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Messina

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LAV, Corse clandestine cavalli, "Operazione Zikka": 9 persone arrestate a Messina per associazione a delinquere per organizzazione corse clandestine, scommesse illegali e maltrattamento animali.

Operazione Zikka
CORSE CLANDESTINE DI CAVALLI, “OPERAZIONE ZIKKA”: 9 PERSONE ARRESTATE A MESSINA PER ASSOCIAZIONE a DELINQUERE FINALIZZATA ALL’ORGANIZZAZIONE DI CORSE CLANDESTINE, SCOMMESSE ILLEGALI E MALTRATTAMENTO DI ANIMALI.
LAV: PLAUSO AGLI INQUIRENTI. FENOMENO CRIMINALE CON PERICOLOSE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA

Questa operazione è l’ennesima conferma della pericolosità sociale delle organizzazioni dedite alle corse clandestine”. Lo afferma Ciro Troiano, criminologo, responsabile dell’Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV, commentando la notizia dell’operazione dei Carabinieri di Messina che hanno eseguito un provvedimento cautelare, emesso dal Gip su richiesta della locale Procura, nei confronti di 9 persone ritenute a vario titolo responsabili di associazione per delinquere finalizzata all’organizzazione di corse clandestine di cavalli ed al maltrattamento di animali. Uno di loro è stato portato in carcere, cinque ai domiciliari per tre è stato emesso l’obbligo di dimora.

Vogliamo esprimere il nostro plauso e la viva soddisfazione della LAV ai Carabinieri e alla Procura di Messina per questa delicata indagine – continua Troiano – La contestazione del reato di associazione per delinquere è una strada che da anni chiediamo di seguire, ma finora è stata scarsamente percorsa. Lo ribadiamo da tempo: spesso le attività investigative si limitano al solo blocco delle corse, senza indagini articolate e penetranti, capaci di disinnescare un fenomeno criminale sempre più offensivo. Questa indagine, finalmente, va nella giusta direzione”.

Legge di Bilancio, emendamento degli alfaniani: “Ponte sullo Stretto sia dichiarato infrastruttura prioritaria”

Area popolare ha presentato una proposta di modifica in base alla quale "al fine di rilanciare l’economia delle regioni del Mezzogiorno" gli interventi per la realizzazione dell'opera "saranno dichiarati indifferibili, urgenti e di pubblica utilità". Intanto a fine ottobre sono finiti agli arresti Michele Longo ed Ettore Pagani, manager responsabili delle operazioni italiane del gruppo Salini Impregilo capofila del consorzio che aveva vinto la gara per l'opera

Dopo l’annuncio fatto da Matteo Renzi a fine settembre – “il ponte sullo Stretto si farà e creerà 100mila posti di lavoro” – arriva l’immancabile emendamento alla legge di Bilancio. La richiesta è che, “al fine di rilanciare l’economia delle regioni del Mezzogiorno d’Italia attraverso il completamento della rete infrastrutturale primaria, il collegamento stabile viario e ferroviario tra la Sicilia e il continente sia dichiarato infrastruttura prioritaria per l’interesse del Paese”. La proposta, a prima firma Vincenzo Garofalo (Area Popolare), ricalca una proposta di legge a firma dello stesso Garofalo presentata alla Camera a marzo quando lo stesso premier aveva aperto a un ripensamento sulla grande opera cara a Silvio Berlusconi.

Ponte sullo Stretto di Messina: costi dal 1870 al 2015

Ponte Sullo Stretto di Messina

Progetti, studi, consulenze, test. Dal 1870

In realtà l'idea di collegare la Sicilia alla penisola italiana risale ad ancor prima del 1870 (data del primo progetto concreto), all’epoca dei Romani che avevano pensato, e secondo alcune fonti realizzato, un ponte su barche e botti. Una soluzione poi abbandonata perché di impedimento al transito delle navi nello stretto. Questo primo progetto è narrato da Plinio il Vecchio che racconta della costruzione, voluta dal console Lucio Cecilio Metello nel 251 a.C., del ponte per trasportare dalla Sicilia 140 elefanti catturati ai Cartaginesi nella battaglia di Palermo.

Nel 1866, durante il governo Ricasoli, si iniziò a parlare del ponte in termini di un'infrastruttura più moderna, ed è del 1870 un primo progetto concreto, che prevedeva la costruzione di un tunnel.

