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La vita sta cambiando pelle

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GUERRA O PACE?

Guerra è morte. Guerra è violenza. Guerra è distruzione. Non c'è dignità se c'è guerra. Non c'è umanità se c'è guerra. Dove c'è guerra non c'è politica.

Non c'è Istituzione se c'è guerra, non c'è Stato se c'è guerra. Eppure sono gli Stati che dichiarano la guerra! Nel sangue e nella guerra sembra che gli Stati si rivitalizzino. Oggi non c'è più una guerra di campo, in trincea, ma un genocidio. L'uomo, un potenziale cadavere senza significato!

Molti gridano Pace e coltivano la guerra anche inconsapevolmente, anche coi loro consumi quotidiani, anche col loro linguaggio, anche col loro comportamento. Quando si esclude dal dialogo, quando si distruggono volutamente, consapevolmente uomini, famiglie, culture, quando si emarginano saperi, intelligenze, quando si pratica il potere arbitrario, quando si deprimono le diversità, quando si coltiva il discredito, la lottizzazione, il malaffare, le tangenti, le corruzioni, lo sfruttamento, la disperazione, lì si annidano le culture della guerra, dell'odio, del terrorismo. Lì c'è lo Stato delinquenziale di cui destra e sinistra in tutto il mondo si nutrono, in una gara al primato nella globalizzazione economico-finanziaria.

Non c'è guerra laddove c'è ascolto, comprensione, tolleranza, cultura, libertà, condivisione, partecipazione, rispetto, valorizzazione. Non c'è guerra se c'è verità. Eppure si coltiva il sopruso, la soprafazione!

Parmigiani e Parmigianino

Parmigianino, un altro artista sofferente, perseguito dai fabbriceri, costretto ad abbandonare Parma, tanto da voler essere sepolto al di là del Po a Casalmaggiore. Qualche secolo dopo Verdi; simile trattamento, analogo epilgo. Oggi questa città ne propone la celebrazione dell'artista, usufruisce dei finanziamenti pubblici e dei positivi ritorni territoriali, probabilmente senza riconoscerne collettivamente il vero valore. Forse lo stesso Parmigianino ha voluto vendicarsi e da esperto alchimista ha usato una sua magia per far sì che le cose nel giorno della celebrazione del suo cinquecentenario, non andassero come i promotori avrebbero sperato.

Domande al centrosinistra

Vorrei intervenire nel dialogo politico, perché da tempo continuo a non capire certe cose, e soprattutto continuo a non aver risposte.

a)      Se l'informazione è determinata dalla pubblicità, perché la sinistra nei suoi anni di governo non ha sostenuto e prodotto un'informazione pubblica radiotelevisiva, stampa e internet, senza pubblicità? Se il sistema pubblico non sa generare una informazione indipendente e libera, una editoria cosiddetta pura, dovrebbe pensarci il capitale privato? Nell'era della comunicazione, siamo ancora veramente in un sistema democratico quando uno Stato non è capace di garantire questo ai suoi cittadini?

b)      Come mai la sinistra in cinque anni non ha legiferato per eliminare il conflitto di interessi? Prodi prima, D'Alema poi, Amato in ultimo non credo siano degli sprovveduti. Qual è stata la contropartita mai dichiarata? Non posso credere alle dichiarazioni di errore politico per rispetto agli statisti.

c)      Ci si lamenta della riforma Moratti sulla scuola, forse a ragione, ma durante il governo di centro sinistra la riforma di De Mauro non fu fortemente contrastata da tutto il corpo docente? E quella Berlinguer poi? Godevano forse di miglior condizione economica gli insegnanti, come invece sarebbe giusto che lo fossero, nel governo di centro sinistra?

d)      Ci si lamenta dei tagli sulla ricerca, da tutti i governi  sempre trascurata purtroppo e causa oggi della nostra precaria economia; era forse sostenuta in modo consistente, dal governo di centro sinistra? L'esodo di cervelli è forse il risultato dell'ultimo anno e mezzo di governo del centro destra?

LA SETTIMANA FELINESE E IL SUO VERRO

Risposta alla lettera del 23 agosto 2002, pubblicata sulla Gazzetta di Parma il 2 Settembre.

Per chi ignora c’è la spiega, non si perde tempo invece con chi manipola la realtà e con chi gira con le fette di salame sugli occhi, prosciutto permettendo.

