Salta navigazione.
La vita sta cambiando pelle

Pescara

Pescara

Flash mob di Greenpeace contro lo smog: "Il diesel è la vera minaccia per i nostri polmoni"

Flash mob dei volontari di Greenpeace contro lo smog: "Il diesel è la vera minaccia per i nostri polmoni"
Volontari in azione in 23 città italiane, tra cui Pescara, per denunciare l’impatto ambientale e sanitario dei veicoli diesel sulle nostre strade: "Raggiunte soglie critiche che impongono azioni immediate"

I volontari di Greenpeace hanno organizzato ieri vari flash mob in 23 città italiane, tra cui Pescara, per denunciare l’impatto ambientale e sanitario dei veicoli diesel sulle nostre strade. Ai semafori delle vie più trafficate o congestionate i volontari hanno ironicamente fatto pubblicità a un nuovo prodotto, un detersivo di nome “Diesel”, testato sui nostri polmoni, che lava più grigio di ogni altro sapone. Hanno poi distribuito volantini e piccoli ritagli di stoffa, brandelli di tessuti stesi all’aperto per settimane e ingrigiti dallo smog, per evidenziare quanto l’aria che respiriamo nelle nostre città possa scurire anche i capi più bianchi.

Greenpeace sta in particolare puntando la sua attenzione su un inquinante specifico della mobilità a gasolio, il biossido di azoto, che secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente è responsabile nel nostro Paese di oltre 17 mila casi di morte prematura l’anno.

Rigopiano, la telefonata. La funzionaria: "La valanga sull'albergo inventata da imbecilli"

Il caso. Ecco la conversazione che dimostra come il primo allarme dopo la sciagura fu ignorato

dal nostro inviato FABIO TONACCI

PESCARA. "Sono Marcella di cognome, Quintino di nome". Per quattro volte il ristoratore di Silvi Marina declina le sue generalità, durante la telefonata del grande equivoco. Quella delle 18.20 di mercoledì 18 gennaio. Per quattro volte l'uomo si sente rispondere da una funzionaria di alto livello della prefettura, con tono infastidito, che "l'hotel Rigopiano non è crollato", che "questa storia gira da stamattina" e che si sta sbagliando perché a essere crollata è "la stalla di Martinelli, quello delle pecore".

Valanga Hotel Rigopiano, la sconvolgente verità: “struttura abusiva, lì non si doveva costruire”

Iniziamo subito chiarendo le cose: la catastrofe dell’Hotel “Rigopiano”, dove sono già stati recuperati tre cadaveri e risultano ancora disperse circa 30 persone, non è stata provocata dal terremoto. Le scosse che ieri hanno colpito la zona di Campotosto, Montereale e Capitigliano si sono verificate molte ore prima rispetto alla valanga, e in una zona molto distante dall’Hotel Rigopiano, al confine tra l’Abruzzo e il Lazio, in provincia di L’Aquila, mentre l’Hotel Rigopiano sorge a monte di Penne, in provincia di Pescara, sul versante Adriatico dell’Abruzzo. Non conosciamo ancora con precisione l’orario della valanga, ma sappiamo che il primo SMS con  la richiesta di soccorso risale alle 17:40 di Mercoledì pomeriggio. Verosimilmente la valanga si era appena verificata, comunque dopo le 17:15/17:20. Le scosse di terremoto, invece, si erano verificate al mattino, la più forte di magnitudo 5.5 alle 11:14, poi quella di magnitudo 5.4 alle 11:25, infine l’ultima di elevata intensità (magnitudo 5.1) alle 14:33, circa tre ore prima della valanga-killer . E’ già difficile immaginare che un terremoto di questa magnitudo (forte, ma non fortissimo) possa innescare una valanga, ancor più improbabile che possa farlo a così tanti chilometri di distanza dall’epicentro. Scientificamente impossibile che ciò accada con svariate ore di ritardo. Invece valanghe di questo tipo rientrano nella relativa “normalità” di grandi nevicate come quelle delle ultime ore sull’Appennino. 

Combattimenti a Montesilvano (Pescara): la LAV presenta denuncia contro i responsabili e chiede il sequestro dei cani coinvolti. Attivo il servizio SOS Combattimenti della LAV: 064461206

COMBATTIMENTI A MONTESILVANO (Pescara): LA LAV PRESENTA DENUNCIA CONTRO I RESPONSABILI E CHIEDE IL SEQUESTRO DEI CANI COINVOLTI. ATTIVO IL SERVIZIO SOS COMBATTIMENTI DELLA LAV: 064461206

Cani che combattono in strada, con un uomo che li segue da vicino e un altro che comodamente seduto si gode lo spettacolo: è quanto filmato in pieno giorno da un residente di via Rimini a Montesilvano (Pescara). Il video ha fatto il giro del Web e l’autore, per averlo reso pubblico, è stato malmenato da uno dei responsabili. Le immagini hanno ripreso una lotta, molto probabilmente con finalità addestrative, con cani che ringhiano, si azzuffano, si mordono. Il tutto alla presenza di persone affacciate e auto di passaggio. 

“Quello che colpisce nelle immagini, oltre al combattimento in sé, è la tracotanza e il senso di impunità dei responsabili che hanno organizzato tutto alla luce del sole, in una via pubblica, senza nessun tipo di precauzione, come se fosse una cosa normale e lecita. – dichiara Ciro Troiano, criminologo, responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della LAV – Una simile arroganza non può restare impunita per questo, oltre alla denuncia, chiediamo al Questore controlli mirati nelle zone a  rischio, da tempo segnalate per la presenza di cani da combattimento”. 

