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Terremoto dell'Aquila

Terremoto dell'Aquila

LʼAquila, la Ue chiede la restituzione (immediata) delle tasse sospese dopo il sisma del 2009: "Erano aiuti di Stato"

Protesta unanime di tutte le istituzioni contro le 350 cartelle esattoriali giunte ad altrettanti imprenditori de L'Aquila che impongono la restituzione entro 30 giorni delle tasse sospese dopo il sisma del 6 aprile 2009 a imprese e professionisti del cratere terremotato. La sospensione, infatti, è stata bocciata dalla Commissione europea che ha aperto una procedura d'infrazione per "aiuti di Stato".

L'Aquila sveglia l'Italia

Migliaia di manifestanti per le vie del centro   L'Aquila sveglia l'Italia

(ilcapoluogo.com/site/News/Attualita) A 19 mesi dal sisma, L'Aquila scende di nuovo in piazza, diversi pullman sono arrivati stamattina nel capoluogo abruzzese da tutta Italia per la manifestazione "SOS L'Aquila chiama Italia", indetta per richiamare la solidarietà nazionale e mantenere viva l'attenzione sulla città. I manifestanti - secondo la Questura 13.000, secondo gli organizzatori oltre 20.000- hanno visto con i loro occhi le macerie dell'Aquila, praticamente tutte ancora tutte qui, quasi a simboleggiare le macerie dell'Italia intera nell'indifferenza generale, amplificata dall'assenza di attenzione dei media nazionali.

Un appello alla società civile quello lanciato dagli organizzatori della manifestazione. Una società civile e solidale che c'è sempre stata. I detrattori hanno puntato il dito su una "strumentalizzazione di una parte politica, della sinistra". Forse è vero che c'è stato uno spostamento a sinistra, ma le disgrazie non hanno colore.

Nuova scossa tra L'Aquila e Rieti

Di magnitudo 2.4 ha interessato il distretto dei Monti Reatini

(ansa.it) 11 settembre - L'AQUILA  - Una nuova scossa di magnitudo (Ml) 2.4 ha interessato nella notte il distretto dei Monti Reatini che comprende un'area al confine tra le province di Rieti e L'Aquila. L'evento sismico è stato registrato dall'Ingv alle 2.36, con un epicentro a 10.2 km di profondità vicino ai comuni di Borbona (Rieti) e Montereale, Barete, Cagnano Amiterno e Capitignano, nell'Aquilano. Ieri sera, alle 21.06, un'altra scossa di terremoto era stata registrata nei pressi dei comuni di Scoppito, Barete e Pizzoli (L'Aquila), con magnitudo 2.2 e profondità 9.9 km.

SCOSSA 2.9 IN PROVINCIA REGGIO CALABRIA  - Una scossa di terremoto di magnitudo 2.9 è stata avvertita dalla popolazione poco prima della mezzanotte in provincia di Reggio Calabria. Le località più vicine all'epicentro sono: S. Stefano in Aspromonte, S. Alessio in Aspromonte e Laganadi. DAlle verifiche effettuate dalla Protezione civile non risultano al momento danni a persone o cose.

Trema la terra, a L'Aquila torna la paura. La città si svuota dopo lo sciame sismico

Molte le scosse negli ultimi giorni, per l'Ingv alto rischio fino a domani. A Montereale i fenomeni si sono triplicati negli ultimi otto mesi. Si allestiscono tensostrutture e tende nell'Alta Valle dell'Aterno, pronte per l'emergenza

PAOLA COPPOLA

(repubblica.it) LA TERRA non smette di tremare, ora più che mai torna la paura a L'Aquila e nell'Alta Valle dell'Aterno. La città si è svuotata per il fine settimana: c'è chi ha deciso di andare via per qualche giorno, chi ha potuto ha trovato rifugio verso il mare o ha raggiunto parenti che vivono lontano dalla provincia.

