Salta navigazione.
La vita sta cambiando pelle

Verona

Verona

Pfas (sostanze perfluroalchiliche), la testimonianza della dottoressa: “Operai con il seno, ma si vergognavano. L’acqua? Dopo 10 anni i primi problemi”

PFAS

Verona, il racconto della dottoressa Dalla Benetta. Da dieci anni tiene un diario di ciò che accade ai suoi pazienti. Ma solo dal 2013 ha iniziato a collegare gli eventi. "Colesterolo, obesità, disfunzioni alla tiroide, tumori ai testicoli, tumori ai reni, ipertensioni gravidiche, Alzheimer", sono gli effetti che ha riscontrato a Zimella, provincia di Verona, in piena zona rossa

di  

“Io non sono un guru, sono soltanto un medico di famiglia che opera nella provincia veneta. Ma certi fenomeni, nel contatto quotidiano con la gente e con i pazienti, non si possono non notare. E io li sto annotando in un quadernetto da più di dieci anni. E’ un metodo che ho imparato quando lavoravo in Etiopia con il Cuamm, dove, non essendoci supporti elettronici, ci avevano insegnato a tenere i registri cartacei. Qui, a Zimella, c’erano tante cose che non capivo, andamenti anomali di malattie, numero esagerato di aborti spontanei tardivi, ipertensioni gravidiche, tumori alla tiroide, decadimento cognitivo precoce”.

Elisa Dalla Benetta fa il medico di base in una delle tre frazioni di Zimella, Ulss 9 Scaligera, un paese di cinquemila anime in provincia di Verona. Siamo nel mezzo dell’Area Rossa A degli Pfas, che comprende i comuni serviti dagli acquedotti inquinati dalle sostanze perfluoroalchiliche, a valle di Trissino, nel Vicentino. La falda nel sottosuolo ha diffuso in un’area molto vasta il veleno presumibilmente prodotto dall’azienda Miteni. E’ un disastro ambientale che interessa potenzialmente almeno 300mila persone, per 90mila delle quali la Regione Veneto sta cercando di correre ai ripari con un piano sanitario.

L'Arena di Verona cambia gestione. alcune note sulle nuove nomine

Pietro Acquafredda

La crisi dell'Arena con il suo enorme buco di bilancio,  Tosi sindaco e sovrintendente il suo amico geometra, Girondini, sembrava alle spalle dopo l'arrivo di Attila/Fuortes, commissario, che aveva chiuso l'Arena per un paio di mesi - molti vi avevano visto  la prima attuazione soft del progetto Nastasi che voleva mantenere solo un paio di Fondazioni liriche, retrocedendo tutte le altre a 'teatri di tradizione' - che a sua volta aveva chiamato dall'Accademia di S. Cecilia Giuliano Polo, sovrintendente, ed aveva confermato la principessina  dagli 'occhi di ghiaccio come Turandot, Francesca Tartarotti, figlia del finanziere Francesco Micheli, a governarne le finanze. Poi Fuortes  ha lasciato Verona nelle mani del 'suo' sovrintendente che a fianco aveva la zarina ecc...

Nuova direzione per la Fondazione Arena di Verona: proposta al Ministero Cecilia Gasdia sovrintendente

Arena di Verona

Nuova direzione per la Fondazione Arena di Verona: proposta al Ministero Cecilia Gasdia sovrintendente

Il CDI della Fondazione Arena di Verona (Federico Sboarina Presidente con i consiglieri Michele Bauli, Flavio Piva, Giuseppe Riello, Gabriele Maestrelli) riunito oggi (08/01/2018) ha deliberato la proposta all'unanimità, come sovrintendente, il soprano Cecilia Gasdia, da proporre al Ministero.

Ha nominato altresì Consulente artistico il regista lirico Renzo Giacchieri (già sovrintendente a Verona); indicato il Direttore generale Gianfranco De Cesaris.
(Parma, 08/01/2018)

Luigi Boschi

Greenpeace: “Vicenza, Padova e Verona esposte a Pfas: falde a rischio contaminazione”

Il rapporto della ong ‘Come i Pfc entrano nel nostro corpo’ esamina i livelli di inquinamento di Italia, Ohio-West Virginia (Usa), Olanda e Cina. Nel nostro Paese, l’area critica si estende per circa 150 chilometri quadrati e ricade proprio nelle tre provincie venete. Al centro la produzione di composti chimici pericolosi, come i Pfc

Luisiana Gaita

In Italia, tra le province di Vicenza, Padova e Verona sono 350-400mila le persone potenzialmente a rischio per l’inquinamento diffuso nell’ambiente e la conseguente contaminazione delle falde di acqua potabile dovuti alla produzione di composti chimici pericolosi, come i Pfc (composti poli e perfluorurati). Greenpeaceha pubblicato il rapporto ‘Come i Pfc entrano nel nostro corpo’ che identifica quattro aree del mondo, esaminandone il livello di inquinamento. Il dossier esamina i casi di Italia, Ohio-West Virginia (Usa), Olanda, Cina. Nel nostro Paese, l’area interessata dalla contaminazione si estende per circa 150 chilometri quadrati e ricade proprio nelle tre province venete, dove le popolazioni sono esposte ai Pfas (sostanze perfluoroalchiliche) e ad altri Pfc che vengono prodotti in alcuni impianti di quelle zone.

