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La vita sta cambiando pelle

Foggia

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Tangenti per pilotare sentenze in commissioni tributarie: 10 arrestati, indagato il giudice Nicastro

"Una vera e propria privatizzazione della giustizia tributaria", hanno definito l'operazione i militari della guardia di finanza. Il magistrato, ora a Matera, è stato anche assessore alla Regione Puglia

di TATIANA BELLIZZI

FOGGIA - Una compravendita di sentenze all'interno della Commissione tributaria regionale e di quella provinciale di Foggia. E' quanto accertato dai militari del nucleo di polizia tributaria di Bari che hanno eseguito 13 misure cautelari con le accuse di corruzione in atti giudiziari, falso e truffa in concorso. Arresti domiciliari per i giudici tributari Giuseppe D'Avolio di Ischitella, Vito Merra di Cerignola e i foggiani Antonio Ventura e Antonio Cerase e per i dipendenti della commissione tributaria Rosaria Adriana Benigno e Domenico Laricchia, entrambi foggiani.

Domiciliari anche per i commercialisti foggiani, nonché difensori in commissione tributaria, Gaetano Stasi e Francesco Ricciardi e quelli viestani Valerio Gaetano e Antonio Scala. Il divieto di esercitare la professione di commercialista per 12 mesi è scattato nei confronti di Giovanni Antini e Mauro Gadaleta di San Giovanni Rotondo e Gianluca Orlandi di Noicattaro. Complessivamente sono 40 le persone indagate: 25 i casi accertati dai militari, che avrebbero fruttato la somma di circa 60mila euro. Fra gli indagati c'è anche il giudice Lorenzo Nicastro, ex pm a Bari, attualmente in servizio al tribunale di Matera ed ex assessore all'Ambiente della Regione Puglia nella giunta di Nichi Vendola.

LA NUOVA MAFIA CHE ASSEDIA FOGGIA

LA NUOVA MAFIA CHE ASSEDIA FOGGIA

Una trentina di gruppi, 78 omicidi, un migliaio di affiliati e all'attivo un clamoroso assalto a colpi di Ak-47 al bunker di una società per la raccolta dei soldi, con i camion e le ruspe incendiati per bloccare l'arrivo delle volanti. Si chiama "Società foggiana", controlla un'intera provincia e taglieggia 8 commercianti su 10. Pochissimi la conoscono, nessuno ne parla, come denuncia il nuovo Questore in una drammatica audizione davanti alla Commissione parlamentare sui i reati contro gli amministratori

Sette giorni all'inferno: diario di un finto rifugiato nel ghetto di Stato nel Cara di Foggia

Dormitori stracolmi. Dove la legge non esiste. Fabrizio Gatti è entrato, clandestino, nel Cara di Foggia. Dove oltre mille esseri umani sono tenuti come bestie. E per ciascuno le coop prendono 22 euro al giorno

Fabrizio Gatti

La quinta notte apro la porta sull’inferno. Dal buio dello stanzone esce un alito di aria intensa e arroventata che impasta la gola. Si accende un lumino e rischiara una distesa di decine di persone, ammassate come stracci su tranci di gommapiuma. Niente lenzuola, a volte solo un asciugamano fradicio di sudore sotto le coperte di lana. Nemmeno un armadietto hanno messo a disposizione: ciabatte e scarpe sono sparse sul pavimento, i vestiti di ricambio dentro sacchetti di carta. Rischio di calpestare una serpentina incandescente, collegata alla presa elettrica da due fili volanti. Qualcuno sta preparando la colazione per poi andare a lavorare nei campi. Cucinano per terra. Se scoppia un incendio, è una strage.

No, questa non è una bidonville. È un ghetto di Stato: il Cara di Borgo Mezzanone vicino a Foggia, il Centro d’accoglienza per richiedenti asilo, il terzo per dimensioni in Italia. Ce ne sono molti altri di stanzoni ricoperti di corpi. I ragazzi africani vengono sfruttati anche quando dormono. Per trattarli così, il consorzio “Sisifo” della Lega delle cooperative rosse, e la sua consorziata bianca “Senis Hospes”, amministrata da manager cresciuti sotto l’ombrello di Comunione e liberazione, incassano dal governo una fortuna: ventidue euro al giorno a persona, quattordicimila euro ogni ventiquattro ore, oltre quindici milioni d’appalto in tre anni. Più eventuali compensi straordinari, secondo le emergenze del momento.

Il peso della discarica abusiva spezza i tubi 35mila persone senz'acqua da giorni

Una montagna di rifiuti alta dodici metri in un'area già sequestrata dalla magistratura a Lucera la causa dell'interruzione del servizio. Tra le ipotesi di reato disastro ambientale, interruzione di pubblico servizio e avvelenamento. La Regione: "Atto vergognoso"

(repubblica.it) Una montagna di rifiuti alta dodici metri cresciuta accanto a un'area archeologica, e il peso della monnezza di una discarica abusiva che rompe la conduttura principale dell'acqua, lasciando a secco trentacinquemila persone. Un'intera città rifornita dalle autobotti come nel dopoguerra: scuole e negozi chiusi, cittadini sull'orlo di una crisi di nervi, fila per riempire le taniche, i cui prezzi sono saliti alle stelle. La Regione Puglia ha deciso di costituirsi parte civile "in un eventuale processo per punire i responsabili dell'ignobile versamento abusivo di rifiuti in agro di Lucera, che ha causato la rottura della condotta principale di alimentazione idrica con la conseguente mancata erogazione dell'acqua".

