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Trapani

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Corruzione su trasporto marittimo, indagati anche governatore Crocetta e sottosegretaria Vicari che si dimette

Arrestati l'armatore trapanese Ettore Morace, che ha finanziato con 5 mila euro il movimento del governatore "Ripartesicilia", e il candidato sindaco e deputato regionale Girolamo Fazio. L'indagine dei carabinieri di Palermo e Trapani coinvolge anche il segretario dell'assessore Pistorio, Giuseppe Montalto. Indagata l'ex deputata Caronia oggi candidata con Ferrandelli a Palermo. Nuova bufera sulla campagna elettorale di Trapani: giovedì, la richiesta di soggiorno obbligato per l'altro candidato del centrodestra, Tonino D'Alì

di ANTONIO FRASCHILLA e SALVO PALAZZOLO

Mazzette sui fondi riguardanti il trasporto marittimo. E persino due Rolex per modificare un emendamento. Politici indagati, tra i quali anche il governatore Rosario Crocetta per "concorso in corruzione": "Non so nulla", si difende il presidente della Regione. "Sono molto sereno - aggiunge - e se ci dovesse essere un invito a comparire che non ho ricevuto perché sono in viaggio sarò lieto di riferire ai magistrati notizie utili alle indagini."

CARCERI: DISORDINI A TRAPANI, CINQUE AGENTI FERITI

(ansa.it)  TRAPANI - Disordini sono avvenuti ieri sera nel carcere di Trapani dove un gruppo di detenuti tunisini, nella sezione Mediterranea dove si trovano molti extracomunitari, avrebbe aggredito le guardie penitenziarie. Cinque agenti sono rimasti feriti: uno di loro ha riportato la frattura scomposta dell'avambraccio destro mentre gli altri hanno prognosi che vanno dai 5 ai 10 giorni. Lo dice Eugenio Sarno, segretario generale della Uil Pa penitenziari.

 "La situazione - aggiunge - è tornata sotto controllo , ma quanto accaduto deve far riflettere sull'opportunità di interventi immediati atti a deflazionare il grave sovrappopolamento delle carceri italiane o episodi come quello registrato ieri sera saranno cronaca quotidiana.

 Ieri nella casa circondariale di Trapani sono arrivati venti detenuti provenienti da altri istituti di pena siciliani. Quando il personale di polizia ha cercato di sistemare i primi uomini nelle celle cinque tunisini avrebbero aggredito i poliziotti e fomentato la protesta di tutta la sezione. I detenuti hanno cominciato a battere sulle porte blindate pentole e altre stoviglie e hanno dato vita ad una rumorosissima protesta.

 I cinque detenuti accusati delle aggressioni sono stati arrestati e isolati. Nella sezione Mediterranea, con gli ultimi venti arrivi, vi sono 316 detenuti a fronte di una capienza di 180 posti. Nell'istituto vi sono 502 persone su una capienza di 282 detenuti. La Uil penitenziari da tempo ha lanciato l'allarme sulla ingestibilità degli istituti di pena.

Trapani, romena violentata e ridotta in schiavitù: quattro fermi

(ilmessaggero.it) TRAPANI (12 febbraio) - Accusa di sequestro di persona, riduzione in stato di schiavitù, violenza sessuale ed associazione per delinquere per  un alcamese e tre romeni fermati nella notte dai carabinieri della
compagnia di Alcamo. Vittima delle ripetute violenze sarebbe una ragazza di 20 anni originaria della Romania. I fermi di polizia giudiziaria dei quattro uomini, disposti per il pericolo di fuga degli indagati, sono stati emessi dal procuratore di Trapani Giacomo Bodero Maccabeo.  I sequestratori sono Neculai Bulai, di 51 anni, Nicu Claudiu Bulai di 30, Iulian Ilie Balan di 20, e un italiano, Vincenzo Di Franco, 54 anni di Alcamo.

I tre connazionali fermati, che sono residenti da tempo ad Alcamo, l'avrebbero invitata a venire in Sicilia con loro promettendole un lavoro da badante. Invece, arrivata nel Trapanese, per la ragazza è iniziato un periodo di inferno. Per circa 20 giorni sarrebbe stata stuprata a turno dai tre romeni, sarebbe stata picchiata violentemente e le avrebbero persino tolto i documenti personali.