Mi limito al primo punto, con la scarsa speranza che comprenda; un tentativo che meritano anche i casi più disperati ed è ciò che mi accingo a fare.

a) 

Nessuno ha mai rubato la Settimana Felinese a Felino, semmai c’è stato un tentativo di appropriazione indebita da parte di chi ha boicottato l’edizione 2001 e di chi, assentandosi volutamente, si schierava con i prepotenti locali.

Calcio Italia Mundial?

Italia Croazia uno a due. L'Italia perde. Chi è causa del suo mal, pianga se stesso. Quando la mediocrità prevale sull'intelligenza! Quando la tattica prevale sul virtuosismo. Si tengono in panchina  Del Piero, Inzaghi, Montella, si lascia a casa Baggio; così come nel '98 si lasciò Baggio in panchina e Rivera nel 70 si fece giocare sei minuti nella famosa finale col Brasile. La storia dice che lasciando le abilità a marcire in panchina o sottoutilizzandole si perde. Forse si sarebbe perso ugualmente. Molto meglio però giocarsi nel confronto delle qualità che nel confronto con la mediocrità. Ma questa è la cultura di questo Paese. Si preferisce perdere giocando col tatticismo difensivistico, piuttosto che col coraggio del virtuosismo balistico. Ovviamente sperando nel colpo di...fortuna! Componente indispensabile, ma non musa ispiratrice di danza propiziatoria senza merito; non si dice aiuti gli audaci?

Piazze e Spiazzi, Parco o Giardino Pubblico?

La recente sistemazione a giardino dell'ex Parco Ducale porta inevitabilmente a delle considerazioni sul lavoro eseguito e sulla volontà di una Amministrazione che non ha verificato con la città la scelta praticata, imponendo quindi un indirizzo non condiviso anche perché a molti sconosciuto, ma, come da usanza di questa Amministrazione in carica, una semplice verifica con le associazioni delegate. Se non rappresenti un consenso, da semplice cittadino non conti nulla per questo sindaco, non hai nemmeno il diritto di essere ricevuto, pur sostenendo progetti o cause di interesse collettivo.

Un delegato politico che parla con altri delegati, non si sogna di verificare le proprie scelte con la cittadinanza. Scelte mai scritte in nessun programma, semmai utilizza modalità di comunicazione propagandista tipica della cultura di regime.
Di fatto è stato praticato un cambio di destinazione ad un ambiente che la città desiderava risistemato, con la ristrutturazione delle opere interne così come degli edifici presenti, dei viali e dei sentieri, cosa che è stata eseguita, apprezzata e gradita, ma non doveva essere stravolto nella sua identità di parco.

Stessa sorte di intervento impositivo, con pessime soluzioni questa volta urbanistiche e d'arredo urbano, è  toccata a Piazzale Picelli  deturpato e trasformato in uno spiazzo assolato, e in particolare a Piazzale Boito il cui fascino Decò decadente è stato completamente alterato. Qui la stretta vasca della  nuova fontana (che in scala ridotta cerca di scimmiottare quella di Botta in Pilotta) è incapace di raccogliere l'acqua che fuoriesce dagli zampilli se spinta ad  una altezza dignitosa.

Ma torniamo al nostro parco, in breve la storia.

RISORGIMENTO DEI SAPORI

Perché la settimana felinese non si sarebbe dovuta svolgere nel 2001? Una domanda a cui pochi in paese sanno rispondere. Anche l’Amministrazione, pubblicamente, non ha argomentato e comunicato le ragioni della soppressione di una festa popolare giunta alla sua 39^ edizione. E non si capisce perché, se una amministrazione decide di non patrocinare la festa popolare del paese che amministra, questa debba essere soppressa, quasi che al posto dei cittadini fossero tornati i sudditi!

Il territorio è di chi lo abita, non di chi lo amministra! Le Persone devono tornare ad abitare e descrivere i propri luoghi e non permettere a nessuno di considerare gli abitanti zombi in ostaggio o strumenti per l’esercizio indebito del potere.

UN PIAZZALE SENZA PACE

Diderot: “l’uomo ha non solo il diritto ma il dovere di essere felice”. Piazzale della Pace, il cui nome suona come una presa in giro dopo i costosi litigi progettuali che hanno portato a realizzare il prato più caro del mondo, si dice 70 miliardi, ritorna dopo un periodo di relativa calma a innescare uno scontro, questa volta tra i frequentatori del prato, gli amministratori, gli abitanti dei paraggi. Un ritorno alle origini inquiete! Presto in arrivo divieti, nuovi impianti di illuminazione, pattuglie, si dice. Nuovi appalti!