Si allestiscono tensostrutture e tende nell'Alta Valle dell'Aterno, pronte a ospitare gli abitanti in caso di pericolo. E tanti sono tornati a dormire nelle auto o nelle roulotte. Tra chi ha deciso di trascorrere la notte in casa ci sono quelli che hanno rispolverano le stesse precauzioni prese all'indomani del terremoto che lo scorso 6 aprile ha devastato l'Abruzzo: borsoni e lampade pronti, ai piedi del letto, da portare via se dovesse essere necessario allontanarsi rapidamente.

Le scosse continuano da settimane, e tra la popolazione comincia a prendere forma l'incubo di un nuovo terremoto. Nei luoghi di ritrovo non si parla d'altro, nelle piazze come nei negozi, dove tensione e paura stanno di nuovo mettendo a dura prova la popolazione, già alle prese con una ricostruzione difficile.

Ieri la terra ha tremato ancora. Due volte: una scossa, poco dopo mezzogiorno, al confine tra L'Aquila e Rieti; un'altra più intensa nel pomeriggio (di magnitudo 2.5) negli stessi comuni interessati dallo sciame sismico e che, due giorni fa, avevano invece subito tre scosse.

Prosegue lo sciame sismico tra Aquilano e Reatino

Una scossa anche in provincia di Arezzo. Due terremoti nella notte di 3,3 e 2,2 gradi. Chiuso per sicurezza il centro storico del capoluogo abruzzese

(corriere.it) MILANO - Prosegue lo sciame sismico in Abruzzo, nelle zone già colpite dal terremoto del 6 aprile 2009. Una scossa di magnitudo 3,3 è stata registrata dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) in provincia dell'Aquila alle 4,24. Il sisma - avvertito dalla popolazione - ha non provocato danni a cose o persone. L'epicentro è stato localizzato tra i Comuni di Montereale, Capitignano e Cagnano Amiterno. Nel distretto dei monti Reatini si è registrata un'altra scossa di 2,2 gradi Richter alle 6,53. Il sindaco dell'Aquila ha prorogato la chiusura del centro storico della città e delle frazioni del territorio comunale fino alle ore 6 del 7 settembre.

L'accesso resta vietato anche alle ditte impegnate nelle opere di messa in sicurezza. Restano chiuse le chiese di Santa Maria del Suffragio e di Santa Maria di Collemaggio. Sono stati allestiti i punti di accoglienza in tensostrutture simili alle mense nelle tendopoli di Campotosto, Cagnano Amiterno, Montereale e Capitignano. Un rapporto diffuso giovedì sul sito internet dell'Ingv afferma che la sismicità nella zona del reatino è iniziata a metà giugno del 2009 e a partire dal mese successivo la sismicità interessa prevalentemente la parte sud del distretto sismico dei monti Reatini.

Scosse in Abruzzo, è ancora paura

Punti di accoglienza per chi vuole dormire fuori casa

(corriere.it) Continua lo sciame sismico in Abruzzo (tre scosse nella notte tra martedì e mercoledì) e si aggravano i disagi della popolazione, con molti cittadini che scelgono di passare la notte fuori casa. La Protezione Civile regionale abruzzese, su indicazione del commissario delegato per la ricostruzione e presidente della Regione, Gianni Chiodi, ha allestito nei territori dei comuni dell'Alta Valle dell'Aterno (Montereale, Cagnano Amiterno, Capitignano e Campotosto), tre tensostrutture attrezzate, nonchè tende pneumatiche e gazebo. Le tende e le tensostrutture saranno utilizzate come punti di accoglienza per i cittadini che intendono passare la notte fuori casa. «In questo modo - spiega il Commissario Chiodi - vogliamo offrire alla popolazione interessata dallo sciame sismico un ricovero per favorire l'aggregazione delle persone soprattutto nelle ore notturne. Infatti nelle ultime due notti nei comuni dell'Alta Valle dell'Aterno alcune persone hanno preferito dormire all'interno delle proprie auto».