Poi, i tre romeni l'avrebbero affidata al quarto fermato, un uomo di Alcamo il quale l'avrebbe stuprata e sua volta l'avrebbe fatta prostituire in molti paesi del circondario. Le tariffe varivano dagli 80 ai 300 euro. 

La ragazza è riuscita a liberarsi e a fuggire rivolgendosi ai carabinieri.

GLI AFFARI DEI BOSS NEL TRAPANESE, ARRESTI E SEQUESTRI

(ansa.it)  TRAPANI - Le imprese e gli affari illegali dei boss trapanesi emergono da una inchiesta della polizia di Stato e della Guardia di Finanza di Trapani che hanno eseguito nove ordini di custodia cautelare. Il provvedimento è del gip del tribunale di Palermo, Antonella Consiglio, che ha anche ordinato il sequestro di otto società il cui valore ammonta a complessivi 30 milioni di euro. L'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto di Palermo, Roberto Scarpinato, e dai sostituti Paolo Guido e Andrea Tarondo, mette in evidenza gli affari delle cosche mafiose trapanesi e i loro collegamenti con la politica. Inoltre, le intercettazioni rivelano come dal carcere i mafiosi riuscivano a inviare all'esterno ordini e direttive per pilotare appalti pubblici o contattare politici. Gli indagati sono accusati a vario titolo di trasferimento fraudolento di valori, per avere pianificato l'attribuzione fittizia, a diversi imprenditori prestanome, della titolarità delle quote di numerose società per eludere le disposizioni di legge sulle misure di prevenzione, e di tentata truffa aggravata per il conseguimento di finanziamenti pubblici. Tutti aggravati dall'avere avvantaggiato la mafia.

RACKET E COLLUSIONI CON POLITICA NEL TRAPANESE, ARRESTI

(ansa.it) TRAPANI - I carabinieri e la polizia di Stato hanno eseguito stamani nel Trapanese 11 ordinanze di custodia cautelare nell'ambito di un'indagine sulle cosche mafiose del trapanese, guidate da Ignazio Melodia. L'attività, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, riguarda complessivamente 21 persone, ritenute affiliate alla cosca mafiosa di Alcamo che avrebbero avuto collegamenti con la politica locale. Un provvedimento del gip è stato notificato anche al consigliere provinciale dell'Udc, Pietro Pellerito, al quale è stato imposto il divieto di dimora ad Alcamo. Tra i reati contestati agli indagati, oltre all'associazione mafiosa, anche numerose estorsioni commesse sul territorio di Alcamo tra il 2006 ed il 2008. Oltre agli 11 arrestati, gli investigatori hanno notificato anche 10 avvisi di garanzia. Perquisizioni sono in corso.

Tra gli indagati nell'ambito dell'inchiesta sulle cosche trapanesi, che ha portato a undici arresti e dieci denunce, c'é anche Vito Turano, padre dell' attuale presidente della Provincia di Trapani Mimmo Turano, segretario provinciale dell'Udc. Vito Turano, per anni sindaco democristiano di Alcamo (Trapani) è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Finito sotto inchiesta anni fa, in seguito alle dichiarazioni di alcuni pentiti che avevano parlato dei suoi rapporto con le cosche, la sua posizione era stata archiviata.

ALLEVAMENTI IRREGOLARI, SEQUESTRATI OVINI NEL TRAPANESE

(ansa.it) ROMA - Sequestro di bestiame a Marsala, nel Trapanese: i carabinieri hanno prelevato da diversi allevamenti della zona 1.475 ovini per inosservanza delle norme sull'identificazione e la registrazione degli animali. Il valore dei capi sequestrati è di circa 442.500 euro.

Molti dei proprietari degli allevamenti controllati sono pregiudicati, spiegano i militari della compagnia di Marsala. Secondo il comando provinciale dei carabinieri e la Ausl di Trapani, i sequestri si sono resi necessari per la tutela della salute dei cittadini rispetto al consumo di carne e latticini ovini.

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