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Culti Animali Cibo

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MI DISPIACE CHE SI UCCIDANO GLI ANIMALI MA LA CARNE E’ NECESSARIA

Carni sullo scaffale

MI DISPIACE CHE SI UCCIDANO GLI ANIMALI 

MA LA CARNE E’ NECESSARIA
Nessuno ti costringe ad essere crudele

Franco Libero Manco

Un simile concetto può essere giustificato solo nella necessità di dover scegliere tra due mali quello minore, ma nella decisione di mangiare o no carne dov’è il male minore? Quello della rinuncia ad un piacere? E come può essere giustificata un’ingiustizia con un piacere?

La natura non ti costringe ad essere ingiusto, a reprimere il sentimento di compassione e di pietà verso la vittima, se non in casi di estrema necessità di sopravvivenza, diversamente è solo una patetica, ipocrita scappatoia per giustificare la tua volontà a non rinunciare a ciò che ti piace. Dici che ti dispiace della sorte dell’animale, che sei convinto che uccidere sia un fatto ripugnante, che è un’azione riprovevole, però accetti che  si compia questa ingiustizia, mentre certamente non avresti il coraggio di farlo con le tue mani. Sei consapevole che l’animale soffre ma anteponi il tuo piacere alla vita e al dolore dell’animale.

Il genocidio animale dimenticato per una alimentazione irresponsabile senza pietà

 Macelleria Carcasse 

Il quotidiano genocidio animale per saziare l’avidità di cibo di derivazione animale, dimenticato dalla politica, dalla scuola, dalla sanità, financo dalle religioni nonostante il testo della Genesi e quanto dice Gesù

Una riflessione perché gli uomini e le donne si rendano consapevoli e coscienti del dolore inferto agli animali per la loro voracità di carni e prodotti di derivazione animale quotidianamente non occasionalmente; una alimentazione che produce tremende sofferenze agli animali e agli uomini. Si concepiscono vite contro natura in cui gli animali sono rinchiusi in allevamenti lager fin dalla nascita per l’industria alimentare. Una filiera e un sistema, sostenuti anche con ingenti risorse pubbliche, che distrugge l’ambiente e produce la fame nel mondo e danni alla salute degli stessi esseri umani. I cereali anziché agli uomini divengono mangimi per gli animali (anche per gli erbivori e si è arrivati alla mucca pazza) per fare solo più profitti. Gli animali sono esseri sensibili che provano affetti, dolore come tutti gli umani.
"Anche i buoi gemono sotto il peso del giogo
e si lamentano gli uccelli dentro alla gabbia"

SONO CRISTIANO, PER CUI MANGIO LA CARNE

Franco Libero Manco

Questa è la motivazione di alcuni cristiani che cercano di giustificare le loro abitudini alimentari carnivore, convinti che Gesù usasse mangiare carne, non esclusa carne di agnello, anche se in nessuna circostanza sia nei Vangeli canonici sia in quelli apocrifi risulta che Gesù abbia mai consumato della carne. E se si esclude l’episodio riportato in Luca 24,41, discepolo di Paolo convertitosi 3 anni dopo la morte di Gesù (quindi non poteva essere presente all’evento) in cui Gesù per dimostrare ai discepoli il suo essere resuscitato dice: “Avete qualche cosa da mangiare? Gli offrirono una porzione di pesce arrosto: egli lo prese e lo mangiò davanti a loro”, escluso questo si può dire che non solo Gesù non mangiò mai carne ma palesemente neppure pesce. Ma spesso si estrapola dai Vangeli solo ciò che serve a giustificare le proprie convinzioni tralasciano i principali insegnamenti di Gesù quali: “misericordia io voglio non sacrificio, beati i miti, i puri di cuore… 

Ora è difficile conciliare misericordia, mitezza, purezza con il brutale assassinio di un animale per deliziarsi il palato. Nella maggior parte dei casi chi usa mangiare carne ha anche il coraggio di uccidere l’animale, e attribuire questa insensibilità a Gesù è alquanto azzardato e denigratorio: avrebbe dimostrato meno sensibilità di molti mistici, santi e filosofi o di chiunque di noi che sente rispetto e compassione anche per gli animali. 

