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Don Antonio Moroni: Anzitutto che cosa è l’Ambiente?

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Prof. Antonio Moroni

Per capire cos’è l’Educazione ambientale, occorre chiarire il significato dei termini ambiente ed educazione e il rapporto che intercorre tra essi.

Ogni essere vivente ha un ambiente interno e un ambiente esterno. L’ecosistema rappresenta il livello ottimale in cui è possibile studiare la struttura e i processi del funzionamento dei singoli sistemi ambientali, naturali e umani.

L’ambiente interno, proprietà comune a tutti i livelli dell’organizzazione della vita sul pianeta, è una realtà viva, fragile e complessa, costituita dai fattori che formano la struttura di un dato livello e dal sistema dei rapporti che si realizzano nello spazio e nel tempo e nella condizione normale o alterata tra questi fattori stessi.

Alle soglie del 2000 l’ambiente presenta aspetti stupendi e drammatici. Tra i primi vi sono i risultati della ricerca scientifica e la ricaduta di essi sullo sviluppo tecnologico e sui cicli produttivi. Sono aspetti che riguardano potenzialità offerte alle persone per la vita quotidiana, per il cibo, per le comunicazioni, per la salute e per l’informazione.

Sono, però, preoccupanti alcuni fenomeni quali l’incertezza esistenziale diffusa, determinata da un affievolimento nelle persone del valore della vita umana cui fa riscontro un dibattito socioculturale troppo debole, ma soprattutto frammentato in aree culturali che operano una separatamente dall’altra. E ciò a fronte di fenomeni di compromissione della qualità ambientale globale: i cambiamenti climatici, la rarefazione dell’ozonosfera, i flussi migratori, la globalizzazione che è solo di mercato.

L’ambiente, come noi lo percepiamo, è il risultato finale di una vicenda durata milioni di anni, nella quale si sono venuti sviluppando in sequenza l’ambiente naturale e l’ambiente umano.

La vita, una volta originata, reagisce per continuare ad esistere dentro l’ambiente e lo modifica, ma, l’ambiente modificato costringe il vivente a cambiare nuovamente.

Per far fronte ai cambiamenti dell’ambiente esterno ad essi gli organismi viventi hanno sviluppato, attraverso i processi dell’evoluzione biologia, strutture e processi di regolazione interna sempre più complessi. Si parla di livelli di organizzazione (o di integrazione) dei viventi a complessità biologia crescente: macromolecole (DNA), cellule, individui (specie), popolazioni, comunità biotica (o biocenosi). Nei successivi livelli di integrazione entrano in gioco i viventi (biocenosi) e il relativo sistema di fattori abiotici (biotopo), ecosistema, paesaggio (o landscape), bioma, biosfera.

Le proprietà emergenti dei livelli di organizzazione gerarchica prevedono che in ogni livello i componenti del livello inferiore sono organizzati in un tutto funzionante a maggiore complessità strutturale con proprietà, forma, identità nuove (proprietà emergenti).

 

L’ambiente umano

Quando l’umanità è entrata nella natura ha portato un nuovo fattore: l’intenzionalità nella gestione di sé e del proprio ambiente esterno. Gli esseri umani sono inseriti nella natura, fanno parte delle catene alimentari, sono esseri naturali, come gli animali e le piante,però ne emergono perché sono persone consapevoli di se stessi e questa consapevolezza non li pone sopra e fuori la natura, ma li rende responsabili di una corretta gestione di sé, della natura e della città.

La percezione dell’appartenenza, dell’inserzione e dell’emergenza, della consapevolezza e della responsabilità è il fondamento dell’etica ambientale che è quindi la base di un comportamento corretto verso la natura.

Mentre animali e piante seguono un comportamento deterministico, innato, le persone umane si dormano gradualmente attraverso l’interazione del proprio patrimonio genetico con gli ambienti esterni con i quali essi vengono a contatto. Il loro comportamento è consapevole e responsabile.

Entrando nella natura, gli esseri umani vi hanno recato un nuovo fattore ecologico che segna il passaggio dall’ambiente naturale all’ambiente umano: la cultura.

Per chiarire il rapporto tra l’essere umano e la natura, occorre affrontare la questione tra l’antropocentrismo e il biocentrismo.

Il biocentrismo, l’ecologia profonda, ritiene che l’uomo, in quanto inserito nella natura, ne deve seguire le regole. L’antropocentrismo prende e assolutezza l’altro concetto: l’uomo emerge dalla natura, ne è fuori e al di sopra. Se prese in assoluto queste due osservazioni non sono sufficienti; l’interazione tra le due porta ad una visione realistica della realtà e delle persone umane ( inserzione e emergenza), alla realtà.

Lo studio di un ambiente umano, ad esempio della città, richiede discipline naturalistiche (botanica, zoologia, meteorologia, ecologia, ecc.) e l’apporto delle scienze umane (storia, geografia, sociologia, arte, musica, poesia, ecc.).