Nel 1981, sotto i governi Forlani e Spadolini, lo Stato inizia spendere l'opera più discussa in Italia, con la costituzione della Stretto di Messina spa. La costituzione della società viene ritenuta l'inizio degli sprechi che si sono susseguiti da lì in poi in studi, consulenze, progetti e test con un'inconcludenza che è costato molto alle casse pubbliche.

Nel 1909 fu pubblicato uno studio geologico della zona, ripreso considerando la costruzione di una galleria sottomarina solo nel 1921, quando l’ingegner Emerico Vismara, al Congresso geografico di Firenze, presentò lo studio per un tunnel. Un altro tentativo risale nell’immediata vigilia dell’ultimo conflitto mondiale, ma le ricerche ebbero esiti negativi per proseguire.

Grandi Opere, nella maxi-retata arrestati anche il progettista e il manager del ponte sullo Stretto

Proprio un mese fa, nel giorno in cui Matteo Renzi rilanciava il progetto, Michele Longo ed Ettore Pagani erano al suo fianco. Da ieri sono agli arresti nell'ambito dell'inchiesta che ha portato in manette anche il figlio dell'ex ragioniere dello Stato Monorchio e in cui è finito indagato Lunardi jr. Il premier minimizza: "Processo sia rapido. Stiamo parlando di arresti legati a vicende del passato"

di Paolo Fior e Ferruccio Sansa

27 ottobre 2016 A un mese esatto dal roboante annuncio del rilancio del progetto del Ponte sullo Stretto, la maxi-retata di mercoledì 26 ottobre ha tolto dalla circolazione alcuni di quelli che erano gli uomini chiave del progetto e che erano proprio di fianco al premier Matteo Renzi a Milano nel giorno dell’annuncio. Si tratta del presidente e del vice-presidente del Consorzio Cociv, Michele Longo ed Ettore Pagani. Due uomini espressione del gruppo Salini-Impregilo. Il primo, Longo, ne è una delle figure apicali essendo general manager domestic operation e avendo quindi la responsabilità non solo delle opere del cosiddetto Terzo Valico, ma anche di tutte le altre operazioni italiane che coinvolgono il gruppo. Di più, è l’uomo del Ponte, colui con il quale lo Stato deve parlare se l’argomento è la maxi opera tra Sicilia e Calabria. E Pagani è il suo braccio destro, nonché “responsabile del progetto Ponte sullo Stretto” per conto di Impregilo, come recita il suo curriculum.

Messina senz’acqua, 17esimo giorno di emergenza. Ma i lavori alla condotta sono bloccati

Corpo Forestale e Comune di Calatabiano fermano il cantiere per realizzare il bypass sulla condotta che entro una settimana dovrebbe permettere di riaprire i rubinetti per l’assenza di due certificati

La storia dell’emergenza acqua a Messina prende una piega grottesca: i lavori non si possono fare perché mancano due autorizzazioni. L’Azienda meridionale acque, titolare di progetto di realizzazione di un bypass che serve a dare continuità alla condotta, è stata bloccata dal Corpo Forestale e dal sindaco di Calatabiano, in provincia di Catania. A mancare, in particolare, sono la dichiarazione di inizio lavori e il piano di sicurezza per i lavoratori. Il presidente dell’Amam Leonardo Termini assicura di aver pronti i documenti per sbloccare i lavori e si sta recando sul luogo dei lavori. Intanto la Protezione civile assicura che dall’inizio dei lavori il bypass verrà completato in una settimana. Ma è l’ultimo capitolo di una vicenda drammatica, con la città di Messina che è arrivata al 17esimo giorno di emergenza acqua.

Sono 38 le autobotti che operano per la distribuzione dell’acqua alla popolazione. Oltre ai già individuati 11 punti fissi, le autobotti si muovono con priorità sulle scuole e sui presidi sanitari che ne hanno fatto richiesta e, successivamente, si passa al rifornimento dei condomini. Alle autobotti, si aggiungono 2 pick-up per la distribuzione dell’acqua a fondo Galletta e Puntale Arena.Diecimila sono, invece, le buste d’acqua confezionate dagli appositi macchinari che saranno consegnate porta a porta a soggetti fragili (anziani, disabili) con l’utilizzo di 6 pick-up e l’impiego del volontariato di protezione civile.