BIBBIA, RELIGIONE E SENSO CRITICO

Franco Libero Manco

Il cristiano fa riferimento a quanto riportato nella Bibbia (da cui troppo spesso prende solo ciò che può giustificare il suo comportamento nei confronti del mondo animale), un testo attribuito a Mosè vissuto circa 1300 anni prima di Cristo, mentre alcuni storici affermano che probabilmente fu redatta tra il 9° e il 2° sec. a. C. e sarebbe come se oggi si volesse riportare il pensiero orale e gli avvenimenti accaduti nel Rinascimento.

Un testo considerato sacro, anche se è stato la causa di guerre e crimini di ogni genere. Un testo che mentre invita alla misericordia autorizza la schiavitù, il predominio ed il massacro sistematico di uomini ed animali. Non un dio d’amore e di giustizia, non un dio universale, ma palesemente di parte a cui sta a cuore solo la sorte di un popolo che considera destinato a dominare sugli altri. In questo contesto la Bibbia è stato ed è anche la causa di ogni rottura di relazione morale tra l’uomo e l’animale.

Contrariamente alla ricca tradizione di pensiero manifestata da molti santi  e dai padri della chiesa in relazione agli animali, si sviluppa nel cristianesimo una visione dell’uomo come dominatore incontrollato dell’universo, che legittima lo sfruttamento incondizionato degli animali e dell’ambiente naturale, ignorando quella affinità fra gli esseri umani e gli animali trasmessa anche dalla cultura filosofica greca alla cultura giuridica romana, nel rifiuto dei sacrifici di animali e nella individuazione di un diritto (ius naturale) comune a uomini e ad animali.

Gesù era vegetariano?

QUINTO: NON UCCIDERE. LE PAROLE DEL CRISTO

"Maledetto colui che con l'astuzia ferisce e distrugge le creature di Dio! Sì, maledetti i cacciatori, perché saranno cacciati, e per mano di uomini indegni riceveranno la stessa misericordia che hanno mostrato alle loro prede innocenti, la stessa!"

Gesù di Nazareth (dalle pergamene del Mar Morto)

Il Quinto Comandamento, "Non Uccidere", è essenziale nel discorso da noi intrapreso.

Pur essendo un comandamento semplice e diretto, raramente viene preso alla lettera. L'ebraico letterale dell'Esodo 20.13, che lo presenta, dice "lo tirtzach". Secondo Reuben Alcalay, il termine tirtzachsi riferisce a "qualsiasi genere di uccisione". La traduzione esatta, quindi, ci chiede di astenerci in toto dall'uccidere. E' indubbio che un animale sia un essere vivente: nasce, cresce, si mantiene, si riproduce, invecchia e infine muore. Ciò che ha vita può essere ucciso, e uccidere vuol dire trasgredire un comandamento sacro quanto gli altri: "Perché Colui che ha detto "non commettere adulterio" ha detto anche "non uccidere". Ora se tu non commetti adulterio, e tuttavia uccidi, diventi un trasgressore della legge" (Giacomo 2. 10, 11.)

NEI VANGELI APOCRIFI UN GESU’ DIMENTICATO

NEI VANGELI APOCRIFI UN GESU’ DIMENTICATO

di Franco Libero Manco 

Diversamente da quanto riportato nei Vangeli canoni in merito alla poca considerazione di Gesù per gli animali  e l’astinenza dalla carne, in alcuni episodi dei Vangeli apocrifi troviamo un Gesù tutt’altro che indifferente verso la condizione degli animali. 