L'Aquila, sciame sismico: torna la paura in città

Di magnitudo tra i 2.1 e i 2.8 gradi della scala Ricther

(ansa.it) 01 settembre ROMA - Continua lo sciame sismico nel nord dell'Abruzzo, al confine con la provincia di Rieti. Stanotte tre scosse, di magnitudo tra i 2.1 e i 2.8 gradi della scala Ricther. Solo ieri nella stessa zona ci sono state quattro scosse, la piu' violenta di 3.6 gradi.

TORNA LA PAURA ALL'AQUILA

(di Fabio Iuliano)

L'Aquila, tafferugli alla "Perdonanza" "Letta vattene, Cialente vergogna"

ABRUZZO. "Alle 3e32 io non ridevo" hanno gridato i manifestanti al passaggio del sottosegretario su Corso Federico II. Molta tensione nonostante l'invito del sindaco alla ''non belligeranza''

dal nostro inviato PIERA MATTEUCCI

(repubblica.it) L'AQUILA - "Il Gran rifiuto della cricca", "Celestino sarebbe stato con le carriole", "Letta vedi de jittene", "Zona rossa di vergogna", "Alle 3.32 io non ridevo": hanno atteso che il corteo della Bolla partisse da Piazza Duomo, con in testa il mezzo dei vigili del fuoco che trasportava le spoglie di San Pietro Celestino. Poi, il popolo delle carriole e un gruppo di rappresentanti dei comitati cittadini hanno srotolato gli striscioni e, al passaggio del sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Gianni Letta, hanno dato il via a cori di protesta, ricordando che il cuore della città è ancora una 'zona rossa', piena di macerie e in cui è impossibile accedere.

La 716ma edizione della Perdonanza celestiniana, oltre ad essere la festa religiosa e spirituale più importante della città (qui ogni anno viene aperta la Porta santa, l'unica oltre quella di Roma, che però si apre ogni 25 anni), è stata l'occasione per sottolineare ancora una volta, davanti ai cittadini, ai turisti e ai tantissimi giornalisti che hanno seguito l'evento, la situazione in cui si trova il capoluogo dell'Abruzzo a sedici mesi dal sisma.

''Volevano speculare sul terremoto": 4 arresti, coinvolto assessore Stati, si dimette

Si dimette assessore regionale alla protezione civile Daniela Stati, raggiunta da interdizione

(ansa.it) L'AQUILA - "Volevano speculare sul post-terremoto", è bufera in Abruzzo. L'ex assessore regionale abruzzese Ezio Stati (Dc e poi Fi), padre dell'attuale assessore Daniela, ed altre tre persone, tra cui un ex deputato di Fi, sono state arrestate per corruzione nell'ambito di un'inchiesta coordinata dal procuratore della Repubblica dell'Aquila, Alfredo Rossini. L'assessore regionale alla protezione civile Daniela Stati, raggiunta dalla misura di interdizione dai pubblici uffici, si è dimessa dalla carica.

Si parla di presunti ''favoritismi''. L'assessore e i 4 arrestati sarebbero implicati in un'attività illecita "al fine di ottenere il vantaggio di essere inseriti nella lista di beneficiari per fatti e atti connessi alla ricostruzione post-sisma del 6 aprile 2009", afferma il Procuratore della Repubblica dell'Aquila, Alfredo Rossini.

Le mani della camorra sull'Abruzzo I Casalesi volevano gli appalti post sisma

Complessivamente sono stati tolti all'organizzazione beni per un valore di 100 milioni. La Guardia di Finanza ha arrestato sei persone e sequestrato 21 società e 118 immobili

(corriere.it) ROMA - La camorra tentava di infiltrarsi negli appalti per la ricostruzione dopo il terremoto dell'Aquila. È uno degli elementi centrali emerso da un'azione della Guardia di Finanza contro i Casalesi, che ha portato all'arresto di 6 persone. Gli arrestati, secondo quanto emerso dagli uomini del Gico, il gruppo di intervento delle Fiamme Gialle, sono considerati «espressioni economiche» del clan che abitualmente opera nel Casertano, ma che ha propaggini anche in altre Regioni d'Italia ed in particolare nel Lazio, in Abruzzo ed in Toscana.

