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La vita sta cambiando pelle

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Luigi Boschi assolto nel procedimento penale promosso dal signor Giuseppe Cattoi (Pres. ANPAS regionale)

In data odierna, 14/04/2016 nell’udienza con rito abbreviato, difeso dall’avvocato Andrea Artusi, Luigi Boschi, presente in udienza (mentre nessuno dell'ANPAS era presente), è stato assolto con formula piena per carenza di elementi di procedibilità nel processo penale promosso dal signor Giuseppe Cattoi (Pres. ANPAS – associazione nazionale Pubblica Assistenza- regione Emilia Romagna). 
A seguito della querela di Cattoi, infatti, il PM Lino Vicini della Procura di Parma  aveva emesso un decreto di condanna nei confronti di Luigi Boschi di tre mesi di reclusione convertita in 22,500 euro di multa. (DOC. PDF
Al decreto anche se giunto durante le festività natalizie, Luigi Boschi fece opposizione nei termini previsti dalla legge, non ravvisando alcuna diffamazione, né altri possibili reati e affidando l’incarico al suo legale di fiducia avv. Andrea Artusi, che fortunatamente era a Parma.   
Veniva quindi prodotta ampia documentazione, compreso l’atto costitutivo della nuova Fondazione redatto dal notaio Marco Micheli (LINK), che largamente giustificavano il diritto di cronaca del giornalista blogger parmigiano. 
Nell’udienza odierna dopo l’intervento del PM Lucia Russo, che sostanzialmente riproponeva il decreto di condanna del suo collega Vicini, veniva quindi data parola all’avvocato della difesa Andrea Artusi, il quale confermava quanto già prodotto e faceva rilevare la presenza di  fondati vizi nella stessa querela, tra cui la tardiva presentazione rispetto alla data di pubblicazione dell’articolo evidenziata nella stessa querela. E ciò la rendeva decatuta. 

Dopo il proscioglimento in Corte di Appello, perché non si procede ancora al dovuto dissequestro del socialblog luigiboschi.it?

cervello in gabbia

DA 189 giorni (29 settembre 2015 al  05 Aprile 2016) questo socialbog è sotto sequestro senza soluzione di continuità, su ordinanza del Tribunale di Parma, per un articolo (oscurato non più visibile) di denuncia sul console onorario Cileno di Modena.
Siamo in attesa del dissequestro a seguito della sentenza di proscioglimento dal reato della Corte di Appello di Bologna.
Chi pagherà ora per il danno esistenziale subìto? Mi tolgono il lavoro per vivere, e la libertà di opinione. 
Non solo, il sistema Giudiziario italiano ha sepolto volutamente tutto il mio lavoro di oltre 10 anni e persevera. E' la prigionia della libertà di opinione.
Come fecero con Gramsci, il PM Michele Isgrò disse: "dobbiamo impedire a questo cervello di pensare per 20 anni". La storia gramsciana e le lettere dal Carcere sono di grande attualità: “si è responsabili di ciò che si fa, ma anche di ciò che non si fa... La vita è così, molto dura, e i figli qualche volta devono dare dei grandi dolori alle loro famiglie [ndr], se vogliono conservare il loro onore e la loro dignità di uomini".
Avreste dovuto dissequestrare questo sito contestualmente alla sentenza, emettendo l'ordinanza e trasmettendola alla Polizia Postale che dovrebbe solo togliere l'inibizione attraverso i DNS, affinché rendano ancora accessibile in Italia questo progetto editoriale. Cantone (ANAC) parla di "scorribande deliquenti di ogni risma" e voi impedite la lettura del mio socialblog per un reato di presunta diffamazione, inesistente e prescritto? Erri De Luca sostiene, a ragione, di "sabotare"  e viene assolto ed io, invece sono ancora qui sotto sequestro? Un vero delirio!

