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La vita sta cambiando pelle

Marco Travaglio

Travaglio Marco

Marco Travaglio: Perché No! Teatro Regio di Parma venerdì 15 luglio alle ore 21,30

Marco Travaglio al Regio per il voto No al referendum

Marco Travaglio sarà a Parma la prossima settimana. Terrà uno spettacolo-conferenza al Teatro Regio, dal titolo “Perché no. Tutte le bugie del Referenzum. Uno spettacolo contro il silenzio delle tv”. Assieme a Travaglio, in scena ci sarà Giorgia Salari, venerdì 15 luglio alle ore 21,30.

“La campagna elettorale per il Referenzum sulla controriforma costituzionale è partita da un mese, ma in tv e sulla grande stampa parla quasi soltanto il fronte del Sì. Tutti dicono che bisogna discutere nel merito, ma quasi nessuno lo fa. Marco Travaglio chiede da mesi un confronto in tv con la ministra Maria Elena Boschi: invano. Dunque ha deciso di portare in scena le ragioni del No contrapposte a quelle del Sì con l’attrice Giorgia Salari nei panni della Boschi (con le frasi testuali della ministra delle Riforme). Così ciascuno potrà confrontarle e farsi un’idea per saperne di più”.

Piercamillo Davigo: Renzi attacca i pm? Ma è la politica che non fa pulizia

Toghe e potere, il neopresidente dell'Anm replica al presidente del consiglio che ha parlato di "barbarie giustizialista". "Giustizialismo? Una vecchia storia, noi facciamo indagini e processi". L'inchiesta di Potenza e l'accusa di "non arrivare mai a sentenza". "Che discorso è? Se intende lamentare un eccesso di prescrizione, può modificare le norme"

di Marco Travaglio

20 aprile 2016 - Piercamillo Davigo, dopo l’inchiesta di Potenza Renzi parla di “25 anni di barbarie giustizialista”, mentre Napolitano denuncia un “riacutizzarsi” del conflitto politica-giustizia e invoca la riforma delle intercettazioni.
Non commento le dichiarazioni del presidente del Consiglio. Ma è una vecchia storia, questa del ‘giustizialismo’ e del ‘conflitto’. Non c’è nessuna guerra. Noi facciamo indagini e processi. Se poi le persone coinvolte in base a prove e indizi che dovrebbero indurre la politica e le istituzioni a rimuoverle in base a un giudizio non penale, ma morale o di opportunità, vengono lasciate o ricandidate o rinominate, è inevitabile che i processi abbiano effetti politici. Se la politica usasse per le sue autonome valutazioni gli elementi che noi usiamo per i giudizi penali e ne traesse le dovute conseguenze, processeremmo degli ex. Senza conseguenze politiche.

Referendum trivelle, andate a votare per dare una sveglia

Marco Travaglio

Oggi si vota. Magari chi si informa (si fa per dire) su Rai eMediaset non se n’è accorto. Ma oggi, dalle 7 alle 23, gli italiani sono chiamati alle urne per decidere su una questione importante. In sintesi, la posta in palio è questa. Vota Sì chi vuole abolire la norma che permette alle compagnie petrolifere di prorogare le concessioni per estrarre gas e petrolio in mare entro le 12 miglia dalla costa finché il giacimento si sarà esaurito. Vota No o si astiene, come da diktat governativo, chi vuole che i petrolieri possano fare i loro comodi in eterno, estraendo un po’ meno della soglia minima per non pagare le royalty.

Grazie al movimento No Triv e alle nove Regioni che han promosso i referendum (i quesiti erano 6), governo e Parlamento hanno già dovuto restituire i poteri agli enti regionali, eliminando così 5 quesiti. Ma non potevano scontentare del tutto laSuperlobby: infatti hanno vietato le attività di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi in mare entro 12 miglia dalla costa, nonché le nuove concessioni per altre trivellazioni; ma hanno previsto che “i titoli abilitativi già rilasciati sono fatti salvi per la durata di vita utile del giacimento”. E così il sesto quesito è rimasto.
Se oggi vince il Sì, sparisce la parte della norma “per la durata di vita utile del giacimento”: cioè si bloccano le proroghe, cancellando le trivelle entro le 12 miglia dalle nostre coste di qui al 2034.
Nel frattempo, anziché andare a rilento estraendo poco petrolio alla volta per secoli, le compagnie dovranno affrettarsi a svuotare i giacimenti, aumentando la quantità estratta e quindi le royalty da pagare.

