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A caccia nella catastrofe

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Margherita D’Amico

Perché, di fronte alle bizze dei cacciatori, i politici vacillano? Perlomeno intorno ad Amatrice e Accumuli, un mese, fa la Regione Lazio aveva sospeso la caccia, ma ora ci ripensa e dà via libera alla persecuzione al cinghiale. Pronta la risposta dell’Enpa-Ente nazionale protezione animali che chiede l’immediato stop agli spari in tutte le regioni colpite dal sisma.

Con un decreto datato 3 ottobre 2016 relativo alla sola stagione venatoria 2016/2017, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, aveva vietato la caccia nelle zone strettamente terremotate, vale a dire nei diecimila ettari che includono Amatrice e Accumuli. Il saggio provvedimento scaturiva da una segnalazione del Prefetto di Rieti che segnalava l’inopportunità di esplodere colpi in luoghi gravemente colpiti da ogni punto di vista.

Immediate le proteste dei cacciatori locali, non convinti dalle più che serie ragioni  della decisione. “… vista la nota n. 0017632 del 21 settembre 2016 della Prefettura di Rieti, Area 1 – Ordine e sicurezza pubblica; protezione civile, difesa civile e coordinamento del soccorso pubblico con la quale è stata evidenziata l’opportunità di vietare l’attività venatoria nei territori dei Comuni di Amatrice e Accumoli colpiti dal sisma del 24 agosto 2016 in quanto le Forze di Polizia hanno riscontrato che tale attività interferisce in modo evidente con le modalità di organizzazione e gestione dell’emergenza” si legge nell’ordinanza, e ancora: “«…l’esercizio della caccia nelle aree limitrofe agli insediamenti allestiti per il ricovero delle popolazioni terremotate, appare incompatibile con lo svolgimento della vita quotidiana, già tanto difficile per quelle popolazioni oltremodo provate dai recenti eventi calamitosi; inoltre l’attività venatoria potrebbe interferire con le operazioni di soccorso e di vigilanza, in particolare con l’impiego di assetti UAV (droni), utilizzati per il controllo aereo delle citate zone”. 

  Ma  i cacciatori non vedono oltre il proprio naso: di fronte a tanta logica strepitano e battono i piedi, così pochi giorni fa Prefetto e Zingaretti fanno dietrofront e aprono, in quegli stessi territori, la caccia al cinghiale, una delle espressioni venatorie più accanite e invasive. Squadroni di persone armate di potenti carabine e affiancate da mute di cani inseguono allo stremo i suini selvatici, senza tra l’altro limitarne in alcun modio la prolificità. Anzi, secondo alcuni studi, la persecuzione venatoria fa sì che i cinghiali si riproducano molto più del dovuto.

Ribatte dunque l’Enpa:  “A seguito della drammatica situazione che stanno vivendo i territori italiani messi in ginocchio da due mesi di scosse sismiche pressoché ininterrotte, l’Ente Nazionale Protezione Animali chiede un intervento urgente al Ministro degli Interni Angelino Alfano affinché blocchi l’esercizio della caccia almeno nelle regioni più colpite dal sisma, Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo.

La presenza di persone armate nei nostri boschi e nelle nostre campagne rappresenta infatti un ulteriore fattore di rischio per l’incolumità delle persone – come dimostrano i gravi indicenti di caccia negli ultimi giorni – e degli animali, anch’essi gravemente provati dal terremoto e che spesso fuggono terrorizzati dalle località terremotate Inoltre, nel contesto di una viabilità già duramente compromessa, lo spostamento degli automezzi dei cacciatori può andare a interferire con il corretto funzionamento della macchina dei soccorsi, creare inutili ed evitabilissime strozzature”.

L’Enpa conclude con una riflessione amara: “Avremmo auspicato che, con un gesto di buon senso e di sensibilità nei confronti delle popolazioni colpite dal sisma, fossero state le stesse associazioni venatoria ad auto-sospendere l’esercizio della caccia. Purtroppo così non è stato pertanto chiediamo un atto di responsabilità a chi ha il dovere-potere di fermare le doppiette, anche per scongiurare l’ipotesi che qualcuno tra i soccorritori possa diventare un bersaglio, finendo vittima di un incidente di caccia”.

Impossibile, almeno fini alle 10 di oggi, ottenere spiegazioni nel merito dalla Regione Lazio.

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Fonte Link repubblica.it

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