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Camogli, tributi locali mai riscossi: condannati l’ex responsabile finanziario e l’ex segretario comunale

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Assolti invece il successore alla guida dell’Area economico-finanziaria e il sindaco, Francesco Olivari. Nel mirino della Procura contabile la mancata riscossione di Imu, Tari e Tasi tra il 2013 e il 2017, con una parte dei crediti ormai persa per prescrizione


Camogli – La Corte dei Conti, Sezione giurisdizionale per la Liguria, ha condannato l’ex responsabile dell’Area economico-finanziaria del Comune di Camogli, Mario Maggiolo, e l’ex segretario comunale Ettore Monzù al pagamento, in solido, di 419.073,57 euro, oltre a rivalutazione monetaria e interessi. Per i giudici contabili, i due hanno agito con dolo, lasciando che una quota rilevante di tributi locali maturati tra il 2013 e il 2017 si prescrivesse senza che venissero mai emessi o notificati i relativi avvisi di accertamento.

La sentenza, la n. 57 del 2026, è stata depositata il 14 luglio scorso ed è firmata dal presidente facente funzione Alessandro Benigni, relatore, insieme al consigliere Antonino Grasso e alla prima referendaria Adriana Del Pozzo. Il giudizio, promosso dalla Procura regionale, era stato aperto nei confronti di quattro persone: oltre a Maggiolo e Monzù, anche l’ex funzionario Mario Canessa e il sindaco di Camogli Francesco Olivari, per i quali la domanda della Procura è stata invece integralmente respinta.

L’evasione fiscale “di massa”

Al centro del procedimento c’è la gestione dell’Ufficio tributi di Camogli negli anni compresi tra il 2013 e il 2017, quando – secondo la ricostruzione della Procura contabile, basata anche sulle verifiche della Guardia di Finanza – l’attività di accertamento e riscossione di Imu, Tari e Tasi si sarebbe di fatto fermata, determinando quella che gli atti definiscono una “evasione fiscale di massa”. Una parte consistente delle somme dovute dai contribuenti non è più recuperabile perché nel frattempo il diritto di credito del Comune si è prescritto.

Secondo la ricostruzione accolta dalla Corte, l’ufficio inviava gli avvisi di accertamento soltanto in prossimità della scadenza dei termini, relativi alla sola annualità in scadenza, lasciando accumulare un arretrato crescente di pratiche mai concluse. Nel frattempo, però, Maggiolo avrebbe rassicurato più volte sindaco e assessori sulla piena efficienza del servizio, nonostante le richieste di intensificare la riscossione dei tributi arretrati.

Le responsabilità accertate

Per Maggiolo, alla guida dell’ufficio dal novembre 1998 fino al pensionamento nel novembre 2018, i giudici parlano di un ruolo di “dominus” dell’ufficio, gestito “senza alcun tipo di ostacolo”. Tra gli elementi che secondo la Corte rafforzano la prova del dolo figurano anche aspetti extra-contabili emersi dagli atti: quindici contratti di compravendita immobiliare stipulati dall’ex funzionario tra il 1984 e il 2023, tra cui la cessione di un complesso immobiliare per 1.535.000 euro, e il mancato pagamento di imposte locali proprie per 18.480 euro tra il 2014 e il 2019, sanato con ravvedimento operoso solo nel 2020-2021, dopo che il servizio di riscossione era stato affidato a una società esterna.

Quanto a Monzù, segretario comunale di Camogli dal 2012 al settembre 2019, la sentenza gli contesta l’inerzia nell’esercizio dei poteri di coordinamento e controllo sui responsabili degli uffici previsti dallo statuto comunale. La Corte ha inoltre respinto l’argomento difensivo secondo cui il carico di lavoro sarebbe stato appesantito dal fatto di ricoprire lo stesso incarico contemporaneamente anche nei Comuni di Varazze, Lavagna e Rapallo, tutti di dimensioni superiori a Camogli: per i giudici è stata proprio la scelta di assumere più incarichi insieme a rendere impossibile un controllo diligente, con la conseguenza che il Comune più piccolo, cioè Camogli, ne avrebbe inevitabilmente risentito di più.

Le assoluzioni

Diversa la sorte degli altri due convenuti. Mario Canessa, subentrato a Maggiolo solo dal marzo 2019 in via temporanea – era un funzionario di categoria C, privo della qualifica prevista per dirigere l’ufficio – si è trovato a gestire una fortissima carenza di personale (passato da sette a tre addetti in pochi anni) e l’emergenza Covid, che nel 2020 lo ha costretto per un periodo a mandare avanti da solo l’intero servizio. Nonostante questo, secondo la Corte, in quel periodo gli accertamenti sono addirittura triplicati e si è arrivati all’esternalizzazione del servizio, poi confermata dalla sua successore. Per i giudici “nessun rilievo è da formularsi” nei suoi confronti.

Assolto anche l’allora sindaco Francesco Olivari, chiamato in causa per omesso esercizio dei poteri sostitutivi previsti dall’articolo 50 del Testo unico enti locali nei confronti dei dirigenti rimasti inerti. La Corte ha ricordato che la gestione degli uffici è per legge di competenza esclusiva dei dirigenti, mentre al sindaco spetta la sola funzione di indirizzo politico: non essendo emersa una sua consapevolezza preventiva del progressivo deterioramento della situazione, un suo intervento diretto sarebbe potuto apparire come un’indebita ingerenza nell’attività amministrativa.

Il danno ridotto in corso di giudizio

L’importo finale del danno erariale, 419.073,57 euro, è inferiore a quello inizialmente contestato dalla Procura. La Corte ha infatti accolto due eccezioni difensive: da un lato un errore di metodo della Guardia di Finanza, che in alcuni casi aveva applicato alla Tari la tariffa più alta prevista per attività commerciali a immobili in realtà a uso abitativo; dall’altro il principio secondo cui il danno non può coincidere con l’intero importo accertato, ma va commisurato alla percentuale di tributi effettivamente riscuotibile, oscillata negli anni in questione tra l’82-83% per l’Imu del 2013-2014 e valori compresi tra il 55 e l’89% nel triennio successivo.

Sulla somma dovuta da Maggiolo e Monzù sono previsti, oltre alla rivalutazione monetaria secondo gli indici Istat, anche gli interessi compensativi e moratori, con decorrenza dal 31 dicembre 2021, data in cui si sono prescritti i tributi presi in considerazione dalla sentenza. 21 agosto 2026 
Fonte Link: ilsecolo XIX.it