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TERRE ALTE: UN DOLORE EVITABILE

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RELAZIONE INTRODUTTIVA
CASSIO 27 APRILE 2007 LA STRADA STATALE DELLA CISA

Manifesto informativo
Giornale 05/07/2007
Documento di sottoscrizione

Ho un grave difetto che con il passare degli anni si accentua: non riesco a sopportare i dolori evitabili.
C’è già la morte, le malattie, un innamoramento non corrisposto perché dobbiamo accettare, addirittura favorire tanti dolori, tante tribolazioni, malesseri che potrebbero essere evitati?
E’ questo il motivo che mi rende combattente, già da ragazzo, verso quanto potrebbe essere e non è.
In questo caso mi riferisco alla montagna, a tutto il territorio che definisco Terre Alte.

A differenza di qualche decennio fa oggi i nostri territori, grazie ad una mentalità completamente diversa di nuove generazioni nate e vissute in città, sono invidiati, ambiti, desiderati.
Potrebbero, insomma, essere ripopolati.
Trasformarsi in un Eden di gioia, serenità, benessere per tutti.

La realtà non è così e credo sia colpa soprattutto nostra, di noi abitanti delle Terre Alte che ci siamo chiusi, per sfiducia verso tutto e tutti, in un egoistico individualismo.
Siamo diventati cinici e non sogniamo più nulla.
Non crediamo nel futuro.

In questa nostra chiusura siamo aiutati, se non spronati, dall’assenza della politica O DALLA PRESENZA DELLA CATTIVA POLITICA POPULISTA E CIALTRONA.
La politica, in Italia, benché non fosse eccelsa, ha gettato la spugna dal 1992.
E’ stata incapace di rinnovarsi ed allora è diventata un club esclusivo che non fa e non vuole proselitismo ed è unicamente autoreferenziata.
Usa le elezioni con metodi da investitura più che affidare le scelte ai cittadini.
Sono elezioni finte con leggi giudicate ottime e che invece sono una farsa ad iniziare dall’elezione diretta dei sindaci.

La politica, le Istituzioni, fatto salvo delle eccezioni, non fanno più sapere alla gente, alle persone, che i problemi si possono risolvere.
Siamo, in pratica, allo sbando.
In questo disordine tutto si deteriora e si perdono soprattutto delle grandi occasioni.
Occasioni che in passato non c’erano e nonostante questo, in una realtà ben più tribolata di quella di oggi, la gente era operosa, socievole, impegnata in progetti comuni.

Cerchiamo, è il mio invito, di recuperare, anche per rispetto di quanti ci hanno preceduto e queste terre hanno amato, di ritrovare il desiderio di dare il nostro contributo.
Accogliamo l’invito di un grande Papa: PaoloVI, e concorriamo alla Creazione.
La Creazione ha bisogno del contributo di tutti, di ognuno di noi ed ognuno di noi deve sapere di non potersi chiamare fuori perché è all’altezza di portare il proprio aiuto, di rendere queste zone più belle, di aiutare ed essere aiutato dagli altri per essere più sereno.

Le condizioni delle Terre Alte, dei nostri paesi, gruppi di case, comunità, sono conosciute da ognuno di noi com’ è conosciuta la condizione, vergognosa, d’abbandono della gloriosa Strada Statale delle Cisa almeno nel tratto tra Fornovo/Passo della Cisa.

E’ una realtà tanto triste da portare sgomento.
SE si abbandona, nel disinteresse di tutti, una delle strade più amate in Italia, più conosciute in Europa di che cosa saranno capaci questi nostri dirigenti?
A che livello basso, bassissimo portiamo il nostro punto d’indignazione se non ci indignamo neppure ora?

Non lasciamoci, invece, prendere dallo sgomento, accettate l’invito di un montanaro che ha tanti motivi per gettare la spugna, tanti motivi di recriminazione anche verso i propri paesani.
Le recriminazioni, invece, non servono a nulla.
Facciamo come Sisifo, è la nostra missione, e portiamo il masso sulla cima della montagna pur sapendo che rotolerà nuovamente a valle e bisognerà iniziare, nuovamente, la fatica di riportarlo sulla cima.

Sembra, perché è vero, che dalle nostre zone non arrivino idee, progetti, proposte.
Solo lamentazioni.
Dimostriamo, invece, con l’aiuto di tutti voi, che i montanari iniziano ad avere progetti moderni e che dopo aver rispettato i doveri accampano diritti.