BENI SEQUESTRATI - Circa 500 militari sono impegnati da ore in questa operazione, denominata «Untouchable» e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, che ha portato, appunto, ai sei arresti - le accuse sono di associazione per delinquere di stampo mafioso - e al sequestro di 21 società, 118 immobili ed altri beni e valori per un valore complessivo di 100 milioni di euro.

OBIETTIVO COMMESSE - Questa indagine ha consentito di monitorare «in diretta» le infiltrazioni della camorra casalese nelle commesse per la ricostruzione della città di L'Aquila, a seguito del devastante sisma del 6 aprile 2009. Infatti sono stati intercettati i colloqui telefonici con i quali gli arrestati disponevano l'invio del denaro necessario a finanziare le imprese costituite a L'Aquila, per loro conto, con il fine di aggiudicarsi i lavori per la ricostruzione.

Terremoto, gli hotel mandano via gli sfollati «La Regione non paga, rischio il fallimento»

(ilcentro.gelocal.it) La denuncia di un albergatore di Alba Adriatica, sulla costa teramana: «Quando l'emergenza era gestita dalla Protezione civile abbiamo ricevuto i primi pagamenti. Ora che è tutto in mano alla Regione, non vediamo più un euro». Così l'operatore ha accumulato debiti per 500 mila euro e entro giovedì vuole che i terremotati liberino le stanze. Il suo caso non è l'unico e il governatore Gianni Chiodi ammette: i soldi per l'emergenza sono finiti venerdì vertice con Tremonti e protezione civile

Protesta dei terremotati de L'Aquila: tafferugli e 2 feriti lievi in piazza Venezia

CINQUEMILA in corteo A ROMA

Spintoni e manganellate anche per il sindaco Cialente: «C'è stato un blocco inaspettato». Assediato Palazzo Grazioli: «A voi le pensioni d'oro e a noi le macerie»

(corriere.it) ROMA - «L'Aquila non può crollare: è una città che sa volare». Sulla maglietta di un ragazzo è scritta tutta la rabbia degli abruzzesi che in cinquemila si sono radunati a Roma mercoledì mattina. Da piazza Venezia, volevano arrivare in corteo (non autorizzato) sotto al Parlamento, ma polizia e carabinieri hanno sbarrato loro ogni accesso da via del Corso e via del Plebiscito dove risiede il premier Silvio Berlusconi. Momenti di tensione: lancio di bottigliette e qualche spintone. Due ragazzi sono stati feriti in maniera lieve. Manganellate anche per il sindaco de L'Aquila, Massimo Cialente, e il deputato del Pd Giovanni Lolli. Dopo una trattativa (la piazza davanti al Parlamento era già occupata da un'altra manifestazione autorizzata), le forze dell'ordine hanno lasciato entrare i manifestanti in via del Corso e il corteo ha potuto iniziare a sfilare. (VIDEO) I manifestanti sono riusciti anche a forzare il blocco di via del Plebiscito, assediando Palazzo Grazioli: «Vergogna, a voi le pensioni d'oro e a noi le macerie» urla la folla che ha bloccato la strada. Il premier, riunito in via del Plebiscito con i vertici del Pdl per fare il punto sul Ddl intercettazioni, ha preferito blindarsi dentro al palazzo: i due portoni che danno su via del Plebiscito e su piazza Grazioli, solitamente aperti, sono stati chiusi.