Parma 360, Festival della creatività: il sonno della ragione crea mostre

Foto LUIGI BOSCHI: Un'opera del terzo paradiso piazzale della Pace a Parma 2/4/2016

Il parco di Piazzale della Pace (piazza dei Guasti… continuano) a Parma è un’area museale vincolata al progetto di Mario Botta, quindi protetta. Progetto affidato all’architetto ticinese il 12 maggio del 1992, non nel 1998 come viene erroneamente scritto dalla Gazzetta di Parma nell’inserto “giorno e notte” pag 4 del 31 marzo 2016, dedicato a questo festival della creatività inteso come manomissione grave di un’area verde, parte integrante di un complesso monumentale, sottoposta a vincolo, che non può essere deposito di cianfrusaglie, fatte passare come ”rigenerazione urbana” da contrapporre al processo di incuria istituzionale. Il Progetto Botta, proseguito nel 1993 dall’Amministrazione di Stefano Lavagetto, subentrato a Mara Colla nell’agosto 1992, prevede il vuoto verde per colmare il pieno costruito della Pilotta. Nel Progetto Botta, il tessuto connettivo fra le diverse parti era il verde, a cui l’architetto adibiva il resto della piazza. E quest’area non può essere continuamente manomessa.

PIZZAROTTI, VERGOGNATEVI!

VERGOGNATEVI!

Rispondo a Federico Pizzarotti in merito alla sua replica al mio articolo (LINK) sul suo ufficio stampa pubblicato nel precedente numero della Voce. La correttezza del Sindaco è tale che invia la sua replica a parma. repubblica.it, che aveva ripreso la notizia dal settimanale di Castellini, e non alla Voce. Certo che occorrono 15 persone al servizio per riuscire così bene nella sua nota maleducazione istituzionale. Sperava forse nei commenti al veleno contro di me e invece erano tutti contro lui il Pizzarottamato... da tempo dalla città e anche dai suoi leader del Movimento 5 Stelle.   

E questo sarebbe il livello di spiegazione pubblica che lei Pizzarotti dà della pianta organica dello staff di comunicazione? Non c’è un nome! Quelli li avevo messi io. Vergognatevi! E se io posso aver commesso errori la causa è proprio della vostra scarsa comunicazione in merito. Questo rivela inoltre la vostra ignoranza culturale nel settore e incapacità. Quando mai lo avete presentato nel suo insieme pubblicamente il gruppo di comunicazione? Perché non lo avete mai fatto? Cosa temete? Eppure questo gruppo di persone dovrebbe essere la nostra interfaccia anche indirettamente con l’istituzione Comune di Parma e dovremmo conoscerli bene uno ad uno nelle loro specifiche funzioni, come fosse una redazione. Una squadra da noi pagata, mentre lei la intende come suo “ufficio stampa e propaganda” anche comunicando notizie istituzionali e con mansione anche social. Per lei Pizzarotti è uno strumento per la Fabbrica del consenso.

Vergognoso e lungo articolo dello spregevole ignorante troglodita Camillo Langone sul Foglio

Foto Luigi Boschi: opera Enrico Robusti, affettatrice liturgica, dalla mostra Food Valley a Palazzo Pigorini di Parma

Franco Libero Manco

Un vergognoso articolo in prima pagina sul “Il Foglio” di sabato 12 e domenica 13 marzo a firma di Camillo Langone (LINK) il quale condanna aspramente la scelta vegan come una tendenza che mette in pericolo le tradizioni culinarie. Per Langone la carne è libertà di espressione, è tradizione e cultura e ognuno deve essere libero di mangiare quello che vuole (ammesso che riesca a mettere da parte la sua coscienza e dimostrare di conoscere gli effetti prodotti di tale primordiale, cruenta, disumana e lesiva abitudine).

In simili reazioni c’è la palese paura che qualcosa o qualcuno possa influire sulle innovazioni fino a rischiare di sottrarre un piacere al quale non si vorrebbe rinunciare, a costo di un cancro, quando non c’è la pressione delle lobby agro zootecniche alimentari di veder ridotti i loro lucrosi guadagni; senza pensare che ad ogni eventuale macelleria che chiude si apre inevitabilmente un negozio di frutta e verdura, a beneficio non solo della salute umana, degli animali, della coscienza, dell’ambiente, dell’economia e, non per ultimo, della fame nel mondo.