Provate ad immaginare tutta la montagna in che condizioni si verrebbe a trovare se fossero attuati alcuni progetti che interessano tutti senza distinzione di campanile.
Come ci troveremmo, come abitanti di queste terre, se fossero realizzati, ad esempio, questi progetti?

1)  Promozione a livello Nazionale ed Europeo del Parco Nazionale e Regionale dei Cento Laghi

2)  Costituzione di una società pubblico-privata, avvalendosi di Soprip s.p.a, per l’acquisto di fondi agricoli e la loro vendita a Milano e nel Nord Europa per
accrescere la tendenza in atto dei tanti giovani, donne, liberi professionisti che vogliono cimentarsi nel settore dell’agriturismo.

3)  Realizzazione di moderne stazioni di servizio, tipo Nord Europeo, da realizzarsi sull’A15.
Le due stazioni saranno caratterizzate:  una per il cibo diventando una vera e propria cittadella del cibo per promuove l’agroalimentare di Parma e i prodotti tipici della montagna parmense, l’altra per il tempo libero e la possibilità di conoscere la flora e la fauna del Monte Italia.

4)  Valorizzazione della Pontremolese con la creazione, nel riordino della zona
Stazione di Borgotaro, di una borsa merci per il fungo porcino, le erbe officinali e i prodotti biologici.

5)  Rilancio di un progetto di valorizzazione del percorso della s.s 62 della Cisa
l’intero suo percorso, Verona-Sarzana, con forti legami alla motoristica (Enzo Ferrari ha corso, come pilota, la sua prima gara: Parma-Poggio; l’ing Aldo Costa, padre dell’attuale Ferrari di Formula Uno trascorre parte delle sue vacanze a Lozzola di Berceto) e al mondo della canzone (percorso dei cantanti, nei mitici anni sessanta, per raggiungere la Capannina di Forte) con il ripristino delle antiche case cantoniere e la realizzazione di un consorzio volontario tra tutti gli esercenti e gli artigiani della Strada con la creazione di un marchio specifico.

6)  Messa in atto delle azioni proposte dal Centro Studi della Val Baganza per diffondere, anche nella nostra Provincia, un’identità di vallata.

7)  Avviare anche in montagna, sull’esempio di Tiedoli, una diversa politica verso l’anziano.

Ognuno di voi, alla domanda iniziale, può dare una risposta e certamente arrivare alla convinzione che non ci sarebbe, in montagna, questa desolazione, non ci sarebbero le premesse di un abbandono generalizzato e neppure la situazione di dissesto d’interi versanti che richiederà, prima o poi, l’intervento, molto oneroso, per sistemare i disastri.
E’ già avvenuto nel 2000.

Ho voluto inquadrare il problema della Statale della Cisa, motivo della riunione, in un contesto più ampio perché dobbiamo sempre fuggire dalla logica del campanile.
La montagna parmense o la salviamo tutta o non se ne salverà nulla.
Non fermiamoci, credetemi, al problema delle risorse.
Ci sono sprechi immensi e il nominare la carenza di fondi, da parte dei politici, soprattutto degli Amministratori, nasconde la povertà d’idee, la mancanza d’impegno.

Lo Stato, gli Enti pubblici hanno risorse illimitate.
Certamente li spendono male.
Molte volte manca il coraggio e soprattutto la voglia di impegnarsi.
Qui, ad esempio, parliamo di una Strada Statale e ognuno di noi, per l’educazione ricevuta, la cattiva educazione, è portato a pensare che lo Stato non abbia soldi da spendere.

Per questo i nostri Amministratori, pur protestando, non protestano con la dovuta forza ed il convincimento necessario.
Se guardiamo, invece, ad una strada, in pratica privata, come l’A15 vediamo che le Amministrazioni di montagna lasciano fare, a questa società privata, molto ricca grazie alle concessioni Statali non rispettate, ogni nefandezza verso il proprio territorio senza chiedere nessun tipo di risarcimento.
Chi può spiegarmi perché Noceto ha ottenuto dall’Autocisa la circonvallazione, il centro sportivo e Berceto, invece, solo danni ambientali?
Ritengo che questo esempio sia sufficiente per far capire come sia importante l’impegno degli Amministratori locali per il proprio territorio.
Del resto li votiamo per questo.

Molti di loro, però, non credono nel futuro delle Terre Alte.
Difficile amministrare se non si crede, se non si hanno sogni.
Se non si ha quello spirito ingenuo che ci impedisce di sapere che una cosa non la si può fare e proprio per questo poi la si realizza.

