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Aeroporti, il piano nazionale definisce la rete cargo. Parma non c’è

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Pubblicato lo studio di Enac sugli scali italiani. Quelli al momento ritenuti di rilevanza per il trasporto merci sono Malpensa, Fiumicino, Venezia, Brescia, Taranto, Ancona, Catania, Cagliari e Lamezia Terme

Pubblicata la bozza del Piano nazionale aeroporti elaborato dall’Ente nazionale per l’aviazione civile.
Il documento, diffuso sul sito del ministero dei Trasporti, disegna il perimetro d’interesse dell’aviazione civile traguardando il 2035, in un percorso – si legge – di riconciliazione del trasporto aereo con la tutela dell’ambiente, tanto da essere coerente e permeabile rispetto ai temi della sostenibilità ambientale, della digitalizzazione e dell’innovazione tecnologica, assi portanti del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Il Piano. Prima parte
Il Piano. Seconda parte
Il Piano. Terza parte

A questo proposito, gli scali italiani classificati come di rilevanza al trasporto merci sono Milano Malpensa, Roma Fiumicino, Venezia Tessera, Brescia Montichiari, Taranto Grottaglie, Ancona Falconara, Catania Fontanarossa, Cagliari Elmas e Lamezia Terme.

“La rilevanza di questi scali sul traffico cargo è basata sia sulla possibilità ed eventuale necessità di identificare investimenti specifici sullo sviluppo del traffico merci sia sulla necessità di presidiare e offrire spazi di crescita a tutte le aeree territoriali. Si ritiene, quindi, importante un accentramento delle attività cargo su questi scali”, spiega il Piano.

Che per questo gruppo di aeroporti ha condotto un’analisi multipla che ha preso in considerazione per ciascuno scalo il volume di traffico merci processato, l’appartenenza alle Reti Tent-T comunitarie, le dotazioni infrastrutturali (esistenti e di progetto) e il livello di intermodalità di trasporto.

Il quadro che emerge  da questa analisi – precisa Enac – permette di suddividere in due distinti livelli gli aeroporti di rilevanza al trasporto merci; si individuano quindi Milano Malpensa e Roma Fiumicino quali scali air cargo principali e Venezia Tessera, Brescia Montichiari, Ancona Falconara, Catania Fontanarossa, Cagliari Elmas, Taranto Grottaglie e Lamezia Terme quali scali air cargo di riferimento.

In particolare da “segnalare le potenzialità di Brescia Montichiari, che si trova al centro della Pianura Padana ed equidistante dai territori più produttivi del nostro Paese”.

Gli altri scali che attualmente movimentano una quantità elevati sono Bergamo; Bologna; Pisa; Ciampino e Napoli che tuttavia “non hanno le condizioni sostenibili per un ulteriore sviluppo sostanziale dell’air cargo”.

L’attuale rete vede tra i punti di forza sicuramente la posizione centrale dell’Italia nel continente e nella geometria delle rotte merci mondiali, la capacità di export e l’appartenenza a più reti Ten-T Eu; al contempo, il basso volume totale di merci processati in Italia è riconducibile a punti di debolezza quali la polarizzazione su soli due scali della quasi totalità delle tonnellate processate (nel 2019 Malpensa 52,6% e Fiumicino 18,3%), la scarsa previsione di infrastrutture cargo di prima e seconda linea, la bassa intermodalità dei nodi aeroportuali e la complessità dei processi di sdoganamento.

A Parma la società di gestione dell’aeroporto, Sogeap, come noto ha avviato un piano di sviluppo che punta all’allungamento della pista a fini anche commerciali e di trasporto merci.

Il piano ha ricevuto un primo via libera dai ministeri competenti seppur con una serie di considerevoli prescrizioni da attuare, alcune delle quali chiamano in causa varianti urbanistiche di competenza comunale.

E l’Amministrazione in carica si è finora detta contraria allo sviluppo cargo dello scalo Giuseppe Verdi.

“Nonostante per alcuni di questi scali – riprende il Piano nazionale di Enac riferito a Bergamo, Bologna, Pisa, Ciampino e Napoli – la dimensione di merci movimentati sia importante, il ruolo del traffico merci deve essere riconsiderato in relazione alla riconciliazione con l’ambiente e con il territorio che non ne permette ulteriore sviluppo, prospettando al contrario un graduale phase-out. È di tutta evidenza come lo scenario di pianificazione strategica per la rete cargo, definito e proposto nel presente documento, sia basato principalmente sulla valutazione delle caratteristiche infrastrutturali, territoriali e di integrazione con le altre modalità di trasporto degli scali considerati”.

Nel Piano Aeroporti l’infrastruttura di Parma è citata in riferimento all’elenco di scali che “costituiscono frazioni contenute di traffico passeggeri, così come in termine di connettività aeroportuale, ragion per cui non sono stati espressamente riportati nell’analisi di connettività”; il Verdi rientra comunque tra quelli di interesse nazionale e parte della rete territoriale che unisce Parma, Bologna, Rimini e Forlì. 26 OTTOBRE 2022

Fonte Link: parma.repubblica.it

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