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Nucleare – L’affare di oggi. Il bidone di domani.

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Dopo il successo dello spot con più di 60.000 visite in meno di una settimana, va avanti la nostra campagna per mostrare tutte le agghiaccianti verità sull’energia nucleare. La chiamano soluzione invece è il problema. Come quello delle scorie. È questo il tema della prima pubblicità stampa che oggi ti presentiamo e ti invitiamo a diffondere.

Non esiste ancora alcun esempio di deposito a lungo termine delle scorie nucleari.
Le scorie a vita media rimangono radioattive per alcuni secoli, le scorie a vita lunga anche miliardi di anni. In sessant’anni l’industria nucleare non è stata in grado di sviluppare un sistema per la gestione in sicurezza. Negli USA è stato chiuso, dopo quindici anni e 9 miliardi di dollari spesi, il progetto di Yucca Mountain.

Il ritrattamento del combustibile è una scelta inquinante e inutile. La parte più rilevante delle scorie è rappresentata dal combustibile irraggiato, inviato negli anni al ritrattamento prima in Inghilterra e ora in Francia. Questi rifiuti sono destinati a ritornare, sotto forma di scorie vetrificate, nei paesi d’origine. Anche in Italia. È un processo più costoso dello stoccaggio a secco delle barre di combustibile, più inquinante per i rilasci in aria e acqua di radioattività, più pericoloso per i trasporti in andata e ritorno, con più rischi militari per la separazione del plutonio.

I nuovi EPR producono scorie più pericolose. Come conseguenza di una maggiore "produttività", l’EPR – il tipo di reattore che vogliono costruire in Italia – genererà scorie sette volte più radioattive di quelle dei reattori esistenti. Le scorie, dunque, risulteranno più pericolose da gestire.

Non farti contagiare, opponiti al nucleare.

Andrea Pinchera
Direttore comunicazione e fundraising
Greenpeace Italia

La Toscanini