Vorrei proporre un buon investimento pubblico con una ricaduta valida su tutte le comunità attraversate dalla Strada Statale della Cisa che chiamo STRADA MAESTRA per la sua storia, il suo fascino, i paesaggi che attraversa.
SE chiediamo piccole cose, se ci accontentiamo di piccole o piccolissime cose non le otterremo e neppure saremo aiutati ad ottenerle.

La maggioranza dei cittadini, ad esempio, pretenderebbe, visto che paga il bollo, paga caro il carburante più che in un altro Paese Europeo, che le strade, soprattutto quelle Statali non avessero buche.
Pretenderebbe, inoltre, che un patrimonio pubblico come sono le Case Cantoniere non lo si lasciasse crollare.
Pretenderebbe anche, come diritto, che le infrastrutture dello Stato, visto che sono abbandonate, non provocassero danni, come avviene per la S.S 62, alle sue proprietà, alle sue case private e se li provocano avvenisse il giusto risarcimento come capita tra privati ma anche tra il cittadino e lo Stato.
Noi paghiamo qualsiasi danno.
Sono richieste e pretese minime che non dovrebbero richiedere nessuna protesta per essere realizzate.

Constatiamo, invece, che non avviene nulla.
C’è il disinteresse più completo. L’arroganza del più forte.
Se un proprietario, anche a detta di tecnici qualificati, subisce danni per il mancato governo delle acque della s.s della Cisa, scrive all’ANAS non riceve, solitamente nessuna risposta e nessuna risposta la riceve neppure se fa scrivere una lettera da un legale.
L’ANAS pensa, trattandoci da sudditi, che la maggioranza dei danneggiati si stancherà di scrivere e comunque non sarà disponibile ad anticipare dei soldi per sostenere spese legali.

E’ per questo, credo, che risulterebbe particolarmente utile, per tutti i proprietari che hanno danni, rivolgersi collettivamente ad un unico legale.
Si contengono le spese e saremmo in grado di affrontarle.
Ho contattato un legale e dalla disamina della pratica questo è possibile ed inoltre l’ANAS è tenuta a pagare i danni e anche a costituirsi presso il Tribunale di Parma.

Questa è una delle azioni che propongo questa sera: chi ha danni si metta in contatto con me e poi insieme avvieremo una causa all’ANAS per tutti i danni che abbiamo come privati.

Un’altra azione che propongo, abbastanza semplice che ritengo però un dovere è quello di scrivere tutti insieme alla Corte dei Conti sia di BO che di Roma.
E’ un dovere perché come cittadini abbiamo il compito di denunciare un reato se ne veniamo a conoscenza.
Noi, tutti noi, siamo a conoscenza che il patrimonio delle Case Cantoniere, completamente abbandonato, si deteriora ogni giorno.
Un capitale dello Stato, di tutti noi, che  viene sprecato, dilapidato.

Altro dovere, a mio avviso, è quello di far presente al signor Prefetto che il tratto di Strada Statale da Piantonia al Passo della Cisa non ha più le minime condizioni di sicurezza.
Deve, insomma, in queste condizioni, essere interdetto al traffico e limitato solo a quello dei residenti.
Ho ben chiaro che questa azione se fosse attuata porterebbe un ulteriore impoverimento alla debole economia commerciale della zona.
Risulterebbe, però, com’è facilmente comprensibile, un’azione eclatante.
Può lo Stato certificare la propria impotenza?
La propria incapacità?
Non sarebbe spronato a realizzare, al più presto, tutte quelle azioni determinanti per mettere in sicurezza la Strada?
Io sono convinto di si e per questo dopo aver scritto singolarmente al Prefetto chiedo di scrivere una lettera tutti insieme.

Tre azioni, queste, minime e in definitiva di protesta.

Vorrei, invece, come ho annunciato, che tutti noi fossimo propositivi.
Proponiamo un grande progetto che porti benefici ad ogni abitante della montagna.
Per far questo dobbiamo avere la volontà di coinvolgere le Amministrazioni Comunali di Berceto, Fornovo e Terenzo, il Presidente della Comunità Montana dott. Carlo Berni, il Presidente dell’Amministrazione Provinciale Vincenzo Bernazzoli, l’Assessore Regionale ai Trasporti Alfredo Peri, tutti i Consiglieri Regionali e gli onorevoli eletti in Provincia di Parma.
SE si vogliono ottenere risultati è determinante collaborare con le Istituzioni.