Il fallimento della Fondazione lirica di Verona

Arena di Verona

Il problema è molto serio e riguarda quasi tutte le Fondazioni liriche italiane. Fare cultura, produrre musica, allestire opere liriche in Italia – che di tutte queste cose è la capitale mondiale – è divenuto quasi impossibile. E non perché (esclusivamente) lo Stato ha pensato di non spendere più un euro e ha tagliato l’impossibile incominciando dalla cultura. Il motivo è più profondo ed è riconducibile agli stessi problemi di fondo dell’Italia degli ultimi trent’anni. Problemi che evidentemente non vogliamo risolvere, e nemmeno correggere parzialmente e si chiamano: regole, tutela dell’interesse pubblico, malaffare.

Arena di Verona in crisi, il Mibact nomina Fuortes commissario

ANNA BANDETTINI

Scongiurata l'ipotesi della liquidazione della Fondazione avanzata dal sindaco Tosi, che avrebbe messo a rischio la stagione lirica e 300 posti di lavoro. Il commissario svolgerà l'incarico gratis e manterrà il ruolo di sovrintendente al Costanzi

Il ministro dei Beni culturali e Dario Franceschini ha firmato il decreto di commissariamento per la Fondazione Arena di Verona nominando commissario Carlo Fuortes, "manager culturale che ha già gestito con grande professionalità ed efficacia la situazione di crisi dell'Opera di Roma". Fuortes, si precisa, svolgerà l'incarico gratis e continuerà a svolgere l'incarico di sovrintendente al Costanzi, "affiancando per alcuni mesi il ruolo di commissario dell'Arena di Verona"; "avrà il mandato di garantire lo svolgimento della stagione estiva dell'Arena, di verificare entro il termine previsto dalla legge del 30 giugno 2016 le condizioni che permetteranno alla Fondazione scaligera di adempiere ai parametri stabiliti dalla legge Bray per accedere al percorso di risanamento o, in caso contrario, di avviare la sua liquidazione".

Arena di Verona, Tosi chiede la messa in liquidazione dell’ente lirico

La decisione arriva dopo che circa 300 lavoratori hanno bocciato, con un referendum, l’accordo tra Fondazione e sindacati. Ora la decisione spetta al ministro Franceschini, che potrebbe propendere anche per il commissariamento

di Andrea Tornago

Flavio Tosi l’aveva detto quando la discussione con i lavoratori dell’Arena non era ancora cominciata: “O si tratta subito o a casa tutti”. E giovedì 7 aprile la minaccia è diventata realtà. Il Consiglio di indirizzo della Fondazione Arena, presieduto dal sindaco di Verona, ha deciso di chiedere la messa in liquidazione dell’ente lirico. Un epilogo drammatico per il teatro stabile dell’Arena,eccellenza italiana gravata da più di 32 milioni di debitiaccumulati negli ultimi anni della gestione Tosi, su cui rischia di calare il sipario dopo centotré anni di storia.

La decisione arriva dopo che circa 300 lavoratori dell’ente lirico hanno bocciato, in un referendum promosso dai sindacati confederali, il protocollo d’intesa sottoscritto da Cgil Cisl e Uil con la dirigenza dell’Arena: con 132 voti contrari e 130 a favore i lavoratori hanno respinto l’accordo con cui i sindacati (esclusa laFials, il sindacato autonomo dello spettacolo) lasciavano carta bianca al sovrintendente dell’Arena Francesco Girondini e alla manager Francesca Tartarotti per portare avanti le “azioni inderogabili” previste dal piano di risanamento dell’ente.

Arena di Verona a picco: che ‘vita da bricconi’ queste fondazioni liriche

 Sergio Noto

Il problema è molto serio e riguarda quasi tutte le Fondazioni liriche italiane. Fare cultura, produrre musica, allestire opere liriche in Italia – che di tutte queste cose è la capitale mondiale – è divenuto quasi impossibile. E non perché (esclusivamente) lo Stato ha pensato di non spendere più un euro e ha tagliato l’impossibile incominciando dalla cultura. Il motivo è più profondo ed è riconducibile agli stessi problemi di fondo dell’Italia degli ultimi trent’anni. Problemi che evidentemente non vogliamo risolvere, e nemmeno correggere parzialmente e si chiamano: regole, tutela dell’interesse pubblico, malaffare.