In un primo tempo i Vangeli apocrifi non erano affatto considerati tali, e alcuni Padri della Chiesa si fecero garanti di quei testi poi condannati. La maggior parte degli antichi teologi di derivazione apostolica li ritennero assolutamente veri e alcuni talvolta preferiti a quelli neotestamentari. E talune parti vennero anche interpolate nei testi canonici, come il Protovangelo di Giacomo a cui fa riferimento la Chiesa per ciò che concerne alcuni episodi della madre di Gesù. Il Padre della Chiesa Clemente Alessandrino, tra il 190 e il 210, annovera tra le sacre scritture il Vangelo degli Ebrei e il    Vangelo degli Egizi e numerose lettere apostoliche poi considerate eretiche. 

Nel Vangelo degli Ebrei Gesù dice: "Sono venuto ad abolire i sacrifici e se non cesserete di fare sacrifici non si allontanerà da voi l'ira di Dio". 

Nel Vangelo degli Ebioniti (comunità vegetariana con un profondo rispetto per gli animali) quando un discepolo gli chiede: "Dove vuoi che prepariamo per te, per consumare la Pasqua? Gesù risponde: "Ho forse manifestato il desiderio di mangiare carne con voi questa Pasqua"? 

IL GIAINISMO la religione vegan animalista

Franco Libero Manco 

            Il giainismo, contemporaneo di Budda, Senofane, Lao tzu, Talete, Eraclito, Zarathustra, Isaia, Geremia, è  una corrente religiosa nata all’interno dell’induismo, fondato nel VI secolo a.C. da Mahavira, un membro dell’alta aristocrazia al tempo dei Veda. 23 sono i massimi maestri (chiamati Costruttori del ponte),  l'ultimo dei quali, il 24°, era Mahavir, che significa il grande coraggioso, colui che aveva vinto paura, lussuria, ira, ecc.

            Mahavira, al termine di dodici anni di pratiche spirituali, giunse all'illuminazione e dedicò i rimanenti trent'anni della Sua vita al benessere di tutte le creature. Rifiutò i tanti dogmi, pregiudizi, false dottrine, superstizioni che popolavano l'India; si oppose ai sacrifici animali e umani, abolì la divisione in caste e il divieto allo studio per le donne e per le classi povere. Promosse il cammino della nonviolenza, del distacco, della consapevolezza, dell'austerità, dell'equanimità. 

GIAINISTI: PIONIERI DEL VEGANESIMO E DELLA NONVIOLENZA

Franco Libero Manco

Il Giainismo è  una corrente religiosa nata all’interno dell’Induismo, fondata nel VI secolo a.C. da Mahavir (che significa il grande coraggioso, colui che ha vinto paura, lussuria, ira, ecc), un membro dell’alta aristocrazia al tempo dei Veda. Successivamente il Giainismo fu allargato da una linea di altri 23 maestri detti Costruttori del Ponte.

Mahavira, contemporaneo di Buddha, al termine di dodici anni di pratiche spirituali, giunse all'Illuminazione e dedicò i rimanenti trent'anni della sua vita al benessere di tutte le creature viventi. Rifiutò i tanti dogmi, pregiudizi, false dottrine, superstizioni che in quel tempo popolavano l'India; si oppose ai sacrifici animali e umani, abolì la divisione in caste e il divieto allo studio per le donne e per le classi povere. Promosse il cammino della nonviolenza (l’Ahimsa,) del distacco, della consapevolezza, dell'austerità, dell'equanimità. Per il Giainismo la nonviolenza universale e il rispetto della vita di ogni essere è regola fondamentale. “Ovunque vi sia un essere vivente lì è Dio. Vivi e lascia vivere. Ama tutti, servi tutti”. La nonviolenza implica la necessità assoluta di essere rigorosamente vegani.

I SUFI: una corrente di pensiero in armonia tra buddismo e induismo che unisce l’oriente all’occidente

Franco Libero Manco 

Il temine Sufi deriva dalla parola greca Sofia e dalla parola araba Saf, che vuol dire, saggezza, purezza: una saggezza del cuore non mentale ma spirituale. Una corrente di pensiero in armonia tra buddismo e induismo che unisce l’oriente all’occidente, le origini si perdono nella notte dei tempi, ma lo sviluppo maggiore si ebbe tra il 12° e il 14° secolo.