Noi, almeno nel mio intendimento, non siamo soddisfatti dall’attuare solo una protesta seppur sacrosanta vogliamo ottenere risultati validi e duraturi.
Le Istituzioni locali sono determinanti perché il progetto, sostenuto da loro, trovi, poi, come ho intenzione di coinvolgere, sostenitori privati come la ditta Lombatti e anche la stessa Ferrari, oltre, rimanendo in ambito automobilistico, l’ACI, i Motoclub, l’Autodromo di Varano Melegari.

In questo progetto che prefiguro e voglio elaborare con tutti voi, ritengo importante coinvolgere l’Università di Parma con gli Istituti di Geologia, Ingegneria, Architettura ed Economia.

Un ruolo di rilievo, poi, lo dovrebbero avere le associazioni economiche e sindacali di Parma come l’Unione Industriali, l’Ascom e Confesercenti, la Coldiretti, senza nessun tipo di esclusione.

Avrei piacere, inoltre, visto l’importanza della Strada, della nostra Strada, che ci fosse l’impegno degli artisti iniziando da quanti studiano all’Istituto Toschi ma anche di coloro che amano la fotografia, la pittura, la musica e la scultura.

L’arte, insomma, deve essere coinvolta e venire in nostro aiuto.
La s.s 62 è di per se, soprattutto nel tratto Fornovo/Pontremoli un’opera d’arte seppur notevolmente deteriorata.
Ecco voglio che si consideri la Strada Statale della Cisa come un’opera d’arte e per questo chiedo, ne chiediamo il restauro.
IL restauro ha il compito di bloccare il deterioramento dell’opera d’arte ma anche di riportarla, con meticolosità, allo splendore iniziale.

Chiediamo, quindi, il ripristino di tutti i muri in sasso con la sostituzione, anche di quelli di cemento che danneggiano il paesaggio come il paesaggio è danneggiato dai guard-rail in alluminio.

Qualcuno, credo GIGI Castaldini, ha suggerito un’ordinanza Comunale, di tutti i Comuni che si trovano in montagna, per obbligare Provincia e ANAS, nel proprio territorio a montare unicamente guard rail regolamentari ma unicamente in legno sulle strade di loro competenza.
E’ un’ordinanza che va fatta e che chiediamo.

Anche le cunette, in questo tratto Fornovo/Pontremoli vanno rifatte in porfido come mi è sembrato di scoprirne alcuni vecchi tratti dei tornanti.

Servono, inoltre, piazzole di sosta, ben curate, con panchine, gazebo e tavoli.
Questa è una strada che deve diventare di “passeggio” per le famiglie.

Le Case Cantoniere, rigorosamente ristrutturate, debbono, o possono essere sede di prestigiosi motoclub europei, soprattutto tedeschi e anche luoghi gestiti dalle case discografiche.

Togliamo la tristezza in montagna riportiamo la musica, i cantanti quanti percorrevano questa Strada per raggiungere la mitica Capannina del Forte e facevano lunghe soste nei nostri paesi, nei nostri locali.

Ci  sono, inoltre, anche stranezze ambientali come i pini marittimi che legano, con le dovute proporzioni, il nostro paesaggio a quello di Posillipo, di Napoli.
Sono piante che vanno preservate, accudite, curate, come debbono essere disinfestate le pinete malinconicamente piene di processionaria.

L’ANAS, con il contributo di tutti, dovrebbe essere orgogliosa di avere, costituire il proprio museo all’aperto in questi sessanta km di Strada da Fornovo a Pontremoli.
Alcune Case Cantoniere potrebbero essere utilizzate per questo e diventare meta di scolaresche, appassionati d’auto, ricercatori e storici.
Un museo  però non può essere circondato da brutture.

Importante, quindi, coinvolgere le Regioni, le Fondazioni Bancarie, il Ministero dell’Ambiente e dei Beni Culturali, oltre quello dell’Agricoltura e della Protezione Civile per mettere in atto un grande restauro paesaggistico.
I campi, i boschi, le case, gli esercizi commerciali debbono rientrare in questo piano di recupero e tornare, con altre finalità, allo splendore di un tempo.

E’ tanto difficile comprendere che oggi gli agricoltori, a maggior ragione quanti si trovano sulla s.s 62, in montagna, debbono avere un compito, remunerato dallo Stato di presidio ambientale per prevenire il dissesto?

E’ tanto difficile comprendere che gli operatori turistici e commerciali, in montagna, svolgono un ruolo sociale che gli va riconosciuto?