L’uso del denaro pubblico amministrato dalla classe politica è sotto gli occhi di tutti. Peraltro la mala gestio delle istituzioni culturali è – se possibile – ancora peggiore. In realtà le difficoltà economiche e di bilancio di tutte le istituzioni culturali italiane sono solo la scusa di per occultare gestioni contrarie alle finalità istituzionali, nonché agli interessi pubblici, spesso orientate allo spreco e al finanziamento di interessi personali o di gruppo. Così muore la cultura in Italia, non perché costa troppo, non perché è gestita malissimo, in genere da persone di poca o scarsa competenza, ma perché anche la musica, l’arte e l’opera lirica fanno parte del grande fiume del malaffare e della corruzione in Italia. Costi gonfiati, clientele, stipendi faraonici per gli amici, società di comodo che ricevono concessioni, conflitti di interesse, consulenze inguardabili, complicità a livello locale e dell’informazione: questa è la realtà che sta nei bilanci delle Fondazioni liriche e che tutti – neanche fosse la Parmalat – continuano a coprire.

Arena di Verona, sospesi gli stipendi ai lavoratori: “Situazione di illiquidità”

Dipendenti e artisti dello storico ente si sono visti recapitare una lettera che annuncia ritardi nel pagamento. La perdita accumulata negli anni della gestione Tosi è pari ad almeno 32 milioni. Il sindacato: "Confusione economica". Online l'appello a Mattarella e Franceschini: "Salviamo la Fondazione" 

di Andrea Tornago 

Stipendi sospesi per gli artisti e i lavoratori dell’Arena di Verona, travolti dalla crisi della storica fondazione lirica che negli ultimi quattro anni ha accumulato almeno 32 milioni di debito. Con una lettera inviata il 7 marzo a tutti i lavoratori e alle organizzazioni sindacali, il sovrintendente della Fondazione Arena ha comunicato che “causa il perdurare della situazione di illiquidità” non sarebbe stato possibile pagare gli stipendi di febbraio “entro la data del 12 marzo 2016”. Stipendi sospesi, dunque, per i gravi problemi economici in cui versa la Fondazione guidata dal sovrintendente, fedelissimo del sindaco di Verona Flavio Tosi,Francesco Girondini. “La Fondazione procederà il 12 marzo con il pagamento di una somma a titolo di acconto della retribuzione – prosegue la lettera – ed il relativo saldo entro e non oltre il 21 marzo 2016”.

Arena di verona, ritardo stipendi from ilfattoquotidiano.it

Gli eroici timonieri che affondarono l'Arena di Verona

Gli eroici timonieri che affondarono l'Arena

Previsti in cartellone nel 2016: dieci concerti di Zucchero, i Black Sabbath nel loro tour di addio dopo 48 anni di luciferina attività, i Five Seconds of Summer, Adele, Marco Mengoni. Non in qualche Palasport della Brianza profonda, ma all'Arena di Verona, la Fondazione Lirico-sinfonica che, con i 15mila posti del suo teatrone romano e i 500 milioni d'indotto annuale sul territorio, passava per una corazzata inaffondabile. Ed oggi eccola trasformata in Titanic grazie a una coppia emulatrice del celebre capitan Schettino. I dati del naufragio si condensano in un buco di bilancio che per il solo 2014 supera i sei milioni, un'erosione patrimoniale di 9,2 milioni, un debito di oltre 30 milioni con fornitori e banche. Erano 17 nel 2008, quando -- dopo la defenestrazione del sovrintendente Claudio Orazi -- il timone fu impugnato dal perito agrario Francesco Girondini, a ciò designato dal sindaco Flavio Tosi.

Perla di una gestione all'insegna dell'aziendalismo duro e puro è stata nel 2009 la creazione di una «società strumentale» denominata Arena Extra, una s.r.l. con amministratore e socio unico lo stesso Girondini. Doveva canalizzare alla Fondazione le percentuali sui ricavi dei grandi eventi pop, ma all'atto pratico ha prodotto solo nuovi debiti. Però, trattandosi di azienda privata, i suoi bilanci sfuggono alla lente della Corte dei Conti. Altra pesca miracolosa l'ha fatta «Amo», leggiadro acrostico di Arena Museo Opera: costa un milione di euro l'anno e stacca biglietti per 100mila. Chi ne regge la canna? Indovinate.