L'Aquila, gli affari del vescovo "Una srl della Curia per ricostruire"

Si chiama "Aquilakalo's", serve a garantire alla Chiesa una presenza attiva nella ricostruzione della città dopo il terremoto. Alla presidenza il vescovo ausiliare Giovanni D'Ercole, che ora dice: "Lascio la presidenza, non voglio grane"

ANTONELLO CAPORALE

(repubblica.it) L'AQUILA - "Aspettano i soldi, ma se non c'è il seme...". Il seme. Un'idea, un piano di rinascita, un progetto di ricostruzione. La classe politica aquilana non ce l'ha, la Chiesa sì. Idee chiare, cioè un master plan, e strumenti innovativi per un vescovo: una società privata, una srl, con il compito di costruire e vendere, chiedere finanziamenti e concederne. Lottizzare, espropriare, partecipare ad affari con altre società, ricevere naturalmente contributi statali, anche utilizzando l'istituto della concessione, e - insomma - erogare servizi di "global service".
Nata tre giorni prima di Natale dell'anno scorso "Aquilakalo's srl" ha un capitale sociale di diecimila euro, la sede presso la Curia arcivescovile e un presidente del consiglio di amministrazione che è il vescovo ausiliare della città: Giovanni D'Ercole. Nel consiglio un giovane sacerdote e un imprenditore locale. D'Ercole è il rappresentante del Vaticano inviato a L'Aquila per garantire alla Chiesa la presenza attiva nella ricostruzione della città, opera che non è stata ritenuta alla portata dell'arcivescovo titolare, l'anziano Giuseppe Molinari.

Loro non scrivono...voi fate girare

Ieri mi ha telefonato l'impiegata di una società di recupero crediti, per conto di Sky.
Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009.
Mi chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la
mia casa e non vi ho più fatto ritorno, causa terremoto.
Il decoder sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata.
Ammutolisce.
Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi
di dovere, poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto.
Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un  paio di anni fa.  Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio, mi sale il groppo alla gola.
Le dico che abitavo proprio lì. Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi. Ed io lo faccio.
Le racconto del centro militarizzato.
Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio.
Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati.
Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire.
Le racconto dei soldi che non ci sono, per ricostruire.
E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere.
Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo.
Le racconto che pagheremo l'i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte e
ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti.
Anche per chi non ha più nulla. Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 euro vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta. Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6 aprile.

L'Aquila, migliaia di persone al corteo per la ricostruzione

I manifestanti chiedono la sospensione dei contributi  per tutti senza limiti e lo sblocco dei fondi

(corriere.it) L'AQUILA - Striscioni, bandiere, anche vuvuzela, ma nessun simbolo politico, solo i colori neroverde, simbolo dell'Aquila: in migliaia hanno aderito all'appello della mobilitazione cittadina alla Villa Comunale per chiedere la sospensione dei contributi per tutti senza limiti - e non solo per gli autonomi con redditi inferiori di 200 mila euro annui - e lo sblocco dei fondi per la ricostruzione, oltre che per denunciare che decine di migliaia di persone - oltre 32 mila - sono ancora assistite. La mobilitazione, nella città colpita dal devastante terremoto dell'aprile 2009, è stata aperta da uno striscione con scritto 'SOS'.

«Patto politico per i lavori in Abruzzo Una riunione con Letta e Verdini»

Il G8 e gli appalti - L'inchiesta. Barattelli e i legami con Fusi: a Palazzo Chigi fu trovato l'accordo sulle commesse

(corriere.it) ROMA - «Sapevamo che la Btp aveva appoggi politici e per questo abbiamo chiesto di lavorare con loro in vista dell'assegnazione dei lavori per la ricostruzione del dopo-terremoto. Ci siamo rivolti alla Carispaq, la Cassa di Risparmio dell'Aquila, ed effettivamente poi siamo stati ricevuti a Palazzo Chigi da Gianni Letta insieme all'onorevole Denis Verdini. Tre giorni dopo quella riunione è stato costituito il Consorzio Federico II». C'è un testimone prezioso che può dare una svolta all'indagine sugli appalti assegnati in Abruzzo. È Ettore Barattelli, presidente del sodalizio di imprese che poi riuscì ad aggiudicarsi l'appalto per la scuola Carducci e quello per i puntellamenti nel centro storico. Dunque, uno dei costruttori che partecipò personalmente alle trattative per la spartizione delle commesse. La scorsa settimana aveva manifestato la volontà di essere interrogato dai magistrati che indagano sulle procedure di assegnazione delle commesse. E cinque giorni fa, l'11 giugno, accompagnato dal suo legale, si è presentato davanti al procuratore Alfredo Rossini. «Le grosse entrature» Trova dunque conferma quanto era già emerso nelle conversazioni intercettate dai magistrati di Firenze che indagavano sui «Grandi Eventi». Si delinea l'accordo preso a livello politico per modulare i tempi e così scegliere le aziende da impiegare. Ed è proprio su questo che si concentrano adesso le verifiche dei pubblici ministeri.