La filosofia sufi integra tutti gli esseri in un unico essere, la cui evoluzione morale si manifesta in tre aspetti fondamentali: reciprocità, buone azioni, e rinuncia.  Il punto di partenza è l’essenza e la similarità di tutte le religioni e l’unità degli ideali religiosi.

Guardare le cose da due punti di vista: il proprio e quello degli altri. Si vede in ogni manifestazione della vita la presenza del divino: amore per la natura, essere in armonia con se stessi e con gli altri, percepire la bellezza visibile e invisibile presente in tutte le cose.

Come ci poniamo verso la vita, la vita si pone verso di noi. La dottrina buddista, prescrive un regime alimentare interamente vegetariano.

"Gli altri sono noi, noi siamo gli altri. Come ci poniamo verso la vita, la vita si pone verso di noi"

La dottrina buddista, prescrive dunque ai monaci Shaolin un regime alimentare interamente vegetariano, perché il saggio non vive a spese della vita altrui, eppure la natura gli fornisce tutto ciò di cui ha bisogno. La violenza sugli animali non è soltanto una questione di etica astratta o di sentimentalismo religioso, infatti, secondo le leggi della natura, si raccoglie ciò che si semina. Per armonizzarsi con la natura e beneficiare della sua energia, è necessario rispettarla, e chi sceglie di essere violento verso di lei, riceverà in cambio solo reazioni violente. In accordo ai Veda chi uccide gli animali direttamente o indirettamente (per esempio acquistando carne), ne riceverà una reazione precisa, qualcosa che va al di là degli scrupoli morali e dei rimorsi di coscienza. Si dice: "Ciò che semini raccogli", questo inesorabile ciclo di azioni e reazioni è chiamato in sanscrito: "Legge del karma." Uccidere altri esseri viventi e mangiarne la carne, significa agire in modo disarmonico con le leggi della natura, perciò provoca indubbiamente un accumulo di karma negativo.

GLI ESSENI

Un popolo silenzioso e mirabile

Franco Libero Manco 

Al tempo di Gesù la Palestina pullulava di movimenti e sette religiose. Tra queste gli Esseni,  un movimento spirituale di derivazione ebraica tra i più conformi ai dettami della legge dei grandi profeti. La loro presenza storica va dal 2° sec. a.C. al 1° secolo d.C. La scomparsa degli Esseni resta un mistero.

PAPA FRANCESCO, UN PAPA CHE IN FATTO DI ANIMALI DI FRANCESCO HA SOLO IL NOME

Franco Libero Manco


La delusione e l’amarezza è grande per noi animalisti che abbiamo atteso per più di un anno che il papa  si esprimesse in difesa degli animali. Ma l’attesa è stata vana. Non solo finora non ha manifestato il pur minimo interesse per le nuove istanze dello spirito umano, ma nelle poche occasioni ha manifestato  distacco, indifferenza verso il dramma universale cui sono condannati gli  animali. Chiusura che legittimerà, secondo la più oscurantista, anacronistica visione antropocentrica, a continuare, come nel più triste passato, a considerare gli animali massa indistinta, “materia bruta”, senz’anima della quale l’uomo può disporre a suo piacere. E a causa di questo miliardi di animali soffriranno e troveranno la morte.

In un momento storico-sociale in cui anche le pietre invocano rispetto per gli animali, per quale assurdo motivo la Chiesa resta sulle posizioni dell’infausto invito avuto in sogno da San Pietro: “Alzati Pietro, ammazza e mangia”? (Atti: 10,12), o come dice lo stesso San Paolo in Corinzi 10, 25-27 a dimostrazione del fatto che il tipo di alimentazione era un problema molto sentito dalla prime comunità cristiane, la cui applicazione letterale aprirebbe prospettive inquietanti: “Tutto ciò che è in vendita sul mercato e tutto quello che vi viene posto davanti mangiatelo pure sena indagare per motivi di coscienza”.

