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“e-waste”: riuso e riciclo di PC, cellulari e TV

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WEEE-man a Londra South Bank, foto di polymer808 da Flickr, con licenza Creative Commons Attribution
ELENA IGNATOVA,
TRADUZIONE DI STEFANIA BETTASSA

(lastampa.it) Oggi nel mondo famiglie e aziende creano costantemente enormi quantitativi di "e-waste" (Waste of electric and electronic equipment (WEEE) o Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), causando diversi problemi a livello ambientale e sanitario, considerati i materiali e anche le sostanze tossiche spesso impiegate.

  Come spiega l’organizzazione StEP (Solving the E-Waste Problem):

«Il termine e-waste viene usato per indicare tutte quelle apparecchiature elettriche ed elettroniche che sono entrate o potrebbero entrare nel flusso dei rifiuti. Il termine è piuttosto generico, e include tv, computer, telefoni cellulari, elettrodomestici in generale (come frigoriferi, lavatrici, asciugatrici e simili), impianti stereo e video, giocattoli, tostapane, bollitori – insomma, qualsiasi apparecchio casalingo o industriale provvisto di circuiti o componenti elettrici, ad alimentazione elettrica o a batterie.»

Il rapido ritmo delle innovazioni tecniche e della sostituzione di apparecchiature elettroniche , così come i prezzi relativamente bassi, contribuiscono non poco a ingigantire il problema dell’e-waste. E la gestione di questo tipo di rifiuti prevede il riutilizzo o il riciclaggio delle vecchie apparecchiature. Tony Roberts evidenzia l’importanza del problema sul suo blog Laptop Burns:

[…] Stiamo creando una bomba ad orologeria tossica con oltre 20 miliardi di apparecchi scartati, e ciò richiede la nostra urgente attenzione. Le Nazioni Unite stimano che nel 2009 i cellulari in uso nel mondo fossero 4.6 miliardi (http://bit.ly/qtwGU). Secondo gli indicatori di sviluppo della Banca Mondiale nel 2005 c’erano 2.6 miliardi di radio (http://bit.ly/1KW5U6) e 2 miliardi di televisori (http://bit.ly/1KW5U6). Una ricerca del Gartner rivela che ad oggi nel mondo ci sono oltre 1 miliardo di computer (http://bit.ly/uxy68). Tali cifre sono in continuo aumento: ogni anno produciamo e consumiamo fino ad un miliardo di cellulari in più. Si tratta di un problema senza precedenti.
[…] Per fortuna la soluzione è tutt’altro che misteriosa. Dobbiamo ridurre l’impronta al carbonio derivante dalle estrazioni minerarie e dall’uso di sostanze tossiche usate nella produzione di apparecchi elettrici ed elettronici. Occorre avviare politiche comuni a livello internazionale per promuovere il riutilizzo degli apparecchi funzionanti, e riciclare tutti i rifiuti di questo tipo a livello nazionale, così come dichiarare illegale lo scarico e l’esportazione dell’e-waste. E dobbiamo anche rinforzare il principio noto come "Chi inquina paga".

Haley Bowcock (della ONG inglese Oxfam) insiste sui vantaggi del riutilizzo rispetto al riciclo:

[…] Il riutilizzo di apparecchi elettronici offre grandi opportunità, soprattutto perché questi oggetti vengono rimpiazzati assai prima che il loro ciclo vitale sia concluso, per via dell’innovazione sempre più rapida e della voglia dei consumatori di avere sempre l’ultimo modello. Questi rifiuti però spesso finiscono nelle discariche o vengono riciclati. Sebbene dal riciclaggio derivino indubbi benefici sia per l’ambiente che per la salute, i vantaggi sono ben minori per apparecchi elettronici che non hanno ancora concluso il ciclo vitale. Ricerche empiriche hanno infatti dimostrato che riutilizzare un computer fa risparmiare 20 volte più energia piuttosto che riciclarlo. […] Haley segnala inoltre un rapporto speciale di Computer Aid International, altra ONG britannica che raccoglie i computer dismessi dalle aziende e li offre a prezzi simbolici a Paesi in via di sviluppo, dal titolo Why Reuse is Better Than Recycling, in cui vengono elencati vari dati-chiave e raccomandazioni specifiche: i>Dati chiave:

