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La vita ai margini della pista

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(Sotto il cielo di Pontremoli) Meglio confessarlo subito: io sono uno di quelli che giudicano il rumore un impostore. Ipersensibile a tutto ciò che accade con rumore e dissonanza, mi provocano fastidio lo stridore delle gomme, il motore che rabbioso sale di giri, l’accelerata impaziente. Ora, avete provato a salire, un sabato o domenica, alla Cisa o anche solo a Montelungo, sostando un poco in qualche piazzola o slargo? Nel silenzio della strada che corre tra castagni e prati dove è solo frinire di grilli, risalta ancor di più il rombo di moto e auto in corsa che aggrediscono la strada scendendo il mattino e risalendo la sera verso le città del Nord. Con destrezze acrobatiche ed evoluzioni all’apparenza eseguite con tanta facilità, vivono il fascino discreto della pista. Più vicini all’esaltazione che alla sincera passone sportiva e non lontani dalla pura insensatezza, sono pronti, al rientro a casa, a riversare su You Tube le immagini delle loro audacie.

Eccessi di velocità, guida pericolosa, sorpassi probiti: tante piccole notizie di reato in quei video(*) mostrati con spavalderia, come belle gesta di eroi temerari. Piccole storie disperse nella rete dove pochi trovano motivo di stupore. Pazzie tollerate in nome della modernità. Quei piloti da week end sui passi appenninici potrebbero essere assunti come paradigma, o forse parodia, della competizione della nostra civiltà. Pallidi emuli del motto di De Coubertain: citius, più veloce, altius, più in alto, fortius, più possente. Noi che non cerchiamo piste ma strade e che pure abbiamo amato la splendida "Born to run", una canzone generazionale, sappiamo che c’è un tempo per correre ed uno per camminare. Perché non è correndo che possiamo incontrare, vedere, gustare, sentire, odorare. Per questo Alex Langer ci riportava al lentius, profundius, suavius, capovolgendo quei termini. Più lenti invece che più veloci, più in profondità invece che più in alto e più dolcemente invece che più roboanti. "Con questo motto, diceva, non si vince nessuna battaglia frontale, però forse si ha il fiato più lungo".

Barbér Pompeo
pompeo.spagnoli@libero.it

La gara delle Suzuki: http://www.youtube.com/watch?v=UqsyaUu2FV0

La corsa della Panda: http://www.youtube.com/watch?v=UQ8TW_UCiFU
Gara a due: http://www.youtube.com/watch?v=VudriFMeHBk
Sul Bracco:http://www.youtube.com/watch?v=9mSewMknXi8&mode=related&search=
Sul Cerreto: http://www.youtube.com/watch?v=9otQyylVA8o
Sul Rastrello: http://www.youtube.com/watch?v=-H_rbx4E528