Messina ancora senz’acqua

La città è a secco dopo la rottura dell’acquedotto a Fiumefreddo, per una frana. Si alza la protesta e l’indignazione in rete, ma secondo l’azienda che gestisce la distribuzione, si prospettano ancora 3 giorni di disagi

Messina ancora senz’acqua, da cinque giorni, con enormi disagi per i cittadini, dopo la rottura sabato scorso della condotta dell’acquedotto di Fiumefreddo, a Calatabiano, per una frana. E la situazione non è destinata a migliorare. Il direttore dell’Amam, l’azienda Meridionale acque di Messina, Luigi La Rosa, ha fatto sapere che per i prossimi giorni l’erogazione dell’acqua non verrà ripristinata poiché ancora ci sono problemi per nuovi piccoli smottamenti a Calatabiano. Le riparazioni fin qui effettuate sembrano non essere sufficienti. Si prospetta quindi che per diversi giorni, forse 3 o 4 ancora, l’acqua mancherà in diverse zone della città. Intanto proseguono le code nei pochi punti dove le cisterne erogano acqua ai cittadini. Anche giovedì scuole e uffici pubblici chiusi. Disagi enormi per ospedali e negozi, problemi anche per disabili e anziani. Sono cinque giorni che la città è a secco e si prospetta anche una grave emergenza igienico sanitaria. E intanto, monta la protesta sul web, soprattutto sui social, dove l’hashtag #Messinasenzacqua è salito nella classifica dei trend topic nella serata di mercoledì, tra lamentele, ironia e tanta, tanta rabbia.

Richiesta di arresto per Francantonio Genovese parlamentare PD

Al setaccio sei milioni di finanziamenti. Il gip di Messina firma l’ordine di custodia cautelare in carcere per il deputato del Pd. La richiesta di autorizzazione notificata alla Camera (il sito web di Genovese)

ALESSANDRA ZINITI

MESSINA – In cinque anni, con un sistema di enti e società tutti a lui riconducibili, avrebbe fagocitato sei milioni di euro di risorse pubbliche destinate alla formazione professionale. Già la scorsa estate, chiudendo la prima tranche dell’inchiesta, la Procura di Messina aveva arrestato la moglie e la cognata, ora il pool di magistrati coordinato dal sostituto procuratore Sebastiano Ardita chiede l’arresto del deputato nazionale del Pd Francantonio Genovese, ras della formazione professionale nella provincia di Messina, azionista e dirigente della traghetti Caronte di Pietro Franza, oltre che nipote dell'ex ministro Nino Gullotti ed esponente di spicco dei democratici siciliani (alle primarie per il Parlamento del 2012 è stato il più votato d'Italiacon quasi 20 mila preferenze). La richiesta è stata accolta dal gip che ha girato alla Camera dei deputati la richiesta di autorizzazione all’arresto del parlamentare accusato di una sfilza di reati che vanno dall’associazione per delinquere al peculato, dalla truffa al riciclaggio al falso in bilancio.

Carnival Fly 2014 Il parapendio vola in maschera a Letojanni (Messina)

Nella splendida cornice dell'Etna, uno dei vulcani più attivi del mondo alto
3500 metri, con ai suoi piedi un fantastico mare azzurro e l'immagine della
bellissima Taormina, in un clima da fare invidia al resto d'Italia, maschere
e carri pittureranno il cielo in un contesto tra tradizione e folclore,
granite e paste di mandorla.

Doppio terremoto in Sicilia a Messina

Terremoto oggi in Sicilia : doppia intensa scossa avvertita in provincia di Messina

Terremoto oggi 16 agosto in Sicilia : trema forte la provincia di Messina. Paura in tutta la regione. 

Alle ore 1:04 due intense scosse di terremoto oggi 16 agosto 2013 sono state avvertite in maniera ravvicinata in Sicilia settentrionale, nel cuore della provincia di Messina. Secondo quanto riferisce l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, i sismi hanno avuto un’intensità pari a 4,2 e 4,1 avvenuti in due minuti della scala magnitudo locale e si è verificato ad una profondità di 20 chilometri.

