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Nube rossa dall’Ilva, protestano le donne. “Una marcia contro le ciminiere in città”

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Sul gruppo Facebook del comitato ‘Donne per Taranto’ le immagini della fuoriuscita di fumo scuro dall’impianto. Il 2 aprile la manifestazione per raccogliere le firme e chiedere la creazione delle mappe epidemiologiche per controllare i livelli di inquinamento

GIOVANNI DI MEO

(repubblica.it) A Taranto i cittadini tornano in prima linea nella lotta all’inquinamento. Ed alla testa di chi chiede più tutela per l’ambiente in riva allo Ionio ci sono le donne. Si chiama proprio "Donne per Taranto" il comitato che sul web ha lanciato l’allarme per una nube rossa levatasi dallo stabilimento siderurgico Ilva nella mattinata di ieri.  "Ci scontriamo ormai giornalmente con ‘fumi’ e nuvole fuoriusciti dall’area industriale – dicono – ai quali non solo non ci abituiamo ma accrescono la nostra rabbia e il nostro impegno nel proseguire la nostra lotta a favore della tutela della vita e della salute. Riprese notturne a raggi infrarossi, foto e riprese effettuate di giorno, ci attestano scenari apocalittici cui la città è costretta a fare i conti a scapito della propria salute".

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Su Facebook sono stati postate una serie di immagini, "scatti raccolti da una di noi al quartiere Tamburi. Il fumo rosso è finito sulle case del quartiere. Sulle case dove abitano i nostri bambini". Proprio le "Donne per Taranto" sono già scese in piazza per raccogliere le firme e chiedere la creazione delle mappe epidemiologiche, e saranno presenti all’appuntamento del prossimo 2 aprile. In questo caso, è stato il Fondo Anti Diossina dell’ambientalista Fabio Matacchiera a organizzare una marcia per dire "no alle ciminiere dentro la città", slogan dell’iniziativa.

"Occorre scendere in piazza uniti e numerosi per dimostrare che c’è una città che vuole un’economia più pulita che non causa inquinamento e distruzione", le parole di Matacchiera. "Le ciminiere continuano ancora a fumare e spesso si vedono levare in cielo anche nubi e polveri non convogliati dai camini, provenienti dal siderurgico, e per i quali non ci sono controlli".

(19 marzo 2011)

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