LIBERTA’ E GIUSTIZIA: INNO ALLA GIOIA. BOSCHI PROSCIOLTO IN APPELLO A BOLOGNA

Pertini: Libertà e Giustizia

La Corte d’Appello di Bologna ha prosciolto per prescrizione del reato Luigi Boschi dalla condanna di Primo Grado comminata dal Tribunale di Parma

In data odierna 17 marzo 2016 la Corte di Appello di Bologna esaminato il ricorso e le motivazioni aggiuntive presentate dall’avvocato Andrea Artusi, nuovo difensore di Boschi, ha prosciolto il giornalista blogger parmigiano dalla condanna subita in Primo grado a Parma (PM Liliana Papotti, Giudice Monocratico Eliana Genovese).
Il socialblog luigiboschi.it ancora sotto sequestro, ad oggi, da 170 giorni,  verrà dissequestrato secondo le indicazioni presenti nelle motivazioni (occorreranno circa 60 giorni) e secondo l’ordinanza che disporrà direttamente la Corte di Appello di Bologna alla Polizia postale.

Ciò che resta della Parma cantiere di Ubaldi è il cuore morto della città

Foto Marco Vasini: Gian Luca Zurlini presenta il suo libro su Elvio Ubaldi

Parma, una città in testa nel degrado istituzionale e del territorio

Convegno dei cammellati (sostenitori a pagamento) ubaldiani compreso l’editore (Edicta) del suo libro. Il cui costo è già una rapina18 euro. Con copertina di Stefano Spagnoli decoratore culturale (assessore all'epoca, beneficiario anche di mostre personali con catalogo, promotore della mostra della Samugheo con ritratti delle parmigiane amiche. La cultura come intrattenimento, uno psicofarmaco), già pronto, forse, per un altro giro sull’ottovolante se si trova il macchinista compiacente. Simonazzi (Edicta) beneficiario, di contributi infiniti con il suo “Mese” distribuito gratuitamente grazie alle cospicue elargizioni dell’ex sindaco e dal suo delfino successore. Ora non più finanziato. Così come BoulevArt (arti in strada).

Il PD un partito politico per il sistema cooperativistico al collasso

Il Partito Democratico è l’espressione politica delle coop al collasso. E tutto è funzionale solo a questo. E' la Sinistra sinistrata. Un partito disciolto, senza classe dirigente. escludendo Matteo Orfini“Il Renzismo territoriale è preoccupante” sostiene Antonio Bassolino
Il cittadino non esiste più, è solo un consumatore, un prodotto o uno strumento per le cooperative. "La Coop sei Tu". Con Renzi le cooperative sono al Governo (si sono presi un Ministero).Nei Comuni si stanno sostituendo, con la privatizzazione, ai servizi sociali pubblici. privatizzazioni volute fortemente per assicurarsi appalti da gestire con i loro monopoli. Ovviamente riducendo la qualità dei servizi, cosa succede ora con gli anziani è deprecabile (vedi vicenda ASP di Fidenza dove l'arroganza dei politici PD trasformisti ha portato allo smembramento di una struttura per creare due gestioni separate con assegnazione al privato cooperativo sorvolando sul conflitto di interessi -caso Altieri), e chi vi lavora lo obbligano (ed è facile di questi tempi) ad essere socio, mortificandolo nella remunerazione. Il sistema cooperativistico senza i privilegi concessi sarebbe già fallito. Le pratiche cooperativistiche si estendono a molti settori tra cui con gli immigrati. Insomma là dove c'è il disagio viene prodotta una speculazione vergognosa, da pescecani proprio dal sistema cooperativistico. Bandi costruiti ad hoc per le cooperative e i loro monopoli. Il gigantismo delle cooperative porta di fatto ai monopoli, con tutto quel che consegue e comporta. E questo sta facendo perdere di vista le loro origini.