Il terremoto avvertito nettamente anche a Palermo e Catania.

Il sisma è avvenuto in una zona a medio-alto rischio terremoti.

Donna muore nel messinese dopo aver mangiato pasta comprata in rosticceria

L'episodio è avvenuto a falcone. avviata un'inchiesta da parte della procura. Grazia Marino, 74 anni, si è sentita male insieme a 4 suoi familiari. Altri sei intossicati

(corriere.it) FALCONE (MESSINA) - Analisi puntate sugli ingredienti utilizzati per preparare le lasagne al forno comprate in una polleria-rosticceria di Falcone (Me) e mangiate da una donna di 74 anni, Grazia Marino, che è morta martedì dopo il ricovero in ospedale, e da altre sei persone (tra cui 4 familiari della vittima) che hanno avuto una forte intossicazione.

Messina, il rapporto shock del 2008 "Tutta l'area a rischio disastro"

La relazione della Protezione civile alla Procura di un anno fa
Vi si parla esplicitamente della "leggerezza di alcune scelte territoriali". Bertolaso, un po' più ottimista sul numero dei dispersi: sarebbero nove

ALESSANDRA ZINITI

(repubblica.it) MESSINA - La realistica previsione di quello che avrebbe potuto succedere era persino nei cassetti della Procura, agli atti dell'inchiesta aperta dopo l'alluvione del 2007 e rimasta senza colpevoli. Scrissero i tecnici della Protezione civile nella relazione consegnata ai pm nel 2008: "La causa scatenante le forti alluvioni è stata certamente l'elevata intensità di eventi meteorici, ma non può non essere presa in considerazione la leggerezza di alcune scelte territoriali, che si sono rilevate determinanti negli effetti provocati dal dissesto idrogeologico. Scelte che hanno fatto sì che il degrado dei corsi idrici del messinese diventasse un fenomeno ormai generalizzato e diffuso capace di provocare un vero e proprio disastro".

«Non costruite sotto quel monte» Tredici anni di denunce inutili

La relazione dei vigili: reti, case e un campo di calcio nell'alveo del fiume

(corriere.it) DA UNO DEI NOSTRI INVIATI MESSINA - «L'evento meteorologico è soltanto l'ultima fase di un percorso partito da lontano che ha trasformato zo­ne ad alto rischio come la valle di Giam­pilieri e l'antistante bacino idrogeologi­co di Scaletta Zanclea in aree di grande espansione edilizia». Questa frase, che potrebbe essere usa­ta in epigrafe alla tragedia della scorsa notte, è vecchia di 13 anni. Non è stata scritta da un militante ecologista, per quanto siano decine le denunce di Le­gambiente che prefiguravano rischi «per animali al pascolo e si ritiene anche per la popolazione», e neppure da un geolo­go di chiara fama. L'ha scritta nell'otto­bre del 1999 un ispettore dei Vigili urba­ni, coordinatore del reparto operativo mobile di Messina, al termine di un lavo­ro di controllo sul territorio durato tre anni. In città c'era ancora paura per la tra­gedia sfiorata del 1996, 92 millimetri di pioggia che avevano fatto esondare 8 del­le 35 fiumare che innervano il territorio comunale. All'Ispettorato Forestale era stata ordinata un'indagine «sul presunto dissesto idrogeologico», così recitava il bando. Il rapporto finale si concludeva con una eloquente riflessione. «Costrui­re a ridosso di una montagna - scriveva il tecnico incaricato della relazione - è sempre sconsigliato, ma nel caso di Giampilieri, dove i boschi non sono più integri e in alcun modo possono ostaco­lare il piano di scorrimento di una even­tuale frana, è da considerarsi assoluta­mente rischioso. Le precipitazioni del 1996 vanno considerate come avvisaglie molto significative: se la pioggia fosse durata di più, cosa sarebbe accaduto?».