I CATARI, il più grande movimento vegan occidentale

Franco Libero Manco 

A dire di alcuni cronisti ed esponenti della prima Chiesa cristiana le antiche comunità osservavano l’astinenza dalla carne. Egisippo dice che molti esseni, che erano rigorosamente vegetariani, divennero cristiani, col nome di Ebioniti o Nazirei e che transitarono nel cristianesimo influenzandone la condotta. Eusebio di Cesarea dice che tutti gli apostoli erano vegetariani, S. Clemente Romano asserisce che Pietro mangiava solo pane, olive e un po’ di verdura, S. Girolamo afferma che nei primi secoli i veri cristiani si astenevano dalla carne e che coloro che mangiavano la carne facevano parte della chiesa corrotta, e Tertulliano diceva che nei primi secoli i cristiani non toccarono mai la carne. 

Ma la corrente vegetariana che si era sviluppata all’interno del cristianesimo primitivo trovò l’opposizione della Chiesa che considera eretici i suoi seguaci fino alla loro persecuzione e l’annientamento di intere loro comunità, come nel caso dei Càtari (Albigesi o Patarini). 

NON SI PAGA SOLO PER IL MALE FATTO ALL’UOMO

 Franco Libero Manco 

La convinzione diffusa nel mondo occidentale (prevalentemente intriso di cultura antropocentrica di matrice non solo cristiana) è che l’essere umano nell’altra vita darà conto a Dio del male commesso nei confronti dell’uomo, non degli animali. Credenza ingiustificabile sia sotto il profilo dell’etica e della logica sia nei riguardi di un Dio per definizione buono e giusto. Di tutt’altra visione sono altre religioni come l’Induismo, il Buddismo, il Jainismo, lo Zoroastrismo ed altre, secondo cui dopo la morte fisica l’uomo paga non solo per le colpe commesse nei confronti dei suoi simili umani ma di tutti gli animali considerati fratelli e figli dello stesso padre.

Proviamo idealmente ad immaginare che un uomo ed un cane vengano aggrediti da alcuni malviventi e che violentino, torturino e uccidano sia l’uomo che il cane. La violenza esercitata sui due è uguale e produce i medesimi effetti: paura, dolore, angoscia, terrore, morte. Ebbene, secondo i principi della religione cristiana, e non solo, quei malviventi risponderanno solo del male commesso nei confronti dell’uomo mentre nessuna colpa viene loro imputata per il medesimo delitto commesso a danno del cane, anche se al pari dell’uomo l’animale ha subito le stesse violenze dal momento che sente, gioisce, ha sensazioni, sentimenti, un sistema nervoso, sanguigno, immunitario.

CARNE, SESSO E PRETI

Franco Libero Manco 

Nessuna istituzione come quella cattolica ha ostacolato, e ancora oggi ostacola,  l’adozione di un sistema alimentare vegetariano, in difesa degli animali e della salute umana.

Il dominio incontrollato sulla natura e sugli animali posti a sua completa disposizione da un dio tutt’altro che giusto, equanime e misericordioso, da una parte produce nel clero un senso di insensata superiorità egemone, dall’altra lo rende indifferente verso la sofferenza e la morte dell’animale e, spesso, degli esseri umani e quindi di fatto gli impedisce il raggiungimento della vera dimensione spirituale, della vera spiritualità che inevitabilmente richiede la compassione universale.

Santi, mistici, anacoreti, padri del deserto, grandi iniziati, filosofi ecc. di ogni tempo e religione avevano intuito l’infausto influsso della carne sulla libido e raccomandavano a coloro che intendevano procedere nella vita della realizzazione spirituale l’assoluta astinenza dal sangue, dalla violenza e dalla carne causa di umori fautori dell’impulso irrefrenabile della libido.

anche l’insalatina soffre

Qualsiasi cosa, anche un oggetto ha una sua dignità di vita. La storia del mondo vegetale ha una vita. La catena alimentare naturale in un clima come il nostro è qualcosa di fantastico, complesso, delicato e generoso. L’uomo che discende dai primati è nato frugivoro. 