Zombie parmigiani: dal Lungo Parma a piazzale Cesare Battisti, al Regio, al Battistero la mandria decerebrata è sempre in onda.

gli zombie parmigiani

Dal Lungo Parma a piazzale Cesare Battisti ai gradini del Regio, al Battistero la mandria decerebrata è sempre in onda.
Piazzale Cesare Battisti a Parma è un bivacco permanente di branchi di idioti urlanti e deturpanti ogni angolo.
Non è più una piazzetta adiacente a piazza Garibaldi, ma quasi una latrina, per di più urlante, tra loro maleducati e offensivi, accompagnati spesso da musica assordante. E ora siamo in inverno. Appena si apre la stagione non ce n’è più per nessuno. Riprenderanno a giocare a pallone con le loro radio infestanti. Poi si rifugiano nel vicolo cieco…. E le urla salgono a tutti i piani dei palazzi nel rimbombo delle mura. Si sono letteralmente impadroniti di questi luoghi e nessuno addetto al controllo e alla vigilanza pubblica, pagato, fa quel che dovrebbe fare. Questa si chiama omissione di servizio. Comandante Noè proviamo a scendere dall’Arca Comunale e inventariare queste bestie? Chi dovrebbe essere loro di aiuto nel processo educativo pubblico nei comportamenti, non lo fa. E dall'alto non vengono certo buoni esempi. Perché. ad esempio, gli assessori e molti consiglieri continuano a parcheggiare le loro auto sotto i portici storici di Palazzo del Grano?
Il sistema dei giovani è andato tutto a male o vive una profondissima crisi, vogliamo dar loro, con regole precise di utilizzo, dei luoghi in autogestione, monitorati, dove ritrovarsi insieme? Si potrebbe passare, attraverso la gestione di luoghi dedicati a loro, alla responsabilizzazione consapevole.
 

Sotto sequestro da 151 giorni

DA 151 giorni (29 settembre 2015 al 27 Febbraio 2016) il socialbog luigiboschi.it è sotto sequestro senza soluzione di continuità su ordinanza del Tribunale di Parma per un articolo (oscurato non più visibile dal 1 giugno 2009) di denuncia sul console onorario Cileno di Modena (Vi sono persone che "opprimono, dominano e si fanno chiamare benefattori"). Mai smentito sui fatti, nemmeno nelle udienze. Fatti da me poi usati nel paradosso satirico. Chi non sa leggere il contesto e ignora i fatti, non può capire né la critica, né la satira. Nel mio caso, si sequestra e si condanna senza aver fatto le dovute indagini, senza conoscere.
La libertà di opinione e di satira garantita dalla nostra Costituzione nel Tribunale della città del maiale non è garantita. Sequestrano tutto il socialblog (come con il maiale, non buttan via niente). Praticamente sono ai domiciliari senza sapere quando potrò tornare libero. 
Tutto questo per un articolo del 26 maggio 2008 (di critica satirica) già oscurato il 1 giugno 2009 dalla Polizia Postale di Parma su ordinanza della Procura di Modena.

Lo staff per la comunicazione del sindaco a 5 stelle Pizzarotti e i 300.000 euro gettati al vento

Oltre a Hydra (Agenzia di Fabio Manenti, Annalisa Andolina, gli stessi che gestiscono parmAteneo.it) con illegittima assegnazione di ufficio e linea telefonica (in contrasto con il Regolamento comunale sull'ordinamento degli uffici e dei servizi) lasciati ora vuoti per la contestazione dell’opposizione, necessari, secondo il Sindaco, per la promozione del progetto "Community#Parma" volto a sviluppare "nuovi canali di comunicazione e ampliare quelli già esistenti per migliorare il dialogo con i cittadini e incentivarne la partecipazione", 15 persone compongono l'ufficio stampa, comunicazione, relazioni esterne del Comune di Parma. Ecco i nomi:
Giancarlo Zanacca, Giorgia Cavazza, Fiorenza Ciarelli, Antonio Bertoncini, Cinzia Provinciali, Rossana Strozzi, Matteo Fornari (Fratello di Maria Teresa Fornari -Ubaldi, Regio, Paganini), Barbara Magni, Carla Mozzachiodi (moglie del notaio Busani), Moira Balbi, Giovanni Palumbo, Luca Gaibazzi, Marcello Frigeri, , Patrizia Magnani, Gianluca Signaroldi
(esterno, responsabile ufficio comunicazione o supporto all'ufficio stampa - LINK).