Padre e figlio sindaci si difendono: «Il palazzo sul fiume? In regola»

L'edificio simbolo della strage e le licenze

(corriere.it) MESSINA - L'immagine che ricorderà negli anni il disa­stro e la rabbia di Messina sarà quella del palazzo piegato su se stesso, con il primo piano af­fondato nel letto dello stesso torrente sul quale è stato scia­guratamente costruito. Cinque piani di vergogna, sulla foce ce­mentificata di Scaletta. Ma non se ne vergogna nessuno da que­sti parti. Né il capo dell'ufficio tecnico Salvatore Calabrò per­ché si tratta di un «rifacimen­to », né il sindaco Mario Brigu­glio eletto nel 2003, perché in fondo sono pratiche vecchie, né il suo predecessore che fir­mò l'autorizzazione e che, guar­da un po', è proprio il padre, Giovanni, in carica dal '74 al '94, tante firme su progetti grandi e piccoli, anche su que­sto abuso che, giura, «di abusi­vo non ha niente».

Berlusconi tra gli sfollati di Messina: «Vi daremo le case in breve tempo»

In mattinata sopralluogo in elicottero. Contestato il ministro Matteoli.
Il premier: «Faremo come in Abruzzo». «L'evento era stato previsto e avevamo dato l'avviso»

(corriere.it) MESSINA - «Qui ci sono due negatività, i tempi e la sicurezza. Faremo come all'Aquila. Costruiremo dove c'è sicurezza. Vi saremo vicini con tutti i mezzi. Abbiamo la grande esperienza dell'Abruzzo, nel tempo necessario vi daremo le case». Con queste parole il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si è rivolto ai 174 sfollati del nubifragio nel Messinese ospitati temporaneamente al Residence «Le Dune». «Quelle zone non sono più abitabili - ha continuato il premier - costruiremo nuovi quartieri sul livello di quelli de L'Aquila. I soldi non sono un problema: il governo metterà tutte le risorse necessarie e gli enti locali dovranno occuparsi di individuare le nuove aree edificabili», ha proseguito Berlusconi, prevedendo il blocco delle tasse e dei mutui per coloro che sono stati colpiti dal disastro. «Sarò lieto di venire qui a fare il punto sullo svolgimento di ogni attività», ha promesso Berlusconi.

IL BILANCIO - In una conferenza stampa tenuta nella Prefettura di Messina, Berlusconi ha tracciato il bilancio provvisorio della strage: 24 i corpi recuperati, e una quarantina i dispersi. Il premier ha ricordato che in questi giorni sono state ricoverate in ospedale 93 persone, «ma la metà di queste» sono già state dimesse. Sono 524 gli sfollati, ospitati in quattro hotel a Messina e in altri due a Scaletta Zanclea. Per i soccorsi sono stati messi in campo 2.070 uomini e 491 mezzi. «Le persone che ho incontrato sono grate per l'assistenza che sin qui è stata fornita», ha riferito Berlusconi.

Nubifragio a Messina Un inferno di fango

Si scava alla ricerca dei dispersi

Francesco Terracina

(ansa.it) MESSINA - A Messina piove ed è strage: almeno 18 morti, 35 dispersi, una ottantina di feriti, 400 sfollati sono le cifre, già da brivido, del bollettino ufficiale. Ma tutti sanno che il bilancio del disastro è destinato a crescere man mano che un amico, un parente indica quello che resta di una casa e, come in un rosario, pronuncia i nomi di chi potrebbe essere sepolto sotto le macerie e il fango di una tragedia "se non annunciata, immaginata", ha detto il capo della Protezione civile Guido Bertolaso, puntando il dito contro "l'incuria e l'abusivismo".

Parole subito raccolte e rilanciate dal Capo dello Stato, oggi in visita a Matera, che ha voluto sottolineare la necessità di destinare investimenti non a "opere faraoniche - ha ammonito Napolitano - ma al territorio". I luoghi della strage si chiamano Giampilieri, Santo Stefano Briga, Scaletta Zanclea, le prime due sono frazioni di Messina, l'altro paese è un paio di chilometri oltre il confine comunale, tutti lungo la costa jonica. Qui ieri sera è scoppiato l'inferno. Ma già due anni fa ci furono le "prove generali" di un disastro che oggi tutti definiscono una "strage annunciata", dal parroco di Giampilieri, Don Giovanni Scimone, al deputato regionale del Pd Filippo Panarello, anche lui nato nella borgata. Dopo mezz'ora di pioggia - cominciata a cadere con forza verso le 17 - era già emergenza. Poi non ha quasi più smesso fino alle 11 di stamattina, quando l'emergenza era da un pezzo diventata tragedia.