La rottura della conduttura dell'acquedotto pugliese è avvenuta in contrada Ripatetta. Le tubature si sono rotte in un'area sottoposta a sequestro dalla procura di Lucera, perché appunto sede di una discarica abusiva. Il procuratore capo lucerino, Domenico Seccia, ha detto che la procura ha permesso la rottura dei sigilli nella discarica per poter rimediare al disservizio. Al termine delle operazioni di ripristino della rete idrica, i sigilli verranno apposti nuovamente per permettere la prosecuzione delle indagini, che si concentreranno anche sulle relazioni della Guardia di finanza (che ha anche a disposizione numerosi filmati con le riprese del via vai di camion sospetti) e quelle dei carabinieri del Noe. Si ipotizza il reato di disastro ambientale, interruzione di pubblico servizio, avvelenamento.

FOGGIA, LA DISCARICA DI GIARDINETTO

CODICI SI COSTITUISCE PARTE CIVILE NEL PROCESSO PER DISASTRO AMBIENTALE CONTRO TRE IMPUTATI DELLA SOCIETA' I.A.O.

Questa mattina durante l'udienza dibattimentale tenutasi presso il Tribunale di Lucera, CODICI si è costituita parte civile, insieme al Comune di Castelluccio dei Sauri; al Comune di Troia; all'Associazione Udico; a Legambiente; all'Associazione Salute e Territorio di Troia ed a singoli cittadini, nel processo su una questione conosciuta a molti: la discarica di Giardinetto in agro di Troia (FG). Sarebbero tre gli imputati della società I.A.O. srl accusati, tra cui figurano il consulente tecnico ed il rappresentante legale della società predetta. A loro carico diversi capi d'imputazione: primo fra tutti l'accusa di disastro ambientale con pericolo della pubblica incolumità .

Ma non solo: si parla di presenza di fanghi neri e maleodoranti contaminati da inquinanti tossici e nocivi; di rifiuti presenti nel sottosuolo; di rifiuti costituiti da materiale friabile fra misto di cemento e residui di mattoni contaminati da inquinanti tossici e nocivi, di abbandono di ingenti quantità di rifiuti pericolosi costituiti da pannelli di eternit contaminati da fibre di amianto con derivato pericolo per la salute pubblica; di falsa attestazione alla Regione Puglia della messa in sicurezza e bonifica dell'amianto, omettendo la rimozione, lo smaltimento e la bonifica dei capannoni sui cui tetti erano presenti pannelli di eternit in cattivo stato di conservazione.

Ripercorriamo le tappe di questa terribile storia, iniziata il 30 ottobre 1996.

Animali - Una lontra tra le vittime della strada

di Luisa de Paula | Pubblicato il 30 Settembre 2010

(galileonet.it) Era riversa bocconi sull'asfalto. Una lontra (Lutra lutra, specie minacciata di estinzione) è stata ritrovata morta sulla superstrada che collega Foggia a Potenza, all'altezza di Candela, nel Foggiano. In quel punto l'asfalto taglia il corridoio ecologico tra il torrente Carapelle ed il fiume Ofanto. L'ipotesi dei volontari della Lipu, che hanno rinvenuto l'animale nei giorni scorsi, è che sia stato investito mentre cercava un percorso per spostarsi da un bacino idrico all'altro. L'associazione, che da tempo protesta contro "la proliferazione di ragnatele stradali, opere idrauliche, recinzioni, centrali fotovoltaiche o eoliche, sottostazioni elettriche e ogni sorta di trasformazione insostenibile", ora invoca più tutele per le reti ecologiche. Intanto il corpo del raro mammifero è stato portato all'Istituto Zooprofilattico di Puglia e Basilicata per le analisi necroscopiche, mentre l'Ispra (Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale) provvederà agli esami genetici.

Terremoto: forte scossa a Foggia

Sisma di 4,4 della scala Richter alla periferia sud-ovest a 30 km di profondità. Molta la paura tra la popolazione, ma al momento non si registrano danni o persone rimaste ferite

(corriere.it) FOGGIA - Scossa di terremoto di 4,4 gradi della scala Richter a Foggia. Secondo l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, il sisma è stato registrato alle 14,20 e l'epicentro era a una profondità di 30 km (all'inizio erano stati indicati 8,3 km) alla periferia a sud-est della città pugliese. Tredici minuti dopo c'è stata una seconda scossa di 2 gradi.

PAURA - Molta paura si è registrata tra la popolazione. Numerose persone si sono riversate per strada. I centralini delle forze dell'ordine e dei Vigili del fuoco sono stati presi d'assalto dai tanti che chiedevano informazioni. Molta paura si è registrata tra la gente nel foggiano per la scossa di terremoto. Numerose persone si sono riversate per strada, gridando. I centralini delle forze dell'ordine e dei Vigili del fuoco sono stati presi d'assalto dai tanti che chiedevano informazioni. Al momento - secondo le prime notizie - non si registrano danni o persone rimaste ferite.