Renzi, il Reticente del Consiglio

Marco Travaglio

Ahiahiahi, signor Renzi, lei mi cade sulle cene! L’altro giorno,quando il premier & C. hanno preteso le dimissioni del sindaco Marino per aver mentito su qualche cena da poche centinaia di euro ciascuna, avevamo come il sospetto che la scelta di alzare improvvisamente l’asticella dell’etica pubblica si sarebbe rivelata un boomerang, o almeno un pericoloso precedente per molti. Infatti.Il nostro Davide Vecchi è andato a controllare quanto spendeva Renzi in cene “di rappresentanza” da presidente della Provincia e poi da sindaco di Firenze.

Pd, Partito Desaparecido

Marco Travaglio

(ilfattoquotidiano.it) Pd, Partito Desaparecido Il 3 agosto Il Fatto apriva con il titolo "C'è vita nel Pd?". Due settimane dopo, rientrati con comodo dalle ferie, i dirigenti del "principale partito di opposizione" annunciavano sfracelli per la ripresa. Il segretario Bersani parlò di "una campagna porta a porta, la più grande mobilitazione che un partito abbia mai promosso", per "raggiungere il più alto numero di italiani casa per casa e lanciare la nostra proposta di governo". Siamo al 28 settembre e nulla di tutto questo è avvenuto, né se ne intravede la benché minima avvisaglia. A meno che la più grande mobilitazione che un partito abbia mai promosso non sia l'ennesima batracomiomachia fra dalemiani e veltroniani, su un copione che si ripete da una quarantina d'anni fin dai tempi della Fgci. Nel qual caso sì, le avvisaglie si vedono, purtroppo. Veltroni ha inviato una lettera al Corriere, Bersani ha inviato una lettera a Repubblica, allora anche Veltroni ha inviato una lettera a Repubblica, poi ciascuno ha presentato la sua mozione e raccolto le sue firme. Così tutti hanno capito che, nel momento della crisi più drammatica mai vista nel centrodestra, il Pd ha deciso di rispondere con una bella rissa, anche se nessuno ha ancora capito bene su che cosa stia litigando (a parte gli onanismi sul "papa straniero"). Intanto il Pd è entrato nella giunta siciliana Lombardo IV, sostenendo un governatore indagato per mafia: lo stesso che tre anni fa la capogruppo Pd al Senato Anna Finocchiaro, candidata contro di lui, definì "temibilissimo perché ha costruito un sistema di potere clientelare spaventoso che ha riportato la Sicilia al Medioevo".

Ferie d’agosto

Marco Travaglio

(ilfattoquotidiano.it) Giorno dopo giorno prende finalmente forma l'elettrizzante alternativa al regime di B.: quella che Casini definisce "nuova area di responsabilità", cioè l'Armata Brancaleone Fli-Udc-Mpa-Api sorta intorno alla coraggiosa astensione su Caliendo perché - spiega Piercasinando - "rifiutiamo il giustizialismo, ma non minimizziamo la questione morale". Forse voleva dire molare, essendo lui il leader dell'Udc, in cui siedono i Cuffaro e i Cesa, ma anche Enzo Carra (ovviamente pregiudicato) e Renzo Lusetti (indagato per le sue affettuosità con Romeo, di cui era un po' la Giulietta in concorrenza con Bocchino); e financo Peppe Drago, appena decaduto da deputato perché definitivamente condannato per peculato, avendo svaligiato la cassa dei fondi riservati della Regione Sicilia quando ne lasciò la presidenza: il tipo ideale per sventolare il vessillo della legalità.

Riaperta d’urgenza la Repubblica di Salò

Marco Travaglio

(ilfatto.it) Ieri il piccolo duce ha smentito di aver mai pensato alle elezioni. Dunque, vista la sua innata sincerità, ci sta pensando seriamente. Per ora manda avanti l'apposito Schifani, ventriloquo da riporto, per vedere l'effetto che fa.

Perché lo faccia, è lampante: come nel 1992 il crollo della Prima Repubblica ne scoperchiò la scatola nera sversando i liquami di Tangentopoli e Mafiopoli, così ora salta il tappo della cloaca politico-affaristico-mafiosa denominata Seconda Repubblica. Le tubature non tengono più, i miasmi si spandono dappertutto. E non passa giorno senza che questa o quella procura s'imbatta, anche involontariamente, in un condotto della Fogna delle Libertà. In Campania l'arresto di Cosentino & C. A Palermo Spatuzza, Grigoli e Ciancimino jr. parlano di Dell'Utri e Berlusconi ai tempi delle stragi e delle trattative. In Puglia c'è Giampi col suo harem di escort bipartisan. A Milano mister Grossi, re delle cosiddette "bonifiche ambientali", è in carcere con la moglie del vicecoordinatore nazionale del Pdl Abelli, e dietro la porta gli amici Formigoni, Lupi, Gelmini e Berlusconi tremano all'idea che qualcuno parli. Intanto saltan fuori gli altarini della Arner, la banca svizzera usata da noti mafiosi per riciclare soldi sporchi (indovinate di chi è il conto corrente numero 1).

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