  • La produzione di apparecchi elettronici consuma grandi quantità di energia e materiali tra cui sostanze tossiche o di valore, o entrambi; occorre quindi evitare che finiscano nelle discariche.
  • L’alta frequenza con cui vengono rimpiazzati questi apparecchi e il fatto che la maggior parte dell’energia che consumano viene utilizzata per produrli piuttosto che per farli funzionare (80% contro 20%) significa che qualsiasi iniziativa che ne prolunghi la vita – come, ad esempio, il loro riutilizzo – dovrebbe avere la priorità.
  • Riutilizzare computer ancora in buono stato fa risparmiare 20 volte più energia rispetto al loro riciclo. Inoltre, il riutilizzo ha costi assai minori in termini di sfruttamento delle risorse. Di conseguenza, la gerarchia delle opzioni di gestione dei rifiuti, che preferisce il riutilizzo al riciclaggio, si può applicare ai rifiuti elettronici e a quelli di altro tipo.
  • Le apparecchiature elettroniche vengono spesso sostituite prima che ne sia concluso il ciclo vitale, quindi il riutilizzo avvantagerebbe quanti non possono permettersi di acquistarle nuove.
  • I risultati superiori del riutilizzo sono stati riconosciuti anche dalla legislazione dell’Unione Europea. La Direttiva europea sui Rifiuti di Apparecchi Elettrici ed Elettronici contiene elementi che danno la priorità al riutilizzo, ma la mancanza di target specifici fa sì che spesso il riciclaggio diventi la norma di fatto. Perciò occorre fare di più sia in Europa che altrove per cominciare a raccogliere i frutti del riutilizzo.

Raccomandazioni:

  • Per far diventare realtà i molti benefici del riutilizzo, tutti i soggetti coinvolti nella gestione di apparecchiature elettroniche ormai inutilizzate (e degli altri tipi di e-waste) devono impegnarsi a garantire quanto segue:
  • I produttori devono ridurre l’inquinamento ambientale da rifiuti prevedendo il riutilizzo dei loro prodotti già al momento della progettazione. Apparecchi con queste caratteristiche sarebbero molto più facili da rinnovare e potrebbero essere smontati con facilità per poi venir riparati o riciclati. Troppi prodotti sono progettati in modo obsoleto, e le istruzioni dovrebbero promuovere il riutilizzo piuttosto che il riciclaggio.
  • I consumatori devono allungare quanto più possibile la vita dei loro apparecchi rimandando la sostituzione al momento in cui ne avranno effettivamente esaurito l’utilità. Potrebbero inoltre dare la priorità al riutilizzo donando gli apparecchi ancora utilizzabili e riciclandoli solo al termine del loro ciclo vitale.
  • I Governi devono introdurre target e standard ben precisi per il riutilizzo e monitorarne l’efficacia. Importante anche lanciare campagne d’informazione pubblica sulla gerarchia dei rifiuti e sull’importanza ambientale di dare la priorità al riutilizzo, osì come imporre lo stoccaggio separato delle apparecchiature riutilizzabili all’interno delle discariche.

Sustainable Electronics Initiative

Infine, nel post Where Do I Recycle My Old Electronics? sul blog della Sustainable Electronics Initiative [organizzazione dedita allo sviluppo di un sistema più sostenibile per progettazione e produzione di apparecchiature elettroniche], Aida Sefic Williams rilancia fra l’altro iniziative quali l’Electronic Take-Back and Donation Programs e segnala altri servizi per cancellare i dati personali da cellulari e computer.
Il sito è caldamente consigliato per la varietà di risorse e aggiornamenti sull’e-waste relativi a varie regioni del mondo.

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Testo originale: Global: e-Waste – Recycle or Reuse? di Elena Ignatova. Ripreso da Global Voices Online: sito-progetto che aggrega, organizza e amplifica la conversazione globale online – gettando luce su luoghi e persone spesso ignorati dagli altri media. Foto: WEEE-man a Londra South Bank, di polymer808 da Flickr, usata con licenza Creative Commons Attribution.