DILANIATI DALL’ESPLOSIONE

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    Est Ciad: Jean Bosco Hulute, medico di COOPI, racconta l’esplosione di una granata nel campo profughi di Goz Amir

    (COOPI) Gli operatori di COOPI sono impegnati nell’Est Ciad a fornire assistenza medica ai rifugiati sudanesi provenienti dalla vicina regione del Darfur, accolti nei campi di Djabal e Goz Amir.
    Si cerca di ridurre gli elevati tassi di morbilità, mortalità e malnutrizione, soprattutto garantendo l’accesso ai servizi sanitari di base alle categorie più vulnerabili, quali donne, bambini e appartenenti a minoranze etniche.

    Purtroppo le condizioni di sicurezza all’interno dei campi e dei villaggi nell’Est Ciad rimangono fragili soprattutto a causa delle azioni militari che da mesi flagellano il territorio. Una delle conseguenze più negative, che ciclicamente si ripercuote una volta cessati gli scontri, risiede nella presenza di ordigni inesplosi nelle zone teatro del conflitto.

    Riportiamo quindi di seguito una breve testimonianza di Jean Bosco Hulute, coordinatore medico espatriato di COOPI per l’operazione d’emergenza nell’Est Ciad, in merito all’esplosione di una granata avvenuta in una scuola del campo profughi di Goz Amir il 17 febbraio scorso.

    Goz Amir è un campo di rifugiati sudanesi con una popolazione di oltre 19.000 abitanti. Il campo è situato a 45 km dall’ospedale di Goz Beida gestito dai nostri operatori, ma dispone di un centro di salute sotto la responsabilità di COOPI.

    Sabato scorso un bambino di poco meno 13 anni ha raccolto una granata trovata sulla riva di un "wadi" (termine arabo che indica il letto di un fiume secco), portandola con se all’interno della sala della scuola n° 3 del campo, come se fosse un giocattolo. Purtroppo verso le 7.15, la granata è esplosa nell’aula della scuola primaria.
    Dei bambini presenti, diciotto sono rimasti feriti, di cui unidici sono stati evacuati d’urgenza all’ospedale di Goz Beida. Tra gli evacuati, quattro erano molto gravi: due bambini con ferite agli organi dell’addome, un bambino con la mano destra lacerata dall’esplosione, e un altro con schegge e ferite all’altezza del collo.
    Gli undici bambini evacuati sono stati rapidamente soccorsi dall’équipe medica dell’ospedale di Goz Beida, diretta dal nostro chirurgo Ambrogio Sangalli. Dei quattro casi gravi, sui due bambini con ferite all’addome è stata praticata una laparotomia (apertura della cavità addominale), mentre al terzo bambino è stata amputata la mano destra e il quarto è stato messo sotto sorveglianza attiva per contrastare l’emorragia.
    Gli evacuati meno gravi, con ferite alle gambe e ad altre parti del corpo, hanno beneficiato di cure appropriate e sono stati dimessi e riportati a Goz Amir dai nostri operatori e dagli altri partner nel giro di 48 ore, mentre i bambini rimasti a Goz Amir sono stati invece medicati dall’équipe del centro di salute del campo.
    Fortunatamente l’evoluzione clinica dei bambini è buona.

    L’allarme dato immediatamente ha permesso la mobilitazione di tutti i partner locali per il soccorso dei feriti. Secondo gli stessi bambini, di età fra i 10 e i 13 anni, altre granate si trovano ancora nei dintorni del campo di Goz Amir. In vista della ripresa delle lezioni alla scuola, stiamo pensando a delle soluzioni per le mine che rimangono ancora nelle vicinanze del campo.

    Goz Beida, 20 febbraio 2007
    Dott. Jean Bosco Hulute

    Data: 27 febbraio 2007

    La Toscanini