Sprechi all'’Arena, tutta Verona vuole cacciare il sovrintendente

Stefano Filippi
nostro inviato a Verona

Unione e centrodestra chiedono le dimissioni del presidente della fondazione, difeso solo dal sindaco ulivista che lo impose nel 2003

«Orazi basta»: gli adesivi gialli hanno tappezzato per settimane ogni angolo del centro storico e per qualche giorno anche il portone di casa sua. Chi è Orazi? I turisti prenatalizi si guardavano sconcertati, i veronesi sorridevano. Claudio Orazi è il sovrintendente dell'Arena, il tempio del bel canto, il più grande e famoso teatro lirico all'aperto del mondo. Orazi ha fatto un miracolo: è riuscito a mettere assieme Ds, An e sindacati. Tutti assieme appassionatamente contro di lui. Dino Facchini, leader di lungo corso della Quercia, ha tuonato che «l'Arena non può essere gestita come una bottega di affettati», un tanto al chilo. Paolo Danieli, senatore di Alleanza nazionale, ha chiesto il commissariamento al ministro Rocco Buttiglione. A fine novembre i rappresentanti degli orchestrali hanno lavorato nel giorno di sciopero («Messa da requiem» di Mozart gratuita contro la Finanziaria) e una settimana dopo hanno scioperato in seguito al licenziamento di un collega. A sei mesi dalla scadenza del mandato, Orazi vacilla e con lui il sindaco ulivista Paolo Zanotto, suo grande elettore. Tremano anche i 360 dipendenti (che diventano 1.500 in estate), che hanno temuto di non incassare gli stipendi di novembre e dicembre: paura fugata soltanto da una generosa anticipazione di Unicredit.

Arena di Verona occupata da un mese. I lavoratori: “La lirica è al fallimento”

Il debito verso banche, fornitori e istituti previdenziali ammonta a 35 milioni. Gli artisti e le maestranze accusano: “La Fondazione è al collasso chiediamo una gestione economica e politica più sana e razionale"

di Camilla Tagliabue

Dopo i teatri di prosa, l’occupazione si sposta negli spazi dellalirica: è da quasi un mese, infatti, che un gruppo di lavoratori dellaFondazione Arena di Verona occupa una sala della sede dell’ente lirico. “Non si tratta solo di una rivendicazione salariale”, precisa Dario Carbone, segretario locale della Fials (Federazione italiana autonoma lavoratori dello spettacolo), una delle quattro sigle che rappresentano i circa 250 artisti e maestranze. “La Fondazione è al collasso e di fronte al rischio del fallimento, o alla drastica riduzione dei posti di lavoro, chiediamo una gestione economica e politica più sana e razionale, se non un cambio ai vertici dell’ente: la responsabilità del default è della Sovrintendenza e del Comune e le conseguenze non possono ricadere sui lavoratori”.

Intanto Roberto Bolis, portavoce del sindaco Flavio Tosi ma anche capo ufficio stampa della Fondazione, fa sapere che “l’amministrazione ha appena stanziato 2,5 milioni di euro per l’Arena in modo che questa possa pareggiare il bilancio consuntivo del 2015”. Per quest’anno, quindi, si stima un passivo di soli 2,5 milioni di euro a fronte degli oltre 6 del 2014; lo stato di salute dell’ente lirico comunque continua a peggiorare, anche a causa dei “La Fondazione è al collasso e di fronte al rischio del fallimento, o alla drastica riduzione dei posti di lavoro, chiediamo unagestione economica e politica più sana e razionale. Secondo la Fials il buco risale già al 2013, “ma con un maquillage al bilancio, i conti sono stati fatti tornare”.

Mauro Meli nella cinquina dei candidati all'Arena di Verona dopo Francesco Girondini

Si è ridotta a cinque la corsa per la carica di nuovo sovrintendente della Fondazione lirica Arena, al posto dell'uscente Francesco Girondini. Delle 36 persone che entro la scadenza del 31 gennaio avevano inviato il proprio curriculum per l'indagine ricognitiva indetta dalla Fondazione, ne sono state infatti selezionate cinque. Già chiamate per un'audizione, a Verona. A svolgerla sarà il sindaco e presidente della Fondazione, Flavio Tosi.
SARÀ POI il nuovo Consiglio di indirizzoda costituire entro questo sabato, 14 febbraio — che prenderà il posto dell'attuale Consiglio di amministrazione, a scegliere il nome che il presidente Tosi inoltrerà al ministro delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini. Il quale, tecnicamente, farà la nomina del nuovo sovrintendente.
La cinque persone rimaste in corsa, una delle quali verrà scelta, sono:  Piero Maranghi, amministratore delegato e direttore di Sky Classica; il commercialista veronese Enrico Ghinato, già presidente e ora consigliere di amministrazione di Aquardens, il parco termale di Pescantina; Mauro Meli, sovrintendente uscente del Teatro lirico di Cagliari; il baritono Domenico Balzani, ma anche docente di project management dello spettacolo, e infine Claudio Migliorini, direttore del settore amministrazione e finanza della Scala di Milano. 