Parma, l'ex carcere San Francesco diventerà una residenza per studenti, ricercatori, docenti

E' una cittadella all'interno della città che merita ben altra ipotesi di utilizzo. Non vedo l'Università gestore di residence. I suoi interventi immobiliari degli utimi anni sono alquanto discutibili, a partire dal "Muro" residence del Campus, al "mostro di via Kennedy", quest'ultimo porta la firma dell'architetto Quintelli attuale prorettore. Poi tutte le sue precedenti iniziative in tale direzione sono state fallimentari. Si rifletta ancora e si vaglino altre ipotesi di utilizzo e destinazione forse più interessanti e meno scontate. Un luogo e un' area troppo importanti nel disegno complessivo della città futura. Abbiamo visto come sono stati devastanti nelle conseguenze sociali,le scelte  architettoniche/urbanistiche, gli interventi immobiliari per bi/trilocali. Invivibili per le famiglie. L'abitazione non può essere ridotta a dormitorio. Piazzale Cesare Battisti è divenuto un bivaccamento a terra in mezzo a sudiciume, sporcizia, mozziconi di sigarette. La banca Cariparma, su mia segnalazione fotografica (vedi foto), visto che il Comune non interveniva e non faceva nulla per ripristinare un ambiente del centro ridotto a un letamaio di inciviltà, è stata costretta a stazionare un vigilantes dalle 12 alle 18 per sorvegliare il piazzale. Non sapendo dove stare in casa, ovvio si assembrano nei piazzali senza controllo sguazzando, urlanti e divertiti, nel loro sudiciume. Ora di chi è la responsabilità? Dei ragazzi in ogni caso maleducati - e qui l'origine è da attribuire alle famiglie e alla scuola- o di chi ha realizzato ambienti a loro ostili?

Intervista a Claudio Orazi: "Rilancerò il Lirico"

intervista a Claudio Orazi - L'Unione Sarda

Lo rilancerà nel buco come Verona e Trieste, il bravo manager "defenestrato" nella terra di Romeo e Giulietta, già dimentico di quel che è successo a Cagliari e i problemi non solo amministrativi presenti, causati non certo dallo Spirito Santo, ma da persona a lui ben nota, tanto da volerlo al suo fianco per non sbagliare buca, anche se penso, sia stato Mauro Meli a scegliersi Orazi e non Miccichè, nè Balzani. Lei pensa credibile, Orazi, che Meli e Cualbu le facciano da caddie? Ma in quale nuraghe vive?
Risulterebbe poi che il CDI del lirico, ma la Chiappe non lo dice, al "bravo manager" Orazi, come si autodefinisce, gli abbia già rinviato per due volte l'approvazione del programma 2016 per aspetti proprio amministrativi. (Parma, 04/02/2016) Luigi Boschi

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Vietato gettare i mozziconi di sigarette

Il danno dei mozziconi di sigarette. Dal 2 febbraio 2016 multe per chi getta cicche di gomma e mozziconi di sigaretta

Una multa da 30 a 300 euro.
Con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale è entrato ufficialmente in vigore, al termine di due anni di iter parlamentare, il ddl sulla Green economy (la legge 28 dicembre 2015 n. 221, pubblicata in GU il 18 gennaio 2016). Tra i 79 articoli della legge ci sono pure alcune misure di civiltà, come appunto le multe a chi getta le 'cicche' per strada e mozziconi di sigaretta.

Il divieto è esteso anche ai rifiuti di piccole dimensioni, come scontrini, fazzoletti di carta e le perniciose gomme da masticare, che non potranno più essere abbandonati "sul suolo, nelle acque, nelle caditoie e negli scarichi".