Un prato da vedere, ma non da toccare, mi sembra francamente ridicolo! La maleducazione dei singoli non è da confondere con le nuove modalità abitative del luogo riportato finalmente a uno spazio vivibile. Da tempo osservavo, passando la sera, la vita che questa piazza stava gradualmente avendo e assorbendo, le modalità di animazione, che rendevano un luogo vivo dopo decenni di desolante, polveroso spiazzo automobilistico. L’impatto urbanistico e sociale del prato richiede ora una revisione delle “modalità abitative” del complesso storico della Pilotta, il cui giardino interno, ad esempio, dovrebbe essere sistemato e reso agibile (non dalle auto dei funzionari e impiegati) in modo da completare uno spazio per anni sottratto alla collettività e che forse potrebbe accogliere le musiche di cui i vicini residenti sembrano oggi lamentarsi. Il prato dei bastioni farnesiani è divenuto ora anche una piazza di connessione col parco Ducale, piazza Ghiaia, piazza Garibaldi, piazza Duomo. Come può cambiare la vita un semplice prato! E’ la Pilotta che deve essere ripensata, aperta a una dimensione che oggi non ha, polifunzionale, svolgere un nuovo ruolo in città: un parco storico culturale, centro di incontro e connessione la cui parte a terra deve essere resa abitata per l’accoglienza del transito di chi risiede e di chi è in visita. La Pilotta è stata per troppi anni abbandonata, resa inabitabile da un gruppo dirigente senza saperi che intrappola cose e persone, che toglie senso alla città. 

LA RETE COME SAPERE

Relazione di Luigi boschi

Aula dei Filosofi - Università di Parma
12 Novembre 1999 ore 16,30

Scenario
-Il numero di utenti abbonati ad internet nel mondo era di 50 MLN nel 1995, si attesterà sui 350 MLN entro il duemila, 1 MLD entro il 2002.

-Il traffico dei dati supererà quello vocale; nel 2005 sarà 10 volte maggiore. Ciò significa che ci saranno macchine che parlano con altre macchine.

DIGITALCITY: FUTUREONLINE

Biennale di Cybercultura 25, 26, 27 Marzo 1999

Aula Magna - Università' di Parma

Relazione di Luigi Boschi

L'inverno è finito: la biennale di cybercultura inaugura la prima era di Digitalcity: oggi è il nuovo giorno.
Digitalcity c'è. Il tam tam della Tribù virtuale ha iniziato i messaggi in rete per un richiamo desiderato nelle sue forme culturali e non nelle forme commerciali. Incontri internazionali di cyberscienza per fare il punto attuale delle ricerche a livello mondiale.
Siamo qui per dichiarare e testimoniare una crescente collettività autorganizzata che vive nel caos del sapere dove tutto deve essere inventato.
Come è possibile darsi ora in fase di sviluppo regole verso l'ignoto, significherebbe privarsi di futuro.
Vorrei cercare di dire cose di verità evitando il niente conformistico. E' nella franchezza di vedute che si scoprono i mari. Quindi!

MAESTRI E NOZIONISTI

Insegnare -in segno-, inforno, informo, incido, inplodo, un suffisso "in" che sta a indicare l'atto di forza o di violenza, l'imposizione su qualcuno o qualcosa.

Esercitare, esplorare, esplodere, elaborare, esprimere, una "e" di apertura della propria creatività, sviluppo delle singole individualità.

L'insegnamento era una professione di pochi eletti che dopo aver interiorizzato un sapere fino a identificarsi con esso, lo esercitavano nel vissuto di un Io con gli altri: maestri di vita. Si formavano scuole di pesiero: la trasmissione dell'Io vissuto ricco di spirito e di per-sona anche nei suoi difetti ma perlomeno un Io reale non fantoccio nozionistico, caricatura di un sapere.