INFLUENZA A: SINDACO MESSINA, ALTRO CASO CONFERMATO

(ansa.it)  MESSINA - Lo studente di 17 anni ricoverato nel policlinico di Messina è affetto dal virus dell'influenza A. Lo dice il sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca.
Il sostituto procuratore di Messina, Adriana Sciglio, ha intanto cominciato gli interrogatori dei testimoni e degli indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Giovanna Russo, 46 anni, deceduta nell'ospedale Papardo per avere contratto il virus A-H1N1. Intanto anche gli ispettori del ministero della Salute e della Regione dopo avere sentito ieri per otto ore i medici che hanno avuto in cura la donna e alcuni familiari, sono a lavoro per verificare se durante il ricovero della paziente siano stati seguiti i protocolli previsti dal ministero per fronteggiare l'influenza A-H1N1.

INFLUENZA A, MORTA DONNA IN OSPEDALE DI MESSINA

(ansa.it) MESSINA  - La donna di 46 anni, G.R., deceduta a Messina per aver contratto il virus dell'influenza A, ma che soffriva da tempo di broncopolmonite, é il secondo episodio in Italia di decesso a causa del virus H1N1. Precedentemente, il 4 settembre, era deceduto, all'ospedale Cotugno di Napoli, un uomo di 51 anni che presentava da tempo gravi condizioni di base, con cardiopatia dilatativa e diabete grave.

IN COMA ETILICO A PANAREA, DOVE OGNI NOTTE E' "BATTAGLIA"

(ansa.it) MESSINA - Sta meglio, parla, ed è fuori pericolo anche se rimane ricoverata in Rianimazione la ragazza di 18 anni, veneta, ricoverata nell'ospedale Papardo di Messina perché era in coma etilico dopo aver partecipato ad un raduno di giovani su natanti ai faraglioni di Panarea, ieri sera. La giovane era stata trasferita dalla guardia medica di Panarea a Messina con l' elisoccorso.

La ragazza era stata portata ieri verso le 21,30 nella guardia medica dell'isola eoliana in gravi condizioni e il medico di turno ne ha disposto subito il ricovero nell'ospedale con l'elisoccorso. Secondo alcune testimonianze spesso i giovani s'incontrano a largo dell'isola dove bevono alcolici e ascoltano musica ad alto volume.

Tengono la postazione in un piccolo avamposto qual è la guardia medica di Panarea, la più mondana delle isole Eolie, i due medici Daniele Marino e Franco Aricò, che quotidianamente fronteggiano l'arrivo di decine di giovani (dicono una media di 40 al giorno) intossicati da alcol e a volte anche stupefacenti.

"Sono giovani - dice Marino - dai 18 ai 25 anni. Arrivano ubriachi fradici. Noi facciamo i medici, i barellieri, i rianimatori senza sosta. Si comincia alle 18 fino alle 21 poi in continuazione verso le 2 e poi alle 4 e 5 del mattino". I ragazzi, spiegano, si svegliano verso le 13 scendono in spiaggia, non mangiano a volte neanche un boccone e poco dopo cominciano i festini con musica a tutto volume e alcol a largo sui gommoni o su altre barche. La serata poi prosegue in discoteca, sulle spiagge o ancora a mare.

PER LE CASSE DEL COMUNE LA GIUNTA SPERA NEL JACKPOT

(ansa.it) FICARRA (MESSINA) - Le casse del Comune languono, gli annunciati fondi Fas non sono ancora all'orizzonte e all'amministrazione di Ficarra, piccolo centro dei Nebrodi di 2.000 anime, tra uliveti e alberi di nocciole, non è rimasto che sfidare la sorte al SuperEnalotto. Preferendo confidare nel favore della dea bendata, piuttosto che nei tempi della politica, il sindaco del borgo, Basilio Ridolfo, eletto nelle fila del Pd, si è fatto tentare dal jackpot, che ha ormai raggiunto l'astronomica cifra di 115 milioni 900mila euro. Così, riunita la giunta, ha illustrato agli assessori la sua idea: autotassare le già esigue indennità che toccano agli amministratori per partecipare al concorso. Ciascuno vedrà tagliato il proprio compenso di 115 euro: una somma cospicua, visto che a Ficarra i rimborsi sono già ridotti all'osso.