Nella denuncia dalla LAV si chiede, oltre al sequestro degli animali per evitare che possano essere nuovamente utilizzati in attività simili, di procedere contro i responsabili ai sensi dell’art. 544 quinquies del Codice penale che punisce chiunque promuove, organizza o dirige combattimenti o competizioni non autorizzate tra animali che possono metterne in pericolo l’integrità fisica, con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da 50.000 a 160.000 euro. 

MOCA 2012: Hacking e giornalismo si incontrano a Pescara

MOCA 2012 - Fino alla fine del mondo
(Metro Olografix Camp)
Torna a Pescara - per la terza volta, dopo le edizioni del 2004 e del 2008 - un evento unico nel suo genere: il MOCA (Metro Olografix Camp) - un grande "hacker camp" libero e gratuito, che si terrà nei giorni 24, 25 e 26 Agosto 2012 nel parco "Ex caserma Di Cocco" a Pescara. Nel corso della manifestazione saranno previsti eventi, seminari, un'area campeggio vera e propria e punti per la ristorazione.
All'edizione del 2012 la rivista Mamma! - il primo magazine italiano di giornalismo a fumetti - sara' presente come media partner dell'evento e con un seminario del direttore responsabile Carlo Gubitosa, dal titolo "Hacking media: dai leaks alla microeditoria, passando per il data journalism.

Terremoto, due arresti in Abruzzo per l'aggiudicazione di un appalto

In manette Un imprenditore e un ex assessore di Pescara. Accusati di corruzione nell'ambito della ricostruzione post sismica. L'operazione denominata Ground zero

(corriere.it) PESCARA - Due persone sono state arrestate dai carabinieri di Pescara in relazione a episodi corruttivi nell'ambito degli appalti per la ricostruzione post sismica. Sono Claudio D'Alesio, 50 anni residente a Pescara, imprenditore, amministratore delegato della Fira servizi, e Italo Mileti, 59 anni, ex assessore comunale di Pescara.

L'APPALTO - A disporre l'arresto è stato il gip Luca De Ninis su richiesta del sostituto procuratore Gennaro Varone. L'operazione, denominata Ground zero, è del Nucleo investigativo del reparto operativo di Pescara. L'accusa è di millantato credito per illecita intermediazione verso pubblici ufficiali. I due avrebbero agito da mediatori tra privati e pubblica amministrazione con l'intento di pilotare l'aggiudicazione di un appalto, per trarne profitto. L'importo dell'appalto è di circa 15 milioni nell'ambito della ricostruzione post terremoto a L'Aquila. Indagini ancora in corso.

23 novembre 2009

TANGENTI: REVOCATI DOMICILIARI A D'ALFONSO

(ansa.it)  PESCARA - Il gip del Tribunale di Pescara, Luca De Ninis, ha disposto la revoca degli arresti domiciliari a carico dell'ex sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso, finito ai domiciliari il 15 dicembre scorso, nell'ambito dell'inchiesta su presunte tangenti negli appalti pubblici al Comune di Pescara. Ieri il pm titolare dell'inchiesta, Gennaro Varone, aveva espresso parere negativo all'istanza presentata dai legali dell' ex sindaco. Il sindaco ha ora tempo fino al 5 gennaio 2009 per ritirare le dimissioni, evitando quindi il commissariamento del Comune di Pescara e le elezioni anticipate.

Nel dispositivo di revoca degli arresti domiciliari il gip ribadisce "la gravità del quadro indiziario" sottolineando che per effetto delle dimissioni di D'Alfonso e del commissariamento del Comune è venuto meno "il pericolo di inquinamento probatorio".

Il commissariamento del Comune in particolare "determina - si legge nel provvedimento - un ulteriore indebolimento della rete di rapporti intessuti da D'Alfonso nell'esercizio della proprio attività politico-amministrativa e della conseguente capacità di manipolare persone informate e documenti".

ARRESTO SINDACO PESCARA, FRA INDAGATI ANCHE CARLO TOTO

(ansa.it) PESCARA - Oltre ai tre arrestati di ieri sera ci sono altri 35 indagati nell'inchiesta che ha portato al fermo del sindaco di Pescara Luciano D'Alfonsi, tra questi ci sono anche Carlo Toto, patron di Airone, ed il figlio di quest'ultimo, Alfonso. L'ha confermato il Pm Gennaro Varone ai giornalisti. Al sindaco di Pescara sono contestati circa 30 capi d'imputazione dalla corruzione in rapporti con imprenditori per lavori pubblici e accordi programma. Il filone degli appalti cimiteriali è solo uno, e Toto è indagato nel filone che riguarda la riqualificazione dell'Area di Risulta dell'ex ferrovia di Pescara. Il sindaco di Pescara era stato raggiunto da un'informazione di garanzia il 3 luglio scorso. Tra i capi d'imputazione anche quello di truffa per distrazione di denaro per pubblicità istituzionale e peculato per beni pubblici: Nel caso dei rapporti con Carlo Toto i giudici contestano l'uso gratuito per viaggi personali di aerei nel capitolo di corruzione per l'Area di Risulta.

Il Gip De Ninis deve ancora stilare il calendario degli interrogatori ma si è appreso che sono probabili delle misure interdittive con la sospensione dai pubblici uffici . A determinare la prima parte dell'indagine sono stati alcuni appunti sequestrati all'ex braccio destro del sindaco Guido Dezio, anche lui ai domiciliari, dove sono stati accertati versamenti di denaro di imprenditori con riscontri bancari. Tra i 35 indagati risulterebbero molti imprenditori pescaresi.

style="display:inline-block;width:728px;height:90px"
data-ad-client="ca-pub-1148397743853804"
data-ad-slot="6534948771">

Condividi contenuti