blocco sia a Castel Volturno, luogo della strage del 18 settembre scorso nella quale sono stati uccisi sei immigrati, sia nei territori dell'agro aversano, compreso il comune di Casal di Principe. Questa mattina i militari hanno ricevuto la visita del generale Castellano, comandante della brigata paracadutisti.

STRAGE CASTEL VOLTURNO, QUATTRO FERMI NEL CASERTANO

(ansa.it) CASERTA  - La squadra mobile della questura di Caserta ha eseguito nelle prime ore di oggi, tra l'Agro Aversano e Castel Volturno, quattro di cinque decreti di fermo emessi dalla Dda di Napoli nei confronti di altrettanti pregiudicati, ritenuti il braccio operativo per le estorsioni del gruppo di latitanti del clan dei Casalesi, operante sull'intero litorale Casertano.

Il gruppo, del quale secondo le risultanze delle indagini fanno parte tra gli altri Giuseppe Setola e Alessandro Cirillo, inseriti tra i 30 latitanti più pericolosi d'Italia, è accusato tra l'altro della strage di Castel Volturno della scorsa settimana, nella quale sono stati uccisi sei extracomunitari, e dell'omicidio di Antonio Celiento, titolare di una sala giochi.

Ucciso sindaco del Casertano

(ansa.it) CASERTA - Una vendetta per fatti riconducibili alla sua attività di sindaco, forse per motivi in qualche modo legati a interessi nel settore delle opere pubbliche. Ne sono convinti gli amici e gli oppositori politici di Giovanni Piscitelli, sindaco al suo secondo mandato a capo di una giunta di centrosinistra a Cervino, piccolo centro non lontano da Caserta, il cui cadavere semicarbonizzato è stato trovato la notte scorsa dai carabinieri, con mani e piedi legati a qualche metro di distanza dalla sua autovettura, data alle fiamme.

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