"Siamo ostaggio del governo" Lascia l'assessore alle politiche sociali

Giustino Masciocco annuncia le dimissioni con una lettera al sindaco Massimo Cialente: "Troppe norme lacunose. Non possiamo abbattere lo steccato che ci divide dalla verità"

(repubblica.it) L'AQUILA - Fumose e lacunose norme di emergenza che limitano l'attività dell'amministrazione locale, troppe difficoltà nel poter formulare ed esporre un programma di lavoro coordinato e, soprattutto lo "strapotere del governo" su un territorio 'ferito', che cerca di rimettersi in cammino. Sono questi alcuni degli elementi che hanno spinto Giustino Masciocco, assessore comunale alle Politiche sociali dell'Aquila, a rassegnare le dimissioni dal suo incarico.

Quattordici mesi dopo il sisma che ha distrutto il capoluogo abruzzese e sei mesi dopo la nomina ad assessore, Masciocco scrive al sindaco Massimo Cialente una lunga lettera, nella quale illustra i motivi per i quali si sente costretto a lasciare. "La Città è stata chiusa in un recinto blindato all'interno del quale tutti noi cittadini, amministratori, politici, ci massacriamo sulla strategia da adottare per contrastare lo strapotere, avallato dal Presidente Chiodi, del governo sul nostro territorio, ma non abbiamo la forza e la possibilità di unirci per abbattere lo steccato che ci divide dalla verità, dalla conoscenza e dalla trasparenza.

Infiltrazioni, ruggine e lavori a metà il dossier: quelle case fanno acqua

Dai garage allagati alle ringhiere montate al contrario: tutte le magagne scoperte dai tecnici del Comune. "A soli 90 giorni dalla consegna segni di deterioramento inaccettabili"

CARLO BONINI e GIUSEPPE CAPORALE

(repubblica.it) L'AQUILA - Se il Progetto C. a. s. e. (Complessi antisismici ecocompatibili) doveva essere un "miracolo", il miracolo è di quelli che cominciano a fare acqua (per altro, non per modo di dire). E a documentarlo, a neppure novanta giorni dalla definitiva consegna agli sfollati degli 85 edifici antisismici costati alle casse del Paese 803 milioni di euro, sarebbe in fondo sufficiente questo epitaffio: "Si rendono evidenti segni di deterioramento degli edifici inaccettabili".

Il giudizio è in una articolata relazione del marzo scorso di una sessantina di pagine, corredata da un centinaio di fotografie e redatta dagli ingegneri dell'Ufficio Tecnico del comune de L'Aquila a conclusione di due mesi di certosini sopralluoghi in ogni angolo di quelle costruzioni. Piastra dopo piastra, ballatoio dopo ballatoio, garage dopo garage. Ringhiera dopo ringhiera.