DAL FUOCO ALLA LUCE

Questa società è sistemica quindi programmabile e, quindi, gestibile da computer. L'homo sapiens ha finito di fare lavori inutili e potrà dedicarsi ad altro. Stiamo entrando nella famosa soglia critica di non ritorno perché autoriproducente libera e indipendente dalle forze di controllo.
Caratteristica della società sistemica è la velocità cui l'uomo non potrà accedere. L'uomo nel suo gesto riproduttivo è lento e non può essere parte di un sistema a velocità torsionale. Ciò diverrà ancor più evidente con la moneta elettronica. La società sistemica produrrà per Lui, alla velocità d'azione-luce. Tutto ciò che farà parte della società sistemica non si adatterà più all'uomo.
L'economia globale sarà dei computer. L'uomo potrà accedervi pagando, ma non gli apparterrà. E' come se l'uomo avesse prodotto un'altra natura da cui è escluso proprio per natura. L'uomo dovrà immaginarsi un'altra esistenza; altre cose da fare o meglio da pensare; dovrà immaginarsi un altro modo di essere; dovrà scoprire altri mondi da quello appartenente all'era del fuoco. Forse scoprirà quelle doti, quelle conoscenze che oggi gli sono velate. Il loro disvelarsi darà vita ad altre ere, ad un altro essere uomini, forse, non più tali.
La civiltà contadina diviene museo: la Contado Park dopo Jurassic. (Parma, 03 aprile 1997)

Luigi Boschi

PASQUA E' LIBERTA'

Liberazione da tutto ciò che è materiale per l'essere immateriale: lo spirituale.
Cristo con la Sua crocifissione propone l'annullamento della carne per la libertà di pensiero. Questo figlio di Dio che libera gli uomini da un Impero Romano governato da sfacelo mentale, va nel tempio, sbatte all'aria il mercato e i mercanti. Lo perseguitano per il Suo Verbo, pensano di distruggerlo crocifiggendolo e lui annienta tutto ciò che può avere di più caro materialmente -il suo corpo- per la libertà del suo credo, del proprio io.
E' così che Gesù esprime il Suo insegnamento agli uomini, con un atto di ribellione anche contro ciò che il Padre suo aveva creato. La crocifissione è divenuta il simbolo del cristianesimo non per il concetto di sacrificio perpetuo o di colpa, proposto dalle organizzazioni religiose, ma simbolo dell'atto di vita; la morte, come disperata esigenza dell'uomo di essere l'unico che agisce per valorizzare il suo pensiero senza cadere nella miseria terrena, schiavo dell'imbecillità dei poteri. L'uomo è nato libero a somiglianza di Dio e non vi è uomo che possa pensare di governare o imporre il proprio potere su altri uomini, addirittura come scelta di vita. E chi lo fa è degno solo di miseria umana, della gogna. Penso ai politici, sì proprio loro, che hanno mandato Cristo a morire sul Golgota e oggi si ripetono in tutto il mondo compiendo massacri, brutalità, sciacallaggio, usurpazioni, guerre.

VIENI AVANTI PELLEGRINO !

Inaugurazione della mostra sulla via Francigena: espositori in cartone e tralicci di legno ospitano tavole grafiche di elaborati a computer. E' come inventare l'auto e usarla come diligenza: Yaooh! E intanto la montagna frana, la bassa si allaga e le Terme sono desertificate... grazie alla previdenza e ai piani dei politici e dei loro tecnici.
Si dice che la mostra è una testimonianza storica. Forse, ma farla passare per arte ce ne passa e se non la è non si capisce dalla mostra. Se voleva essere uno strumento didattico potevano essere trovate altre soluzioni meno costose e più divulgative. Non è forse questo che ci si ripromette quando si studia un documento per una ampia visione e divulgazione?
Certamente non vengono fatte esposizioni di arte per presentare una grammatica o un testo di ricerche matematiche.

Perché Italia "IP"?


Lo sponsor della nazionale italiana di calcio ai mondiali '94 è stato alquanto "straordinario": vedere da una parte il Brasile, sponsorizzato da "Coca Cola" e dall'altra gli Azzurri, sponsorizzati dall'industria "Italiana Petroli".

L'Italia è forse ai primi posti nel mondo per la produzione e la distribuzione dell'oro nero? Rappresenta questo la nostra nuova strategia di immagine in particolare all'estero? Forse!

Il nostro Paese riteniamo è certamente più conosciuto per la sua cultura estetica e creativa, in cui l'industria alimentare, della moda e del design, del turismo, ne rappresentano i principali valori.

Avremmo forse preferito leggere sulla maglia degli Azzurri uno sponsor emblema della nostra Italia che, sia pure tra le mille insufficienze, può vantare in alcuni settori un proprio prestigio (USSL !).

Quello che ci lascia perplessi è il "perché" le grandi aree della nostra economia non hanno voluto (o potuto) essere presenti nella centralità dell'evento, anziché nelle iniziative collaterali. Vista questa assenza perché non fare una scelta di sponsor internazionale? Quali sono stati i criteri di selezione? Si è trattato di una scelta strategica o di un problema di costi? A noi piacerebbe saperlo.

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