Verona, nasce il «cimitero verticale» Sorgerà nell’area di Fondo Frugose, alla periferia est della città

VERONA - Un «cimitero verticale» sull’area di Fondo Frugose, nella periferia est di Verona. E’ questa la proposta arrivata al Comune di Verona dalla società Cielo Infinito. Il «Cimitero verticale» è una sorta di grattacielo dedicato esclusivamente alla sepoltura di defunti.

L’ultimo sonno? Chi vorrà, (ma soprattutto chi potrà permetterselo) lo potrà fare, a Verona, all’interno di un modernissimo «grattacielo cimiteriale». La giunta comunale ha aggiudicato alla società «Cielo Infinito » la gara per la vendita di un terreno di 72.523 metri quadri a San Michele Extra - Fondo Frugose, periferia est della città. «L’offerta è stata di 11 milioni di euro – ha detto il sindaco Flavio Tosi – e l’area verrà valorizzata a favore della comunità».

L’idea, lanciata tre anni fa a Milano, aveva subito fatto scalpore: un edificio di 34 piani (ma a Verona potrebbero essere parecchi di più) proteso verso il cielo, con almeno quattromila «camere dedicate » per ospitare fino a 60mila salme, su un’area di circa 25 mila metri quadri di cui due terzi destinati a un grande giardino. I progettisti, Pier Giulio Lanza (presidente di Icon Consulting Srl) e l’architetto Riccardo Manfrin, avevano spiegato che «il progressivo invecchiamento della popolazione, gli spazi disponibili sempre più ridotti, le nuove abitudini e gli attuali stili di vita, rendono necessarie nuove soluzioni per affrontare un tema delicato come il culto dei defunti. Grandi aree da dedicare a spazi cimiteriali possono infatti risultare non solo difficili da reperire ma anche scomode, anti-economiche e poco fruibili da anziani e disabili. Di qui l’idea di realizzare una struttura moderna, semplice e snella nella sua organizzazione a torre, in cui la verticalizzazione sembra incarnare l’idea dell’ascesa verso il cielo e nello stesso tempo costituirebbe la risoluzione al problema della qualità e quantità delle superfici disponibili».

LA FILARMONICA ARTURO TOSCANINI DIRETTA DA MASSIMO ZANETTI A VERONA PER “L’OPERA È LA GRANDE BELLEZZA”

La Filarmonica Arturo Toscanini sarà uno dei protagonisti del grande galà benefico “L’opera è la grande bellezza” che sarà presentato, giovedì 25 settembre, a partire dalle ore 21, sul palco dell'Arena di Verona.  Nel grande anfiteatro andranno in scena le più famose, travolgenti, melodiche arie dell’Opera interpretate da tre grandi star internazionali del Bel Canto, il soprano Maria Guleghina, il tenore José Cura, il baritono Carlo Guelfi. L’evento, il cui incasso sarà destinato in beneficenza, non sarà, nelle parole del presentatore della serata Michele Mirabella e del produttore Massimo Cappelli, solo “musica da sentire ma anche da vedere”. Il programma della serata, incentrato sulle più celebri arie di Verdi e Puccini, nella migliore tradizione dell’Arena, comprende anche arie di Giordano e Leoncavallo.

Il contesto architettonico è mozzafiato, restituito ai fasti dell’antico splendore e al contempo esaltato dalle più innovative tecnologie: giochi prospettici per garantire sempre, a tutti gli spettatori, una visione a 360° dell’azione scenica, un palco contemporaneo ma perfettamente inserito nel contesto antico, inedite proiezioni e soluzioni artistiche di grande scioltezza ed impatto visivo nell’impiego delle masse sceniche, utilizzo della urban dance intepretata dal Corpo di Ballo Modulo Factory, con le coreografie Modulo Project. L'opera è... La Grande Bellezza prende infatti ispirazione dal mondo del Circo Contemporaneo, ove la bellezza dell’azione e della musica deve fluire libera e incalzante, in uno show completo e emotivo, affidato a 180 interpreti e 50 attori/ballerini, impegnati su di una scena lunga 27 metri ed alta 8.

La nuova Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, Palazzo della Ragione a Verona, raccontata da grandi storici dell’arte e dell’architettura

Per tutto il mese di giugno, il nuovo percorso espositivo della Galleria d’Arte Moderna Achille Forti a Palazzo della Ragione raccontato nelle parole di grandi storici dell’arte e dell’architettura. 

GIUGNO A PALAZZO della Ragione Verona 

Un’opportunità unica per i visitatori per incontrare i più importanti professionisti del settore e avere uno sguardo inedito sulle Collezioni: storie, confronti e aneddoti in una passeggiata tra le opere insieme a Manlio Brusatin, Giandomenico Romanelli, Nico Stringa, Guido Beltramini e Fernando Mazzocca. Palazzo della Ragione diventa così non solo uno spazio per esporre l’arte e la storia di Verona, ma un luogo di aggregazione culturale per la città intera.