Costi lievitati e boom di subappalti tutte le ombre sulle "new town"

Guerra di cifre sul prezzo reale delle abitazioni. I conti al vaglio della procura. E le molle "antiscosse" delle case sono già da riparare

CARLO BONINI

(repubblica.it) ROMA - Dunque, ci siamo. Ad occupare il centro della scena della ricostruzione post terremoto torna un ingombrante convitato di pietra. Ora oggetto di attenzioni investigative. Ma del resto capace, da qualche tempo, di agitare gli ambienti della maggioranza parlamentare e i tecnici più vicini a Guido Bertolaso. Parliamo del progetto "C. a. s. e.", acronimo di Complessi antisismici sostenibili ecocompatibili. Dei 185 edifici (per un totale di circa 4.500 appartamenti) in cui oggi vivono 15 mila sfollati, costruiti tra il settembre 2009 e il febbraio scorso su piastre e isolatori sismici in diciannove aree della periferia aquilana. Il "fiore all'occhiello" della Protezione Civile. Un fiume di denaro su cui pure in questi mesi si era cominciato a fare domande. Ottenendone ora indignate repliche. Ora curiosi silenzi.

Terremoto, Verdini indagato a L'Aquila Nuovo fronte dopo Firenze e Roma

I pm antimafia: "Cercò di favorire l'azienda di Fusi"

GIUSEPPE CAPORALE

(repubblica.it) L'AQUILA - C'è un'inchiesta della Procura nazionale antimafia sulla ricostruzione dell'Aquila. Un'indagine che riguarda il Progetto C. a. s. e.: i duecento palazzi e le decine di scuole realizzate dal governo per i terremotati. E uno dei nomi finiti sul registro degli indagati è quello di Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, già indagato per corruzione a Firenze (grandi eventi) e a Roma (business eolico). Il titolo del fascicolo è "infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti per la ricostruzione", ed è in mano ad un pool di magistrati: Vincenzo Macri (coordinatore), Olga Capasso (delegata al collegamento con gli inquirenti aquilani) Alberto Cisterna e Gianfranco Donadio. Un procedimento aperto diversi mesi fa che, almeno all'inizio, doveva riguardare solo le infiltrazioni delle mafie nei lavori per il terremoto (con quindici aziende già sotto inchiesta) e che invece, da marzo, è stato allargato - di concerto con il procuratore de L'Aquila Alfredo Rossini - agli affari nel post sisma degli imprenditori coinvolti nelle inchieste sui Grandi eventi.

L'Aquila, mancato allarme indagata grandi rischi

L'accusa della Procura per il sisma è omicidio colposo, nove gli indagati della commissione

(ansa.it) 03 giugno - L'AQUILA  - Omicidio colposo: è l'accusa rivolta dalla procura dell'Aquila ai membri della Commissione Grandi rischi che il 31 marzo scorso, 6 giorni prima del terremoto che sconvolse L'Aquila, parteciparono alla riunione che si tenne nel capoluogo abruzzese. Tra gli indagati ci sarebbero alcuni funzionari ai vertici del Dipartimento della Protezione Civile e dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

Sono sette gli indagati della Commissione grandi rischi per il filone di inchiesta sul mancato allarme per il terremoto del 6 aprile del 2009. Lo si apprende da fonti della difesa degli indagati.La procura della repubblica dell'Aquila sta notificando in queste ore, anche con l'ausilio della questura di Roma, il 415 bis agli indagati, l'avviso di chiusura indagini.

La procura della Repubblica dell'Aquila ha inviato agli indagati l'avviso di conclusione delle indagini. Gli accertamenti sono scattati subito dopo l'esposto di diversi cittadini che hanno chiesto alla Procura di verificare il lavoro della commissione che, nella riunione del 31 marzo, analizzò la sequenza di scosse sismiche che da mesi colpiva L'Aquila. Lo stesso procuratore della Procuratore della Repubblica, Alfredo Rossini ha confermato la chiusura delle indagini, senza però rendere noto il numero degli indagati. Ma secondo quanto si è appreso il numero sarebbe di nove persone, tra cui funzionari della Protezione Civile e dell'Ingv.

L'AQUILA, CANI E GATTI CON IL 'TERREMOTO ADDOSSO'

(leggo.it) Nei primi dieci giorni dopo il sisma dell'Aquila, cani e gatti hanno letteralmente vissuto con il «terremoto addosso». Con il disastro infatti tanti animali domestici hanno subito un trauma e poi la fuga, il cambio di posto e di alimentazione, insieme ai loro padroni. «Quando sono stati visitati i primi animali - spiega Giorgia Gentile, veterinario all'Aquila - questi soffrivano di tremori ed erano in continua agitazione. Sembrava avessero il terremoto addosso».