 "Mi preme dire - precisa il primo cittadino - che stiamo 'prelevando' pochissimo, dato che già in passato abbiamo ridotto gli stipendi. Io per la mia attività di sindaco guadagno 400 euro al mese, mentre i colleghi assessori 200". Nata sul filo della provocazione, per manifestare il disappunto contro il mancato stanziamento dei fondi regionali per i tanti progetti già presentati dall'amministrazione, la trovata, ora, piace a tutti i cittadini. A lungo meditata, la scelta dei 9 numeri ruoterà attorno alla festa della Madonna Assunta, patrona del paesino, le cui celebrazioni ricorrono proprio in questi giorni. 1, 3, 5, 8, 17, 25, 52 e 70 la combinazione scelta smorfiando, appunto, la ricorrenza religiosa. La giocata è stata fatta presso una rivendita di tabacchi del centro.

BOATO A STROMBOLI, "NORMALE VITA DI IDDU"

(ansa.it) STROMBOLI (MESSINA) - Esplosione sullo Stromboli: un violento boato ha fatto tremare ieri sera i vetri delle abitazioni. L'eruzione è avvenuta nell'isola delle Eolie alle 21:45. Subito dopo il cielo si è tinto di rosso e si é sollevata un'imponente nuvola di cenere e sabbia. Alcuni massi sono rotolati lungo la Sciara del Fuoco.

L'esplosione rientra nella normale vita del vulcano e non è il sintomo di un aumento dell'attività vulcanica. Dunque al momento non c'é nessun allarme e la situazione viene tenuta costantemente sotto controllo, come accade comunque durante tutto l'anno. L'attività dello Stromboli, spiega il responsabile del servizio previsione e prevenzione del Dipartimento, Bernardo De Bernardinis, è composta da 'fasi ordinarie di esplosioni minori, anche alcune centinaia al giorno, e poi da fasi impossibili da prevedere in cui le esplosioni accusano maggiore energia. Quella che si e' verificata ieri sera è un'esplosione dieci volte superiore a quelle ordinarie".

Ma, aggiunge, "si tratta comunque di esplosioni, con fuoriuscita di materiale nella sede dei crateri, che assolutamente rientrano nella normale attività del vulcano e non rappresentano un indice di anomalia o il segnale di una fase di maggiore attività del vulcano". Subito dopo l'esplosione è comunque scattata l'allerta al centro operativo della Protezione Civile, che tutto l'anno monitora l'attività del vulcano. Le verifiche hanno confermato che si è trattato di un'esplosione nella norma e che non c'é una risalita magmatica diversa da quella che c'é abitualmente.

Finiti i soldi per gli autobus. E i messinesi restano a piedi

Il crac Il disastro dell'azienda di trasporti con 340 autisti per 21 veicoli. Dipendenti senza stipendio da agosto, servizio sospeso

Gian Antonio Stella

Se vi dovesse capitare di andare a Messina portatevi la macchina, una moto, una bici o un asino: da dieci giorni infatti, caso unico nel mondo occidentale, la città è in ginocchio. Senza più mezzi pubblici. Paralizzata da uno sciopero dei dipendenti che non prendono lo stipendio dalla fine di agosto. Ultima tappa tragica d'una storia scellerata di gestione allegra di pubblico denaro.

Qualcuno in vena di battute amare potrebbe dire che in fondo, i messinesi, hanno avuto modo di abituarsi, all'abolizione degli autobus e dei tram. Anno dopo anno, sotto il peso sempre più schiacciante di scelte disastrose e montagne di debiti, i mezzi pubblici si erano fatti via via più rari. Fino al record del 5 novembre scorso. Quando la Atm (Azienda trasporti Messina) riuscì a mettere in strada, come ha scritto Francesco Celi sulla Gazzetta del Sud, 16 pullman e 5 vetture tranviarie.

Vi chiederete: solo 21 mezzi per una città che coi suoi 245 mila abitanti è la 13a per popolazione d'Italia e copre un territorio di 211 chilometri quadrati che si estende lungo la costa per 55 chilometri? Esatto: 21. Contro i 205 che quella mattina uscivano dalle rimesse in una città con quasi 30 mila abitanti di meno come Padova.

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