PARMAGANGS


Dalla Parma cantiere al
porcellum parmigiano. Dalla Reig alla Mind Re dei Borettini brothers; dalla STT di Andrea Costa al fallimento SPIP dell’aprile 2013, con una voragine di oltre 115 milioni di debiti.
Ho cercato di riassumere in un unico articolo la storia e la trama del malaffare SPIP E STT già raccontata in diversi miei precedenti singoli articoli.  

il sequestro della residenza COCCONI per studenti con 46 minialloggi in borgo Cocconi a Parma (LINK), operazione immobiliare dei Borettini attraverso i profitti dalle operazioni della Reig srl è forse l’ultimo tassello di un puzzle immobiliare vergognoso tra istituzioni pubbliche e dei gangsters di provincia, che per anni hanno spudoratamente operato con etica del malaffare in città. Terminato con il fallimento SPIP di 115 milioni di debiti.
La vicenda SPIP è ciò che rimane in eredità di “Parma cantiere” di Elvio Ubaldi. E a lui e ai suoi uomini scelti (in  particolare Costa, Frateschi, Calestani, Buzzi, Gandolfi e infine, Vignali, Paolo Conforti che può essere ricondotta quest’opera finanziaria immobiliare. E’ a lui che si ispiravano e prendevano esempio.

Il giudice che ha assolto Erri De Luca: "Dire di sabotare la Tav non è per forza reato"

Se il processo si fosse tenuto a Parma, come sarebbe andata? Visti i precedenti, con il mio socialblog, non sarei così sicuro che sarebbe stato assolto. Sono felicissimo per Erri De Luca con cui sono stato sempre solidale, ma credo che la Giustizia non sia uguale per tutti. Con il mio giornale online sotto sequestro, io sono di fatto ai domiciliari senza soluzione di continuità dal 29/9/2015. Condannato in primo grado per diffamazione su fatti mai smentiti da nessuno. Questa è la considerazione della libertà di opinione nella Procura ducale. Spero che il caso De Luca diventi precedente giudiziario per tutti. Si deve rispondere solo alla Costituzione; e non c’è un’autorità superiore alla Costituzione. Sono stato privato del più prezioso frutto della civiltà, il diritto alla libera espressione individuale. So di aver agito nell'ambito dei diritti costituzionali e non ho commesso alcun reato. Quindi chiedo in Cassazione il dissequestro del socialblog e in Appello a Bologna la revisione della sentenza di primo grado che mi è stata inflitta ingiustamente dal Tribunale di Parma. E questo vale sia per il procedimento Vergara, sia per quelli della Assistenza Pubblica, nonché dell'orchestra di Sergio Pellegrini. LB 

Le motivazioni della sentenza dopo l'assoluzione del tribunale di Torino. Le frasi dello scrittore non erano "idonee a istigare attualmente e concretamente qualcuno" a commettere reati contro il cantiere della Val di Susa

di OTTAVIA GIUSTETTI

A Cagliari la stagione del melidramma si tiene ormai in Procura non al Lirico

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Sarebbe il caso che il CSM intervenisse o il Ministero inviasse una commissione di indagine in Procura. La vicenda è troppo incancrenita e con incrostate fazioni che vanno aldilà della capacità di giudizio. Non c'è più un clima che favorisca lo svolgersi di un procedimento giuridico sereno. Troppi gli interessi, i legami, i fatti, e il cittadino è disorientato. Occorre la presenza e l'intervento di un organo superiore che ridia credibilità di giudizio che ora a leggere le cronache locali non c'è più.
Mauro Meli pretenderà doppio stipendio perché sta facendo in contemporanea il direttore artistico in due teatri. Più interessante il flusso turistico per lo studio delle carte legali che non quello per le recite. La funzione artistico-legale di Meli è senz'altro più originale e avvincente. Una vera primogenitura del divin Maestro, delle cui doti non dubitavamo. Il "caso Lirico" è da studio di diritto amministrativo. In famiglia tiene stage quotidiani, da master ad altissimo livello. Se a questo si aggiunge il saper tessere reti relazionali... Difficile tenergli testa con la sola ragione dei numeri... e le evidenze circoscritte e argomentate di Alessio Loi, Mario Marchetti e Donatella Masala.
Una grande bouffe di trippa come fece Gargamella, incinta di Gargantua. Che Lirico sarebbe senza Meli? Non fu forse Bacco generato dalla coscia di Giove? E il Lirico dal .... di Meli?  (Parma, 12/01/2016)

Luigi Boschi

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Errore 451 pagina o sito censurato. Sarà il numero dell'errore che presto potremo vedere sugli schermi dei pc quando ci sarà negato l'accesso a una pagina web censurata (LINK). La città o società distopica è il contrario dell'utopia, descrive la società peggiore che si possa immaginare. "L'ignoranza, l'inerzia con la quale la società tira avanti è sconvolgente, quasi depressivo in alcuni punti, tale che si prova pena per la condizione in cui il mondo versa". 

