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La Spezia città senza fogne. Quasi metà dei quartieri scarica dritta nel golfo

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Sondra Coggio

La Spezia – Tutti allacciati al depuratore. Anzi, no. E – dietro gli annunci altisonanti del recente passato, con tanto di promesse di rifare il bagno alla Morin – spunta una verità diversa.

Spezia non è più quella dell’800, con i fiumi di liquami che scorrevano per le strade, ma ci sono intere zone della città che non sono affatto collegate al depuratore. E non potrebbero proprio esserle: perché semplicemente non hanno neanche la rete fognaria. Altre palazzine, scaricano quel che esce dai servizi igienici direttamente nei canali, in cui dovrebbero riversarsi solo le piogge. E c’è chi – per completare il quadro – scarica in un sistema che convoglia ad una serie di fosse biologiche private, che – quando piove – finiscono dritte in mare.

La guerra dei numeri che ha visto protagonisti l’assessore Kristopher Casati, che in commissione consiliare ha descritto un quadro drammatico, e la capogruppo di opposizione Federica Pecunia, che ha rivendicato i passi avanti fatti da chi c’era prima, ha strappato una coperta troppo corta. E ha messo a nudo una realtà che fa a pugni con quelle percentuali idilliache che volevano il capoluogo collegato al 95% con l’impianto degli Stagnoni.

Al di là del ring della politica, il dato di fatto è che l’intera parte della città che sta fra Piazza Europa e via Foscolo, fra via Veneto e Valdellora, non ha una rete nera. I reflui finiscono con le acque piovane. Ci sono solo due separatori, nei pressi di Piazza Verdi e in via Doria. Punto. E quei canali vengono intercettati finché c’è secco, in qualche modo. Se piove, la brodaglia finisce in mare. E interi palazzi della zona nord, da via Genova, e dalla sponda destra del Colombaro, ma anche da via Monfalcone, e da Maggiano, scaricano nel Lagora. E da lì, in mare. E poi, c’è la parte del centro storico che riversa nel canale Prione, Poggio in testa, scalinate comprese.

Come sia possibile sostenere che il 95% degli spezzini sia allacciato al depuratore, è un mistero. Il dato empirico sventolato a suo tempo sta nel fatto che comunque agli Stagnoni arriva una valanga di liquami, qualcosa come 20 mila metri cubi al giorno. E quei livelli corrispondono ad una città. Certo è che la fogna che corre nei canali, ammorba interi quartieri, e non contribuisce a rendere Spezia pulita e profumata.

Il caso di Acam, l’impianto sanzionato dalla Capitaneria

La giustizia dovrà stabilire di chi sia la responsabilità della strage di muggini avvenuta giorni fa alla Marina del Canaletto. Nell’attesa a farsi carico delle spese di smaltimento delle carcasse è stato il Comune, per oltre 8 mila euro.

E intanto – vero colpo di scena – la capitaneria di Porto ha inoltrato un verbale di sanzione ad Acam, da 6 mila euro, per «scarico non autorizzato», contestando almeno l’ultimo dei ricorsi al by pass, quel meccanismo che permette di versare in mare i liquami non trattati in caso di necessità.

Secondo l’autorità marittima evidentemente o la necessità non c’era o sono state violate le regole. E l’unica certezza, al di là del riserbo delle istituzioni, è che l’impianto è stato multato. E questo innesca già di per sé un caso. 20 ottobre 2018

Fonte Link: http://www.ilsecoloxix.it/p/la_spezia/2018/10/20/ADNVsFEC-spezia_quartieri_scarica.shtml