SISMICITÀ STORICA - La città di Foggia si trova in un'area di pericolosità sismica medio-bassa, ma è posizionata in mezzo a due zone ad alta sismicità come l'Irpinia e il Gargano e quindi viene posta in zona 2 (media) nella classificazione nazionale sismica del territorio. In un raggio di 20 km da Foggia si sono registrati in epoca storica terremoti anche più intensi di quello del 17 settembre: nel 1841, nel 1875 e nel 1941, e nelle vicinanze altri sismi nel 1381, nel 1731 e nel 1995.

17 settembre 2010

Persistenze sul confine dell’immagine

Ripensando ad Andrea Pazienza

Antonio Ambrosino, Paolo Bini, Paolo Borrelli, Angelo Casciello, Bruno Ceccobelli, Franco Cipriano, Paolo De Santoli, Gerardo Di Fiore, Giuseppe Di Muro, Stefano  Di Stasio Lorenzo Foschi, Omar Galliani, Salvatore Lovaglio, Ruggero Maggi, Maria Mulas, Tommaso Ottieri, Arturo Pagano, Giusy Parisi, Eliana Petrizzi, Piero Pizzi Cannella, Virginio Quarta, Angelomichele Risi, Errico Ruotolo, Sandro Scalia, Giovanni Tesauro

a cura di Massimo Bignardi

28 maggio - 20 giugno 2009
inaugurazione giovedì 28 maggio  ore 18,30

Giovedì 28 maggio sarà inaugurata al MAT - Museo dell'Alto Tavoliere di San Severo, la mostra  Persistenze sul confine dell'immagine. Ripensando ad Andrea Pazienza, secondo momento espositivo all'interno del  programma "Ad Andrea & C. Fatti e personaggi dal mondo del fumetto" progettato e curato da Teo De Palma e promosso dalla Provincia di Foggia e dal Comune di San Severo in collaborazione con la cattedra di Storia dell'Arte Contemporanea dell'Università di Siena, il Frac-Baronissi e l'Associazione Sorvillo per l'Arte Contemporanea.

La mostra curata da Massimo Bignardi propone una selezione di opere di artisti contemporanei, il cui denominatore comune sembra scorgersi nell'idea di immagine o, meglio, sul valore che essa assume nella contemporaneità: una scelta di opere provenienti da collezioni private e da istituzioni museali, che intreccia linguaggi diversi, dalla pittura alla fotografia, alla ceramica, agli extra media,alla pittura digitale.

SINDACO S.MARCO IN LAMIS VIETA CIBO A CANI RANDAGI

Vogliamo far sapere all'illustre sindaco di sanmarco in lamis quello che il popolo del web pensa della moda lanciata dal suo collega di campobasso, ormai noto come il primo degli affamatori dei randagi?

Questo sindaco è afflitto dal "problema estetico" dei randagi che deturpano il panorama, allora invece di adeguarsi alla legge 281 del 1991 per la tutela e il benessere animale, che precisa che il sindaco è il proprietario del cane accalappiato sul suo territorio ed è tenuto a garantirne il benessere anche qualora lo affidi ad un canile convenzionato, pena, in caso contrario la possibilità di ravvisare il reato di omissione di atti d'ufficio e l'imputabilità penale ed è responsabile delle misure prese o disattese per combattere il fenomeno randagismo del suo territorio nonchè dell'impiego dei fondi erogati dallo Stato per porvi rimedio, come specificatamente richiesto dal sottosegretario di stato, on francesca martini, si inventa il provvedimento del 3 novembre che tuona: "500 euro di multa a chi si azzarda a dispensare cibo".

Pensate che qualcuno in zona,  abbia protestato suggerendo metodi legali  e civili al sindaco? pensate male.

L'ordinanza, incostituzionale, è stato accolta " con molto favore dai concittadini".

Noi, che non siamo concittadini,  accogliamo con orrore la genialata di cotanto alto contenuto morale e civico... e glie lo facciamo sapere.

chiliamacisegua www.chiliamacisegua.org 

MANCANO NECROFORI, PARENTI SCAVANO FOSSA

(ansa.it) VIESTE (FOGGIA) - Polemiche a Vieste sul caso della giovane rumena morta per cause naturali i cui familiari, per accelerare il loro rientro in patria, avrebbero cominciato a scavare la fossa per la sepoltura prima dell'arrivo di una squadra di necrofori. Sulla vicenda è intervenuto oggi l'eurodeputato del Pd Gianni Pittella, secondo il quale bisogna accertare presto le responsabilità dell'umiliante vicenda. Dello stesso tenore le critiche del circolo cittadino del Pd di Vieste. Fonti del Comune di Vieste hanno ribadito che i parenti della romena non hanno scavato da soli la fossa né tantomeno hanno provveduto da soli alla tumulazione: "hanno scavato il terreno per una decina di centimetri - viene sottolineato - fino a quanto sono arrivati i necrofori".

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