Dopo solo 8 settimane di apertura, Palazzo della Ragione con la nuova Galleria d’Arte Moderna Achille Forti ha accolto più di 30.000 visitatori. La curiosità delle collezioni e il nuovo percorso espositivo progettato dal direttore artistico Luca Massimo Barbero ha attratto non solo i cittadini veronesi ma un folto pubblico internazionale di appassionati e curiosi che ogni anno visitano Verona e le sue meraviglie artistiche.

Sabato 28 settembre Verona unita contro la vivisezione

Sabato 28 settembre: VERONA UNITA CONTRO LA VIVISEZIONE

CHI FINANZIA LA SPERIMENTAZIONE SU ANIMALI FINANZIA L'ASSASSINIO !!!
Vi invitiamo ad ascoltare la narrazione della storia di Double Trouble, gatta torturata per mesi dai vivisettori a ...cui è stato fissato un palo nella testa per poterla immobilizzare durante le sperimentazioni. La gatta è stata infine decapitata.
QUESTA NON E' SCIENZA ... QUESTA E' TORTURA !!!!!!!!
QUESTO E' ASSASSINIO, QUESTI SONO CRIMINI !!!!!

Il bellissimo video della manifestazione di sabato:

http://www.youtube.com/watch?v=-neYS4IBsmU 

-------------------------------------------------------------

Dr. SUSANNA CHIESA

Presidente

Coordinatrice Sezione “No vivisezione” 

FRECCIA 45

Associazione per la protezione e difesa animale
www.freccia45.org

Verona, il gestore dice no all'inceneritore

Agsm pensa allo stop di Ca' del Bue. L'attacco: "I vertici si dimettano"

Per il presidente di Agsm, Paolo Paternoster, la crisi avrebbe ridotto sensibilmente il flusso dei rifiuti necessari per alimentare costantemente i forni del termovalorizzatore.

Da Verona Sera

“Le sorprese per quanto riguarda la gestione delle aziende del Comune di Verona non mancano davvero mai. Ora, infatti, si scopre da dichiarazioni rilasciate a giornalisti che il presidente di Agsm Paolo Paternoster sarebbe pronto a far si che quello del termovalorizzatore di Ca' del Bue resti solo un progetto. L'incredibile è che quando nel 2012 io avevo chiesto di non effettuare l'appalto per la realizzazione dei forni perché, come già allora dimostravano i dati, non ci sarebbero stati rifiuti sufficienti a garantirne il funzionamento nessuno mi ha ascoltato. Adesso il presidente di Agsm dice quello che io avevo detto allora e spiega che potrebbero esserci penali di milioni di euro per appalti a cui non si darà più corso, trovando come unica, improponibile, giustificazione per tutto questo la crisi”.

Così Stefano Valdegamberi, consigliere regionale di Futuro Popolare, commenta il colpo di scena avvenuto alla vigilia di Ferragosto per quanto riguarda il già tormentato affaire Ca' del Bue. Paternoster aveva messo in dubbio giorni fa la possibilità di far entrare in funzione i forni di Ca' del Bue. Secondo il numero uno di Agsm la crisi avrebbe "rallentato" la produzione di immondizia da parte dei veronesi.

Arena di Verona: 91° Festival Lirico 2013 e buon centenario

"Buon compleano Arena !!!!"

Nel 1913 - giusto per ricordare il primo centenario della nascita del Maestro delle Roncole - il tenore veronese Giovanni Zenatello divenne anche impresario contribuendo a trasformare il già famoso anfiteatro romano di Verona nel più grande palcoscenico lirico del mondo.

Giovanni Zenatello, già famoso tenore di fama mondiale, aveva iniziato la sua carriera studiando da baritono, ma ben presto scoprì le sue importanti doti tenorili e si affermò sia in Europa che nei maggiori teatri americani.

Alla Scala, ad esempio, si ricorda la sua storica partecipazione alla prima assoluta scaligera di Madama Buttefley del 1904 diretta dal maestro direttore parmigiano Cleofonte Campanini che nel '13 a Parma sarà il vero ideatore, motore produttivo ed organizzativo delle celebrazioni del '13 in onore del Maestro Giuseppe Verdi.

Fu lo stesso Zenatello negli anni a seguire - divenuto a tutti gli effetti impresario lirico - che fece una famosa audizione alla giovanissima Maria Callas e dandole alcuni ruoli significativi, la iniziò alla carriera lirica internazionale.

L'opera scelta dal tenore Zenatello per inaugurare la produzione lirica in Arena fu AIDA e venne chiamato a studiarne la veste visiva un altro figlio illustre di Verona: l'architetto Ettore Fagiuoli.