Se chiudessero le poche attività restate sulla strada che desolazione si raggiungerebbe?

Convinti di questo si propone alle Amministrazioni Pubbliche, iniziando da quella di Berceto, Fornivo e Terenzo, un bando pubblico per un progetto concorso.
Neppure 10.000 euro come premio porterebbe ad interessarsi di questa strada, con gli obiettivi che abbiamo tracciato, decine e decine di Architetti, Ingegneri, Geologi, Geometri, persino affermati stilisti e desain di moda che vanno, ovviamente, coinvolti.

Ho posto particolare attenzione sul tratto di strada Fornovo/Pontremoli e come primo stralcio si dovrebbe parlare di Fornovo/Passo Cisa ma questo non deve impedire una cornice più ampia, soprattutto in ambito economico.
Serve, infatti, un consorzio volontario, con un proprio marchio, di tutti gli operatori economici che operano sulla Strada Statale della Cisa che è bene ricordare inizia a Verona e termina a Sarzana.

Questo consorzio che potrebbe agire da centro commerciale diffuso otterrebbe agevolazioni, la spinta a costituirsi se l’Amministrazione Provinciale di Parma, d’intesa con tutte le Province interessate dalla Strada avviasse un progetto Europeo con il coinvolgimento della Francia, visto che questa Strada è stata fatta progettare da Napoleone e anche dalla Germania per l’affetto che i tedeschi hanno sempre dimostrato per questa arteria.

Un progetto Europeo proposto da tre Stati è senza dubbio finanziabile.
Solitamente diverse direttive Comunitarie indirizzano, spronano, ad unire lo sforzo di diversi Paesi anche in ambito turistico.

Alla fine, poi, non dobbiamo dimenticarci che questa Strada è anche d’interesse militare e il Ministero della Difesa può essere coinvolto visto che ha fondi destinati a questo.

Se ci poniamo questi obiettivi è difficile immaginare l’interesse, come sponsor della Lombatti, della Ferrari?
Di altri marchi prestigiosi?
Sono fermamente convinto di no.

La strada da percorrere, l’agenda da concordare, per raggiungere l’obbiettivo enunciato, a mio avviso, è la seguente:

a)    Per quanto riguarda i privati che hanno danni è necessario che rivolgendosi ad un tecnico di loro fiducia cerchino di quantificarli. Possiamo, quindi, darci il termine di fine Giugno per avere tutte queste relazione. Ci rivolgeremo, quindi, ad un avvocato che ho prefigurato in Vittorio Anelli e ripartendoci la spesa di 5.000 euro intentare causa all’ANAS per il risarcimento.

b)    Questa sera, chi lo ritiene opportuno, può firmare le lettere predisposte per il Ministro alle Infrastrutture Antonio Di Pietro, al direttore generale dell’ANAS, al direttore del compartimento ANAS di Bologna, al Presidente della Corte dei Conti di Roma, al Presidente della Corte dei Conti di Bo, al Consiglio Comunale di Berceto, Terenzo, Fornovo, al Presidente della Comunità Montana Ovest, al Presidente della Provincia, all’Ass. Regionale Alfredo Peri, ai Parlamentari eletti in Provincia di Parma e parimenti ai Consiglieri Regionali.Ritengo, inoltre, opportuno, sottoscritta da tutti noi, inviare una lettera agli organi d’informazione della Provincia di Parma per chiedere servizi giornalisti di denuncia sulle condizioni di questa Strada

c)    Sottoscrive una lettera al Signor Prefetto per chiedere un sopraluogo e valutare se sussistono le minime condizioni di sicurezza per tenere aperta al traffico, non residente, questa strada.

d)    Vi chiedo, inoltre, di sottoscrivere, se concordate con i principi di massima che contiene, questa bozza di relazione introduttiva.

e)    Far firmare la petizione ad un grande numero di persone entro la fine d’Agosto

f)     Organizzare una giornata di lavoro, per fare il punto sulla situazione, entro il 15 Settembre, a Berceto.

g)    Costituire un gruppo di persone disponibili ad affiancarmi in questo lavoro

Sottoscrivendo la presente relazione si da mandato a Luigi Lucchi di adoperarsi per ottenere gli obiettivi enunciati.

Ringrazio tutti per la partecipazione e l’aiuto dato. Ribadisco la mia convinzione che in Democrazia quando i cittadini vogliono ottenere dei propri diritti, sapendo d’aver svolto sempre il proprio dovere, li ottengono.  

Luigi Lucchi

Cassio 27 Aprile 2007