Anche l’insalatina e le piante, tutte, soffrono se maltrattate. Si da il caso però che l’insalata abbia vita stagionale. Se non tagliata marcisce nel campo. Raccolta e non sradicata si riproduce nell’orto nella stessa stagione. Se si squarta un maiale non ricresce.
Le piante da frutto danno frutti che maturano e cadono dalla pianta per essere raccolti. E i semi interni possono tornare pianta. Cibarsene si evita che la polpa marcisca in terra.
Se si raccoglie una spiga matura e si mettono i semi in un germogliatore in pochi giorni si avranno nuovi germogli di grano. Se si sgozza una vacca e se ne fanno brandelli di carne, non ci sarà rigeneratore alcuno che li farà tornare in vita.
Bisognerebbe evitare di mangiare tutto ciò che ha occhi!
Vecchio testamento, Genesi: "Ecco, Io vi dò ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra, e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme; saranno il vostro cibo”.

Luigi Boschi


I MONACI SHAOLIN E L'ALIMENTAZIONE

"Sii moderato con il cibo e non gravare il tuo corpo con pesi inutili, dagli solo quello che richiede, ed esercitati nel digiuno quando è indebolito"

CON PAPA FRANCESCO GLI ANIMALI RESTANO ANCORA FUORI DALLA CHIESA

Franco Libero Manco 

            L’elezione al soglio pontificio di papa Bergoglio aveva suscitato nuove speranze negli animalisti che avevano associato al nome del nuovo papa un’apertura francescana della Chiesa cattolica in difesa degli animali. Ma col passar del tempo l’entusiasmo del mondo animalista va scemando. Forse ci eravamo illusi, o forse è troppo presto perché il nuovo papa  si pronunci a favore degli animali che i santo di Assisi chiamava fratelli.

            Ma ad oggi le aspettative di chi credeva che il papa si ricordasse degli animali che agonizzano nei mattatoi, negli istituti di sperimentazione, con la caccia o la pesca e in tutti gli altri modi disumani e vergognosi, restano purtroppo disattese, e l’animale resta un essere marginale, da non inserire mai nella richiesta di amore, da separare e non paragonare mai all’uomo per non mettere in discussione la sua supremazia sul creato.

"la sua tenerezza si espande su tutte le creature“.

Buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature“.Su tutte le creature”, cioè su tutti gli uomini, e pure sugli animali (Cf. Ps 35,7; 103,21).

I DANNI DI S. PAOLO E DI S. AGOSTINO AL CRISTIANESIMO


Quando la Chiesa cattolica era cristiana solo di nome.

Ovvero. Il difficile compito di papa Francesco di riscattare un passato compromesso.

Franco Libero Manco           

            Negli ultimi decenni all’interno della Chiesa cattolica si avverte la volontà a riconoscere gli errori del passato, ed una timida tendenza a riscoprire i valori fondamentali del cristianesimo primitivo, soprattutto in virtù delle pressanti condizioni storico contestuali che hanno caratterizzato gli ultimi secoli. Ma se nel corso di due millenni il cristianesimo ha subito profonde ferite queste sono in parte dovute al pensiero di due grandi santi che hanno indirizzato a comportamenti a dir poco discutibili. Ricordare la pagine più buie della storia serve a scongiurare errori nel presente e preparare un futuro migliore.

Gesù vegetariano

di Paolo Ricci

http://bailador.org/blog/

http://www.lasaggezzadichirone.org/

PAPA FRANCESCO : CUSTODIRE IL CREATO?

Diciamolo: questo Papa sembra differente dagli altri che lo hanno preceduto. Sembra un tradizionalista aperto verso la sofferenza dei poveri. Stanno finendo in cantina le babbucce di Prada, la mozzetta con l‘ermellino, il camauro rinascimentale, gli incontri con le principessine romane, i segretari film star, parecchi porporati curiali, e forse le nefandezze che affliggono la Chiesa saranno limitate. Contenute ma non eliminate totalmente.

Francesco d’Assisi? Lui avrebbe, come Gesù di Nazareth, venduto i tesori della Chiesa e avrebbe diviso i lauti profitti tra i poveri. Ma è chiedere troppo e Francesco I non lo farà .