Fino ad allora lo stesso si era dedicato solo ed esclusivamente ad importanti opere architettoniche e non si era mai occupato di scenografie d'opera, ma sotto la guida sapiente del tenore suo amico, seppe interpretare i "bisogni" visisi di AIDA in rapporto con gli spazi areniani come nessun altro scenografo seppe fare, disegnando elementi scenici e costumi dal sapore Liberty  e Decò.

La STAGIONE SINFONICA 2016-2017 AL TEATRO FILARMONICO DI VERONA

Filarmonico di Verona

La stagione concertistica 2017 dell’ Arena di Verona al Teatro Filarmonico, l’ultima gestita dal direttore artistico uscente Paolo Gavazzeni, vede la sorprendente e assai massiccia presenza di quasi tutti i musicisti solisti appartenenti alla stessa agenzia (www.amcmusic.com) di Verona (di Franco Panozzo). Una specie di come fare il cartellone al bar sotto casa! LB

La Stagione Sinfonica 2016-2017 inizia sabato 7 gennaio 2017 e prosegue fino a sabato 27 maggio 2017. Artisti e direttori di fama internazionale saranno protagonisti dei 10 concerti in abbonamento al Teatro Filarmonico. La prima esecuzione di ciascun concerto ha luogo alle ore 20.00; la replica del giorno successivo alle 17.00.

Sabato 7 gennaio, con replica domenica 8 gennaio, la Stagione si apre con Concerto diretto da Xu Zhong: verranno eseguiti il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in si bemolle minore op. 23 di Pëtr Il'ič Čajkovskij, con Nikita Abrosimov al pianoforte, e la suite sinfonica Shéhérazade op. 35 del compositore russo Nikolaj Rimskij-Korsakov.

VeronaPoesiaFestival 2010

Il VeronaPoesiaFestival si svolgerà dal 6 al 14 novembre 2010.

L'iniziativa viene promossa a Verona da Anterem, Biblioteca Civica e Società Letteraria.

Poesia, musica, filosofia e psicoanalisi trovano rilievo in un fitto intreccio di incontri con l'autore, di concerti e di eventi legati al premio Lorenzo Montano, nelle sedi prestigiose della Biblioteca Civica e della Società Letteraria.

"Vogliamo creare una proposta culturale che offra stimoli di conoscenza e approfondimento a un pubblico vasto, di giovani e appassionati, con un orizzonte che vada oltre le mura di Verona, così com'è nella tradizione dei tre Enti promotori", afferma la direzione artistica.

Il programma dettagliato della manifestazione è disponibile su www.anteremedizioni.it

Muore un cacciatore in un incidente di caccia in provincia di Verona

Grave incidente di caccia a Sant'Ambrogio di Valpolicella, muore un cacciatore ucciso dal compagno di battuta.

Andrea Zanoni presidente della LAC del Veneto: "Campagne venete sempre piu' a rischio".

Questa mattina, domenica 3 ottobre 2010, verso le 10.00, a Sant'Ambrogio di Valpolicella, un cacciatore di 47 anni è stato ucciso dal compagno di caccia dopo aver sparato una fucilata ad altezza d'uomo.

La vittima è Enzo Marcon, residente a Sant'Anbrogio di Valpolicella; i due cacciatori stavano compiendo un'escursione a Monte, una località nei pressi di Sant'Ambrogio, quando è avvenuta la tragedia.

Sul luogo dell'incidente sono intervenuti i carabinieri della stazione di Caprino Veronese.

Incidenti del genere purtroppo risultano sin troppo frequenti, solo nella recente stagione di caccia 2008/2009 in Italia si sono verificati ben 96 incidenti di caccia con 65 feriti e ben 31 morti, tra i quali un cercatore di funghi (la lista completa e dettagliata dei morti e feriti è consultabile sul sito della LAC www.abolizionecaccia.it).

Quest'anno, a partire dai primi di settembre, invece il bollettino è di sette cacciatori morti, sette cacciatori feriti e cinque civili feriti (CF. www.abolizionecaccia.it)

 "Le attuali leggi sulla caccia sono ormai inadeguate e sorpassate per una società moderna come la nostra e per le nostre campagne fortemente urbanizzate - ha commentato Andrea Zanoni presidente della LAC Veneto - bisognerebbe bloccare subito la caccia e far rifare seri esami a tutti i cacciatori.

OGNI BAMBINO È UNA STELLA. Serata di gala per i diritti dei bambini

La serata di gala organizzata dal Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus (sezioni di Trento e Verona) e patrocinata dalla Provincia di Verona che si terrà venerdì 25 giugno alle ore 20.00 a Dossobuono in un antico monastero della metà del sedicesimo secolo dove si trova il ristorante
La Tavola, vedrà la partecipazione di politici, avvocati, medici, psicologi, attivisti per i diritti umani, artisti, ecc. e semplici cittadini, uniti dal proposito comune di difendere i diritti dei bambini.

