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La vita sta cambiando pelle

RadioWebTv

Lucio Dalla - 4 marzo 1943

Dice che era un bell'uomo

e veniva, veniva dal mare

parlava un'altra lingua però sapeva amare

e quel giorno lui prese mia madre sopra un bel prato

l'ora più dolce prima d'essere ammazzato

 

Così lei restò sola nella stanza,

la stanza sul porto

con l'unico vestito, ogni giorno più corto

e benchè non sapesse il nome

e neppure il paese

m'aspettò come un dono d'amore

fino dal primo mese

 

Compiva sedici anni

quel giorno la mia mamma

le strofe di taverna

le cantò la ninna nanna

e stringendomi al petto che sapeva,

sapeva di mare, giocava a far la donna

con il bimbo da fasciare

 

E forse fu per gioco o forse per amore

che mi volle chiamare come Nostro Signore

della sua breve vita il ricordo,

il ricordo più grosso, è tutto in questo nome

che io mi porto addosso

 

E ancora adesso che gioco a carte

e bevo vino,

per la gente del porto

mi chiamo Gesù Bambino

 

E ancora adesso che gioco a carte

e bevo vino,

per la gente del porto

mi chiamo Gesù Bambino

 

E ancora adesso che gioco a carte

e bevo vino,

per la gente del porto

mi chiamo Gesù Bambino

Amore e neuroscienze: cosa succede al nostro corpo quando amiamo?

Ma è davvero il cuore la parte del corpo più coinvolta quando si ama? Diceva Voltaire: “l’amore è di tutte le passioni la più forte perché attacca contemporaneamente la testa, il cuore e il corpo”. Quando diciamo che il nostro cuore batte all’impazzata, sentiamo le farfalle nello stomaco, le nostre mani sudano, il cervello con le sue componenti chimiche scatena vere e proprie reazioni. 

Perché amiamo? Perché il nostro amore cambia nel tempo?

L’antropologa Helen Fisher, studiosa dei comportamenti umani, studia l’amore da circa trentacinque anni e nel suo libro Why We love: The Nature and Chemistry of Romantic Love prova a descrivere scientificamente il meccanismo che genera l’attrazione, le alterazioni fisiologiche tipiche dello stato di innamoramento e le ragioni per cui uomini e donne si innamorano in risposta a stimoli diversi. 

L’amore che noi definiamo come emozione è in realtà un impulso, un impulso potente quasi quanto quello che ci fa provare fame, sete, sonno. Quando ci innamoriamo, infatti, si attivano delle aree ben precise del nostro cervello: l'insula mediale, il cingolato anteriore, l' ippocampo e parti dello striato e del nucleo accumbens, che insieme costituiscono le regioni centrali del sistema di ricompensa. Ognuna di queste aree, caratterizzate da una specifica biochimica, viene coinvolta nelle diverse fasi che attraversiamo durante una relazione. 

La Fisher individua tre fasi distinte dell’amore: desiderio-attrazione-attaccamento.

Nella prima fase facciamo esperienza del desiderio. Sono il testosterone (per gli uomini) e gli estrogeni (per le donne) a farci provare interesse verso qualcuno. 

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