Ma a noi interessa un’altra cosa, ci interessa cosa intende dire Bergoglio quando parla di difesa e custodia del creato. Jeremy Refkin immagina un’immensa mobilitazione cattolica in difesa dell’ambiente e dice che “gli animali sono uno strumento messo a disposizione dell’espansione umana”.

Il punto è: Francesco I condivide?

I PASTI NECROFAGI DEI TESTIMONI DI GEOVA

Una “perla” di lungimiranza gastronomica

Franco Libero Manco

            Articolo pubblicato nel mese di giugno sulla rivista “Svegliatevi” dei Testimoni di Geova, con il titolo “Cena a base di insetti, un’esperienza che non dimenticheremo”.

            “Mia moglie ed io siamo stati invitati a cena da amici che abitano in una zona tranquilla di Bangui, capitale della Repubblica Centroafricana. “Entrate! Speriamo siate affamati!” Ci dicono appena arriviamo. Già prima di entrare sentiamo i nostri amici chiacchierare e avvertiamo nell’aria un bel profumino: un mix di cipolle, aglio e spezie. Ella, la padrona di casa, ci accoglie spiegandoci cosa stiamo per mangiare. “Per molti che abitano nell’Africa centrale gli insetti sono un importante fonte di proteine, spiega. Ma noi non li mangiamo per necessità: è che sono buonissimi. Oggi mangeremo makongo, cioè bruchi”.

GLI ANIMALI HANNO UN’ANIMA?

 Quando il sostantivo definisce il contenuto

Franco Libero Manco            

Qualche anno fa, e precisamente il 4.1.2008 in un omelia nella Cappella Sistina, l’attuale papa ha sentito la necessità di ribadire la preminenza dell’uomo sul creato dicendo che gli esseri umani hanno la prospettiva dell’immortalità mentre gli animali con la morte fisica sono destinati a svanire nel nulla: “Nelle altre creature (gli animali) che non sono chiamate all’eternità, la morte significa soltanto la fine dell’esistenza sulla terra”. Goffried W. Von Leibnitz, filosofo e matematico tedesco (1646-1716) su questo tema dice: “Io credo che le anime degli animali siano imperiture. L’idea che Dio annienti l’anima dell’animale non ha alcun fondamento né logico né teologico.Nell’ambito del Giudaismo, il Libro dei Misteri di Enoch in uno dei suoi viaggi celesti arriva ad un cielo in cui le anime degli animali accusano gli esseri umani davanti al tribunale dei morti: “Tutte le anime degli animali, nella grande èra, hanno un posto per loro, un grande recinto, un grande pascolo nel cielo. Poiché l’anima degli animali che il Signore ha creato non sarà annientata nella morte fino al giorno del Giudizio: da lì tutte le anime accusano l’uomo”.Sempre nel Giudaismo il Libro della Figura, uno dei libri più alti del misticismo ebraico, così dice riguardo alla crudele macellazione delle bestie: “Non arrechiamo danno agli animali affinché la loro anima non gridi contro di noi, poiché l’anima è il sangue, l’anima di ogni carne è nel sangue”.           

UOMINI E BESTIE

“ E un’altra cosa ho visto sotto il sole,: in luogo del diritto, il crimine e in luogo della giustizia, il sopruso. E ho detto dentro di me: Dio giudicherà il giusto e l’empio, perché c’è un tempo per ogni azione e per tutto ciò che vien fatto quaggiù. Poi mi son detto: la condotta degli uomini è tale in quanto Dio vuol mostrarli quali sono e far vedere che essi non sono altro che bestie. Infatti la sorte degli uomini e quella delle bestie è la stessa; come muoiono quelli, muoiono queste, e il soffio vitale è uno per tutti e la superiorità dell’uomo sulla bestia è zero, perché tutt’e due sono vanità, tutt’e due vanno a finire nella medesima dimora, tutt’ e due sono usciti dalla polvere e tutt’e due ritornano nella polvere”.

Ecclesiaste

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