La cena, presentata da Jessica Polsky, attrice conduttrice e ballerina, star di Piloti, Sputnik e Camera Cafè, vedrà la partecipazione di Andrea Miglioranzi, capogruppo della Lista Tosi, del Consigliere della Provincia Autonoma di Trento Giorgio Leonardi e del Segretario Regionale di Cittadinanza Attiva Flavio Magarini, che da anni si battono per i diritti dei bambini.

Nel corso della serata l'avv. Antonello Martinez, Presidente Nazionale del movimento "Cresco a casa", il dott. Roberto Elia Cestari, Presidente Nazionale del CCDU Onlus, e l'avv. Francesco Miraglia, coautore del libro Italiani da slegare, verranno insigniti del premio "Ogni Bambino è una Stella" in riconoscimento della loro attività in difesa dei diritti dei bambini.

Viene automatico associare l'espressione abuso dei diritti umani ai paesi del terzo mondo. Eppure, anche in un paese civilizzato come il nostro si consumano ogni giorno delle gravi violazioni.

Lo stadio di Verona diventa il più grande tetto fotovoltaico su struttura sportiva d'Italia

pubblicato: mercoledì 23 dicembre 2009 da Simone Muscas in: Tecnologia Informazione Italia EcoConsigli Solare

Stadio di calcio(ecoblog.it) Interessante iniziativa quella che arriva dal mondo del calcio che conta. Infatti dopo meno di cinque mesi di lavoro, la copertura dello stadio Bentegodi di Verona si è trasformata nel più grande tetto fotovoltaico su struttura sportiva d'Italia, nonché una delle maggiori d'Europa.

L'impianto, nel quale giocano Chievo ed Hellas Verona, è stato rimesso a norma installando oltre 13.000 pannelli solari fotovoltaici della potenza totale di 1 MW, che elimineranno dall'atmosfera circa 550 tonnellate di CO2. L'iniziativa dello stadio veronese, portata avanti dal Comune insieme alla società Agsm, ha permesso di restaurare anche il tetto.

Con l'energia prodotta e poi venduta, la spesa dell'intervento sull'intera superficie di 17.939 metri quadrati, pari a circa quattro milioni di euro, sarà ammortizzata nel giro di vent'anni coprendo il fabbisogno annuo di quattrocento famiglie.

Per avere un'idea di quanto l'iniziativa sia particolare e miri anche a sensibilizzare l'opinione pubblica, verranno installati dentro lo stadio dei display che aggiorneranno in tempo reale su quanta energia verrà prodotta e sulla CO2 che sarà evitata all'atmosfera.

Via | Calciomercato.com
Foto | Flickr

500 persone hanno partecipato sabato 19 settembre alla fiaccolata

Più di 500 persone hanno partecipato sabato 19 settembre alla fiaccolata organizzata da alcune Associazioni Animaliste per denunciare la ripresa della caccia. "La caccia è un massacro che non ha più alcuna giustificazione; ormai è palese agli occhi di tutti che la caccia non solo non contribuisce a mantenere un equilibrio nelle specie animali, ma al contario lo altera e provoca gravi squilibri " ... ha dichiarato, fra l'altro Marcello Dell'Eva Presidente del Movimento Vegetariano No alla caccia.
"A causa della caccia ogni anno si sperperano centinaia di miliaia di euro, denaro pubblico che potrebbe venir utilizzato per salvaguardare l'ambiente ed aiutare le associazioni che si adoperano alla sua tutela!" ha sottolineato il Presidente della LAC del Veneto Andrea Zanoni, aggiungendo quanto la dice lunga il fatto che il Sindaco di  Verona Tosi sia anche  Presidente della Federcaccia: "Un primo cittadino dovrebbe rappresentare tutti i cittadini e non una piccola minoranza; dovrebbe sostenere chi si batte per la vita, per un ambiente più sano e non chi, invece, contribuisce a seminare morte e a inquinare la natura" ha dichiarato Zanoni.
Il Vicepresidente di NAC Anna Pilati ha continuato denunciando come siano menzogne quelle diffuse dai cacciatori riguardo il soprannumero degli animali;  sempre più spesso gli animali vengono allevati e poi immessi sul territorio proprio per essere cacciati...
Si è inoltre denunciata l'incostituzionalità dell'articolo di legge che permette ai cacciatori (e soltanto a loro), di entrare armati delle proprietà private... "Auspichiamo che quei pochi politici lungimiranti capiscano la gravità degli effetti negativi della caccia sugli equilibri delle specie animali, sull'ambiente e sugli uomini e si batta affinché   la legge che la permette VENGA ABOLITA AL PIU' PRESTO.

Condividi contenuti