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REALACCI: “ALLARME ACQUA”

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"Situazione critica in molti bacini", Realacci lancia l’allarme acqua. Il presidente della commissione Ambiente della Camera ha commentato i dati sulla situazione dei principali fiumi italiani forniti dalla Protezione civile". Il Po ha una portata analoga a quella della siccità dell’estate 2006, l’Arno è al 50% della media stagionale, mentre il Tevere è ancora più basso"

(Repubblica.it) ROMA – "La situazione che si sta registrando in questo periodo in molti bacini italiani dimostra una disponibilità idrica molto critica. E’ ormai evidente che ci troviamo di fronte ad uno scenario anomalo, verosimilmente causato dall’accelerarsi dei mutamenti climatici". L’allarme è stato lanciato oggi da Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici. Il parlamentare della Margherita ha commentato i dati sulla situazione idrica dei principali fiumi italiani forniti alla Commissione da lui presieduta dal settore emergenza idrica della Protezione civile.

Secondo Realacci "il dato più allarmate arriva dalla fotografia dell’innevamento". E ha portato alcuni esempi: "Sull’arco alpino sono presenti, mediamente, 10-75 centimetri di neve contro i 25-150 dell’anno scorso. Questa grave situazione incide su una portata dei principali fiumi che già oggi si attesta su livelli critici. Il Po ha attualmente una portata più o meno analoga a quella del 2006, nella cui estate si è verificata una siccità gravissima, documentata anche da una missione parlamentare conoscitiva della commissione Ambiente. La portata dell’Arno è stimabile oggi in circa il 50% della media stagionale, mentre il Tevere alla stazione di Ripetta, nel centro storico di Roma, ha una portata di circa 140 m3/s contro i 357 m3/s, che costituiscono la media storica (1921-1990) del mese di febbraio".

"Per evitare il ripetersi della pesante situazione verificatasi lo scorso anno – ha spiegato il parlamentare – è necessario attuare da subito una pianificazione dell’utilizzo della risorsa idrica, coinvolgendo tutti i settori interessati e le istituzioni nazionali, regionali e locali". Nei prossimi giorni, ha annunciato, "presenterò una risoluzione parlamentare e stiamo lavorando perché sia congiunta fra commissione ambiente, agricoltura e attività produttive, per impegnare il governo a dichiarare da subito lo stato di emergenza in tutte le aree a forte rischio".


Stato d’emergenza necessario, ha aggiunto Realacci, come "unico strumento per attivare per tempo tutti gli strumenti istituzionali necessari a gestire la crisi e a convocare una conferenza nazionale sull’acqua, per individuare una pianificazione di interventi a lungo e medio termine da concordare con tutte le parti interessate, le regioni, gli enti locali, le associazioni di categoria, il mondo dell’impresa e dell’agricoltura, il mondo tecnico-scientifico, le parti sociali e della società civile".

Lo stato attuale "impone un’azione immediata", ha concluso Realacci: "bisogna attuare al più presto politiche utili a contrastare questa che già si preannuncia come un’emergenza, a partire dall’attuazione degli impegni fissati dal protocollo di Kyoto". (5 marzo 2007

La Toscanini