Gentile sta preparando un'indagine epidemiologica sulla genesi dei problemi comportamentali dopo il terremoto, sulla base dei dati di una cinquantina fra cani e gatti che ha avuto modo di curare nelle tendopoli di Piazza D'armi e Centi Colella, dal 20 aprile fino a fine maggio. «Il mio ambulatorio non è più agibile - spiega il veterinario - e non ci sono novità. Tanti clienti nel frattempo si sono trasferiti sulla costa o presso parenti». Le prime difficoltà nel lavoro è stato riuscire ad avere la collaborazione dei proprietari, colpiti da stress post traumatico. «All'inizio le persone non erano in grado di concentrarsi sui problemi del proprio animale - spiega il veterinario - mentre poi si è sviluppato spesso un forte attaccamento. C'è stato anche un aumento di adozioni, specie tra chi aveva perso familiari o l'animale domestico».

La rabbia del vescovo "Ci hanno lasciati soli"

Intervista a don Giovanni D'Ercole, inviato dal Vaticano per affiancare l'arcivescovo Molinari. Oggi all'Aquila torna la protesta delle carriole: "La città sta morendo"

(repubblica.it) ROMA - "L'Aquila muore se continua ad essere lasciata sola. Dopo il terremoto del 6 aprile scorso, le macerie sono ancora a terra, salvo qualche rara eccezione. La gente, ancora costrettaa vivere lontana dalle loro case,è giustamente esasperata. Ormai non si può far più finta di niente". Grido di allarme di un vescovo, Giovanni D'Ercole, in difesa del capoluogo abbruzzese a quasi un anno dal sisma. Ausiliare e vicario generale della diocesi aquilana retta dall'arcivescovo Giuseppe Molinari, D'Ercole è l' "uomo" che il Vaticano ha inviato all'Aquila per affiancare il vescovo locale nella ricostruzione delle chiese distrutte dal terremoto.

Verdini ammette: raccomandazioni alla Btp per «qualche appalto» in Abruzzo

L'Inchiesta di Firenze sui Grandi eventi e il terremoto. Le dichiarazioni del coordinatore del Pdl ai magistrati: aiutata impresa con tremila dipendenti che lavorava poco

(corriere.it) FIRENZE - Nell'interrogatorio tenuto davanti ai pm fiorentini, Denis Verdini «ammette infine di avere raccomandato» il presidente dell'impresa Btp «Fusi perché avesse qualche appalto in Abruzzo. Anche perché era in un momento in cui lavorava poco; parla delle attuali difficoltà economiche della Btp e del fatto che se può aiutare un'impresa con 3 mila dipendenti lo fa». Lo scrive il gip di Firenze nell'ordinanza di custodia cautelare notificata la notte scorsa. Commentando il contenuto complessivo delle dichiarazioni rilasciate da Verdini ai pm - il 15 febbraio il coordinatore Pdl ha chiesto e ottenuto di essere ascoltato - in particolare in merito alla nomina di Fabio De Santis a provveditore delle opere pubbliche per la Toscana, il gip osserva che il coordinatore del Pdl «lealmente» non ha «negato l'evidenza (come al contrario ha fatto Balducci nell'interrogatorio del 12/2/2010)» e aggiunge: «Volendone dare una lettura benevola, (le dichiarazioni di Verdini, ndr) fanno comunque riflettere sulla scarsa consapevolezza, da parte dei soggetti che ricoprono cariche pubbliche e comunque ruoli pubblici molto rilevanti, circa la negatività delle raccomandazioni specie quando queste riguardano posti di potere e, come nel caso di specie, non di natura politica ma tecnica. De Santis è un tecnico e non aveva i requisiti per essere nominato come funzionario; tanto è vero che è stato nominato come esterno».

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