Pare che per la Procura di Parma il problema principale della città sia il socialblog luigiboschi.it

Vito Giarrizzo - Moscacieca, 2002

Si direbbe ormai che in Procura a Parma il socialblog luigiboschi.it abbia monopolizzato l’attenzione di giudici e magistrati, di conseguenza la formazione di un pericoloso pregiudizio nei miei confronti. E sono altresì convinto che nessuno degli abitanti l’apparato giudiziario ducale abbia mai consultato il mio giornale online (ancora sotto sequestro), né saprebbe spiegare come è costruito, o la linea editoriale, di cosa tratta. Nonostante il sequestro con ordinanza del giudice Gennaro Mastroberardino dal 29/09/2015 senza soluzione di continuità. Evinco che elaborino sui loro pregiudizi.
Sono convinto che “i loro diti”, scollegati dal loro sistema cognitivo, non hanno mai digitato su un browser l’indirizzo luigiboschi.it. Se lo avessero fatto non l’avrebbero sequestrato. Evinco quindi che elaborino sui loro pregiudizi, su querele preventive, intimidatorie, senza adeguate indagini. Quali infatti le loro competenze letterarie, di giornalismo di indagine o in ambito digitale? Su quali documenti si basa il decreto di condanna essendo il fascicolo privo di elementi per il giudizio?

Dopo Vergara, dopo Pellegrini, le diffide di Mauro Meli con il suo legale Luca Bauccio, anche ieri penultimo giorno dell’anno (29/12/2015) mi arriva dall’avvocato Francesco Giuseppe Coruzzi (non più mio difensore di fiducia dal 03 giugno 2015 con lettera dallo stesso inviata agli uffici giudiziari), ma si vede che in Procura le comunicazioni vengono registrate a piacimento. Per cui ora dovranno rinviare a tutti le notifiche.

Aria fritta l’indagine della Procura sulle nomine del Regio di Parma

Perché tanto risalto a una non notizia? Direttore Brambilla, una ricaduta da sindrome molossiana? Nulla di nuovo, solo la solita e ritrita polemica della scorsa estate, sulla Commissione che avrebbe dovuto presentare la rosa di nomi da sottoporre al vaglio del CDA. I cosiddetti “faldoni” sono sempre quelli già in possesso della GDF.  
Meglio sarebbe se le indagini la Procura le avesse svolte a suo tempo quando si erodeva il capitale fondativo (-1.900.000 euro e si generavano debiti verso fornitori per 11 milioni, si dichiaravano a bilancio crediti verso il Comune per circa 387.000 euro inesistenti). O sulla Convenzione tra il Regio e l'OTR che consentiva un ingiusto ricarico (vero caporalato) nei confronti di tutti gli orchestrali sempre sotto ricatto e senza alcuna garanzia e tutela di lavoro. Ecco allora la Procura avrebbe dovuto rivolgere la sua attenzione a quel che stava accadendo al Regio di Parma, oltre a ben altro di questa città sull’orlo della bancarotta. Anche l'attuale Senatore Giorgio Pagliari, a quei tempi seduto sui banchi dell'opposizione in Consiglio Comunale, che faceva, pur informato su cosa avveniva al Regio? 
Ormai della Procura di Parma non mi stupisce nulla, dopo aver subito il sequestro del giornale online per il diritto di cronaca e opinione (LINK). Hanno tenuto per anni ad ammuffire le carte su SPIP e STT (e questo lo sa bene anche Pagliari) doviziosamente raccolte dalla Guardia di Finanza che si era insediata con un proprio ufficio stabile in via Conforti ex sede STT e SPIP, a seguito anche del mio articolo Parmaconnection.

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